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	<title>DN - DifesaNews &#187; Fincantieri</title>
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		<title>Iniziata la costruzione della quinta Littoral Combat Ship</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 17:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marinette Marine, società Fincantieri, e Lockheed Martin, a guida del team industriale, hanno avviato la costruzione della LCS 5, la USS Milwaukee, da consegnare alla US Navy nel 2014. Il team ha recentemente avuto il via libera per la produzione completa della LCS 5 dopo aver ricevuto l&#8217;approvazione ufficiale della Marina Militare statunitense che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/03/lcs.jpg" alt="lcs" /><br />
Marinette Marine, società Fincantieri, e Lockheed Martin, a guida del team industriale, hanno avviato la costruzione della LCS 5, la USS Milwaukee, da consegnare alla US Navy nel 2014.</p>
<p>Il team ha recentemente avuto il via libera per la produzione completa della LCS 5 dopo aver ricevuto l&#8217;approvazione ufficiale della Marina Militare statunitense che ha esaminato la rispondenza dei costruttori a criteri di efficienza e prontezza produttiva e progettuale.</p>
<p>La LCS 5 è la prima unità del lotto di 10 navi la cui costruzione è stata assegnata a Lockheed Martin nel dicembre 2010. Altre 10 navi nella variante trimarano, classe Independence, vengono costruite dal consorzio guidato da Austal. LM e Austal hanno già fermi gli ordini anche per le LCS 7 e 8. Le navi sorelle della prima unità USS Freedom vengono costruite nei cantieri Marinette Marine di Marinette, nel Wisconsin, in collaborazione con Gibbs &#038; Cox che fornisce supporto ingegneristico e progettuale. La base dei fornitori comprende più di 700 aziende in 43 stati americani, e il programma potrebbe generare a regime 16.000 posti di lavoro negli Stati Uniti nel 2014.</p>
<p>&#8220;Abbiamo studiato la curva di apprendimento della Freedom, cosa che ci permette di raggiungere gli obiettivi fissati di costi e tempi, come dimostrato con la LCS 3&#8243; ha dichiarato Joe Nord, Vice Presidente della divisioni sistemi presso Lockheed Martin Mission &#038; Sensors. &#8220;Ci aspettiamo di proseguire nel miglioramento delle nostre prestazioni con la LCS 5 e le navi successive&#8221;.</p>
<p>La prima nave USS Freedom ha navigato fino ad oggi per più di 55.000 miglia nautiche e ha dimostrato le sue capacità in servizio attivo nella US Navy a partire dal 2010, con porto assegnato San Diego, in California.</p>
<p>La LCS 3, la seconda unità costruita dalla società controllata da Fincantieri, è stata varata nel dicembre 2010. Il suo allestimento finale beneficierà dei feedback dell&#8217;equipaggio a bordo della Freedom, in modo da far pienamente aderire le capacità della nave agli effettivi requisiti operativi. Il risultato è una migliore efficienza produttiva e una maggiore economia nella scelta delle opzioni che verranno incorporate in seguito sulle nuove navi. La USS Fort Worth verrà consegnata alla Marina nel 2012.</p>
<p><iframe width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/3YZaG70P0-c" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Varata la prima FREMM italiana Nave Carlo Bergamini (F590)</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 11:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Presso gli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso (Genova) ha avuto luogo la cerimonia del varo (simbolico, causa condizioni di vento) della prima fregata europea multi-missione (FREMM) italiana Carlo Bergamini (F590), alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/07/bergamini-2.jpg" alt="Nave Carlo Bergamini (F590)" title="Nave Carlo Bergamini (F590)"  width="450" height="289" class="alignnone size-full wp-image-4566" /><br />
Presso gli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso (Genova) ha avuto luogo la cerimonia del varo (simbolico, causa condizioni di vento) della prima fregata europea multi-missione (FREMM) italiana Carlo Bergamini (F590), alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte, e dell’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono.</p>
<p>Bono non ha potuto sottrarsi dall&#8217;evidenziare il momento critico di Fincantieri, e di tutta la cantieristica, sul punto di una difficile ristrutturazione interna dovuta al fatto che attualmente &#8220;il gruppo ha una capacità produttiva superiore a quella che la domanda può saturare&#8221;. Tuttavia il piano industriale del gruppo presentato lo scorso 23 maggio è stato ritirato il 3 giugno dopo le proteste di sindacati e forze politiche riguardo alle voci su un possibile taglio di 2.550 posti di lavoro e la chiusura di due cantieri (Castellamare di Stabia e Sestri Ponente), con il ridimensionamento del sito di Riva Trigoso per concentrare le attività a Muggiano. Rimane quindi ancora incerto il futuro industriale della società, alle prese con la crisi del comparto civile e lo stallo di quello militare.</p>
<p>La Madrina del Varo è stata la Signora Maria Bergamini Loedler, nipote dell’ammiraglio Carlo Bergamini, il Comandante in Capo delle Forze Navali da Battaglia che affondò con la Corazzata Roma l’8 settembre 1943, decorato con medaglia d’oro al valor militare alla memoria.</p>
<p>Le FREMM italiane hanno un dislocamento di circa 6.000 tonnellate, una lunghezza fuoritutto di 139 m e una velocità massima di 27 nodi grazie al sistema di propulsione ibrida CODLAG/CODLOG (combinazione di motore diesel per la propulsione elettrica, e turbina a gas). Possono accomodare fino a 145 persone e hanno un’autonomia di 11.112 km (a velocità di 15 nodi). Nave Bergamini, in configurazione GP (General Purpose), è dotata del sistema missilistico antiaereo SAAM IT (ESD) a 16 celle per missili ASTER 15 per autodifesa con radar multifunzione EMPAR di Selex Sistemi Integrati, 8 tubi di lancio per missili antinave Teseo Mk2 o antisommergibile Milas con siluro MU-90, 1 cannone Otobreda 76/62 Super Rapido con Davide e 1 cannone Oto Melara 127/64 LW Extended Range con sistema Vulcano per attacchi nell&#8217;entroterra. La nave può imbarcare 2 elicotteri NH90 oppure 1 NH90 e 1 EH-101 con sistema di movimentazione assistita.</p>
<p>Le navi del programma FREMM sostituiranno le fregate della classe Lupo e della classe Maestrale, costruite da Fincantieri negli anni settanta e ottanta. L’iniziativa vede la partecipazione in qualità di prime contractor per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Finmeccanica) e per la Francia di Armaris (DCNS &#8211; Thales). Questa cooperazione ha capitalizzato l’esperienza positiva del precedente programma italo-francese Orizzonte che ha portato alla realizzazione di due cacciatorpedinieri per la Marina italiana, l’Andrea Doria e il Caio Duilio. </p>
<p>Le Fremm nelle diverse versioni sono in grado di adempiere missioni ASW (Anti Submarine Warfare), ASUW (Anti Surface Warfare), AAW (Anti-Air Warfare) e attacco in profondità. La Marina Militare riceverà al termine delle prove in mare la prima unità Bergamini nel 2012, le altre cinque a seguire fino al 2017 in versione ASW, iniziando dalla seconda unità Carlo Margottini in fase avanzata di assemblaggio nel 2013; la costruzione delle altre quattro unità in configurazione GP resta in dubbio: la decisione dovrà essere presa entro il 2013.</p>
<p>Per quanto rigarda il fronte francese la prima unità, la Aquitaine, è già impegnata da due mesi nelle prove in mare. DCNS sta costruendo per la Marine Nationale 9 FREMM in versione ASW (Anti-Submarine Warfare), e due in configurazione FREDA (Frégates de Défense Aériennes), con consegne da attuarsi tra il 2012 e il 2022. Un’altra unità ASW è stata venduta al Marocco, e sarà varata a settembre e consegnata al cliente nel 2013.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/07/bergamini_fremm.jpg" alt="Nave Carlo Bergamini (F590)" title="Nave Carlo Bergamini (F590)" width="450" height="283" class="alignnone size-full wp-image-4540" /></p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/07/bergamini-1.jpg" alt="Nave Carlo Bergamini (F590)" title="Nave Carlo Bergamini (F590)" width="450" height="298" class="alignnone size-full wp-image-4567" /></p>
<p><iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/Guo5WZdgEM4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>La US Navy ordina altre due LCS</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 14:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lockheed Martin e Austal, le società che costruiscono le due varianti di Littoral Combat Ship per la Marina statunitense, hanno vinto un contratto per la costruzione di altre due delle 20 unità ordinate sotto il contratto ombrello dello scorso dicembre, che fissava per ciascun fornitore la costruzione della prima nave (rispettivamente le LCS 5 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/03/lcs.jpg" alt="LCS Lockheed Martin" /><br />
Lockheed Martin e Austal, le società che costruiscono le due varianti di Littoral Combat Ship per la Marina statunitense, hanno vinto un contratto per la costruzione di altre due delle 20 unità ordinate sotto il contratto ombrello dello scorso dicembre, che fissava per ciascun fornitore la costruzione della prima nave (rispettivamente le LCS 5 e 6) e opzioni da esercitare per le altre 9.</p>
<p>In particolare Lockheed Martin ha ricevuto un contratto da 376 milioni di dollari per la LCS 7, il cui nome è ancora da assegnare, che sarà costruita presso i cantieri di Marinette Marine Corporation, società di Fincantieri. Il costo, al di sotto del limite imposto dal Congresso di 480 milioni di dollari a nave, è il risultato, secondo Joe North, Vice Presidente del programma LCS alla Lockheed Martin, di una più efficiente pianificazione e organizzazione, conseguenza della stabilità ottenuta con il contratto generale di dicembre.<br />
Lockheed Martin ha costruito la LCS 1 USS Freedom, in servizio, e sta ultimando la costruzione della LCS 3 USS Fort Worth, ora all&#8217;85% del completamento con data di consegna prevista per il 2012.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/04/lcs2_2.jpg" alt="LCS Austal" /><br />
Austal USA ha ricevuto un contratto da 368.6 milioni di dollari per la costruzione della LCS 8, trimarano classe Independence, i cui lavori verranno realizzati a Mobile, Alabama. La società prevede di costruire due LCS l&#8217;anno fino al 2015, e le prime due sotto contratto verranno consegnate a partire dal 2016.<br />
Austal ha già consegnato la USS Independence (LCS 2), attualmente in fase di valutazione in mare, e si continuano i lavori sulla LCS 4, USS Coronado, che sarà varata entro la fine dell&#8217;anno e consegnata alla US Navy nel 2012.</p>
<p>Le due società riceveranno contratti singoli per le prossime 16 unità fino al 2015, data entro cui dovrà essere completato il piano di acquisizione della seconda batch di LCS. Il programma complessivo prevede la costruzione di 55 unità.</p>
<p>Le LCS, unità tecnologicamente avanzate e particolarmente innovative, riconfigurabili facilmente con diversi pacchetti di missione, saranno impiegate in missioni ASuW, MIW e ASW, ma sono adatte a contrastare efficacemente anche minacce di tipo asimmetrico, derivanti da potenziali attacchi terroristici. Queste navi potranno essere impiegate, inoltre, per una vasta gamma di azioni di supporto, di pattugliamento e umanitarie.</p>
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		<title>Contratto a Rolls-Royce per i motori delle LCS</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 09:21:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rolls-Royce si è aggiudicata il contratto (il maggiore mai stipulato per navi di superficie) per la fornitura dell&#8217;impianto di propulsione delle 10 Littoral Combat Ship che verranno costruite da Lockheed Martin e Fincantieri per la US Navy. In particolare RR fornirà le potenti turbine a gas MT30 da 36 megawatt (che equipaggeranno anche le portaerei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/03/lcs.jpg" alt="lcs" /><br />
Rolls-Royce si è aggiudicata il contratto (il maggiore mai stipulato per navi di superficie) per la fornitura dell&#8217;impianto di propulsione delle 10 Littoral Combat Ship che verranno costruite da Lockheed Martin e Fincantieri per la US Navy. In particolare RR fornirà le potenti turbine a gas MT30 da 36 megawatt (che equipaggeranno anche le portaerei inglesi classe Queen Elizabeth così come i cacciatorpedinieri DDG-1000 Zumwalt) e i waterjets che consentono alle navi di raggiungere velocità di punta di 40 nodi e disporre di ampia manovrabilità per operare in scenari litoranei e in acque poco profonde. Rolls-Royce ha già fornito l&#8217;impianto di propulsione alla USS Freedom (in servizio) e alla USS Fort Worth (completata all&#8217;80%), le prime due unità costruite dal team industriale guidato da Lockheed Martin; ciascuna LCS è equipaggiata con due MT30 e quattro waterjet, compresi i generatori diesel elettrici di Isotta Fraschini Motori e i motori diesel di Fairbanks Morse Engine. Il presente ordine copre la fornitura dell&#8217;intero sistema di propulsione per una nave, con opzione per le altre nove.</p>
<p>Il programma LCS ha subito dopo molti ritardi e ripensamenti un&#8217;accelerazione a fine dicembre con la firma di un contratto per la costruzione di 20 LCS, 10 delle quali verranno costruite da Lockheed Martin, appoggiandosi ai cantieri Marinette Marine di Fincantieri, e 10 dal consorzio guidato da Austal. Tale decisione è arrivata in seguito alla dimostrazione da parte delle società coinvolte di essere in grado di consegnare le unità ad un costo inferiore a quello limite imposto dal Congresso americano e alla volontà della marina di mantenere entrambe le varianti in linea. Ciascun team dovrà consegnare due LCS l&#8217;anno fino al 2015.</p>
<p>Le LCS, unità tecnologicamente avanzate e particolarmente innovative, riconfigurabili facilmente con diversi pacchetti di missione, saranno impiegate in missioni ASuW, MIW e ASW, ma sono adatte a contrastare efficacemente anche minacce di tipo asimmetrico, derivanti da potenziali attacchi terroristici. Ciascuna unità ha un dislocamento a pieno carico di 3.000 tonnellate, è lunga 115 metri e larga 17.5 metri; è dotata di un ampio ponte di volo e di un hangar in grado di ospitare due elicotteri o uav a decollo verticale. Queste navi potranno essere impiegate, inoltre, per una vasta gamma di azioni di supporto, di pattugliamento e umanitarie.</p>
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		<title>Varata la Rossita, nave per il trasporto dei rifiuti nucleari dei sottomarini russi</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 14:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso i cantieri del Muggiano, La Spezia, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e del Ministro del Commercio e dell&#8217;Industria russo Viktor Khristenko, è avvenuto il varo della Rossita (nome che simboleggia la cooperazione tra Russia e Italia), nave ideata per il trasporto del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi derivanti dallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/logo-fincantieri.gif" alt="" title="" width="250" height="72" class="alignnone size-full wp-image-749" />Presso i cantieri del Muggiano, La Spezia, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e del Ministro del Commercio e dell&#8217;Industria russo Viktor Khristenko, è avvenuto il varo della Rossita (nome che simboleggia la cooperazione tra Russia e Italia), nave ideata per il trasporto del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi derivanti dallo smantellamento dei sottomarini nucleari russi dismessi.</p>
<p>L&#8217;unità, il cui costo è di oltre 70 milioni di euro, è stata ordinata dal governo italiano nel 2008 a Fincantieri, con fondi stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico, nel quadro dei più ampi accordi del 2003 fra Italia e Federazione Russa per lo smantellamento dei sottomarini nucleari radiati dalla Marina russa e per la gestione sicura dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito. Il programma vede la partecipazione anche della Marina Militare Italiana.</p>
<p>Tali accordi, il cui valore complessivo è di 360 milioni di euro (136 dei quali già tramutati in contratti), risalgono al 2003 e hanno valenza fino al 2013; rappresentano il contributo italiano allo sforzo dei paesi del G8 per la riduzione della minaccia causata da gruppi terroristici che potrebbero far uso anche di armi nucleari e radiologiche create utilizzando il materiale depositato in siti russi non sorvegliati. Attualmente quattro unità sono state smantellate, e c&#8217;è in programma lo smantellamento di un quinto sottomarino (le sinergie italo-russe hanno permesso lo smantellamento di due sottomarini in più rispetto alla pianificazione originaria).</p>
<p>Il progetto, oltre alle attività di smantellamento dei sottomarini e alla realizzazione della nave per il trasporto dei relativi materiali, prevede altre tre linee di attività: il miglioramento della protezione fisica delle installazioni sensibili; il trattamento di residui radioattivi liquidi e solidi e lo stoccaggio temporaneo dei manufatti; infine, la realizzazione di contenitori in acciaio per il trasporto di combustibile irraggiato e di residui altamente radioattivi. </p>
<p>La nave verrà utilizzata dalla società armatrice russa Atomflot, che fa capo a Rosatom, l&#8217;ente che gestisce il complesso nucleare civile e militare russo, per trasportare il combustibile irraggiato dai diversi siti del Nord-Ovest della Russia (Penisola di Kola e Mar Bianco) al porto di Murmansk, e i rifiuti radioattivi condizionati al sito di stoccaggio interinale di Sayda Bay. </p>
<p>L’unità, che sarà consegnata nella primavera del 2011, sarà costruita sotto la sorveglianza del Registro navale russo nel rispetto dei più elevati standard internazionali previsti per il trasporto di contenitori per combustibile nucleare esaurito e di scorie radioattive. Quanto smantellato nelle basi navali e nei cantieri navigherà fino ai porti nei quali, a mezzo ferrovia, il materiale verrà trasferito ai siti di trattamento e stoccaggio. </p>
<p>La nave è stata progettata tenendo conto di criteri innovativi, come la duplicazione degli impianti all’interno delle stive di carico in modo che siano autonomi e separati dal resto dell’impiantistica, la presenza di due locali di propulsione separati tramite una paratia stagna longitudinale e l’adozione di un doppio scafo nella zona destinata al trasporto del carico. Inoltre, lo schermo di protezione delle stive e il relativo sistema di monitoraggio di tutta l’area interessata al trasporto del carico sono stati progettati nel rispetto delle più stringenti normative in materia di sicurezza nucleare. </p>
<p>Questa nave multifunzione sarà lunga 84 metri, larga 14, avrà un equipaggio di 23 persone, una capacità di carico di 640 tonnellate, una portata lorda di 1.620 tonnellate e potrà viaggiare alla velocità continuativa di 12 nodi. L&#8217;autonomia è di 3.000 miglia nautiche. I propulsori sono due motori diesel V1716T2MSD di Isotta Fraschini.</p>
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		<title>Al via i lavori di costruzione della prima Falaj 2 per gli Emirati</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 09:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta oggi, presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia), la tradizionale cerimonia del taglio della lamiera che dà il via alla costruzione della prima delle due unità stealth “Falaj 2”, ordinate a Fincantieri dalla Marina militare degli Emirati Arabi Uniti. Il contratto, firmato all’inizio dell’anno, prevede un’opzione da parte della Marina emiratina per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/11/falaj-2.jpg" alt="" title="Falaj 2" width="200" height="147" class="alignnone size-full wp-image-3373" />Si è tenuta oggi, presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia), la tradizionale cerimonia del taglio della lamiera che dà il via alla costruzione della prima delle due unità stealth “Falaj 2”, ordinate a Fincantieri dalla Marina militare degli Emirati Arabi Uniti. Il contratto, firmato all’inizio dell’anno, prevede un’opzione da parte della Marina emiratina per ulteriori due unità gemelle, nonchè il trasferimento di tecnologia dell’azienda presso uno stabilimento locale. La consegna dell’unità è prevista entro la seconda metà del 2012.</p>
<p>Questi pattugliatori saranno lunghi 55 metri, larghi 8.60, potranno superare i 20 nodi di velocità ed ospitare un equipaggio di 28 persone. Loro principale caratteristica sarà la particolare struttura (stealth), che le renderà difficilmente individuabili. Si caratterizzeranno inoltre per l’elevata flessibilità nello svolgere differenti profili di missione &#8211; dall’attività di pattugliamento e sorveglianza all’autodifesa nei confronti di minacce aeree e di superficie &#8211; in scenari operativi nazionali e internazionali, nonché per gli elevati standard abitativi e di sicurezza.</p>
<p>Il mercato degli Emirati, dove lo scorso anno è maturato un primo importante ordine per la realizzazione di una corvetta “Abu Dhabi class” &#8211; in corso di realizzazione presso lo stabilimento di Riva Trigoso &#8211; si conferma sempre più strategico per Fincantieri, sul fronte dello sviluppo di business sia militari sia civili, come testimonia la costituzione nell’area della joint venture “Etihad Ship Building”, annunciata nei giorni scorsi nell’ambito del salone “Euronaval”. La nuova società avrà l’obiettivo di progettare, produrre e vendere differenti tipi di navi civili e militari oltre a gestire attività di manutenzione e refitting. </p>
<p><em>(Fincantieri)</em></p>
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		<title>Fincantieri crea JV negli Emirati Arabi Uniti</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 08:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito di EURONAVAL, il più importante appuntamento al mondo nel settore della difesa navale, giunto quest&#8217;anno alla 22ma edizione, Fincantieri ha dato l&#8217;annuncio dell&#8217;avvenuta costituzione, negli Emirati Arabi Uniti, della Società ETIHAD SHIP BUILDING, una Joint Venture tra Al Fattan Ship Industries, Melara Middle East e la stessa Fincantieri. Gli obiettivi che la nuova Società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/logo-fincantieri.gif" alt="" title="" width="250" height="72" class="alignnone size-full wp-image-749" />Nell&#8217;ambito di EURONAVAL, il più importante appuntamento al mondo nel settore della difesa navale, giunto quest&#8217;anno alla 22ma edizione, Fincantieri ha dato l&#8217;annuncio dell&#8217;avvenuta costituzione, negli Emirati Arabi Uniti, della Società ETIHAD SHIP BUILDING, una Joint Venture tra Al Fattan Ship Industries, Melara Middle East e la stessa Fincantieri.</p>
<p>Gli obiettivi che la nuova Società intende perseguire sono la progettazione, produzione e vendita di differenti tipi di navi civili e militari oltre ad attività di manutenzione e refitting.</p>
<p>Attualmente Fincantieri è impegnata nella realizzazione di due programmi per la Marina Militare degli Emirati Arabi Uniti che prevedono la costruzione di Pattugliatori d&#8217;altura classe &#8220;Abu Dhabi&#8221; e di Pattugliatori costieri classe &#8220;Falaj 2&#8243;.</p>
<p>A margine dell&#8217;annuncio odierno l&#8217;amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato: &#8220;Oggi più che mai l&#8217;acquisizione di commesse all&#8217;estero comporta che le navi vengano costruite in cantieri locali. Per questo motivo dobbiamo attrezzarci adeguatamente per poter garantire al cliente qualità e tempi di consegna contenuti. La strategia che stiamo perseguendo ci consente di realizzare in Italia le prime unità per la Marina Militare degli Emirati Arabi Uniti, e di fornire il trasferimento di tecnologia&#8221;. Bono ha concluso: &#8220;Siamo particolarmente soddisfatti perché questo accordo in prospettiva ci offre importanti potenzialità di business non solo nel comparto militare ma anche in quello civile&#8221;.<br />
<em><br />
(Fincantieri)</em></p>
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		<title>Varata la seconda unità rifornitrice per l&#8217;India</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 09:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ stata varata presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente (Genova), la seconda unità di rifornimento e supporto logistico (“fleet tanker”) per l’India, “Shakti”, che in sanscrito significa “forza”, “energia”, “potenza”. Questa nave è gemella della “Deepak”, varata lo scorso mese di febbraio e in corso di allestimento nello stabilimento di Muggiano (La Spezia). La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/02/fincantieri_india.jpg" alt="" /><br />
E’ stata varata presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente (Genova), la seconda unità di rifornimento e supporto logistico (“fleet tanker”) per l’India, “Shakti”, che in sanscrito significa “forza”, “energia”, “potenza”.<br />
Questa nave è gemella della “Deepak”, varata lo scorso mese di febbraio e in corso di allestimento nello stabilimento di Muggiano (La Spezia). La consegna è prevista nell’autunno 2011.</p>
<p>Sono intervenuti alla cerimonia Debabrata Saha, ambasciatore dell’India in Italia, l’Amm. NN Kumar, responsabile acquisizione delle nuove costruzioni della Marina indiana e il responsabile della direzione navi militari di Fincantieri Alberto Maestrini. Madrina della cerimonia è stata la Sig.ra Homai Saha, moglie dell’Ambasciatore indiano. Secondo la tradizione indiana, il varo, segnato dalla classica rottura della bottiglia, è stato preceduto da alcuni riti beneauguranti, come la rottura delle noci di cocco e l’utilizzo di incenso per cospargere la frutta benedetta. Inoltre lo scafo della nave è stato istoriato di simboli spirituali con lo stesso pigmento naturale che viene impiegato per disegnare il famoso “terzo occhio” sulle fronti delle donne indiane.</p>
<p>La nave, lunga 175 metri, larga 25, alta 19 metri, ha un dislocamento a pieno carico di 27.500 tonnellate, un apparato propulsivo composto da due motori diesel da 10mila kW e può raggiungere una velocità massima di 20 nodi. Al pari della sua gemella, la nuova unità ha un sistema propulsivo costituito da un asse dotato di un’elica a pale orientabili, un ponte di volo per l’impiego di elicotteri medio-pesanti (fino a 10 tonnellate) e può effettuare il rifornimento di quattro unità in contemporanea, grazie ai doppi portali. E’ in grado di ospitare circa 250 persone, fra equipaggio e personale di supplemento ed è caratterizzata dalla presenza di un doppio scafo, in grado di consentire una maggiore protezione delle cisterne di carburante contro i rischi di inquinamento in caso di collisioni o danneggiamenti, in ottemperanza alle nuove norme Marpol sulla protezione ambientale dettate dall’International Maritime Organization.</p>
<p>Alla fine della cerimonia, la delegazione indiana ha lasciato il cantiere per recarsi in visita presso il Galata-Museo del Mare di Genova, dove l’ambasciatore indiano ha potuto ammirare il sottomarino “Nazario Sauro”, recentemente restaurato da Fincantieri. </p>
<p><em>(Fincantieri)</em></p>
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		<title>Impostata la terza FREMM</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 11:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[FREMM]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 14 settembre nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso (Sestri Levante – Genova) si è svolta la cerimonia di impostazione della terza unità FREMM (Fregate Europee Multi-Missione) per la Marina Militare Italiana. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti della Marina appartenenti all’Ufficio Allestimento e Collaudo Nuove Navi di La Spezia e dell’ Ufficio Tecnico Navale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/09/fremm.jpg" alt="" title="FREMM" width="450" height="228" class="alignnone size-full wp-image-3107" /><br />
Il 14 settembre nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso (Sestri Levante – Genova) si è svolta la cerimonia di impostazione della terza unità FREMM (Fregate Europee Multi-Missione) per la Marina Militare Italiana. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti della Marina appartenenti all’Ufficio Allestimento e Collaudo Nuove Navi di La Spezia e dell’ Ufficio Tecnico Navale di Genova. </p>
<p>Le Fremm già finanziate e in fase di costruzione sono sei, con un programma di lavoro che terminerà nel 2013. L&#8217;ultima tranche composta da 4 navi è in dubbio e si specula sulla loro possibile costruzione per poi rivenderle a clienti dell&#8217;area del mediterraneo, o a paesi quali India e Brasile. Proposte industriali in questo senso sono già state fatte al paese sudamericano, che ha manifestato però l&#8217;intenzione di assemblare in loco le navi piuttosto di acquistare direttamente il prodotto finito, creando quindi allarme fra i sindacati per la possibile perdita di posti di lavoro in Italia.<br />
Per la MMI il non completamento del programma comporterebbe gravi ripercussioni sulla sua capacità operativa per i prossimi decenni.</p>
<p>La prima e la seconda unità della classe FREMM sono in avanzato stato di allestimento. Lo scafo della prima unità “General Purpose” è sulla platea dello stabilimento e il suo varo e relative prove in mare sono previste per aprile 2011, mentre le due sezioni della seconda unità sono in attesa di essere saldate insieme.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/09/fremm2.jpg" alt="" title="FREMM in cantiere" width="450" height="203" class="alignnone size-full wp-image-3110" /></p>
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		<title>Gara Ship-to-Shore Connector, Oceaneering International si aggiunge al team Fincantieri &#8211; Boeing</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 09:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Boeing]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Marinette Marine Corporation (MMC), società statunitense controllata da Fincantieri, e Boeing hanno comunicato l’ingresso di Oceaneering International nel team creato un anno fa che le vede impegnate nell’imminente gara per il programma “Ship-to-Shore Connector” (SSC), che prevede la costruzione di 80 hovercraft di nuova generazione per la Marina statunitense. L’annuncio è stato dato oggi alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marinette Marine Corporation (MMC), società statunitense controllata da Fincantieri, e Boeing hanno comunicato l’ingresso di <a rel="nofollow" href="http://www.oceaneering.com/">Oceaneering International</a> nel team creato un anno fa che le vede impegnate nell’imminente gara per il programma “Ship-to-Shore Connector” (SSC), che prevede la costruzione di 80 hovercraft di nuova generazione per la Marina statunitense. L’annuncio è stato dato oggi alla vigilia dell’apertura della “Navy League Sea-Air-Space Exposition” di Washington, il più importante appuntamento fieristico al mondo nel comparto della difesa aero-marittima, al quale Fincantieri partecipa con uno stand di Fincantieri Marine Group, cui fanno capo le attività americane della società.</p>
<p>Nel team Marinette Marine è prime contractor e si occuperà della costruzione degli scafi, Boeing realizzerà i sistemi di propulsione, comunicazione e controllo e il nuovo partner Oceaneering International metterà a disposizione l’esperienza pluriennale maturata nella manutenzione e assistenza delle unità oggi in esercizio destinate ad essere sostituite.<br />
Le tre società, mettendo a sistema le competenze maturate negli specifici ambiti di operatività, puntano ad offrire alla US Navy mezzi di ultima generazione in grado di coniugare alta affidabilità tecnica con costi relativamente contenuti.</p>
<p>Il programma SSC, che avrà una durata decennale, prevede la costruzione di 80 hovercraft, per un valore complessivo di circa 4 miliardi di dollari, che sostituiranno i Landing Craft Air Cushion (LCAC) attualmente in uso, entrati a far parte della dotazione della Marina Militare statunitense tra il 1984 e il 2001. Le unità, che dal punto di vista costruttivo si caratterizzano come piattaforme ibride assimilabili a un prodotto aereonautico, sono mezzi sostentati da un cuscino d’aria e propulsi da una o più eliche, in grado di spostarsi su diverse superfici (tra le quali sabbia, ghiaccio, fango e zone paludose) a velocità molto sostenute, superiori ai 40 nodi e sono utilizzati in ambito militare come unità da sbarco per il trasporto di veicoli, truppe ed equipaggiamenti fino a 70 tonnellate dalle navi in servizio alla costa.</p>
<p>Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Teniamo molto a questa gara alla quale parteciperemo insieme a un colosso come Boeing, e aver rafforzato il team con l’ingresso di Oceaneering International ci rende ancor più fiduciosi. L’acquisizione dei cantieri americani si conferma vincente, perché ci permette di partecipare a programmi che per numeri e valori non hanno pari al mondo e che la legge americana impone di realizzare con strutture in loco.”</p>
<p>Il cantiere di Marinette è fortemente impegnato nel programma delle Littoral Combat Ship (LCS) per la US Navy, unità ad alto contenuto tecnologico per il pattugliamento delle coste, nonché nella costruzione di una nave da ricerca oceanografica per l’Università di Fairbanks in Alaska, di un’unità di ricerca ittiologica e oceanografica per il National Oceanic and Atmospheric Administration e di imbarcazioni per la Guardia Costiera americana. </p>
<p><em>(Fincantieri)</em></p>
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