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	<title>DN - DifesaNews &#187; General Dynamics</title>
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		<title>Caso A-12 Avenger II: La Corte Suprema dà ragione ai contractors</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 08:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1991 l&#8217;A-12 Avenger II, l&#8217;aereo che nei piani della Marina sarebbe dovuto diventare la nuova piattaforma stealth per attacchi in profondità in dotazione alle portaerei americane, fu cancellato dall&#8217;allora Segretario alla Difesa Dick Cheney per aumenti esponenziali dei costi, dei tempi e per la mancata aderenza ai requisiti di programma fissati. Nel 1988 General [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/05/A-12_Avenger.jpg" alt="A-12 Avenger II" title="A-12 Avenger II" width="450" height="428" class="alignnone size-full wp-image-4355" /><br />
Nel 1991 l&#8217;A-12 Avenger II, l&#8217;aereo che nei piani della Marina sarebbe dovuto diventare la nuova piattaforma stealth per attacchi in profondità in dotazione alle portaerei americane, fu cancellato dall&#8217;allora Segretario alla Difesa Dick Cheney per aumenti esponenziali dei costi, dei tempi e per la mancata aderenza ai requisiti di programma fissati.</p>
<p>Nel 1988 General Dynamics e McDonnell Douglas (ora Boeing) avevano firmato un contratto per lo sviluppo e la costruzione di otto velivoli di pre-serie per la Marina ad un prezzo indicativo di 4.8 miliardi di dollari. Tre anni più tardi la Marina, in concerto con il Pentagono, rescisse il contratto, imponendo alle compagnie il rimborso dei 1.35 miliardi di dollari già stanziati più gli interessi, che ora ammontano a circa 2.6 miliardi di dollari.</p>
<p>Le due parti hanno continuato a scambiarsi le responsabilità per decadi. Da una parte il governo americano argomentava che le società non erano in grado di produrre l&#8217;aereo come previsto dal programma, dall&#8217;altra le due società affermavano che il ritardo dello sviluppo è stato causato dal rifiuto del governo di rivelare dettagli importanti sulla tecnologia stealth, che a quel tempo godeva di requisiti di segretezza ancora più stringenti di quelli attuali. Al tempo tale tecnologia era stata collaudata dall&#8217;US Air Force con successo sull&#8217;F-117 Nighthawk e sul bombardiere B-2 Spirit.</p>
<p>La Corte Suprema americana ha accettato di rivedere una precedente sentenza della US Court of Federal Claims che costringeva Boeing e General Dynamics al rimborso della cifra, ribaltando di fatto il risultato. </p>
<p>In sostanza la Corte ha constatato che non è possibile individurare il colpevole certo fra i due attori coinvolti, dato che un&#8217;indagine in profondità per verificare la fondatezza della tesi di Boeing e General Dynamics si scontra con il divieto imposto dal Pentagono di rivelare particolari delicati che potrebbeto pregiudicare la segretezza.</p>
<p>Boeing, per bocca di J. Michael Luttig, Vice Presidente Esecutivo e Consigliere Generale, si dice soddisfatta della vittoria e &#8220;della decisione unanime della Corte di rovesciare la risoluzione unilaterale del contratto per il programma A-12 da parte del governo. E&#8217; sempre stata nostra opinione che quella rescissione automatica sia stata una mossa impropria&#8221;.</p>
<p>L&#8217;A-12 è stato uno dei fallimenti più grandi della Difesa americana. L&#8217;aereo, progettato per sostituire l&#8217;A-6 Intruder con un assetto in grado di penetrare aree nemiche fortemente difese, non ha mai volato e non è mai entrato in produzione a dispetto di anni ed anni di sviluppo (a partire dal 1983).</p>
<p>La US Navy ancora oggi, a differenza dell&#8217;Aeronautica, non ha in servizio aerei stealth. La cancellazione del programma A-12 ha spinto la Marina ad un veloce ripiegamento sullo sviluppo dell&#8217;F-18 culminato nello F/A-18E/F Super Hornet, attualmente la piattaforma d&#8217;attacco standard imbarcata sulle portaerei americane.</p>
<p>La US Navy colmerà questo gap solo alla fine di questo decennio con l&#8217;entrata in servizio dell&#8217;F-35C Lightning II e di successive piattaforme UCAV.</p>
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		<title>LCS: Lockheed Martin e Austal avanzano la proprie proposte</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 18:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lockheed Martin (costruttrice delle LCS 1 e 3) e Austal, che da febbraio è il prime contractor del consorzio a cui partecipa General Dynamics (che fornirà le LCS 2 e 4) hanno inviato alla US Navy le proprie proposte industriali per aggiudicarsi il contratto che la Marina USA stipulerà entro il 2014 (con previsione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/03/lcs.jpg" alt="lcs" title="Le LCS di Lockheed Martin"/><br />
Lockheed Martin (costruttrice delle LCS 1 e 3) e Austal, che da febbraio è il prime contractor del consorzio a cui partecipa General Dynamics (che fornirà le LCS 2 e 4) hanno inviato alla US Navy le proprie proposte industriali per aggiudicarsi il contratto che la Marina USA stipulerà entro il 2014 (con previsione di scelta del modello definitivo per questo dicembre) per la fornitura di 10 unità LCS (Littoral Combat Ship) a prezzo fisso più incentivi. Data la complessità del programma dovuta ai vari ritardi e al graduale aumento dei costi di produzione delle prime 4 unità, la Marina USA vuole premunirsi richiedendo ai partecipanti alla gara di presentare un robusto piano finanziario e tecnico, oltre che un programma con tempistiche certe. Potenzialmente il programma potrebbe portare ad un ordine complessivo di 51 unità da costruirsi entro il 2020 per un valore di 18 miliardi di dollari.</p>
<p>Il cantiere di Marinette Marine Corporation (MMC), società statunitense controllata da Fincantieri, parte del team LM, in caso di vittoria costruirebbe le 10 navi portando ad una accelerazione dei lavori di ampliamento e modernizzazione dei siti di costruzione nel Wisconsin situati nella regione dei Grandi Laghi. </p>
<p>Austal USA è il cantiere avversario situato a Mobile, Alabama. General Dynamics Bath Iron Works ha deciso infatti di ritirarsi dal consorzio per poter competere al ruolo di secondo fornitore del design vincente, mentre la divisione General Dynamics Advanced Information Systems fungerà da subfornitore. GDBIW è attualmente primo contraente della Coronado (LCS 4).</p>
<p>Le lezioni imparate con la costruzione della LCS 1 e 3 hanno già portato, secondo Lockheed Martin, ad una riduzione delle ore di lavoro necessarie per la costruzione di ciascuna unità del 30%, risultati che verranno evidenziati in sede di contrattazione.</p>
<p>Il team guidato da LM ha consegnato alla Marina la USS Freedom (LCS 1) nel 2008; l&#8217;unità ha completato il suo primo dispiegamento operativo all&#8217;inizio di quest&#8217;anno ed ha inoltre partecipato recentemente alla grande esercitazione Rim of the Pacific 2010, dove ha operato a fianco di marine internazionali ed eseguito una serie di simulazioni operative. Tuttavia i pacchetti di missione intercambiabili ASuW e ASW della Freedom hanno dato qualche problema tecnico che ha portato ad un rallentamento del processo di integrazione.<br />
La terza LCS, la Fort Worth, ordinata nel marzo 2009, è al 60 per cento del completamento, con consegna prevista nel 2012.</p>
<p>General Dynamics ha consegnato il trimarano USS Independence nel 2008, ora operativo e stanziato a Norfolk, Virginia, mentre la USS Coronado verrà consegnata anch&#8217;essa nel 2012.</p>
<p>Le LCS, unità tecnologicamente avanzate e particolarmente innovative, saranno impiegate in missioni ASuW, MIW e ASW, e sono atte a contrastare efficacemente minacce di tipo “asimmetrico”, derivanti da potenziali attacchi terroristici. Queste navi potranno essere impiegate, inoltre, per una vasta gamma di azioni di supporto, di pattugliamento e umanitarie.</p>
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		<title>UK: Firmato contratto per il veicolo ASCOD SV per il programma FRES</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha scelto lo ASCOD di General Dynamics UK quale piattaforma SV (Specialist Vehicle) del programma FRES (Future Rapid Effect System), scartando la versione dello svedese CV-90 offerta da BAE Systems. FRES intende rinnovare gradualmente nei prossimi 30 anni la flotta di mezzi corazzati del British Army. Il programma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/07/ASCOD_3.jpg" alt="" title="ASCOD SV" width="450" height="249" class="alignnone size-full wp-image-2879" /><br />
Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha scelto lo ASCOD di General Dynamics UK quale piattaforma SV (Specialist Vehicle) del programma FRES (Future Rapid Effect System), scartando la versione dello svedese CV-90 offerta da BAE Systems. FRES intende rinnovare gradualmente nei prossimi 30 anni la flotta di mezzi corazzati del British Army. Il programma, che ha superato una fase di ristrutturazione al fine di contenere i costi, ha visto la sospensione dell&#8217;acquisizione del Piranha 5 quale Utility Vehicle per concentrare le energie e e le risorse sui mezzi scout SV.</p>
<p>Il contratto, del valore di circa 607 milioni di euro, copre la fase dimostrativa con la costruzione di sette prototipi derivati dal veicolo ASCOD in servizio presso gli eserciti spagnolo e austriaco, che verranno testati a partire dal 2013. La data di entrata in servizio è prevista per il 2014, coincidente con il ritiro dei veicoli CVR(T), versione Scimitar.</p>
<p>L&#8217;attenzione per ora è concentrata sulla versione Scout (ricognizione) dell&#8217;ASCOD SV, ma il veicolo fornirà la base di altre varianti quali posto comando, trasporto feriti, genio, artiglieria con obice da 155 mm.</p>
<p>L&#8217;ASCOD SV Scout pesa 28 tonnellate, 42 a pieno carico, ma può raggiungere le 45 tonnellate con corazzature aggiuntive, dispone di una torretta con cannone da 40 mm abbinato ad una mitragliatrice da 7.62 mm, è aviotrasportabile via A400M e necessita di un equipaggio di tre persone.</p>
<p>FRES consiste in una famiglia di veicoli blindati da 27–30 tonnellate, avio-trasportabili (A400M, C-130J), capaci di operare in ambiente networkcentrico, che costituiranno la spina dorsale delle brigate leggere per il prossimo futuro, andando a sostituire i veicoli blindati che si stanno avvicinando al termine della loro vita operativa.</p>
<p>Il valore del contratto finale, che coprirebbe oltre 600 veicoli, è stimato in circa 11 miliardi di euro.</p>
<p><object width="450" height="273"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-jM92YpIRD8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-jM92YpIRD8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="273"></embed></object></p>
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		<title>La seconda Littoral Combat Ship Independence completa le prove in mare</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 10:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Independence (LCS 2), la innovativa nave da combattimento costruita da Austal, partner del team guidato da General Dynamics, ha completato con successo la serie di test in mare di competenza del costruttore, avvenuti nel Golfo del Messico. La campagna di prove si è sviluppata lungo più di 50 rigorosi eventi dimostrativi sia della nave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/10/lcs2_seatrials2.jpg" alt="LCS 2 &quot;Independence&quot;" title="LCS 2 &quot;Independence&quot;" width="450" height="688" class="alignnone size-full wp-image-1757" /><br />
La Independence (LCS 2), la innovativa nave da combattimento costruita da Austal, partner del team guidato da General Dynamics, ha completato con successo la serie di test in mare di competenza del costruttore, avvenuti nel Golfo del Messico. La campagna di prove si è sviluppata lungo più di 50 rigorosi eventi dimostrativi sia della nave che di tutti i suoi sistemi, in preparazione del controllo finale da parte della Marina prima della consegna.</p>
<p>Fra i risultati di rilievo, il raggiungimento di una velocità costante di 44 nodi durante le quattro ore di test a piena potenza, con picchi superiori ai 45 nodi. Molti dei test sono stati condotti in alto mare (onde fino a 2.4 m) con condizioni del vento pari a 25 nodi. Nonostante il tempo, il ponte di volo è rimasto stabile in manovra e la nave ha più volte raggiunto velocità di oltre 45 nodi con propulsione e sistemi di controllo operanti in modalità completamente automatica, dimostrando l&#8217;efficacia dei sistemi di navigazione, dei 4 water jets orientabili, e delle caratteristiche di efficienza e stabilità associate alla configurazione trimarano.</p>
<p>Test positivo anche per l&#8217;infrastruttura informatica ad architettura aperta denominata OPEN CI, colonna portante della nave che integra i sistemi di combattimento, controllo dei danni, controllo tecnico, pacchetto missione e le funzioni di elaborazione dei dati di bordo. L&#8217;OPEN CI, facilmente riconfigurabile a seconda della missione, attraverso il Core Mission System, ha rilevato con successo, ingaggiato ed eliminato un attacco simulato di un missile da crociera partito da un piccolo aereo in rapido movimento.</p>
<p>Jeff Geiger, presidente dei cantieri di General Dynamics Bath Iron Works (prime contractor del programma), presente a bordo della nave durante le prove di velocità, ha commentato: &#8220;L&#8217;Independence ha superato le nostre aspettative in termini di manovrabilità, stabilità, capacità di manovra e velocità. Siamo molto lieti di essere un passo più vicini alla consegna di questa piattaforma altamente capace, versatile e letale alla Marina degli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p>Il programma Littoral Combat Ship ricopre una parte importante nel piano della Marina per affrontare le minacce asimmetriche del 21° secolo. Destinate ad operare nelle zone costiere, le navi saranno veloci, estremamente maneggevoli e dotate di strumenti per l&#8217;individuazione ed eliminazione delle mine, per la lotta antisommergibile e contro unità di superficie.</p>
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		<title>US Navy: Contratto per la quarta LCS</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/us-navy-contratto-per-la-quarta-lcs</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 12:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bath Iron Works, controllata da General Dynamics, si è aggiudicata il contratto per la costruzione della quarta LCS, la Coronado, presso i cantieri Austal di Mobile, Alabama, con consegna alla US Navy nel 2012. Il trimarano di 127 metri di lunghezza e 2.500 tonnellate di dislocamento è la seconda Littoral Combat Ship la cui costruzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/04/lcs2_2.jpg" alt="" title="LCS 2 Independence"/><br />
Bath Iron Works, controllata da General Dynamics, si è aggiudicata il contratto per la costruzione della quarta LCS, la Coronado, presso i cantieri Austal di Mobile, Alabama, con consegna alla US Navy nel 2012.</p>
<p>Il trimarano di 127 metri di lunghezza e 2.500 tonnellate di dislocamento è la seconda Littoral Combat Ship la cui costruzione è stata assegnata a General Dynamics. La prima, la Independence, è stata varata 1 anno fa e sta attualmento terminando l&#8217;integrazione dei sistemi in attesa di cominciare le prove in mare.</p>
<p>La particolare struttura di questa nave, basata su una sezione centrale dello scafo lunga e sottile e due scafi laterali permette una maggiore stabilità e tenuta in mare alle alte velocità (superiori a 40 nodi) ed in condizioni climatiche avverse, con una conseguente agevolazione delle operazioni sul ponte di volo. La sua ampia superficie infatti, permette alla LCS di operare contemporaneamente 2 elicotteri H-60 Black Hawk o un H-53 Sea Stallion, cosa non possibile su altre unità dello stesso tonnellaggio.</p>
<p>La velocità e il pescaggio ridotto permette inoltre loro di espandere l’area in cui può operare la US Navy. Progettate per avere moduli di missione modificabili rapidamente per soddisfare il requisito della US Navy per fregate multimissione (Asuw, Asw, Miw), sostitute delle classe Perry, sono ideate per operare efficacemente in ambiente litoraneo.</p>
<p>Il 23 settembre 2006 è stata varata la prima unità, la LCS-1 USS FREEDOM, costruita da Lockheed Martin.</p>
<p>Più volte sul punto della cancellazione per i costi fuori controllo, il programma LCS è stato recentemente valutato come prioritario dal Segretario alla Difesa americano Gates, che ha raccomandato lo stanziamento di fondi per la costruzione di tre navi di questo tipo nell&#8217;anno fiscale 2010. Il requisito della marina resta fermo a 55 unità. </p>
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		<title>8 nuovi sottomarini Classe Virginia per la US Navy</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 18:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[General Dynamics]]></category>
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		<description><![CDATA[General Dynamics Electric Boat ha vinto in qualità di primo contraente un contratto (il terzo, Block III) da 14 miliardi di dollari per la costruzione di otto nuovi sottomarini a propulsione nucleare Classe Virginia. La produzione avverrà al ritmo di uno all&#8217;anno nel 2009 e 2010 e due all&#8217;anno nell&#8217;intervallo 2011-13, con l&#8217;ultimo battello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/12/virginia-class.jpg" alt="" title="Classe Virginia" width="450" height="167" class="alignnone size-full wp-image-1167" /><br />
General Dynamics Electric Boat ha vinto in qualità di primo contraente un contratto (il terzo, Block III) da 14 miliardi di dollari per la costruzione di otto nuovi sottomarini a propulsione nucleare <a href="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/05/virginiaclass.jpg">Classe Virginia</a>. La produzione avverrà al ritmo di uno all&#8217;anno nel 2009 e 2010 e due all&#8217;anno nell&#8217;intervallo 2011-13, con l&#8217;ultimo battello che verrà consegnato alla Marina nel 2019.</p>
<p>Il contratto finanzia immediatamente con 2.4 miliardi di dollari la costruzione dell&#8217;SSN-784 North Dakota, imposta l&#8217;SSN-785 e riserva fondi per l&#8217;acquisto di materiali, parti e componenti in una sola volta destinati alle unità dal SSN-785 al SSN-791, consentendo significative economie di scala in concordanza con l&#8217;obiettivo di ridurre i costi di programma del 20% per il 2012. Stanziati anche fondi per cambiamenti al progetto destinati all&#8217;aumento dell&#8217;efficienza e alla riduzione del rischio (Design For Affordability), come la sostituzione della classica sfera sonar con l&#8217; array Large Aperture Bow (LAB) che sfrutta gli idrofoni dello scafo per l&#8217;ascolto passivo e la sostituzione dei 12 lanciatori verticali con 2 VPT (Virginia payload tubes).</p>
<p>&#8220;Questo contratto fornirà alla Marina una classe di sottomarini nucleari con le capacità richieste per mantenere la superiorità sottomarina nazionale nel 21esimo secolo&#8221;, ha detto John P. Casey, Presidente di Electric Boat, sussidiaria di General Dynamics.</p>
<p>I sottomarini della classe Virginia sono i primi ad essere stati concepiti dopo la guerra fredda e possono svolgere missioni ASW, ASUW e MW (anti-submarine, anti-surface e mine warfare, quest&#8217;ultima grazie alla dotazione di veicoli sottomarini unmanned), trasporto e supporto forze speciali, sorveglianza marittima e protezione della flotta, intelligence, sorveglianza e ricognizione, e attacco in profondità con missili da crociera Tomahawk. Dispone di 4 tubi lanciasiluri MK-48 mentre il propulsore nucleare è stato studiato per non essere rifornito lungo la vita operativa del sottomarino, riducendone i costi e aumentandone l&#8217;autonomia. Hanno un dislocamento di 7.800 t, lunghezza dello scafo di 377 piedi (115m) e diametro di 34 piedi (10.3m), velocità di 25 nodi e possibilità di immersione fino a 800 piedi (243 m).</p>
<p>La Classe Virginia realizza cinque delle sei capacità chiave della strategia marittima americana: Controllo del mare, proiezione di forza, presenza avanzata, sicurezza marittima e deterrenza. </p>
<p>Electric Boat e Northrop Grumman (partner di programma) hanno già consegnato 5 sottomarini classe Virginia alla Marina: Il capoclasse USS Virginia (SSN-774), l&#8217;USS Texas (SSN-775), l&#8217;USS Hawaii (SSN-776), l&#8217;USS North Carolina (SSN-777) e l&#8217;USS New Hampshire (SSN-778), consegnato ad ottobre prima del previsto e con un risparmio sul budget preventivato di 60 milioni di dollari. La sesta unità, il New Mexico (SSN 779), è stata varata a dicembre mentre altri 5 sottomarini sono in fase di costruzione. I cantieri appartenenti alle due società costruiscono porzioni di ciascuna nave e si alternano nella consegna dei battelli.</p>
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		<title>General Dynamics: Contratto per cannone JSF</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 18:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[F-35 Lightning II JSF]]></category>
		<category><![CDATA[General Dynamics]]></category>
		<category><![CDATA[Lockheed Martin]]></category>

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		<description><![CDATA[General Dynamics ha vinto 2 contratti conferiti da Lockheed Martin, prime contractor del programma JSF, per la produzione del sistema cannone basato sul GAU-22/A che equipaggierà l&#8217; F-35A Lightning II. Secondo Howard Brott, direttore di programma alla General Dynamics Armament and Technical Products Gun Systems, &#8220;Il nostro cannone GAU-22/A ricopre un ruolo vitale nelle capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/09/f35_08.jpg" alt="" /><br />
General Dynamics ha vinto 2 contratti conferiti da Lockheed Martin, prime contractor del programma JSF, per la produzione del sistema cannone basato sul GAU-22/A che equipaggierà l&#8217; F-35A Lightning II.</p>
<p>Secondo Howard Brott, direttore di programma alla General Dynamics Armament and Technical Products Gun Systems, &#8220;Il nostro cannone GAU-22/A ricopre un ruolo vitale nelle capacità di supporto tattico aria-terra dell&#8217;F-35. In aggiunta, il GAU-22/A da 25mm ha un raggio maggiore negli ingaggi aria-aria se comparato ai cannoni da 20mm in uso sulla maggior parte dei caccia in circolazione. L&#8217;alto rateo di fuoco del cannone e la sua precisione sono caratteristiche chiave per i futuri piloti di F-35 e la sua affidabilità contribuisce significativamente ai bassi costi operativi e di manutenzione dell&#8217;aereo.&#8221;</p>
<p>Il sistema cannone dell&#8217;F-35 Lightning II è alloggiato internamente sul dorso dell&#8217;aereo sopra la presa d’aria sinistra ed è basato su un derivato del GAU-12/U 25mm Gatling. Verrà installato sulla versione a decollo e atterraggio convenzionale F-35A e includerà il GAU-22/A e componenti associati. General Dynamics sta anche sviluppando la variante del sistema per l&#8217;F-35B/C che si concretizzerà in un pod esterno removibile a seconda della missione il quale conterrà il cannone da 220 colpi.</p>
<p>L&#8217;F-35 Lightning II è un velivolo supersonico, multiruolo di quinta generazione con capacità stealth. Le tre versioni dell&#8217;F-35 &#8211; CTOL (Conventional Take Off and Landing), STOVL (Short Take Off and Vertical Landing) e CV (Carrier Variant) &#8211; condividono la stessa progettazione e utilizzano la stessa infrastruttura di supporto in tutto il mondo.</p>
<p>Lockheed Martin sta sviluppando l&#8217;F-35 con i suoi principali partner industriali, Northrop Grumman e BAE Systems.</p>
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		<title>Germania ordina 198 veicoli 4&#215;4 Eagle IV</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 19:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[General Dynamics]]></category>

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		<description><![CDATA[General Dynamics European Land Systems, attraverso la controllata svizzera Mowag, si è aggiudicata un contratto da 106 milioni di euro con il German Bundesamt für Wehrtechnik und Beschaffung (BWB) per la consegna di 198 veicoli protetti posto comando e utility EAGLE IV e relativo supporto (di cui 25 già consegnati secondo accordo stipulato in luglio). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/11/mowag_eagleiv.jpg" alt="" title="Mowag Eagle IV" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-984" /><br />
General Dynamics European Land Systems, attraverso la controllata svizzera Mowag, si è aggiudicata un contratto da 106 milioni di euro con il German Bundesamt für Wehrtechnik und Beschaffung (BWB) per la consegna di 198 veicoli protetti posto comando e utility EAGLE IV e relativo supporto (di cui 25 già consegnati secondo accordo stipulato in luglio).</p>
<p>I veicoli verranno prodotti a Kreuzlingen, Svizzera, e Kaiserslautern, Germania, con consegne che avverranno nell&#8217;arco temporale 2008-2010.</p>
<p>All&#8217;interno del quadro complessivo &#8220;GFF Klasse 2&#8243; per l&#8217;acquisizione di questa tipologia di veicoli, i mezzi non protetti del Bundeswehr saranno sostituiti gradualmente dall&#8217;EAGLE IV, che per quel che concerne capacità di rischieramento, agilità e mobilità, è adatto ad affrontare le missioni tipiche di questa tipologia di veicoli fino a 9 t, con possibilità di personalizzazione attraverso kit modulari aggiuntivi.</p>
<p>Il veicolo condivide con il camion tattico DURO IIIP di Mowag, già in servizio nel Bundeswehr con il nome &#8220;Yak&#8221;, motore diesel da 245 hp, trasmissione automatica a 5 marce, assi, ruote motrici, differenziali e freni, con una comunanza logistica che ridurrà i costi complessivi durante il ciclo di vita.</p>
<p>L&#8217;Eagle IV ha una lunghezza di 5.40 m, altezza di 2.4 m, larghezza di 2.16 m, e può accomodare fino a 5 persone. Raggiunge la velocità massima di 110 km/h su strada e può affrontare pendenze fino al 60%. Può operare in ambiente NBC e oltre alla corazzatura della cella equipaggio per resistere a minacce convenzionali e IED, il mezzo dispone per l&#8217;autoprotezione di una torretta remotizzata KMW FLW 100/200.</p>
<p>Il roll out del primo veicolo è stato effettuato nel 2003. Il primo ordine per 90 veicoli è arrivato dalla Danimarca due anni dopo.<br />
Nel 2006 l&#8217;esercito tedesco ha acquisito due dimostratori per test comparativi.</p>
<p>Il loro tipico scenario d&#8217;impiego è il teatro afghano, che raggiungeranno appena possibile.</p>
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		<title>Cancellato programma DDG 1000 Zumwalt</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 14:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[DDG 1000 Zumwalt]]></category>
		<category><![CDATA[General Dynamics]]></category>
		<category><![CDATA[Lockheed Martin]]></category>
		<category><![CDATA[Northrop Grumman]]></category>
		<category><![CDATA[Raytheon]]></category>

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		<description><![CDATA[Il programma da 20 miliardi di dollari relativo alla costruzione di 7 caccatorpedinieri multiruolo di nuova generazione si fermerà alle prime due unità attualmente in costruzione (DDG 1000 e 1001). La classe Zumwalt, che secondo i piani originari doveva essere composta da 32 navi e ricoprire un ruolo di primaria importanza per sostenere la marina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/02/ddg1001-thumbnail.jpg" alt="" />Il programma da 20 miliardi di dollari relativo alla costruzione di 7 caccatorpedinieri multiruolo di nuova generazione si fermerà alle prime due unità attualmente in costruzione (DDG 1000 e 1001). La classe Zumwalt, che secondo i piani originari doveva essere composta da 32 navi e ricoprire un ruolo di primaria importanza per sostenere la marina statunitense negli scenari del XXI secolo, subisce così le conseguenze dell&#8217;aumento insostenibile dei costi (fino al 50%) che hanno portato il prezzo di ciascuna unità a superare largamente i 3 miliardi di dollari. Inoltre i decisori politici e militari hanno espresso dubbi sulla loro reale utilità negli attuali scenari di combattimento ed espresso preoccupazioni circa la loro presunta vulnerabilità contro missili antinave in ambiente litoraneo e l&#8217;opportunità di rischiare un assetto così prezioso in operazioni vicino alla costa. La US Navy, in concerto con il Pentagono e il Congresso USA, ha preferito quindi dirottare i fondi nella costruzione di ulteriori caccia DDG-51 classe Arleigh Burke fino al 2012, con possibilità di implementazione a bordo di essi delle tecnologie sviluppate per i DDG 1000 (come l&#8217;Advanced Gun System e il radar SPY-3), al fine di mantenere realistico l&#8217;obiettivo di raggiungere le 313 navi complessive come requisito base della marina.</p>
<p>In particolare quest&#8217;ultima decisione rappresenta una magra consolazione per le industrie coinvolte, in primis General Dynamics (che otterrà comunque la fetta più importante dei prossimi contratti per i DDG-51), Northrop Grumman e Raytheon, la quale si vedrà scavalcare da Lockheed Martin che attualmente produce i sistemi di missione per le Burke.</p>
<p>Il DDG 1000, in costruzione da parte di Bath Iron Works (General Dynamics), sarà la prima delle due unità di superficie stealth da 14.500 tonnellate ad essere consegnata nel 2013 alla US Navy (la seconda, costruita da Northrop Grumman, seguirà nel 2014). Concepite per impieghi di guerra litoranea, aerea e sottomarina, queste navi opereranno come parte di una flotta marittima joint, che assisterà le forze di attacco dei Marines a terra. Il design flessibile di questo tipo di navi, il loro livello di stealthness e il volume di fuoco di precisione che potranno esercitare le porranno qualitativamente al top fra le navi a disposizione degli Stati Uniti.</p>
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		<title>Consegnato primo Unmanned Surface Vehicle alla U.S. Navy per le Littoral Combat Ship</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 10:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[General Dynamics]]></category>
		<category><![CDATA[LCS]]></category>
		<category><![CDATA[Mine Warfare]]></category>
		<category><![CDATA[USV]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo Unmanned Surface Vehicle (USV) per compiti ASW (Anti-Submarine Warfare) appartenente alla classe &#8220;Fleet&#8221; è stato consegnato da General Dynamics alla US Navy come parte del pacchetto di missione della nuova LCS. Al fine di progettare, integrare, testare e consegnare il veicolo secondo le specifiche desiderate dalla marina General Dynamics ha lavorato in collaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/05/gdrs-11m-usv.jpg" alt="" title="USV" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-597" /><br />
Il primo Unmanned Surface Vehicle (USV) per compiti ASW (Anti-Submarine Warfare) appartenente alla classe &#8220;Fleet&#8221; è stato consegnato da General Dynamics alla US Navy come parte del pacchetto di missione della nuova LCS.<br />
Al fine di progettare, integrare, testare e consegnare il veicolo secondo le specifiche desiderate dalla marina General Dynamics ha lavorato in collaborazione con un team della US Navy che include il Program Executive Office divisione Littoral &#038; Mine Warfare (LMW), il PMS-420 (Mission Modules Program Office), lo Space and Naval Warfare Systems Center di San Diego ed il Naval Undersea Warfare Center (NUWC).</p>
<p>Un secondo USV sarà consegnato al Naval Undersea Warfare Center di Newport, Rhode Island, nel mese di giugno. Questi USV sono i primi veicoli di superficie senza pilota a ricevere il numero di scafo dalla Marina USA, e saranno identificati rispettivamente come &#8220;11MUC0601&#8243; e &#8220;11MUC0602&#8243;.</p>
<p>L&#8217; ASW USV è una piattaforma veloce ed agile con ottima tenuta in mare destinata ad operare in ambienti litoranei per sconfiggere minacce &#8220;anti-accesso&#8221; come mine, sottomarini diesel silenziosi, e asimmetriche come imbarcazioni veloci di superficie. Opera sensori di navigazione e acustici, tra cui il sistema di controllo autonomo che consente all&#8217;USV di effettuare manovre evasive o di attracco, pianificazione della rotta e  situational awareness a 360 gradi, un sonar rimorchiato e un sistema sonar attivo multistatico fuoribordo a bassa frequenza.<br />
Può essere configurato per svolgere missioni durature di intelligence, sorveglianza e ricognizione con sensori radar, EO/IR, SIGINT e NBC, homeland security, operazioni speciali, interdizione e protezione della flotta.</p>
<p>L&#8217;USV è lungo 11 metri, può trasportare un carico pagante di 2.2 tonnellate, spostarsi ad una velocità fino a 35 nodi, ed operare ininterrottamente per 24 ore prima di venire recuperato dalla LCS di appartenenza.</p>
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