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	<title>DN - DifesaNews &#187; Medio Oriente e Africa</title>
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		<title>Gli USA finalizzano accordi in Medio Oriente per F-15 e batterie THAAD</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 16:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno concluso contratti per circa 35 miliardi di dollari in Medio Oriente con l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti incentrati sulla fornitura rispettivamente di caccia F-15 e batterie THAAD nel quadro delle manovre politico-militari volte all&#8217;accerchiamento dell&#8217;Iran. Di recente Teheran aveva minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz al passaggio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Stati Uniti hanno concluso contratti per circa 35 miliardi di dollari in Medio Oriente con l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti incentrati sulla fornitura rispettivamente di caccia F-15 e batterie THAAD nel quadro delle manovre politico-militari volte all&#8217;accerchiamento dell&#8217;Iran. Di recente Teheran aveva minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz al passaggio di navi cisterna se l&#8217;Occidente non avesse smesso di intromettersi nei suoi affari interni. La faccenda si è fatta calda pochi giorni fa con il provocatorio passaggio della portaerei americana John C. Stennis e del suo gruppo navale nell&#8217;area dove la Marina iraniana stava effettuando esercitazioni aeronavali. Andrew J. Shapiro, Assistente Segretario di Stato per le questioni politico-militari, si è mostrato soddisfatto ai reporters sul fatto che gli accordi presi non ridurranno il margine di vantaggio qualitativo delle forze militari israeliane, dato che ogni vendita ai paesi della regione viene analizzata a fondo avendo come finalità la massima sicurezza per Israele. E&#8217; stato sottolineato inoltre il positivo effetto degli accordi sull&#8217;economia americana in questo momento di crisi.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/11/f15e.jpg" alt="F-15" /><br />
Boeing fornirà a Riyad 84 nuovi caccia F-15SA, e retrofitterà a questo standard i 70 velivoli già in possesso del Regno saudita in collaborazione con l&#8217;industria locale; nel pacchetto sono inclusi radar AESA, pod di acquisizione obiettivi e intelligence, armamento aria-aria, aria-suolo e antinave (missili Amraam, Sidewinder, Harpoon e HARM, bombe a guida laser Paveway e JDAM), supporto, addestramento e parti di ricambio. Il valore complessivo dell&#8217;accordo è di 29.4 miliardi di dollari, mentre è in via di completamento anche la trattativa per la vendita di altri sistemi d&#8217;arma fra cui 70 elicotteri d&#8217;attacco AH-64 Apache e 36 AH-6I che porteranno il valore totale dell&#8217;accordo a circa 60.5 miliardi di dollari. Le consegne dei primi caccia avverranno nel 2015 mentre l&#8217;upgrade dei modelli più vecchi partirà nel 2014.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/thaad.jpg" alt="THAAD" /><br />
Lockheed Martin, con un analogo contratto Foreign Military Sale da 3.48 miliardi di dollari, fornirà due batterie antimissili balistici THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), del valore di 1.96 miliardi di dolari, e 96 intercettori agli Emirati Arabi Uniti, altro partner storico americano nella regione, il quale diventerà il primo cliente export del sistema. </p>
<p>Raytheon, passando per la Missile Defense Agency, fornirà agli Emirati i relativi radar a banda X AN/TPY-2 e servizi associati per un valore complessivo di 582.5 milioni di dollari. Questi radar sono appena stati installati e resi operativi in Turchia, altro paese confinante con l&#8217;Iran, nel quadro del piano di Obama chiamato European Phased Adaptive Approach (EPAA), un piano generale teso ufficialmente a difendere l’Europa e le forze americane sul continente da possibili attacchi iraniani; l’intero sistema è incentrato su piattaforme e sensori terrestri e navali aventi lo scopo di individuare e intercettare principalmente missili balistici a corto e medio raggio (SRBM e MRBM) a partire dal 2020. </p>
<p>A complemento di questo accordo, l&#8217;Arabia Saudita subirà un upgrade delle sue batterie Patriot per un importo totale di 1.7 miliardi di dollari mentre il Kuwait riceverà 209 nuovi missili per un valore di circa 900 milioni/$.</p>
<p>Il THAAD è uno degli elementi chiave del Ballistic Missile Defense System (BMDS), programma gestito dalla Missile Defense Agency.<br />
Il progetto di difesa antimissile prevede una copertura stratificata contro i missili balistici diretti contro il territorio degli Stati Uniti e dei suo alleati, e comprende piattaforme a terra, in mare e nello spazio utili alla loro individuazione, inseguimento e distruzione, durante la fase iniziale, di metà corsa e terminale della testata.</p>
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		<title>AgustaWestland consegna l&#8217;AW139 n.400</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 08:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[AgustaWestland]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>

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		<description><![CDATA[AgustaWestland, società Finmeccanica, ha consegnato alle Forze Armate del Qatar l&#8217;elicottero AW139 esemplare numero 400. Questo elicottero, uno dei 21 ordinati dalla Qatar Emiri Air Force, svolgerà una serie di operazioni tra cui logistica, trasporto truppe, ricerca e soccorso, pattugliamento dei confini, operazioni forze speciali, servizio di emergenza medica e sicurezza del territorio. Il completamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/11/AW139_Qatar.jpg" alt="aw139" />AgustaWestland, società Finmeccanica, ha consegnato alle Forze Armate del Qatar l&#8217;elicottero AW139 esemplare numero 400. Questo elicottero, uno dei 21 ordinati dalla Qatar Emiri Air Force, svolgerà una serie di operazioni tra cui logistica, trasporto truppe, ricerca e soccorso, pattugliamento dei confini, operazioni forze speciali, servizio di emergenza medica e sicurezza del territorio. Il completamento delle consegne avverrà nel 2012.</p>
<p>Il traguardo dei 400 esemplari consegnati conferma le ottime performance di vendita di questo bimotore medio multiruolo, che a breve subirà diversi aggiornamenti tra i quali un aumento delle capacità di carico (ulteriori 500 kg più 4 passeggeri addizionali, o 1.000 kg solo cargo) e dell&#8217;autonomia, un nuovo sistema antighiaccio LIPS (Limited Ice Protection System), introduzione dei nuovi sistemi di navigazione SBAS e ADS-B (Satellite Based Augmentation System e Automatic Dependent Surveillance-Broadcast), e nuovo sistema anticollisione (TCAS II).</p>
<p>La produzione dell&#8217;AW139 aumenterà nel 2012 a 100 esemplari, dagli 83 velivoli prodotti nel 2010, al fine di soddisfare la domanda e fornire ai clienti tempi di consegna ridotti. La produzione sarà incrementata sia nel complesso di Vergiate che nelle strutture di Filadelfia, ed entro la fine dell&#8217;anno l&#8217;assemblaggio degli elicotteri partirà anche in Russia nell&#8217;ambito della joint venture HeliVert per servire il mercato russo e la Comunità degli Stati Indipendenti.</p>
<p>L’AW139 può essere configurato per trasportare da 8 a 15 soldati nella sua cabina da 8 metri cubi. Le grandi porte scorrevoli permettono di caricare e scaricare rapidamente truppe e materiali. L’AW139 ha una velocità massima di crociera di 165 nodi (306 km/h) e un’autonomia superiore alle 570 miglia nautiche (1.060 km) con carburante ausiliario. La cabina di pilotaggio con l’avanzata avionica integrata riduce al minimo il carico di lavoro del pilota consentendo all’equipaggio di concentrarsi sugli obiettivi di missione.</p>
<p>L&#8217;AW139 è l&#8217;elicottero di riferimento nella sua classe con oltre 540 velivoli venduti a 150 diversi clienti in 50 paesi, con oltre 500.000 ore di volo registrate dalla flotta mondiale.</p>
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		<title>Libia, l&#8217;Italia bombarderà obiettivi mirati</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 08:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia ha deciso di rispondere alle pressioni americane e alla richiesta lanciata agli Alleati dal Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen in occasione della Riunione del Consiglio Atlantico del 14 aprile scorso a Berlino, per aumentare l’efficacia della missione intrapresa contro la Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973. A tal fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/tornado_ecr.jpg" alt="tornado ecr" /><br />
L’Italia ha deciso di rispondere alle pressioni americane e alla richiesta lanciata agli Alleati dal Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen in occasione della Riunione del Consiglio Atlantico del 14 aprile scorso a Berlino, per aumentare l’efficacia della missione intrapresa contro la Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973.</p>
<p>A tal fine l’Italia, che sin dall’inizio sta fornendo un cruciale contributo all’operazione Unified Protector, in termini sia di assetti aerei e navali assegnati alla missione, che di disponibilità delle proprie basi aeree per lo schieramento degli aerei alleati, oltre all&#8217;invio di consiglieri militari ai ribelli, ha deciso di aumentare la flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico. </p>
<p>Nel partecipare su un piano di parità alle operazioni alleate, l’Italia intende mantenersi nei limiti previsti dal mandato dell’operazione e dalle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le azioni descritte si porrebbero quindi in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal Parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito ONU e NATO, al fine di assicurare la cessazione di ogni attacco contro le popolazioni civili e le aree abitate da parte del regime di Gheddafi. &#8220;La risoluzione dell&#8217;Onu è chiarissima e in quell&#8217;ambito continuiamo ad operare: non occorre alcun voto&#8221;. Lo ha affermato alla Stampa il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, mentre il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, annuncia che sarà il Consiglio dei Ministri a decidere se ci sarà un nuovo voto del Parlamento sulla decisione.</p>
<p>L&#8217;estensione della missione italiana è maturata dopo l&#8217;incontro del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il presidente del Consiglio di transizione di Bengasi, Mustafa Abdul Jalil, e con John Kerry (presidente della commissione esteri della Camera statunitense), e dopo i contatti avuti dai Ministri degli Esteri e della Difesa con i loro colleghi europei; la conferma è arrivata durante un colloquio telefonico tra Berlusconi e il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.</p>
<p>Sugli sviluppi e sugli aggiornamenti il Governo informerà il Parlamento e i Ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa. Il tema sarà protagonista dell&#8217;incontro di oggi con il Presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, in occasione del Vertice Intergovernativo previsto a Roma.</p>
<p>Attualmente, sulla base trapanese operano i Tornado del 6° Stormo di Ghedi e del 50° Stormo di Piacenza, nonchè gli Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto e del 36° Stormo di Gioia del Colle; il 37° Stormo di Trapani fornisce il supporto logistico ed operativo alle unità nazionali e straniere schierate nella base per l&#8217;operazione Unified Protector.</p>
<p>Gli assetti aerei e navali italiani attualmente coinvolti, dodici velivoli (8 Typhoon, 2 Tornado IDS, 2 Tornado ECR, oltre i rifornitori KC-130J) e quattro navi (portaerei Garibaldi, fregata Libeccio, pattugliatore Comandante Bettica e la rifornitrice di squadra Etna) messi a disposizione della NATO, hanno continuato dall&#8217;inizio delle operazioni le missioni assegnate per l’imposizione della No Fly Zone e dell’Embargo Navale. La portaeromobili Giuseppe Garibaldi contribuisce con i velivoli AV-8B+ e gli elicotteri EH-101, SH-3D e AB-212. </p>
<p>Per le missioni di bombardamento sono a disposizione i Tornado IDS armati di missili Storm Shadow, gli AV-8B Plus della Marina, e gli AMX del 32° Stormo di Amendola.</p>
<p>Su Repubblica il Ministro della Difesa ha commentato: &#8220;Ora dovranno cambiare i nostri assetti: manderemo sempre dei Tornado ma di altro tipo, adatti a colpire bersagli al suolo con dei missili di precisione. Ma non attaccheremo mai obiettivi militari dentro le città, per evitare al massimo il rischio di colpire i civili per sbaglio. Saranno missili con &#8220;selected targets&#8221;, le missioni sono decise dalla Nato ma siamo noi a tenere il dito sul grilletto. Finora anche i nostri aerei hanno partecipato alle missioni di attacco, &#8220;eticamente&#8221; non c&#8217;è nulla di diverso. Solo che prima scortavamo e proteggevamo gli equipaggi alleati che andavano a colpire i nemici, facendo saltare i sistemi radar libici. Adesso colpiremo anche noi. A Misurata c&#8217;è una vera e propria emergenza umanitaria e noi non vogliano sottrarci alle nostre responsabilità. Non possiamo voltarci dall&#8217;altra parte, né possiamo fare meno di altri a difesa delle popolazioni civili&#8221;.</p>
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		<title>Sikorsky si aggiudica il contratto per il programma TUHP (Turkish Utility Helicopter Programme)</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/sikorsky-si-aggiudica-il-contratto-per-il-programma-tuhp-turkish-utility-helicopter-programme</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 09:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Sikorsky]]></category>
		<category><![CDATA[TAI]]></category>

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		<description><![CDATA[Sikorsky ha vinto il sostanzioso contratto da 3.5 miliardi di dollari (2.4 miliardi di euro) per la fornitura della prima tranche di 109 elicotteri multiruolo T-70, derivati del S-70i Black Hawk, più servizi di addestramento e manutenzione, alle forze armate e di sicurezza turche. Il contratto complessivo, secondo il Ministro della Difesa turco Vecdi Gonul, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/04/sikorsky_s70_blackhawk.jpg" alt="" title="S70 Black Hawk" width="450" height="274" class="alignnone size-full wp-image-4275" /><br />
Sikorsky ha vinto il sostanzioso contratto da 3.5 miliardi di dollari (2.4 miliardi di euro) per la fornitura della prima tranche di 109 elicotteri multiruolo T-70, derivati del S-70i Black Hawk, più servizi di addestramento e manutenzione, alle forze armate e di sicurezza turche. Il contratto complessivo, secondo il Ministro della Difesa turco Vecdi Gonul, potrebbe coprire la produzione di 600 esemplari (compresi potenziali ordini export) nei prossimi 10 anni per un valore complessivo di circa 14 miliardi di euro.</p>
<p>Il velivolo sarà assemblato in Turchia da TAI come prime contractor con Sikorsky nel ruolo di subfornitore. TAI sarà protagonista di una grossa fetta dei lavori riguardo parti di fusoliera, motori, avionica e software di missione. Come parte della proposta contrattuale, Sikorsky investirà capitali nell&#8217;espansione del centro di produzione di componenti aeronautici Alp Aviation, di cui è comproprietaria al 50 per cento. Inoltre, l&#8217;accordo consentirà l&#8217;accesso ai turchi alla catena logistica globale Sikorsky, compresa la possibilità di vendita di aerei assemblati localmente a futuri clienti internazionali.</p>
<p>L&#8217;elicottero S-70i, su cui si basa il T-70, è la più recente variante del Black Hawk destinata al mercato internazionale. Il sito polacco di PZL Mielec, di proprietà di Sikorsky, è il centro di assemblaggio finale e collaudo di tutti gli elicotteri del programma, al quale partecipa la stessa TAI; questo centro si troverà ora in parziale competizione con quello di Ankara. </p>
<p>L&#8217;S-70i integra nuove funzionalità nella cabina di pilotaggio con avionica digitale integrata e doppio sistema automatico di controlli di volo, sistema di controllo attivo delle vibrazioni e sistema duale GPS/INS con mappe digitali.</p>
<p>Esce così sconfitto il TUHP 149 di AgustaWestland, versione dell&#8217;AW149 specificatamente sviluppata per questa gara. L&#8217;offerta industriale di AgustaWestland è risultata perdente, sebbene fosse stato offerto lo stesso genere di collaborazione con le società aerospaziali e della difesa turche come TAI e Aselsan, che già partecipano al programma ATAK per gli elicotteri d’attacco e ricognizione tattica T129 (basati sull’AW129). In aggiunta il Ministro della Difesa turco aveva chiesto in precedenza ad entrambi i contendenti un taglio netto dei prezzi delle rispettive piattaforme, richiesta a cui Sikorsky sembra aver risposto più efficacemente.</p>
<p>Ugo Rossini, Vice Presidente di AgustaWestland responsabile delle attività in Europa, ha sottolineato: &#8220;Sfortunatamente la decisione della Turchia è stata quella di optare per un vecchio progetto di elicottero invece di far leva sulla collaborazione profittevole e sui vantaggi acquisiti con il programma T129. Con la decisione di oggi l’industria aerospaziale turca ha perso un’opportunità unica per diventare un attore di primo piano nell’industria elicotteristica attraverso lo sviluppo congiunto di un elicottero di nuova generazione&#8221;. </p>
<p>Ovviamente lo sviluppo dell&#8217;AW149 continua, in rapporto anche alla prevista domanda mondiale per 8.000 nuove macchine di questo tipo nei prossimi 35 anni, sebbene l&#8217;ordine turco avrebbe potuto velocizzare e dare slancio al programma e diminuirne i costi complessivi per la società di Finmeccanica.</p>
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		<title>AW139 per l&#8217;Egitto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 07:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[AgustaWestland]]></category>

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		<description><![CDATA[AgustaWestland ha ricevuto un contratto da 37.6 milioni di dollari per la fornitura all&#8217;Egitto di una quantità al momento indefinita di elicotteri AW139, compresi motori e parti di ricambio, attrezzature di supporto e manutenzione, addestramento per piloti e personale di terra. Il contratto è stato siglato con l&#8217;US Army secondo la formula di cooperazione militare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/02/agustawestland_logo.gif" alt="agustawestland" />AgustaWestland ha ricevuto un contratto da 37.6 milioni di dollari per la fornitura all&#8217;Egitto di una quantità al momento indefinita di elicotteri AW139, compresi motori e parti di ricambio, attrezzature di supporto e manutenzione, addestramento per piloti e personale di terra. Il contratto è stato siglato con l&#8217;US Army secondo la formula di cooperazione militare fra Egitto e Stati Uniti, i quali con questo accordo coprono una parte dell&#8217;importo complessivo dell&#8217;ordine. I lavori saranno eseguiti a Reston in Virginia, e in Egitto, con consegne da completarsi entro novembre 2012. Gli elicotteri saranno forniti in configurazione SAR (ricerca e soccorso) e MEDEVAC (evacuazione medica).</p>
<p>L’AW139 in versione utility può essere configurato per trasportare da 8 a 15 soldati nella sua cabina da 8 metri cubi. Le grandi porte scorrevoli permettono di caricare e scaricare rapidamente truppe e materiali. L’AW139 raggiunge una velocità massima di crociera di 165 nodi (306 km/h) e ha un&#8217;autonomia superiore alle 570 miglia nautiche (1.060 km) con carburante ausiliario. L&#8217;avionica integrata riduce al minimo il carico di lavoro del pilota consentendo all’equipaggio di concentrarsi sugli obiettivi di missione.</p>
<p>In qualità di unico elicottero bimotore medio di nuova generazione in produzione, l’AW139 ha riportato molti successi sul mercato internazionale. Ad oggi sono stati ordinati quasi 500 esemplari da parte di circa 140 clienti in oltre 50 paesi. 350 sono già in servizio in tutto il mondo, e oltre ad impieghi militari svolgono una gamma di missioni tra cui trasporto d&#8217;emergenza, homeland security, trasporto offshore, trasporto VIP/corporate, antincendio e altri impieghi commerciali e governativi.</p>
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		<title>Primo attacco al suolo in Libia per il Typhoon</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 14:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Eurofighter Typhoon]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei quattro Eurofighter inglesi in grado di svolgere sia missioni aria-aria che aria-suolo, operanti in Libia nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Ellamy, ha condotto per la prima volta in operazione reale un attacco al suolo che ha portato alla distruzione di due carri armati delle forze di terra libiche. L&#8217;aereo, decollato dalla base di Gioia del Colle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/w7AkFc47Q2I" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Uno dei quattro Eurofighter inglesi in grado di svolgere sia missioni aria-aria che aria-suolo, operanti in Libia nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Ellamy, ha condotto per la prima volta in operazione reale un attacco al suolo che ha portato alla distruzione di due carri armati delle forze di terra libiche. L&#8217;aereo, decollato dalla base di Gioia del Colle assieme ad un Tornado GR4, una volta arrivato sopra i cieli di Misurata ha identificato gli obiettivi a terra e rilasciato in successione due Enhanced Paveway II, mentre il Tornado colpiva un terzo carro con una Paveway IV.<br />
Il Maggior Generale John Lorimer ha affermato che l&#8217;uso del Typhoon come piattaforma multi-ruolo, in combinazione con il Tornado, fornisce all&#8217;aeronautica una pronta ed equilibrata capacità di reazione mantenendo le forze schierate al livello maggiore di efficienza. Il Generale ha aggiunto che la RAF sta ora fornendo un quarto degli assetti d&#8217;attacco operativi in Libia, chiamati a svolgere una media del 15 per cento delle sortite totali NATO, rimanendo in volo per il circa il 25 per cento del totale delle ore di volo accumulate dagli aerei della coalizione. Durante il fine settimana, la NATO ha condotto attacchi contro 61 veicoli blindati e postazioni di difesa aerea; un terzo di questi, concentrati nella zona di Misurata, Brega e Agedabia, sono stati attaccati da aerei della RAF.</p>
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		<title>Libia: Distrutti altri depositi di munizioni</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 08:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Air Force]]></category>

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		<description><![CDATA[I bunker distrutti contenevano munizioni che rifornivano l&#8217;Esercito libico nelle operazioni di combattimento nel nord del paese, nella zona di Misurata. Il sito, a nord della città di Sebha, ospitava 40 bunker sotterranei in cui erano conservate armi leggere e munizioni di artiglieria. Nei giorni precedenti, un&#8217;azione combinata fra la Marina americana e inglese ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a  rel="lightbox" href="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/04/bunker_misurata.jpg" title="Libia: Distrutti altri depositi di munizioni"><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/04/bunker_misurata.jpg" alt="bunker_misurata" title="" width="450" /></a><br />
I bunker distrutti contenevano munizioni che rifornivano l&#8217;Esercito libico nelle operazioni di combattimento nel nord del paese, nella zona di Misurata. Il sito, a nord della città di Sebha, ospitava 40 bunker sotterranei in cui erano conservate armi leggere e munizioni di artiglieria.</p>
<p>Nei giorni precedenti, un&#8217;azione combinata fra la Marina americana e inglese ha visto il lancio di missili Tomahawk Block IV per distruggere le postazioni di difesa aerea ancora presenti nelle vicinanze, come misura propedeutica all&#8217;attacco aereo coordinato sulla base, avvenuto all&#8217;alba del 28 marzo.</p>
<p>Provenienti dalla base di Marham, Regno Unito, Tornado GR4 della RAF, riforniti in volo da un VC10, hanno lanciato missili standoff Storm Shadow contro un certo numero di bunker a nord-ovest del sito. Questa attività è stata sostenuta da altri aerei della coalizione in un attacco coordinato che ha provocato la distruzione di tutti i 40 bunker, con esplosioni per lo più sotterranee.</p>
<p>Altri Tornado inglesi partiti da Gioia del Colle hanno effettuato ricognizione armata sganciando bombe Paveway IV e missili Brimstone contro obiettivi terrestri libici (3 carri, 2 veicoli corazzati e una postazione SAM). Un Nimrod R1, un Sentinel e un E3-D decollati da Akrotiri e Trapani hanno preso parte anch&#8217;essi all&#8217;operazione.</p>
<p>La distruzione di queste strutture impedisce l&#8217;arrivo di rifornimenti all&#8217;esercito libico, misura che avrà importanti ricadute sugli scontri in atto a Misurata e Zintan dove si prevede che la domanda di munizioni rimarrà alta.</p>
<p><em>Video: Tornado GR4 e Sentinel in azione</em></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/ubotyWqmPf4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/E_5Vr-D5uus" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Rafale abbatte un aereo libico (a terra)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 09:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 23 marzo gli aerei militari francesi non operano più esclusivamente nella zona di Bengasi, e nelle ultime notti sono stati impegnati in una più intensa attività operativa. Nel corso delle ultime missioni, un velivolo AWACS della coalizione ha rilevato un aereo in volo nella zona di Misurata. Un Mirage 2000 ed un Rafale sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/rafale3.jpg" alt="rafale aasm a2sm mica" title="" width="450" height="303" class="alignnone size-full wp-image-4111" /><br />
Dal 23 marzo gli aerei militari francesi non operano più esclusivamente nella zona di Bengasi, e nelle ultime notti sono stati impegnati in una più intensa attività operativa.</p>
<p>Nel corso delle ultime missioni, un velivolo AWACS della coalizione ha rilevato un aereo in volo nella zona di Misurata. Un Mirage 2000 ed un Rafale sono entrati in azione confermando la presenza di un caccia (in realtà un modesto addestratore G2A-E Gaben) che operava in violazione della Risoluzione ONU 1973. Il Rafale ha condotto un attacco al suolo con l&#8217;AASM (Armement Air-Sol Modulaire), distruggendo il velivolo che intanto era atterrato alla base di Misurata, città teatro degli scontri più violenti delle ultime ore. All&#8217;inizio si era pensato al primo abbattimento di caccia libico in volo in violazione della zona di non-sorvolo, ma poi il Ministero della Difesa francese ha confermato la distruzione al suolo del velivolo durante l&#8217;attacco alla base, senza però confermare l&#8217;identità del velivolo &#8220;ostile&#8221;.</p>
<p>In un&#8217;altra missione dieci velivoli dell&#8217;Aeronautica Militare e della Marina francese hanno condotto un attacco notturno con missili SCALP-EG (Storm Shadow) contro un sito operativo delle forze aeree di Gheddafi. In particolare la missione è stata condotta da due Mirage 2000D e due Rafale, partiti dalla base di Solenzara (Corsica) e dalla Francia continentale (base di Saint-Dizier), e da due Rafale con pod da ricognizione RECO NG, assistiti da due Super Etendard decollati dalla portaerei Charles de Gaulle, al largo delle coste della Libia. Altri due Rafale in configurazione tanker hanno preso parte all&#8217;operazione. L&#8217;obiettivo era una base aerea militare isolata, situata a circa 250 km a sud della costa.</p>
<p>Alla data del 24 marzo, quasi venti aerei sono stati coinvolti nell&#8217;Operazione Harmattan e in missione di ricognizione e pattugliamento della no-fly zone.</p>
<p>Quattro missioni d&#8217;interdizione sono state condotte da due Mirage 2000D e quattro Rafale dell&#8217;Armée de l’Air, oltre a pattugliamenti congiunti di Rafale e Super-Etendard della Marine Nationale. Questi aerei sono dotati di bombe AASM e GBU-12 così come di missili aria-aria Mica.</p>
<p>Per condurre queste missioni, gli aerei da combattimento sono stati supportati da tanker C135F e da un E3F AWACS partiti dalla Francia, oltre che da un Hawkeye e dai Rafale in configurazione da rifornitore lanciati dalla CdG, parte della Task Force navale francese TF473, al comando del Contrammiraglio Philippe Coindreau.</p>
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		<title>VIDEO: Odyssey Dawn</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 15:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni video dei mezzi della coalizione coinvolti nell&#8217;operazione Odyssey Dawn in Libia. F-16CJ del 52° Fighter Wing in partenza da Spangdahlem, Germania, direzione Aviano. F-18 spagnoli in partenza da NAS Sigonella Operazioni di volo a bordo della LHD USS Kearsarge (CH-53 Sea Stallion, MV-22 Osprey, AV-8B Harrier II+) B-2 Spirit di ritorno a Whiteman AFB. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alcuni video dei mezzi della coalizione coinvolti nell&#8217;operazione Odyssey Dawn in Libia.</em></p>
<p>F-16CJ del 52° Fighter Wing in partenza da Spangdahlem, Germania, direzione Aviano.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/mpbJ_dL63I0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>F-18 spagnoli in partenza da NAS Sigonella</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/PJOWvRSNkWs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Operazioni di volo a bordo della LHD USS Kearsarge (CH-53 Sea Stallion, MV-22 Osprey, AV-8B Harrier II+)</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/RAA3c-uGk7A" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>B-2 Spirit di ritorno a Whiteman AFB.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/65_3N6t1Ts0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Mix di aerei della coalizione a supporto delle operazioni.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/dAiCEokIppA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Pertenza degli aerei canadesi CC-150 Polaris/A310 MRTT e CF-18</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/udqjQejHoAg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Partenza della Charles de Gaulle da Tolone e suo arrivo in teatro.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/pWjfsgR14io" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>I Rafale autori della prima sortita francese in Libia.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/s3VrGCrDUSg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Tornado GR4 della RAF in partenza da Marham (UK) per la prima azione inglese in Libia.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/bxsPO-Cvza8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Typhoon inglesi in partenza da Gioia del Colle.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/E3yrpT6Joeo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ritorno dei Typhoon inglesi a Gioia del Colle dopo la missione di pattugliamento della no-fly zone.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/-3Rw-IUfGOY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>HMS Westminster in missione di pattugliamento al largo delle coste libiche.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/QqrjwPs1jBI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>F-16 e un KDC-10 olandesi in azione da Decimomannu.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/Z8aTaXwJpv0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Operazione di rifornimento tra nave Etna e HMS Westminster.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/sFh3Vs4b1hs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>EA-18G Growlers in partenza da Aviano.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/UPdh4GgP_LI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Lancio di Tomahawk da parte della USS Stout (DDG 55).</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/aHjarKKZX8Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Distruzione a terra di un Su-22 dell&#8217;aeronautica libica da parte di un F-16 belga.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/ltV-PjvWZYA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>F-16 belga colpisce un hangar libico (notare il foro di entrata della JDAM sul tetto).</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="368" src="http://www.youtube.com/embed/vv6xgB7Xz7M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>RAF: Aeronautica libica neutralizzata</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/raf-aeronautica-libica-neutralizzata</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 09:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlando dalla base aerea di Gioia del Colle, il comandante della Royal Air Force delle operazioni aeree sopra la Libia, Vice Maresciallo dell&#8217;Aria Greg Bagwell, ha riferito che l&#8217;aviazione libica &#8220;non esiste più come forza combattente&#8221;. Bagwell ha affermato che la forza aerea libica è stata neutralizzata dall&#8217;azione della coalizione: &#8220;Stiamo applicando una sostenuta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/12/panavia_tornado.jpg" alt="tornado" title="" width="450" height="220" class="alignnone size-full wp-image-1080" /><br />
Parlando dalla base aerea di Gioia del Colle, il comandante della Royal Air Force delle operazioni aeree sopra la Libia, Vice Maresciallo dell&#8217;Aria Greg Bagwell, ha riferito che l&#8217;aviazione libica &#8220;non esiste più come forza combattente&#8221;.</p>
<p>Bagwell ha affermato che la forza aerea libica è stata neutralizzata dall&#8217;azione della coalizione: &#8220;Stiamo applicando una sostenuta e incessante pressione sulle forze armate libiche. La loro forza aerea non esiste più come una forza di combattimento, e il suo sistema integrato di difesa aerea e le reti di comando e controllo sono state notevolmente degradate al punto che siamo in grado di operare in Libia con impunità. Mentre continuiamo a far rispettare la no-fly zone, stiamo vigilando sul popolo innocente della Libia assicurando protezione dagli attacchi. Abbiamo le forze di terra libiche sotto costante osservazione, e noi le attacchiamo ogni volta che minacciano o attaccano i civili o i centri popolati&#8221;.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo martedì notte dei Tornado GR4 a Gioia del Colle, tutti gli aerei inglesi assegnati all&#8217;operazione Ellamy sono ormai in posizione stabile.</p>
<p>La presenza dei Tornado, insieme ai caccia Typhoon dedicati al pattugliamento della no-fly zone, e agli assetti di supporto, sorveglianza e ricognizione, garantiscono l&#8217;impegno del Regno Unito all&#8217;operazione internazionale coordinata autorizzata dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR) 1973.</p>
<p>I Tornado, neutralizzata la minaccia, vengono ormai impiegati per ricognizione aerea, tornando alla base con tutto l&#8217;armamento con cui sono decollati.</p>
<p>L&#8217;attenzione è ormai puntata sull&#8217;Operazione NATO Unified Protector (Risoluzione UN 1970), ovvero garantire l&#8217;embargo navale sull&#8217;arrivo di armi alla Libia, il congelamento dei beni personali delle autorità fedeli a Gheddafi e il loro divieto di spostamento. L&#8217;embargo è messo in opera attualmente da sei navi della coalizione sotto il comando italiano, a cui se ne aggiungeranno altre 10. In totale sono state assegnate alla missione una nave comando italiana, quattro fregate turche, una canadese, una spagnola, una britannica, una greca, una italiana e una americana, tre sottomarini (uno italiano, uno spagnolo e uno turco) e due navi appoggio fornite da Italia e Turchia. Dirige le operazioni il Viceammiraglio Rinaldo Veri del Comando Marittimo Alleato NATO di Napoli, mentre l’Ammiraglio USA Samuel J. Locklear rimarrà il riferimento delle operazioni aeronavali della missione Odyssey Dawn.</p>
<p>Il blocco selettivo di navi sospette consentirà di tagliare l&#8217;approvigionamento clandestino di armi come il sistema antiaereo a corto raggio SA-24 Grinch di fabbricazione russa.</p>
<p>Intanto la Portaerei Cavour ha iniziato le prime prove di qualificazione per le operazioni sul ponte di volo nelle acque del Golfo di Taranto con i velivoli AV-8B del Gruppo Aerei Imbarcati, mentre collauda anche il Sistema di Combattimento.</p>
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