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	<title>DN - DifesaNews &#187; Russia</title>
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		<title>Russia: Lancio positivo del missile Sineva</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 10:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sottomarino russo classe Delta IV K-84 Ekaterinburg (Progetto 667BDRM) comandato dal Capitano di primo grado Igor Stepanenko ha lanciato con successo un missile R-29RMU Sineva (upgrade dello RSM-54, designazione NATO SS-N-23 Skiff). Il lancio è stato effettuato dal sottomarino in immersione nel Mare di Barents, in una campagna di collaudo per verificare l&#8217;affidabilità delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/04/sineva.jpg" alt="sineva missile" title="" width="163" height="180" class="alignnone size-full wp-image-4284" />Il sottomarino russo classe Delta IV K-84 Ekaterinburg (Progetto 667BDRM) comandato dal Capitano di primo grado Igor Stepanenko ha lanciato con successo un missile R-29RMU Sineva (upgrade dello RSM-54, designazione NATO SS-N-23 Skiff). Il lancio è stato effettuato dal sottomarino in immersione nel Mare di Barents, in una campagna di collaudo per verificare l&#8217;affidabilità delle forze nucleari strategiche navali russe. La Marina ha riferito che tutte le testate hanno raggiunto gli obiettivi prefissati nel poligono di Kura, Kamchatka, nell&#8217;estremo oriente russo. </p>
<p>Il missile intercontinentale di terza generazione a combustibile liquido Sineva, sviluppato dal centro di progettazione Makeyev come evoluzione dello RSM-54, appartenente alla stessa famiglia, è entrato in servizio nel 2007. Ha un peso di 40.3 tonnellate, 14.8 metri di lunghezza, e una portata nominale di 8.300 km, basata sulle prestazioni del modello da cui deriva, ma nella nuova versione ha dimostrato nel 2008 di poter raggiungere un bersaglio a 11.547 km di distanza. A differenza dello RSM-54 trasporta dieci testate nucleari indipendenti da 100 kt (invece che quattro) ed è progettato per rimanere in servizio fino al 2030. Le prestazioni sono comparabili con quelle del missile Trident II, in servizio a bordo dei sottomarini americani e inglesi, ma con un CEP meno preciso pari a 500 m.</p>
<p>Il Sineva equipaggia i sottomarini Delta IV della Flotta del Nord, in grado di trasportare 16 missili ciascuno, sublanciabili ad una profondità di 55 m e velocità di 5 nodi.</p>
<p>Il positivo sviluppo di questo missile lo mette direttamente in competizione con il concorrente di nuova generazione Bulava, il cui travagliato percorso di accettazione potrebbe far decidere alla Marina russa di puntare direttamente sul Sineva come soluzione a basso rischio. </p>
<p>Il Bulava ha una percentuale di successo del 57% (8 lanci riusciti su 14) e dovrà raggiungere nei successivi test la soglia del 98%. Il prossimo lancio di prova avverrà a fine 2011-inizio 2012 a bordo dello Yury Dolgoruky, della nuova classe Borei, la quale tuttavia è precisamente progettata per il lancio di questo missile. Le eventuali modifiche per integrare il Sineva sulla classe Borei sono state giudicate troppo onerose, considerata la sua maggior grandezza e peso che richiederebbero una riconsiderazione degli aspetti operativi ed una riprogettazione dei sottomarini. </p>
<p>Il Bulava è sviluppata dal MITT (Moscow Institute of Thermal Technology), centro di progettazione inesperto di missili sublanciabili, specializzato nei missili basati a terra Topol (SS-25 Sickle) e Topol-M (SS-27 Sickle B); i difetti di produzione e i bassi standard qualitativi dei materiali e componenti sono alla base degli scarsi risultati del Bulava nei test.</p>
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		<title>Primo volo del secondo prototipo del PAK FA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 16:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sukhoi]]></category>
		<category><![CDATA[T-50 (PAK FA)]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo esemplare di PAK FA, il prototipo di caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Federazione Russa, ha effettuato il primo volo della durata di 44 minuti partendo dal complesso KnAAPO di Komsomolsk-na-Amur, nell’estremo oriente russo. Il pilota Sergey Bogdan ha testato stabilità e manovrabilità del velivolo, e le performance del motore, ottenendo risultati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/pak_fa2.jpg" alt="" title="T-50 PAK FA" width="450" height="154" class="alignnone size-full wp-image-3880" /><br />
Il secondo esemplare di PAK FA, il prototipo di caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Federazione Russa, ha effettuato il primo volo della durata di 44 minuti partendo dal complesso KnAAPO di Komsomolsk-na-Amur, nell’estremo oriente russo. Il pilota Sergey Bogdan ha testato stabilità e manovrabilità del velivolo, e le performance del motore, ottenendo risultati positivi.</p>
<p>Il primo esemplare ha completato lo scorso marzo la prima fase di test preliminari a terra e in volo per l&#8217;accettazione di componenti e sistemi presso il complesso di ricerca Sukhoi di Zhukovsky e dal 29 aprile ha totalizzato 36 sortite a sostegno del programma di sviluppo dell&#8217;aereo. </p>
<p>Il secondo PAK FA raggiungerà l’esemplare T-50 1 a Zhukovsky entro l&#8217;estate, dove staziona anche il T-50 KNS, la piattaforma per prove statiche completa di tutti i sistemi. </p>
<p>Il terzo e il quarto esemplare, equipaggiati di tutta l&#8217;avionica, compreso il radar AESA N050, inizieranno la campagna di test in volo a fine 2011-inizio 2012, con l’obiettivo di far entrare in produzione di serie e in servizio i primi velivoli già nella seconda metà di questo decennio.</p>
<p>Rispetto alla precedente generazione di caccia russi il PAK FA possiede caratteristiche che combinano le funzionalità di un velivolo d’attacco con uno convenzionale da superiorità aerea. Il T-50 sarà dotato di una nuova suite avionica che integrerà la funzionalità “pilota elettronico”, una sorta di intelligenza artificiale, così come un avanzato radar AESA sviluppato dall’ufficio di progettazione Tikhomirov NIIP. La nuova avionica ridurrà in modo significativo il carico di lavoro del pilota e gli permetterà di concentrarsi sul completamento della missione. I sistemi di bordo permetteranno uno scambio di dati in tempo reale non solo con i sistemi di controllo basati a terra, ma anche all’interno del gruppo di volo. L’applicazione di strutture in composito e tecnologie innovative, l’aerodinamica del velivolo, le misure applicate per diminuire la firma del motore, contribuiscono alla riduzione della RCS (radar cross section), dell’impronta ottica e infrarossi del velivolo, migliorandone l’efficacia contro bersagli aerei e a terra.</p>
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		<title>Firmato l&#8217;accordo per la vendita di due BPC Mistral alla Russia</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 10:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[STX]]></category>
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		<description><![CDATA[Francia e Russia hanno ufficialmente firmato un accordo intergovernativo di cooperazione militare il cui oggetto è la costruzione congiunta di quattro BPC (Bâtiment de projection et de commandement) classe Mistral per la Marina Russa, di cui due saranno vendute dalla Francia e le rimanenti costruite in Russia. L&#8217;accordo formale, che segue l&#8217;annuncio dato a dicembre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/05/tonnerre2.jpg" alt="bpc" />Francia e Russia hanno ufficialmente firmato un accordo intergovernativo di cooperazione militare il cui oggetto è la costruzione congiunta di quattro BPC (Bâtiment de projection et de commandement) classe Mistral per la Marina Russa, di cui due saranno vendute dalla Francia e le rimanenti costruite in Russia. L&#8217;accordo formale, che segue l&#8217;annuncio dato a dicembre, segna il primo grande acquisto di assetti militari occidentali da parte della Russia; il luogo della firma è stato presso i cantieri STX di Saint-Nazaire (dove avverrà la costruzione delle prime due unità), ed è stato siglato dal Ministro della Difesa francese Alain Juppé e Igor Setchine, Vice-Presidente della Federazione Russa, alla presenza del Presidente francese Nicolas Sarkozy.</p>
<p>Secondo l&#8217;accordo, Francia e Russia si impegnano a fornire &#8220;supporto completo alla costruzione di due BPC in Francia e due in Russia&#8221;. La loro realizzazione dovrebbe aprire &#8220;nuove prospettive di cooperazione&#8221; tra le due nazioni. Il valore della vendita delle prime due navi dovrebbe attestarsi sui 1.2 miliardi di euro, sebbene il presente accordo non fissi ancora costi e tempistiche certe, e il contratto per l&#8217;avvio della costruzione delle prime due navi debba ancora essere finalizzato. Sarkozy ha affermato che l&#8217;accordo garantirà 1.500 posti di lavoro in Francia in quattro anni.</p>
<p>Il team industriale sarà composto da STX Europe (parte del gruppo sud-coreano STX), DCNS e dalla russa OAO United Shipbuilding Corporation. I russi parteciperanno inizialmente al 20 per cento nella costruzione della prima unità mentre la quota di lavoro salirà al 40 per cento nella seconda, fino ad arrivare all&#8217;80 per cento per la terza e quarta unità, le quali verranno costruite presso i Cantieri dell&#8217;Ammiragliato di San Pietroburgo. Le consegne delle prime due navi sono previste entro il 2015 (la prima nel 2013).</p>
<p>Lunga 199 m e con un dislocamento di 21.000 t, ciascuna nave può raggiungere i 19 nodi, e ospitare un equipaggio di 160 uomini. Le capacità delle BPC di soddisfare i requisiti per l’utilizzo degli LCAC e i bisogni di flessibilità delle forze di proiezione (le navi sono abilitate al trasporto di 16 elicotteri pesanti, 2 LCAC o 4 LCM, 450 uomini o mezzi per 1/3 di un reggimento meccanizzato), unite all’avanzata strumentazione di bordo, come il sistema di gestione del campo di battaglia Senit 9, le rendono ottimali per il comando di una task force navale di proiezione.</p>
<p>Le prime due navi d&#8217;assalto anfibio, la Mistral e la Tonnere, sono state consegnate rispettivamente nel 2006 e nel 2007 alla Marine Nationale. La terza unità, la Dixmude, in fase di costruzione, entrerà in servizio nella marina francese nel 2012.</p>
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		<title>Varata la Rossita, nave per il trasporto dei rifiuti nucleari dei sottomarini russi</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 14:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso i cantieri del Muggiano, La Spezia, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e del Ministro del Commercio e dell&#8217;Industria russo Viktor Khristenko, è avvenuto il varo della Rossita (nome che simboleggia la cooperazione tra Russia e Italia), nave ideata per il trasporto del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi derivanti dallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/logo-fincantieri.gif" alt="" title="" width="250" height="72" class="alignnone size-full wp-image-749" />Presso i cantieri del Muggiano, La Spezia, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e del Ministro del Commercio e dell&#8217;Industria russo Viktor Khristenko, è avvenuto il varo della Rossita (nome che simboleggia la cooperazione tra Russia e Italia), nave ideata per il trasporto del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi derivanti dallo smantellamento dei sottomarini nucleari russi dismessi.</p>
<p>L&#8217;unità, il cui costo è di oltre 70 milioni di euro, è stata ordinata dal governo italiano nel 2008 a Fincantieri, con fondi stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico, nel quadro dei più ampi accordi del 2003 fra Italia e Federazione Russa per lo smantellamento dei sottomarini nucleari radiati dalla Marina russa e per la gestione sicura dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito. Il programma vede la partecipazione anche della Marina Militare Italiana.</p>
<p>Tali accordi, il cui valore complessivo è di 360 milioni di euro (136 dei quali già tramutati in contratti), risalgono al 2003 e hanno valenza fino al 2013; rappresentano il contributo italiano allo sforzo dei paesi del G8 per la riduzione della minaccia causata da gruppi terroristici che potrebbero far uso anche di armi nucleari e radiologiche create utilizzando il materiale depositato in siti russi non sorvegliati. Attualmente quattro unità sono state smantellate, e c&#8217;è in programma lo smantellamento di un quinto sottomarino (le sinergie italo-russe hanno permesso lo smantellamento di due sottomarini in più rispetto alla pianificazione originaria).</p>
<p>Il progetto, oltre alle attività di smantellamento dei sottomarini e alla realizzazione della nave per il trasporto dei relativi materiali, prevede altre tre linee di attività: il miglioramento della protezione fisica delle installazioni sensibili; il trattamento di residui radioattivi liquidi e solidi e lo stoccaggio temporaneo dei manufatti; infine, la realizzazione di contenitori in acciaio per il trasporto di combustibile irraggiato e di residui altamente radioattivi. </p>
<p>La nave verrà utilizzata dalla società armatrice russa Atomflot, che fa capo a Rosatom, l&#8217;ente che gestisce il complesso nucleare civile e militare russo, per trasportare il combustibile irraggiato dai diversi siti del Nord-Ovest della Russia (Penisola di Kola e Mar Bianco) al porto di Murmansk, e i rifiuti radioattivi condizionati al sito di stoccaggio interinale di Sayda Bay. </p>
<p>L’unità, che sarà consegnata nella primavera del 2011, sarà costruita sotto la sorveglianza del Registro navale russo nel rispetto dei più elevati standard internazionali previsti per il trasporto di contenitori per combustibile nucleare esaurito e di scorie radioattive. Quanto smantellato nelle basi navali e nei cantieri navigherà fino ai porti nei quali, a mezzo ferrovia, il materiale verrà trasferito ai siti di trattamento e stoccaggio. </p>
<p>La nave è stata progettata tenendo conto di criteri innovativi, come la duplicazione degli impianti all’interno delle stive di carico in modo che siano autonomi e separati dal resto dell’impiantistica, la presenza di due locali di propulsione separati tramite una paratia stagna longitudinale e l’adozione di un doppio scafo nella zona destinata al trasporto del carico. Inoltre, lo schermo di protezione delle stive e il relativo sistema di monitoraggio di tutta l’area interessata al trasporto del carico sono stati progettati nel rispetto delle più stringenti normative in materia di sicurezza nucleare. </p>
<p>Questa nave multifunzione sarà lunga 84 metri, larga 14, avrà un equipaggio di 23 persone, una capacità di carico di 640 tonnellate, una portata lorda di 1.620 tonnellate e potrà viaggiare alla velocità continuativa di 12 nodi. L&#8217;autonomia è di 3.000 miglia nautiche. I propulsori sono due motori diesel V1716T2MSD di Isotta Fraschini.</p>
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		<title>Varato l&#8217;Alexander Nevsky, secondo sottomarino della classe Borei</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 16:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marina]]></category>
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		<description><![CDATA[Accompagnato dal Ministro della Difesa Anatoly Serdyukov, dal Comandante in Capo della Marina Russa, Ammiraglio Vladimir Vysotsky e dal CEO dei cantieri Sevmash Nikolay Kalistratov, il Premier russo Vladimir Putin ha presenziato presso la storica cittadina di Severodvinsk alla cerimonia di varo del sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili balistici (SSBN) Alexander Nevsky, la seconda unità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/12/classe_borei.jpg" alt="" title="Classe Borei" width="450" height="292" class="alignnone size-full wp-image-3517" /><br />
Accompagnato dal Ministro della Difesa Anatoly Serdyukov, dal Comandante in Capo della Marina Russa, Ammiraglio Vladimir Vysotsky e dal CEO dei cantieri Sevmash Nikolay Kalistratov, il Premier russo Vladimir Putin ha presenziato presso la storica cittadina di Severodvinsk alla cerimonia di varo del sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili balistici (SSBN) Alexander Nevsky, la seconda unità della nuova classe Borei. </p>
<p>L&#8217;equipaggio, comandato dal Capitano Vassily Tankovid, ha accolto a bordo il Primo Ministro. Putin, a sua volta, si è congratulato con i marinai a partire dall&#8217;inizio delle prove di ormeggio, dopo che il sottomarino è stato posto in acqua abbandonando il bacino galleggiante. </p>
<p>&#8220;Voglio ringraziare tutti i dipendenti e i costruttori per il lavoro professionale eseguito negli ultimi anni. Il varo di questo sottomarino a propulsione nucleare di quarta generazione segna l&#8217;inizio di una nuova fase della marina russa; questa unità del progetto 955, impostata nel 2004, verrà consegnata alla marina alla fine del prossimo mese. Ricordo che entro il 2015 la quota di armamenti moderni di Esercito, Marina, e Aeronautica salirà al 30%, ed entro il 2020 al 70%. La base finanziaria sarà fornita da un programma statale di armamenti, progettato per il periodo 2011-2020.<br />
Dobbiamo infine superare l&#8217;eredità di quel periodo quando Esercito e Marina Militare erano gravemente sottofinanziati e dovevano fare affidamento sulle vecchie scorte di magazzino e su forniture discontinue. Ecco perchè stiamo assegnando enormi stanziamenti alla Difesa, una grande somma basata su calcoli approfonditi. Il Ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore hanno motivato la necessità di questo grande ammontare di risorse statali (circa 500 miliardi di euro, <em>ndr</em>). Questo denaro sarà utilizzato anche per disattivare i vecchi sistemi di armamento di Esercito e Marina, e migliorare la situazione economica del personale&#8221;.</p>
<p>L&#8217; Alexander Nevsky, il cui costo si aggira sui 23 miliardi di rubli (circa 560 milioni di euro), affiancherà nella Flotta del Pacifico lo Yury Dolgoruky, che sta terminando le prove in mare. I nuovi sottomarini della classe Borei, i primi a venir costruiti dall’implosione dell’Unione Sovietica e dalla consegna dell’ultimo sottomarino alla marina russa, il K-407 Novomoskovsk, misurano 170 metri di lunghezza per 13 di diametro, con un dislocamento in immersione di 24.000 tonnellate; sommersi, hanno una velocità di 29 nodi, autonomia di tre mesi, e dispongono di sei tubi lanciasiluri; possono trasportare 16 SLBM (missili balistici sub-lanciati) Bulava con gittata di 8.600 Km, disponibili non appena il travagliato programma di sviluppo sarà completato, missili da crociera e missili antinave RPK-2 Viyuga (“bufera”, designazione NATO SS-N-15 Starfish).</p>
<p>Una terza e quarta unità sono in costruzione, il Vladimir Monomakh e il Svyatitel Nikolai, con consegne previste rispettivamente nel 2012 e 2014.</p>
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		<title>Accordo per linea di assemblaggio finale degli elicotteri AW139 in Russia</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/accordo-per-linea-di-assemblaggio-finale-degli-elicotteri-aw139-in-russia</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
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		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[AgustaWestland]]></category>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[Russian Helicopters (controllata di JSC UIC Oboronprom, appartenente a Russian Technologies State Corporation) e AgustaWestland (una società Finmeccanica) sono liete di annunciare la realizzazione congiunta di uno stabilimento di assemblaggio finale per l&#8217;elicottero AW139 in configurazione civile. Il progetto ha preso il via con una cerimonia all&#8217;insegna dell&#8217;innovazione, durante la quale una capsula del tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/02/agustawestland_logo.gif" alt="" />Russian Helicopters (controllata di JSC UIC Oboronprom, appartenente a Russian Technologies State Corporation) e AgustaWestland (una società Finmeccanica) sono liete di annunciare la realizzazione congiunta di uno stabilimento di assemblaggio finale per l&#8217;elicottero AW139 in configurazione civile. Il progetto ha preso il via con una cerimonia all&#8217;insegna dell&#8217;innovazione, durante la quale una capsula del tempo è stata solennemente posata nella base delle fondamenta nella zona industriale di Tomilino, nei pressi di Mosca. All&#8217;evento ufficiale hanno preso parte rappresentanti e dignitari inviati dai partner.</p>
<p>L&#8217;elicottero medio biturbina AW139 ha un peso al decollo di 6.400 kg ed è in grado di trasportare fino a 15 passeggeri. Utilizzato per il trasporto aziendale, VIP e offshore, in situazioni di emergenza, per interventi di soccorso e antincendio, può essere configurato in versione militare con capacità di trasportare da 8 a 15 soldati nella sua cabina da 8 metri cubi. Le grandi porte scorrevoli permettono di caricare e scaricare rapidamente truppe e materiali.</p>
<p>La linea di assemblaggio finale è in fase di costruzione su una superficie totale di 40.000 m2. La capacità prevista supera i 20 elicotteri l&#8217;anno, con un progressivo aumento della produttività da 5 unità nel 2011 a una stabilizzazione a pieno regime nel 2015. Quando l&#8217;impianto entrerà in pieno regime, la forza lavoro totale ammonterà a più di 100 unità. Lo stabilimento, nato per soddisfare principalmente le richieste dei mercati civili russo e dei Paesi della CSI e, attraverso la rete AgustaWestland, anche del resto del mondo, verrà gestita da HeliVert, una joint venture paritetica tra Russian Helicopters e AgustaWestland.</p>
<p>Questa tappa storica è solo l&#8217;ultimo dei risultati conseguiti nell&#8217;ambito della cooperazione strategica tra UIC Oboronprom e AgustaWestland, inaugurata nell&#8217;estate del 2007 con la firma di un memorandum d&#8217;intesa &#8220;per lo sviluppo collaborativo nel campo della produzione di elicotteri&#8221;. Successivamente, nel luglio del 2008 a Farnborough è stata siglata una lettera di intenti volta a stabilire una joint venture per la creazione e la gestione di una linea di assemblaggio finale per AW139 in configurazione civile in Russia. È stata poi la volta dell&#8217;accordo di joint venture, firmato il 6 novembre 2008 in occasione del vertice intergovernativo Italia-Russia organizzato al Cremlino, che ha visto la partecipazione del presidente russo Dmitri Medvedev e del primo ministro italiano Silvio Berlusconi. Nel giugno del 2010 è stato quindi stipulato un patto parasociale che ha gettato le basi per l&#8217;avvio della realizzazione dello stabilimento di Tomilino.</p>
<p>Secondo Sergey Chemezov, direttore generale di Russian Technologies, &#8220;L&#8217;organizzazione congiunta di una linea di assemblaggio di elicotteri italo-russa rappresenta un passo avanti nello sviluppo dei rapporti commerciali con il nostro partner strategico, la società italiana Finmeccanica. Si tratta di un evento importante non solo per il settore elicotteristico, ma per l&#8217;ingegneria meccanica russa in generale. Vale la pena notare come il progetto stia prendendo forma in uno scenario finanziario ed economico proibitivo, a testimonianza del fatto che la crisi può e deve essere combattuta con sforzi condivisi e sfruttando ogni opportunità&#8221;.</p>
<p>Andrey Reus, direttore generale di Oboronprom, è dell&#8217;avviso che &#8220;L&#8217;avvio della realizzazione dello stabilimento costituisce una nuova fase nella crescente collaborazione tra le aziende produttrici di elicotteri russe e italiane, con notevoli vantaggi per entrambe le parti. Grazie a questo accordo, avremo accesso a nuove soluzioni tecniche di produzione e a standard qualitativi elevati per quanto riguarda la manutenzione degli elicotteri. Da parte nostra cercheremo di ampliare la collaborazione, puntando tra le altre cose al graduale trasferimento della produzione dei velivoli dall&#8217;Italia alla Russia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Russian Helicopters sta potenziando la propria presenza sui mercati esteri, mettendo i prodotti russi a disposizione di clienti stranieri e aprendo centri assistenza&#8221; ha dichiarato Andrei Shibitov, Chief Operating Officer di Russian Helicopters. &#8220;Da questo punto di vista siamo estremamente interessati all&#8217;esperienza dei partner esteri per quanto riguarda l&#8217;organizzazione, la gestione, la pianificazione, la certificazione dei processi produttivi e al loro know-how nell&#8217;area della gestione dell&#8217;intero ciclo di vita dei prodotti. Prevediamo di trarre il massimo beneficio dalla cooperazione con i partner italiani. Russian Helicopters consoliderà la posizione commerciale della Russia sul mercato elicotteristico internazionale&#8221;.</p>
<p>“Negli ultimi anni abbiamo creato una notevole base industriale in Russia, stabilendo importanti partnership in vari campi del settore civile con aziende locali di primo piano”. Hadichiarato Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica. “Quest’ultima tappa testimonia chiaramente la nostra determinazione a rivestire un ruolo sempre più centrale nella Regione attraverso una collaborazione industriale che comporti vantaggi per entrambe le parti, in particolare nel settore degli elicotteri civili”.</p>
<p>Giuseppe Orsi, amministratore delegato di AgustaWestland, ha aggiunto: &#8220;Siamo molto soddisfatti di essere qui con in nostri partner russi a posare (sia concretamente sia simbolicamente) le basi di quello che siamo certi sarà un luminoso futuro di cooperazione industriale incentrato sull&#8217;AW139, l&#8217;elicottero più venduto al mondo. Questo modello è stato identificato e selezionato dal settore elicotteristico russo come quello di riferimento nella sua categoria per soddisfare una serie di esigenze particolari nei mercati civili della Russia e della CSI&#8221;.</p>
<p><em>Note:</em><br />
Russian Technologies State Corporation, creata nel novembre del 2007, è stata fondata per aiutare le organizzazioni di sviluppo e le aziende produttrici russe di prodotti industriali hi-tech nelle loro attività di sviluppo, produzione ed esportazione, fornendo assistenza in mercati nazionali ed esteri e richiamando investimenti in diversi settori allo scopo di innalzare il livello dei prodotti russi, riducendone al tempo stesso costo e tempi di produzione. Di Russian Technologies fanno parte UIC Oboronprom, RusSpetsStal, VSMPO-AVISMA, AVTOVAZ e altre strutture.</p>
<p>UIC OBORONPROM, JSC è un gruppo industriale e di investimento multiprofilo fondato nel 2002. Tra le sue attività principali figurano la costruzione di elicotteri (società di gestione Russian Helicopters), di motori (società di gestione United Engine Industry Corporation), lo sviluppo di sistemi per la difesa aerea e sistemi elettronici complessi (società finanziaria Defense Systems) e la produzione di altri macchinari. Nel 2009 le società del gruppo hanno dichiarato entrate per oltre 130 miliardi di rubli.</p>
<p>Russian Helicopters, JSC è una società affiliata di UIC Oboronprom. Funge da ente di gestione delle seguenti aziende del settore elicotteristico: Mil Moscow Helicopter Plant, Kamov, Ulan-Ude Aviation Plant, Kazan Helicopters, Rostvertol, Progress Arsenyev Aviation Company, Kumertau Aviation Production Enterprise, Vpered Moscow Machine-Building Plant, Stupino Machine Production Plant, Reductor-PM , Helicopter Service Company (VSK), Novosibirsk Aircraft Repairing Plant e Ural Works of Civil Aviation.</p>
<p><em>(Finmeccanica)</em></p>
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		<title>Il PAK FA arriva a Zhukovsky per test dei sistemi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 10:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il PAK FA, il prototipo di caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Russia, è giunto al complesso dell&#8217;Istituto di Ricerca Gromov di Zhukovsky, vicino Mosca, a bordo dell&#8217;aereo da trasporto AN-124 &#8220;Ruslan&#8221; partito da Komsomolsk-na-Amur, nell&#8217;estremo oriente russo. Dopo i sei voli di collaudo, compreso quello inaugurale compiuto lo scorso 29 gennaio, il PAK [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/04/pak-fa_nuovo.jpg" alt="" title="PAK FA" width="450" height="164" class="alignnone size-full wp-image-2524" /><br />
Il PAK FA, il prototipo di caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Russia, è giunto al complesso dell&#8217;Istituto di Ricerca Gromov di Zhukovsky, vicino Mosca, a bordo dell&#8217;aereo da trasporto AN-124 &#8220;Ruslan&#8221; partito da Komsomolsk-na-Amur, nell&#8217;estremo oriente russo. Dopo i sei voli di collaudo, compreso quello inaugurale compiuto lo scorso 29 gennaio, il PAK FA inizierà ora, subito dopo l&#8217;assemblaggio, una nuova fase di test sui sistemi ed equipaggiamenti. Nel nuovo sito di collaudo oltre all&#8217;esemplare T-50 1 è giunto anche il T-50 KNS, la piattaforma per prove statiche completa di tutti i sistemi. I primi test verranno eseguiti verso la fine di aprile e l&#8217;inizio di maggio.</p>
<p>Nel corso della prima fase di prove di volo, del PAK FA sono state valutate stabilità e controllabilità, al variare di quota e velocità, manovrabilità ad alti angoli d&#8217;attacco, così come il comportamento dei sistemi primari e del nuovo motore sviluppato ad hoc, a cui seguirà una nuova versione in sviluppo nei prossimi anni. Il secondo prototipo dovrebbe iniziare la campagna di test entro la fine dell&#8217;anno. Il terzo e il quarto, equipaggiati di tutti i sistemi avionici, seguiranno a partire dal 2011, con l&#8217;obiettivo di far entrare in servizio il velivolo già nel 2015.</p>
<p>Rispetto alla precedente generazione di caccia russi il PAK FA possiede caratteristiche che combinano le funzionalità di un velivolo d’attacco con uno convenzionale da superiorità aerea. Il T-50 sarà dotato di una nuova suite avionica che integrerà la funzionalità “pilota elettronico”, una sorta di intelligenza artificiale, così come un avanzato radar AESA sviluppato dall’ufficio di progettazione Tikhomorov NIIP. Questo ridurrà in modo significativo il carico di lavoro del pilota e gli permetterà di concentrarsi sul completamento della missione. I sistemi di bordo permetteranno uno scambio di dati in tempo reale non solo con i sistemi di controllo basati a terra, ma anche all’interno del gruppo di volo. L’applicazione di strutture in composito e tecnologie innovative, l’aerodinamica del velivolo, le misure applicate per diminuire la firma del motore, contribuiscono alla riduzione della RCS (radar cross section), dell’impronta ottica e infrarossi del velivolo, migliorandone l’efficacia contro bersagli aerei e a terra.</p>
<p>Il PAK FA porterà ad un avanzamento dell’aeronautica e dell&#8217;elettronica russa e delle industrie ad esse collegate e, dopo anni di stallo, contribuirà a rimettere in moto le commesse militari, recentemente oggetto di una rivisitazione completa effettuata al fine di diminuire i programmi in essere per concentrarsi solo sulle priorità. Il Primo Ministro Vladimir Putin intende rimettere in careggiata le forze armate russe con un rinnovamento completo di macchine e sistemi da completarsi entro il 2025. Putin al riguardo ha dichiarato anche la necessità di dotarsi di un nuovo bombardiere strategico, il PAK DA, per sostituire la flotta di Tu-95 e Tu-160, ed ha esortato l&#8217;industria a puntare sull&#8217;efficienza, con l&#8217;aiuto del supporto governativo di 93 miliardi di rubli (2.37 miliardi di euro) stanziato come misura anticrisi.</p>
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		<title>Primo volo del Sukhoi T-50 (PAK FA)</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il T-50 PAK FA, il primo prototipo di caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Russia, destinato a competere con gli americani F-22 ed F-35, ha compiuto il primo volo presso l&#8217;aeroporto estremo orientale di Dzemgi presso Komsomolsk-on-Amur, di proprietà della KnAAPO (Komsomolsk-on-Amur Aviation Production Association), controllata da Sukhoi. Il volo, della durata di 47 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/T-50.jpg" alt="" title="T-50" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-2106" /><br />
Il T-50 PAK FA, il primo prototipo di caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Russia, destinato a competere con gli americani F-22 ed F-35, ha compiuto il primo volo presso l&#8217;aeroporto estremo orientale di Dzemgi presso Komsomolsk-on-Amur, di proprietà della KnAAPO (Komsomolsk-on-Amur Aviation Production Association), controllata da Sukhoi. Il volo, della durata di 47 minuti, ha visto in prima fila il pilota collaudatore Sergey Bogdan, che ha commentato: &#8220;Nel corso del volo abbiamo condotto una prima valutazione della controllabilità, delle prestazioni dei motori e dei sistemi principali, l&#8217;aereo ha retratto ed estratto il carrello di atterraggio. Il velivolo si è comportato ottimamente in tutti i punti di prova in programma per oggi. È facile e comodo da pilotare&#8221;. </p>
<p>Rispetto alla precedente generazione di caccia russi il PAK FA possiede un certo numero di caratteristiche uniche che combinano le funzionalità di un velivolo d&#8217;attacco con uno convenzionale da superiorità aerea. Il T-50 sarà dotato di una nuova suite avionica che integrerà la funzionalità &#8220;pilota elettronico&#8221;, una sorta di intelligenza artificiale, così come un avanzato radar AESA sviluppato dall&#8217;ufficio di progettazione Tikhomorov NIIP. Questo ridurrà in modo significativo il carico di lavoro del pilota e gli permetterà di concentrarsi sul completamento delle missioni tattiche. I sistemi di bordo permetteranno uno scambio di dati in tempo reale non solo con i sistemi di controllo basati a terra, ma anche all&#8217;interno del gruppo di volo. L&#8217;applicazione di strutture in composito e tecnologie innovative, l&#8217;aerodinamica del velivolo, le misure applicate per diminuire la firma del motore, contribuiscono alla riduzione della RCS (radar cross section), dell&#8217;impronta ottica e infrarossi. Questo migliora notevolmente l&#8217;efficacia contro bersagli aerei e di terra, in qualsiasi momento della giornata e in ogni condizione meteorologica.</p>
<p>&#8220;Oggi abbiamo avviato un intenso programma di prove. Questo è un grande successo sia della scienza russa che delle scuole di progettazione. Questo risultato poggia su una squadra composta da più di un centinaio di nostri fornitori e partner strategici. Il PAK FA porterà ad un avanzamento dell&#8217;aeronautica russa e delle industrie collegate, verso un livello tecnologico completamente nuovo. Questi apparecchi, insieme con l&#8217;aggiornamento dei caccia di quarta generazione, definirà il potenziale delle forze aeree russe per i prossimi decenni. Sukhoi prevede di sviluppare ulteriormente il programma PAK FA, che coinvolgerà i nostri partner indiani. Sono fermamente convinto che questo nostro progetto comune supererà i rivali occidentali in termini di costo-efficacia e non solo rafforzerà le difese russe e indiane, ma conquisterà anche una quota significativa del mercato mondiale&#8221;, ha detto Mikhail Pogosyan, Direttore Generale di Sukhoi. </p>
<p>Fino ad oggi il velivolo è stato mantenuto segreto al riparo da occhi indiscreti,  presentato dal personale tecnico di Sukhoi e dell&#8217;aeronautica russa solo ai collaboratori indiani, partner del programma.<br />
Il prototipo presenta elementi di continuità con il Su-35, che fungerà da gap filler in attesa dell&#8217;entrata in servizio del T-50, prevista non prima di cinque/sette anni, con tutta probabilità verso il 2020; fra essi i nuovi motori NPO Saturn sviluppati sul modello dei &#8220;117S&#8221;, dotati di ugelli indipendenti a controllo vettoriale della spinta e capaci di 14.5 tonnellate di spinta ciascuno, i quali verranno rimpiazzati sul modello finale da una loro ulteriore evoluzione capace di 17.5 tonnellate di spinta ciascuno.</p>
<p>Il PAK FA fungerà da base per lo sviluppo del caccia FGFA (Fifth-Generation Fighter Aircraft), che sostituirà i MiG-29 Fulcrum e i Su-27 Flanker nell&#8217;aeronautica russa, e da cui verrà derivata una seconda versione biposto (quella russa è single-seat) destinata all&#8217;aeronautica indiana. Nel 2007 a Mosca è stato firmato un accordo tra Russia e India che prevede una partecipazione delle due nazioni nello sviluppo congiunto dell’avionica, della cellula, del motore e dell’armamento del FGFA.<br />
Specialisti del Sukhoi Design Bureau e del centro di produzione Komsomolsk-on-Amur, che costruirà gli aerei russi, sono stati in visita in India per valutare le capacità industriali locali, mentre rappresentanti indiani del Ministero della Difesa e della Hindustan Aeronautics Limited (HAL, che eseguirà il 25% delle attività di progettazione e sviluppo) hanno discusso in Russia problematiche organizzative e operazionali. I termini del contratto verranno siglati a breve.<br />
Si prevede un ordine per ciascuna forza aerea di 250 velivoli.</p>
<p>Foto:</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/T-50_c.jpg" alt="" title="" width="450" height="182" class="alignnone size-full wp-image-2236" /></p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/T-50_2.jpg" alt="" title="T-50" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-2106" /></p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/T-50_3.jpg" alt="" title="T-50" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-2106" /></p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/T-50_b.jpg" alt="" title="" width="450" height="293" class="alignnone size-full wp-image-2235" /></p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/T-50_4.png" alt="" title="T-50 PAK FA" width="450" height="240" class="alignnone size-full wp-image-2118" /></p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/01/T-50_a.jpg" alt="" title="" width="450" height="283" class="alignnone size-full wp-image-2234" /></p>
<p>Video:</p>
<p><object width="450" height="361"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gBTPezIhUZ8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/gBTPezIhUZ8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="361"></embed></object></p>
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		<title>Su-35 esplode durante decollo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 08:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Asia e Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il terzo prototipo del nuovo caccia multiruolo Sukhoi Su-35 recentemente inserito nella campagna di prove presso l&#8217;aeroporto KnAAPO (Komsomolsk-on-Amur Aviation Production Association) di Dzemgi, ha preso fuoco durante la fase di decollo per cause non ancora chiarite ma comunque legate all&#8217;avaria di uno dei due motori NPO Saturn 117S dotati di controllo vettoriale della spinta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/su35.jpg" alt="" width="200"/>Il terzo prototipo del nuovo caccia multiruolo Sukhoi Su-35 recentemente inserito nella campagna di prove presso l&#8217;aeroporto KnAAPO (Komsomolsk-on-Amur Aviation Production Association) di Dzemgi, ha preso fuoco durante la fase di decollo per cause non ancora chiarite ma comunque legate all&#8217;avaria di uno dei due motori NPO Saturn 117S dotati di controllo vettoriale della spinta. Il pilota Yevgeny Frolov è riuscito ad eiettarsi in tempo dall&#8217;aereo in fiamme riportando ustioni e ferite, mentre il velivolo finiva la sua corsa sulla pista.</p>
<p>Sukhoi continuerà come previsto la campagna di prove con gli altri due velivoli che hanno effettuato fino ad ora senza incidenti più di 100 voli, mentre una commissione d&#8217;inchiesta indagherà sull&#8217;accaduto. Le prime ipotesi parlano di ingestione di detriti sulla pista o di malfunzionamento dei controlli che gestiscono le performance del motore.</p>
<p>Il Su-35, considerato caccia appartenente alla generazione 4++, è dotato di avionica avanzata, radar Irbis-E del tipo PPA (passive phased antenna array) a movimentazione elettro-idraulica combinata alla scansione elettronica, 12 stazioni esterne per il trasporto di armi fino ad un massimo di 8.000 Kg complessivi, ed ha una autonomia di 4.500 km con riserve di carburante supplementari.</p>
<p>La Russia prevede di commercializzare il Su-35 in Medio Oriente, Cina, India e Sud America con vendite previste di 160 velivoli. Le prime consegne all’aeronautica russa avverranno a partire dal 2010, con raggiungimento della Initial Operational Capability (IOC) nel 2011.</p>
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		<title>100° volo per il Su-35</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 12:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Sukhoi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo caccia multiruolo Su-35 ha compiuto il centesimo volo di prova completando così il collaudo dei sistemi di controllo, gestione e navigazione in tutto il suo inviluppo di volo. Sukhoi affiancherà a partire dalla seconda metà del 2009 un terzo velivolo alla campagna di test che finora ha riguardato due velivoli, con proposito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/07/su35.jpg" alt="" /><br />
Il nuovo caccia multiruolo Su-35 ha compiuto il centesimo volo di prova completando così il collaudo dei sistemi di controllo, gestione e navigazione in tutto il suo inviluppo di volo. Sukhoi affiancherà a partire dalla seconda metà del 2009 un terzo velivolo alla campagna di test che finora ha riguardato due velivoli, con proposito di arrivare complessivamente a 150-160 voli di prova. E&#8217; prevista la consegna dei primi velivoli agli utilizzatori finali, domestici e internazionali (con potenziali clienti nel Sud-Est asiatico, Africa, Medio Oriente e Sud America per un totale previsto di 160 aerei), nel 2011.<br />
L&#8217;intenzione di Sukhoi è di posizionare sul mercato il Su-35 in qualità di gap filler in attesa del primo velivolo di quinta generazione PAK-FA in previsione di arrivo nel 2015/2020.</p>
<p>L&#8217;aereo ha mostrato durante tutti i test grande manovrabilità grazie all’aerodinamica evoluta e ai due motori NPO Saturn 117S dotati di ugelli indipendenti a controllo vettoriale della spinta, che insieme forniscono un drastico miglioramento delle performance consentendo l’eliminazione di superfici come canard e aerofreni dorsali in vista di una minore signatura radar.</p>
<p>Il Su-35 è basato su piattaforma Su-27 e Su-30MK ma incorpora un&#8217;avionica più avanzata basata sul sistema IMS (information management system), che integra tutti i sottosistemi informatici in un solo pezzo. Le informazioni provenienti dai vari sensori sono visualizzate su due display multifunzione a colori da 9 x 12 pollici. I controlli di volo sono completamente digitali “fly-by-wire”. Il radar Irbis-E, sviluppato a partire dal 2004, del tipo PPA (passive phased antenna array) a movimentazione elettro-idraulica (60° in azimuth e 120° in elevazione) combinata alla scansione elettronica, può inseguire contemporaneamente 30 bersagli aerei e ingaggiarne 8, e 4 bersagli terrestri fino a 400 km di distanza.</p>
<p>Il Su-35, considerato caccia appartenente alla generazione 4++, è dotato di 12 stazioni esterne per il trasporto di armi fino ad un massimo di 8 tonnellate, cannone da 30mm, e ha una autonomia di 4.500 km con riserve di carburante supplementari.</p>
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