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	<title>DN - DifesaNews &#187; India</title>
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		<title>Gara indiana MMRCA: Vince il Rafale di Dassault</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 19:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dassault Aviation è stata selezionata dal Ministero della Difesa indiano nella gara MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per la fornitura di 126 Rafale per sostituire la flotta obsoleta di Mig-21 e Mig-23 attualmente in servizio. La firma del contratto, del valore atteso di circa 11 miliardi di dollari (con opzioni che se esercitate potrebbero raddoppiarne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/rafale3.jpg" alt="Rafale" /><br />
Dassault Aviation è stata selezionata dal Ministero della Difesa indiano nella gara MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per la fornitura di 126 Rafale per sostituire la flotta obsoleta di Mig-21 e Mig-23 attualmente in servizio. La firma del contratto, del valore atteso di circa 11 miliardi di dollari (con opzioni che se esercitate potrebbero raddoppiarne il valore), è attesa a partire da aprile (probabile per fine anno) e segnerà la realizzazione del primo successo export per il cacciabombardiere francese e l’apripista per l’analoga gara indetta dal Brasile.</p>
<p>Il Rafale è stato giudicato l’opzione più vantaggiosa in termini di prestazioni (tenuti in considerazione circa 650 parametri), costi per ciclo di vita, trasferimento di tecnologia e prontezza operativa della versione navale, la quale è stata proposta, benché solo su carta, anche dal concorrente uscito sconfitto dalla competizione, l’Eurofighter Typhoon, supportato dai governi inglese e tedesco tramite BAE Systems e Cassidian (EADS).</p>
<p>Da parte sua il consorzio Eurofighter non può che sperare che la definizione degli ultimi dettagli industriali dell’accordo nei prossimi mesi porti ad una divergenza di vedute tra cliente e fornitore tale da poter riaprire la gara; in ogni caso Eurofighter GmbH dovrà presentare una proposta commerciale meno onerosa per gli indiani per avere una chance concreta di vittoria.</p>
<p>Oltre a Dassault la notizia rende felici anche i partner Thales, responsabile dell’avionica (compreso il radar AESA RBE2), Snecma (gruppo Safran), che fornisce i motori, ed MBDA che ha recentemente piazzato un ordine da 1.24 miliardi/$ per i missili aria-aria MICA IR e (EM) RF.</p>
<p>Il previsto primo stormo di diciotto caccia (acquisiti fly-away mentre i restanti 108 prodotti localmente dalla Hindustan Aeronautics Limited) dovrà essere operativo per il 2016. La linea di volo indiana si standardizzerà in questo modo sul Rafale in qualità di MCA (Medium Combat Aircraft), assistito in qualità di gap filler dalla versione aggiornata del Mirage 2000H, sul Tejas come LCA (Light Combat Aircraft) e sul Su-30MKI come HCA (Heavy Combat Aircraft), oltre che sul Fifth Generation Fighter Aircraft (FGFA) derivato dal T-50.</p>
<p>Alla competizione hanno partecipato, oltre a Rafale ed Eurofighter, anche F/A-18E/F,  F-16IN,  Gripen e Mig-35, scartati nelle fasi precedenti della gara durante lo scorso anno. Per il caccia prodotto da UK, Germania, Italia e Spagna si tratta di un duro colpo dopo le sconfitte in Svizzera (da parte del Gripen, prodotto da SAAB) e Giappone (F-35, Lockheed Martin); si tratta ora di puntare tutto su possibili vendite negli Emirati Arabi, in Malesia, Oman, Qatar e Corea del Sud.</p>
<p>La vittoria del Rafale, uno dei protagonisti principali della campagna di Libia, la quale è stata utilizzata come una sorta di vetrina per l’esposizione dei prodotti in gara, costituisce anche un successo per il Presidente francese Sarkozy, chiamato al giudizio degli elettori il prossimo aprile.</p>
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		<title>Radar di Selex SI sulle portaerei indiane Vikrant</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 20:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
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		<description><![CDATA[SELEX Sistemi Integrati, una società di Finmeccanica, ha recentemente siglato un ordine con il cantiere navale indiano Coching Shipyard Ltd che prevede la vendita di un radar navale di sorveglianza aerea RAN 40L e di un radar secondario IFF che verranno installati sulla nuova portaerei in corso di realizzazione per la Marina Militare indiana, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2012/01/RAN40L_2.jpg" alt="" title="RAN40L" width="450" height="315" class="alignnone size-full wp-image-4721" />SELEX Sistemi Integrati, una società di Finmeccanica, ha recentemente siglato un ordine con il cantiere navale indiano Coching Shipyard Ltd che prevede la vendita di un radar navale di sorveglianza aerea RAN 40L e di un radar secondario IFF che verranno installati sulla nuova portaerei in corso di realizzazione per la Marina Militare indiana, e potenzialmente sulla seconda unità della nuova classe Vikrant, in corso di costruzione.</p>
<p>Il RAN40L è un radar 3D a lungo raggio, con un’antenna attiva a stato solido a phased array, in grado di assicurare l’intercettazione di velivoli fino ad una distanza di 400 km. La filosofia alla base della progettazione del sistema si fonda sull’esperienza fatta con i radar RAT31DL per la sorveglianza aerea, i sistemi di sorveglianza 3D più venduti al mondo in ambito NATO.</p>
<p>SELEX Sistemi Integrati è presente in India fin dal 1972 con i propri sistemi radar. In ambito navale la società di Finmeccanica ha fornito tre sistemi di comando e controllo navale già nel 1984 per le fregate classe Godavari, e Bramaputra, oltre al relativo supporto logistico. Più recentemente, perseguendo questa tradizionale partnership, SELEX Sistemi Integrati ha realizzato anche i sistemi per la gestione del traffico aereo per gli aeroporti internazionali di Bangalore e Hyderabad. L’azienda inoltre fornisce il sistema PAR 2080C (Precision Approach Radar, radar di avvicinamento di precisione) alla Marina e all’Aeronautica Militari indiane.</p>
<p>La INS Vikrant, con dislocamento di 40.000 tonnellate e ski-jump, inizierà le prove in mare nel 2015. Attualmente ha temporaneamente abbandonato il bacino di carenaggio per dare priorità ad altri progetti commerciali del cantiere, per poi ritornarci a metà anno per proseguire gli allestimenti fra cui il gruppo propulsore sotto la consulenza di Fincantieri. La seconda unità della classe è ancora in progettazione; avrà un dislocamento di 65.000 t e la convenzionale configurazione catobar. L&#8217;India sta valutando la versione navale dell&#8217;Eurofighter Typhoon come assetto aereo di punta per questa classe di unità, in concorrenza con il Rafale di Dassault. La INS Vikramaditya, ex Gorshkov, partirà con le prove generali in Maggio per poi essere consegnata al cliente indiano a dicembre, con quattro anni di ritardo rispetto alle previsioni iniziali e costi generali raddoppiati.</p>
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		<title>Primo volo del P-8I</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 19:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo degli otto P-8I ordinati dalla Marina indiana ha completato il suo volo inaugurale decollando da Renton Field e atterrando due ore e 31 minuti più tardi sulla pista del sito Boeing di Paine Field, vicino Seattle. Durante il volo i piloti collaudatori hanno effettuato controlli di routine sui sistemi primari tra cui i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/09/P-8I.jpg" alt="" title="P-8I" width="450" height="175" class="alignnone size-full wp-image-4614" /><br />
Il primo degli otto P-8I ordinati dalla Marina indiana ha completato il suo volo inaugurale decollando da Renton Field e atterrando due ore e 31 minuti più tardi sulla pista del sito Boeing di Paine Field, vicino Seattle.</p>
<p>Durante il volo i piloti collaudatori hanno effettuato controlli di routine sui sistemi primari tra cui i propulsori e l&#8217;avionica di bordo, ad un&#8217;altitudine massima di 41.000 piedi, e diverse manovre di accelerazione e decelerazione sopra la pista, compresi test sul pilota automatico. Nelle prossime settimane inizierà il lavoro di installazione dei sistemi di missione, in vista della consegna al cliente finale nel 2013.</p>
<p>Il P-8I è una variante del P-8A Poseidon che Boeing sta sviluppando per la Marina Militare degli Stati Uniti per compiti di ricognizione marittima, lotta antinave e antisommergibile. Il contratto, siglato nel Gennaio 2009, comprende un&#8217;opzione per altri 4 aerei.</p>
<p>Il P-8I trasporterà un pacchetto di missione che comprende sistemi di sonoboe e siluri, cariche di profondità, mine e missili antinave a scelta del cliente, ospitati nella baia interna e sulle 6 stazioni esterne (4 piloni subalari più due sotto la fusoliera). La propulsione è affidata a due CFM56-7BE ad alto rapporto di diluizione mentre i sistemi informatici ad architettura aperta consentiranno l&#8217;installazione di componenti sviluppati localmente dalla HAL.</p>
<p>La Hindustan Aeronautics Limited collabora con Boeing anche nella produzione dei portelli della baia armi, e in altri programmi come l’F/A-18E/F e l’aereo commerciale 777.</p>
<p>Derivato in massima parte dal 737-800 Next-Generation, il Poseidon è costruito da un team guidato da Boeing che comprende CFM International, Northrop Grumman, Raytheon, Spirit AeroSystems, BAE Systems e GE Aviation.</p>
<p>Boeing sta notevolmente ampliando la propria presenza in India, sia nel campo dell&#8217;aviazione civile che in quello della difesa. La società cerca di far crescere una catena di fornitori locali con cui instaurare rapporti di collaborazione a lungo termine; inoltre ha aperto un centro di ricerca nel campo delle aerostrutture e dei nuovi materiali a Bengaluru, dove già viene effettuata attività di analisi e simulazione per le Forze Armate indiane, in collaborazione con la locale Bharat Electronics Limited (BEL). </p>
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		<title>10 C-17 per l&#8217;India</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 08:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero della Difesa indiano ha siglato un accordo con il governo degli Stati Uniti per l&#8217;acquisto di 10 aerei da trasporto Boeing C-17 Globemaster III. L&#8217;atto di Foreign Military Sale è stato approvato dal Congresso degli Stati Uniti nel maggio 2010, e questo definitivo contratto fa dell&#8217;India il più grande cliente internazionale del C-17. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/c17.jpg" alt="C-17" title="Un C-17 della RAF in volo"/>Il Ministero della Difesa indiano ha siglato un accordo con il governo degli Stati Uniti per l&#8217;acquisto di 10 aerei da trasporto Boeing C-17 Globemaster III. L&#8217;atto di Foreign Military Sale è stato approvato dal Congresso degli Stati Uniti nel maggio 2010, e questo definitivo contratto fa dell&#8217;India il più grande cliente internazionale del C-17. L&#8217;India beneficierà anche di ricadute industriali pari al 30% del valore dell&#8217;accordo.</p>
<p>La linea di produzione del C-17 a Long Beach, California, la cui chiusura in mancanza di nuovi ordini era programmata per il 2012, rimarrà aperta ora almeno fino al 2014.</p>
<p>&#8220;Il C-17 aumenterà la leadership dell&#8217;India nella regione&#8221;, ha dichiarato Dinesh Keskar, Presidente di Boeing India. &#8220;Con le sue capacità tattiche e strategiche, il C-17 soddisfa le esigenze indiane di trasporto aereo militare e umanitario&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo accordo è un riflesso della stretta collaborazione fra il Ministero della Difesa indiano e la US Air Force, che ha lavorato molto duramente per aiutare l&#8217;India a rafforzare la propria capacità di trasporto aereo con il C-17&#8243;, ha affermato Jean Chamberlin, Vice Presidente e General Manager di Boeing Mobility. &#8220;La capacità del velivolo di trasportare carichi di grandi dimensioni su lunghe distanze, atterrare su piste corte e semipreparate, e operare in climi estremamente caldi o freddi lo rende ideale per la regione&#8221;.</p>
<p>Durante le prove di valutazione effettuate dall&#8217;Aeronautica indiana nel giugno 2010, il C-17 ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti.</p>
<p>Il C-17 può compiere missioni di trasporto truppe, cargo, umanitarie fino a 4.400 km con un carico di 75 tonnellate ed atterrare su piste semipreparate di lunghezza inferiore ai 1.000 metri. Attualmente sono stati consegnati nel mondo 232 C-17, 210 in servizio presso la U.S. Air Force (compresa Guardia Nazionale e reparti della Riserva), 7 nella RAF, 4 presso le Forze Armate Canadesi, 4 nella Royal Australian Air Force, tre riservati alla Strategic Airlift Capability in ambito NATO, 2 negli Emirati Arabi Uniti (che saliranno a 6 entro la fine del 2012) e 2 nelle forze armate del Qatar.</p>
<p>L&#8217;India potrà beneficiare a livello logistico della rete internazionale di supporto GSP dedicata al C-17 Globemaster III. La GSP garantisce la prontezza operativa dei velivoli fornendo a tutti i clienti del C-17 l&#8217;accesso a parti di ricambio e componenti disponibili a livello internazionale riducendo così i costi di mantenimento tramite economie di scala.</p>
<p>Secondo l&#8217;accordo, l&#8217;India prenderà in consegna i suoi C-17 nel 2013 e 2014.</p>
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		<title>Gara MMRCA: Competizione a due tra Rafale ed Eurofighter</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allo stato attuale sembra ormai certo, salvo improbabili ripensamenti dovuti a possibili nuove offerte da presentare entro la fine di questa giornata, che anche i contendenti americani e russi siano stati esclusi dalla gara MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), lasciando in gioco solamente i due caccia europei Eurofighter Typhoon e Dassault Rafale. Come trapelato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/07/indiaflag.jpg" alt="india" />Allo stato attuale sembra ormai certo, salvo improbabili ripensamenti dovuti a possibili nuove offerte da presentare entro la fine di questa giornata, che anche i contendenti americani e russi siano stati esclusi dalla gara MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), lasciando in gioco solamente i due caccia europei Eurofighter Typhoon e Dassault Rafale. Come trapelato da fonti del Ministero della Difesa indiano &#8220;gli altri quattro (F/A-18E/F, F-16IN, Gripen e Mig-35) sono stati eliminati&#8221;.</p>
<p>Le offerte commerciali di Dassault e del consorzio Eurofighter dovranno quindi essere estese per la seconda fase del processo di acquisizione. Una volta aperte le offerte, inizierà formalmente il processo di negoziazione tra le parti in causa e la commissione dedicata.</p>
<p>Secondo i termini generali, i concorrenti dovranno dimostrare di avere i requisiti per soddisfare la clausola riguardo gli offset industriali da garantire in una percentuale non inferiore al 50%, il che significa che almeno la metà del valore del contratto finale (circa 11 miliardi di dollari) andrà a beneficio di società indiane.</p>
<p>La decisione arriva dopo una rigorosa valutazione delle caratteristiche tecniche dei sei aerei effettuata da personale dell&#8217;Aeronautica indiana durante l&#8217;ultimo anno. Il Ministero ha in seguito intrapreso un secondo studio per determinare in maniera esatta gli obblighi industriali dei concorrenti.</p>
<p>Il contratto potrebbe essere firmato con il vincitore della gara a settembre. Resta ora da valutare se gli indiani sceglieranno una soluzione collaudata come il Rafale, protagonista in Libia, che potrebbe costituire l&#8217;assetto imbarcato anche sulle nuove portaerei indiane, o se il consorzio Eurofighter, e BAE Systems in particolare, riuscirà a proporre un&#8217;offerta più competitiva coinvolgendo l&#8217;India a livello industriale su una scala più ampia, iniziando proprio dallo sviluppo congiunto della versione navale del Typhoon.</p>
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		<title>Gripen escluso dalla gara indiana MMRCA</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 08:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Gripen di SAAB è stato scartato dalla lista degli aerei in competizione per la gara indiana MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), programma volto all&#8217;acquisizione di 126 nuovi aerei per sostituire la flotta obsoleta di Mig-21 e Mig-23. SAAB offriva una nuova versione del caccia derivata dal prototipo Gripen Demo e denominata Gripen NG (Next [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/05/gripendemofirstflight.jpg" alt="gripen" /><br />
Il Gripen di SAAB è stato scartato dalla lista degli aerei in competizione per la gara indiana MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), programma volto all&#8217;acquisizione di 126 nuovi aerei per sostituire la flotta obsoleta di Mig-21 e Mig-23.</p>
<p>SAAB offriva una nuova versione del caccia derivata dal prototipo Gripen Demo e denominata Gripen NG (Next Generation), specificatamente sviluppata per rispondere alle esigenze operative di paesi quali India e Brasile. Il Gripen NG incorpora sviluppi dell’avionica con l&#8217;introduzione del radar AESA e di tutti i maggiori sensori preesistenti sulle attuali versioni C/D, nonché miglioramenti alla cellula dell’aereo e alla propulsione. Il velivolo, ora in gara sul fronte brasiliano con il programma F-X2, avrà spinta, carico utile e raggio d’azione maggiori.</p>
<p>&#8220;Stiamo offrendo all&#8217;India una classe di aerei di prossima generazione a un prezzo molto competitivo e con un vasto programma di trasferimento di tecnologia. Abbiamo accolto questa decisione e seguiremo da vicino il processo di acquisizione e forniremo ulteriori informazioni se verranno richieste dal Ministero della Difesa indiano. Siamo fiduciosi che il Gripen sia la scelta giusta per la Indian Air Force, il quale soddisfa i più stringenti requisiti sui mercati internazionali&#8221;, ha affermato Håkan Buskhe, Presidente e CEO di Saab.</p>
<p>L&#8217;India è uno dei mercati più importanti per SAAB, che ha recentemente annunciato un investimento in un centro di ricerca e sviluppo nel paese; in passato SAAB ha condotto prove di volo del Gripen in condizioni limite presso la base indiana di Leh situata sull’Himalaya.</p>
<p>&#8220;Rimaniamo impegnati sul mercato indiano e continueremo i nostri piani di crescita per scoprire nuove opportunità di business nel settore aerospaziale, difesa e sicurezza&#8221;, ha concluso Buskhe.</p>
<p>Il futuro contratto indiano, il cui valore stimato è di undici miliardi di dollari, oltre alla piattaforma destinata a rimanere in servizio per quarant’anni, comprenderà supporto e parti di ricambio, addestramento e accordi sul trasferimento di tecnologia e licenza di produzione.</p>
<p>Alla competizione, sul cui esito peseranno fattori tecnici, economici e politici, partecipano ora Boeing con l’F/A-18E/F, Lockheed Martin con l’F-16IN, il Rafale di Dassult, l’Eurofighter Typhoon e il Mig-35 della Russian Aircraft Corporation (RSK), versione export del Mig-29M OVT.</p>
<p>Il previsto primo stormo di diciotto caccia (acquisiti fly-away mentre i restanti 108 prodotti localmente dalla Hindustan Aeronautics) dovrà essere operativo per il 2016. La linea di volo indiana si standardizzerà in questo modo sull’MMRCA in qualità di MCA (Medium Combat Aircraft), sul Tejas come LCA (Light Combat Aircraft) e sul Su-30MKI come HCA (Heavy Combat Aircraft), oltre che sul Fifth Generation Fighter Aircraft (FGFA) derivato dal T-50.</p>
<p>Il Gripen è in servizio in Svezia, Repubblica Ceca, Ungheria, Sud Africa e Thailandia, e come addestratore presso la UK Empire Test Pilots’ School (ETPS). Attualmente opera in Libia a supporto dell&#8217;operazione Unified Protector.</p>
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		<title>Eurofighter Typhoon navalizzato proposto all&#8217;India</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 10:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad Aero India 2011 il consorzio Eurofighter e BAE Systems hanno presentato per la prima volta i dettagli degli studi compiuti per la definizione iniziale della versione navale del Typhoon. Questi studi, volti a sondare il primo responso dei potenziali acquirenti come l&#8217;India, includevano la valutazione delle necessarie modifiche progettuali, le simulazioni di volo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/02/efa_navale2.jpg" alt="" title="Eurofighter versione navale" width="450" height="302" class="alignnone size-full wp-image-3820" /><br />
Ad Aero India 2011 il consorzio Eurofighter e BAE Systems hanno presentato per la prima volta i dettagli degli studi compiuti per la definizione iniziale della versione navale del Typhoon.</p>
<p>Questi studi, volti a sondare il primo responso dei potenziali acquirenti come l&#8217;India, includevano la valutazione delle necessarie modifiche progettuali, le simulazioni di volo per la previsione delle caratteristiche manovriere del velivolo e discussioni con i fornitori partner del programma. Gli studi indicano che queste modifiche, secondo la società Eurofighter GmbH, sono fattibili.</p>
<p>Malgrado il dovuto scetticismo riguardo alle possibili difficoltà incontrabili nella riprogettazione dell&#8217;aereo, sia tecniche che economiche, per implementare le varie modifiche necessarie all&#8217;impiego navale, il consorzio Eurofighter fa sapere che lo sviluppo di questa variante avrà costi e tempi limitati. In particolare se l&#8217;India scegliesse l&#8217;Eurofighter nella gara MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), il paese potrebbe estendere i suoi ritorni industriali con lo sviluppo congiunto del caccia navale, che grazie al suo elevato rapporto spinta/peso, potrebbe decollare da una portaerei senza l&#8217;utilizzo di catapulta, ma con un semplice ski-jump, quale verrà installato sulla INS Vikramaditya e sulle future classe Vikrant. Le simulazioni hanno dimostrato che l&#8217;aereo sarebbe in grado di decollare e atterrare in questo modo con pieno carico di armi e carburante.</p>
<p>Le modifiche richieste includono un nuovo carrello di atterraggio riprogettato per resistere agli stress meccanici nelle fasi di decollo e appontaggio, il gancio di coda, il potenziamento localizzato di alcune sezioni di fusoliera in prossimità del carrello e delle radici alari, così come aggiornamenti ai motori EJ200 che verrebbero accoppiati agli ugelli vettoriali, per ridurre la velocità di avvicinamento del velivolo e gli effetti dell&#8217;elevato carico all&#8217;atterraggio (motori con sistema TVN &#8211; thrust vectoring nozzle &#8211; sono già stati sottoposti a test di fabbrica negli stabilimenti Eurojet). Il controllo della spinta vettoriale potrebbe essere pienamente integrato nel Flight Control System (FCS) del Typhoon, permettendo al pilota di concentrarsi sulla fase di avvicinamento alla portaerei, mentre l&#8217;FCS gestisce la posizione degli ugelli del motore. La possibilità di modificare l&#8217;angolo di spinta dei propulsori consentirà inoltre un&#8217;ulteriore miglioramento della già elevata manovrabilità dell&#8217;Eurofighter, delle prestazioni in supercruise, riduzione dei consumi e la gestione di carichi d&#8217;armi asimmetrici. L&#8217;autonomia potrà essere aumentata con l&#8217;aggiunta di serbatoi conformal.</p>
<p>Nelle simulazioni non è stato rilevato nessun possibile problema di visibilità nella fase critica di appontaggio, ed è stata dimostrata la possibilità, in caso che l&#8217;aereo non si trovi in condizioni ottimali per l&#8217;atterraggio, come segnalato dal Landing Signal Officer, di dare piena spinta ai motori, retrarre le superfici frenanti e il carrello e ripetere l&#8217;intera sequenza, o, in caso di mancato aggancio ai cavi d&#8217;arresto, di ripartire istantaneamente dal ponte con i postbruciatori al massimo.</p>
<p>Il Typhoon navalizzato ha una comunanza al 95 per cento con il modello base, consentendo risparmi logistici e di supporto. Secondo il consorzio le superfici soggette a corrosione e degrado meccanico in ambiente marino sono minime, così come minimo è giudicato l&#8217;impatto delle radiazioni elettromagnetiche dei sistemi della nave, come il radar, sull&#8217;avionica del velivolo.</p>
<p>L&#8217;impiego e le specifiche procedure operative a bordo di una portaerei devono naturalmente essere ancora messe a punto, ma l&#8217;intero progetto potrebbe subire un&#8217;accelerazione o un definitivo affossamento dalla risposta immediata che riceverà dal mercato.</p>
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		<title>Completata validazione del radar AESA RBE2 sul Rafale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 11:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Thales ha completato il programma di verifica e validazione del radar AESA (active electronically scanned array) RBE2 (Radar à Balayage Electronique 2) a bordo del Rafale di Dassault, in vista della consegna dei primi aerei della quarta tranche all&#8217;Aeronautica francese nel 2013. Tutti gli obiettivi dei test sul radar sono stati raggiunti durante la campagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/02/rafale_aesa.jpg" alt="" title="RBE2" width="450" height="302" class="alignnone size-full wp-image-3740" /><br />
Thales ha completato il programma di verifica e validazione del radar AESA (active electronically scanned array) RBE2 (Radar à Balayage Electronique 2) a bordo del Rafale di Dassault, in vista della consegna dei primi aerei della quarta tranche all&#8217;Aeronautica francese nel 2013.</p>
<p>Tutti gli obiettivi dei test sul radar sono stati raggiunti durante la campagna di prove finale avvenuta tra settembre e dicembre 2010, con partecipazione di personale dell&#8217;agenzia francese per le acquisizioni militari DGA, Thales e Dassault Aviation.</p>
<p>I Rafale così equipaggiati saranno i primi aerei europei dotati di tecnologia radar AESA, indispensabile per competere sul mercato internazionale dei caccia. In particolare il radar è stato presentato presso l&#8217;evento internazionale Aero India 2011, come sforzo per aggiudicarsi il sostanzioso contratto per la gara MMRCA volta al rinnovamento della linea caccia dell&#8217;aeronautica indiana, gara a cui partecipano, fra gli altri, Eurofighter Typhoon, Gripen, F-16, F-18 e Mig-35.</p>
<p>I principali vantaggi del radar AESA sono forniti dai migliaia di moduli trasmettitori e riceventi installati sul piatto grazie ai quali è possibile spazzare l’area di interesse istantaneamente senza movimentazione meccanica dell’antenna radar ma utilizzando la scansione elettronica per il controllo del fascio prodotto; fra questi la capacità di rilevare e ingaggiare bersagli multipli aerei e terrestri (fino a 40) a maggiore distanza, capacità base di guerra elettronica e resistenza alle contromisure elettroniche nemiche, possibilità di acquisire immagini in modalità SAR (synthetic aperture radar) per sorveglianza e intelligence, compatibilità con l&#8217;ultima generazione di missili a lungo raggio, maggiore affidabilità e costi ridotti di manutenzione (nessun intervento è necessario nei primi 10 anni).</p>
<p>Il radar che equipaggerà i 60 Rafale della quarta tranche ordinati nel 2009 è frutto del programma di sviluppo iniziato negli anni &#8217;90 e concluso nel 2004, anno in cui è iniziata la seconda fase del programma con le iniziative di ricerca e sviluppo connesse alla costruzione del primo prototipo ordinato dalla DGA, completato nel 2006. Da allora prese inizio la campagna di collaudo e verifica generale del software a bordo del Rafale, conclusasi nel primo trimestre del 2010, che ha condotto all&#8217;ultimo stadio di sviluppo validato nelle recenti prove in volo di fine 2010. Finora sono stati consegnati a Dassault 2 radar RBE2 per la campagna di test e l&#8217;inizio della produzione a pieno ritmo è attesa a breve.</p>
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		<title>Consegnato all&#8217;Aeronautica indiana il primo Tejas</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 11:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Hindustan Aeronautics Ltd]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo Light Combat Aircraft (LCA) Tejas (fuoco) è stato ufficialmente consegnato all&#8217;Aeronautica indiana dopo aver raggiunto la tanto attesa capacità operativa iniziale. L&#8217;aereo è infatti il risultato di un programma iniziato nel lontano 1983 dall&#8217;agenzia di ricerca DRDO, e gestito dall&#8217;Aeronautical Development Agency (ADA), volto allo sviluppo di un caccia leggero indigeno che potesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/01/lca_tejas.jpg" alt="" title="LCA Tejas" width="450" height="234" class="alignnone size-full wp-image-3610" /><br />
Il primo Light Combat Aircraft (LCA) Tejas (fuoco) è stato ufficialmente consegnato all&#8217;Aeronautica indiana dopo aver raggiunto la tanto attesa capacità operativa iniziale. L&#8217;aereo è infatti il risultato di un programma iniziato nel lontano 1983 dall&#8217;agenzia di ricerca DRDO, e gestito dall&#8217;Aeronautical Development Agency (ADA), volto allo sviluppo di un caccia leggero indigeno che potesse far fare un salto qualitativo all&#8217;inesperta industria aeronautica locale, finora occupata a modificare aerei di produzione russa o occidentale. L&#8217;introduzione in linea dell&#8217;aereo, che sostituirà la flotta di Mig 21, consentirà le ultime prove di collaudo dei sistemi in vista dell&#8217;ottenimento della Final Operational Clearance (FOC) entro la fine del 2012. Il velivolo sarà inizialmente dislocato presso la base aerea di Bengalore, per poi andare a far parte del primo squadrone presso la base di Sulur, nel sud dell&#8217;India.</p>
<p>La Bhāratīya Vāyu Senā ha ordinato 40 LCA nel marzo 2005 per un costo equivalente complessivo di circa 12 miliardi di euro, escludendo i costi di sviluppo. La Marina ha invece ordinato una tranche iniziale di 6 aerei per un costo di 154 milioni di euro, con destinazione le portaerei INS Vikramaditya (nel 2013) e le future classe Vikrant. Benchè sia proposto al pubblico come aereo completamente prodotto in India, i primi 40 LCA sono propulsi da motori General Electric GE-F404 e incorporano sistemi avionici israeliani ed occidentali. Si stima che questi sistemi saranno sostituiti da analoghi componenti indiani nell&#8217;arco di cinque-dieci anni, lavoro che sarà coordinato dalla Hindustan Aeronautics Limited (HAL), prime contractor del programma LCA.</p>
<p>14 piloti collaudatori hanno testato il Tejas negli ultimi 10 anni, compiendo estese prove di manovrabilità e lanci di missili come il Vympel R-73 e R-77. Benchè lo studio di questo caccia sia iniziato nel 1983, solo nel 1993 è iniziata la fase di sviluppo vero e proprio e nel 2001 il primo prototipo ha iniziato la campagna di test di volo. Dopo il 2014 dovrebbe fare la comparsa una versione migliorata del velivolo con nuovo motore (in lizza General Electric ed Eurojet come fornitori), la Mark 2, che sarà prodotto sia nella versione addestratore/attacco leggero che navale, in entrambe le varianti mono e biposto. </p>
<p>Si prevede un ordine complessivo di 200 esemplari per questo aereo di quarta generazione che nei piani dovrebbe portare nuove importanti capacità alle forze indiane, almeno fino al 2035, e far concorrenza allo svedese Gripen e al coreano T-50, ma che in definitiva soddisferà solo le necessità industriali nazionali.</p>
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		<title>Varata la seconda unità rifornitrice per l&#8217;India</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 09:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stata varata presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente (Genova), la seconda unità di rifornimento e supporto logistico (“fleet tanker”) per l’India, “Shakti”, che in sanscrito significa “forza”, “energia”, “potenza”. Questa nave è gemella della “Deepak”, varata lo scorso mese di febbraio e in corso di allestimento nello stabilimento di Muggiano (La Spezia). La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/02/fincantieri_india.jpg" alt="" /><br />
E’ stata varata presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente (Genova), la seconda unità di rifornimento e supporto logistico (“fleet tanker”) per l’India, “Shakti”, che in sanscrito significa “forza”, “energia”, “potenza”.<br />
Questa nave è gemella della “Deepak”, varata lo scorso mese di febbraio e in corso di allestimento nello stabilimento di Muggiano (La Spezia). La consegna è prevista nell’autunno 2011.</p>
<p>Sono intervenuti alla cerimonia Debabrata Saha, ambasciatore dell’India in Italia, l’Amm. NN Kumar, responsabile acquisizione delle nuove costruzioni della Marina indiana e il responsabile della direzione navi militari di Fincantieri Alberto Maestrini. Madrina della cerimonia è stata la Sig.ra Homai Saha, moglie dell’Ambasciatore indiano. Secondo la tradizione indiana, il varo, segnato dalla classica rottura della bottiglia, è stato preceduto da alcuni riti beneauguranti, come la rottura delle noci di cocco e l’utilizzo di incenso per cospargere la frutta benedetta. Inoltre lo scafo della nave è stato istoriato di simboli spirituali con lo stesso pigmento naturale che viene impiegato per disegnare il famoso “terzo occhio” sulle fronti delle donne indiane.</p>
<p>La nave, lunga 175 metri, larga 25, alta 19 metri, ha un dislocamento a pieno carico di 27.500 tonnellate, un apparato propulsivo composto da due motori diesel da 10mila kW e può raggiungere una velocità massima di 20 nodi. Al pari della sua gemella, la nuova unità ha un sistema propulsivo costituito da un asse dotato di un’elica a pale orientabili, un ponte di volo per l’impiego di elicotteri medio-pesanti (fino a 10 tonnellate) e può effettuare il rifornimento di quattro unità in contemporanea, grazie ai doppi portali. E’ in grado di ospitare circa 250 persone, fra equipaggio e personale di supplemento ed è caratterizzata dalla presenza di un doppio scafo, in grado di consentire una maggiore protezione delle cisterne di carburante contro i rischi di inquinamento in caso di collisioni o danneggiamenti, in ottemperanza alle nuove norme Marpol sulla protezione ambientale dettate dall’International Maritime Organization.</p>
<p>Alla fine della cerimonia, la delegazione indiana ha lasciato il cantiere per recarsi in visita presso il Galata-Museo del Mare di Genova, dove l’ambasciatore indiano ha potuto ammirare il sottomarino “Nazario Sauro”, recentemente restaurato da Fincantieri. </p>
<p><em>(Fincantieri)</em></p>
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