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><channel><title>DN - DifesaNews &#187; BAE Systems</title> <atom:link href="http://www.difesanews.it/tags/bae_systems/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.difesanews.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 10:33:53 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Inizio della consegna dei caschi HMSS ai partner Eurofighter</title><link>http://www.difesanews.it/archives/inizio-della-consegna-dei-caschi-hmss-ai-partner-eurofighter</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/inizio-della-consegna-dei-caschi-hmss-ai-partner-eurofighter#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Jul 2010 15:43:19 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Aerospazio]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category> <category><![CDATA[Eurofighter Typhoon]]></category><guid
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A luglio le aeronautiche tedesca, italiana, inglese e spagnola hanno cominciato a prendere in consegna l&#8217;Helmet Mounted Simbology System (HMSS) che costituirà un componente chiave dell&#8217;Eurofighter Typhoon. L&#8217;HMSS migliora la rappresentazione della situazione tattica per i piloti Eurofighter, fornendo direttamente sul visore HEA (Helmet Equipment Assembly) informazioni di navigazione, parametri di volo, stato delle armi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/07/eurofighter_hmss.jpg" alt="" title="hmss" width="450" height="319" class="alignnone size-full wp-image-2998" /><br
/> A luglio le aeronautiche tedesca, italiana, inglese e spagnola hanno cominciato a prendere in consegna l&#8217;Helmet Mounted Simbology System (HMSS) che costituirà un componente chiave dell&#8217;Eurofighter Typhoon. L&#8217;HMSS migliora la rappresentazione della situazione tattica per i piloti Eurofighter, fornendo direttamente sul visore HEA (Helmet Equipment Assembly) informazioni di navigazione, parametri di volo, stato delle armi e opzioni di puntamento, consentendo così al pilota di avere le informazioni sempre nel suo campo visivo.</p><p>Il sistema di sensori HMSS, sviluppato e prodotto da BAE Systems, fornisce al pilota Eurofighter significativi vantaggi operativi, riducendo il carico di lavoro e aumentando la prontezza di reazione in situazioni di combattimento. Il fatto di poter rimanere fissi sull&#8217;obiettivo, senza il bisogno di compiere operazioni sulla strumentazione del cockpit, è particolarmente utile negli ingaggi di bersagli fuori asse con missili quali l&#8217;IRIS-T e l&#8217;ASRAAM, che ora possono essere impiegati senza la necessità di porre l&#8217;aereo sulllo stesso asse del bersaglio.</p><p>Oltre alle caratteristiche di sicurezza e le funzioni di comunicazione come il riconoscimento vocale dei comandi, l&#8217;HMSS si interfaccia con i sistemi di navigazione (in modo da poter essere impiegato efficacemente in tutto l&#8217;inviluppo di volo dell&#8217;aereo con accelerazioni fino a 9 g, in ogni condizione meteorologica, notte/giorno) e la sensoristica di bordo per missioni aria-aria e di attacco al suolo, con quest&#8217;ultime che subiranno un ampliamento il prossimo anno col pacchetto di aggiornamenti programmato.</p><p>L&#8217;HMSS è in fibra di carbonio e ha un peso al di sotto dei 2 kg; contiene un casco interno modellato su ciascun pilota innestato nella struttura principale. Questo disegno permette sia il comfort personale che la diminuzione dei costi.</p><p>L’Eurofighter Typhoon è uno dei più avanzati velivoli da difesa aerea di nuova generazione disponibile oggi sul mercato ed è stato ordinato da sei nazioni (Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Austria e dall’Arabia Saudita).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/inizio-della-consegna-dei-caschi-hmss-ai-partner-eurofighter/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Presentato l&#8217;Unmanned Combat Air Vehicle (UCAV) Taranis</title><link>http://www.difesanews.it/archives/presentato-lunmanned-combat-air-vehicle-ucav-taranis</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/presentato-lunmanned-combat-air-vehicle-ucav-taranis#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:48:59 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Aerospazio]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category> <category><![CDATA[UAV/UAS]]></category><guid
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Taranis (nome del Dio celtico del tuono), dimostratore UCAV inglese volto a sintetizzare a livello di prototipo le tecnologie emergenti nel campo della bassa osservabilità, lunga autonomia, e dei sistemi autonomi integrati nei velivoli non pilotati da combattimento, è stato presentato ufficialmente da BAE Systems presso le sue strutture di Warton, Lancashire.
Presente il responsabile del [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/07/taranis.jpg" alt="" title="Taranis" width="450" height="209" class="alignnone size-full wp-image-2903" /><br
/> Taranis (nome del Dio celtico del tuono), dimostratore UCAV inglese volto a sintetizzare a livello di prototipo le tecnologie emergenti nel campo della bassa osservabilità, lunga autonomia, e dei sistemi autonomi integrati nei velivoli non pilotati da combattimento, è stato presentato ufficialmente da BAE Systems presso le sue strutture di Warton, Lancashire.</p><p>Presente il responsabile del Ministero della Difesa per la Strategia di Sicurezza Internazionale Gerald Howarth, che ha affermato: &#8220;Taranis è un progetto veramente innovatore. Primo del suo genere nel Regno Unito, esso riflette il meglio della progettazione avanzata e delle competenze tecnologiche della nostra nazione ed è un programma di punta sulla scena globale&#8221;.</p><p>Frutto della collaborazione tra BAE Systems (team leader), QinetiQ, Rolls-Royce e GE Aviation, Taranis è il risultato di un programma quadriennale del valore di 183 milioni di euro, partito nell&#8217;ambito del programma SUAV(E) (Strategic Unmanned Air Vehicle-Experiment) condotto dal Ministero della Difesa inglese.</p><p>All’incirca delle dimensioni dell’addestratore Hawk, Taranis sarà in grado di gestire in modo completamente autonomo la missione, dalla fase di taxi al decollo, navigazione, localizzazione del bersaglio (sia terrestre che aereo), attacco (assistito dall&#8217;operatore a terra), e rientro alla base con atterraggio automatico.</p><p>Gli strumenti di calcolo e decisionali sono stati sviluppati da QinetiQ, mentre BAE Systems si occupa dell’architettura generale dei sistemi, GE Aviation dei sistemi elettrici e stivaggio carburante mentre Rolls-Royce fornirà il propulsore.</p><p>Il programma ha accumulato circa 1 anno di ritardo. Terminati i test a terra le prime prove di volo sono previste per il 2011.</p><p><object
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src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/06/SUPERAV.jpg" alt="" title="SUPERAV" width="450" height="245" class="alignnone size-full wp-image-2805" /><br
/> BAE Systems e Iveco Defence Vehicles hanno firmato un accordo di licenza come base di una intesa commerciale al fine di partecipare uniti alla gara relativa al programma Marine Personnel Carrier (MPC), volto alla fornitura all&#8217; US Marine Corps di un nuovo veicolo ruotato protetto per trasporto fanteria, di fascia media, complementare al Joint Light Tactical Vehicle (JLTV) e all&#8217;Expeditionary Fighting Vehicle (EFV). Il veicolo si baserà sul SUPERAV 8&#215;8 di Iveco, mezzo blindato anfibio da 24 tonnellate presentato al salone IDET in Repubblica Ceca nel 2009, derivato dal VBM Freccia, progettato per essere flessibile e altamente mobile, e per operare efficacemente sia in ambienti urbani che in scenari di sbarco anfibio.</p><p>In caso di vincita del contratto (previsto per il 2012 con IOC attesa per il 2018), la produzione dei circa 600 veicoli avverrà negli Stati Uniti, presso le strutture BAE, con alcuni componenti direttamente costruiti in Italia.</p><p>Il SUPERAV può trasportare fino a 12 soldati più il conducente, permettendo ad un battaglione di fanteria di essere sbarcato a riva da una compagnia di MPC. Un MPC può trasportare una squadra completamente equipaggiata di 10 uomini, e operare in mare fino a forza tre. Il nuovo design dello scafo, così come uno studio accurato dell&#8217;architettura meccanica, garantiscono un&#8217;ottima protezione contro mine e IED, e una eccellente mobilità sul terreno.</p><p>Anche l&#8217;Italia intende dotarsi di questo tipo di veicolo, designato Veicolo Blindato Anfibio (VBA), per la propria forza da sbarco interforze digitalizzata, da destinare ai reggimenti Lagunari &#8220;Serenissima&#8221; (EI), e San Marco (MMI), come previsto dal programma Forza NEC e dai piani per la Forza di Proiezione dal Mare, in modo da consegnare un assetto prezioso alla brigata leggera per compiere efficacemente missioni expeditionary di sbarco in zona ostile.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/alleanza-bae-systems-iveco-per-il-marine-personnel-carrier-mpc/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Eurosatory 2010: BAE Systems presenta l&#8217;RG41</title><link>http://www.difesanews.it/archives/eurosatory-2010-bae-systems-presenta-lrg41</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/eurosatory-2010-bae-systems-presenta-lrg41#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Jun 2010 10:53:33 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Esercito]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Afghanistan]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category><guid
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L&#8217;ultimo arrivato della famiglia RG, l&#8217;RG41, ha fatto il suo debutto al salone Eurosatory 2010 di Parigi. Il nuovo veicolo 8&#215;8 è progettato per gli attuali scenari di combattimento in Iraq e Afghanistan e per soddisfare i requisiti di protezione e mobilità delle forze sul campo; è dotato di un design modulare con scafo a [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/06/RG41.jpg" alt="" title="RG41" width="450" height="273" class="alignnone size-full wp-image-2785" /><br
/> L&#8217;ultimo arrivato della famiglia RG, l&#8217;RG41, ha fatto il suo debutto al salone Eurosatory 2010 di Parigi. Il nuovo veicolo 8&#215;8 è progettato per gli attuali scenari di combattimento in Iraq e Afghanistan e per soddisfare i requisiti di protezione e mobilità delle forze sul campo; è dotato di un design modulare con scafo a semi-V a 5 piastre unite insieme alla struttura superiore del veicolo per resistere allo scoppio di mine e ordigni improvvisati, in modo da poter provvedere ad una rapida sostituzione in teatro dei singoli moduli danneggiati, ha sospensioni e trasmissione indipendenti, e può trasportare fino a 10 soldati, oltre al conducente, e un carico pagante di 11 tonnellate.</p><p>L&#8217;RG41 può alloggiare torrette leggere e di medie dimensioni, fra cui la nuova torretta a controllo remoto da 25 mm TRT-25, così come sistemi per fuoco indiretto. Il suo design permette un facile sviluppo di diverse varianti. Può essere configurato come veicolo posto comando, da combattimento, ambulanza, genio o personalizzato a richiesta del cliente. Ha un peso complessivo di 30 tonnellate, una lunghezza di 7.78 metri, altezza di 2.3 metri ed una larghezza di 2.28 metri.</p><p>L&#8217;RG41 è un esemplare della nuova famiglia di veicoli 8&#215;8 in corso di sviluppo da BAE Systems per soddisfare i diversi requisiti di prezzo e prestazioni dei potenziali clienti.<br
/> Ad Eurosatory 2010 BAE ha presentato anche il nuovo sistema di protezione del soldato Ultra Lightweight Warrior (ULW), che assicura maggiore protezione con un risparmio dei pesi del 35% rispetto al convenzionale set di elmetto, zaino con equipaggiamento, giubbotto antiproiettile e componenti per protezione balistica, e l&#8217;Armadillo, una nuova versione del cingolato CV90 ottenuta rimuovendo il cannone principale (in modo da rendere il veicolo più adatto all&#8217;impiego in scenari come l&#8217;Afghanistan, dove è privilegiata la mobilità e la protezione rispetto alla potenza di fuoco), liberando così spazio e peso per alloggiare sensori, torrette remote, corazzature aggiuntive e sistemi a scelta del richiedente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/eurosatory-2010-bae-systems-presenta-lrg41/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>UK: Via libera alle nuove fregate Type 26</title><link>http://www.difesanews.it/archives/uk-via-libera-alle-nuove-fregate-type-26</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/uk-via-libera-alle-nuove-fregate-type-26#comments</comments> <pubDate>Thu, 25 Mar 2010 16:58:24 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Marina]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category> <category><![CDATA[Royal Navy]]></category><guid
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BAE Systems ha ricevuto un contratto da 142 milioni di euro dal MoD britannico per l&#8217;inizio della fase di progettazione delle nuove fregate Type 26 che dovranno sostituire le Type 22 e 23, classe Broadsword e Duke, relativamente al programma Future Surface Combatant. Secondo il contratto BAE Systems guiderà un team industriale congiunto incaricato di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/03/type262.png" alt="" title="Fregate Type 26" width="450" height="485" class="alignnone size-full wp-image-2451" /><br
/> BAE Systems ha ricevuto un contratto da 142 milioni di euro dal MoD britannico per l&#8217;inizio della fase di progettazione delle nuove fregate Type 26 che dovranno sostituire le Type 22 e 23, classe Broadsword e Duke, relativamente al programma Future Surface Combatant. Secondo il contratto BAE Systems guiderà un team industriale congiunto incaricato di elaborare un concept che risponda ai requisiti della Marina per una nave multiruolo versatile, dai costi d&#8217;acquisizione ed esercizio ridotti e facilmente aggiornabile in modo che possa rimanere al massimo delle sue capacità lungo tutta la vita operativa. Le type 22 e 23 inizieranno ad essere ritirate a partire dal 2020.</p><p>Il primo compito del team sarà quello di valutare le opzioni principali riguardanti capacità, disponibilità operativa, caratteristiche di esportabilità e ottimizzazione del supporto. Il programma è anche scadenzato in modo da incorporare le direttive che usciranno dalla prossima Strategic Defence Review.</p><p>Il Segretario alla Difesa Bob Ainsworth ha dichiarato: &#8220;La pianificazione del futuro della Difesa è fondamentale. E&#8217; nostro dovere fornire i mezzi chiave che consentiranno al Regno Unito di essere adeguatamente preparato per soddisfare le proprie necessità in un mondo in continuo cambiamento, e di continuare a svolgere un ruolo importante nel mantenimento della sicurezza globale. Programmi come le Type 26 non solo forniscono alla Royal Navy le capacità più avanzate, ma sostengono anche l&#8217;industria che li supporta. Gli impegni che il MoD ha preso proteggeranno competenze e occupazione, e preserveranno le capacità industriali necessarie per eseguire i programmi futuri in modo efficiente, con un alto rapporto qualità-prezzo&#8221;.<br
/> A margine del suo discorso Ainsworth ha annunciato anche il programma di costruzione del quinto e l&#8217;impostazione del sesto sottomarino classe Astute, ad un costo iniziale di 333 milioni di euro.</p><p>Il Primo Lord del Mare, Ammiraglio Sir Mark Stanhope, ha dichiarato: &#8220;Semplicemente non è possibile avere un&#8217;efficace marina senza ottime fregate, e le Type 26 costituiranno la spina dorsale delle forze di superficie della futura Royal Navy, a fianco dei nuovi cacciatorpedinieri Type 45. Queste navi saranno estremamente versatili e in grado di operare nell&#8217;intero spettro delle operazioni, dalle azioni belliche ai soccorsi in caso di disastro naturale&#8221;.</p><p>La Type 26 sarà la prima di due classi di navi che verranno costruite nell&#8217;ambito del programma Future Surface Combatant, per offrire una maggiore capacità di lotta antisommergibile e consentire una risposta più flessibile ad una vasta gamma di minacce e di situazioni di emergenza. Entrambe le varianti saranno sviluppate tenendo conto del loro potenziale export, con l&#8217;obiettivo di garantirsi ordini oltremare per diluire i costi non ricorrenti e ridurre il costo di acquisizione di ciascuna nave.</p><p>La prima unità della nuova classe entrarà in servizio dopo il 2020 e dal 2030 è previsto che circa la metà del personale di prima linea della Royal Navy operi a bordo di una Type 26 o sulla seconda variante del programma.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/uk-via-libera-alle-nuove-fregate-type-26/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Presentato obice Paladin rimodernato</title><link>http://www.difesanews.it/archives/presentato-obice-paladin-rimodernato</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/presentato-obice-paladin-rimodernato#comments</comments> <pubDate>Thu, 21 Jan 2010 11:28:17 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Americhe]]></category> <category><![CDATA[Esercito]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category><guid
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BAE Systems ha presentato al pubblico il nuovo obice PIM (Paladin Integrated Management), ultima evoluzione della diffusa famiglia M-109 Paladin in servizio a partire dagli anni &#8216;60 in varie nazioni, primo di sette veicoli ordinati dall&#8217;US Army, cinque dei quali semoventi e due in versione trasporto munizioni per artiglieria campale, oggetto del contratto da $63.9 [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/PIM.png" alt="" title="PIM" width="450" height="327" class="alignnone size-full wp-image-2072" /><br
/> BAE Systems ha presentato al pubblico il nuovo obice PIM (Paladin Integrated Management), ultima evoluzione della diffusa famiglia M-109 Paladin in servizio a partire dagli anni &#8216;60 in varie nazioni, primo di sette veicoli ordinati dall&#8217;US Army, cinque dei quali semoventi e due in versione trasporto munizioni per artiglieria campale, oggetto del contratto da $63.9 milioni firmato ad agosto 2009.</p><p>Il PIM utilizza l&#8217;armamento principale esistente e la struttura della cabina di un M109A6 Paladin e sostituisce i componenti datati del telaio con elementi aggiornati in comune con il Bradley. Il PIM incorpora nuova elettronica e nuovo impianto di generazione di potenza, e integra azionamenti elettrici per l&#8217;elevazione e brandeggio del cannone, caricatore elettrico e sistema di controllo digitale del fuoco. L&#8217;aggiornamento del PIM garantisce la massima comunanza con i sistemi esistenti nell&#8217; Heavy Brigade Combat Team (HBCT), e riduce la sua impronta per quanto riguarda le spese logistiche e operative.</p><p>Il veicolo Paladin Integrated Management è il primo equipaggiato con il nuovo sistema di alimentazione che risponde ai requisiti dell&#8217;esercito riguardo il Common Modular Power System (CMPS), che deve provvedere a fornire energia sufficiente per operare diversi sottosistemi per autodifesa, contromisure, consapevolezza operativa, comunicazioni, strumenti di diagnostica e predizione, oltre che migliorare le normali performance del veicolo. Questo sistema fornirà il doppio della potenza elettrica della maggior parte dei veicoli militari, aumentando in maniera significativa l&#8217;efficacia in missione delle forze di terra in teatro.</p><p>La progettazione della struttura del veicolo, dei componenti, dei sistemi elettrici ed elettronici sarà eseguita presso gli impianti BAE Systems in Pennsylvania, California, New York, Minnesota e Michigan, così come nelle strutture dell&#8217;Army Research and Development Center di Picatinny, New Jersey. La rigenerazione della flotta Paladin verrà effettuata in collaborazione con l&#8217; Anniston Army Depot in Alabama e gli impianti di BAE Systems a York, Pennsylvania, e Elgin, Oklahoma.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/presentato-obice-paladin-rimodernato/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Eurofighter: Consegnato l&#8217;esemplare n. 200</title><link>http://www.difesanews.it/archives/eurofighter-consegnato-lesemplare-n-200</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/eurofighter-consegnato-lesemplare-n-200#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:11:49 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Aerospazio]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Industria]]></category> <category><![CDATA[Alenia Aeronautica]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category> <category><![CDATA[EADS]]></category> <category><![CDATA[Eurofighter Typhoon]]></category> <category><![CDATA[Finmeccanica]]></category><guid
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Il 200° esemplare di Eurofighter Typhoon prodotto dalle quattro società partner del consorzio europeo, è stato consegnato da EADS Deutschland all’aeronautica tedesca, nel corso di una cerimonia che si è tenuta oggi a Manching, vicino a Monaco, Germania. Si tratta di una pietra miliare per l’Eurofighter che con il raggiungimento di questo traguardo e’ il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/03/euro6.jpg" alt="" /><br
/> Il 200° esemplare di Eurofighter Typhoon prodotto dalle quattro società partner del consorzio europeo, è stato consegnato da EADS Deutschland all’aeronautica tedesca, nel corso di una cerimonia che si è tenuta oggi a Manching, vicino a Monaco, Germania. Si tratta di una pietra miliare per l’Eurofighter che con il raggiungimento di questo traguardo e’ il solo velivolo multi-ruolo di nuova generazione al mondo ad aver raggiunto i 200 esemplari in servizio.</p><p>I Typhoon, prodotti dalle aziende partner EADS Deutschland, EADS CASA, BAE Systems e Alenia Aeronautica, sono attualmente in servizio con 12 reparti in sei forze aeree e stanno sostituendo ben 11 differenti tipi di velivoli. Questo conferma l’Eurofighter come miglior aereo multi-ruolo disponibile sul mercato in termini di prestazioni, ma anche come la soluzione più efficace ed efficente per soddisfare i requisiti di difesa aerea delle nazioni che lo hanno scelto. Ad oggi la flotta di Eurofighter in servizio ha effettuato oltre 70.000 ore di volo in totale, con una disponibilità operativa sopra la media.<br
/> L’Eurofighter Typhoon è stato adottato delle aeronautiche militari di Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Arabia Saudita e Austria, che hanno ordinato in totale 707 velivoli.</p><p>Recentemente quattro Typhoon della Royal Air Force hanno effettuato un volo record di oltre 18 ore per raggiungere le isole Falklands nel Sud Atlantico per sostituire gli attuali Tornado F3 nei compiti di Quick Reaction Alert (QRA). La Luftwaffe ha rischierato alcuni dei suoi Typhoon in Lituania per garantire il ruolo di polizia aerea per conto della NATO sui cieli dei paesi baltici mentre l’Aeronautica Militare italiana sta svolgendo gli stessi compiti per coprire lo spazio aereo dell’Albania che non dispone di un sistema di difesa aerea. Nelle scorse settimane l‘aeronautica Austriaca, che ha ricevuto tutti i 15 aerei ordinati, ha provveduto alla sicurezza aerea in occasione di un meeting dei Ministri della Difesa NATO in Slovacchia, dimostrando la perfetta integrazione del sistema Eurofighter nell’ambito delle operazioni congiunte anche con paesi fuori dall’Alleanza Atlantica.</p><p>Enzo Casolini, Amministratore Delegato di Eurofighter GmbH, ha commentato: “Questa pietra miliare è un perfetto esempio del successo di questo programma di collaborazione europea. L’Eurofighter Typhoon non solo è l’aereo da difesa di prima linea leader al mondo, ma rappresenta anche la più importante attivita’ di collaborazione industriale in Europa. Confermare i piani concordati nel passato dalle quattro nazioni per la produzione di tutti gli esemplari previsti di questo velivolo, consentira’ al programma di continuare ad assicurare nel lungo periodo 100.000 posti di lavoro in 400 diverse aziende e l’ingente impatto economico positivo che genera in Europa”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/eurofighter-consegnato-lesemplare-n-200/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Inizio prove in mare per il sottomarino Astute</title><link>http://www.difesanews.it/archives/inizio-prove-in-mare-per-il-sottomarino-astute</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/inizio-prove-in-mare-per-il-sottomarino-astute#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 12:27:19 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Marina]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category> <category><![CDATA[Classe Astute]]></category> <category><![CDATA[Royal Navy]]></category><guid
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Il primo sottomarino classe Astute della Royal Navy ha lasciato i cantieri di Barrow-in-Furness diretto alla sua futura base operativa Clyde a Faslane, in Scozia, dando così inizio ad una campagna di prove in mare della durata di diversi mesi.
Durante i test, iniziati con il tragitto verso la base navale, il personale a bordo della [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/11/Astute-Class-Submarine.png" alt="HMS Astute" title="HMS Astute" width="450" height="176" class="alignnone size-full wp-image-1842" /><br
/> Il primo sottomarino classe Astute della Royal Navy ha lasciato i cantieri di Barrow-in-Furness diretto alla sua futura base operativa Clyde a Faslane, in Scozia, dando così inizio ad una campagna di prove in mare della durata di diversi mesi.<br
/> Durante i test, iniziati con il tragitto verso la base navale, il personale a bordo della marina sarà affiancato da tecnici BAE Systems al fine di osservare e misurare le performance di ogni componente in relazione alle specifiche progettuali.</p><p>Con 7.800 tonnellate di dislocamento e velocità di oltre 29 nodi in immersione, 97 metri di lunghezza, 6 tubi lanciasiluri/missili Harpoon e Tomahawk (38 munizioni a disposizione), reattore nucleare con autonomia di 25 anni (in grado di soddisfare i bisogni energetici di una città delle dimensioni di Southampton), stealthness e sensoristica avanzata, la classe di sottomarini Astute è la più avanzata mai costruita per la Royal Navy.</p><p>Questa classe di sottomarini sarà in grado di svolgere oltre alle convenzionali missioni di guerra contro unità di superficie e sommerse, anche compiti di appoggio alle forze di terra, sorveglianza e raccolta dati di intelligence. L&#8217;Astute è in grado di rimanere in immersione e circumnavigare il globo in 90 giorni, prelevando l&#8217;ossigeno e l&#8217;acqua necessari per le funzioni di bordo dal mare. Il sottomarino è equipaggiato con l&#8217;avanzato sonar 2076 e dispone di due alberi optronici non penetranti lo scafo, che sostituiscono il tradizionale periscopio. Il vantaggio di questa soluzione risiede nel ridurre il tempo di permanenza del sensore in superficie, fase in cui il sottomarino è vulnerabile, facendo una rapida scansione a 360 gradi dell&#8217;ambiente operativo e poi analizzando la situazione in posizione di sicurezza.</p><p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/11/astute_periscope.jpg" alt="Il periscopio CM010 di Thales" title="Il periscopio CM010 di Thales" width="450" height="253" class="alignnone size-full wp-image-1846" /></p><p>Il programma per i sottomarini Astute, volto a sostituire i vecchi classe Swiftsure e Trafalgar con un assetto allo stato dell’arte sia in termini tecnologici che di flessibilità di impiego, vale per le prime tre unità circa cinque miliardi di euro. Nonostante i ritardi e i costi crescenti, e la minaccia di tagli al bilancio, il programma procede con al momento 4 unità ordinate su 7 pianificate.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/inizio-prove-in-mare-per-il-sottomarino-astute/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Primo volo per lo UAV Mantis</title><link>http://www.difesanews.it/archives/primo-volo-per-lo-uav-mantis</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/primo-volo-per-lo-uav-mantis#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:02:36 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Aerospazio]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category> <category><![CDATA[UAV/UAS]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.difesanews.it/?p=1836</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Unmanned Aerial Vehicle Mantis, il più grande mai costruito in UK, sviluppato da BAE Systems e Ministero della Difesa inglese, ha compiuto il suo primo volo a Woomera, nel sud dell&#8217;Australia. La prova ha inteso validare le tecnologie sviluppate fin ora che porteranno alla realizzazione di una piattaforma MALE (medium altitude long endurance) basata sul [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/11/mantis3.jpg" alt="Mantis" title="Mantis" width="300" height="115" class="alignnone size-full wp-image-1837" />L&#8217;Unmanned Aerial Vehicle Mantis, il più grande mai costruito in UK, sviluppato da BAE Systems e Ministero della Difesa inglese, ha compiuto il suo primo volo a Woomera, nel sud dell&#8217;Australia. La prova ha inteso validare le tecnologie sviluppate fin ora che porteranno alla realizzazione di una piattaforma MALE (medium altitude long endurance) basata sul prototipo Mantis. Allo sviluppo hanno partecipato un gruppo di aziende che hanno lavorato direttamente al fianco del MoD, fra cui Rolls- Royce, per quanto riguarda l&#8217;impianto motoristico, QinetiQ, comunicazioni, GE Aviation, impianto elettrico e controlli di volo primari, Meggitt per sistemi frenanti e Selex Galileo per quanto riguarda la sensoristica.</p><p>Mantis ha un&#8217;apertura alare di 20 metri ed è primo velivolo completamente elettrico prodotto da BAE Systems. Il sistema è concepito per essere facilmente dispiegabile e smontabile per il trasporto aereo in teatro, e aggiornabile con elementi &#8220;plug and play&#8221;.</p><p>Mantis è un uav autonomo di prossima generazione in grado di eseguire la missione con un bisogno ridotto di intervento umano, grazie all&#8217;interazione avanzata del velivolo con l&#8217;ambiente di battaglia. Tale autonomia aumenta l&#8217;efficacia operativa consentendo una maggiore attenzione sulla missione, senza le usuali preoccupazioni per il controllo del veicolo da parte dell&#8217;operatore. Riduce anche il rischio di incidenti dovuti ad errore umano, così come i requisiti di collegamento dati tra il veicolo e la stazione di controllo a terra, comune con altri UAS di BAE come Taranis e Herti.</p><p>Il sistema Mantis potrà operare pienamente integrato nella infrastruttura C4I inglese, fornendo ai decisori informazioni in tempo reale accrescendo la situational awareness del campo di battaglia. Potrà trasportare significative quantità di sensori per compiti di intelligence sorveglianza e ricognizione, e, all&#8217;occorrenza, armamento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/primo-volo-per-lo-uav-mantis/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Contratto a Selex Galileo per supporto radar Captor e DASS</title><link>http://www.difesanews.it/archives/contratto-a-selex-galileo-per-supporto-radar-captor-e-dass</link> <comments>http://www.difesanews.it/archives/contratto-a-selex-galileo-per-supporto-radar-captor-e-dass#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Nov 2009 08:37:29 +0000</pubDate> <dc:creator>DifesaNews</dc:creator> <category><![CDATA[Aerospazio]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[BAE Systems]]></category> <category><![CDATA[Eurofighter Typhoon]]></category> <category><![CDATA[Finmeccanica]]></category> <category><![CDATA[Selex Galileo]]></category><guid
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SELEX Galileo, insieme ad altre aziende partner, si è aggiudicata un contratto da BAE Systems della durata di 5 anni per un valore di oltre 350 milioni di sterline per attività di supporto del sistema radar Captor e del &#8220;Defense Aids System&#8221; Praetorian dei velivoli Eurofighter Typhoon in servizio presso le forze aree dei 4 [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/12/euro4.jpg" alt="" /><br
/> SELEX Galileo, insieme ad altre aziende partner, si è aggiudicata un contratto da BAE Systems della durata di 5 anni per un valore di oltre 350 milioni di sterline per attività di supporto del sistema radar Captor e del &#8220;Defense Aids System&#8221; Praetorian dei velivoli Eurofighter Typhoon in servizio presso le forze aree dei 4 paesi partner: Germania, Italia, Inghilterra e Spagna.</p><p>SELEX Galileo ha collaborato con BAE Systems e con i Ministeri della Difesa britannico, tedesco, italiano e spagnolo con un approccio innovativo volto a fornire un servizio di supporto logistico integrato in grado di ridurre i costi di manutenzione e di riparazione dei velivoli delle 4 nazioni partner, accrescendone la disponibilità operativa.</p><p>SELEX Galileo è a capo dei consorzi EuroRADAR (SELEX Galileo, EADS e Indra Sistemas) e EuroDASS (SELEX Galileo, Elettronica, Indra Sistemas e EADS) &#8211; design authorities per il Captor e per il Praetorian. In particolare, il consorzio EuroRADAR progetta, sviluppa e produce il radar multimode Captor, mentre EuroDASS realizza e fornisce il sistema di difesa integrato Praetorian, in grado di garantire la sopravvivenza dell&#8217;aereo anche negli scenari operativi più complessi.</p><p>Oltre a EuroDASS e a EuroRADAR¸ SELEX Galileo guida il consorzio EuroFIRST, per la progettazione e lo sviluppo del PIRATE, il sistema all&#8217;infrarosso in grado di scoprire e inseguire potenziali minacce e di fornire l&#8217;immagine FLIR. Infine SELEX Galileo è responsabile dello sviluppo di apparati avionici del cockpit display system, del sistema di navigazione, del weapon management system e del sistema di controllo del volo. Le attività di SELEX Galileo legate al Typhoon sono svolte presso gli stabilimenti dell&#8217;azienda in Italia e nel Regno Unito.</p><p>Il Gruppo Finmeccanica partecipa al programma Eurofighter con una quota industriale all&#8217;incirca del 36% (esclusa la parte motoristica), svolgendo un importante ruolo nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del velivolo per la parte aerostrutturale, di integrazione dei sistemi e per l&#8217;avionica.</p><p>La quota di Finmeccanica nell&#8217;elettronica di bordo del Typhoon è superiore al 60%.</p><p><em>(Finmeccanica)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.difesanews.it/archives/contratto-a-selex-galileo-per-supporto-radar-captor-e-dass/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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