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	<title>DN - DifesaNews &#187; UAV/UAS</title>
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		<title>Finmeccanica: Concluso positivamente il programma SMAT F1</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 16:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta con successo tra Levaldigi (Cn), Benevagienna (Cn) e Torino, in Piemonte, venerdì 30 settembre la dimostrazione conclusiva del progetto di ricerca SMAT F1 (Sistema di monitoraggio avanzato del territorio, Fase 1). La missione congiunta di monitoraggio del territorio per scopi civili, basata su tre sistemi senza pilota che operano a diverse altezze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/10/aero1.jpg" alt="sky-y" />Si è svolta con successo tra Levaldigi (Cn), Benevagienna (Cn) e Torino, in Piemonte, venerdì 30 settembre la dimostrazione conclusiva del progetto di ricerca SMAT F1 (Sistema di monitoraggio avanzato del territorio, Fase 1).</p>
<p>La missione congiunta di monitoraggio del territorio per scopi civili, basata su tre sistemi senza pilota che operano a diverse altezze &#8211; lo Sky-Y di Alenia Aeronautica, il Falco di SELEX Galileo (entrambe aziende del Gruppo Finmeccanica) e il piccolo C-Fly della Nimbus &#8211; rappresenta un record europeo di grande rilievo in quanto è la prima volta che più sistemi unmanned operano congiuntamente e contemporaneamente nello stesso spazio aereo non militare. Un risultato ottenuto anche grazie al coinvolgimento degli enti ENAC ed ENAV che hanno contribuito a definire i requisiti e le procedure di sicurezza necessarie ad ottenere &#8211; per la prima volta in Italia &#8211; il permesso di volo in un&#8217;area civile, operando da un aeroporto anch&#8217;esso civile.</p>
<p>Il progetto SMAT F1 &#8211; nato nell&#8217;ambito del Comitato Promotore del Distretto Aerospaziale Piemonte e cofinanziato dalla Regione Piemonte attraverso il fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) – è stato sviluppato da un gruppo di lavoro coordinato da Alenia Aeronautica, costituitosi in Associazione Temporanea di Scopo (ATS) e formato da grandi aziende (Alenia Aeronautica, SELEX Galileo e Altec), istituti scientifici di ricerca (Politecnico di Torino, Università di Torino e Istituto Mario Boella) e undici Piccole e Medie Imprese piemontesi (Auconel, Axis, Blue Engineering, Carcerano, DigiSky, Envisens, Nautilus, Nimbus, Sepa, Synarea, SPAIC).</p>
<p>Lo scopo principale del progetto SMAT F1 è quello di studiare e sperimentare un sistema di sorveglianza a supporto delle fasi di prevenzione, emergenza e salvaguardia del territorio per il controllo di una vasta gamma di eventi &#8211; alluvioni, incendi, frane, traffico, urbanistica, inquinamento e coltivazioni – operando in modo integrato con le autorità preposte alla gestione di tali eventi e fornendo loro informazioni puntuali e aggiornate (in tempo reale) attraverso una Stazione di Supervisione e Coordinamento.</p>
<p><em>(Alenia Aeronautica)</em></p>
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		<title>Germania: Test positivo per il sistema WABEP</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 17:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rheinmetall e il suo partner industriale Israel Aerospace Industries (IAI) hanno testato con successo il nuovo sistema da ricognizione a attacco dell&#8217;Esercito tedesco, denominato WABEP. Attualmente in fase di sviluppo, WABEP (che sta per &#8220;Wirksystem zur abstandsfähigen Bekämpfung von Einzel-und Punktzielen&#8221; o &#8220;Sistema d&#8217;Arma per l&#8217;Ingaggio a distanza di Obiettivi Individuali e di Punto&#8221;) è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/09/wabep.png" alt="" title="Wabep" width="450" height="172" class="alignnone size-full wp-image-4597" /><br />
Rheinmetall e il suo partner industriale Israel Aerospace Industries (IAI) hanno testato con successo il nuovo sistema da ricognizione a attacco dell&#8217;Esercito tedesco, denominato WABEP.</p>
<p>Attualmente in fase di sviluppo, WABEP (che sta per &#8220;Wirksystem zur abstandsfähigen Bekämpfung von Einzel-und Punktzielen&#8221; o &#8220;Sistema d&#8217;Arma per l&#8217;Ingaggio a distanza di Obiettivi Individuali e di Punto&#8221;) è costituito dallo UAV da ricognizione di Rheinmetall KZO e dal drone d&#8217;attacco di IAI Harop, una munizione in grado di sostare in volo nell&#8217;area di interesse e dirigersi al momento giusto sul bersaglio assegnatogli.</p>
<p>Il test eseguito segna il completamento delle prove da parte del costruttore. Il passo successivo, già in essere, consiste in una fase dimostrativa con la partecipazione diretta del Deutsches Heer.</p>
<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/06/kzo.jpg" alt="kzo" /><br />
Durante i precedenti voli di prova il drone d&#8217;attacco Harop e lo UAV KZO (Kleinfluggerät Zielortung), utilizzato per l&#8217;assegnazione del bersaglio, hanno operato in rete, affidandosi per la trasmissione dei dati a sistemi di comunicazione installati a bordo di un bimotore DA42 OPALE (Optional Piloted Aircraft Long Endurance), che in futuro saranno integrati a bordo del KZO. </p>
<p>L&#8217;Harop, originariamente concepito per missioni di soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD), con guida autonoma o assistita dall&#8217;operatore, è capace di restare a lungo in volo in attesa di trovare il bersaglio, e verrà utilizzato contro obiettivi di alto valore con tempistiche d&#8217;attacco ridotte, senza mettere in pericolo di scoperta la piattaforma di sorveglianza KZO, la quale potrà inviare il segnale per interrompere la missione di attacco poco prima dell&#8217;impatto. </p>
<p>Lo scambio dei dati tattici fra le due stazioni di controllo a terra e i droni Harop e KZO è stato collaudato positivamente in simulazioni che hanno preso in considerazione diversi scenari operativi. Il KZO ha rilevato e identificato un gran numero di punti di riferimento fra impianti e infrastrutture, così come obiettivi fissi e in movimento, trasmettendo i dati utili via Opale all&#8217;Harop in base ai quali ha raggiunto il bersaglio. </p>
<p>In linea con i futuri protocolli operativi &#8220;man-in-the-loop&#8221;, l&#8217;autorizzazione definitiva alla distruzione del bersaglio è arrivata dopo il completamento della procedura di verifica dell&#8217;obiettivo condotta da entrambe le stazioni di controllo a terra.</p>
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		<title>BAE Systems e Dassault lanciano il programma Telemos</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 08:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la firma lo scorso marzo del Memorandum of Understanding (MoU) per lo sviluppo congiunto di un Unmanned Aircraft System (UAS), di tipo Medium Altitude Long Endurance (MALE), BAE Systems e Dassault hanno lanciato il programma Telemos. Nella mitologia greca, Telemos era il figlio profetico di Eurymos, noto per avere il dono della visione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/11/mantis3.jpg" alt="mantis" />Dopo la firma lo scorso marzo del Memorandum of Understanding (MoU) per lo sviluppo congiunto di un Unmanned Aircraft System (UAS), di tipo Medium Altitude Long Endurance (MALE), BAE Systems e Dassault hanno lanciato il programma Telemos. Nella mitologia greca, Telemos era il figlio profetico di Eurymos, noto per avere il dono della visione e la lungimiranza per mettere in guardia Polifemo dell&#8217;attacco da parte di Odisseo (Ulisse). </p>
<p>L’intento è quello di proporre lo stesso velivolo MALE ai due Ministeri della Difesa di Regno Unito e Francia che, al pari di altri paesi europei, necessitano di questi velivoli, ancor meglio se di produzione domestica; attualmente i due paesi si affidano a velivoli di produzione americana e israeliana. Una volta ottenuto il contratto, che richiederebbe circa 1 miliardo di euro di investimenti, si partirebbe con lo sviluppo e la produzione congiunta dell&#8217;aereo, probabilmente un&#8217;evoluzione del Mantis di BAE Systems. </p>
<p>Se la firma arrivasse entro la fine dell&#8217;anno, le due società potrebbero consegnare i primi Talamos per il 2016, concepiti come piattaforme multiruolo da sorveglianza e/o attacco in grado di rispondere alle esigenze dei due paesi.</p>
<p>Peter Richardson, Direttore Strategy and Technology della divisione Military Air &#038; Information alla BAE, ha dichiarato: &#8220;Dalla firma del memorandum di intesa abbiamo continuato a lavorare insieme per assicurarci di essere ben piazzati per sviluppare tale capacità non appena i due governi pubblicherrano formalmente i loro requisiti. Abbiamo già istituito un team congiunto, e cercheremo di rafforzarlo assieme ad altri player del settore per garantire che il programma Telemos riesca a fornire una soluzione costo-efficace nei tempi richiesti&#8221;.</p>
<p>Eric Trappier, Vice Presidente Esecutivo Internazionale di Dassault Aviation, ha commentato: &#8220;Crediamo che Dassault Aviation e BAE Systems siano le uniche società con l&#8217;esperienza, le competenze e le capacità necessarie per soddisfare le esigenze dei nostri due governi, e il team Telemos farà in modo di fornire la soluzione che stanno cercando, supportando allo stesso tempo le capacità industriali su cui entrambi i governi hanno investito. La cosa fondamentale di cui abbiamo bisogno ora è la decisione politica di trasformare questo programma in un contratto denitivo in base al Trattato Anglo-Francese di cooperazione militare&#8221;.</p>
<p>BAE Systems e Dassault rimangono in attesa quindi del lancio della gara internazionale, a cui concorreranno con tutta probabilità anche General Atomics con il Reaper o sue successive evoluzioni, Northrop Grumman con il Global Hawk e Cassidian (EADS) con il Talarion.</p>
<p>Tale accelerazione potrebbe fornire anche la spinta necessaria alle altre società europee a coalizzarsi attorno al programma che sarà comunque a guida Dassault/BAE, in modo da evitare sprechi su programmi ridondanti.</p>
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		<title>BAE Systems e Dassault svilupperanno uno UAS MALE assieme</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 15:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla scia degli accordi bilaterali di cooperazione militare fra Francia e Regno Unito firmati lo scorso novembre, BAE Systems e Dassault Aviation hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per lo sviluppo congiunto di un Unmanned Aircraft System (UAS), del tipo Medium Altitude Long Endurance (MALE), per soddisfare con un&#8217;unica soluzione i due requisiti nazionali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2009/11/mantis3.jpg" alt="Il Mantis" />Sulla scia degli accordi bilaterali di cooperazione militare fra Francia e Regno Unito firmati lo scorso novembre, BAE Systems e Dassault Aviation hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per lo sviluppo congiunto di un Unmanned Aircraft System (UAS), del tipo Medium Altitude Long Endurance (MALE), per soddisfare con un&#8217;unica soluzione i due requisiti nazionali. L&#8217;accordo prevede di proporre lo stesso velivolo ai due Ministeri della Difesa e, una volta ottenuto il contratto, la produzione e il suo supporto in comune.</p>
<p>Le due società hanno già completato uno studio di fattibilità finanziato dai due governi per uno UAS della categoria MALE. Nel caso inglese ciò ha riguardato una possibile evoluzione del Mantis di BAE Systems, prototipo che ha completato con successo la campagna di voli di prova lo scorso anno e alla cui realizzazione partecipa anche Selex Galileo, in qualità di fornitore della suite di sensori da sorveglianza. </p>
<p>La Francia stava prendendo in considerazione l&#8217;opportunità di acquisire 4 Reaper di General Atomics o diversi Heron TP della IAI, in collaborazione con Dassault, come gap-filler. I francesi utilizzano attualmente un Heron I, denominato Harfang, fornito da IAI in collaborazione con EADS, prima che quest&#8217;ultima decidesse di dedicarsi autonomamente al programma Talarion. Tuttavia la possibile decisione di comprare velivoli americani e buttare al vento gli sforzi di ricerca nazionali non è piaciuta all&#8217;industria militare francese.</p>
<p>BAE Systems e Dassault rimangono in attesa del lancio della gara in entrambi i paesi, a cui concorreranno con tutta probabilità anche General Atomics con il Reaper o sue successive evoluzioni, Northrop Grumman con il Global Hawk e Cassidian (EADS) con il Talarion.</p>
<p>Tale decisione arriva in seguito al fallito tentativo di istituire un unico programma MALE europeo che potesse dare indipendenza all&#8217;Europa nel settore dei velivoli da sorveglianza e ricognizione prolungata, occupato in gran parte dagli americani. Anche Spagna, Germania e Italia hanno simili requisiti ed esigenze operative, quest&#8217;ultima impegnata con Alenia Aeronautica nello sviluppo dello UAS Sky-Y, ma i ridotti budget a disposizione dei governi europei per finanziare la ricerca militare (che dovrebbero invece spingere verso un&#8217;uniformità di piattaforme) e le mancate intese industriali hanno indotto Francia e Inghilterra, a ragione dei loro maggiori investimenti, a proseguire da sole.</p>
<p>I due paesi, una volta definito il processo di acquisizione, attenderanno di ricevere i primi velivoli nell&#8217;arco temporale 2015-2020. L&#8217;intesa potrebbe estendersi anche al settore UCAV, con una possibile convergenza dei programmi Taranis e nEUROn in modo da garantire un futuro all&#8217;industria aerospaziale europea dopo la fine del programma Eurofighter,</p>
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		<title>Completato lo sviluppo del Nano Air Vehicle (NAV) Hummingbird</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 15:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[AeroVironment ha raggiunto il traguardo tecnico prefissato dal programma Nano Air Vehicle (NAV) con il primo volo di un micro dispositivo da intelligence e ricognizione ad ali battenti ispirato al colibrì, da cui prende il nome (Hummingbird). Questo nuovo UAS è di dimensioni estremamente ridotte (apertura alare di 16 centimetri e peso di 19 grammi) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2011/02/Nano_air_vehicle.jpg" alt="" title="Nano Air Vehicle Hummingbird" width="450" height="351" class="alignnone size-full wp-image-3782" /><br />
AeroVironment ha raggiunto il traguardo tecnico prefissato dal programma Nano Air Vehicle (NAV) con il primo volo di un micro dispositivo da intelligence e ricognizione ad ali battenti ispirato al colibrì, da cui prende il nome (Hummingbird). Questo nuovo UAS è di dimensioni estremamente ridotte (apertura alare di 16 centimetri e peso di 19 grammi) ed agile abbastanza per introdursi in edifici attraverso porte e finestre, o luoghi inaccessibili ai normali mezzi di osservazione a distanza, sebbene trovino spazio a bordo tutti i sistemi necessari al volo, batterie, motori, sistemi di comunicazione e videocamera.</p>
<p>Questo dimostratore, chiamato &#8216;Nano Hummingbird&#8217;, è in grado di salire e scendere verticalmente, spostarsi a destra e a sinistra, avanti e indietro in maniera rapida, ruotare in senso orario e antiorario, con il solo utilizzo delle ali come mezzo di propulsione.</p>
<p>&#8220;Il successo del programma NAV apre la strada ad una nuova generazione di dispositivi aerei con l&#8217;agilità e l&#8217;aspetto di piccoli uccelli&#8221;, ha detto il Direttore del programma NAV alla DARPA Dr. Todd Hylton.</p>
<p>Il programma è stato avviato dalla Darpa al fine di sviluppare una nuova classe di sistemi aerei in grado di svolgere missioni all’aperto o all’interno di edifici o luoghi chiusi. Impiegando tecnologie mimetiche prese in prestito dal mondo naturale, questo microvelivolo è concepito per fornire nuove capacità di ricognizione e intelligence in ambienti urbani. La ricerca, in caso la Darpa voglia proseguire lo sviluppo di questo UAS in vista di una possibile consegna ai reparti, riguarderà l’ottimizzazione aerodinamica con l’utilizzo di particolari profili alari che permetteranno di operare a bassi numeri di Reynolds (Re < 15.000), sistemi di propulsione e sostentamento efficienti in modo da aumentare autonomia e raggio d’azione, nuovi sensori di guida e navigazione in grado di operare anche in ambienti dove i segnali GPS sono degradati.</p>
<p><em>Video:</em></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="450" height="283" src="http://www.youtube.com/embed/a8ZbtZqH6Io" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Firmato Trattato di Cooperazione Militare tra Francia e Regno Unito</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 10:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Un nuovo programma di cooperazione nel settore Difesa tra il Regno Unito e la Francia è stato annunciato dal Primo Ministro britannico David Cameron e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, a margine dell&#8217;incontro bilaterale tenutosi a Londra per delineare i termini di quella collaborazione che porterà ad una elevata sinergia industriale e tecnologica tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/11/cameron_sarkozy.jpg" alt="" title="Il PM Cameron e il Presidente Sarkozy al London Summit 2010 (Crown)" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-3354" /><br />
Un nuovo programma di cooperazione nel settore Difesa tra il Regno Unito e la Francia è stato annunciato dal Primo Ministro britannico David Cameron e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, a margine dell&#8217;incontro bilaterale tenutosi a Londra per delineare i termini di quella collaborazione che porterà ad una elevata sinergia industriale e tecnologica tra i due paesi, per evitare spese ridondanti e aumentare allo stesso tempo efficienza e capacità militare.</p>
<p>Questo accordo segue le linee guida indicate nel Strategic Defence and Security Review, recentemente pubblicato dal governo inglese, che spinge verso relazioni più forti con gli alleati principali del Regno Unito, i cui interessi di sicurezza e capacità militari sono analoghi. </p>
<p>In questo senso gli stanziamenti alla difesa di Francia e Regno Unito costituiscono la metà del totale di quelli di tutte le nazioni europee, e i due terzi nel settore ricerca e sviluppo.</p>
<p>&#8220;Ci sono molte ragioni per cui questa cooperazione ha senso. Noi siamo le uniche potenze nucleari europee. Noi abbiamo i budget più grandi nel settore difesa e siamo gli unici due paesi con una reale capacità di proiezione su larga scala. Siamo entrambi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e membri guida del G8 e del G20. Non c&#8217;è momento migliore per approfondire il nostro rapporto con la Francia. Da quando il presidente Sarkozy è entrato in carica, abbiamo visto un vigoroso tentativo di portare l&#8217;Europa e l&#8217;America più vicine, e di integrare maggiormente la Francia nella NATO&#8221;, ha affermato il Ministro della Difesa inglese Liam Fox.</p>
<p>In termini pratici, le misure concordate tra il Regno Unito e la Francia prevedono:</p>
<p>• Lo sviluppo congiunto di una Combined Joint Expeditionary Force (CJEF), intesa a costituire una capacità di proiezione non permanente a livello brigata in grado di svolgere una serie di operazioni in futuro sia agendo a livello bilaterale che attraverso la NATO, la UE o altri accordi di coalizione. La guida di questo assetto, che farà affidamento su reparti provenienti da esercito, marina e aeronautica, sarà affidata ad un comandante francese o inglese con inizio delle esercitazioni nel 2011.</p>
<p>• L&#8217;implementazione di un team integrato di lavoro articolato sul centro della CEA (Commissariat à l’énergie atomique) di Valduc, in Francia, e supportato da quello della AWE (Atomic Weapons Establishment) di Aldermaston, UK, per la gestione delle testate nucleari francesi ed inglesi in materia di progettazione, test, sicurezza e manutenzione, in modo da condividere attrezzature e competenze e ridurre di molto i costi di quello che potrebbe configurarsi in futuro come un deterrente nucleare comune europeo. La durata di questo accordo, concertato in maniera separata dal resto del trattato, sarà di almeno 50 anni, a partire dal 2014.</p>
<p>• La formazione di un gruppo navale combinato costruito attorno alla portaerei francese Charles de Gaulle o alla HMS Queen Elizabeth a partire dal 2020, che integri assetti navali delle due nazioni per fornire una capacità d&#8217;attacco congiunto dal mare. La recente decisione di dotare l&#8217;unità inglese con catapulte e cavi d&#8217;arresto permetterà agli aerei francesi di operare dal suo ponte così come agli F-35C di essere lanciati dalla CdG.</p>
<p>• Lo sviluppo congiunto di nuove dottrine militari e programmi di addestramento.</p>
<p>• Una cooperazione avanzata in materia di acquisizione di equipaggiamenti e tecnologie, con accordi relativi allo sviluppo di un aereo senza pilota MALE (Medium Altitude Long Endurance), con data di consegna per il 2015/2020; un nuovo programma di ricerca UCAS (Unmanned Combat Aircraft System), che potrebbe portare ad un velivolo operativo nel 2030; nuovi sistemi d&#8217;arma, come il missile antinave di MBDA lanciabile da elicottero FASGW(H)/ANL e un programma di miglioramenti per il missile da crociera Scalp/Storm Shadow; tecnologie da integrare nei sottomarini nucleari di prossima generazione; nuovi assetti navali per la lotta antimine; una nuova costellazione di satelliti militari per comunicazioni da far entrare in servivio nell&#8217;arco temporale 2018/2022; attività di ricerca e sviluppo.</p>
<p>• Realizzare una logistica integrata comune, come particolare riferimento alla fornitura di ricambi, supporto, addestramento e manutenzione per il nuovo velivolo da trasporto A400M. In questo senso verrà firmato un singolo contratto con Airbus Military (EADS) entro la fine del 2011 in tempo per l&#8217;arrivo del primo aereo francese nel 2013.</p>
<p>• Lo sviluppo di una più forte base industriale e tecnologica nel settore Difesa, che potrebbe portare alla costituzione, nel caso di acquisizioni di sistemi d&#8217;arma complessi, di un solo fornitore europeo, che in qualità di unico contractor, sia capace di portare a risparmi dell&#8217;ordine del 30%.</p>
<p>• Il rafforzamento della collaborazione in tema di sicurezza informatica e anti-terrorismo.</p>
<p>Nel complesso, il trattato di cooperazione consentirà di rafforzare i legami operativi tra le forze armate francesi e inglesi, la condivisione e lo scambio di materiali ed attrezzature, la costruzione di impianti comuni, l&#8217;accesso ai rispettivi mercati della difesa, e una maggiore intesa industriale e tecnologica, rispettando gli impegni sia con la NATO che con l&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Il trattato precisa che lo schieramento combinato di truppe dovrà ricevere l&#8217;avvallo di entrambi i paesi, mentre i termini della condivisione di informazioni militari sarà oggetto di ulteriori discussioni tra i rispettivi Capi di Stato Maggiore della Difesa.</p>
<p>In ogni caso i termini della collaborazione non pregiudicherranno la sovranità di ciascun paese nei riguardi della sua autonomia e della capacità di condurre operazioni militari singolarmente, mentre la possibile condivisione di informazioni riservate tra il Regno Unito, alleato privilegiato degli USA, e la Francia, potrebbe condurre, secondo John Bolton, ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite, a un netto taglio dei rapporti in materia di intelligence fra le due sponde dell&#8217;Atlantico.</p>
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		<title>Presentato l&#8217;Unmanned Combat Air Vehicle (UCAV) Taranis</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Taranis (nome del Dio celtico del tuono), dimostratore UCAV inglese volto a sintetizzare a livello di prototipo le tecnologie emergenti nel campo della bassa osservabilità, lunga autonomia, e dei sistemi autonomi integrati nei velivoli non pilotati da combattimento, è stato presentato ufficialmente da BAE Systems presso le sue strutture di Warton, Lancashire. Presente il responsabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/07/taranis.jpg" alt="" title="Taranis" width="450" height="209" class="alignnone size-full wp-image-2903" /><br />
Taranis (nome del Dio celtico del tuono), dimostratore UCAV inglese volto a sintetizzare a livello di prototipo le tecnologie emergenti nel campo della bassa osservabilità, lunga autonomia, e dei sistemi autonomi integrati nei velivoli non pilotati da combattimento, è stato presentato ufficialmente da BAE Systems presso le sue strutture di Warton, Lancashire.</p>
<p>Presente il responsabile del Ministero della Difesa per la Strategia di Sicurezza Internazionale Gerald Howarth, che ha affermato: &#8220;Taranis è un progetto veramente innovatore. Primo del suo genere nel Regno Unito, esso riflette il meglio della progettazione avanzata e delle competenze tecnologiche della nostra nazione ed è un programma di punta sulla scena globale&#8221;. </p>
<p>Frutto della collaborazione tra BAE Systems (team leader), QinetiQ, Rolls-Royce e GE Aviation, Taranis è il risultato di un programma quadriennale del valore di 183 milioni di euro, partito nell&#8217;ambito del programma SUAV(E) (Strategic Unmanned Air Vehicle-Experiment) condotto dal Ministero della Difesa inglese.</p>
<p>All’incirca delle dimensioni dell’addestratore Hawk, Taranis sarà in grado di gestire in modo completamente autonomo la missione, dalla fase di taxi al decollo, navigazione, localizzazione del bersaglio (sia terrestre che aereo), attacco (assistito dall&#8217;operatore a terra), e rientro alla base con atterraggio automatico.</p>
<p>Gli strumenti di calcolo e decisionali sono stati sviluppati da QinetiQ, mentre BAE Systems si occupa dell’architettura generale dei sistemi, GE Aviation dei sistemi elettrici e stivaggio carburante mentre Rolls-Royce fornirà il propulsore.</p>
<p>Il programma ha accumulato circa 1 anno di ritardo. Terminati i test a terra le prime prove di volo sono previste per il 2011.</p>
<p><object width="450" height="273"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Iv_mxs_3f_Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Iv_mxs_3f_Y&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="273"></embed></object></p>
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		<title>Al via la quarta campagna di volo dell’aereo senza pilota Sky-Y</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 08:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo Sky-Y, il dimostratore tecnologico UAV (Unmanned Aerial Vehicle) di Alenia Aeronautica, ha effettuato con successo, presso la base aerea dell’Aeronautica Militare di Decimomannu in Sardegna, il suo primo volo con un sistema di comandi di volo (Flight Control System &#8211; FCS) interamente sviluppato da Alenia Aeronautica in collaborazione con Alenia SIA (società controllata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2007/10/aero1.jpg" alt="sky-y" />Lo Sky-Y, il dimostratore tecnologico UAV (Unmanned Aerial Vehicle) di Alenia Aeronautica, ha effettuato con successo, presso la base aerea dell’Aeronautica Militare di Decimomannu in Sardegna, il suo primo volo con un sistema di comandi di volo (Flight Control System &#8211; FCS) interamente sviluppato da Alenia Aeronautica in collaborazione con Alenia SIA (società controllata da Alenia Aeronautica).<br />
Il nuovo sistema che Alenia Aeronautica sperimenterà durante questa campagna di prove e’ denominato E-FCS (Experimental-FCS) ed è il prototipo di un insieme di apparati che includono un computer aeronautico, diversi sensori (inerziali, dati aria, GPS) ed attuatori elettrici per l’azionamento delle superfici per il controllo del volo. Il sistema risponde alle recenti normative di certificazione aeronautica e alle più avanzate direttive tecniche ed industriali per questo genere di equipaggiamenti, sia per quanto riguarda l’hardware che per il software (la vera intelligenza del sistema). Le leggi di controllo, infatti, che introducono le logiche per il controllo remoto e automatizzato del velivolo, sono state sviluppate interamente da Alenia Aeronautica.</p>
<p>Il velivolo Sky-Y è alla sua quarta campagna di prove volo ed è previsto che completi il suo programma sperimentale con 15 voli di lunga durata, entro il mese di luglio di quest’anno. Si tratta della prima campagna di volo che si svolge presso la base di Decimomannu in Sardegna, grazie alla preziosa collaborazione con il Ministero della Difesa e l’Aeronautica Militare.<br />
Alenia Aeronautica aggiunge così un altro importante tassello al più ampio progetto di costituzione di una filiera nazionale in grado di acquisire le capacità per produrre equipaggiamenti e tecnologie che consentano di sviluppare autonomamente in Italia gli innovativi sistemi senza pilota: l’attuale frontiera dei prodotti aeronautici del ventunesimo secolo.</p>
<p>Durante questa campagna di prove in volo Alenia Aeronautica valuterà anche la corretta integrazione sul velivolo di sistemi sviluppati da altre aziende di Finmeccanica come: l’EOST45, un efficace sensore elettro-ottico/infrarosso di SELEX Galileo, un nuovissimo Wide-Band Data-Link di SELEX Communications, un potente ed affidabile carrello per le trasmissioni satellitari di Telespazio, concesso in uso ad Alenia Aeronautica dalla Protezione Civile della Regione Piemonte nell’ambito di un accordo di cooperazione.</p>
<p>Lo Sky-Y è stato progettato e realizzato come dimostratore di tecnologie e capacità d’integrazione innovative, sviluppate da Alenia Aeronautica nel campo dei velivoli senza pilota con grado di autonomia e caratteristiche di permanenza in volo elevate. Fra queste i sistemi per il controllo autonomo di bordo e la Stazione di Controllo a Terra, affidabili e certificabili per l’utilizzo su un velivolo senza il pilota a bordo e con caratteristiche di volo MALE (Medium Altitude Long Endurance), la propulsione diesel a basso consumo, l’integrazione di sensori di sorveglianza (in grado di individuare e riconoscere da grandi distanze ed in condizioni sia diurne che notturne, oggetti anche di piccole dimensioni), e i sistemi di data-processing di grande capacità ed i data-link a larga banda (anche satellitari) per gestire e distribuire le informazioni ai vari utilizzatori a terra.</p>
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		<title>10.000 ore di volo per i Reaper della RAF in Afghanistan</title>
		<link>http://www.difesanews.it/archives/10-000-ore-di-volo-per-i-reaper-della-raf-in-afghanistan</link>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 09:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[General Atomics]]></category>
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		<description><![CDATA[I velivoli senza pilota MQ-9 Reaper della Royal Air Force (designati RPAS &#8211; Remotely Piloted Air System) hanno totalizzato più di 10.000 ore di volo nei cieli dell&#8217;Afghanistan da quando sono stati schierati nell&#8217;ottobre 2007 per fornire una persistente capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) ai comandanti sul campo. Dal novembre 2009 il Reaper [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/05/mq-9-reaper.jpg" alt="" title="MQ-9 Reaper" width="450" height="251" class="alignnone size-full wp-image-2713" /><br />
I velivoli senza pilota MQ-9 Reaper della Royal Air Force (designati RPAS &#8211; Remotely Piloted Air System) hanno totalizzato più di 10.000 ore di volo nei cieli dell&#8217;Afghanistan da quando sono stati schierati nell&#8217;ottobre 2007 per fornire una persistente capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) ai comandanti sul campo.</p>
<p>Dal novembre 2009 il Reaper ha sostenuto operazioni H24, raddoppiando negli ultimi dodici mesi il numero di ore di volo in missione; a fine anno verranno consegnati altri droni, secondo procedura di acquisto per soddisfare un urgente requisito operativo, al fine supportare le richieste di utilizzo sempre più pressanti.</p>
<p>Questi assetti svolgono una funzione insostituibile nel fornire capacità ISTAR [Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione Bersaglio, Ricognizione] alle forze inglesi schierate in Afghanistan, integrandosi in rete con le altre piattaforme a terra e in aria al fine di aumentare la consapevolezza situazionale dei soldati.</p>
<p>Il Reaper è manovrato dal 39° Squadron via satellite da un impianto situato presso la Creech Air Force Base nel deserto del Nevada, centro di comando degli UAV Predator e Reaper statunitensi, distante 72 km dalla base di Nellis. Dal maggio 2008 il velivolo è equipaggiato con missili Hellfire e bombe a guida laser per la distruzione con intervento rapido di obiettivi mobili in scenari urbani in missioni CAS (supporto aereo ravvicinato), od obiettivi fissi di alto valore. </p>
<p>Il Reaper presenta una quota massima operativa doppia rispetto all&#8217;MQ-1 Predator, maggiore autonomia (più di 30 ore) e possibilità di ospitare carico pagante fino a 385 kg di carichi interni (costituiti da sensori EO/IR, data link satellitare, sistemi di designazione e puntamento, strumenti per l&#8217;individuazione di sorgenti laser, radar Lynx SAR, sistemi SIGINT/ESM e comunicazione UHF/VHF), e 1361 kg di carichi esterni sulle 6 stazioni subalari (per missili Hellfire, bombe Paveway a guida laser o JDAM).</p>
<p>A marzo sono state avviate discussioni su un possibile sostituto paneuropeo del Reaper, da parte degli operatori Regno Unito e Italia, con l&#8217;aggiunta della Francia, partendo dai diversi programmi ridondanti portati avanti da industrie come BAE Systems, Finmeccanica, ed EADS. Una volta che verranno fissati i requisiti operativi, e confermata la volontà di instaurare una cooperazione industriale, si potrà dar inizio ad un programma trilaterale (aperto anche ad altri paesi come Germania e Spagna) che possa trarre vantaggio dai rispettivi sforzi compiuti nel settore con gli UAS Mantis, Molynx, e Talarion. Nel 2007 fu firmata una lettera d&#8217;intenti per un&#8217;analoga iniziativa capeggiata da Alenia Aeronautica, con la partecipazione di Dassault Aviation e Saab, al fine di esplorare la fattibilità di un UAV MALE (Medium Altitude Long Endurance) che potesse includere tecnologie sviluppate nell&#8217;ambito del programma nEUROn, e competere così con i rivali americani e israeliani.</p>
<p><object width="450" height="273"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/t36HpU1fSz8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/t36HpU1fSz8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="273"></embed></object></p>
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		<title>Boeing svela il dimostratore Phantom Ray</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DifesaNews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aerospazio]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Boeing]]></category>
		<category><![CDATA[UAV/UAS]]></category>

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		<description><![CDATA[Boeing ha svelato durante la cerimonia di presentazione presso le strutture di St. Louis la nuova piattaforma tecnologica Phantom Ray, un velivolo senza equipaggio delle dimensioni di un caccia che servirà da banco di prova per tecnologie avanzate. Lo UAS (unmanned airborne system) Phantom Ray comincierà i test di rullaggio su pista questa estate. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.difesanews.it/wp-content/uploads/2010/05/Phantom-Ray.jpg" alt="" title="Phantom Ray" width="450" height="153" class="alignnone size-full wp-image-2680" /><br />
Boeing ha svelato durante la cerimonia di presentazione presso le strutture di St. Louis la nuova piattaforma tecnologica Phantom Ray, un velivolo senza equipaggio delle dimensioni di un caccia che servirà da banco di prova per tecnologie avanzate. Lo UAS (unmanned airborne system) Phantom Ray comincierà i test di rullaggio su pista questa estate. Il primo volo previsto a dicembre sarà seguito da nove voli supplementari nell&#8217;arco di circa sei mesi.<br />
Phantom Ray è progettato per missioni che possono includere raccolta dati di intelligence, sorveglianza e ricognizione, soppressione delle difese aeree nemiche, attacco elettronico, attacco al suolo in profondità e rifornimento aereo autonomo.</p>
<p>&#8220;Stiamo procedendo velocemente, il primo volo è in vista&#8221;, ha dichiarato Darryl Davis, Presidente di Boeing Phantom Works. &#8220;Il primo volo del Phantom Ray è in programma a dicembre, circa due anni dopo l&#8217;inizio di questo progetto. Questo è un risultato eccezionale per Boeing e la squadra Phantom Ray&#8221;.</p>
<p>&#8220;I voli iniziali serviranno a esplorare l&#8217;inviluppo di volo. Oltre a ciò, la tipologia di missioni e di sistemi da collaudare saranno determinati dalle esigenze future dell&#8217;aeronautica. Mi aspetto che da questo primo esemplare derivino molti altri prototipi con tecnologie avanzate&#8221;, ha dichiarato Craig Brown, Direttore del programma Phantom Ray.</p>
<p>Con un&#8217;apertura alare di 15 metri ed una lunghezza di 11 metri, baia interna per il trasporto d&#8217;armi, e possibilità di ospitare 4.500 lb di carico pagante, volare a 40.000 piedi a Mach 0.85, e con un raggio di missione di 2.407 km, il Phantom Ray è un&#8217;evoluzione dell&#8217;X-45C, risultato finale del programma di ricerca congiunto Joint-Unmanned Combat Air System (J-UCAS) di Darpa, US Air Force e US Navy, iniziato circa 10 anni fa.<br />
Il programma Phantom Ray trae beneficio da tecniche di progettazione rapida per sviluppare e costruire nuovi prototipi e poi dimostrarne le relative capacità. Tra i principali fornitori compaiono General Electric-Aviation (propulsione e distribuzione di potenza), Honeywell (impianto frenante), Woodward-HRT (attuatori del sistema di controllo di volo), Crane Hydro-Aire (controlli dei freni) e Heroux-Devtek (carrello di atterraggio).</p>
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