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	<title>DN - DifesaNews &#187; Classe Queen Elizabeth</title>
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		<title>UK: Inizia la costruzione della portaerei Prince of Wales</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 09:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La costruzione della HMS Prince of Wales, la seconda portaerei classe Queen Elizabeth (QE) della Royal Navy, è iniziata presso il cantiere di Govan di proprietà di BAE Systems sul fiume Clyde. Dipendenti e ospiti si sono riuniti presso il cantiere inglese con il Segretario di Stato alla Difesa Liam Fox, il quale ha premuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/05/Classe-Queen-Elizabeth.jpg" alt="Classe Queen Elizabeth" title="Classe Queen Elizabeth" width="450" height="323" class="alignnone size-full wp-image-4374" /><br />
La costruzione della HMS Prince of Wales, la seconda portaerei classe Queen Elizabeth (QE) della Royal Navy, è iniziata presso il cantiere di Govan di proprietà di BAE Systems sul fiume Clyde.</p>
<p>Dipendenti e ospiti si sono riuniti presso il cantiere inglese con il Segretario di Stato alla Difesa Liam Fox, il quale ha premuto il pulsante della torcia al plasma che ha tagliato la prima lastra d&#8217;acciaio della nave.</p>
<p>Secondo i piani di ridimensionamento delineati dall&#8217;ultima Strategic Defence and Security Review la HMS Price of Wales, terminata la costruzione, verrà messa subito in stato di “extended readiness”, ovvero sostanzialmente non operativa ma pronta ad entrare in azione a seconda delle necessità. La decisione se tenerla o venderla verrà presa nel 2015.</p>
<p>Le nuove unità, HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate e potranno operare fino a 40 velivoli ad ala fissa e rotante (F-35C Lightning II, piattaforme Airborne Early Warning, Chinook e Apache). I costi complessivi di acquisizione sono saliti da 5.7 miliardi di euro a circa 8 miliardi di euro (£7bn).</p>
<p>BAE Systems è membro della Aircraft Carrier Alliance, consorzio industriale incaricato della produzione delle due QE, che comprende Babcock, Thales e il Ministero della Difesa britannico. </p>
<p>I lavori sulla HMS Queen Elizabeth sono a buon punto con la costruzione dei componenti principali in corso presso sei cantieri in tutto il Regno Unito, tra cui quelli BAE Systems di Glasgow e Portsmouth, così come nei cantieri degli altri membri della ACA, Appledore, Merseyside, Newcastle e Rosyth, dove avrà luogo l&#8217;assemblaggio finale. A Govan si lavora sulla sezione mediana e su quella superiore di poppa, mentre a Portsmouth su quella anteriore e inferiore di poppa. I lavori sulle due isole, che ospitano le strutture di comando e controllo del traffico, cominceranno verso fine anno. </p>
<p>La HMS Queen Elizabeth entrerà in servizio nel 2020, in coincidenza con l&#8217;arrivo dei primi F-35C JCA.</p>
<p><em>Video:</em><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/LIbFl--h2ao" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Unite le due prime sezioni dello scafo della HMS Queen Elizabeth</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 11:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso i cantieri BAE Systems di Govan è avvenuta l&#8217;unione delle prime due sezioni centrali di quello che sarà lo scafo della nuova portaerei inglese da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth. Il processo di trasporto in sede ha coinvolto una squadra di 20 dipendenti che controllavano a distanza la piattaforma mobile sopra la quale era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/02/sezioni-queen-elizabeth.png" alt="" title="" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3767" /><br />
Presso i cantieri BAE Systems di Govan è avvenuta l&#8217;unione delle prime due sezioni centrali di quello che sarà lo scafo della nuova portaerei inglese da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth.</p>
<p>Il processo di trasporto in sede ha coinvolto una squadra di 20 dipendenti che controllavano a distanza la piattaforma mobile sopra la quale era alloggiata la sezione; i 100 metri che separavano i due blocchi da 1.221 tonnellate ciascuno sono stati coperti in un&#8217;ora. La sezione dello scafo in arrivo è stata poi allineata con precisione alla prima che l&#8217;attendeva già all&#8217;interno del capannone.</p>
<p>In particolare le due sezioni coinvolte costituiscono il Lower Block 03, la parte centrale dello scafo che arriva fino al ponte hangar. Gli operai continueranno ora l&#8217;allestimento del blocco, che al termine dei lavori peserà più di 9.300 tonnellate e misurerà 23 metri in altezza, 63 metri in lunghezza e 40 metri in larghezza. La fase successiva vedrà la spedizione del blocco a Rosyth nella seconda parte dell&#8217;anno, sito dove la HMS Queen Elizabeth sarà assemblata in bacino di carenaggio.</p>
<p>Come membro del consorzio Aircraft Carrier Alliance, BAE Systems sta lavorando in collaborazione con Babcock, Thales e il Ministero della Difesa britannico in questo enorme progetto che sta rapidamente guadagnando slancio e impiega al momento oltre 8.000 persone in tutta cantieri navali di Glasgow (Scotstoun e Govan), Portsmouth, Appledore, Rosyth, Merseyside e Newcastle, con altre migliaia in tutta la catena di subfornitori dell&#8217;indotto.</p>
<p>BAE Systems sta lavorando anche sulla sezione principale di poppa presso questo cantiere sul fiume Clyde, la sezione più grande e complessa della nave, i cui sotto-blocchi anteriore e inferiore sono in costruzione presso le varie strutture nell&#8217;area di Portsmouth, così come l&#8217;integrazione e il collaudo del sistema di missione e di quelli di comunicazione, e del radar ARTISAN 3D. BAE Systems inizierà i lavori di costruzione delle due isole, che ospitano le strutture di controllo del ponte e del traffico, verso la fine dell&#8217;anno.<br />
Babcock ha già consegnato le prime sezioni di prua mentre Thales UK è al lavoro sul sistema di propulsione.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/02/sezione-prua-queen-elizabeth.jpg" alt="" title="Lavori ai cantieri Rosyth sulla sezione anteriore di prua costruita da Babcock" width="450" height="328" class="alignnone size-full wp-image-3771" /><br />
Il progetto della nuova portaerei HMS Queen Elizabeth è stato recentemente aggiornato con l&#8217;aggiunta di catapulte e cavi d’arresto, per renderla interoperabile con gli aerei francesi ed americani. La modifica comporterà uno slittamento dell’entrata in servizio della nave di circa tre anni, prevista ora per il 2020, data in cui saranno disponibili gli F-35C che costituiranno il principale assetto offensivo della nave. </p>
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		<title>Firmato Trattato di Cooperazione Militare tra Francia e Regno Unito</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/firmato-trattato-di-cooperazione-militare-tra-francia-e-regno-unito</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 10:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anti-terrorismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Un nuovo programma di cooperazione nel settore Difesa tra il Regno Unito e la Francia è stato annunciato dal Primo Ministro britannico David Cameron e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, a margine dell&#8217;incontro bilaterale tenutosi a Londra per delineare i termini di quella collaborazione che porterà ad una elevata sinergia industriale e tecnologica tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/11/cameron_sarkozy.jpg" alt="" title="Il PM Cameron e il Presidente Sarkozy al London Summit 2010 (Crown)" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-3354" /><br />
Un nuovo programma di cooperazione nel settore Difesa tra il Regno Unito e la Francia è stato annunciato dal Primo Ministro britannico David Cameron e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, a margine dell&#8217;incontro bilaterale tenutosi a Londra per delineare i termini di quella collaborazione che porterà ad una elevata sinergia industriale e tecnologica tra i due paesi, per evitare spese ridondanti e aumentare allo stesso tempo efficienza e capacità militare.</p>
<p>Questo accordo segue le linee guida indicate nel Strategic Defence and Security Review, recentemente pubblicato dal governo inglese, che spinge verso relazioni più forti con gli alleati principali del Regno Unito, i cui interessi di sicurezza e capacità militari sono analoghi. </p>
<p>In questo senso gli stanziamenti alla difesa di Francia e Regno Unito costituiscono la metà del totale di quelli di tutte le nazioni europee, e i due terzi nel settore ricerca e sviluppo.</p>
<p>&#8220;Ci sono molte ragioni per cui questa cooperazione ha senso. Noi siamo le uniche potenze nucleari europee. Noi abbiamo i budget più grandi nel settore difesa e siamo gli unici due paesi con una reale capacità di proiezione su larga scala. Siamo entrambi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e membri guida del G8 e del G20. Non c&#8217;è momento migliore per approfondire il nostro rapporto con la Francia. Da quando il presidente Sarkozy è entrato in carica, abbiamo visto un vigoroso tentativo di portare l&#8217;Europa e l&#8217;America più vicine, e di integrare maggiormente la Francia nella NATO&#8221;, ha affermato il Ministro della Difesa inglese Liam Fox.</p>
<p>In termini pratici, le misure concordate tra il Regno Unito e la Francia prevedono:</p>
<p>• Lo sviluppo congiunto di una Combined Joint Expeditionary Force (CJEF), intesa a costituire una capacità di proiezione non permanente a livello brigata in grado di svolgere una serie di operazioni in futuro sia agendo a livello bilaterale che attraverso la NATO, la UE o altri accordi di coalizione. La guida di questo assetto, che farà affidamento su reparti provenienti da esercito, marina e aeronautica, sarà affidata ad un comandante francese o inglese con inizio delle esercitazioni nel 2011.</p>
<p>• L&#8217;implementazione di un team integrato di lavoro articolato sul centro della CEA (Commissariat à l’énergie atomique) di Valduc, in Francia, e supportato da quello della AWE (Atomic Weapons Establishment) di Aldermaston, UK, per la gestione delle testate nucleari francesi ed inglesi in materia di progettazione, test, sicurezza e manutenzione, in modo da condividere attrezzature e competenze e ridurre di molto i costi di quello che potrebbe configurarsi in futuro come un deterrente nucleare comune europeo. La durata di questo accordo, concertato in maniera separata dal resto del trattato, sarà di almeno 50 anni, a partire dal 2014.</p>
<p>• La formazione di un gruppo navale combinato costruito attorno alla portaerei francese Charles de Gaulle o alla HMS Queen Elizabeth a partire dal 2020, che integri assetti navali delle due nazioni per fornire una capacità d&#8217;attacco congiunto dal mare. La recente decisione di dotare l&#8217;unità inglese con catapulte e cavi d&#8217;arresto permetterà agli aerei francesi di operare dal suo ponte così come agli F-35C di essere lanciati dalla CdG.</p>
<p>• Lo sviluppo congiunto di nuove dottrine militari e programmi di addestramento.</p>
<p>• Una cooperazione avanzata in materia di acquisizione di equipaggiamenti e tecnologie, con accordi relativi allo sviluppo di un aereo senza pilota MALE (Medium Altitude Long Endurance), con data di consegna per il 2015/2020; un nuovo programma di ricerca UCAS (Unmanned Combat Aircraft System), che potrebbe portare ad un velivolo operativo nel 2030; nuovi sistemi d&#8217;arma, come il missile antinave di MBDA lanciabile da elicottero FASGW(H)/ANL e un programma di miglioramenti per il missile da crociera Scalp/Storm Shadow; tecnologie da integrare nei sottomarini nucleari di prossima generazione; nuovi assetti navali per la lotta antimine; una nuova costellazione di satelliti militari per comunicazioni da far entrare in servivio nell&#8217;arco temporale 2018/2022; attività di ricerca e sviluppo.</p>
<p>• Realizzare una logistica integrata comune, come particolare riferimento alla fornitura di ricambi, supporto, addestramento e manutenzione per il nuovo velivolo da trasporto A400M. In questo senso verrà firmato un singolo contratto con Airbus Military (EADS) entro la fine del 2011 in tempo per l&#8217;arrivo del primo aereo francese nel 2013.</p>
<p>• Lo sviluppo di una più forte base industriale e tecnologica nel settore Difesa, che potrebbe portare alla costituzione, nel caso di acquisizioni di sistemi d&#8217;arma complessi, di un solo fornitore europeo, che in qualità di unico contractor, sia capace di portare a risparmi dell&#8217;ordine del 30%.</p>
<p>• Il rafforzamento della collaborazione in tema di sicurezza informatica e anti-terrorismo.</p>
<p>Nel complesso, il trattato di cooperazione consentirà di rafforzare i legami operativi tra le forze armate francesi e inglesi, la condivisione e lo scambio di materiali ed attrezzature, la costruzione di impianti comuni, l&#8217;accesso ai rispettivi mercati della difesa, e una maggiore intesa industriale e tecnologica, rispettando gli impegni sia con la NATO che con l&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Il trattato precisa che lo schieramento combinato di truppe dovrà ricevere l&#8217;avvallo di entrambi i paesi, mentre i termini della condivisione di informazioni militari sarà oggetto di ulteriori discussioni tra i rispettivi Capi di Stato Maggiore della Difesa.</p>
<p>In ogni caso i termini della collaborazione non pregiudicherranno la sovranità di ciascun paese nei riguardi della sua autonomia e della capacità di condurre operazioni militari singolarmente, mentre la possibile condivisione di informazioni riservate tra il Regno Unito, alleato privilegiato degli USA, e la Francia, potrebbe condurre, secondo John Bolton, ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite, a un netto taglio dei rapporti in materia di intelligence fra le due sponde dell&#8217;Atlantico.</p>
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		<title>UK: Pubblicata la Strategic Defence and Security Review</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 18:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il documento presentato dal Primo Ministro inglese Cameron contiene i piani per rimodellare le forze armate in vista degli scenari previsti dalla National Security Strategy, comprese alcune variazioni rispetto alle ipotesi delineate precedentemente alla sua uscita. Lo strumento militare diverrà più snello ma complessivamente più efficiente, in termini di capacità per spesa pubblica. I piani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/MOD.jpg" alt="" title="" width="196" height="271" class="alignnone size-full wp-image-3251" />Il documento presentato dal Primo Ministro inglese Cameron contiene i piani per rimodellare le forze armate in vista degli scenari previsti dalla National Security Strategy, comprese alcune variazioni rispetto alle ipotesi delineate precedentemente alla sua uscita. Lo strumento militare diverrà più snello ma complessivamente più efficiente, in termini di capacità per spesa pubblica.<br />
I piani prevedono una riduzione del personale nei prossimi cinque anni in tutti e tre i servizi; in particolare la Royal Navy ridurrà il proprio organico con un taglio di circa 5.000 persone, l&#8217;esercito di 7.000, l&#8217;aeronautica di 5.000; il personale civile verrà ridotto di 25.000 unità. </p>
<p><em>Nel dettaglio:</em></p>
<p>La <strong>Royal Navy</strong> avrà una forza di superficie basata su 19 unità, tra fregate e cacciatorpedinieri (fra cui le Type 45 e 26), e la nuova portaerei HMS Queen Elizabeth (che trasporterà di norma 12 F-35C, con possibilità di aumento a 36, ed una componente ad ala rotante basata su 12 fra AW101 e Chinook, oltre ad 8 Apache a seconda della missione), riconfigurata con catapulte e cavi d&#8217;arresto. La modifica comporterà uno slittamento dell&#8217;entrata in servizio di circa tre anni. La HMS Price of Wales verrà costruita e messa subito in stato di &#8220;extended readiness&#8221;, ovvero sostanzialmente non operativa ma pronta ad entrare in azione a seconda delle necessità (la decisione se tenerla o venderla verrà presa nel 2015). La componente sottomarina sarà basata sui 4 SSBN Vanguard (che costituiscono il deterrente nucleare inglese e verranno sostituiti a partire dal 2028) e sui nuovi 7 sottomarini d&#8217;attacco classe Astute. La 3 Commando Brigade continuerà a costituire l&#8217;ossatura principale delle forze d&#8217;assalto anfibio inglesi, in grado di sbarcare rapidamente via elicottero 1.800 uomini, veicoli e strutture di comando e supporto.<br />
Entro il 2015 il personale si assesterà sui 30.000 uomini, con una ulteriore riduzione di 1.000 persone entro il 2020.<br />
La HMS Ark Royal verrà pensionata immediatamente, così come una fra la HMS Ocean o la HMS Illustrious (al termine di uno studio ad hoc verrà mantenuta quella che offrirà le migliori capacità nel ruolo di portaelicotteri), 4 fregate ed una nave della classe Bay (LSD). La componente elicotteristica marittima sarà basata su Wildcat e Merlin di AgustaWestland.</p>
<p>Il <strong>British Army</strong> sarà strutturato intorno a cinque brigate multi-ruolo (una verrà tagliata), di cui 4 in supporto alla singola con alto livello di prontezza di intervento. Ciascuna sarà  articolata su una forza da ricognizione, una di fanteria leggera e una meccanizzata. La 16 Air Assault Brigade, tra le prime ad entrare in azione in caso di conflitto, verrà mantenuta insieme alle sue unità di supporto e addestramento.<br />
L&#8217;esercito manterrà inoltre la capacità di comandare operazioni ad alto livello attraverso l&#8217;Allied Rapid Reaction Corps (ARRC) in ambito NATO, e ridislocare un quartier generale divisionale con uno in stato di supporto.<br />
La forza complessiva verrà ridotta a 95.000 persone entro il 2015, ma senza alcuna modifica alle unità combattenti in Afghanistan, con ipotesi di arrivare a 94.000 entro il 2020; i carri Challenger 2 verranno tagliati del 40% e l&#8217;artiglieria pesante (AS90) di circa il 35%.</p>
<p>La<strong> Royal Air Force</strong> sarà basata su velivoli Eurofighter Typhoon ed F-35C Lightning II Joint Strike Fighter (il cui ordine definitivo subirà dei tagli); capacità ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) verrà fornita dai 7 E-3D Sentry e dai 3 RC-135 Rivet Joint ordinati a marzo, oltre che dagli assetti unmanned. La componente da trasporto si articolerà su 7 C-17 e 22 A400M; i 14 nuovi tanker A330 (che sostituiranno dal 2013 i VC-10 e Tristar) all&#8217;occorrenza potranno trasportare uomini o materiale. Verranno acquisiti altri 12 elicotteri Chinook da affiancare ai Merlin.<br />
L&#8217;aeronautica si stabilizzerà inizialmente su 33.000 uomini entro il 2015, 31.500 entro il 2020; La flotta di C-130J Hercules sarà pensionata nel 2022 dieci anni prima di quanto previsto in favore dei più capaci A400M; ritiro previsto anche per l&#8217;aereo per raccolta informazioni tattiche R1 Sentinel ASTOR (Airborne Stand-Off Radar) poichè non più necessario per sostenere le operazioni in Afghanistan.<br />
La flotta di Tornado GR4 verrà ridotta mentre quella di Harrier verrà completamente pensionata nel 2011. Ciò determinerà la sospensione dell&#8217;aviazione navale basata su velivoli ad ala fissa fino al 2020, quando arriverà l&#8217;F-35C, che come l&#8217;Harrier, sarà gestito congiuntamente dalla RAF e dalla Royal Navy; il programma per gli aerei da pattugliamento marittimo Nimrod MRA4 verrà cancellato.</p>
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		<title>Regno Unito: Pubblicata la National Security Strategy &#8220;A Strong Britain in an Age of Uncertainty&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha pubblicato il documento programmatico contenente le linee guida strategiche per la Sicurezza Nazionale chiamato “A Strong Britain in an Age of Uncertainty”. La nuova National Security Strategy definisce i rischi principali a cui si prevede sarà sottoposto il paese dividendoli in tre gruppi secondo importanza decrescente determinata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/englishflag-001.jpg" alt="" title="" width="205" height="120" class="alignnone size-full wp-image-3238" />Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha pubblicato il documento programmatico contenente le linee guida strategiche per la Sicurezza Nazionale chiamato “A Strong Britain in an Age of Uncertainty”. La nuova National Security Strategy definisce i rischi principali a cui si prevede sarà sottoposto il paese dividendoli in tre gruppi secondo importanza decrescente determinata dal possibile impatto e dalla probabilità di realizzazione.<br />
Al primo posto per livello di priorità compaiono:</p>
<blockquote><p>• il terrorismo internazionale, scatenato contro il Regno Unito o i suoi interessi, e condotto attraverso attacchi chimici, biologici, radiologici o nucleari. Previsto anche il rischio di un significativo aumento del terrorismo in Irlanda del Nord.<br />
• attacchi informatici ostili condotti da altri stati, ed un aumento dei crimini informatici su larga scala.<br />
• possibilità di un incidente rilevante o di una calamità naturale che richieda una risposta a livello nazionale, come gravi inondazioni costiere riguardanti tre o più regioni del Regno Unito, o una pandemia influenzale.<br />
• una crisi militare internazionale tra stati, che potrebbe coinvolgere il Regno Unito, i suoi alleati, nonché altri stati e attori non statuali.
</p></blockquote>
<p>Al secondo posto, fra i rischi meno probabili ma con stesso livello di impatto, compaiono:</p>
<blockquote><p>• un attacco diretto contro il Regno Unito o i territori d&#8217;oltremare da parte di un&#8217;altro stato, o condotto per procura, con utilizzo di armamenti chimici, biologici, radiologici o nucleari (CBRN).<br />
• rischio di instabilità, insurrezione o guerra civile in territori che potrebbero costituire un ambiente favorevole ai terroristi come base per poi minacciare il Regno Unito.<br />
• un aumento significativo del livello della criminalità organizzata che interessa il Regno Unito.<br />
• disturbo delle informazioni ricevute, trasmesse o raccolte dai satelliti, come probabile risultato di un deliberato attacco di un altro stato.</p></blockquote>
<p>Al terzo posto infine compaiono rischi ritenuti meno probabili come:</p>
<blockquote><p>• un attacco militare convenzionale (che non preveda l&#8217;uso di armi CBRN) su larga scala contro il Regno Unito sferrato da un altro stato con vittime e danni alle infrastrutture nazionali.<br />
• un aumento significativo del livello di infiltrazione terroristica, della criminalità organizzata, di immigrazione clandestina e di traffico di merci attraverso la frontiera.<br />
• interruzione delle forniture di petrolio o gas nel Regno Unito, o instabilità dei prezzi, a causa di guerre, incidenti, gravi scoinvolgimenti politici, o manipolazione deliberata del livello di approvvigionamento da parte dei produttori.<br />
• una fuoriuscita di materiale radioattivo da un sito nucleare civile all&#8217;interno del Regno Unito che colpisca una o più regioni.<br />
• un attacco convenzionale di uno stato contro un altro membro della NATO o dell&#8217;Unione Europea a cui il Regno Unito dovrebbe rispondere.<br />
• un attacco contro un territorio d&#8217;oltremare del Regno Unito come risultato di una controversia sulla sovranità, o un più ampio conflitto regionale.<br />
• un disturbo a breve e medio termine delle forniture internazionali di risorse (ad esempio alimenti, minerali) essenziali per il Regno Unito.
</p></blockquote>
<p>Per contrastare questi rischi il governo del Primo Ministro Cameron rilascierà oggi la Strategic Defence and Security Review (SDSR), che fornirà una più attenta descrizione della risposta del Regno Unito calibrata sull&#8217;analisi degli scenari individuati dalla National Security Strategy, e su un taglio dei finanziamenti alla Difesa dell&#8217;8% in 5 anni (circa 5 miliardi di euro in totale). In particolare la SDSR supporterà e guiderà i lavori di tutti i dipartimenti e le agenzie coinvolti nella sicurezza nazionale in modo che l&#8217;approccio ai diversi temi sia corale, ottimizzando così la spesa.</p>
<p>A fronte di questi imput sorgono importanti novità, che delineano la volontà di raggiungere un maggior equilibrio tra risorse e spesa verso un modello di difesa per i prossimi 40 anni che preveda forze armate numericamente più piccole ma complessivamente più efficienti. </p>
<p>Il Regno Unito è destinato a perdere la sua capacità di attacco dal mare fino al 2020, un buco di capacità che il Ministro della Difesa Liam Fox considera analogo a quello occorso negli anni &#8217;70 con l&#8217;arrivo dei primi Harrier. In particolare la Royal Navy pensionerà immediatamente la HMS Ark Royal, e per la nuova portaerei in costruzione da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth si delinea un ruolo di LHD, portaelicotteri utilizzabile in missioni di assalto anfibio, dal momento in cui verrà messa fuori servizio la HMS Illustrious.<br />
<img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/cvf2.jpg" alt="cvf" title="HMS Queen Elizabeth"/></p>
<p>Poichè le previsioni di spesa rendono incompatibile la coesistenza di due unità maggiori come le portaerei gemelle Queen Elizabeth e Prince of Wales, dopo circa tre anni di servizio, il governo potrebbe decidere di vendere la prima nel 2019 in coincidenza dell&#8217;entrata in servizio della seconda. In particolare la HMS Prince of Wales verrà convertita a portaerei CATOBAR rimuovendo lo sky-jump e attrezzando l&#8217;unità (già predisposta per quest&#8217;intervento) con catapulte e cavi d&#8217;arresto, per renderla più interoperabile con gli aerei francesi ed americani. Naturalmente il Regno Unito abbandonerà l&#8217;acquisto di F-35B (versione a decollo corto e atterraggio verticale) per ordinare la versione con maggiore autonomia e carico bellico F-35C che arriverebbe a bordo della nave a partire dal 2020.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/F-35C_3.jpg" alt="" title="F-35C" width="450" height="132" class="alignnone size-full wp-image-3247" /></p>
<p>La decisione sul programma di sottomarini successore degli SSBN Vanguard dovrà essere rimandata fino alle prossime elezioni generali nel 2015, ma il Regno Unito riceverà come programmato tutti i sette classe Astute in modo da mantenere inalterata la base industriale e le competenze del paese nel settore. La vita operativa dei classe Vanguard sarà prorogata fino alla fine del 2020, così come il suo deterrente nucleare.</p>
<p>Londra ridimensionerà l&#8217;esercito con un taglio di 7.000 soldati, 100 carri armati, 200 dei suoi veicoli corazzati e una brigata corazzata. Le truppe di stanza in Germania verranno ritirate e dislocate in una delle due basi che la RAF ha programmato per la chiusura.</p>
<p>La RAF perderà almeno 5.000 effettivi, mentre la Royal Navy 4.000, mentre le forze speciali della Gran Bretagna beneficieranno di un aumento in termini di bilancio e personale.</p>
<p>Il dettaglio delle misure che verranno adottate verrà esposto in parlamento oggi pomeriggio dal Premier Cameron.</p>
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		<title>Completata la costruzione dell&#8217;elica e i test sulla turbina a gas della nuova portaerei inglese Queen Elizabeth</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 09:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la consegna da parte dei cantieri Babcock del complesso del bulbo di prua, la costruzione della futura portaerei della Royal Navy classe Queen Elizabeth procede con il completamento dei test della prima delle due turbine a gas MT30 effettuato da Rolls-Royce, e della costruzione della prima delle due eliche, costruite dalla sussidiaria svedese Kamewa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/cvf2.jpg" alt="" /><br />
Dopo la consegna da parte dei cantieri Babcock del complesso del bulbo di prua, la costruzione della futura portaerei della Royal Navy classe Queen Elizabeth procede con il completamento dei test della prima delle due turbine a gas MT30 effettuato da Rolls-Royce, e della costruzione della prima delle due eliche, costruite dalla sussidiaria svedese Kamewa.</p>
<p>L&#8217;elica, che misura circa sette metri di diametro e pesa 33 tonnellate, ha completato le prove di accettazione presso lo stabilimento Rolls-Royce idi Kristinehamn, in Svezia. Le 5 pale hanno un angolo di beccheggio aggiustabile per compensare la variazione della resistenza dello scafo nel lungo periodo. Ciascuna pala è imbullonata internamente ad un mozzo cavo, per diminuire i pesi e aumentare l&#8217;efficienza complessiva, e può essere sostituita anche sott&#8217;acqua senza ricorrere alla messa in bacino. Tutti i componenti sono in lega speciale nichel-alluminio-bronzo. Rolls-Royce fornisce anche gli alberi di trasmissione che uniranno il complesso motore a ciascuna delle due eliche della nave. Ogni elica fornirà circa 50.000 hp di potenza, il che ne farà l&#8217;elica Kamewa più performante mai sviluppata da Rolls-Royce.</p>
<p>Per quanto riguarda le quattro turbine a gas destinate alle due portaerei classe QE, il pimo impianto MT30 ha superato un programma di prove rigorose e la certificazione presso l&#8217;impianto Rolls-Royce Marine di Bristol, dove la turbina ha operato a diversi regimi simulando la variazione di richiesta di potenza da parte della nave, fino a raggiungere una potenza massima in uscita di 36 MW. Le due turbine a gas combinate ai 4 generatori diesel spingeranno ciascuna nave fino ad una velocità di 25 nodi con una autonomia compresa tra i 14.800 e i 18.520 km.<br />
Rolls-Royce è parte del team incaricato della costruzione del sistema di propulsione elettrica integrato, costituito dalle eliche, dagli alberi di trasmissione, timoni, cuscinetti assiali e gli impianti elettrici a bassa tensione, che comprende Thales, Converteam e L-3.</p>
<p>Questo team riporta direttamente al consorzio Aircraft Carrier Alliance  &#8211; ACA (che comprende BAE Systems, Babcock Marine, Thales UK e il Ministry of Defence, nel doppio ruolo di partner e cliente) responsabile della consegna delle Queen Elizabeth nel rispetto di tempi e costi. </p>
<p>La costruzione della prima nave, la HMS Queen Elizabeth, è ben avviata in tutto il Regno Unito presso i cantieri di Appledore, Glasgow, Portsmouth Rosyth e Tyneside. Sono già stati piazzati subcontratti del valore di 1.2 miliardi di sterline (1.36 miliardi di euro) dei £ 1.5 miliardi previsti (1.7 miliardi di euro) con fornitori localizzati in quasi ogni regione del Regno Unito, contribuendo a supportare sia l&#8217;industria nazionale che i relativi posti di lavoro.</p>
<p>Le nuove unità, HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate e potranno operare un mix di 40 velivoli ad ala fissa e rotante (36 F-35B Lightning II, 4 piattaforme Airborne Early Warning). Le due nuove portaerei, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2016 e nel 2018. I costi complessivi di acquisizione si aggirano sui 5.7 miliardi di euro.</p>
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		<title>Taglio della prima lamiera della portaerei Queen Elizabeth</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 10:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/07/cvf2.jpg" alt="" title="" width="450" height="269" class="alignnone size-full wp-image-1665" /><br />
La cerimonia del taglio della prima lamiera d&#8217;acciaio, destinata allo scafo della futura portaerei della Royal Navy classe Queen Elizabeth, ha avuto luogo nel cantiere di Govan di proprietà del consorzio BVT incaricato della sua costruzione, alla presenza della Principessa Anna del Regno Unito, figlia di Elisabetta II. Le due nuove portaerei, insieme al Joint Strike Fighter e ai nuovi cacciatorpedinieri Type 45, formeranno la base della capacità di proiezione aerea globale della Gran Bretagna.</p>
<p>Il Primo Lord del Mare, Ammiraglio Sir Jonathon Band, ha affermato: &#8220;La classe QE, insieme al sostegno fornito dagli aerei che costituiscono la forza di assalto, rappresenta un passo avanti nella capacità della Difesa, permettendo alla Gran Bretagna di dispiegare il suo potere aereo dal mare ovunque e ogni volta che viene richiesto. Questo effetto strategico, l&#8217;influenza che avrà e, se necessario, l&#8217;azione diretta che potrà esercitare, ci darà una gamma di opzioni senza precedenti per affrontare le sfide di una situazione di incertezza globale nel momento e nel luogo di nostra scelta. Queste navi non sono campi di aviazione di riserva, esse sono uno strumento di potere nazionale, un bastone che può essere agitato dal Governo in aree di interesse strategico per esercitare la sua influenza, costringere e scoraggiare&#8221;.</p>
<p>Mentre la costruzione dello scafo è appena agli inizi il programma ha registrato una notevole accelerazione dalla firma del contratto nel luglio dello scorso anno, con i sub-contratti conclusi per l&#8217;equipaggiamento, dai sistemi d&#8217;arma alle cabine, per un valore complessivo di 810 milioni di euro.</p>
<p>Le altre tre sezioni principali della nave saranno assemblate nei cantieri di Portsmouth e Rosyth. Altri lavori di costruzione saranno portati avanti ad Appledore e Devon. Ogni sezione sarà poi trasportata al bacino di Rosyth dove saranno riunite insieme per formare lo scafo intero della nave. </p>
<p>Le nuove unità, HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate e potranno operare un mix di 40 velivoli ad ala fissa e rotante (36 F-35B Lightning II, 4 piattaforme Airborne Early Warning). Le due nuove portaerei, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2016 e nel 2018 (2 anni dopo quanto inizialmente previsto per venire incontro alla disponibilità in servizio del JSF, con conseguenti costi in aumento da 4.5 a 5.7 miliardi di euro).</p>
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		<title>UK: Radar S1850M per le CVF</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 09:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Thales UK, in qualità di membro dell&#8217;Aircraft Carrier Alliance, ha formalizzato il contratto per due radar di scoperta a lungo raggio S1850M di BAE Systems Integrated System Technologies Limited / Thales Nederland destinati alle due nuove portaerei inglesi classe Queen Elizabeth, con consegne nel 2011 e 2013. Il radar è lo stesso installato a bordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/07/cvf.jpg" alt="" />Thales UK, in  qualità di membro dell&#8217;Aircraft Carrier Alliance, ha formalizzato il contratto per due radar di scoperta a lungo raggio S1850M di BAE Systems Integrated System Technologies Limited / Thales Nederland destinati alle due nuove portaerei inglesi classe Queen Elizabeth, con consegne nel 2011 e 2013. Il radar è lo stesso installato a bordo dei cacciatorpedinieri Type 45 e Orizzonte, ed è una evoluzione dello SMART-L in servizio sulle fregate antiaeree olandesi e tedesche De Zeven Provinciën, Sachsen e destinato alle LHD coreane Dokdo, creando in questo modo sinergie per ridurre i costi complessivi. L&#8217;S180M fu sviluppato originariamente dalla ex Alenia Marconi Systems (AMS), joint venture fra Finmeccanica e BAE Systems terminata nel 2005 con le rispettive attività assorbite in Selex Sistemi Integrati e BAE Systems Integrated System Technologies.</p>
<p>Il sistema è capace di individuazione e inseguimento 3D delle minacce aeree in arrivo, inclusi bersagli stealth in ambienti saturati e missili balistici.</p>
<p>Le nuove unità, HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate, una lunghezza di 280 metri per 70 di larghezza a livello del ponte di volo (su cui spicca la doppia isola per aumentare il controllo delle operazioni), sistemi C4I, capacità di accomodare 1.450 persone e operare un mix di 40 velivoli ad ala fissa e rotante (36 F-35B Lightning II, 4 piattaforme Airborne Early Warning). L’hangar dispone di 20 spot per aerei e/o elicotteri mentre gli ascensori sono in grado di movimentare 2 JSF ogni 60 secondi. La propulsione è affidata a 2 turbine a gas Rolls-Royce MT30 combinate a 4 generatori diesel che spingeranno la CVF fino ad una velocità di 25 nodi con una autonomia compresa tra i 14.800 e i 18.520 km. L’autodifesa sarà affidata ad un sistema CIWS Phalanx e mitragliatrici da 30mm o di calibro inferiore per fronteggiare minacce asimmetriche.</p>
<p>Le due nuove portaerei, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2014 e nel 2016 e ci rimarranno per almeno 50 anni, andando a sostituire le attuali unità classe Invincible con un assetto strategico in grado di aumentare significativamente le capacità di proiezione delle forze nazionali.</p>
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		<title>La portaerei Charles de Gaulle completa il refit</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 21:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In conformità con i suoi impegni contrattuali, DCNS ha ufficializzato con l&#8217;SSF (Service du Soutien de la Flotte) il primo dicembre 2008 la fine del periodo di indisponibilità della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle, motivata dal programma di lavori di manutenzione e riparazione (IPER &#8211; indisponibilité périodique pour entretien et réparation), dal costo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/12/cdg1.jpg" alt="" title="" width="450" height="206" class="alignnone size-full wp-image-1088" /><br />
In conformità con i suoi impegni contrattuali, DCNS ha ufficializzato con l&#8217;SSF (Service du Soutien de la Flotte) il primo dicembre 2008 la fine del periodo di indisponibilità della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle, motivata dal programma di lavori di manutenzione e riparazione (IPER &#8211; indisponibilité périodique pour entretien et réparation), dal costo di 300 milioni di euro.</p>
<p>Dopo 15 mesi e 2.5 milioni di ore di lavoro, la portaerei lascia così il bacino di Vauban, vicino la base navale di Toulon, e ritorna a disposizione della Marina Militare francese. Verranno effettuate prima del rientro in servizio campagne di riqualificazione di tutto il personale di bordo, che saranno ottenute attraverso la realizzazione di esercitazioni a grado di difficoltà crescente.</p>
<p>IPER ha permesso la revisione totale dei sistemi, la riverniciatura dello scafo e ripavimentazione del ponte di volo, la sostituzione dell&#8217;elemento combustibile dei due reattori, l&#8217;installazione del sistema di comunicazione e comando satellitare Syracuse III, l&#8217;adeguamento per l&#8217;utilizzo a partire dal 2009 del missile da crociera a testata nucleare ASMP-A, e SCALP-EG a bordo dei nuovi Rafale standard F3. Il ciclo dei lavori è iniziato il primo settembre 2007 e DCNS ha rispettato i 15 mesi di contratto stabiliti dalla Marine Nationale.</p>
<p>Durante il periodo di indisponibilità della portaerei il Groupe Aérien Embarqué (Gaé) si è addestrato effettuando esercitazioni sia a bordo di portaerei USA con i suoi Rafale F2 che rischierando i propri Super Etendards in Afghanistan. L&#8217;assenza della CVN Charles de Gaulle tuttavia ha palesato il vuoto in materia di proiezione strategica causato dalla mancanza dell&#8217;ammiraglia della flotta. A riguardo nel 2011 è attesa la decisione della Francia circa l&#8217;affiancamento o meno alla CdG di una seconda unità, designata PA2 (Porte-Avions 2), basata sul progetto inglese CVF.</p>
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		<title>Nuovi contratti per il programma CVF</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 12:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Thales]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha firmato una serie di contratti del valore complessivo di 302 milioni di euro con Thales UK, Rolls-Royce, Converteam e L-3 per la fornitura del sistema di propulsione integrato, generatori di energia elettrica e relativi sottosistemi per le nuove portaerei HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/07/cvf.jpg" alt="" />Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha firmato una serie di contratti del valore complessivo di 302 milioni di euro con Thales UK, Rolls-Royce, Converteam e L-3 per la fornitura del sistema di propulsione integrato, generatori di energia elettrica e relativi sottosistemi per le nuove portaerei HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales della Royal Navy. Le 4 aziende costituiscono la CVF Power and Propulsion Sub-Alliance nell&#8217;ambito della più generale Aircraft Carrier Alliance (ACA) incaricata di sviluppare sinergie e minimizzare i rischi di integrazione. </p>
<p>Thales UK, a guida della sub-alleanza in qualità di membro dell&#8217;ACA (che comprende anche BAE Systems, BVT Surface Fleet, Babcock Marine e il Ministry of Defence), è responsabile per la progettazione, integrazione e gestione dell&#8217;intero programma e attraverso il subfornitore Wartsila fornirà i generatori diesel principali e d&#8217;emergenza.</p>
<p>Rolls-Royce fornirà le 4 turbine a gas MT30, le più potenti disponibili attualmente sul mercato (le stesse selezionate per le Littoral Combat Ship di Lockheed Martin e i cacciatorpedinieri DDG-1000 Zumwalt), assieme a stabilizzatori, timoni e alcuni componenti elettrici. </p>
<p>Converteam fornirà i sistemi ad alto voltaggio (HV) fra cui gli alternatori per le MT30, la centralina, i sistemi di trasmissione della forza motrice, quattro motori a induzione e il software per il controllo e monitoraggio della potenza elettrica (EPCAMS). L&#8217;intero apparato si basa su quello fornito per le Type 45.</p>
<p>L3, attraverso la sussidiaria Marine Systems UK, è incaricata del sistema di gestione integrato della piattaforma (IPMS), che supervisiona e controlla in modo automatico gli impianti propulsivi, elettrici, ausiliari e di stima dei danni. L&#8217;integrated platform management system permetterà alle squadre di operare in sicurezza in qualunque condizione operativa riducendo contemporaneamente la necessità di personale sulla nave.</p>
<p>Le due nuove portaerei HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2014 e nel 2016.</p>
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