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	<title>DN - DifesaNews &#187; Esercito</title>
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		<title>Contratti per 120 mln di euro a Selex Sistemi Integrati</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 17:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[Selex Sistemi Integrati]]></category>

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		<description><![CDATA[SELEX Sistemi Integrati, una società di Finmeccanica, si è aggiudicata diversi contratti con il Ministero della Difesa italiano e con l’agenzia NATO NAHEMA (NATO Helicopter Management Agency) per un valore complessivo di circa 120 milioni di euro. Il primo contratto stipulato con il Ministero della Difesa italiano riguarda il potenziamento del livello di protezione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/04/logo_selexsi.jpg" alt="" title="" width="140" height="80" class="alignnone size-full wp-image-2573" />SELEX Sistemi Integrati, una società di Finmeccanica, si è aggiudicata diversi contratti con il Ministero della Difesa italiano e con l’agenzia NATO NAHEMA (NATO Helicopter Management Agency) per un valore complessivo di circa 120 milioni di euro. </p>
<p>Il primo contratto stipulato con il Ministero della Difesa italiano riguarda il potenziamento del livello di protezione delle basi operative (FOB) e delle basi di supporto (FSB) italiane che operano in Afghanistan. SELEX Sistemi Integrati, in qualità di mandataria di un raggruppamento temporaneo di imprese, fornirà sistemi integrati di sorveglianza che includono il radar “man-portable” Lyra 10 dell’azienda e diversi sensori elettro-ottici di SELEX Galileo. La fornitura prevede anche la creazione di posti comando e di guardia per la gestione dei sistemi, sistemi di sorveglianza per i sedimi aeroportuali, sistemi integrati di telecamere per la video sorveglianza interna degli ingressi, sistemi robotizzati in versione “combat” di Oto Melara per la protezione delle basi, sistemi acustici di SELEX Galileo per la localizzazione delle sorgenti di fuoco. SELEX Sistemi Integrati sarà inoltre responsabile del trasporto ed installazione in loco, nonché dell’integrazione e della gestione di tutti i sistemi.</p>
<p>Il secondo contratto, siglato sempre con il Ministero della Difesa italiano, riguarda il potenziamento di alcune funzionalità operative del sistema di comando e controllo sviluppato da SELEX Sistemi Integrati per l’Esercito Italiano (il SIACCON2) e della infrastruttura connettiva (mission network) attualmente utilizzata in Afghanistan dalle Forze Armate Italiane, per consentire loro di operare con maggiore efficacia ed interoperabilità nell’ambito della complessa missione multinazionale in corso nel Paese.</p>
<p>Il SIACCON2, per la prima volta installato in Afghanistan, aumenterà l’efficacia della azioni di contrasto alla guerra asimmetrica nell’ambito di missioni multinazionali, anche grazie alla capacità di essere federato alle reti NATO e dei Paesi dell’Alleanza Atlantica, garantendo l’interoperabilità anche con le piattaforme mobili. La fornitura concordata consentirà di assicurare rapidità di dispiegamento di uomini e mezzi, una facile trasportabilità dei sistemi e un più semplice utilizzo del sistema stesso, anche in condizioni ambientali avverse. E’ previsto anche l’impiego di un sito nazionale per le attività di addestramento del personale e di supporto da remoto, nonché l’implementazione di quanto necessario per completare l’infrastruttura di connessione, sia in Afghanistan sia in Italia.</p>
<p>Ulteriori contratti sono stati firmati da SELEX Sistemi Integrati con il Ministero della Difesa italiano per la manutenzione del Sistema Informativo Gestionale dell’Esercito (SIGE) e per lo sviluppo di nuove prestazioni e funzionalità del sistema, a vantaggio di tutte le Forze Armate italiane. I nuovi servizi prevedono anche una evoluzione net-centrica dell’architettura, che consentirà la condivisione in rete dei dati, nel rispetto dei livelli di autorizzazione previsti.</p>
<p>Infine, la società di Finmeccanica ha sottoscritto, su mandato del Ministero della Difesa italiano, un contratto con l’agenzia della NATO NAHEMA per la fornitura sia di un nuovo sistema di pianificazione della missione per l’elicottero da combattimento A129 sia di aggiornamenti tecnologici dei sistemi di pianificazione di missione installati sull’elicottero da trasporto tattico NH90. I due sistemi di pianificazione di missione, installati sui velivoli in dotazione all’Esercito Italiano, consentiranno di gestire i programmi di volo in maniera tecnologicamente più avanzata e più efficace. La fornitura, che verrà realizzata in tempi brevi, sarà completata da servizi di supporto logistico. </p>
<p><em>(Selex SI)</em></p>
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		<title>Completato lo sviluppo del radar BUR</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/completato-lo-sviluppo-del-radar-bur</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 19:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Bundeswehr]]></category>
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		<description><![CDATA[Cassidian, la divisione difesa e sicurezza di EADS, ha completato lo sviluppo del radar di sorveglianza del campo di battaglia BÜR (abbreviazione di BodenUberwachungsRadar) destinato all&#8217;utilizzo da parte delle Forze Armate tedesche a bordo del veicolo corazzato DINGO 2 prodotto dalla Krauss-Maffei Wegmann. Dotato di tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array), questo radar di sorveglianza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/10/bur_radar.jpg" alt="BodenUberwachungsRadar" title="BodenUberwachungsRadar" width="450" height="318" class="alignnone size-full wp-image-4667" /><br />
Cassidian, la divisione difesa e sicurezza di EADS, ha completato lo sviluppo del radar di sorveglianza del campo di battaglia BÜR (abbreviazione di BodenUberwachungsRadar) destinato all&#8217;utilizzo da parte delle Forze Armate tedesche a bordo del veicolo corazzato DINGO 2 prodotto dalla Krauss-Maffei Wegmann. </p>
<p>Dotato di tecnologia AESA (Active Electronically Scanned Array), questo radar di sorveglianza a terra è in grado di monitorare i movimenti al suolo o sull&#8217;acqua con grande precisione, potendo tracciare più elementi contemporaneamente in modo da raggiungere un livello maggiore di efficienza e affidabilità rispetto ai radar convenzionali a scansione meccanica. Le prestazioni del radar sono in gran parte dovute al gran numero di moduli T/R in materiale speciale installati, in grado di lavorare anche in onde corte.</p>
<p>Dopo essere stato accettato dall&#8217;Agenzia federale tedesca per le acquisizioni militari BWB e aver subito una verifica supplementare da parte dell&#8217;Esercito, il radar mobile terrestre è in servizio con due esemplari di pre-serie e relativi kit di supporto. Il completamento del programma di sviluppo apre la strada alla formalizzazione dell&#8217;ordine programmato di 48 sistemi BUR.</p>
<p>&#8220;Il sistema BUR rappresenta un salto di qualità nel campo della sorveglianza del campo di battaglia&#8221;, ha spiegato il Dr. Elmar Compans, Responsabile dell&#8217;unità Sensors &#038; Electronic Warfare di Cassidian. &#8220;Con questo radar l&#8217;esercito tedesco può colmare una lacuna nelle sue capacità di raccolta sul campo di informazioni di intelligence e di ricognizione, aumentando quindi in modo significativo le prestazioni e la protezione dei suoi soldati&#8221;.</p>
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		<title>Germania: Test positivo per il sistema WABEP</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/germania-test-positivo-per-il-sistema-wabep</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 17:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[IAI]]></category>
		<category><![CDATA[Rheinmetall]]></category>
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		<description><![CDATA[Rheinmetall e il suo partner industriale Israel Aerospace Industries (IAI) hanno testato con successo il nuovo sistema da ricognizione a attacco dell&#8217;Esercito tedesco, denominato WABEP. Attualmente in fase di sviluppo, WABEP (che sta per &#8220;Wirksystem zur abstandsfähigen Bekämpfung von Einzel-und Punktzielen&#8221; o &#8220;Sistema d&#8217;Arma per l&#8217;Ingaggio a distanza di Obiettivi Individuali e di Punto&#8221;) è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/09/wabep.png" alt="" title="Wabep" width="450" height="172" class="alignnone size-full wp-image-4597" /><br />
Rheinmetall e il suo partner industriale Israel Aerospace Industries (IAI) hanno testato con successo il nuovo sistema da ricognizione a attacco dell&#8217;Esercito tedesco, denominato WABEP.</p>
<p>Attualmente in fase di sviluppo, WABEP (che sta per &#8220;Wirksystem zur abstandsfähigen Bekämpfung von Einzel-und Punktzielen&#8221; o &#8220;Sistema d&#8217;Arma per l&#8217;Ingaggio a distanza di Obiettivi Individuali e di Punto&#8221;) è costituito dallo UAV da ricognizione di Rheinmetall KZO e dal drone d&#8217;attacco di IAI Harop, una munizione in grado di sostare in volo nell&#8217;area di interesse e dirigersi al momento giusto sul bersaglio assegnatogli.</p>
<p>Il test eseguito segna il completamento delle prove da parte del costruttore. Il passo successivo, già in essere, consiste in una fase dimostrativa con la partecipazione diretta del Deutsches Heer.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/06/kzo.jpg" alt="kzo" /><br />
Durante i precedenti voli di prova il drone d&#8217;attacco Harop e lo UAV KZO (Kleinfluggerät Zielortung), utilizzato per l&#8217;assegnazione del bersaglio, hanno operato in rete, affidandosi per la trasmissione dei dati a sistemi di comunicazione installati a bordo di un bimotore DA42 OPALE (Optional Piloted Aircraft Long Endurance), che in futuro saranno integrati a bordo del KZO. </p>
<p>L&#8217;Harop, originariamente concepito per missioni di soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD), con guida autonoma o assistita dall&#8217;operatore, è capace di restare a lungo in volo in attesa di trovare il bersaglio, e verrà utilizzato contro obiettivi di alto valore con tempistiche d&#8217;attacco ridotte, senza mettere in pericolo di scoperta la piattaforma di sorveglianza KZO, la quale potrà inviare il segnale per interrompere la missione di attacco poco prima dell&#8217;impatto. </p>
<p>Lo scambio dei dati tattici fra le due stazioni di controllo a terra e i droni Harop e KZO è stato collaudato positivamente in simulazioni che hanno preso in considerazione diversi scenari operativi. Il KZO ha rilevato e identificato un gran numero di punti di riferimento fra impianti e infrastrutture, così come obiettivi fissi e in movimento, trasmettendo i dati utili via Opale all&#8217;Harop in base ai quali ha raggiunto il bersaglio. </p>
<p>In linea con i futuri protocolli operativi &#8220;man-in-the-loop&#8221;, l&#8217;autorizzazione definitiva alla distruzione del bersaglio è arrivata dopo il completamento della procedura di verifica dell&#8217;obiettivo condotta da entrambe le stazioni di controllo a terra.</p>
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		<title>Presentato lo UAS VTOL Shrike</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 18:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[AeroVironment]]></category>

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		<description><![CDATA[AeroVironment ha presentato lo Shrike, l&#8217;ultimo arrivato nel settore dei sistemi aerei a controllo remoto della società californiana, caratterizzato per essere portabile, furtivo, e capace di decollare e atterrare verticalmente. Lo Shrike è il risultato del programma cominciato nell&#8217;agosto del 2008 con la ricezione del relativo contratto dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) teso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/08/Shrike_VTOL.jpg" alt="" title="Shrike" width="450" height="293" class="alignnone size-full wp-image-4585" /><br />
AeroVironment ha presentato lo Shrike, l&#8217;ultimo arrivato nel settore dei sistemi aerei a controllo remoto della società californiana, caratterizzato per essere portabile, furtivo, e capace di decollare e atterrare verticalmente.</p>
<p>Lo Shrike è il risultato del programma cominciato nell&#8217;agosto del 2008 con la ricezione del relativo contratto dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) teso a sviluppare un sistema senza pilota piccolo e leggero in grado di fornire innovative capacità di sorveglianza e intelligence per l&#8217;US Army, non ottenibili dalle piattaforme UAS (unmanned aircraft system) attualmente operative.</p>
<p>&#8220;Non solo lo Shrike può librarsi a punto fisso per più di 40 minuti con a bordo una videocamera ad alta risoluzione, ma può anche trasmettere diverse ore di video in diretta come un sensore remoto fissato sulla zona di interesse&#8221;, ha detto Tom Herring, Vice Presidente Senior e General Manager della divisione UAS di AeroVironment.</p>
<p>Herring ha affermato che lo UAS Shrike offre le stesse immagini di qualità superiore, l&#8217;autonomia e la protezione dei dati raccolti che è possibile trovare in tutti i piccoli sistemi aerei senza pilota offerti da AeroVironment come il Raven, lo Wasp e il Puma. Silenzioso abbastanza da non venire rilevato facilmente, lo Shrike pesa circa 2.2 kg ed è abbastanza piccolo da stare in uno zaino. Per il suo controllo è possibile utilizzare lo stesso Ground Control System comune a tutti i velivoli UAS di AV.</p>
<p>Tra gli acquirenti internazionali dei prodotti AeroVironment vi sono le forze armate di Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Francia, Italia, Norvegia, Repubblica Ceca, Thailandia e Australia.</p>
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		<title>Testato il sistema di difesa attiva AMAP-ADS sul Fuchs</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 08:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Rheinmetall]]></category>

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		<description><![CDATA[La Bundeswehr sta attualmente testando il nuovo sistema di difesa attiva (ADS) AMAP (Advanced Modular Armored Protection) a bordo di un veicolo da trasporto corazzato Fuchs/Fox 1A8 presso il poligono WTD 41 di Treviri. Una valutazione positiva al termine della campagna di prove aprirebbe la strada all&#8217;integrazione in serie del dispositivo a bordo dei veicoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/Fuchs_ADS.jpg" alt="" title="AMAP-ADS" width="450" height="183" class="alignnone size-full wp-image-4523" /><br />
La Bundeswehr sta attualmente testando il nuovo sistema di difesa attiva (ADS) AMAP (Advanced Modular Armored Protection) a bordo di un veicolo da trasporto corazzato Fuchs/Fox 1A8 presso il poligono WTD 41 di Treviri. Una valutazione positiva al termine della campagna di prove aprirebbe la strada all&#8217;integrazione in serie del dispositivo a bordo dei veicoli tedeschi schierati in teatro. L&#8217;integrazione riuscita sul mezzo, condotta da Rheinmetall e dalla controllata ADS GmbH (la quota rimanente è di proprietà della IBD Deisenroth), dimostra che i veicoli già in servizio possono essere modificati senza problemi per fronteggiare le minacce presenti negli attuali scenari operativi. </p>
<p>L&#8217;AMAP-ADS può neutralizzare attacchi sferrati nelle immediate vicinanze del veicolo in un raggio di 10/15 metri. I sensori del sistema individuano per tempo pericoli come razzi anticarro con testata a carica cava, missili anticarro, munizioni ad energia cinetica in arrivo e in una frazione di secondo vengono lanciati dei proietti verso il basso per intercettare la minaccia. La direzione dei proietti verso terra, che distruggono a 2000 m/s il bersaglio in arrivo, consente allo stesso tempo di circoscrivere l&#8217;area esposta alle contromisure minimizzando i danni collaterali.</p>
<p>Il concetto di protezione in esame si basa su un approccio multi-livello, in cui l&#8217;ADS funge di fatto da prima linea di difesa del veicolo. La seconda linea è costituita da soluzioni passive come corazze in materiale composito o ceramico. Quando la minaccia entra nell&#8217;area sorvegliata dai sensori di scoperta che circonda il veicolo, il sistema, una volta confermato dai calcoli l&#8217;effettivo pericolo (stimando velocità, geometria, probabile punto d&#8217;impatto della munizione), attiva i sensori elettro-ottici che identificano l&#8217;oggetto in arrivo. Se i dati forniti dai sensori di scoperta e da quelli elettro-ottici coincidono le informazioni vengono inviate alla Laser Ignition Unit (LIU) che tramite cavo a fibra ottica attiva il meccanismo di contromisure per l&#8217;area di interesse in milionesimi di secondo.</p>
<p>L&#8217;AMAP-ADS ha un peso che parte dai 145 kg fino ad arrivare a 600 kg a seconda della classe del mezzo, ed è possibile montarlo in 2 ore a bordo di veicoli anche leggeri come il Lince.</p>
<p>Schierato in campo dalle Forze Armate tedesche circa trent&#8217;anni fa, il Fuchs è stato via via aggiornato per rispondere alle nuove esigenze operative. Rheinmetall ha costantemente migliorato il livello di protezione e di efficacia in combattimento di questo veicolo ruotato a tre assi con l&#8217;aggiunta di protezioni modulari, un telaio rinforzato e rivestimenti in grado di contenere e limitare i frammenti causati dall&#8217;onda d&#8217;urto (sistema anti-spalling). L&#8217;ultima versione del Fuchs/Fox 1A8 dispone anche di ampia protezione anti-mine e IED. </p>
<p><em>Video:</em><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/r7oz9JXjx58" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Primo attacco in Libia per gli elicotteri Apache e Tiger</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 16:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Armée de Terre]]></category>
		<category><![CDATA[British Army]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel quadro della missione Unified Protector, elicotteri d&#8217;attacco Apache e Tiger rispettivamente di Regno Unito e Francia hanno compiuto le prime attività operative contro le forze libiche. In particolare gli Apache AH Mk.1 inglesi, partiti dalla nave da assalto anfibio HMS Ocean, e coordinati dal centro operativo di Poggio Renatico &#8211; sede del CAOC5 (Combined [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/apache_ocean.jpg" title="Gli elicotteri Apache sulla HMS Ocean"><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/apache_ocean.jpg" alt="Gli elicotteri Apache sulla HMS Ocean" width="450"></a><br />
Nel quadro della missione Unified Protector, elicotteri d&#8217;attacco Apache e Tiger rispettivamente di Regno Unito e Francia hanno compiuto le prime attività operative contro le forze libiche.</p>
<p>In particolare gli Apache AH Mk.1 inglesi, partiti dalla nave da assalto anfibio HMS Ocean, e coordinati dal centro operativo di Poggio Renatico &#8211; sede del CAOC5 (Combined Air Operations Centre-Five) della NATO, incaricato anche del comando delle missioni aeree in Libia &#8211; hanno condotto attacchi contro installazioni radar e checkpoint militari nei dintorni di Brega, usando missili Hellfire e il cannone da 30mm. Altri obiettivi fra i quali due bunker di munizioni sono stati colpiti dai Typhoon e Tornado GR4 della RAF nei pressi del deposito centrale di Waddan, già attaccato nei giorni precedenti; gli aerei possono utilizzare per lo scopo le Enhanced Paveway III arrivate a fine maggio alla base di Gioia del Colle. </p>
<p><iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/ji4fqHL-n0g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/sXH2Kn1wkMY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/Q1Ud9MTZyGg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Si tratta della prima missione d&#8217;attacco per gli elicotteri Apache con partenza e ritorno su un&#8217;unità navale; solo di recente personale navigante e piloti hanno intrapreso esercitazioni preparatorie a questa missione, con il 656° Squadron del 4° Reggimento dell’Aviazione dell’Esercito inglese che ha trascorso le ultime settimane svolgendo attività di formazione intensiva sulla nave, che ora ospita anche elicotteri di supporto Early Warning Sea King. La nave era impegnata nell&#8217;esercitazione Cougar 11, ma è stata riassegnata alla missione Unified Protector.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/tiger_libia.jpg" title="Tigre e Gazelle sulla Tonnere"><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/tiger_libia.jpg" alt="Tigre e Gazelle sulla Tonnere" title="Tigre e Gazelle sulla Tonnere" class="alignnone size-full wp-image-4396" width="450"></a></p>
<p>Congiuntamente a questa operazione, si è svolta a livello complementare la missione degli elicotteri Tigre del 5e Régiment d&#8217;Hélicoptères de Combat (5e RHC) dell&#8217;Aviation Légère de l&#8217;Armée de Terre (ALAT), i quali, scortati da elicotteri armati Gazelle, sono partiti dalla BPC (Bâtiment de projection et de commandement) Tonnere della Marine Nationale per colpire veicoli, edifici, attrezzature militari e forze appiedate sul campo. In totale una ventina di bersagli sono stati ingaggiati nelle due operazioni, con l&#8217;obiettivo di aumentare la pressione sulle forze fedeli a Gheddafi.</p>
<p><iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/plFUFwbiUrQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/Ot6ER23p8Iw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/iSlH-8I6urE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Lo scorso 1 giugno gli ambasciatori dei paesi della Nato hanno deciso di prolungare di altri tre mesi l&#8217;operazione in Libia Unified Protector, che sarebbe scaduta il prossimo 27 giugno.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Svezia ordina 15 elicotteri Black Hawk</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/la-svezia-ordina-15-elicotteri-black-hawk</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 08:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Agenzia per le Acquisizioni Militari svedese FMV ha ordinato a Sikorsky 15 elicotteri UH-60M Black Hawk, che saranno venduti alla Svezia dal Governo americano secondo procedura Foreign Military Sales. La Svezia sarà il primo paese europeo ad impiegare quest&#8217;ultima versione dell&#8217;elicottero americano, aggiornata a livello di motori ed avionica. Le forze armate svedesi utilizzeranno l&#8217;aereo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/04/sikorsky_s70_blackhawk.jpg" alt="black hawk" /><br />
L&#8217;Agenzia per le Acquisizioni Militari svedese FMV ha ordinato a Sikorsky 15 elicotteri UH-60M Black Hawk, che saranno venduti alla Svezia dal Governo americano secondo procedura Foreign Military Sales. La Svezia sarà il primo paese europeo ad impiegare quest&#8217;ultima versione dell&#8217;elicottero americano, aggiornata a livello di motori ed avionica.</p>
<p>Le forze armate svedesi utilizzeranno l&#8217;aereo per compiti di evacuazione medica, trasporto e missioni di ricerca e soccorso. La consegna dei primi sei esemplari è prevista entro la fine del 2011 e i restanti nove nel 2012, secondo un programma di produzione accelerata rispondente ad un requisito urgente. La Svezia, membro della International Security Assistance Force (ISAF), utilizzerà gli elicotteri in Afghanistan, come gap filler in attesa dei 13 NH90 ordinati in versione utility (più altri cinque per impieghi navali).</p>
<p>L&#8217;elicottero UH-60M è l&#8217;ultima versione della famiglia Black Hawk, attualmente in servizio con l&#8217;US Army, e offre disponibilità per ulteriore carico utile, maggiore autonomia, avionica digitale, controllo attivo delle vibrazioni, un miglioramento delle caratteristiche di maneggevolezza e di consapevolezza situazionale rispetto al modello precedente UH-60L.</p>
<p>L&#8217;elicottero Black Hawk è ben noto per la sua robustezza, flessibilità e capacità di resistenza dimostrata durante più di 9 milioni di ore di volo a partire dall&#8217;entrata in servizio del primo modello nel 1978. Circa 2.700 Black Hawk sono in servizio oggi nel mondo, con la Svezia che diventerà la 26a nazione ad operare l&#8217;elicottero, la seconda in Europa dopo l&#8217;Austria che opera i modelli UH-60L. Le forze americane impiegano varie versioni di Black Hawk in Afghanistan e Iraq totalizzando ad oggi 1.2 milioni di ore di volo.</p>
<p>Recentemente Sikorsky ha vinto il contratto da 3.5 miliardi di dollari (2.4 miliardi di euro) per la fornitura della prima tranche di 109 elicotteri multiruolo T-70, derivati del S-70i Black Hawk, più servizi di addestramento e manutenzione, alle forze armate e di sicurezza turche. </p>
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		<title>L&#8217;US Army getta le linee guida per il futuro della sua aviazione</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 11:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;esercito ha bisogno urgente di un nuovo piano per la sostituzione della propria flotta di elicotteri al fine di ottenere per il 2030 nuove piattaforme con caratteristiche più performanti per quanto riguarda raggio d&#8217;azione, velocità, carico utile, capacità di sopravvivenza in zona ostile e impronta logistica. E&#8217; quanto hanno affermato i generali americani riuniti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/x2_raider21.jpg" alt="s-97 raider" /><br />
L&#8217;esercito ha bisogno urgente di un nuovo piano per la sostituzione della propria flotta di elicotteri al fine di ottenere per il 2030 nuove piattaforme con caratteristiche più performanti per quanto riguarda raggio d&#8217;azione, velocità, carico utile, capacità di sopravvivenza in zona ostile e impronta logistica. E&#8217; quanto hanno affermato i generali americani riuniti a Nashville per la conferenza Army Aviation Association of America 2011.</p>
<p>I leader dell&#8217;Aviazione dell&#8217;Esercito USA hanno imposto un arco temporale limite di 20 anni per il procurement di nuovi assetti, pena il decadimento repentino delle capacità di combattimento.</p>
<p>&#8220;Sappiamo che l&#8217;attuale flotta a un certo punto sarà obsoleta&#8221;, ha affermato il Mag. Gen. Anthony G. Crutchfield, comandante dell&#8217; US Army Aviation Center of Excellence. La data di obsolescenza per gli Apache Longbow  Block II è fissata all&#8217;anno fiscale 2040, mentre il 2035 è la data limite in corrispondenza della quale verranno ritirati i CH-47F.</p>
<p>&#8220;Non possiamo spostare questo paletto&#8221;, ha ribadito. &#8220;Il 2030 è il punto di non ritorno. Non voglio che i miei nipoti volino su un Apache Longbow Block LXXX; è un grande elicottero, ma abbiamo bisogno della tecnologia necessaria per portarci avanti ulteriormente nel futuro&#8221;.</p>
<p>Le procedure di acquisizione, ha affermato il Generale, devono garantire il rispetto della timeline, per evitare gli eventi che hanno contribuito alla cancellazione del programma Comanche nel mese di agosto 2004.<br />
&#8220;Non possiamo permetterci di cancellare un altro programma. Non possiamo permetterci un altro Comanche&#8221;, ha specificato. &#8220;Le caratteristiche del futuro elicottero non sono compatibili con un potenziale aggiornamento della nostra flotta attuale. Abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non conosciamo come sarà il campo di battaglia del domani&#8221; ha aggiunto Crutchfield, che, chiudendo il suo intervento, ha affermato: &#8220;Una cosa è certa: nel nostro futuro dobbiamo essere preparati per operazioni di sicurezza, di peace-keeping, di counter-insurgency e ad una guerra su vasta scala. Che cosa stiamo facendo, ora, per prepararci a questo futuro?&#8221;.</p>
<p>Il generale James D. Thurman, Comandante dell&#8217;US Army Forces Command, è intervenuto sottolineando come nel corso dei prossimi 15 anni il programma dell&#8217;esercito sia quello di costruire una forza mista di velivoli con e senza pilota ottimizzata per tutto lo spettro d&#8217;operazioni. &#8220;Questo sforzo costituisce una sfida significativa per il personale dell&#8217;Esercito e per l&#8217;industria&#8221;. </p>
<p>Thurman ha inoltre chiesto un sostituto del Kiowa Warrior. &#8220;I nostri aviatori e comandanti stanno facendo un lavoro eccezionale nel mantenere ed utilizzare il Kiowa Warrior&#8221;, sottolineando che alcune unità stanno utilizzando l&#8217;elicottero con una media di 100 ore di volo al mese, le quali gravano sulla cellula di ciascun velivolo. &#8220;In realtà &#8211; ha detto &#8211; tutti gli elicotteri dell&#8217;esercito stanno accumulando quattro o cinque volte la quantità desiderata di ore di volo. Abbiamo bisogno di un nuovo elicottero da ricognizione non appena riescono a svilupparlo&#8221;, ha aggiunto Thurman.</p>
<p>Attualmente l&#8217;US Army riceverà i primi Apache Block III il prossimo ottobre, mentre Boeing sta già pensando ad un pacchetto di aggiornamenti che potrebbero costituire lo standard Block IV, mentre per il futuro del Chinook e del Kiowa, così come dei Black Hawk, dei Viper e dei Super Huey, potrebbe prospettarsi una soluzione basata su una famiglia integrata di futuri velivoli sviluppati nell&#8217;ambito del programma Joint Multi-Role (JMR).</p>
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		<title>AW139 per l&#8217;Egitto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 07:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[AgustaWestland]]></category>

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		<description><![CDATA[AgustaWestland ha ricevuto un contratto da 37.6 milioni di dollari per la fornitura all&#8217;Egitto di una quantità al momento indefinita di elicotteri AW139, compresi motori e parti di ricambio, attrezzature di supporto e manutenzione, addestramento per piloti e personale di terra. Il contratto è stato siglato con l&#8217;US Army secondo la formula di cooperazione militare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/02/agustawestland_logo.gif" alt="agustawestland" />AgustaWestland ha ricevuto un contratto da 37.6 milioni di dollari per la fornitura all&#8217;Egitto di una quantità al momento indefinita di elicotteri AW139, compresi motori e parti di ricambio, attrezzature di supporto e manutenzione, addestramento per piloti e personale di terra. Il contratto è stato siglato con l&#8217;US Army secondo la formula di cooperazione militare fra Egitto e Stati Uniti, i quali con questo accordo coprono una parte dell&#8217;importo complessivo dell&#8217;ordine. I lavori saranno eseguiti a Reston in Virginia, e in Egitto, con consegne da completarsi entro novembre 2012. Gli elicotteri saranno forniti in configurazione SAR (ricerca e soccorso) e MEDEVAC (evacuazione medica).</p>
<p>L’AW139 in versione utility può essere configurato per trasportare da 8 a 15 soldati nella sua cabina da 8 metri cubi. Le grandi porte scorrevoli permettono di caricare e scaricare rapidamente truppe e materiali. L’AW139 raggiunge una velocità massima di crociera di 165 nodi (306 km/h) e ha un&#8217;autonomia superiore alle 570 miglia nautiche (1.060 km) con carburante ausiliario. L&#8217;avionica integrata riduce al minimo il carico di lavoro del pilota consentendo all’equipaggio di concentrarsi sugli obiettivi di missione.</p>
<p>In qualità di unico elicottero bimotore medio di nuova generazione in produzione, l’AW139 ha riportato molti successi sul mercato internazionale. Ad oggi sono stati ordinati quasi 500 esemplari da parte di circa 140 clienti in oltre 50 paesi. 350 sono già in servizio in tutto il mondo, e oltre ad impieghi militari svolgono una gamma di missioni tra cui trasporto d&#8217;emergenza, homeland security, trasporto offshore, trasporto VIP/corporate, antincendio e altri impieghi commerciali e governativi.</p>
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		<title>Lancio di un Hellfire da un Humvee Avenger</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 07:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Boeing]]></category>

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		<description><![CDATA[Boeing ha effettuato il primo lancio di prova di un missile AGM-114 Hellfire dall&#8217;humvee Avenger dell&#8217;US Army presso la Eglin Air Force Base in Florida. Il missile è stato sparato da una versione modificata del sistema d&#8217;arma Avenger che farà parte della famiglia di derivati Adaptive Force Protection System (AFPS). &#8220;La capacità dell&#8217;Avenger di lanciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/04/Avenger_hellfire.jpg" alt="Avenger_hellfire" title="Avenger" width="450" height="253" class="alignnone size-full wp-image-4218" /><br />
Boeing ha effettuato il primo lancio di prova di un missile AGM-114 Hellfire dall&#8217;humvee Avenger dell&#8217;US Army presso la Eglin Air Force Base in Florida. Il missile è stato sparato da una versione modificata del sistema d&#8217;arma Avenger che farà parte della famiglia di derivati Adaptive Force Protection System (AFPS).</p>
<p>&#8220;La capacità dell&#8217;Avenger di lanciare missili Hellfire offre ai combattenti un&#8217;altra opzione, caratterizzata da una potenza di attacco a terra significativa&#8221;, ha dichiarato Phil Hillman, Responsabile del programma Avenger. &#8220;Continuiamo ad integrare e verificare capacità aggiuntive su questo sistema. Dal momento che l&#8217;Avenger è già nell&#8217;inventario dell&#8217;Esercito, il suo aggiornamento, alternativo allo sviluppo di nuovi sistemi d&#8217;arma, ha ovvi vantaggi di costo, qualcosa che crediamo sia di fondamentale importanza nel contesto del bilancio corrente&#8221;.</p>
<p>Il test ha valutato la fattibilità pratica dell&#8217;aggiunta del missile Hellfire e del razzo Hydra, costruendo e installando il lanciatore e curando l&#8217;integrazione meccanica sul mezzo.</p>
<p>Avenger è stato originariamente concepito come un sistema di difesa aerea a corto raggio armato di 8 missili Stinger (o 4 missili e una torretta laser), ma altre capacità di difesa di terra sono ora allo studio per ampliare la gamma del sistema e la sua versatilità, in attesa di un potenziale contratto dall&#8217;Esercito americano. La torretta può essere montata su una varietà di veicoli, compresi gli MRAP, oppure utilizzata come postazione fissa.</p>
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