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	<title>DN - DifesaNews &#187; Marine Nationale</title>
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		<title>Consegnato alla Marina francese il pattugliatore L&#8217;Adroit</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 16:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[DCNS]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una cerimonia presso i cantieri di Lorient, DCNS ha ufficialmente messo a disposizione della Marine Nationale, a meno di due anni dall&#8217;inizio della costruzione, il pattugliatore d&#8217;altura L&#8217;Adroit, tipo OPV (Offshore Patrol Vessel) della famiglia Gowind. Secondo l&#8217;accordo firmato nel mese di ottobre 2010 presso il salone Euronaval fra il Ministero della Difesa francese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/10/adroit1.jpg" alt="" title="L&#039;adroit" width="450" height="310" class="alignnone size-full wp-image-4652" /><br />
Con una cerimonia presso i cantieri di Lorient, DCNS ha ufficialmente messo a disposizione della Marine Nationale, a meno di due anni dall&#8217;inizio della costruzione, il pattugliatore d&#8217;altura L&#8217;Adroit, tipo OPV (Offshore Patrol Vessel) della famiglia Gowind.</p>
<p>Secondo l&#8217;accordo firmato nel mese di ottobre 2010 presso il salone Euronaval fra il Ministero della Difesa francese e DCNS, quest&#8217;ultima, secondo il principio del reciproco vantaggio, renderà disponibile il suo pattugliatore, finanziato con fondi propri, alla Marine Nationale per tre anni con lo scopo di ottenere una certificazione operativa utilizzabile sul mercato interno ed estero. La Marina dal canto suo potrà impiegare la nuova nave in operazioni reali nelle classiche missioni di sorveglianza marittima, maturando esperienza in mare su questo nuovo tipo di unità.</p>
<p>La nave sarà sotto il comando del capitano Loïc Guyot e rimane di proprietà di DCNS.<br />
<img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/10/adroit2.jpg" alt="" title="L&#039;adroit" width="450" height="200" class="alignnone size-full wp-image-4653" /></p>
<p>Nel corso dei prossimi tre anni, la Marina francese testerà la nuova nave e i suoi sistemi ed equipaggiamenti: UAV, rampe di lancio per i gommoni delle forze speciali, il ponte panoramico con installato sopra il singolo albero per ottenere una visibilità a 360 gradi, i sistemi optronici, quelli di comunicazione, gestione e di controllo. Con due separati equipaggi della Marina francese che ruoteranno ogni quattro mesi, L&#8217;Adroit offrirà un elevato livello di disponibilità in mare, 220 giorni l&#8217;anno spendibili in missioni operative come la sorveglianza anti-pirateria, anti-terrorismo, controllo delle aree di pesca e delle piattaforme petrolifere, interdizione ai traffici di droga, protezione ambientale, assistenza umanitaria, ricerca e salvataggio in mare, sicurezza marittima.</p>
<p>La nave è il prototipo della versione entry-level della famiglia Gowind (denominata Sovereignity Enforcer), con 1.500 tonnellate di dislocamento, una lunghezza complessiva di 87 metri, velocità massima di 21 nodi e un’autonomia in acque blu di tre settimane, o 15.000 km; per operare ha bisogno di un equipaggio ridotto di 30 persone con possibilità di ospitarne a bordo altre 30.</p>
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		<title>Primo lancio sottomarino dello Scalp Naval</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 09:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>
		<category><![CDATA[Storm Shadow/Scalp/Scalp Naval]]></category>

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		<description><![CDATA[Sotto la direzione della Direction Générale de l’Armement francese è avvenuto il primo lancio sottomarino del missile da crociera SCALP Naval, partito da una piattaforma di prova sommersa presso l&#8217;isola Île du Levant, al largo della Costa Azzurra. Gli obiettivi di validazione delle fasi di partenza, uscita dall&#8217;acqua, separazione del contenitore protettivo e passaggio al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/tir-du-missile-de-croisiere-naval-mdcn.jpg" alt="missile-de-croisiere-naval-mdcn" title="MdCN" width="450" height="301" class="alignnone size-full wp-image-4460" /><br />
Sotto la direzione della Direction Générale de l’Armement francese è avvenuto il primo lancio sottomarino del missile da crociera SCALP Naval, partito da una piattaforma di prova sommersa presso l&#8217;isola Île du Levant, al largo della Costa Azzurra. Gli obiettivi di validazione delle fasi di partenza, uscita dall&#8217;acqua, separazione del contenitore protettivo e passaggio al volo di crociera sono stati raggiunti.</p>
<p>Il 28 maggio 2010, MBDA ha eseguito con successo il primo lancio di prova del missile da un lanciatore verticale Sylver A70, mentre a settembre sono avvenute le prove generali di accensione del missile in ambiente sottomarino, realizzate in Norvegia.</p>
<p>Lo SCALP Naval è sviluppato in due configurazioni per soddisfare le esigenze della Marina francese espresse nel programma Missile de Croisière Naval (MdCN). La prima configurazione consentirà il lancio verticale da navi di superficie, in particolare a bordo delle FREMM francesi a partire dal 2013. La seconda configurazione è una versione a cambiamento d’ambiente destinata a dotare i prossimi sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Barracuda, cominciando dal Suffren, nel 2017.<br />
200 esemlplari del missile sono stati ordinati dalla Francia, 150 per le FREMM e 50 per i Barracuda.</p>
<p>La versione del missile per impieghi a bordo di sottomarini si differenzia dalla prima per l’aggiunta di una capsula che contiene sia il missile che il booster removibile, necessaria per effettuare la transizione dall’ambiente sottomarino a quello di superficie una volta che l’arma è stata lanciata dal tubo lanciasiluri.</p>
<p>Il missile ha un’ottima capacità di penetrare le difese nemiche: superata la fascia costiera il MdCN può volare a bassissima quota, seguendo la conformazione del terreno grazie anche alla cartografia preimpostata e alla guida inerziale/GPS coadiuvata da radaraltimetro, disponendosi con un profilo ottimizzato per ridurre la sua RCS (superficie radar equivalente), e colpendo l’obiettivo con la sua testata di 250 kg, grazie alle indicazioni fornite dal sensore IR.</p>
<p>Il missile è il naturale complemento della versione aviolanciabile SCALP-EG (Storm Shadow).</p>
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		<title>Primo attacco in Libia per gli elicotteri Apache e Tiger</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/primo-attacco-in-libia-per-gli-elicotteri-apache-e-tiger</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 16:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Armée de Terre]]></category>
		<category><![CDATA[British Army]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>
		<category><![CDATA[Odyssey Dawn / Unified Protector]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Navy]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel quadro della missione Unified Protector, elicotteri d&#8217;attacco Apache e Tiger rispettivamente di Regno Unito e Francia hanno compiuto le prime attività operative contro le forze libiche. In particolare gli Apache AH Mk.1 inglesi, partiti dalla nave da assalto anfibio HMS Ocean, e coordinati dal centro operativo di Poggio Renatico &#8211; sede del CAOC5 (Combined [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/apache_ocean.jpg" title="Gli elicotteri Apache sulla HMS Ocean"><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/apache_ocean.jpg" alt="Gli elicotteri Apache sulla HMS Ocean" width="450"></a><br />
Nel quadro della missione Unified Protector, elicotteri d&#8217;attacco Apache e Tiger rispettivamente di Regno Unito e Francia hanno compiuto le prime attività operative contro le forze libiche.</p>
<p>In particolare gli Apache AH Mk.1 inglesi, partiti dalla nave da assalto anfibio HMS Ocean, e coordinati dal centro operativo di Poggio Renatico &#8211; sede del CAOC5 (Combined Air Operations Centre-Five) della NATO, incaricato anche del comando delle missioni aeree in Libia &#8211; hanno condotto attacchi contro installazioni radar e checkpoint militari nei dintorni di Brega, usando missili Hellfire e il cannone da 30mm. Altri obiettivi fra i quali due bunker di munizioni sono stati colpiti dai Typhoon e Tornado GR4 della RAF nei pressi del deposito centrale di Waddan, già attaccato nei giorni precedenti; gli aerei possono utilizzare per lo scopo le Enhanced Paveway III arrivate a fine maggio alla base di Gioia del Colle. </p>
<p><iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/ji4fqHL-n0g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/sXH2Kn1wkMY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/Q1Ud9MTZyGg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Si tratta della prima missione d&#8217;attacco per gli elicotteri Apache con partenza e ritorno su un&#8217;unità navale; solo di recente personale navigante e piloti hanno intrapreso esercitazioni preparatorie a questa missione, con il 656° Squadron del 4° Reggimento dell’Aviazione dell’Esercito inglese che ha trascorso le ultime settimane svolgendo attività di formazione intensiva sulla nave, che ora ospita anche elicotteri di supporto Early Warning Sea King. La nave era impegnata nell&#8217;esercitazione Cougar 11, ma è stata riassegnata alla missione Unified Protector.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/tiger_libia.jpg" title="Tigre e Gazelle sulla Tonnere"><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/06/tiger_libia.jpg" alt="Tigre e Gazelle sulla Tonnere" title="Tigre e Gazelle sulla Tonnere" class="alignnone size-full wp-image-4396" width="450"></a></p>
<p>Congiuntamente a questa operazione, si è svolta a livello complementare la missione degli elicotteri Tigre del 5e Régiment d&#8217;Hélicoptères de Combat (5e RHC) dell&#8217;Aviation Légère de l&#8217;Armée de Terre (ALAT), i quali, scortati da elicotteri armati Gazelle, sono partiti dalla BPC (Bâtiment de projection et de commandement) Tonnere della Marine Nationale per colpire veicoli, edifici, attrezzature militari e forze appiedate sul campo. In totale una ventina di bersagli sono stati ingaggiati nelle due operazioni, con l&#8217;obiettivo di aumentare la pressione sulle forze fedeli a Gheddafi.</p>
<p><iframe width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/plFUFwbiUrQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/Ot6ER23p8Iw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/iSlH-8I6urE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Lo scorso 1 giugno gli ambasciatori dei paesi della Nato hanno deciso di prolungare di altri tre mesi l&#8217;operazione in Libia Unified Protector, che sarebbe scaduta il prossimo 27 giugno.</p>
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		<title>Varata la prima Gowind, L&#8217;Adroit</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 08:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[DCNS]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima Gowind, L&#8217;Adroit, tipo OPV (Offshore Patrol Vessel), è stata varata presso i cantieri DCNS un anno dopo l&#8217;inizio dei lavori di costruzione, avvenuto il 7 maggio 2010. Il conseguimento di questo traguardo evidenzia gli eccellenti progressi dei nuovi metodi di costruzione rapida sviluppati per il programma. La nave, finanziata con fondi propri da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/05/gowind2.gif" alt="L&#039;Adroit" title="L&#039;Adroit" width="450" height="185" class="alignnone size-full wp-image-4350" /><br />
La prima Gowind, L&#8217;Adroit, tipo OPV (Offshore Patrol Vessel), è stata varata presso i cantieri DCNS un anno dopo l&#8217;inizio dei lavori di costruzione, avvenuto il 7 maggio 2010. Il conseguimento di questo traguardo evidenzia gli eccellenti progressi dei nuovi metodi di costruzione rapida sviluppati per il programma.</p>
<p>La nave, finanziata con fondi propri da DCNS e dai suoi subcontraenti, verrà ora allestita dei sistemi primari e dell&#8217;albero principale con il radome e le apparecchiature elettroniche, in vista delle prime prove in mare previste per quest&#8217;estate.</p>
<p>L’unità è progettata per una vasta gamma di missioni quali sorveglianza anti-pirateria, anti-terrorismo, controllo delle aree di pesca, interdizione ai traffici di droga, protezione ambientale, assistenza umanitaria, ricerca e salvataggio in mare, e sicurezza marittima.</p>
<p>Le OPV Gowind offrono un&#8217;autonomia di tre settimane in ambiente oceanico, o 8.000 miglia nautiche (14.816 km), e una velocità massima di 21 nodi. L&#8217;Adroit ha una lunghezza complessiva di 87 metri e può essere operata da un equipaggio di 30 persone con possibilità di ospitarne altre 30.</p>
<p>La nave è la versione entry-level della famiglia multiruolo Gowind (denominata Sovereignity Enforcer), quella da 1.000 tonnellate di dislocamento.</p>
<p>Tutte e quattro le navi della famiglia (Sovereignity Enforcer, High Seas Master, Deterrent Warrior, Multi-Mission Combatant) presentano un ponte di comando panoramico (a 360°), sistema di gestione di combattimento SETIS, cannone Oto-Melara 76/62 SR, torrette remote per difesa ravvicinata contro attacchi asimmetrici, capacità di ospitare un elicottero della classe 9-10 tonnellate (come l’NH90), o un UAV (unmanned aerial vehicle) a decollo verticale, 2 gommoni per operazioni speciali (o due USV – unmanned surface vehicles) schierabili in mare in 5 minuti dalla zona coperta di poppa.</p>
<p>L&#8217;Adroit verrà ceduta alla Marine Nationale per tre anni con lo scopo di ottenere una certificazione operativa utilizzabile come strumento di promozione sul mercato internazionale. La Marina francese sarà così in grado di dimostrare le capacità operative della nuova nave in operazioni reali.</p>
<p><em>Video:</em><br />
<iframe width="450" height="286" src="http://www.youtube.com/embed/rAyg8Tgj2lA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Iniziate le prove in mare per la prima FREMM francese Aquitaine</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/iniziate-le-prove-in-mare-per-la-prima-fremm-francese-aquitaine</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 07:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[DCNS]]></category>
		<category><![CDATA[FREMM]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima fregata europea multi-missione (FREMM) francese, la Aquitaine, ha iniziato la campagna di prove in mare con un mese d&#8217;anticipo rispetto al programma originale. La campagna si svolge al largo della penisola della Bretagna e durerà diverse settimane. La consegna alla Marina francese è prevista per il 2012. L&#8217;equipaggio misto francese di 200 uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/aquitaine.jpg" alt="aquitaine" /><br />
La prima fregata europea multi-missione (FREMM) francese, la Aquitaine, ha iniziato la campagna di prove in mare con un mese d&#8217;anticipo rispetto al programma originale. La campagna si svolge al largo della penisola della Bretagna e durerà diverse settimane. La consegna alla Marina francese è prevista per il 2012.</p>
<p>L&#8217;equipaggio misto francese di 200 uomini composto da personale della Marina Militare (circa 60 persone), tecnici della DCNS e dei suoi fornitori partner dimostreranno la corretta tenuta in mare della nave, la manovrabilità nonché le prestazioni dei sistemi di propulsione e navigazione. Il personale verrà traghettato a bordo della nave a seconda delle necessità in modo da limitare al massimo i ritorni in porto dell&#8217;unità.</p>
<p>I primi tre giorni di prove sono noti come fase di familiarizzazione; durante questa fase verranno testati i sistemi di sicurezza e di risposta ad eventuali emergenze critiche a bordo della nave, comprese le procedure di evacuazione; allo stesso tempo si procede alla valutazione delle doti manovriere e delle procedure in fase di ormeggio.</p>
<p>La prossima fase sarà incentrata sul sistema di propulsione. Le FREMM hanno un sistema ibrido CODLOG (COmbined Diesel eLectric Or Gas) che combina una turbina a gas per raggiungere alte velocità e motori elettrici alimentati da un motore diesel per la propulsione a bassa velocità. Il sistema sarà testato in tutte le configurazioni, da quella in modalità silenziosa completamente elettrica a quella con propulsione a turbina che entrerà in azione durante la valutazione delle performance massime della nave. Le prove saranno incentrate anche sul collaudo dei sistemi di navigazione di bordo, piattaforme inerziali (per il posizionamento) e altri sistemi di base.</p>
<p>Completate queste prove preliminari, la FREMM tornerà al cantiere di Lorient per diverse settimane per ulteriori integrazioni dei sistemi. Nel mese di giugno, la nave ritornerà in mare per una seconda campagna di test incentrata su prove di fuoco e sulla valutazione del sistema di combattimento.</p>
<p>In tutto, DCNS costruirà per la Marine Nationale 9 FREMM in versione ASW (Anti-Submarine Warfare), e due in configurazione FREDA (frégates de défense aériennes), con consegne da attuarsi tra il 2012 e il 2022. Un’altra unità ASW è stata venduta al Marocco, e sarà varata a settembre e consegnata al cliente nel 2013.</p>
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		<title>Messo in acqua il drone Espadon</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/messo-in-acqua-il-drone-espadon</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 09:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>
		<category><![CDATA[Thales]]></category>
		<category><![CDATA[USV]]></category>

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		<description><![CDATA[Una dimostratore di unità di superficie senza pilota USV (Unmanned Surface Vehicle) è stato posto per la prima volta nelle acque del fiume Blavet nei pressi della cittadina di Hennebont, in Bretagna, nell&#8217;ambito di un programma di studio per un nuovo assetto destinato alla lotta anti-mine chiamato Espadon (acronimo di Evaluation de Solutions Potentielles d&#8217;Automatisation [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/12/drone-de-surface-espadon.jpg" alt="" title="L&#039;USV Espadon" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-3511" /><br />
Una dimostratore di unità di superficie senza pilota USV (Unmanned Surface Vehicle) è stato posto per la prima volta nelle acque del fiume Blavet nei pressi della cittadina di Hennebont, in Bretagna, nell&#8217;ambito di un programma di studio per un nuovo assetto destinato alla lotta anti-mine chiamato Espadon (acronimo di Evaluation de Solutions Potentielles d&#8217;Automatisation de Déminage pour les Opérations Navales, valutazione di possibili soluzioni per l&#8217;automazione dello sminamento per operazioni navali). </p>
<p>Il catamarano di 17 metri e 25 tonnellate, denominato Sterenn Du (stella nera in bretone), si configura come un drone porta-droni; a bordo troveranno infatti posto due UUV (Unmanned Underwater Vehicles) che, guidati a distanza, serviranno a individuare e neutralizzare le mine e bonificare l&#8217;area di accesso per consentire operazioni in sicurezza alle forze di sbarco anfibio. Il battello sarà anche dotato di sonar rimorchiato fornito da Thales.</p>
<p>La Direzione Generale degli Armamenti (DGA) ha notificato il contratto per l&#8217;Espadon (pesce spada), inserito nelle misure per il rilancio dell&#8217;economia francese, nel luglio del 2009, vinto dal gruppo industriale composto da DCNS, Thales Underwater Systems (TUS) ed ECA. Il cantiere locale Pech&#8217;Alu International ha realizzato il prototipo per conto di DCNS, mentre studi dettagliati sono stati condotti dalla società di consulenza HT2, di Nantes.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questo tipo di USV è quello di condurre operazioni di sminamento di vaste zone marittime e costiere senza esporre direttamente a rischio la vita degli operatori. Le prove saranno condotte in mare, al largo di Brest, nel 2011 e 2012, sotto supervisione della DGA e della Marine Nationale. </p>
<p>In particolare le prove consisteranno nel valutare le caratteristiche ambientali e determinare l&#8217;assenza o la presenza di mine, calcolando la probabilità di un passaggio sicuro per assetti di alto valore; monitorare periodicamente i settori di interesse per costruire un database di riferimento velocizzando così l&#8217;individuazione di nuovi oggetti in acqua; localizzare e classificare gli obiettivi per lo sminamento mediante il dispositivo di ricerca; trovare percorsi alternativi.</p>
<p>I risultati ottenuti con l&#8217;Espadon permetteranno al programma SLAMF (système de lutte anti-mines futur) di beneficiare dei progressi tecnologici che verranno acquisiti in termini di impiego di strumenti robotizzati per la lotta anti-mine. </p>
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		<title>Il cacciatorpediniere Forbin entra in servizio attivo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 09:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Marine Nationale ha ufficialmente accettato il cacciatorpediniere Forbin (D620), classe Orizzonte, per compiti di servizio attivo in coincidenza con il raggiungimento della sua piena capacità operativa. Inizia così il &#8220;ciclo di vita&#8221; dell&#8217;unità frutto della cooperazione franco-italiana in ambito navale. &#8220;Il prodotto consegnato alla Marina è la somma di vari programmi e operazioni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/11/orizzonte-2b.jpg" alt="" title="Le unità della famiglia Horizon/Orizzonte" width="450" height="305" class="alignnone size-full wp-image-3336" /><br />
La Marine Nationale ha ufficialmente accettato il cacciatorpediniere Forbin (D620), classe Orizzonte, per compiti di servizio attivo in coincidenza con il raggiungimento della sua piena capacità operativa. Inizia così il &#8220;ciclo di vita&#8221; dell&#8217;unità frutto della cooperazione franco-italiana in ambito navale.</p>
<p>&#8220;Il prodotto consegnato alla Marina è la somma di vari programmi e operazioni che sono state coordinate per raggiungere una nave pienamente operativa&#8221;, ha detto Lionel Morin, direttore dei programmi Horizon/FREMM alla DGA.<br />
Oltre il sistema di combattimento primario PAAMS (Principal Anti-Air Missile System), recentemente collaudato a bordo della Type 45 HMS Dauntless e verificato con successo sulle navi italiane e francesi, l&#8217;unità integra diversi altri sistemi vitali per il successo del programma. &#8220;Da la coerenza globale di questi programmi dipende l&#8217;efficacia della nave. L&#8217;ammissione al servizio attivo certifica tutte queste capacità operative e attesta che i lavori della DGA sono stati completati&#8221;, ha aggiunto Morin.</p>
<p>Per le sue caratteristiche tecnologiche, la nuova generazione di caccia Orizzonte è in grado di svolgere un ampio spettro di missioni. Come le gemelle italiane Andrea Doria e Caio Duilio, il Forbin è una nave multiruolo dotata di armamento idoneo a fronteggiare tutte le minacce aeree, di superficie e subacquee. Il suo compito principale è la difesa aerea di un gruppo navale costruito attorno a una unità maggiore come la portaerei Charles de Gaulle, o la Mistral in missioni di proiezione di forza. Questa unità può anche svolgere missioni di messa in sicurezza dell&#8217;area, di coordinamento e comando delle operazioni aeree, e partecipare in azioni di combattimento ad alta intensità in aree di crisi.</p>
<p>Da parte sua, la DGA rimarrà coinvolta in tutto il ciclo di vita della nave fino al suo smantellamento, intervenendo ad esempio nel caso di modernizzazione e aggiornamento dell&#8217;unità. La seconda nave della classe, il Chevalier Paul, ricevuta dalla Marina nel dicembre 2009, entrerà in servizio attivo a fine 2011.</p>
<p>Il programma Orizzonte rappresenta uno fra i più importanti casi in ambito europeo in materia di cooperazione navale tra due Marine, le quali sono riuscite a far convergere i loro requisiti operativi e gli interessi industriali dei due paesi nella realizzazione di 4 unità che rappresenteranno la base della componente d’altura della Marina Militare Italiana e della Marine Nationale. Il consorzio incaricato della gestione del programma è HORIZON SAS, partecipato pariteticamente da Orizzonte Sistemi Navali (Joint Venture fra Fincantieri e Finmeccanica) e DCNS.</p>
<p>Le navi hanno un dislocamento a pieno carico di 7.050 tonnellate, una lunghezza di circa 153 metri, una larghezza di 20 metri e potranno raggiungere una velocità massima di 29 nodi. Disporranno di sistemi di scoperta e d’arma di alto livello tecnologico, la cui concezione deriva da collaborazioni internazionali di particolare rilevanza, come il programma Paams per il sistema missilistico antiaereo a medio raggio e quello Slat per la difesa antisiluro. </p>
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		<title>DCNS cederà la Gowind per tre anni alla Marina francese</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 09:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;accordo firmato a Euronaval 2010 fra il ministero della difesa francese e DCNS, la società con sede a Parigi renderà disponibile il pattugliatore OPV (Offshore Patrol Vessel), finanziato con fondi propri, alla Marine Nationale per tre anni con lo scopo di ottenere una certificazione operativa utilizzabile a fini di marketing sul mercato internazionale. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/05/gowind.jpg" alt="gowind" /><br />
Secondo l&#8217;accordo firmato a Euronaval 2010 fra il ministero della difesa francese e DCNS, la società con sede a Parigi renderà disponibile il pattugliatore OPV (Offshore Patrol Vessel), finanziato con fondi propri, alla Marine Nationale per tre anni con lo scopo di ottenere una certificazione operativa utilizzabile a fini di marketing sul mercato internazionale. La Marina sarà così in grado di dimostrare le capacità operative della nuova nave in operazioni reali. Infatti una delle chiavi per aggiudicarsi contratti nel settore è offire soluzioni “provate” e a basso rischio in grado di mettere al riparo i clienti da possibili aumenti dei costi d’acquisizione.</p>
<p>L&#8217;unità, la cui costruzione avverrà presso i cantieri di Lorient, è progettata per una vasta gamma di missioni quali sorveglianza anti-pirateria, anti-terrorismo, controllo delle aree di pesca e piattaforme petrolifere, interdizione ai traffici di droga, protezione ambientale, assistenza umanitaria, ricerca e salvataggio in mare, e sicurezza marittima.</p>
<p>La nave oggetto dell&#8217;accordo è la versione entry-level della famiglia Gowind (denominata Sovereignity Enforcer), quella da 1.000 tonnellate di dislocamento. Con una lunghezza complessiva di 87 metri, questa variante di OPV Gowind ha un’autonomia in acque blu di tre settimane, o 15.000 km, e una velocità massima di 21 nodi; per operare ha bisogno di un equipaggio ridotto di 30 persone con possibilità di ospitarne altre 30.</p>
<p>Tutte e quattro le navi della famiglia (Sovereignity Enforcer, High Seas Master, Deterrent Warrior, Multi-Mission Combatant) presentano un ponte di comando panoramico (a 360°), sistema di gestione di combattimento SETIS, cannone Oto-Melara 76/62 SR, torrette remote per difesa ravvicinata contro attacchi asimmetrici, capacità di ospitare un elicottero della classe 9-10 tonnellate (come l’NH90), o un UAV (unmanned aerial vehicle) a decollo verticale, 2 gommoni per operazioni speciali (o due USV – unmanned surface vehicles) schierabili in mare in 5 minuti dalla zona coperta di poppa.</p>
<p>Le altre navi della serie possono essere equipaggiate con una gamma di sistemi d’arma a seconda dei loro profili di missione. La top di gamma (la Multi-Mission Combatant), lunga 105 metri, arriva ad una configurazione da fregata, e ha un dislocamento di 2.500 tonnellate, con velocità massima di 27 nodi; presenta a bordo una suite completa ASW (anti-submarine warfare), 16 celle verticali per missili Aster 15, o VL Mica per difesa antiaerea, o missili Exocet MM40 per attacco antinave.</p>
<p>DCNS utilizzerà il programma Gowind OPV per rivedere i propri metodi progettuali e di produzione per aumentare l&#8217;efficienza e ridurre i tempi di lavorazione. La nave sarà costruita da un team dedicato di circa 80 persone che avranno mano libera nell&#8217;applicazione di idee innovative. L&#8217;obiettivo è quello di costruire la nave in tempi record, meno di 20 mesi dal taglio della prima lamiera alla consegna al cliente nell&#8217;autunno del 2011.</p>
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		<title>Proseguono i test in vista del primo lancio dello Scalp Naval da un sottomarino</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 10:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>
		<category><![CDATA[MBDA]]></category>
		<category><![CDATA[Storm Shadow/Scalp/Scalp Naval]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/10/Scalp-Naval_2.jpg" alt="" title="il booster dello Scalp-Naval in azione" width="450" height="351" class="alignnone size-full wp-image-3299" /><br />
Nel mese di settembre 2010 MBDA, con la collaborazione della Direction Générale de l&#8217;Armement francese, ha condotto un test di accensione del booster dello SCALP Naval ad elevata profondità in un fiordo norvegese per simulare il comportamento del missile in condizioni reali, in particolare in configurazione di lancio da sottomarino. La prova subacquea, che ha visto il booster entrare in azione per diversi secondi, ha coinvolto un modello strumentale della sezione posteriore del missile, ancorato ad una struttura sommersa.</p>
<p>Le prime analisi dei risultati dei test mostrano valori nominali per il profilo di pressione del booster, e un comportamento normale del sistema di espulsione del coperchio del contenitore che proteggeva l&#8217;estremità posteriore del missile e una normale proprietà di tenuta in acqua del modello. </p>
<p>Questi test combinati preparano la via per la prima prova di fuoco dello SCALP Naval da un sottomarino prevista nel corso del 2011.</p>
<p>Il 28 maggio 2010, MBDA ha eseguito con successo il primo lancio di prova del missile da un lanciatore verticale Sylver A70. Nel corso di questo volo di prova, della durata di diverse decine di minuti, sono state testate tutte le fasi di lancio fino all&#8217;entrata del missile nella fase di volo di crociera.</p>
<p>Lo SCALP Naval è sviluppato in due configurazioni per soddisfare le esigenze della Marina francese espresse nel programma Missile de Croisière Naval (MdCN). La prima configurazione consentirà il lancio verticale da navi di superficie, in particolare a bordo delle FREMM francesi a partire dal 2013. La seconda configurazione è una versione a cambiamento d&#8217;ambiente destinata a dotare i prossimi sottomarini d&#8217;attacco a propulsione nucleare Barracuda, cominciando dal Suffren, nel 2017.</p>
<p>La versione del missile per impieghi a bordo di sottomarini di differenzia dalla  prima per l&#8217;aggiunta di una capsula che contiene sia il missile che il booster removibile, necessaria per effettuare la transizione dall&#8217;ambiente sottomarino a quello di superficie una volta che l&#8217;arma è stata lanciata dal tubo lanciasiluri.</p>
<p>Il missile ha un’ottima capacità di penetrare le difese nemiche: superata la fascia costiera il MdCN può volare a bassissima quota, seguendo la conformazione del terreno grazie anche alla cartografia preimpostata e alla guida inerziale/GPS coadiuvata da radaraltimetro, disponendosi con un profilo ottimizzato per ridurre la sua RCS (superficie radar equivalente), e colpendo l’obiettivo con la sua testata di 250 kg, grazie alle indicazioni fornite dal sensore IR.</p>
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		<title>Consegnato il secondo EC 225 alla Marina Francese</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 09:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[EADS]]></category>
		<category><![CDATA[Eurocopter]]></category>
		<category><![CDATA[Marine Nationale]]></category>

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		<description><![CDATA[La Marine Nationale ha ricevuto il secondo dei due elicotteri per sicurezza marittima (SECMAR) EC 225. Questi elicotteri, appartenenti alla famiglia Super Puma, della classe 11 tonnellate, sono stati ordinati nel dicembre 2009 ad Eurocopter (gruppo EADS) per sostituire gli elicotteri Super Frelon recentemente andati in pensione. La loro sede operativa sarà la base dell&#8217;aviazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/08/ec-225.jpg" alt="" title="EC 225" width="451" height="309" class="alignnone size-full wp-image-3040" /><br />
La Marine Nationale ha ricevuto il secondo dei due elicotteri per sicurezza marittima (SECMAR) EC 225. Questi elicotteri, appartenenti alla famiglia Super Puma, della classe 11 tonnellate, sono stati ordinati nel dicembre 2009 ad Eurocopter (gruppo EADS) per sostituire gli elicotteri Super Frelon recentemente andati in pensione. La loro sede operativa sarà la base dell&#8217;aviazione navale di Lanvéoc (nella provincia di Finistère, in Bretagna).</p>
<p>Compito principale dei velivoli sarà la ricerca e soccorso in mare, grazie alla sensoristica di bordo per quanto riguarda sia sistemi di navigazione che di scoperta; il rotore a 5 pale è dotato di sistemi antighiaccio per operare in qualsiasi condizione ambientale; la transizione dal volo orizzontale allo stazionamento a punto fisso è completamente automatica. In questo caso il pilota automatico (basato su 4 sottosistemi, 3 per il controllo del passo ciclico e collettivo del rotore principale e 1 per il rotore anticoppia) consente all&#8217;elicottero di rimanere stabile sopra l&#8217;area di intervento in condizioni meteorologiche avverse. Con serbatoi supplementari, l&#8217;EC 225 SECMAR è in grado di eseguire un salvataggio di 15 persone a 465 km dalla costa in una sola missione. </p>
<p>L&#8217;EC 225 può trasportare fino a 24 passeggeri; è dotato di verricello per il sollevamento di due persone o una barella. I due motori indipendenti TURBOMECA MAKILA 2A lo spingono fino a 325 km/h. L&#8217;equipaggio standard comprende i due piloti, un addetto al verricello, un subacqueo e un medico se necessario.</p>
<p>L&#8217;EC 225 oltre che per compiti di salvataggio in mare è usato anche come piattaforma di collegamento con installazioni petrolifere, trasporto executive e lotta anti-incendio.</p>
<p><object width="450" height="278"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0VwMSMldHKA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0VwMSMldHKA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="278"></embed></object></p>
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