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	<title>DN - DifesaNews &#187; Marina Militare Italiana</title>
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		<title>Varata la prima FREMM italiana Nave Carlo Bergamini (F590)</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 11:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso gli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso (Genova) ha avuto luogo la cerimonia del varo (simbolico, causa condizioni di vento) della prima fregata europea multi-missione (FREMM) italiana Carlo Bergamini (F590), alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/07/bergamini-2.jpg" alt="Nave Carlo Bergamini (F590)" title="Nave Carlo Bergamini (F590)"  width="450" height="289" class="alignnone size-full wp-image-4566" /><br />
Presso gli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso (Genova) ha avuto luogo la cerimonia del varo (simbolico, causa condizioni di vento) della prima fregata europea multi-missione (FREMM) italiana Carlo Bergamini (F590), alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte, e dell’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono.</p>
<p>Bono non ha potuto sottrarsi dall&#8217;evidenziare il momento critico di Fincantieri, e di tutta la cantieristica, sul punto di una difficile ristrutturazione interna dovuta al fatto che attualmente &#8220;il gruppo ha una capacità produttiva superiore a quella che la domanda può saturare&#8221;. Tuttavia il piano industriale del gruppo presentato lo scorso 23 maggio è stato ritirato il 3 giugno dopo le proteste di sindacati e forze politiche riguardo alle voci su un possibile taglio di 2.550 posti di lavoro e la chiusura di due cantieri (Castellamare di Stabia e Sestri Ponente), con il ridimensionamento del sito di Riva Trigoso per concentrare le attività a Muggiano. Rimane quindi ancora incerto il futuro industriale della società, alle prese con la crisi del comparto civile e lo stallo di quello militare.</p>
<p>La Madrina del Varo è stata la Signora Maria Bergamini Loedler, nipote dell’ammiraglio Carlo Bergamini, il Comandante in Capo delle Forze Navali da Battaglia che affondò con la Corazzata Roma l’8 settembre 1943, decorato con medaglia d’oro al valor militare alla memoria.</p>
<p>Le FREMM italiane hanno un dislocamento di circa 6.000 tonnellate, una lunghezza fuoritutto di 139 m e una velocità massima di 27 nodi grazie al sistema di propulsione ibrida CODLAG/CODLOG (combinazione di motore diesel per la propulsione elettrica, e turbina a gas). Possono accomodare fino a 145 persone e hanno un’autonomia di 11.112 km (a velocità di 15 nodi). Nave Bergamini, in configurazione GP (General Purpose), è dotata del sistema missilistico antiaereo SAAM IT (ESD) a 16 celle per missili ASTER 15 per autodifesa con radar multifunzione EMPAR di Selex Sistemi Integrati, 8 tubi di lancio per missili antinave Teseo Mk2 o antisommergibile Milas con siluro MU-90, 1 cannone Otobreda 76/62 Super Rapido con Davide e 1 cannone Oto Melara 127/64 LW Extended Range con sistema Vulcano per attacchi nell&#8217;entroterra. La nave può imbarcare 2 elicotteri NH90 oppure 1 NH90 e 1 EH-101 con sistema di movimentazione assistita.</p>
<p>Le navi del programma FREMM sostituiranno le fregate della classe Lupo e della classe Maestrale, costruite da Fincantieri negli anni settanta e ottanta. L’iniziativa vede la partecipazione in qualità di prime contractor per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Finmeccanica) e per la Francia di Armaris (DCNS &#8211; Thales). Questa cooperazione ha capitalizzato l’esperienza positiva del precedente programma italo-francese Orizzonte che ha portato alla realizzazione di due cacciatorpedinieri per la Marina italiana, l’Andrea Doria e il Caio Duilio. </p>
<p>Le Fremm nelle diverse versioni sono in grado di adempiere missioni ASW (Anti Submarine Warfare), ASUW (Anti Surface Warfare), AAW (Anti-Air Warfare) e attacco in profondità. La Marina Militare riceverà al termine delle prove in mare la prima unità Bergamini nel 2012, le altre cinque a seguire fino al 2017 in versione ASW, iniziando dalla seconda unità Carlo Margottini in fase avanzata di assemblaggio nel 2013; la costruzione delle altre quattro unità in configurazione GP resta in dubbio: la decisione dovrà essere presa entro il 2013.</p>
<p>Per quanto rigarda il fronte francese la prima unità, la Aquitaine, è già impegnata da due mesi nelle prove in mare. DCNS sta costruendo per la Marine Nationale 9 FREMM in versione ASW (Anti-Submarine Warfare), e due in configurazione FREDA (Frégates de Défense Aériennes), con consegne da attuarsi tra il 2012 e il 2022. Un’altra unità ASW è stata venduta al Marocco, e sarà varata a settembre e consegnata al cliente nel 2013.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/07/bergamini_fremm.jpg" alt="Nave Carlo Bergamini (F590)" title="Nave Carlo Bergamini (F590)" width="450" height="283" class="alignnone size-full wp-image-4540" /></p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/07/bergamini-1.jpg" alt="Nave Carlo Bergamini (F590)" title="Nave Carlo Bergamini (F590)" width="450" height="298" class="alignnone size-full wp-image-4567" /></p>
<p><iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/Guo5WZdgEM4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>La Marina Militare riceve il primo elicottero NH90</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 07:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[NH90]]></category>

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		<description><![CDATA[La Marina Militare italiana ha ricevuto il primo dei 56 NH90 ordinati durante una cerimonia celebrata al Salone Aeronautico di Le Bourget, alle porte di Parigi, in occasione del quale il Comandante delle Forze Aeree, Contrammiraglio Paolo Treu, ha rappresentato la Marina Militare. Allo stesso hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/NH90.jpg" alt="" title="NH90" width="450" height="292" class="alignnone size-full wp-image-4513" /><br />
La Marina Militare italiana ha ricevuto il primo dei 56 NH90 ordinati durante una cerimonia celebrata al Salone Aeronautico di Le Bourget, alle porte di Parigi, in occasione del quale il Comandante delle Forze Aeree, Contrammiraglio Paolo Treu, ha rappresentato la Marina Militare. Allo stesso hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, il Segretario Generale della Difesa/DNA, Generale Claudio Debertolis, oltre ai rappresentanti della NATO e di altre autorità militari e civili, nonché alti esponenti di NH Industries, il consorzio industriale incaricato della costruzione dell’elicottero e formato da AugustaWestland, Eurocopter e Fokker.</p>
<p>“L’NH90 – ha dichiarato l’Ammiraglio Treu, durante il suo intervento in occasione dell’evento – rientra nel piano di rinnovamento degli aeromobili delle Forze Aeree della Marina, mirato ad assicurare l’interoperabilità della nostra Flotta con quelle delle Marine Alleate più avanzate ed a mantenere gli elevati standard richiesti dalla NATO, per continuare a garantire un contributo credibile ed efficace a sostegno della stabilità globale e della pace nel mondo”.</p>
<p>Il nuovo elicottero dovrà inizialmente affiancare e successivamente sostituire l&#8217;AB212 ASW, per anni pilastro portante dell’Aviazione di Marina.</p>
<p>Sviluppato con lo scopo di assicurare alla flotta una maggiore versatilità strategica e flessibilità operativa, e costruito con largo uso di materiali d’avanguardia e apparati tecnologici di ultima generazione, l’NH90 rappresenta un innovativo sistema d’arma tecnologicamente molto avanzato, che permetterà alla componente aerea della Marina un’ulteriore salto di qualità.</p>
<p>L’NH90, del peso di circa 10 tonnellate, si avvale di due motori General Electric/Fiat Avio e dispone di controlli di volo fly-by-wire; può trasportare 14 soldati equipaggiati e può essere impiegato per missioni di controllo marittimo, evacuazione di feriti, supporto anfibio e SAR (Search And Rescue), oltre che per le missioni standard ASW e ASuW.</p>
<p>L’utilizzo del nuovo velivolo è possibile anche a bordo di unità navali di ridotto tonnellaggio grazie a fattori quali il peso, le dimensioni, la capacità di stazionamento e spostamento in sicurezza sul ponte di volo anche in condizioni meteo avverse (mediante gancio e binari guida), il sistema di ripiegamento automatico delle pale del rotore principale e della coda che ospita il rotore anticoppia.</p>
<p>Questo primo NH90 sarà seguito, nei prossimi anni, da altri velivoli configurati sia nella variante navale NFH (Nato Frigate Helicopter) che nella versione tattica TTH (Tactical Transport Helicopter). La Marina ha ordinato 56 NH90, in particolare 46 NFH e 10 TTH, mentre l&#8217;Esercito Italiano 60 NH90 TTH. Un totale di 111 NH90 NFH sono stati ordinati da Italia, Francia, Norvegia, Paesi Bassi e Belgio.</p>
<p>Tali elicotteri si affiancheranno ai recenti EH101, anch’essi elicotteri di ultima generazione, consentendo all’Aviazione della Marina di disporre di una flotta di assetti rotanti in grado di svolgere numerose tipologie di missione: dai tradizionali compiti a supporto delle unità della Squadra Navale, ai delicati impieghi nei teatri operativi &#8211; dall’Afghanistan alla Libia &#8211; nei quali la Marina Militare è attualmente impegnata.</p>
<p>L’elicottero appena consegnato, l&#8217;esemplare HITN04 che la Marina Italiana ha rinominato 3-04, è stato assegnato al Quinto Gruppo Elicotteri di base a Luni Sarzana e al comando del Capitano di Fregata Fabio Livraghi, presente alla cerimonia di Le Bourget, al quale L’Ammiraglio Treu ha rivolto un sincero ringraziamento per l’impegno e la professionalità mostrate dal Gruppo che a tempo di record si è attrezzato, adeguando le infrastrutture e aggiornando le competenze del personale di volo e degli specialisti, per transitare velocemente al nuovo elicottero.</p>
<p>Attualmente l&#8217;NH90 ha ordini fermi per 529 esemplari da parte di 14 paesi. AgustaWestland è responsabile della produzione della trasmissione principale, degli alberi di trasmissione di coda, del sistema idraulico, del sistema automatico di controllo di volo, della rampa e della sezione di fusoliera posteriore, dell&#8217;installazione del motore T700/6E1 e del computer di bordo. Inoltre AgustaWestland è anche responsabile per l&#8217;integrazione del sistema di missione su tutti le versioni NFH. Il complesso AgustaWestland di Venezia Tessera è la nuova linea di assemblaggio finale degli NH90 ordinati dall&#8217;Italia (116 fra Esercito e Marina), Paesi Bassi (20), Norvegia (14) e Portogallo (10) per un totale di 160 elicotteri in produzione.</p>
<p><em>(MMI)</em></p>
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		<title>Testato il SAAM/IT sulla Cavour</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 07:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[MBDA]]></category>

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		<description><![CDATA[MBDA ha effettuato due lanci di prova del missile Aster 15 a bordo di nave Cavour, al fine di validare il sistema di difesa antiaerea SAAM/IT; la campagna di collaudo è stata effettuata attraverso la collaborazione fra personale della Marina Militare Italiana e dell’’industria presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ). I due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/05/cavour.jpg" alt="Nave Cavour" title="Nave Cavour" width="450" height="165" class="alignnone size-full wp-image-4365" /><br />
MBDA ha effettuato due lanci di prova del missile Aster 15 a bordo di nave Cavour, al fine di validare il sistema di difesa antiaerea SAAM/IT; la campagna di collaudo è stata effettuata attraverso la collaborazione fra personale della Marina Militare Italiana e dell’’industria presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ).</p>
<p>I due lanci sono stati eseguiti uno in modalità automatica, cioè sotto il solo controllo del sistema stesso, l’altro in modalità integrata, sotto il controllo del sistema di combattimento. Il tiro in modalità &#8220;autonomo&#8221; aveva l’obiettivo di provare la capacità del sistema SAAM/IT nello scoprire, identificare e intercettare una minaccia diretta contro l’unità navale costituita da un missile sea-skimmer attaccante la nave stessa. Con il tiro in modalità &#8220;integrato&#8221; si voleva invece dimostrare la capacità del sistema di combattimento di riconoscere una analoga minaccia e incaricare il sistema SAAM/IT di neutralizzarla; in questo caso la distanza d’intercetto del radio bersaglio Mirach in configurazione missile è stata inferiore ai 50 centimetri. Tutte le prove di fuoco sono perfettamente riuscite ed i missili Aster hanno eseguito le operazioni di intercettazione come previsto. </p>
<p>Il secondo lancio è stato particolarmente importante poiché ha coinvolto tutto il sistema di combattimento della Cavour, qualificandone le capacità integrate di intercettare, tracciare ed abbattere un bersaglio attraverso i sensori di bordo.</p>
<p>Antoine Bouvier, CEO di MBDA, ha dichiarato: “Il successo di questi lanci dimostra ancora una volta le capacità tecniche di MBDA”; Antonio Perfetti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di MBDA Italia e Executive Group Director Sales&#038;Business Development del gruppo MBDA, ha altresì sottolineato che “il successo di questi lanci è un’ulteriore conferma che la nostra azienda può assicurare ai suoi clienti, domestici come internazionali, la possibilità di dispiegare pienamente le capacità operative del sistema SAAM/IT”.</p>
<p>Il SAAM/IT condivide gli stessi sottosistemi con la versione francese SAAM/FR, entrambi sviluppati da Eurosam (una joint venture fra MBDA e Thales), in particolare il lanciatore verticale Sylver A43 e i missili Aster 15 navali; nella variante italiana il sistema di comando e controllo AGIS è integrato con il radar multifunzione a phased array in banda G EMPAR di Selex Sistemi Integrati.</p>
<p>L’EMPAR è il sensore principale imbarcato sulla Cavour che ospita numerosi sensori di SELEX Sistemi Integrati, come il radar di superficie RASS, il radar per la sorveglianza RAN 40 L, l’IFF Phased Array, il PAR (Precision Approach Radar) e i sistemi FCS – Fire Control System. Ad essi si aggiungono altri sensori per la navigazione e sistemi utilizzati per lo scambio delle informazioni tra gli apparati di bordo: tutti sensori ed apparati gestiti attraverso il CMS fornito dalla società di Finmeccanica.</p>
<p>Il CMS, recentemente collaudato a terra con successo, è un sistema di combattimento tra i più complessi nel panorama europeo, con una elevata flessibilità di impiego operativo grazie a funzionalità come il supporto alla navigazione, la capacità di valutazione automatica della minaccia locale e di forza, la capacità di ingaggio su minacce aeree e di superficie, le funzionalità di controllo del traffico aereo e la gestione del quadro tattico, attraverso l’integrazione dei contributi forniti dai sensori di bordo e dalla componente link tattici.</p>
<p>Il gruppo MBDA offre una gamma di 45 sistemi missilistici e contromisure già in servizio operativo e più di 15 altri progetti in fase di sviluppo. MBDA è controllata con uguali regole di Corporate Governance da BAE Systems (37.5%), EADS (37.5%) e Finmeccanica (25%).</p>
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		<title>Validato il sistema JANUS-N a bordo delle Comandanti</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/validato-il-sistema-janus-n-a-bordo-delle-comandanti</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 07:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Selex Galileo]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato superato con successo il collaudo dei quattro sistemi di sorveglianza Janus Navale installati a bordo dei pattugliatori Classe Comandanti della Marina Militare, di stanza presso l’Arsenale Militare di Augusta. Le unità navali di ultima generazione così concepite sono impiegate anche per il controllo dei flussi migratori nel Canale di Sicilia. A distanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/05/janus-n.jpg" alt="janus-n" title="JANUS-N" width="200" height="301" class="alignnone size-full wp-image-4318" />E’ stato superato con successo il collaudo dei quattro sistemi di sorveglianza Janus Navale installati a bordo dei pattugliatori Classe Comandanti della Marina Militare, di stanza presso l’Arsenale Militare di Augusta. Le unità navali di ultima generazione così concepite sono impiegate anche per il controllo dei flussi migratori nel Canale di Sicilia. A distanza di soli dieci mesi dalla firma del contratto con la Marina Militare, i sistemi, sviluppati interamente nello stabilimento SELEX Galileo di Campi Bisenzio, sono operativi.</p>
<p>“Alla base di questo risultato vi è sicuramente l’intenso rapporto di collaborazione instaurato negli anni con la Marina Militare Italiana. Ci auguriamo che lo JANUS-N possa essere installato su tutti i loro pattugliatori per le attività di controllo dei flussi migratori” ha dichiarato Mauro Gori, Vicepresidente Senior delle attività Electro-Optics &#038; Naval, aggiungendo: “Il mercato navale richiede sempre di più sistemi sofisticati in grado di offrire il controllo dell’area circostante per scopi di sorveglianza e autoprotezione, sistemi per i quali SELEX Galileo vanta una forte tradizione di eccellenza”.</p>
<p>La Marina Militare ha apprezzato in particolare la velocità di installazione e le ottime prestazioni del sistema ed ha già acquisito la predisposizione per un quinto sistema a bordo di una unità di pattugliamento della classe “Costellazioni” .</p>
<p>Lo Janus Navale è un prodotto derivato dal noto Janus per applicazioni terrestri, ideato per la sorveglianza di aree sensibili, l&#8217;individuazione di veicoli e carri armati in movimento, il controllo remoto di attività umane e anti-intrusione, il rilevamento di minacce aeree. Lo Janus-N può essere impiegato per missioni di ricerca e soccorso, aiuto alla navigazione, per operazioni di controllo marittimo e anti-terrorismo. La fornitura SELEX Galileo, oltre alle teste elettro-ottiche, si compone anche di una interfaccia uomo/macchina che consente all&#8217;operatore di gestire tutte le funzionalità del Janus Navale quali la visualizzazione dello scenario, l’identificazione dei target e la registrazione delle immagini, sia di giorno che di notte, potenziando la capacità di sorveglianza dei pattugliatori e accrescendo la situational awareness complessiva. L’interfaccia consente inoltre di trasmettere le immagini, via satellite, ad una postazione remota.</p>
<p><em>(Selex Galileo)</em></p>
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		<title>SELEX Galileo firma un protocollo di intesa con il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare Italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 08:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[SELEX Galileo ed il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Marina Militare Italiana (CSSN) hanno firmato un importante protocollo di intesa per lo sviluppo congiunto di tecnologie innovative. Il Protocollo di Intesa tra il CSSN, che opererà tramite l’Istituto per le Telecomunicazioni e l’Elettronica “Giancarlo Vallauri” di Livorno (CSSN – ITE), e SELEX Galileo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/logo_selexgalileo.gif" alt="" title="" width="225" height="68" class="alignnone size-full wp-image-709" />SELEX Galileo ed il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Marina Militare Italiana (CSSN) hanno firmato un importante protocollo di intesa per lo sviluppo congiunto di tecnologie innovative.<br />
Il Protocollo di Intesa tra il CSSN, che opererà tramite l’Istituto per le Telecomunicazioni e l’Elettronica “Giancarlo Vallauri” di Livorno (CSSN – ITE), e SELEX Galileo prevede la collaborazione in attività sperimentali secondo le direttive dello Stato Maggiore della Marina nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica.</p>
<p>Nell’ambito del Protocollo rientra anche l’individuazione di possibili sinergie per la realizzazione di progetti in grado di aumentare l’affidabilità e la qualità dei prodotti e delle prestazioni fornite dagli stessi, anche con l’impiego di bersagli e sistemi di simulazione. Inoltre, grazie a questo protocollo, SELEX Galileo porterà avanti le prove atte alla validazione delle “prestazioni attese” dei sistemi di simulazione di equipaggiamenti elettro-ottici.</p>
<p>L’accordo pone infine le basi per l’individuazione e la definizione congiunta di attività di studio e sperimentazione in previsione di una futura collaborazione, anche attraverso lo scambio/permuta di beni e servizi.</p>
<p>Il CSSN &#8211; ITE opera con le proprie strutture nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica in attività di supporto tecnico-operativo e tecnico-logistico, di sperimentazione, di valutazione di studi e progetti di nuove apparecchiature, anche in collaborazione con altri enti della Difesa.<br />
<em><br />
(Selex Galileo)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iniziata attività operativa degli AW101 della Marina in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 10:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[La Marina Militare ritorna operativa in Afghanistan dopo la partenza del Task Group Pantera avvenutà più di un anno fa. L’Air Task Group (ATG) &#8220;Shark&#8221;, al comando del Capitano di Fregata Armando Simi, con i tre elicotteri AW101 del Primo Gruppo Elicotteri di Luni (La Spezia), giunti a destinazione per mezzo dei velivoli da trasporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/EH_101_afghanistan.jpg" alt="" title="L'arrivo a bordo di un C-17 USAF" /><br />
La Marina Militare ritorna operativa in Afghanistan dopo la partenza del Task Group Pantera avvenutà più di un anno fa. L’Air Task Group (ATG) &#8220;Shark&#8221;, al comando del Capitano di Fregata Armando Simi, con i tre elicotteri AW101 del Primo Gruppo Elicotteri di Luni (La Spezia), giunti a destinazione per mezzo dei velivoli da trasporto C-17 della U.S. Air Force, è stato inserito nel dispositivo NATO presente presso la Base italiana di Camp Arena (Herat) per garantire il necessario supporto alle forze del contingente ISAF (International Security and Assistance Force). </p>
<p>Gli elicotteri di Marina opportunamente configurati con sistemi di auto protezione e capacità di visione notturna svolgeranno compiti di sorveglianza, pattugliamento, supporto alla movimentazione di convogli e personale sensibile, deterrenza ed evacuazione medica prevalentemente ad Herat, o in basi avanzate, nel settore occidentale del Paese dove opera il Comando Italiano.</p>
<p>Il Task Group Shark, comprende un totale di 67 militari tra equipaggi di volo, squadra tecnica di specialisti per la manutenzione degli elicotteri, nucleo operativo, nucleo amministrativo e logistico, nucleo medico, composto da un dottore e due paramedici, e fucilieri del Reggimento San Marco con compiti di Force Protection.</p>
<p>L’invio degli elicotteri AW101 risponde all’esigenza di dotare il Contingente italiano in Afghanistan di maggiore mobilità e sicurezza, allo scopo di ridurre i trasporti via terra. E’ la prima presenza in questo teatro per l&#8217;elicottero di AgustaWestland, le cui prestazioni e capacità di trasporto faciliteranno di molto la missione italiana nell&#8217;area. Gli elicotteri e la maggior parte del personale provengono dal 1° Gruppo elicotteri della Base Aerea di Luni Sarzana (La Spezia).</p>
<p>In generale per quanto riguarda la missione italiana in Afghanistan, entro la fine dell’anno il contingente verrà aumentato di altre 400 unità, di cui la metà costituito da addestratori provenienti da Esercito e Carabinieri, per facilitare la transizione di comando e controllo del territorio all&#8217;ANA (Afghan National Army), formando in modo adeguato le forze di polizia e il personale militare afghano. Il contingente crescerà così da 3.800 a 4.200 uomini. Questa misura sarà propedeutica al graduale ritiro delle forze italiane nella regione, che dovrebbe partire, secondo quanto espresso dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, dalla fine del 2011. Parallelamente, vista la magra situazione finanziaria della Difesa italiana, e allineandosi al piano di ristrutturazione delle forze NATO in Kosovo, noto come Gate 2, l&#8217;Italia ridurrà di quasi 3/4 la presenza militare nella Kfor (Kosovo Force), passando da 1.125 a 300 uomini. </p>
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		<title>Emerald Move 2010: La Forza da Sbarco della Marina si addestra in Senegal</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 11:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente e Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in partenza dal porto di Brindisi le due Navi d’Assalto Anfibio San Marco e San Giorgio e i relativi mezzi da sbarco per partecipare all&#8217;esercitazione Emerald Move 2010 (ERMO 2010) che si svolgerà il prossimo novembre in Senegal. La ERMO 2010 è la prima esercitazione ad essere condotta dalle Nazioni che aderiscono alla European [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/assalto_anfibio.jpg" alt="" width="450" height="342" class="alignnone size-full wp-image-3290" /><br />
Sono in partenza dal porto di Brindisi le due Navi d’Assalto Anfibio San Marco e San Giorgio e i relativi mezzi da sbarco per partecipare all&#8217;esercitazione Emerald Move 2010 (ERMO 2010) che si svolgerà il prossimo novembre in Senegal.</p>
<p>La ERMO 2010 è la prima esercitazione ad essere condotta dalle Nazioni che aderiscono alla European Amphibious Initiative (EAI). Nello specifico parteciperanno le forze anfibie e navali di Francia, Gran Bretagna, Italia, Olanda e Spagna, alle quali si aggiungerà una rappresentanza delle Forze Armate del Senegal, nazione ospitante.</p>
<p>Nell’ambito della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare sulle navi San Marco e San Giorgio sono imbarcati 2 elicotteri SH3D e 2 elicotteri AB 212 ma anche personale e mezzi dell’Esercito: oltre al Battaglione di manovra composto da personale appartenente sia al Reggimento San Marco che al Reggimento Lagunari “Serenissima” partecipa anche personale del Genio Guastatori e Contraerei, una unità di “Combat Service Support” e personale inserito nello Staff del Commander Landing Force (CLF).<br />
<em><br />
(Marina Militare)</em></p>
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		<title>Arrivati in Afghanistan i tre elicotteri AW101</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 07:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[AgustaWestland]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[I 3 elicotteri AW101 della Marina che opereranno in Afghanistan con l’operazione NATO ISAF (International Security and Assistance Force) sono giunti a destinazione, trasferiti con un velivolo da trasporto C-17 della U.S. Air Force. Gli elicotteri di Marina opportunamente configurati con sistemi di auto protezione e capacità di visione notturna svolgeranno compiti di sorveglianza, pattugliamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/EH_101_afghanistan.jpg" alt="" title="" width="450" height="342" class="alignnone size-full wp-image-3232" /><br />
I 3 elicotteri AW101 della Marina che opereranno in Afghanistan con l’operazione NATO ISAF (International Security and Assistance Force) sono giunti a destinazione, trasferiti con un velivolo da trasporto C-17 della U.S. Air Force.</p>
<p>Gli elicotteri di Marina opportunamente configurati con sistemi di auto protezione e capacità di visione notturna svolgeranno compiti di sorveglianza, pattugliamento, supporto alla movimentazione di convogli e personale sensibile, deterrenza ed evacuazione medica prevalentemente ad Herat, nel settore occidentale del Paese dove opera il Comando Italiano.</p>
<p>Il Task Group, denominato Shark, comprende un totale di 67 militari tra equipaggi di volo, squadra tecnica di specialisti per la manutenzione degli elicotteri, nucleo operativo, nucleo amministrativo e logistico, nucleo medico e fucilieri del Reggimento San Marco con compiti di protezione e sicurezza.</p>
<p>L’invio degli elicotteri AW101 risponde all’esigenza di dotare il Contingente italiano in Afghanistan di maggiore mobilità e sicurezza, allo scopo di ridurre i trasporti via terra. E’ la prima missione in teatro per questo tipo di elicotteri, ma le Forze aeree della Marina Militare hanno già operato in Afghanistan. Gli elicotteri e la maggior parte del personale provengono dal 1° Gruppo elicotteri della Base Aerea di Luni Sarzana (La Spezia).</p>
<p><em>(Marina Militare)</em></p>
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		<title>Colloqui Italia-Russia sulla sicurezza marittima</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 15:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 e 21 settembre si è svolto a Mosca la riunione bilaterale di staff tra la Marina della Federazione Russa e la Marina Militare previsto dall&#8217; “Accordo per la prevenzione degli incidenti in mare”. Nel corso dell’incontro, giunto alla sua 16 edizione, le delegazioni dei due Paesi hanno discusso sugli sviluppi futuri dell’accordo, valorizzando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 e 21 settembre si è svolto a Mosca la riunione bilaterale di staff tra la Marina della Federazione Russa e la Marina Militare previsto dall&#8217; “Accordo per la prevenzione degli incidenti in mare”.</p>
<p>Nel corso dell’incontro, giunto alla sua 16 edizione, le delegazioni dei due Paesi hanno discusso sugli sviluppi futuri dell’accordo, valorizzando la sua applicazione anche alla luce degli esiti della recente esercitazione bilaterale, IONIEX 2010, che ha visto impegnate nel golfo di Taranto la fregata Ladny e il rimorchiatore d’altura Shakhter della Flotta del Mar Nero e le fregate italiane Aliseo e Artigliere.</p>
<p>Nell’ambito dei lavori della riunione sono state inoltre trattate diverse ipotesi di collaborazione volte a incrementare il consolidamento della reciproca conoscenza tra le due Marine e l’interoperabilità in diversi settori di comune interesse tra le due Marine, quale la Sorveglianza e la Sicurezza Marittima.</p>
<p><em>(MMI)</em></p>
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		<title>La Marina collauda l’elicottero AW139</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 09:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[AgustaWestland]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Le navi Sirio, Orione e Bettica, appartenenti al Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT), sono le unità designate per le attività di collaudo del velivolo AW139 dell’AgustaWestland. La prima unità a prendere “confidenza” con l’elicottero, utilizzato per la prima volta in operazioni navali, è stata nave Sirio, conducendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/09/aw139_mmi.jpg" alt="" title="AW139" width="450" height="342" class="alignnone size-full wp-image-3122" /><br />
Le navi Sirio, Orione e Bettica, appartenenti al Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT), sono le unità designate per le attività di collaudo del velivolo AW139 dell’AgustaWestland.</p>
<p>La prima unità a prendere “confidenza” con l’elicottero, utilizzato per la prima volta in operazioni navali, è stata nave Sirio, conducendo operazioni di appontaggio, decollo e rizzaggio (bloccaggio del velivolo, per mezzo di cime o catene, atto a scongiurarne movimenti durante la navigazione).</p>
<p>Dopo le prove per verificare le interferenze radio radar con gli apparati dell&#8217; AW139, il team dei piloti collaudatori ha perfezionato il trasferimento su nave Orione dove continueranno i test di collaudo, i quali proseguiranno su nave Comandante Bettica. </p>
<p><em>(MMI)</em></p>
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