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	<title>DN - DifesaNews &#187; Analisi</title>
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		<title>Lo Schieramento di Mezzi della Coalizione per la Guerra in Libia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 12:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>

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		<description><![CDATA[Un elenco quanto più possibile aggiornato diviso per paesi partecipanti dei mezzi schierati per la campagna Odyssey Dawn (ora Unified Protector), che prende sempre più le sembianze, data la neutralizzazione repentina dell&#8217;avversario, di una gigantesca esercitazione aeronavale per il collaudo e la prova in operazioni reali degli assetti della coalizione. Stati Uniti (Operazione Odyssey Dawn) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un elenco quanto più possibile aggiornato diviso per paesi partecipanti dei mezzi schierati per la campagna Odyssey Dawn (ora <strong>Unified Protector</strong>), che prende sempre più le sembianze, data la neutralizzazione repentina dell&#8217;avversario, di una gigantesca esercitazione aeronavale per il collaudo e la prova in operazioni reali degli assetti della coalizione.</p>
<p><strong>Stati Uniti (Operazione Odyssey Dawn)</strong></p>
<p>· Sottomarini classe Los Angeles USS Newport News (SSN 750), USS Providence (SSN 719), USS Scranton (SSN 756) e USS Florida (SSGN 728), classe Ohio.<br />
· Cacciatorpedinieri USS Barry e Stout (classe Burke).<br />
· LHD Kearsarge (LHD 3), classe WASP, con i quattro velivoli AV-8B Harrier II+ imbarcati ed MV-22, e LPD Ponce (LPD 15), classe Austin, con a bordo i Marines del 26th Marine Expeditionary Unit (MEU).<br />
· Nave comando Mount Whitney (LCC/JCC 20).<br />
· Nave di supporto Lewis and Clark (T-AKE 5), fregata Robert E. Peary e il rifornitore Kanawha.<br />
· 4 Aerei da guerra elettronica EA-18G Growler, 4 P-3C Orion per sorveglianza marittima, un EP-3E Aries per sorveglianza elettronica.<br />
· 3 Bombardieri B-2, con missioni in volo non-stop dalla base Whiteman nel Missouri, così come 2 B-1 con partenza da Ellsworth AFB, 10 caccia F-15E (1 precipitato vicino Bengasi per avaria tecnica, entrambi i piloti in salvo) e 8 F-16CJ giunti ad Aviano da Spangdahlem, F-16CG del 31 FW. Alcuni F-16CJ sono stati rischierati a Sigonella con i Growler.<br />
· In arrivo anche il gruppo navale per assalto anfibio Bataan Amphibious Ready Group, con le navi Bataan, Mesa Verde e Whidbey Island.<br />
· Elicotteri CH-53 e MH-60.<br />
· 1 EC-130H.<br />
· 1 EC-130J.<br />
· 1 KC-130J.<br />
· 2 KC-135.<br />
· 1 U-2.<br />
· 1 Global Hawk.<br />
· 2 MQ-1 Predator</p>
<p><strong>Francia (Operazione Harmattan)</strong></p>
<p>· Portaerei Charles de Gaulle, con 8 Rafale F3, 6 Super Étendard Modernisé, 2 E-2C Hawkeye, 2 elicotteri EC725 Caracal e 1 SA330 Puma.<br />
· Cacciatorpedinieri Jean Bart e Forbin.<br />
· Fregate Dupleix e Aconit, rifornitore Meuse.<br />
· 8 Rafale, 2 Mirage 2000-5, 2 Mirage 2000-D, 6 tanker KC-135 e una piattaforma AWACS E3F.<br />
· C-160G.</p>
<p><strong>Regno Unito (Operazione Ellamy)</strong></p>
<p>· 1 sottomarino HMS Triumph classe Trafalgar (rientrato il 2 aprile e sostituito dal HMS Turbulent).<br />
· Fregate Westminster (Type 23) e Cumberland (Type 22).<br />
· 10 Typhoon (due ora ritirati) e 4 Tornado GR4 (ora 12 in totale) schierati a Gioia del Colle.<br />
· 2 E3-D Sentry, 1 Sentinel R1, 1 R1 Nimrod, 1 TriStar, 2 VC-10, C-17 e C-130.<br />
· Cacciatorpediniere HMS Liverpool in sostituzione della fregata HMS Cumberland, cacciamine HMS Brocklesby.</p>
<p><strong>Italia</strong></p>
<p>· Portaerei leggera Giuseppe Garibaldi con bordo 8 AV-8B Harrier II Plus, 3 elicotteri da pattugliamento marittimo EH-101 e 2 elicotteri AB-212, un team del Reggimento San Marco.<br />
· Cacciatorpediniere Andrea Doria (rientrato a Taranto il 1° aprile assieme alla corvetta Fenice e al pattugliatore Comandante Borsini), fregata Libeccio con due AB-212, nave rifornitrice Etna con un AB-212, pattugliatore Comandante Bettica con un AB-212, LPD San Marco.<br />
· 4 Tornado ECR, 2 Tornado IDS, 4 F-16, gli Eurofighter del 36° stormo di Gioia del Colle e 4 Eurofighter del 4° Stormo dislocati a Trapani Birgi, 3 C-130J. </p>
<p><strong>Canada (Operazione Mobile)</strong></p>
<p>· Fregata Charlottetown, classe Halifax.<br />
· 6 CF-18 (Trapani-Birgi).<br />
· 2 C-17.<br />
· 2 C-130J.<br />
· 1 CC-150.</p>
<p><strong>Spagna</strong></p>
<p>· 4 F-18 a Decimomannu (rischierati a Sigonella).<br />
· 1 tanker 707, 1 CN-235.<br />
· Fregata F-100 Méndez Núñez, 1 sottomarino S-74 Tramontana (sostituito ora dal Mistral).</p>
<p><strong>Grecia</strong></p>
<p>· 4 F-16.<br />
· 1 EMB-145 Erieye.<br />
· 2 AS.332 Super Puma.<br />
· 1 Fregata.</p>
<p><strong>Belgio</strong></p>
<p>· 6 F-16.</p>
<p><strong>Paesi Bassi</strong></p>
<p>· 6 F-16 (Decimomannu).<br />
· 1 Tanker KDC-10.<br />
· 1 Cacciamine Hr. Ms. Haarlem.</p>
<p><strong>Danimarca</strong></p>
<p>· 6 F-16 schierati a Sigonella.<br />
· 1 C-130J.</p>
<p><strong>Norvegia</strong></p>
<p>· 6 F-16.</p>
<p><strong>Svezia</strong></p>
<p>· 8 Gripen, 1 C-130 (Decimomannu, ora a Sigonella).</p>
<p><strong>Turchia</strong><br />
· 4 Fregate<br />
· 1 Nave appoggio<br />
· 1 Sottomarino</p>
<p><strong>Emirati Arabi Uniti</strong></p>
<p>· 6 Mirage 2000 e 6 F-16 (1 danneggiato in fase di atterraggio a Sigonella).</p>
<p><strong>Qatar</strong></p>
<p>· 2 Mirage 2000, 1 C-17.</p>
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		<title>Lanciata l&#8217;operazione Odyssey Dawn, bombardamenti sulla Libia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 11:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>

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		<description><![CDATA[Le forze &#8220;democratiche&#8221; occidentali hanno dato inizio all&#8217;operazione Alba d&#8217;Odissea con un attacco delle forze militari fornite dalla &#8220;coalizione dei volenterosi&#8221; contro la Libia di Gheddafi, prevalentemente incentrato sulla distruzione delle difese aeree libiche (DEAD &#8211; destruction of enemy air defenses) come prassi per l&#8217;applicazione della No-Fly Zone, autorizzata dalla risoluzione 1973 del Consiglio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/tomahawk_burke.jpg" alt="" title="La USS Barry lancia un Tomahawk" width="450" height="360" class="alignnone size-full wp-image-3995" /><br />
Le forze &#8220;democratiche&#8221; occidentali hanno dato inizio all&#8217;operazione Alba d&#8217;Odissea con un attacco delle forze militari fornite dalla &#8220;coalizione dei volenterosi&#8221; contro la Libia di Gheddafi, prevalentemente incentrato sulla distruzione delle difese aeree libiche (DEAD &#8211; destruction of enemy air defenses) come prassi per l&#8217;applicazione della No-Fly Zone, autorizzata dalla risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L&#8217;attacco ha preso di mira anche centri di comando e controllo, basi aeree, reti di comunicazione nei dintorni della capitale Tripoli e sulla costa mediterranea. </p>
<p>William Gortney, portavoce del Dipartimento alla Difesa americano, ha affermato che all&#8217;operazione partecipano, oltre gli Stati Uniti, a vario grado di coinvolgimento anche Italia, Francia, Gran Bretagna, Canada e alcuni paesi della Lega Araba (gli alleati USA Bahrain, Giordania, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi). L&#8217;operazione è gestita dal Generale americano Carter Ham, a capo dello US Africa Command basato a Stoccarda, in Germania.</p>
<p>Benchè formalmente l&#8217;obiettivo della coalizione militare sia quello di prevenire ulteriori attacchi da parte delle forze libiche sui rivoltosi, è chiara la volontà di degradare il potere di Muammar Gheddafi come misura preventiva al &#8220;regime change&#8221;, con tutte le implicazioni strategiche e geopolitiche del caso.</p>
<p>Mentre sorgono i primi attriti tra Francia e USA per presunti raid non concordati relativi al primo attacco francese di ieri, l&#8217;Ammiraglio americano Mike Mullen ha annunciato che la zona di non sorvolo è ufficialmente già operativa.</p>
<p>La prima operazione ha visto protagonisti ieri i caccia multi-ruolo Rafale dell’Armée de l’Air partiti dalla Francia e rimasti in zona d&#8217;operazioni, con l&#8217;ausilio di rifornimenti in volo, per il tempo necessario all&#8217;acquisizione degli obiettivi (forze di terra nell&#8217;area di Bengasi) e la loro distruzione, attività cominciata alle 17:45 circa. L&#8217;operazione, denominata Harmattan, è partita ufficialmente alle ore 13:30 e ha coinvolto 8 Rafale, 2 Mirage 2000-5, 2 Mirage 2000-D, 6 tanker KC-135 e una piattaforma AWACS E3F. Hanno partecipato anche le due fregate Jean Bart e Forbin.</p>
<p>Dal mare è partito l&#8217;attacco anglo-americano condotto per mezzo di missili Tomahawk lanciati sia da un sottomarino inglese classe Trafalgar che dalle unità di superficie e sommerse americane (la sesta flotta è schierata con a comando la nave Mount Whitney, presenti anche i sottomarini classe Los Angeles USS Newport News, Providence, Scranton e lo SSGN Florida, classe Ohio, mentre nessuna portaerei è al momento disponibile in zona). Il cacciatorpediniere USS Barry, classe Burke (DDG 52), è stato tra le prime piattaforme assiemo allo USS Stout (DDG-55) a far partire i circa 110 missili da crociera contro i circa 20 siti anti-aerei libici, aiutato anche dai Tornado GR4 della Royal Air Force, arrivati in volo dalla base inglese di Marham, che hanno rilasciato un imprecisato numero di missili Storm Shadow. I caccia della RAF hanno quindi compiuto un&#8217;operazione di bombardamento percorrendo 3.000 km fra andata e ritorno, il che ne fa la missione d&#8217;attacco a maggiore distanza compiuta dalla guerra delle Falkland-Malvinas. A supporto sono stati schierati un rifornitore VC-10 e un TriStar, così come un AWACS E3D Sentry e il velivolo da sorveglianza Sentinel R1. In zona anche le fregate HMS Westminster e HMS Cumberland. Sei F-16 danesi sono giunti invece alla base aerea di Sigonella, in cui giungeranno anche sei F-16 norvegesi, mentre forze aeree greche sono a disposizione con base a Creta.</p>
<p>Resta da valutare in quale misura siano stati coinvolti gli Eurofighter Typhoon della RAF, al loro primo intervento in teatro, che saranno utilizzati anche per il mantenimento della zona di non sorvolo, così come le piattaforme da guerra elettronica e i droni per intelligence, sorveglianza e ricognizione Global Hawk. Sembra ormai certo l&#8217;impiego di 3 bombardieri B-2 che hanno colpito con 4 decine di JDAM una base aerea libica. Intanto 4 F-18 spagnoli, assieme ad un aereo da rifornimento 707 ed uno da sorveglianza marittima CN-235 sono arrivati alla base di Decimomannu in Sardegna, accompagnati dalla fregata F-100 Méndez Núñez e dal sottomarino S-74 Tramontana.</p>
<p>Per quanto riguarda il coinvolgimento italiano, essenzialmente di supporto informativo (grazie alla costellazione COSMO-SkyMed) e logistico attraverso le 7 basi di Aviano (dove oltre i 40 F-16 di stanza sono arrivati a varie riprese F-15, F-18, C-130, C-17), Decimomannu, Trapani, Pantelleria, Sigonella, Gioia del Colle e Amendola, esso prevede la portaerei leggera Garibaldi, al largo delle coste libiche con i suoi AV-8B Harrier II Plus, assieme al cacciatorpediniere Andrea Doria, il rifornitore Etna che comanda il gruppo navale, il pattugliatore Libra e la fregata Euro, assieme ad assetti per ricerca e soccorso (SAR). Così come il Canada, al momento il nostro paese non ha preso parte ufficialmente agli attacchi, anche se pronto a fornire dalla base di Trapani Birgi, dove sono schierati anche gli aerei CF-18 canadesi, i Tornado IDS ed ECR armati di missili anti-radar HARM quali piattaforme d&#8217;attacco (alcuni di questi potrebbero aver partecipato a missioni SEAD sotto il controllo del comando di coalizione), e caccia F-16 ed Eurofighter per il mantenimento della no-fly zone.</p>
<p>I libici, sprovvisti di una vera Marina, prima dell&#8217;attacco potevano contare su un mix obsoleto di aerei ancora operativi composto da Mig 21 e Mig 23, Su-22 e Su-24, Mirage F-1 ed elicotteri Mi-24. La difesa antiaerea era costituita da batterie di missili SA-2/3/6 e SA-5 ed un numero imprecisato di Manpads distribuiti alle forze a terra.</p>
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		<title>Firmato Trattato di Cooperazione Militare tra Francia e Regno Unito</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 10:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[anti-terrorismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Un nuovo programma di cooperazione nel settore Difesa tra il Regno Unito e la Francia è stato annunciato dal Primo Ministro britannico David Cameron e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, a margine dell&#8217;incontro bilaterale tenutosi a Londra per delineare i termini di quella collaborazione che porterà ad una elevata sinergia industriale e tecnologica tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/11/cameron_sarkozy.jpg" alt="" title="Il PM Cameron e il Presidente Sarkozy al London Summit 2010 (Crown)" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-3354" /><br />
Un nuovo programma di cooperazione nel settore Difesa tra il Regno Unito e la Francia è stato annunciato dal Primo Ministro britannico David Cameron e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, a margine dell&#8217;incontro bilaterale tenutosi a Londra per delineare i termini di quella collaborazione che porterà ad una elevata sinergia industriale e tecnologica tra i due paesi, per evitare spese ridondanti e aumentare allo stesso tempo efficienza e capacità militare.</p>
<p>Questo accordo segue le linee guida indicate nel Strategic Defence and Security Review, recentemente pubblicato dal governo inglese, che spinge verso relazioni più forti con gli alleati principali del Regno Unito, i cui interessi di sicurezza e capacità militari sono analoghi. </p>
<p>In questo senso gli stanziamenti alla difesa di Francia e Regno Unito costituiscono la metà del totale di quelli di tutte le nazioni europee, e i due terzi nel settore ricerca e sviluppo.</p>
<p>&#8220;Ci sono molte ragioni per cui questa cooperazione ha senso. Noi siamo le uniche potenze nucleari europee. Noi abbiamo i budget più grandi nel settore difesa e siamo gli unici due paesi con una reale capacità di proiezione su larga scala. Siamo entrambi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e membri guida del G8 e del G20. Non c&#8217;è momento migliore per approfondire il nostro rapporto con la Francia. Da quando il presidente Sarkozy è entrato in carica, abbiamo visto un vigoroso tentativo di portare l&#8217;Europa e l&#8217;America più vicine, e di integrare maggiormente la Francia nella NATO&#8221;, ha affermato il Ministro della Difesa inglese Liam Fox.</p>
<p>In termini pratici, le misure concordate tra il Regno Unito e la Francia prevedono:</p>
<p>• Lo sviluppo congiunto di una Combined Joint Expeditionary Force (CJEF), intesa a costituire una capacità di proiezione non permanente a livello brigata in grado di svolgere una serie di operazioni in futuro sia agendo a livello bilaterale che attraverso la NATO, la UE o altri accordi di coalizione. La guida di questo assetto, che farà affidamento su reparti provenienti da esercito, marina e aeronautica, sarà affidata ad un comandante francese o inglese con inizio delle esercitazioni nel 2011.</p>
<p>• L&#8217;implementazione di un team integrato di lavoro articolato sul centro della CEA (Commissariat à l’énergie atomique) di Valduc, in Francia, e supportato da quello della AWE (Atomic Weapons Establishment) di Aldermaston, UK, per la gestione delle testate nucleari francesi ed inglesi in materia di progettazione, test, sicurezza e manutenzione, in modo da condividere attrezzature e competenze e ridurre di molto i costi di quello che potrebbe configurarsi in futuro come un deterrente nucleare comune europeo. La durata di questo accordo, concertato in maniera separata dal resto del trattato, sarà di almeno 50 anni, a partire dal 2014.</p>
<p>• La formazione di un gruppo navale combinato costruito attorno alla portaerei francese Charles de Gaulle o alla HMS Queen Elizabeth a partire dal 2020, che integri assetti navali delle due nazioni per fornire una capacità d&#8217;attacco congiunto dal mare. La recente decisione di dotare l&#8217;unità inglese con catapulte e cavi d&#8217;arresto permetterà agli aerei francesi di operare dal suo ponte così come agli F-35C di essere lanciati dalla CdG.</p>
<p>• Lo sviluppo congiunto di nuove dottrine militari e programmi di addestramento.</p>
<p>• Una cooperazione avanzata in materia di acquisizione di equipaggiamenti e tecnologie, con accordi relativi allo sviluppo di un aereo senza pilota MALE (Medium Altitude Long Endurance), con data di consegna per il 2015/2020; un nuovo programma di ricerca UCAS (Unmanned Combat Aircraft System), che potrebbe portare ad un velivolo operativo nel 2030; nuovi sistemi d&#8217;arma, come il missile antinave di MBDA lanciabile da elicottero FASGW(H)/ANL e un programma di miglioramenti per il missile da crociera Scalp/Storm Shadow; tecnologie da integrare nei sottomarini nucleari di prossima generazione; nuovi assetti navali per la lotta antimine; una nuova costellazione di satelliti militari per comunicazioni da far entrare in servivio nell&#8217;arco temporale 2018/2022; attività di ricerca e sviluppo.</p>
<p>• Realizzare una logistica integrata comune, come particolare riferimento alla fornitura di ricambi, supporto, addestramento e manutenzione per il nuovo velivolo da trasporto A400M. In questo senso verrà firmato un singolo contratto con Airbus Military (EADS) entro la fine del 2011 in tempo per l&#8217;arrivo del primo aereo francese nel 2013.</p>
<p>• Lo sviluppo di una più forte base industriale e tecnologica nel settore Difesa, che potrebbe portare alla costituzione, nel caso di acquisizioni di sistemi d&#8217;arma complessi, di un solo fornitore europeo, che in qualità di unico contractor, sia capace di portare a risparmi dell&#8217;ordine del 30%.</p>
<p>• Il rafforzamento della collaborazione in tema di sicurezza informatica e anti-terrorismo.</p>
<p>Nel complesso, il trattato di cooperazione consentirà di rafforzare i legami operativi tra le forze armate francesi e inglesi, la condivisione e lo scambio di materiali ed attrezzature, la costruzione di impianti comuni, l&#8217;accesso ai rispettivi mercati della difesa, e una maggiore intesa industriale e tecnologica, rispettando gli impegni sia con la NATO che con l&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Il trattato precisa che lo schieramento combinato di truppe dovrà ricevere l&#8217;avvallo di entrambi i paesi, mentre i termini della condivisione di informazioni militari sarà oggetto di ulteriori discussioni tra i rispettivi Capi di Stato Maggiore della Difesa.</p>
<p>In ogni caso i termini della collaborazione non pregiudicherranno la sovranità di ciascun paese nei riguardi della sua autonomia e della capacità di condurre operazioni militari singolarmente, mentre la possibile condivisione di informazioni riservate tra il Regno Unito, alleato privilegiato degli USA, e la Francia, potrebbe condurre, secondo John Bolton, ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite, a un netto taglio dei rapporti in materia di intelligence fra le due sponde dell&#8217;Atlantico.</p>
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		<title>UK: Pubblicata la Strategic Defence and Security Review</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 18:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[A400M]]></category>
		<category><![CDATA[British Army]]></category>
		<category><![CDATA[Classe Queen Elizabeth]]></category>
		<category><![CDATA[F-35 Lightning II JSF]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>

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		<description><![CDATA[Il documento presentato dal Primo Ministro inglese Cameron contiene i piani per rimodellare le forze armate in vista degli scenari previsti dalla National Security Strategy, comprese alcune variazioni rispetto alle ipotesi delineate precedentemente alla sua uscita. Lo strumento militare diverrà più snello ma complessivamente più efficiente, in termini di capacità per spesa pubblica. I piani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/MOD.jpg" alt="" title="" width="196" height="271" class="alignnone size-full wp-image-3251" />Il documento presentato dal Primo Ministro inglese Cameron contiene i piani per rimodellare le forze armate in vista degli scenari previsti dalla National Security Strategy, comprese alcune variazioni rispetto alle ipotesi delineate precedentemente alla sua uscita. Lo strumento militare diverrà più snello ma complessivamente più efficiente, in termini di capacità per spesa pubblica.<br />
I piani prevedono una riduzione del personale nei prossimi cinque anni in tutti e tre i servizi; in particolare la Royal Navy ridurrà il proprio organico con un taglio di circa 5.000 persone, l&#8217;esercito di 7.000, l&#8217;aeronautica di 5.000; il personale civile verrà ridotto di 25.000 unità. </p>
<p><em>Nel dettaglio:</em></p>
<p>La <strong>Royal Navy</strong> avrà una forza di superficie basata su 19 unità, tra fregate e cacciatorpedinieri (fra cui le Type 45 e 26), e la nuova portaerei HMS Queen Elizabeth (che trasporterà di norma 12 F-35C, con possibilità di aumento a 36, ed una componente ad ala rotante basata su 12 fra AW101 e Chinook, oltre ad 8 Apache a seconda della missione), riconfigurata con catapulte e cavi d&#8217;arresto. La modifica comporterà uno slittamento dell&#8217;entrata in servizio di circa tre anni. La HMS Price of Wales verrà costruita e messa subito in stato di &#8220;extended readiness&#8221;, ovvero sostanzialmente non operativa ma pronta ad entrare in azione a seconda delle necessità (la decisione se tenerla o venderla verrà presa nel 2015). La componente sottomarina sarà basata sui 4 SSBN Vanguard (che costituiscono il deterrente nucleare inglese e verranno sostituiti a partire dal 2028) e sui nuovi 7 sottomarini d&#8217;attacco classe Astute. La 3 Commando Brigade continuerà a costituire l&#8217;ossatura principale delle forze d&#8217;assalto anfibio inglesi, in grado di sbarcare rapidamente via elicottero 1.800 uomini, veicoli e strutture di comando e supporto.<br />
Entro il 2015 il personale si assesterà sui 30.000 uomini, con una ulteriore riduzione di 1.000 persone entro il 2020.<br />
La HMS Ark Royal verrà pensionata immediatamente, così come una fra la HMS Ocean o la HMS Illustrious (al termine di uno studio ad hoc verrà mantenuta quella che offrirà le migliori capacità nel ruolo di portaelicotteri), 4 fregate ed una nave della classe Bay (LSD). La componente elicotteristica marittima sarà basata su Wildcat e Merlin di AgustaWestland.</p>
<p>Il <strong>British Army</strong> sarà strutturato intorno a cinque brigate multi-ruolo (una verrà tagliata), di cui 4 in supporto alla singola con alto livello di prontezza di intervento. Ciascuna sarà  articolata su una forza da ricognizione, una di fanteria leggera e una meccanizzata. La 16 Air Assault Brigade, tra le prime ad entrare in azione in caso di conflitto, verrà mantenuta insieme alle sue unità di supporto e addestramento.<br />
L&#8217;esercito manterrà inoltre la capacità di comandare operazioni ad alto livello attraverso l&#8217;Allied Rapid Reaction Corps (ARRC) in ambito NATO, e ridislocare un quartier generale divisionale con uno in stato di supporto.<br />
La forza complessiva verrà ridotta a 95.000 persone entro il 2015, ma senza alcuna modifica alle unità combattenti in Afghanistan, con ipotesi di arrivare a 94.000 entro il 2020; i carri Challenger 2 verranno tagliati del 40% e l&#8217;artiglieria pesante (AS90) di circa il 35%.</p>
<p>La<strong> Royal Air Force</strong> sarà basata su velivoli Eurofighter Typhoon ed F-35C Lightning II Joint Strike Fighter (il cui ordine definitivo subirà dei tagli); capacità ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) verrà fornita dai 7 E-3D Sentry e dai 3 RC-135 Rivet Joint ordinati a marzo, oltre che dagli assetti unmanned. La componente da trasporto si articolerà su 7 C-17 e 22 A400M; i 14 nuovi tanker A330 (che sostituiranno dal 2013 i VC-10 e Tristar) all&#8217;occorrenza potranno trasportare uomini o materiale. Verranno acquisiti altri 12 elicotteri Chinook da affiancare ai Merlin.<br />
L&#8217;aeronautica si stabilizzerà inizialmente su 33.000 uomini entro il 2015, 31.500 entro il 2020; La flotta di C-130J Hercules sarà pensionata nel 2022 dieci anni prima di quanto previsto in favore dei più capaci A400M; ritiro previsto anche per l&#8217;aereo per raccolta informazioni tattiche R1 Sentinel ASTOR (Airborne Stand-Off Radar) poichè non più necessario per sostenere le operazioni in Afghanistan.<br />
La flotta di Tornado GR4 verrà ridotta mentre quella di Harrier verrà completamente pensionata nel 2011. Ciò determinerà la sospensione dell&#8217;aviazione navale basata su velivoli ad ala fissa fino al 2020, quando arriverà l&#8217;F-35C, che come l&#8217;Harrier, sarà gestito congiuntamente dalla RAF e dalla Royal Navy; il programma per gli aerei da pattugliamento marittimo Nimrod MRA4 verrà cancellato.</p>
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		<title>Regno Unito: Pubblicata la National Security Strategy &#8220;A Strong Britain in an Age of Uncertainty&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[anti-terrorismo]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha pubblicato il documento programmatico contenente le linee guida strategiche per la Sicurezza Nazionale chiamato “A Strong Britain in an Age of Uncertainty”. La nuova National Security Strategy definisce i rischi principali a cui si prevede sarà sottoposto il paese dividendoli in tre gruppi secondo importanza decrescente determinata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/englishflag-001.jpg" alt="" title="" width="205" height="120" class="alignnone size-full wp-image-3238" />Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha pubblicato il documento programmatico contenente le linee guida strategiche per la Sicurezza Nazionale chiamato “A Strong Britain in an Age of Uncertainty”. La nuova National Security Strategy definisce i rischi principali a cui si prevede sarà sottoposto il paese dividendoli in tre gruppi secondo importanza decrescente determinata dal possibile impatto e dalla probabilità di realizzazione.<br />
Al primo posto per livello di priorità compaiono:</p>
<blockquote><p>• il terrorismo internazionale, scatenato contro il Regno Unito o i suoi interessi, e condotto attraverso attacchi chimici, biologici, radiologici o nucleari. Previsto anche il rischio di un significativo aumento del terrorismo in Irlanda del Nord.<br />
• attacchi informatici ostili condotti da altri stati, ed un aumento dei crimini informatici su larga scala.<br />
• possibilità di un incidente rilevante o di una calamità naturale che richieda una risposta a livello nazionale, come gravi inondazioni costiere riguardanti tre o più regioni del Regno Unito, o una pandemia influenzale.<br />
• una crisi militare internazionale tra stati, che potrebbe coinvolgere il Regno Unito, i suoi alleati, nonché altri stati e attori non statuali.
</p></blockquote>
<p>Al secondo posto, fra i rischi meno probabili ma con stesso livello di impatto, compaiono:</p>
<blockquote><p>• un attacco diretto contro il Regno Unito o i territori d&#8217;oltremare da parte di un&#8217;altro stato, o condotto per procura, con utilizzo di armamenti chimici, biologici, radiologici o nucleari (CBRN).<br />
• rischio di instabilità, insurrezione o guerra civile in territori che potrebbero costituire un ambiente favorevole ai terroristi come base per poi minacciare il Regno Unito.<br />
• un aumento significativo del livello della criminalità organizzata che interessa il Regno Unito.<br />
• disturbo delle informazioni ricevute, trasmesse o raccolte dai satelliti, come probabile risultato di un deliberato attacco di un altro stato.</p></blockquote>
<p>Al terzo posto infine compaiono rischi ritenuti meno probabili come:</p>
<blockquote><p>• un attacco militare convenzionale (che non preveda l&#8217;uso di armi CBRN) su larga scala contro il Regno Unito sferrato da un altro stato con vittime e danni alle infrastrutture nazionali.<br />
• un aumento significativo del livello di infiltrazione terroristica, della criminalità organizzata, di immigrazione clandestina e di traffico di merci attraverso la frontiera.<br />
• interruzione delle forniture di petrolio o gas nel Regno Unito, o instabilità dei prezzi, a causa di guerre, incidenti, gravi scoinvolgimenti politici, o manipolazione deliberata del livello di approvvigionamento da parte dei produttori.<br />
• una fuoriuscita di materiale radioattivo da un sito nucleare civile all&#8217;interno del Regno Unito che colpisca una o più regioni.<br />
• un attacco convenzionale di uno stato contro un altro membro della NATO o dell&#8217;Unione Europea a cui il Regno Unito dovrebbe rispondere.<br />
• un attacco contro un territorio d&#8217;oltremare del Regno Unito come risultato di una controversia sulla sovranità, o un più ampio conflitto regionale.<br />
• un disturbo a breve e medio termine delle forniture internazionali di risorse (ad esempio alimenti, minerali) essenziali per il Regno Unito.
</p></blockquote>
<p>Per contrastare questi rischi il governo del Primo Ministro Cameron rilascierà oggi la Strategic Defence and Security Review (SDSR), che fornirà una più attenta descrizione della risposta del Regno Unito calibrata sull&#8217;analisi degli scenari individuati dalla National Security Strategy, e su un taglio dei finanziamenti alla Difesa dell&#8217;8% in 5 anni (circa 5 miliardi di euro in totale). In particolare la SDSR supporterà e guiderà i lavori di tutti i dipartimenti e le agenzie coinvolti nella sicurezza nazionale in modo che l&#8217;approccio ai diversi temi sia corale, ottimizzando così la spesa.</p>
<p>A fronte di questi imput sorgono importanti novità, che delineano la volontà di raggiungere un maggior equilibrio tra risorse e spesa verso un modello di difesa per i prossimi 40 anni che preveda forze armate numericamente più piccole ma complessivamente più efficienti. </p>
<p>Il Regno Unito è destinato a perdere la sua capacità di attacco dal mare fino al 2020, un buco di capacità che il Ministro della Difesa Liam Fox considera analogo a quello occorso negli anni &#8217;70 con l&#8217;arrivo dei primi Harrier. In particolare la Royal Navy pensionerà immediatamente la HMS Ark Royal, e per la nuova portaerei in costruzione da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth si delinea un ruolo di LHD, portaelicotteri utilizzabile in missioni di assalto anfibio, dal momento in cui verrà messa fuori servizio la HMS Illustrious.<br />
<img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/cvf2.jpg" alt="cvf" title="HMS Queen Elizabeth"/></p>
<p>Poichè le previsioni di spesa rendono incompatibile la coesistenza di due unità maggiori come le portaerei gemelle Queen Elizabeth e Prince of Wales, dopo circa tre anni di servizio, il governo potrebbe decidere di vendere la prima nel 2019 in coincidenza dell&#8217;entrata in servizio della seconda. In particolare la HMS Prince of Wales verrà convertita a portaerei CATOBAR rimuovendo lo sky-jump e attrezzando l&#8217;unità (già predisposta per quest&#8217;intervento) con catapulte e cavi d&#8217;arresto, per renderla più interoperabile con gli aerei francesi ed americani. Naturalmente il Regno Unito abbandonerà l&#8217;acquisto di F-35B (versione a decollo corto e atterraggio verticale) per ordinare la versione con maggiore autonomia e carico bellico F-35C che arriverebbe a bordo della nave a partire dal 2020.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/F-35C_3.jpg" alt="" title="F-35C" width="450" height="132" class="alignnone size-full wp-image-3247" /></p>
<p>La decisione sul programma di sottomarini successore degli SSBN Vanguard dovrà essere rimandata fino alle prossime elezioni generali nel 2015, ma il Regno Unito riceverà come programmato tutti i sette classe Astute in modo da mantenere inalterata la base industriale e le competenze del paese nel settore. La vita operativa dei classe Vanguard sarà prorogata fino alla fine del 2020, così come il suo deterrente nucleare.</p>
<p>Londra ridimensionerà l&#8217;esercito con un taglio di 7.000 soldati, 100 carri armati, 200 dei suoi veicoli corazzati e una brigata corazzata. Le truppe di stanza in Germania verranno ritirate e dislocate in una delle due basi che la RAF ha programmato per la chiusura.</p>
<p>La RAF perderà almeno 5.000 effettivi, mentre la Royal Navy 4.000, mentre le forze speciali della Gran Bretagna beneficieranno di un aumento in termini di bilancio e personale.</p>
<p>Il dettaglio delle misure che verranno adottate verrà esposto in parlamento oggi pomeriggio dal Premier Cameron.</p>
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		<title>La Nuova Strategia Nucleare USA e il Trattato New START</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 11:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza]]></category>
		<category><![CDATA[Dissuasione]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Precedentemente alla firma degli accordi New START per la riduzione degli arsenali nucleari strategici di USA e Russia, il Pentagono ha emesso la nuova Nuclear Posture Review (NPR), la Revisione della Posizione Nucleare degli Stati Uniti dettata dalle mutate condizioni della sicurezza internazionale e dalla volontà del Presidente Obama di proseguire gli sforzi verso un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/04/dod_logo.jpg" alt="null" />Precedentemente alla firma degli accordi New START per la riduzione degli arsenali nucleari strategici di USA e Russia, il Pentagono ha emesso la nuova Nuclear Posture Review (NPR), la Revisione della Posizione Nucleare degli Stati Uniti dettata dalle mutate condizioni della sicurezza internazionale e dalla volontà del Presidente Obama di proseguire gli sforzi verso un mondo “senza armi nucleari”. A tal fine il Ministro della Difesa Gates ha chiesto nei prossimi anni un trasferimento di fondi di 5 miliardi di dollari complessivi dal Pentagono al Ministero dell’Energia per la modernizzazione dell’intera infrastruttura nucleare americana, e l’estensione della vita operativa delle attuali testate, in modo da ottenere un dispositivo più contenuto ed efficiente. Nel prossimo anno fiscale il Department of Energy riceverà stanziamenti aggiuntivi per 2.7 miliardi di dollari (+25%) per programmi connessi alla non proliferazione nucleare.<br />
Superata ormai l’impostazione generale in vigore durante la Guerra Fredda, con cui gli Stati Uniti si riservavano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di massiccio attacco convenzionale, o con armi chimiche e biologiche, sferrato dall’Unione Sovietica e dai paesi del Patto di Varsavia contro la NATO, e alla luce del fatto che le presenti minacce possono essere affrontate in maniera soddisfacente con l&#8217;uso di armamento convenzionale, la nuova NPR apporta dei cambiamenti anche alle conclusioni del precedente documento redatto sotto la Presidenza Bush, che prevedeva una potenziale risposta nucleare in seguito ad attacchi chimici, batteriologici e convenzionali su larga scala contro gli USA.<br />
In particolare le nuove impostazioni strategiche puntano a:</p>
<li>Prevenire la proliferazione e il terrorismo nucleare; </li>
<li>Ridurre l’importanza delle armi nucleari nella strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti; </li>
<li>Mantenere la deterrenza strategica e la stabilità a livelli ridotti di forza nucleare;</li>
<li>Rafforzare la deterrenza regionale e rassicurare gli alleati degli Stati Uniti e i suoi partner;</li>
<li>Sostenere un arsenale nucleare sicuro ed efficace.</li>
<p>Riguardo all’utilizzo, la gestione e lo sviluppo di armamento nucleare, la NPR ora prevede, nei suoi punti generali, che:</p>
<blockquote><p>1. Gli Stati Uniti continueranno a rafforzare le loro capacità convenzionali e a ridurre il ruolo delle armi nucleari a scopo di deterrenza contro attacchi non nucleari. Il solo obiettivo delle armi strategiche americane sarà la dissuasione verso un attacco nucleare diretto contro gli Stati Uniti e i suoi alleati/partner;</p>
<p>2. Gli Stati Uniti potrebbero prendere in considerazione l&#8217;uso di armi nucleari in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti o dei suoi alleati e partner; </p>
<p>3. Gli Stati Uniti non useranno o minacceranno di usare armi nucleari contro stati non dotati di armi nucleari che hanno firmato il trattato contro la proliferazione nucleare (NPT) e ne rispettano gli obblighi. Si riservano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di attacco da parte di un’altra potenza nucleare, da uno stato non firmatario del trattato di non proliferazione o da uno stato che ne viola gli obblighi;</p>
<p>4. Verrà conservata la capacità di dispiegare armi nucleari tattiche a bordo di caccia-bombardieri e bombardieri pesanti, e si procederà con l&#8217;estensione della vita operativa della bomba B-61, migliorandone la sicurezza e il controllo dell&#8217;uso;</p>
<p>5. Verrà ritirato il missile da crociera navale con testata nucleare Tomahawk Land Attack Missile-Nuclear (TLAM-N) RGM/UGM-109;</p>
<p>6. Si continuerà a mantenere e sviluppare una capacità di attacco a lungo raggio che integrerà la presenza avanzata delle forze Usa e rafforzerà la deterrenza regionale;</p>
<p>7. Verranno portate avanti, e nel caso estese, le consultazioni con alleati e partner per garantire la credibilità e l&#8217;efficacia del deterrente americano e la permanenza sul loro suolo di armi nucleari tattiche (B-61 in Europa). Nessuna modifica sarà effettuata senza aver prima intrapreso strette consultazioni al riguardo. Queste decisioni non pregiudicheranno comunque ciò che la NATO deciderà in merito alle sue future esigenze di deterrenza;</p>
<p>8. Gli Stati Uniti non effettueranno test nucleari e si prefiggono la ratifica e l&#8217;entrata in vigore del Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty;</p>
<p>9. Gli Stati Uniti non svilupperanno nuove testate nucleari. I Life Extension Programs (LEP) utilizzeranno solo componenti basati su disegni precedentemente testati, e non verranno implementate nuove missioni o nuove capacità nucleari;</p>
<p>10. Gli Stati Uniti studieranno opzioni, caso per caso, per garantire la sicurezza e l&#8217;affidabilità delle testate nucleari coerentemente con il mandato del Congresso riguardo lo Stockpile Management Program. L&#8217;intera gamma di iniziative LEP comprende la revisione delle testate esistenti e il riutilizzo o sostituzione di componenti provenienti da diverse testate. Gli Stati Uniti daranno forte preferenza ai lavori di revisione e riutilizzo dei componenti. La sostituzione sarà intrapresa solo se il mantenimento dell’arsenale minimo non può essere altrimenti soddisfatto, e sarà specificamente autorizzata dal Presidente e approvata dal Congresso.
</p></blockquote>
<p><em><strong>New START</strong></em></p>
<p>Dalla fine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti e la Russia hanno ridotto le armi strategiche nucleari operative di circa il 75 per cento, ma entrambi conservano ancora una capacità nucleare superiore a quanto necessario a fini dissuasivi. L&#8217;Amministrazione Obama è impegnata a collaborare con la Russia del Presidente Dmitry Medvedev per preservare la stabilità con un livello di forze nucleari notevolmente ridotto.<br />
Il prossimo passo di questo processo è stata la sostituzione dell&#8217;ormai scaduto trattato START del 1991 con un nuovo accordo denominato New START. Uno dei primi compiti della NPR è stato quello di formulare la posizione ufficiale degli Stati Uniti per i negoziati e riflettere su come le forze Usa potrebbero essere strutturate alla luce delle riduzioni richieste dal nuovo accordo. La NPR ha raggiunto le seguenti conclusioni: </p>
<p>1. Una deterrenza stabile può essere mantenuta riducendo le piattaforme &#8211; missili balistici intercontinentali (ICBM), missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e bombardieri pesanti con capacità nucleare &#8211; di circa il 50 per cento rispetto agli accordi START I, e riducendo le testate di circa il 30 per cento rispetto al livello previsto dal Trattato di Mosca del 2002; </p>
<p>2. Ai fini di un disarmo nucleare è un concreto passo avanti la conclusione di un accordo verificabile con la Russia sui nuovi limiti New START che prevedono un arsenale basato su 1.550 testate strategiche per ciascuno dei due paesi, 700 piattaforme schierate (fra ICBM, SLBM, e bombardieri), con un limite complessivo di 800 esemplari disponibili fra quelli schierati e non; </p>
<p>3. La triade nucleare statunitense composta da ICBM, SLBM e bombardieri pesanti con capacità nucleare deve essere mantenuta nel New START; </p>
<p>4. Tutti i missili balistici intercontinentali degli Stati Uniti non trasporteranno più testate multiple indipendenti MIRV ma saranno a testata singola, per aumentare la stabilità; </p>
<p>5. Verrà conservata la capacità di installare armi nucleari a bordo di caccia-bombardieri tattici (F-16, in futuro l&#8217;F-35) e bombardieri pesanti (B-2 e B-52H), e si procederà con l&#8217;estensione della vita operativa delle bombe B-61, in grado di essere trasportata a bordo dell’ F-35 e del B-2, W-76 (a bordo degli SLBM Trident II D-5) e W-78 (installate sugli ICBM Minutemen III);</p>
<p>6. I contributi dei sistemi non-nucleari alla deterrenza regionale USA devono essere conservati evitando le limitazioni alla difesa antimissile e preservando nel trattato la possibilità di utilizzo dei bombardieri pesanti e dei sistemi missilistici a lungo raggio in ruoli convenzionali.</p>
<p>7. Verrà mantenuta l&#8217;attuale posizione di allerta delle forze strategiche degli Stati Uniti: I bombardieri strategici non saranno più in allerta permanente, quasi tutti i missili balistici intercontinentali saranno in allerta, e un numero significativo di SSBN sarà sempre in mare in ogni momento negli oceani Atlantico e Pacifico; attualmente questo compito è svolto da 14 SSBN classe Ohio, la componente nucleare con più alta propabilità di sopravvivenza in caso di conflitto, che potrebbero scendere a 12 a partire dal 2025;</p>
<p>8. Verrà continuata la pratica del bersaglio in oceano aperto per tutti gli ICBM e SLBM che prevede, nell&#8217;eventualità altamente improbabile di un lancio non autorizzato o accidentale, che il missile precipiti automaticamente in mare. Gli Stati Uniti chiederanno alla Russia di riconfermare il suo impegno su questo punto;</p>
<p>9. Verranno effettuati nuovi investimenti nei sistemi di comando, controllo e comunicazioni (NC3) per massimizzare i tempi decisionali del Presidente USA durante una crisi nucleare;</p>
<p>10. Si esploreranno nuovi modi di installare gli ICBM per migliorarne la capacità di sopravvivenza e ridurre ulteriormente gli incentivi ad un lancio immediato di rappresaglia. Tale valutazione farà parte delle analisi del Dipartimento di Difesa riguardo lo studio di possibili sostituti dell&#8217;attuale forza di ICBM.</p>
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		<title>Una nuova strategia per fronteggiare gli attacchi informatici</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 13:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Northrop Grumman]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante una conferenza sulla sicurezza informatica tenuta presso l&#8217;American Institute of Engineers, JB &#8220;Gib&#8221; Godwin, ex Contrammiraglio della Marina USA al comando del Naval Air Systems Command e dello Space and Naval Warfare Systems Command, nonchè Vice Presidente per la sicurezza informatica alla Northrop Grumman, ha illustrato una nuova stretegia per fronteggiare le minacce costituite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/03/cyber_security.gif" alt="" title="" width="201" height="151" class="alignnone size-full wp-image-2438" />Durante una conferenza sulla sicurezza informatica tenuta presso l&#8217;American Institute of Engineers, JB &#8220;Gib&#8221; Godwin, ex Contrammiraglio della Marina USA al comando del Naval Air Systems Command e dello Space and Naval Warfare Systems Command, nonchè Vice Presidente per la sicurezza informatica alla Northrop Grumman, ha illustrato una nuova stretegia per fronteggiare le minacce costituite dai cyber-attacchi contro le forze armate statunitensi.</p>
<p>Per contrastare queste offensive in rapida evoluzione, sempre più sofisticate, e perpetrate da una varietà di soggetti che vanno dai teenagers fino agli attori statuali, Godwin ha chiesto un passo in avanti dall&#8217;attuale impostazione difensiva, reattiva, frammentata e improvvisata.<br />
Secondo la nuova impostazione si deve passare al pieno controllo e dominio dello spettro elettromagnetico per utilizzarlo in missione, in modo che l&#8217;azione divenga predittiva, olistica, coordinata e focalizzata sull&#8217;obiettivo. </p>
<p>Godwin ha dichiarato: &#8220;Si tratta di cooperare, collaborare e coordinare tutto lo spettro elettromagnetico: dalle piattaforme aeree, terrestri e navali fino al cyberspazio. Poichè col vecchio paradigma tutto era incentrato esclusivamente sulla rete, la sicurezza informatica spesso ha compromesso la missione. Per sigillare e bloccare un attacco, abbiamo chiuso il firewall, riparato il danno e alla fine riaperto il sistema, lasciando i nostri combattenti in volo, in mare e a terra completamente ciechi durante il blocco&#8221;. Il nuovo paradigma mette in primo piano la missione attraverso una &#8220;difesa dinamica&#8221; che schiera sistemi ridondanti e trasferisce le funzioni di comando, controllo e comunicazioni (C3) su percorsi diversi per garantirne l&#8217;efficienza 24/7 e la possibilità di utilizzo da parte delle forze combattenti durante un attacco. </p>
<p>&#8220;Nei laboratori allo stato dell&#8217;arte di Northrop Grumman stiamo creando scenari che definiscono le nostre vulnerabilità, emulano gli attacchi nemici e sviluppano adeguate risposte, o forse dovrei dire prevedono le risposte&#8221;, ha aggiunto Godwin, che ha fornito un&#8217;anteprima dell&#8217;Asymmetric All-sources Analysis Against Persistent Threat (A4PT), sistema in fase di sviluppo che applica complessi processi di analisi, usati nel mondo degli scambi finanziari per fornire risposte in tempo reale, alla sicurezza informatica.</p>
<p>Recentemente il Pentagono e la Camera dei Lord del Regno Unito hanno chiesto una maggiore collaborazione in ambito Nato per stabilire una difesa comune contro i cyber-attacchi, una forma di guerra che supera i confini nazionali, in modo che venga fissata una sequenza di eventi pronta a scattare in caso di attacco. William J. Lynn, Vice Segretario alla Difesa USA, ha affermato che &#8220;il tipo di difesa che vogliamo non è qualcosa di simile alla Linea Maginot, ma è più una guerra di manovra. Non puoi semplicemente sederti dietro i firewall. Hai bisogno di una difesa attiva che ricerca e fronteggia le minacce su Internet&#8221;. Secondo fonti del governo americano e diversi analisti, importanti industrie europee ed americane, nonchè ambasciate e strutture militari, stanno subendo da almeno un anno una massiccia azione di spionaggio da parte della Cina denominata GhostNet, azione che avrebbe portato nell&#8217;aprile scorso anche all&#8217;acquisizione di alcune informazioni riservate sul programma F-35 Lightning II, nonostante Lockheed Martin abbia sminuito l&#8217;entità del furto.<br />
George Kurt, Responsabile Sicurezza Informatica di McAfee, analizzando le modalità di intrusione nei sistemi di società americane, ha rilevato come l&#8217;attacco sia mirato a persone con alti privilegi di accesso, piuttosto che ad una generalità di soggetti, con speciale attenzione verso codici sorgente e progetti di ricerca e sviluppo.  </p>
<p>Attualmente nessuna nazione è adeguatamente preparata per fronteggiare un importante attacco informatico capace di disabilitare o prendere il controllo delle reti informatiche avversarie o causare ingenti danni economici e brecce nella sicurezza. In ordine di tempo l&#8217;ultima compagnia a subire questo genere di attacchi è stata Google Inc., già impegnata nella battaglia anti-censura con il governo cinese.</p>
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		<title>Gates illustra i tagli alla Difesa USA</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 11:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Segretario alla Difesa USA Robert Gates ha illustrato durante una conferenza stampa i piani di ristrutturazione dei maggiori programmi di acquisizione del Pentagono nei prossimi anni. Le raccomandazioni, che dovranno essere in seguito confermate e formalizzate nel bilancio 2010, prendono atto delle lezioni apprese in questi anni negli scenari di combattimento in Iraq e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/04/dod_logo.jpg" alt="" title="" width="200" height="200" class="alignnone size-full wp-image-1436" />Il Segretario alla Difesa USA Robert Gates ha illustrato durante una conferenza stampa i piani di ristrutturazione dei maggiori programmi di acquisizione del Pentagono nei prossimi anni. Le raccomandazioni, che dovranno essere in seguito confermate e formalizzate nel bilancio 2010, prendono atto delle lezioni apprese in questi anni negli scenari di combattimento in Iraq e Afghanistan e delineano criteri di economicità dettati dagli aumenti esponenziali dei costi di molti programmi, ora sul punto della cancellazione definitiva. Fra questi:</p>
<p>-Il Future Combat Systems, una famiglia di mezzi e sistemi integrati di nuova generazione destinata all&#8217;US Army, vedrà confermato il finanziamento per il primo spin out, ovvero il primo incremento graduale delle capacità a livello brigata, ma resta dubbia una conferma della sua continuazione, in base al fatto che assetti ad alta efficienza energetica ma con leggera corazzatura risultano poco indicati per l&#8217;attività di counterinsurgency e per i combattimenti ravvicinati in zone urbane. Il costo del programma, stimato in 87 miliardi di dollari, ha contribuito a spingere verso una riconsiderazione più approfondita dei requisiti operativi con l&#8217;intenzione di cancellare i veicoli terrestri facenti parte del piano di modernizzazione in vista di una futura valutazione delle tecnologie sviluppate con il primo spin-out per poi passare ad una nuova gara di selezione. Confermati i veicoli protetti MRAP (Mine Resistant, Ambush Protected) attualmente in uso o di immediata acquisizione.</p>
<p>-Fine del programma F-22 Raptor che resterà fermo a 187 velivoli, e C-17. Accellerazione dei programmi F-35 Lightning II e ulteriore acquisto di 31 F-18. Ritiro di 250 tra gli aerei più vecchi presenti nella flotta USAF.</p>
<p>-Probabile fine del programma per l&#8217;elicottero presidenziale VH-71 a cui partecipa Finmeccanica. La consegna dei 23 elicotteri ad un costo preventivato di 6.5 miliardi di dollari è in ritardo di sei anni mentre i costi sono raddoppiati.</p>
<p>-Fine del problematico programma dell&#8217;aeronautica Combat Search and Rescue X e sua riformulazione secondo criteri più economici e rivolti verso capacità multiruolo.</p>
<p>-Fine del programma da 26 miliardi di dollari Transformational Satellite Communications System (TSAT), sistema di satelliti per comunicazioni militari e intelligence ad alte prestazioni studiato per abilitare il net-centric warfare su scala globale. Verranno ordinati altri due satelliti di comunicazione tipo EHF (Extremely High Frequency). </p>
<p>-Per quanto riguarda la difesa antimissile verrà cancellata la seconda piattaforma ABL (Airborne Laser) così come l&#8217;MKV (Multiple Kill Vehicle) e non verrà aumentato il numero di missili intercettori in Alaska. Alla base della decisione le sfide tecniche, la volontà di rivedere i requisiti, di concentrarsi sulle minacce di teatro e sugli attuali assetti per contrastare lanci provenienti dai rogue states. Tagliato il bilancio della Missile Defense Agency di 1.4 miliardi di dollari.</p>
<p>-Conferma di chiusura a tre unità per il cacciatorpediniere DDG-1000 Zumwalt e inizio di costruzione di altri DDG-51.</p>
<p>-Fermi gli studi riguardanti il bombardiere a lungo raggio di prossima generazione in attesa di una migliore comprensione dei requisiti operativi e delle tecnologie necessarie, così come quelli relativi a nuovi mezzi da assalto anfibio, nuovi incrociatori CG(X) o assetti rispondenti alla dottrina del sea-basing.</p>
<p>-Riduzione dei contractors esterni per servizi di supporto dal 39 al 26 per cento, compito che verrà assolto da impiegati governativi.</p>
<p>-Ancora incerto il futuro del programma relativo alla modernizzazione della flotta tanker, a cui probabilmente non si provvederà con una doppia acquisizione degli aerei proposti da Boeing e EADS/Northrop Grumman.</p>
<p>Nell&#8217;enunciare l&#8217;entità dei tagli Gates ha affermato che questi hanno l&#8217;obiettivo di mettere al centro le esigenze del personale combattente e non, e di rinunciare a programmi non performanti sia per costi che per capacità.<br />
&#8220;Alcuni diranno che sono troppo concentrato sui presenti conflitti e non abbastanza su quelli futuri, ma l&#8217;allocazione di risorse nel bilancio smentirà questa affermazione. Ogno dollaro speso per aumentare la sicurezza verso rischi minori o remoti, o in settori dove gli Stati Uniti sono già dominanti, è un dollaro che non potrà essere speso per proteggere il personale e aumentare le capacità in aree a corto di finanziamenti o potenzialmente vulnerabili. Io non correrò questo rischio&#8221;, ha detto in chiusura Gates.</p>
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		<title>Servizi di Intelligence in Tempo Reale, gli USA Pronti a Investire 36 Miliardi di Dollari nei Sistemi ISR</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 07:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
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		<category><![CDATA[Network Centric Warfare]]></category>
		<category><![CDATA[UAV/UAS]]></category>

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		<description><![CDATA[L’approccio bellico degli Stati Uniti è cambiato radicalmente nel corso della scorsa decade. Il pericolo derivante da ordigni esplosivi rudimentali, infatti, ha reso manifesta la necessita’ e l’importanza dei sistemi aeronautici ISR (Intelligence, Survellaince, Recognition) . Per questa ragione, le truppe dipendono molto di piu’ sull’informazione fornita dai velivoli di ricognizione con e senza pilota. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/02/scaneagle.jpg" alt="" title="UAV ScanEagle"/><br />
L’approccio bellico degli Stati Uniti è cambiato radicalmente nel corso della scorsa decade. Il pericolo derivante da ordigni esplosivi rudimentali, infatti, ha reso manifesta la necessita’ e l’importanza dei sistemi aeronautici ISR (Intelligence, Survellaince, Recognition) . Per questa ragione, le truppe dipendono molto di piu’ sull’informazione fornita dai velivoli di ricognizione con e senza pilota. Sin dall’introduzione di velivoli senza pilota (UASs), il mercato dei servizi di ISR e’ stato oggetto di un prospero sviluppo.<br />
La maggiore domanda di intelligenza in tempo reale, che si e’ avuta negli ultimi 5 anni, non ha fatto altro che dare un ulteriore impulso al mercato ISR.<br />
Una nuova ricerca di <a rel="nofollow" href="http://www.frost.com/prod/servlet/svcg.pag/AD00">Frost &#038; Sullivan</a> US Airborne ISR Platforms Market rivela che la spesa programmatica per sistemi aeronautici ISR del Dipartimento della Difesa (DoD) sara’ equivalente a 36.3 miliardi di dollari tra il 2008 e il 2013.<br />
I velivoli senza pilota, in particolare, si sono rivelati essere una componente critica nella flotta ISR e la spesa del Dipartimento della Difesa per queste tecnologie riflette l’importanza che viene loro accordata. Questo aspetto si combina, inoltre, alla crescente spesa annuale per questo tipo di velivoli.<br />
“I sistemi aeronautici ISR sono diventati un elemento cruciale nel garantire la superiorita’ americana sul campo di battaglia, sia che si tratti dei vecchi U2 o degli ultimi, molto piu’ piccoli, velivoli senza pilota&#8221;, spiega Lindsay Voss, research analyst di Frost &#038; Sullivan. &#8220;Questi velivoli giocherano un ruolo importantissimo nelle future attività operative americane le quali sono fortemente basate sulla connettivita’ tecnologica&#8221;.<br />
Non si esclude, però, che possibili tagli alla difesa potrebbero avere un impatto negativo sui programmi di sviluppo degli sistemi ISR per i velivoli con e senza pilota. Nel frattempo, i servizi militari americani stanno accelerando il programma di modernizzazione e miglioramento dei vecchi sistemi cosi’ da mantenerli sempre pronti per le attivita’ belliche per i prossimi 15 anni e questo a fronte di un ritardo e una riorganizzazione dei programmi di sviluppo per i sistemi ISR da parte del Dipartimento della Difesa.<br />
&#8220;L’Esercito sta modernizzando sia i suoi sistemi Guardrail and Airborne Reconnaissance Low&#8221;, fa presente l’analista di Frost &#038; Sullivan Voss. &#8220;Anche l’Aeronautica e la Marina stanno modernizzando i loro sistemi ISR, e questo offriraà delle opportunita’ di partecipazione a fornitori e subappaltatori nei prossimi 5 anni&#8221;.<br />
I fondi a disposizione della Difesa per molti servizi e programmi sono diminuiti per via dei tagli a tutto campo dei budget delle forze armate. Questo causerà un rallentamento a diversi programmi di ricerca e sviluppo, inclusi i nuovi programmi per i  sistemi aeronautici ISR per i prossimi sei anni.<br />
Le guerre in Iraq e Afghanistan, nel frattempo, hanno contribuito alla crescita dei costi per la revisione dell’equipaggiamento e dei costi del personale. Pur dovendo far fronte a un periodo di tagli, il Dipartimento della Difesa ha tuttavia adottato programmi congiunti tra le diverse forze armate che permettono un piu’ facile perseguimento dei programmi piu’ significativi di quanto sarebbe possible con il supporto di una sola forza.<br />
Pur essendoci  la possibilita’ di future limitazioni ai fondi dedicati allo sviluppo di programmi per i sistemi aeronautici ISR, nuove prospettive si stanno delineando nelle aree del network centricity e dell’interoperabilita’ dei sistemi.<br />
“Anche se sara’ difficile far funzionare vecchie technologie in un ambiente network-centric, il mercato per le nuove tecnologie che sa andare incontro ai bisogni del Dipartimento della Difesa nelle aree del networking rimarra’ in profitto per i prossimi sei anni”, osserva Voss.<br />
 “Il mercato dei subsystems per i velivoli senza pilota continuera’ a mantenere una certa dinamicita’, man mano che questi sistemi diverranno piu’ diversificati e saranno integrati con le piu’ recenti tecnologie per sensori e radar”.</p>
<p>Fonte: Frost &#038; Sullivan</p>
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		<title>Il Rafforzamento dell&#8217;Industria Militare Indiana</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 09:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Russia, primo fornitore d’armamenti all’India, deve fronteggiare una concorrenza mondiale sempre più agguerrita per aggiudicarsi fette importanti dei contratti della difesa di Nuova Delhi, la quale sembra voler diversificare le proprie fonti di approvigionamento rafforzando allo stesso tempo l’industria nei nuovi programmi di ammodernamento, con produzioni su licenza e trasferimenti di tecnologia occidentale. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/07/indiaflag.jpg" alt="" />La Russia, primo fornitore d’armamenti all’India, deve fronteggiare una concorrenza mondiale sempre più agguerrita per aggiudicarsi fette importanti dei contratti della difesa di Nuova Delhi, la quale sembra voler diversificare le proprie fonti di approvigionamento rafforzando allo stesso tempo l’industria nei nuovi programmi di ammodernamento, con produzioni su licenza e trasferimenti di tecnologia occidentale.</p>
<p>In questo senso si inserisce l&#8217;alleanza tra Tata Advance Systems ed EADS per concorrere assieme al programma da 1 miliardo di dollari relativo al nuovo sistema di comunicazione tattica per l&#8217;esercito indiano, che verrà formalmente annunciato a fine anno.<br />
Gli altri partner di programma saranno Raytheon e Precision Electronics. Suo compito sarà sostituire il sistema attuale AREN utilizzando le ultime e più avanzate tecnologie disponibili, rendendolo un sistema di comunicazione completamente mobile e mettendo l&#8217;esercito indiano al pari con gli analoghi e più sofisticati sistemi mobili tattici presenti al mondo.</p>
<p>Tata Advanced Systems e i suoi partner saranno responsabili della gestione del progetto, della sicurezza, dello sviluppo del software, della produzione, dell&#8217;integrazione e della consegna.<br />
In particolare EADS Defence &#038; Security Systems fungerà da autorità per la progettazione del sistema e sarà responsabile dell&#8217;architettura di rete e dell&#8217;integrazione nel progetto attraverso il suo ufficiale tecnico principale inviato dal Systems Design Centre.<br />
Raytheon sarà responsabile dei sistemi radio e Precision Electronics per il supporto nella fase produttiva, la valutazione, sicurezza e integrazione.</p>
<p>Tata Advanced Systems ha inoltre recentemente siglato un Memorandum of Agreement con l&#8217;israeliana Urban Aeronautics per la produzione e commercializzazione di uav (unmanned aerial vehicle) basati sulla tecnologia Fancraft di UrbanAero per il mercato indiano.</p>
<p>Tale accordo segue l&#8217;annuncio di 2 importanti programmi di collaborazione tra Tata ed industrie americane, rispettivamente Sikorsky e Boeing. </p>
<p>Tata e Sikorsky, società della United Technologies Corp., produrranno congiuntamente le cabine degli S-92, elicotteri impiegabili per collegamenti con piattaforme petrolifere offshore, missioni SAR (Search and Rescue), rappresentanza VIP e trasporto passeggeri, che permetterebbe all&#8217;azienda elicotteristica americana una forte penetrazione nel promettente mercato locale degli armamenti. </p>
<p>La società indiana e Boeing hanno invece creato una joint venture per la produzione di componenti aerospaziali in India e loro export sul mercato internazionale, incentivando allo stesso tempo una nuova catena di fornitori tra le società indiane specializzate nel settore. Le capacità di collaborazione e produzione che verranno espresse a seguito di tale accordo influenzeranno la scelta del prossimo aereo MRCA (Multi Role Combat Aircraft), un programma per 126 aerei e un valore totale di 8 miliardi di dollari a cui compete tra gli altri proprio l’F/A-18 E/F di Boeing.</p>
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