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	<title>DN - DifesaNews &#187; Soldato Futuro</title>
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		<title>Ordini per sistemi Soldato Futuro da Germania e Svizzera</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 10:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Bundeswehr]]></category>
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		<description><![CDATA[L’agenzia federale di acquisizioni militari tedesca BWB ha ordinato a Cassidian (EADS) la fornitura di altri 400 sistemi Soldato Futuro (Infanterist der Zukunft) in versione base (IdZ BS), per equipaggiare i soldati impegnati nella missione ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan. 217 sistemi sono già stati consegnati ed entrati in servizio a partire dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/03/Infanterist-der-Zukunft.jpg" alt="" title="Infanterist der Zukunft" width="450" height="293" class="alignnone size-full wp-image-3874" /><br />
L’agenzia federale di acquisizioni militari tedesca BWB ha ordinato a Cassidian (EADS) la fornitura di altri 400 sistemi Soldato Futuro (Infanterist der Zukunft) in versione base (IdZ BS), per equipaggiare i soldati impegnati nella missione ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan. 217 sistemi sono già stati consegnati ed entrati in servizio a partire dal 2004 nell’esercito, e in misura minore nell’aeronautica e nella marina tedesca, utilizzati sia in Afghanistan, che in Kosovo e Congo da più di 2.000 soldati.<br />
Con questo ordine il numero di componenti dei kit destinati alla Bundeswehr sale a 2.900.</p>
<p>Ciascun sistema equipaggia una squadra di 10 soldati, con una configurazione modulare identica basata su nuovi giubbotti antiproiettile con livello di protezione da I a IV, dispositivi C4I (Command, Control, Communications, Computers &#038; Intelligence) che includono un palmare NaviPad per comunicazioni dati, immagini del bersaglio, consapevolezza operativa, visori notturni e termici, radio tattica, telemetro laser, telecamera CCD e infrarosso, antenna GPS e computer portatile con mappe digitali.</p>
<p>Cassidian fornirà con lo stesso set di base Warrior21 anche l&#8217;Esercito svizzero per il programma IMESS (Integrated and Modular Engagement System for the Swiss Soldier). Armasuisse, l&#8217;agenzia per le acquisizioni militari, ha infatti firmato un contratto da 20 milioni di franchi svizzeri con la controllata di EADS per effettuare lavori di progettazione e upgrade dei sistemi già consegnati in via preliminare nel 2007 per test sul campo. Tale contratto trasformerà i prototipi in prodotti di serie e copre la consegna di altri sistemi a questo standard produttivo, compresa l&#8217;installazione dei relativi equipaggiamenti a bordo del veicoli da trasporto tattico Duro e da combattimento Piranha, in modo che possano integrarsi con i sistemi della rete IMESS.</p>
<p>In scenari di guerra asimmetrica in territorio urbano diviene sempre più importante il potenziamento dello scambio di informazioni, in modo rapido e sicuro tramite sistemi di comunicazione distribuiti alla fanteria e montati a bordo dei relativi veicoli, in modo da agevolare le decisioni sul campo e fornire un’immagine univoca della situazione a tutti gli operatori coinvolti.</p>
<p>Per quanto riguarda l’armamento previsto dalla variante tedesca IdZ, il soldato è dotato di un fucile d’assalto G36A2 connesso a sistemi di puntamento optoelettronici con le batterie alloggiate nel calcio, completo di lanciagranate da 40 mm, in grado di sparare diverse munizioni, dalle non-letali a granate a frammentazione. Armi secondarie sono la mitragliatrice leggera da 5.56 mm MG4 e il fucile di precisione anti-materiale da 12.7 mm G82 (M107), nonchè una versione migliorata del Panzerfaust 3.</p>
<p>Il sistema più evoluto IdZ-ES (Enhanced System) è in corso di sviluppo da parte di Rheinmetall. Scopo è conciliare maggiori livelli di protezione dei soldati con l’esigenza di trasportare e supportare senza impedimenti sistemi portatili inquadrabili nell’architettura NEC (Networked Enabled Capability), comune a tutte e tre le forze armate.</p>
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		<title>Francia: Primo Reggimento di Fanteria riceve il Felin</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 08:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 1° Reggimento di Fanteria (RI) di Sarrebourg dell&#8217;Esercito francese sta ricevendo in questi giorni i primi sistemi di serie Felin (fantassin a équipements et liaisons intégrés). La distribuzione all’esercito chiude nove mesi di valutazioni tecniche che hanno coinvolto sette centri della DGA, l’esercito e le squadre di Sagem DS (primo contraente), che hanno condotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/06/Felin.jpg" alt="felin" /><br />
Il 1° Reggimento di Fanteria (RI) di Sarrebourg dell&#8217;Esercito francese sta ricevendo in questi giorni i primi sistemi di serie Felin (fantassin a équipements et liaisons intégrés). La distribuzione all’esercito chiude nove mesi di valutazioni tecniche che hanno coinvolto sette centri della DGA, l’esercito e le squadre di Sagem DS (primo contraente), che hanno condotto alla verifica delle prestazioni e dell’ergonomia dell’intero equipaggiamento, il quale, parimenti ai programmi analoghi sviluppati negli altri paesi europei, permetterà un salto qualitativo del sistema soldato dotandolo delle più moderne tecnologie in fatto di protezione, consapevolezza operativa, e armamento.</p>
<p>La consegna iniziale a questo reparto è altamente simbolica poichè il reggimento trae le sue origini dalle &#8220;Bandes de Picardie&#8221;, create dal Re Luigi XI nel 15° secolo, e che, con cinque secoli e mezzo di storia, è il più antico reggimento in Europa. </p>
<p>Sagem ha consegnato tutto il materiale destinato al reggimento nel mese di agosto. Dopo controlli approfonditi, il materiale è stato inviato al primo reggimento di fanteria nella seconda metà di settembre. Ogni reggimento avrà un migliaio di sistemi Felin, quindi si è dovuta curare la parte logistica che per il loro trasporto necessiterà di 18 camion da 30 tonnellate, con a bordo 520 pallet, al cui interno trovano posto 5.600 scatole contenenti circa 65.000 componenti del sistema.</p>
<p>Le consegne al reparto termineranno per metà novembre. I soldati saranno affiancati lungo tutto il percorso da personale Sagem per compiti di supporto, controllo e per il caso in cui si dovessero risolvere problemi inaspettati sul posto; i tecnici sono inoltre incaricati di svolgere le prove per verificare il funzionamento corretto dei sistemi una volta assemblati. Sagem ha anche addestrato gli istruttori militari presso la scuola di fanteria Draguignan per assemblarli senza problemi. </p>
<p>Il processo di adattamento individuale e collettivo al sistema dovrebbe occupare circa sei mesi di tempo, con prove sul campo che diventeranno sempre più elaborate, permettendo ai soldati di comprendere le nuove funzionalità operative per un suo uso ottimale ed intuitivo. Si partirà con una integrazione a livello di squadra, poi plotone, compagnia e, infine, reggimento.</p>
<p>I sistemi consegnati sono allo standard V1. Il Felin V2, configurazione definitiva, verrà prodotto a partire dal 2015.</p>
<p>Il sistema a regime si compone di veste antiproiettile (su cui sono integrate le apparecchiature elettroniche e le batterie), protezioni NBC, sistemi optronici di puntamento e osservazione integrati nell’arma (fucile d’assalto modificato FAMAS, o fucile di precisione FR F2, o mitragliatrice leggera Minimi) che si interfacciano con la rete per lo scambio dati (voce, audio, video, immagini) RIF, visore di osservazione notte/giorno posizionato sull’elmetto, sistema di comunicazione radio protetta con GPS integrato e terminale SIT COMDE, in grado di rappresentare la situazione tattica sul terreno e trasmettere/ricevere dati provenienti da altre piattaforme (veicoli terrestri, aerei ed elicotteri, droni), binocoli con distanziometro laser e bussola, e telecamera termica.</p>
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		<title>Francia: Consegna dei primi sistemi Felin</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 11:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Direction Générale de l’Armement (DGA) ha recentemente consegnatato all&#8217;Esercito francese i primi 90 sistemi Felin (fantassin a équipements et liaisons intégrés) destinati alla scuola di fanteria di Montpellier. Il 1° Reggimento di Fanteria (RI) di Sarrebourg riceverà i primi sistemi a settembre, mentre il 13 Battaglione Cacciatori Alpini (Chambéry) a fine anno. Questa distribuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/06/Felin.jpg" alt="" title="Felin" width="450" height="262" class="alignnone size-full wp-image-2835" /><br />
La Direction Générale de l’Armement (DGA) ha recentemente consegnatato all&#8217;Esercito francese i primi 90 sistemi Felin (fantassin a équipements et liaisons intégrés) destinati alla scuola di fanteria di Montpellier. Il 1° Reggimento di Fanteria (RI) di Sarrebourg riceverà i primi sistemi a settembre, mentre il 13 Battaglione Cacciatori Alpini (Chambéry) a fine anno. Questa distribuzione all&#8217;esercito chiude nove mesi di valutazioni tecniche che hanno coinvolto sette centri della DGA, l&#8217;esercito e le squadre di Sagem DS (primo contraente), che hanno condotto alla verifica delle prestazioni e dell&#8217;ergonomia dell&#8217;intero equipaggiamento, il quale, parimenti ai programmi analoghi sviluppati negli altri paesi europei, permetterà un salto qualitativo del sistema soldato dotandolo delle più moderne tecnologie in fatto di protezione, consapevolezza operativa, e armamento. 358 sistemi Felin di pre-produzione sono stati testati sia a livello prestazionale in scenari di combattimento, che a livello di maturità complessiva, manutenzione e usabilità da parte dei soldati. Questa valutazione tecnico-operativa ha prodotto il risultato di avere un sistema V1 pronto all&#8217;uso, robusto, affidabile e apprezzato dai suoi utilizzatori finali. Il Felin V2, configurazione definitiva, verrà prodotto a partire dal 2015.</p>
<p>La definizione dei 24 sottosistemi del Felin è stata fissata e validata a fine 2009, prima della qualifica finale dell&#8217;intero sistema avvenuta il 30 Aprile 2010. Oltre ai centri di sperimentazione tecnica, il processo ha coinvolto anche il Reggimento di Marcia del Ciad, il 13° battaglione Cacciatori Alpini, l&#8217;8° Reggimento Paracadutisti di Marina, il centro di addestramento e formazione al tiro di Larzac, il centro di addestramento al combattimento in ambiente urbano di Sissonne, con esercitazioni anche in Guyana e Gibuti, sotto la direzione tecnica dell&#8217;Esercito. Queste prove sono servite anche a convalidare la capacità del sistema di integrarsi efficacemente nel campo di battaglia digitalizzato.</p>
<p>Una volta qualificati sia i sistemi di tiro, protezione, osservazione, navigazione, comunicazione, che l&#8217;usabilità e il supporto, Felin è entrato nella fase di produzione industriale, affidata a Sagem DS e a i suoi 25 sub-fornitori europei, per garantire la consegna di 22.588 sistemi individuali, al fine di equipaggiare quattro reggimenti all&#8217;anno a partire dal 2015, per una spesa complessiva di un miliardo di euro, sviluppo compreso.</p>
<p>Il sistema a regime si compone di veste antiproiettile (su cui sono integrate le apparecchiature elettroniche e le batterie), protezioni NBC, sistemi optronici di puntamento e osservazione integrati nell&#8217;arma (fucile d&#8217;assalto modificato FAMAS, o fucile di precisione FR F2, o mitragliatrice leggera Minimi) che si interfacciano con la rete per lo scambio dati (voce, audio, video, immagini) RIF, visore di osservazione notte/giorno posizionato sull&#8217;elmetto, sistema di comunicazione discreta radio con GPS integrato e terminale SIT COMDE, in grado di rappresentare la situazione tattica sul terreno e trasmettere/ricevere dati provenienti da altre piattaforme (veicoli terrestri, aerei ed elicotteri, droni), binocoli con distanziometro laser e bussola, e telecamera termica.</p>
<p>In aggiunta l&#8217;esercito sta ricevendo i primi 200 di 630 nuovi veicoli blindati 8&#215;8 da combattimento della fanteria VBCI per sostituire gli AMX 10P, armati di torretta da 25 mm e capaci di trasportare 11 soldati, aerotrasportabile via A400M. Tale veicolo, così come il VAB, fornirà supporto al soldato appiedato, sia per la ricarica delle batterie che per lo scambio di informazioni e interfacciamento con il sistema di gestione del campo di battaglia SITEL.</p>
<p><em>Dimostrazione di una squadra di soldati equipaggiati con il sistema Felin e supportati dal veicolo VBCI a Eurosatory 2010</em></p>
<p><object width="450" height="273"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kGc1OSFsj_I&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kGc1OSFsj_I&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="273"></embed></object></p>
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		<title>SELEX Sistemi Integrati si aggiudica il contratto Forza NEC</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 08:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercito]]></category>
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		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[Selex Sistemi Integrati]]></category>
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		<description><![CDATA[Finmeccanica, attraverso la controllata SELEX Sistemi Integrati, ha firmato un contratto con il Ministero Difesa, Direzione Generale Armamenti Terrestri, del valore totale di 238 milioni di euro per dotare le Forze Armate Italiane di un sistema digitalizzato denominato Forza NEC (Network Enabled Capability). Il programma Forza NEC ha lo scopo di ammodernare le Forze Armate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/06/forza_nec.jpg" alt="" title="Forza NEC" width="266" height="186" class="alignnone size-full wp-image-2775" />Finmeccanica, attraverso la controllata SELEX Sistemi Integrati, ha firmato un contratto con il Ministero Difesa, Direzione Generale Armamenti Terrestri, del valore totale di 238 milioni di euro per dotare le Forze Armate Italiane di un sistema digitalizzato denominato Forza NEC (Network Enabled Capability). Il programma Forza NEC ha lo scopo di ammodernare le Forze Armate, impiegando tecnologie che consentiranno il massimo scambio di informazioni operative, tattiche e logistiche da ogni veicolo dispiegato e da ogni singolo uomo dislocato sul terreno. Il contratto, che avrà la durata di cinque anni, è stato siglato da SELEX Sistemi Integrati in qualità di fornitore principale, di integratore del sistema e di azienda di riferimento per la definizione dell’architettura complessiva del sistema.</p>
<p>Il contratto prevede, in particolare, la realizzazione e integrazione di posti comando su shelter e veicoli, apparati di comunicazione, comando e controllo per soldati (soldato futuro), veicoli e velivoli non pilotati dotati di sensori, sistemi per l’interoperabilità completa tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate di altre nazioni. Verrà inoltre realizzato e fornito un laboratorio di sperimentazione costituito da numerosi centri militari collegati in rete.</p>
<p>Il progetto Forza NEC risponde all’esigenza di disporre di uno strumento militare flessibile e bilanciato in ogni sua componente, capace di integrarsi con le forze alleate in tutta la gamma di operazioni nazionali e multinazionali, NATO e UE. Forza NEC permetterà la costituzione di forze collegate in rete in grado di scambiare informazioni, conoscere l’esatta posizione delle forze amiche nonché l’insorgere di possibili minacce.<br />
L’adozione di Forza NEC consentirà alle Forze Armate Italiane di incrementare la propria capacità operativa attraverso l’impiego di tecnologie all’avanguardia con particolari vantaggi specialmente nelle operazioni fuori area.</p>
<p>Il programma prevede anche la partecipazione di altre società di Finmeccanica quali SELEX Communications, SELEX Galileo, Elsag Datamat, Oto Melara, AgustaWestland, MBDA Italia.</p>
<p>Del gruppo industriale fanno inoltre parte le società Elettronica, Iveco, Engineering Ingegneria Informatica, il Consorzio Iveco-Oto Melara e il Raggruppamento Temporaneo d’Impresa Soldato Futuro.  </p>
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		<title>Ordine della Bundeswehr per sistemi Soldato Futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 14:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Soldato Futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;agenzia federale di acquisizioni militari tedesca BWB ha ordinato a EADS Defence &#038; Security la fornitura di 220 sistemi Soldato Futuro (Infanterist der Zukunft) versione base (IdZ BS) per equipaggiare i soldati impegnati nella missione ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan. 217 sistemi sono già stati consegnati ed entrati in servizio a partire dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/05/soldato_futuro.jpg" alt="" title="" width="450" height="216" class="alignnone size-full wp-image-2694" /><br />
L&#8217;agenzia federale di acquisizioni militari tedesca BWB ha ordinato a EADS Defence &#038; Security la fornitura di 220 sistemi Soldato Futuro (Infanterist der Zukunft) versione base (IdZ BS) per equipaggiare i soldati impegnati nella missione ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan. 217 sistemi sono già stati consegnati ed entrati in servizio a partire dal 2004 nell&#8217;esercito, e in misura minore nell&#8217;aeronautica e nella marina tedesca, utilizzati sia in Afghanistan, che in Kosovo e Congo da più di 2.000 soldati.</p>
<p>Ciascun sistema equipaggia una squadra di 10 soldati, con una configurazione modulare identica basata su nuovi giubbotti antiproiettile con livello di protezione da I a IV, dispositivi C4I (Command, Control, Communications, Computers &#038; Intelligence) che includono un palmare NaviPad per comunicazioni dati, immagini del bersaglio, consapevolezza operativa, visori notturni e termici, radio tattica, telemetro laser, telecamera CCD e infrarosso, antenna GPS e computer portatile con mappe digitali. </p>
<p>In scenari di guerra asimmetrica in territorio urbano diviene sempre più importante il potenziamento dello scambio di informazioni, in modo rapido e sicuro tramite sistemi di comunicazione distribuiti alla fanteria e montati a bordo dei relativi veicoli, in modo da agevolare le decisioni sul campo e fornire un&#8217;immagine univoca della situazione a tutti gli operatori coinvolti.<br />
Una volta che la squadra di fanteria è salita sul veicolo, le apparecchiature vengono collegate alla stazione base BS-INF, e le batterie ricaricate. La comunicazione, sia con gli altri soldati sul campo che con le strutture di comando, è quindi possibile attraverso il sistema di scambio dati di bordo (già installato sui veicoli Fuchs, Mungo, Boxer, BV 206 S and BV 206 D). La stazione è trasportabile all&#8217;esterno del mezzo ed ha un&#8217;autonomia di 72 ore.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;armamento IdZ, il soldato è dotato di un fucile d&#8217;assalto G36A2 connesso a sistemi di puntamento optoelettronici con le batterie alloggiate nel calcio, completo di lanciagranate da 40 mm, in grado di sparare diverse munizioni, dalle non-letali a granate a frammentazione. Armi secondarie sono la mitragliatrice leggera da 5.56 mm MG4 e il fucile di precisione anti-materiale da 12.7 mm G82 (M107), nonchè una versione migliorata del Panzerfaust 3.</p>
<p>Il sistema più evoluto IdZ-ES (Enhanced System) è in corso di sviluppo da parte di Rheinmetall. Scopo è conciliare maggiori livelli di protezione dei soldati con l&#8217;esigenza di trasportare senza impedimenti sistemi portatili inquadrabili nell&#8217;architettura NEC (Networked Enabled Capability), comune a tutte e tre le forze armate.</p>
<p>EADS cura gli analoghi programmi Soldato Futuro in Spagna (Combatiente Futuro) e Svizzera (IMESS).</p>
<p><object width="450" height="273"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jYaLZM1ax98&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jYaLZM1ax98&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="273"></embed></object></p>
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		<title>Lockheed Martin presenta il suo prototipo di esoscheletro</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/lockheed-martin-presenta-il-suo-prototipo-di-esoscheletro</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 09:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Soldato Futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[LM ha presentato al simposio Association of United States Army (AUSA) di Fort Lauderdale il suo prototipo di esoscheletro HULC (Human Universal Load Carrier), basato sul modello di terza generazione sviluppato dalla Berkeley Bionics che si avvale dell&#8217;esperienza maturata con i precedenti modelli ExoHiker e ExoClimber. L&#8217;esoscheletro viene incontro ai soldati appiedati che spesso trasportano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/02/hulc.jpg" alt="HULC" title="HULC" width="218" height="317" class="alignnone size-full wp-image-1318" />LM ha presentato al simposio Association of United States Army (AUSA) di Fort Lauderdale il suo prototipo di esoscheletro HULC (Human Universal Load Carrier), basato sul modello di terza generazione sviluppato dalla Berkeley Bionics che si avvale dell&#8217;esperienza maturata con i precedenti modelli ExoHiker e ExoClimber.<br />
L&#8217;esoscheletro viene incontro ai soldati appiedati che spesso trasportano pesanti carichi di equipaggiamento che aumentano lo stress sul corpo e di conseguenza i rischi di infortunio. HULC trasferisce il carico a terra attraverso una struttura robotizzata antropomorfica in titanio alimentata a batteria. </p>
<p>Attraverso un pacchetto di sensori, attuatori idraulici e dispositivi computerizzati di comando e controllo, l’esoscheletro permette di amplificare la normale forza e resistenza umana, consentendo per esempio ad un uomo di trasportare facilmente sulla schiena carichi pesanti per lunghi tragitti, o alzare senza fatica pesi di 90 kg per centinaia di volte, conservando l’agilità necessaria per completare la missione.<br />
L’esoscheletro segue i movimenti del corpo umano grazie ai processori che elaborano i dati provenienti dai sensori e interpretano la forza impressa all’azione, mettendola in pratica così come voluta dall’operatore.</p>
<p>I punti chiave del sistema sono l&#8217;aumento della forza e dell&#8217;autonomia del singolo soldato attraverso la riduzione dell&#8217;affaticamento. E&#8217; stato dimostrato che il consumo di ossigeno da parte di una persona che indossa il sistema senza carichi supplementari e cammina ad una velocità di 3 km/h diminuisce del 5-12% rispetto ad una senza esoscheletro; la diminuzione è ancora più pronunciata, fino al 15%, quando si trasporta un carico di 36 kg. La riduzione del costo metabolico diventa un parametro importante per missioni di durata prolungata in cui un consumo eccessivo di ossigeno può condurre ad affaticamenti prematuri anche nel caso in cui l&#8217;esoscheletro supportasse interamente il carico.</p>
<p>HULC può essere impiegato per maneggiare armi pesanti come pezzi di artiglieria che normalmente richiederebbero l’azione di due o più uomini, indossare protezioni e corazzature aggiuntive o sistemi di climatizzazione.<br />
Futuri sviluppi saranno indirizzati ad aumentare la durata della batteria standard da 2 kg che attualmente consente un&#8217;autonomia di un&#8217;ora per un soldato che cammina a 5 km/h (72 ore se viene utilizzato un generatore alimentato a JP-8 del peso di 135 kg) e ad accompagnare il sistema con apparecchiature indossabili in grado di fornire consapevolezza operazionale e assistenza in fatto di mobilità. La velocità massima supportata è di 11 km/h in modalità di utilizzo prolungato e 18 km/h per lo scatto.</p>
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		<title>US Army: Continua la distribuzione dei nuovi elmetti e body armor</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino ad ora sono circa 7 mila i soldati appartenenti alle 101st Airborne e alla 4th Infantry Division schierati in Iraq e Afghanistan equipaggiati con il nuovo elmetto dotato di sensori per ridurre i rischi da trauma cranico in combattimento. I dati collezionati serviranno al Program Executive Office-Soldier, l&#8217;ente dell&#8217;esercito che si occupa dello sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/06/sensorhelmet2.jpg" alt="" title="" width="225" height="300" class="alignnone size-full wp-image-619" />Fino ad ora sono circa 7 mila i soldati appartenenti alle 101st Airborne e alla 4th Infantry Division schierati in Iraq e Afghanistan equipaggiati con il nuovo elmetto dotato di sensori per ridurre i rischi da trauma cranico in combattimento. I dati collezionati serviranno al <a rel="nofollow" href="http://peosoldier.army.mil/">Program Executive Office-Soldier</a>, l&#8217;ente dell&#8217;esercito che si occupa dello sviluppo e dello schieramento dei nuovi equipaggiamenti ai soldati, per valutare più attentamente l&#8217;impatto sul personale di esplosioni ravvicinate, scoppio di ordigni improvvisati, incidenti di varia natura e operare una più veloce diagnosi in collaborazione con la comunità medica. I sensori, presenti internamente e sul retro dell&#8217;ACH (Advanced Combat Helmet), si attivano automaticamente, misurano l&#8217;energia generata dall&#8217;evento tramite la pressione esercitata e l&#8217;accelerazione impressa, e poi si spengono ritornando in modalità &#8220;sleep&#8221;; pesano in tutto 170 grammi, la batteria ha un&#8217;autonomia di 6 mesi e la memoria è in grado di immagazzinare dati associati a 527 eventi che poi è possibile riversare su altri supporti grazie alla porta USB.</p>
<p>Anche l&#8217;ultima versione di Interceptor Body Armor, la IOTV (Improved Outer Tactical Vest), dotata di meccanismo di svestizione rapida in situazione di emergenza, viene distribuita ai reparti nei teatri operativi in uno scambio uno ad uno, con completamento delle consegne entro la fine di giugno.</p>
<p>Le piastre laterali di protezione sono ora parte integrante del sistema, invece di essere attaccate a posteriori come nelle versioni passate, e il peso è stato ridotto da 15.4 a 13.6 kg. Presenti anche 3 taglie in più rispetto alle 8 precedenti per aumentare la personalizzazione e la protezione del soldato.</p>
<p>&#8220;Il responso dei soldati che già dispongono della IOTV è positivo, specie per quanto riguarda il comfort, sensazioni e mobilità del sistema&#8221;, ha affermato il Maggiore Hurley Shield, assistente product manager per la body armor. </p>
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		<title>Da Iron Man alla realtà: L&#8217;esoscheletro di Raytheon</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 15:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In coincidenza con l&#8217;uscita nelle sale cinematografiche di &#8220;Iron Man&#8221;, trasposizione sul grande schermo del celebre fumetto Marvel, Raytheon Sarcos ha resi noti gli ultimi sviluppi del suo &#8220;Exoskeleton&#8221;, una veste robotica per i soldati del domani. Frutto della combinazione di sensori, attuatori idraulici e dispositivi di comando e controllo, l&#8217;esoscheletro permette di amplificare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/05/exo3.jpg" alt="" title="Raytheon Sarcos Exoskeleton" width="247" height="345" class="alignnone size-full wp-image-569" />In coincidenza con l&#8217;uscita nelle sale cinematografiche di &#8220;Iron Man&#8221;, trasposizione sul grande schermo del celebre fumetto Marvel, Raytheon Sarcos ha resi noti gli ultimi sviluppi del suo &#8220;Exoskeleton&#8221;, una veste robotica per i soldati del domani.<br />
Frutto della combinazione di sensori, attuatori idraulici e dispositivi di comando e controllo, l&#8217;esoscheletro permette di amplificare la normale forza, resistenza e agilità umana, consentendo per esempio ad un uomo di trasportare facilmente sulla schiena carichi pesanti per lunghi tragitti, o alzare senza fatica pesi di 90 kg per centinaia di volte, conservando l&#8217;agilità necessaria per salire scale e rampe o tirare un calcio al pallone.<br />
Sviluppato a partire dal 2000 per l&#8217;US Army, e finanziato anche dalla Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), questo esoscheletro è per il Dr. Stephen Jacobsen, direttore di programma, il risultato di un lavoro che combina arte e scienza, e della forte convinzione che se l&#8217;uomo può lavorare a fianco dei robot, deve anche essere in grado di lavorarci all&#8217;interno.</p>
<p>I vantaggi di una tale applicazione sono evidenti: Un soldato così equipaggiato potrebbe facilmente trasportare carichi ingenti e prolungare l&#8217;attività operativa più a lungo, maneggiare armi pesanti che normalmente richiederebbero l&#8217;azione di due o più uomini, trasportare un ferito sulla schiena o indossare protezioni e corazzature aggiuntive atte a resistere al fuoco nemico. L&#8217;esoscheletro seguirebbe e asseconderebbe i movimenti del corpo umano come un&#8217;ombra grazie ai processori che elaborano i dati provenienti dai sensori e interpretano la forza impressa all&#8217;azione, mettendola in pratica così come voluta dall&#8217;operatore.</p>
<p>Il sistema, prima di poter raggiungere i campi di battaglia, dovrà superare lunghe e articolate fasi di prove e soprattutto risolvere le problematiche relative ai suoi attuali ingombri, pesi, affidabilità e autonomia. La ricerca nel settore è portata avanti anche da altre società, come la Berkeley Bionics, che ha ideato una famiglia di esoscheletri come l&#8217;<a rel="nofollow" href="http://www.berkeleybionics.com/Unrestricted/Exohiker.html">ExoHiker</a>, il primo sistema di questo tipo ad essere entrato in commercio, il quale potrebbe trovare applicazioni non solo in ambito militare ma anche al servizio di vigili del fuoco o personale civile, o come applicazione medica per persone affette da problemi di mobilità.</p>
<p>Raytheon Sarcos sta attualmente lavorando sotto un contratto biennale da 10 milioni di dollari con l&#8217;esercito statunitense. I primi modelli risultato del lavoro di ricerca avranno compiti essenzialmente logistici e verranno utilizzati, a livello di prototipo, a partire dal 2009. Entro 8-10 anni l&#8217;US Army spera di poter schierare versioni evolute di esoscheletro addosso ai soldati in zone di combattimento. </p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=JLS9V_-StM4">VIDEO</a></p>
<p>Foto: Raytheon</p>
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		<title>Continuano i test del Non-Line-of-Sight Cannon (NLOS-C) per il programma Future Combat Systems</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 10:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;NLOS-C ha recentemente sparato il millesimo colpo presso il poligono di prova di Yuma, in Arizona, in una campagna di test che porterà entro l&#8217;estate alla certificazione dell&#8217;obice automatico e a seguire la consegna del primo prototipo di pre-produzione dei veicoli terrestri guidati MGV (Manned Ground Vehicles) del programma Future Combat Systems, la famiglia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2008/02/nlos.JPG' alt='nlos.JPG' title="NLOS-C"/><br />
L&#8217;NLOS-C ha recentemente sparato il millesimo colpo presso il poligono di prova di Yuma, in Arizona, in una campagna di test che porterà entro l&#8217;estate alla certificazione dell&#8217;obice automatico e a seguire la consegna del primo prototipo di pre-produzione dei veicoli terrestri guidati MGV (Manned Ground Vehicles) del programma Future Combat Systems, la famiglia di sistemi integrati che trasformerà l’esercito americano a livello di mezzi, tattiche operative e consapevolezza sul campo di battaglia.<br />
Maggiore attenzione verrà rivolta al comportamento e agli assemblaggi dello chassis e del cannone, sviluppato congiuntamente da BAE Systems, Boeing, SAIC e General Dynamics.</p>
<p>Il <a rel="noindex,nofollow" href="http://www.army.mil/fcs/nlosc.html">Non-Line-of-Sight Cannon (NLOS-C)</a>, veicolo per attacchi di precisione da grande distanza che secondo mandato del Congresso dovrà essere schierato dal 2010 e consegnato inizialmente in 18 unità, sarà il primo degli otto MGV del programma FCS, otto piattaforme basate sullo stesso chassis ad alta comunanza di componenti (fino al 70%).</p>
<p>Il programma FCS è organizzato in “Spin Outs”, incrementi graduali delle capacità a livello brigata. Per il biennio 2008 &#8211; 2010 ne sono stati pianificati tre che verranno via via testati dall’Army Evaluation Task Force (AETF) presso Fort Bliss, Texas.</p>
<p>Lo Spin Out 1 comprende equipaggiamenti e tecnologie per incrementare comunicazione e situational awareness attraverso l’installazione dei relativi sistemi (radio JTRS, computer integrati in grado di interfacciarsi con la sovrastruttura informatica comune e fornire possibilità di comando e gestione nel campo di battaglia, sensori UGS e sistema per il controllo di fuoco di precisione NLOS-LS) a bordo dei carri Abrams, dei veicoli da combattimento Bradley e sugli HMMWVs (High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle).<br />
Tali tecnologie sono state considerate nell’ultima revisione di progetto rispondenti ai requisiti e pronte per l’integrazione sugli attuali assetti terrestri dell’US Army.</p>
<p>Lo Spin Out 1 fornirà i kit necessari a equipaggiare 17 BCTs (Brigade Combat Team) nell’arco di 7 anni a partire dal 2008.</p>
<p><a rel="noindex, nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=NXodQoCwpw8">Video dei test</a></p>
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		<title>Future Combat Systems, inizia piano di produzione</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2007 10:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;US Army ha affidato a Boeing, in qualità di primo integratore di sistemi, e SAIC (Science Applications International Corporation), partner di programma, il mandato di pianificare la produzione a basso ritmo dei Future Combat Systems, la famiglia di sistemi integrati che trasformerà l&#8217;esercito americano a livello di mezzi, tattiche operative e consapevolezza del campo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/07/fcs-logo.jpg' alt='fcs-logo.jpg' />L&#8217;US Army ha affidato a Boeing, in qualità di primo integratore di sistemi, e SAIC (Science Applications International Corporation), partner di programma, il mandato di pianificare la produzione a basso ritmo dei Future Combat Systems, la famiglia di sistemi integrati che trasformerà l&#8217;esercito americano a livello di mezzi, tattiche operative e consapevolezza del campo di battaglia.<br />
In particolare maggiore priorità verrà data ai sistemi elettronici network-centrici e ai veicoli terrestri guidati MGV (Manned Ground Vehicles), otto piattaforme basate sullo stesso chassis ad alta comunanza di componenti (70%) come il Non-Line-of-Sight Cannon (<a rel="nofollow" href="http://www.army.mil/fcs/nlosc.html">NLOS-C</a>), veicolo per attacchi di precisione da grande distanza che secondo mandato del Congresso dovrà essere schierato dal 2010 e consegnato inizialmente in 18 unità.<br />
Il programma è organizzato in &#8220;Spin Outs&#8221;, incrementi graduali delle capacità a livello brigata. Per il biennio 2008 &#8211; 2010 ne sono stati pianificati tre che verranno via via testati dall&#8217;Army Evaluation Task Force (AETF) presso Fort Bliss, Texas.<br />
<span id="more-253"></span><br />
Lo Spin Out 1 comprende equipaggiamenti e tecnologie per incrementare comunicazione e situational awareness attraverso l&#8217;installazione dei relativi sistemi (radio JTRS, computer integrati in grado di interfacciarsi con la sovrastruttura informatica comune e fornire possibilità di comando e gestione nel campo di battaglia, sensori <a rel="nofollow" href="http://www.army.mil/fcs/ugs.html">UGS</a> e sistema per il controllo di fuoco di precisione <a rel="nofollow" href="http://www.army.mil/fcs/nlosls.html">NLOS-LS</a>) a bordo dei carri Abrams, dei veicoli da combattimento Bradley e sugli HMMWVs (High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle).<br />
Tali tecnologie sono state considerate nell&#8217;ultima revisione di progetto rispondenti ai requisiti e pronte per l&#8217;integrazione sugli attuali assetti terrestri dell&#8217;US Army.<br />
Lo Spin Out 1 fornirà i kit necessari a equipaggiare 17 BCTs (Brigade Combat Team) nell&#8217;arco di 7 anni a partire dal 2008.</p>
<p>Video<br />
Future Combat Systems &#8216;Ready to Go&#8217;</p>
<div align="center"><object width="325" height="250"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FyD5BYuMFaA"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/FyD5BYuMFaA" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="325" height="250"></embed></object></div>
<p><br/></p>
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