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	<title>DN - DifesaNews &#187; Missioni-Su-Marte</title>
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		<title>La sonda Nasa Phoenix Mars Lander atterrata su Marte</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 08:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sonda Phoenix, costruita per la Nasa da Lockheed Martin, si è posata senza problemi sul suolo di Marte dopo un viaggio nello spazio di 680 milioni di chilometri cominciato con il lancio da Cape Canaveral nell&#8217;agosto 2007 con un vettore Delta II, dando inizio così ad una missione di tre mesi durante i quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/05/phoenixonmars.jpg" alt="" title="Sito di atterraggio visto da Phoenix Mars Lander" width="207" height="500" class="alignnone size-full wp-image-604" />La sonda Phoenix, costruita per la Nasa da Lockheed Martin, si è posata senza problemi sul suolo di Marte dopo un viaggio nello spazio di 680 milioni di chilometri cominciato con il lancio da Cape Canaveral nell&#8217;agosto 2007 con un vettore Delta II, dando inizio così ad una missione di tre mesi durante i quali utilizzerà gli strumenti di bordo per analizzare il suolo e il ghiaccio del sito nella regione polare marziana. E&#8217; la prima sonda spaziale a posarsi sulla regione artica del pianeta rosso per sondarne il permafrost. La speranza degli scienziati, per questa missione da 420 milioni di dollari, è che possa essere rilevato del ghiaccio, da cui deriverebbe la possibilità di rintracciare forme di vita.<br />
I segnali radio ricevuti alle 4:53:44 pm (ora del Pacifico) hanno confermato che il Phoenix Mars Lander è sopravvissuto alla difficile discesa finale e ha toccato il suolo con un anticipo di 15 minuti.<br />
Come previsto, Phoenix ha smesso di trasmettere un minuto dopo lo sbarco e ha concentrato la sua limitata batteria nell&#8217;aprire i pannelli solari e in altre attività critiche. La prima foto ha confermato che i pannelli si sono aperti come previsto e le aste ripiegate contenenti la macchina fotografica stereo e la stazione meteo hanno raggiunto la posizione verticale. Scopo della missione non e&#8217; tanto quello di trovare tracce di vita, bensì di rintracciare composti organici che possono essere indicatori che le condizioni per la vita ci sono o ci sono state sul pianeta. </p>
<p>La sonda, che prende il nome &#8220;Fenice&#8221; dal fatto di essere erede del Mars Surveyor Lander, programma cancellato nel 2001, sarà la prima a toccare acqua ghiacciata nell’attesa di trovare prove di vita microbica attuale o passata. Le prime immagini hanno fornito un assaggio del fondovalle pianeggiante che dovrebbe presentare un permafrost ricco d&#8217;acqua all&#8217;interno del raggio del braccio robotico della sonda.<br />
&#8220;Notiamo la mancanza di rocce che ci aspettavamo, vediamo i poligoni che abbiamo visto dallo spazio, non si vede ghiaccio sulla superficie, ma riteniamo che lo potremo vedere al di sotto&#8221;, ha detto Peter Smith della University of Arizona, Tucson, investigatore principale per la missione Phoenix.</p>
<p>Solo cinque dei 15 precedenti tentativi di scendere su Marte avevano avuto successo, in tutti i casi ad opera di sonde americane. Ad aprire la strada erano state, nel 1975-76, Viking 1 e 2, seguite da Pathfinder nel 1996 e dai sorprendenti Spirit e Opportunity, che dal 2004 continuano a setacciare il suolo marziano. Il piccolo &#8216;lander&#8217; europeo Beagle 2 ando&#8217; invece perduto nel 2003, ma il satellite che lo trasportava, Mars Express &#8211; un progetto in buona parte italiano &#8211; continua a fotografare il pianeta rosso in orbita.</p>
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		<title>Marte, indizi di ghiaccio all&#8217;equatore?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 08:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ESA]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sistema radar della sonda Mars Express dell&#8217;ESA ha scoperto nuovi dettagli in merito ad alcuni dei sedimenti più misteriosi di Marte, la Medusae Fossae Formation. Il radar ha fornito la prima misurazione diretta della profondità e delle proprietà elettriche di questi materiali, fornendo nuovi indizi sulle loro origini. La Medusae Fossae Formation (MFF) è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/11/marsis2800_h.jpg' alt='marsis2800_h.jpg' /><br />
Il sistema radar della sonda Mars Express dell&#8217;ESA ha scoperto nuovi dettagli in merito ad alcuni dei sedimenti più misteriosi di Marte, la Medusae Fossae Formation. Il radar ha fornito la prima misurazione diretta della profondità e delle proprietà elettriche di questi materiali, fornendo nuovi indizi sulle loro origini.<br />
La Medusae Fossae Formation (MFF) è un insieme di sedimenti unici sulla superficie di Marte. Si tratta di un vero e proprio enigma. Questi depositi che si trovano nei pressi dell&#8217;equatore, lungo la barriera che separa altopiani e pianure, potrebbero rappresentare alcuni dei sedimenti più recenti presenti sulla superficie del pianeta. Lo si è dedotto da un&#8217;evidente carenza di crateri d&#8217;impatto che, invece, caratterizzano i terreni più antichi.<br />
La sonda Mars Express sta raccogliendo dati da questa regione grazie al radar di bordo MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding).<br />
<span id="more-290"></span><br />
Tra marzo 2006 e aprile 2007, la sonda Mars Express ha orbitato diverse volte sulla regione, eseguendo scandagli radar a ogni passaggio.<br />
Questi scandagli radar sono stati i primi a rivelare la profondità degli strati MFF, grazie alla misurazione del tempo necessario al fascio radar per superare gli strati superiori e rimbalzare sullo strato di roccia sottostante. “Fino ad ora non sapevamo quale fosse lo spessore dei depositi dell&#8217;MFF” afferma Thomas Watters, Lead author dei risultati per il Center for Earth and Planetary Studies del National Air and Space Museum dello Smithsonian Institution (USA)<br />
I depositi della zona MFF incuriosiscono gli scienziati perché si trovano in regioni che assorbono alcune lunghezze d&#8217;onda dei radar terrestri. Il radar MARSIS, comunque, lavora su lunghezze d&#8217;onda che permettono per lo più alle onde radar di attraversare i depositi dell&#8217;MFF e di creare eco nel sottosuolo quando il segnale radar si riflette sulle pianure sottostanti.<br />
I dati del radar MARSIS rivelano le proprietà elettriche degli strati attraversati. Le proprietà rilevate suggeriscono che gli strati potrebbero essere formati da materiale poroso o polveroso e di consistenza poco densa. Tuttavia, è difficile capire in che modo sedimenti porosi trasportati dal vento possano essere arrivati a raggiungere uno spessore di vari kilometri senza che il loro stesso peso contribuisca ad addensarli.<br />
D&#8217;altra parte, sebbene le proprietà elettriche siano quelle tipiche di strati di ghiaccio d&#8217;acqua, al momento non ci sono altre evidenti prove della presenza di ghiaccio nelle regioni equatoriali di Marte. “Se c&#8217;è ghiaccio d&#8217;acqua all&#8217;equatore di Marte, deve essere sepolto almeno diversi metri sotto la superficie”, dichiara Jeffrey Plaut, uno dei responsabili di MARSIS presso il Jet Propulsion Laboratory degli USA. Questo è dovuto al fatto che la pressione del vapore acqueo su Marte è così bassa che qualsiasi strato di ghiaccio vicino alla superficie evaporerebbe rapidamente.<br />
Quindi, il mistero della Medusae Fossae Formation di Marte continua a rimanere tale. </p>
<p>Fonte: ESA</p>
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		<title>Consegnato il Phoenix Mars Lander</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2007 09:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata consegnata alla NASA a bordo di un C-17 la sonda per esplorazione marziana Phoenix, costruita da Lockheed Martin, prossima missione dell&#8217;ente spaziale americano sul pianeta rosso. Phoenix verrà lanciata a bordo di un vettore Delta II da Cape Canaveral il 3 agosto prossimo e arriverà su Marte nel maggio del 2008, atterrando a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://difesanews.files.wordpress.com/2007/05/phoenix.jpg" alt="" /><br />
E&#8217; stata consegnata alla NASA a bordo di un C-17 la sonda per esplorazione marziana Phoenix, costruita da Lockheed Martin, prossima missione dell&#8217;ente spaziale americano sul pianeta rosso.<br />
Phoenix verrà lanciata a bordo di un vettore Delta II da Cape Canaveral il 3 agosto prossimo e arriverà su Marte nel maggio del 2008, atterrando a latitudini polari per una missione di 90 giorni in cui analizzerà gli strati ghiacciati di suolo marziano alla ricerca di condizioni favorevoli alla vita.<br />
La sonda, erede del Mars Surveyor Lander, programma cancellato nel 2001, sarà la prima a toccare acqua ghiacciata nell&#8217;attesa di trovare prove di vita microbica attuale o passata.<br />
Il suo arrivo pianificato per la prossima primavera deriva dalla necessità di sfruttare appieno la stagione estiva marziana per il corretto funzionamento della sonda a regioni nordiche.<br />
Ora Phoenix verrà sottoposta a successivi test, opere di integrazione sistemi (radar di discesa e scudo termico) e prove di verifica pre-lancio che si concluderanno entro la fine di maggio, prima di passare alle prove sul Delta II e all&#8217;installazione finale sul vettore. </p>
<p>Immagini: NASA</p>
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		<title>Il programma ESA NEXT cerca idee</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 09:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All&#8217;interno del programma pluriennale di esplorazione Aurora l&#8217;Agenzia Spaziale Europea cerca proposte da parte dell&#8217;industria e della comunità scientifica per future missioni NEXT (Next Exploration Science and Technology), da realizzarsi nell&#8217;arco temporale 2015-2018, volte a sviluppare tecnologie chiave come discesa e atterraggio di precisione utili per le future missioni su Marte, di cui, come deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;interno del programma pluriennale di esplorazione Aurora l&#8217;Agenzia Spaziale Europea cerca proposte da parte dell&#8217;industria e della comunità scientifica per future missioni NEXT (Next Exploration Science and Technology), da realizzarsi nell&#8217;arco temporale 2015-2018, volte a sviluppare tecnologie chiave come discesa e atterraggio di precisione utili per le future missioni su Marte, di cui, come deciso dal consiglio dei ministri europei a Berlino nel 2005, il Mars Sample Return (MSR) rappresenta a medio termine l&#8217;obiettivo di maggiore importanza.<br />
Il programma MSR, ancora in fase di studio,  prevede la realizzazione di una sonda automatica in grado di prelevare campioni di suolo marziano e rispedirli verso la terra per mezzo di un modulo ascensionale.</p>
<p>Per chi volesse presentare la propria proposta, modulo e prospetto </p>
<p><a href="http://sci.esa.int/science-e/www/object/doc.cfm?fobjectid=40819">NEXT Proposal Submission Form</a></p>
<p><a href="http://sci.esa.int/science-e/www/object/doc.cfm?fobjectid=40820">NEXT Call for Ideas</a></p>
<p>Immagini: ESA</p>
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