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Contratto di studio per il programma MUSIS

Riferimento | Aerospazio | Europa |

Thales Alenia Space Italia, in qualità di referente del gruppo industriale che include anche EADS Astrium France e Thales Alenia Space France, ha firmato un contratto di nove mesi con l’OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’ARmement), rappresentante i Ministeri della Difesa italiano e francese, per la fase di studio e definizione di fattibilità del Multinational Space-based Imaging System (MUSIS), una rete congiunta europea di satelliti da sorveglianza e ricognizione.

Lo studio MUSIS FA Phase B–1 è finalizzato a definire un livello comune di interoperabilità (CIL) tra il Ground Segment della costellazione COSMO-SkyMed di Seconda Generazione (CSG) e il sistema facente perno sui due futuri CSO (Composante Spatiale Optique) francesi, sistema ottico ad alta risoluzione sostituti degli Helios 2. I due Ministeri della Difesa garantiranno l’accesso ad entrambi i sistemi, completando le rispettive capacità di osservazione terrestre (SAR e ottica ad alta risoluzione), preservando allo stesso tempo gli opportuni requisiti di riservatezza e riducendo i costi sia studiando una piena coerenza e compatibilità dei piani di sviluppo dei rispettivi programmi spaziali nazionali, sia attraverso lo sviluppo di una interfaccia comune per entrambi gli utilizzatori.

Lo sviluppo del CIL è parte del programma più ampio MUSIS, che mira ad una federazione dei diversi sistemi nazionali dotati di capacità di osservazione complementari. L’Italia contribuirà a questo programma con la costruzione, sotto la responsabilità dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa, di due nuovi satelliti COSMO-SkyMed di Seconda Generazione, la cui entrata in servizio è stimata per il 2016 (il primo lancio è previsto entro metà 2015).

Anche se principalmente progettato per soddisfare i requisiti di Italia e Francia, lo sviluppo di CIL darà anche agli altri paesi interessati al programma MUSIS l’accesso ai dati dei due sistemi, cercando possibilmente di estendere le sue funzioni ad altri componenti di altre nazioni come Belgio, Grecia, Germania e Spagna.

La costellazione COSMO-SkyMed è stata realizzata da Thales Alenia Space Italia (joint-venture tra Thales – 67% – e Finmeccanica – 33%), quale società Capo Commessa a cui è affidata la responsabilità dell’intero sistema, comprensivo del segmento spaziale e terreno. In tale veste, Thales Alenia Space Italia è anche l’artefice del SAR (Synthetic Aperture Radar), cuore tecnologico del sistema COSMO-SkyMed, che rappresenta uno strumento allo stato dell’arte, frutto dell’esperienza accumulata da Thales Alenia Space Italia in oltre un quarto di secolo di realizzazioni nel campo dei radar spaziali per l’osservazione della Terra e per l’esplorazione del sistema solare. Ogni satellite COSMO-SkyMed è inoltre basato sulla piattaforma PRIMA di Thales Alenia Space, che fornisce tutti i servizi (energia, propulsione, controllo termico, telemetrie e telecomandi, controllo d’assetto) per la vita orbitale e per le operazioni del carico utile.

CSG è il sistema di osservazione satellitare SAR del prossimo futuro che risponde alle esigenze civili/militari di ASI e Ministero della Difesa, in grado di assicurare la continuità del servizio, migliorandone le prestazioni operative, del sistema attualmente dispiegato e operativo di quattro satelliti COSMO-SkyMed (CSK) di prima generazione. Tali obiettivi saranno realizzati mediante lo sviluppo e il dispiegamento di due nuovi satelliti CSG e l’adeguamento dei segmenti di terra (GS) e logistico-operativo (ILS&OPS). Per quanto riguarda il miglioramento delle prestazioni, CSG migliora la risoluzione spaziale delle immagini prodotte dal sensore SAR, che sarà anche capace di ricevere ed elaborare dati radar in doppia polarizzazione simultanea, con il nuovo segmento di terra che gestirà un volume dati circa doppio rispetto alle attuali capacità, sia in termini di memorizzazione dei dati a bordo che della loro trasmissione alle stazioni di terra. Significativi saranno i miglioramenti anche per quel che riguarda la programmazione delle richieste, la pianificazione dell’acquisizione delle immagini, il controllo missione e il processamento dei dati.

Prime immagini da COSMO4

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La costellazione italiana COSMO-SkyMed ha raggiunto il suo pieno funzionamento e la completa integrazione con l’arrivo del quarto satellite del sistema nella sua posizione orbitale definitiva. Lanciato il 5 novembre scorso dalla base di Vanderberg, in California, il satellite è entrato in pieno servizio con l’invio delle prime immagini alle stazioni di Terra.
Le foto ritraggono la città di Washington, Budapest, le isole di Skye in Scozia e l’atollo di Nukualofa nelle isole Tonga. Le informazioni e le immagini rilevate da COSMO-SkyMed sono state già precedentemente di grande aiuto alle istituzioni soprattutto negli scenari di intervento più critici ed ora grazie alla messa a punto completa del sistema forniranno una copertura ancora più accurata.

COSMO-SkyMed è una costellazione composta da quattro satelliti equipaggiati con tecnologia SAR (Synthetic Aperture Radar) in banda X, che a differenza dei satellite ottici è in grado di guardare e monitorare la Terra giorno e notte con tutte le condizioni atmosferiche. Il sistema è stato realizzato sotto l’egida del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca attraverso il finanziamento e coordinamento tecnico e operativo dall’Agenzia Spaziale Italiana e il co-finanziamento del Ministero della Difesa.

Si tratta di una costellazione duale ideata per scopi militari, civili, istituzionali e commerciali. Il sistema è in grado di acquisire dati flessibili e innovativi ed è capace di integrarsi con altri sistemi spaziali, soddisfacendo in tal modo una vasta comunità di utenti. Nello specifico le sue applicazioni si dispiegano nel campo della difesa e della sicurezza nazionale senza trascurare i compiti a carattere scientifico e i servizi a valenza commerciale

Le operazione di messa in orbita anche del quarto satellite COSMO-SkyMed sono state gestite con successo dal team LEOP (Launch and Early Orbit Phase) del Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, mentre le prime immagini radar di COSMO-SkyMed 4 sono state regolarmente acquisite dal Centro Spaziale di Matera e sono oggi disponibili.

La costellazione, fiore all’occhiello dei programmi ASI, è oggi più che mai in grado di effettuare una continua e puntuale osservazione della Terra, con parametri a elevata affidabilità, stabilità e continuità, a distanza di poche ore, su tutti i cambiamenti, spostamenti e variazioni del e sul territorio. In altre parole, un monitoraggio costante fino ad ora mai ottenuto. Il sistema COSMO-SkyMed ha raggiunto, quindi, la capacità ottimale di acquisizione di immagini, circa 1800 al giorno, riprese con qualsiasi condizione meteorologica, giorno e notte. Una caratteristica che rende il sistema italiano tra i più affidabili e avanzati al mondo.

Il sistema è stato realizzato da Thales Alenia Space (joint-venture Thales/Finmeccanica), quale società capo commessa a cui è affidata la responsabilità dell’intero programma, comprensivo del segmento spaziale e terrestre. Telespazio, una società Finmeccanica/Thales, ha realizzato l’intero segmento di terra del sistema e il segmento di logistica integrata e delle operazioni. Il Centro Spaziale del Fucino ospita il Centro di Controllo della costellazione, che gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, le attività di comando e controllo e, infine, le attività di pianificazione delle richieste di acquisizioni di immagini.

Il Centro Spaziale di Matera dell’ASI è responsabile invece dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati dai satelliti COSMO-SkyMed, per le applicazioni civili, una vera e propria banca dati delle immagini satellitari.

e-GEOS, una società costituita da ASI (20%) e Telespazio (80%), gestisce per conto dell’Asi i servizi del Centro Spaziale di Matera e commercializza a livello mondiale i dati e i prodotti COSMO-SkyMed.

(Telespazio)

Completata la costellazione COSMO-SkyMed

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cosmo-skymedIl razzo Delta II della Boeing (in configurazione 7420) si è staccato da terra dalla base USAF di Vanderberg, in California, per la 93esima volta in 13 anni (la famiglia di vettori Delta conta 350 lanci in 50 anni), per portare in orbita il quarto satellite COSMO-SkyMed, l’ultimo tassello che completa la costellazione italiana per l’osservazione dettagliata della Terra. Cinquantotto minuti dopo il lancio il satellite italiano si è regolarmente separato dal secondo stadio del lanciatore. Il satellite è stato regolarmente acquisito alle 04:27, ora italiana, del 6 novembre dal Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, che ne gestirà le operazioni per tutta la durata della missione. Sono stati dunque risolti tutti i problemi tecnici all’origine dei quattro precedenti rinvii, che avevano fatto slittare il lancio (originariamente previsto per la notte tra il 29 e il 30 ottobre) fino a martedì scorso, quando un problema di carica alla batteria aveva determinato lo stop ad appena 50 secondi dal via. L’unica incognita era quella metereologica, ma il tempo si è mantenuto decisamente favorevole permettendo il lancio tanto atteso. Ora il satellite è entrato nella fase di verifica, controllo e collaudo dei sistemi di bordo, propedeutica alla sua definitiva entrata in servizio.

“Per tutti noi è una grande soddisfazione, il coronamento di un lungo lavoro e un successo della tecnologia italiana. La costellazione di COSMO-SkyMed adesso è completata e pienamente operativa”, ha commentato il presidente ASI Enrico Saggese.

Il Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, ha dichiarato: “Finmeccanica è lieta di aver contribuito con le sue aziende al successo del programma COSMO-SkyMed, che oggi rappresenta il fiore all’occhiello del nostro Paese nel settore spaziale e che ha visto una perfetta collaborazione e sinergia fra mondo istituzionale e industriale. COSMO-SkyMed è riconosciuto a livello mondiale come sistema all’avanguardia nell’osservazione della Terra, con prestazioni uniche sia nel campo della sicurezza che nella salvaguardia dell’ambiente”.

Il lancio dei satelliti COSMO-SkyMed è caratterizzato da una finestra estremamente precisa, dovuta alla necessità di immetterli quanto più precisamente possibile sul piano orbitale dei gemelli già in orbita. Oltre che sull’identico piano orbitale, i quattro satelliti devono essere collocati esattamente a 90° di distanza uno dall’altro, per garantire il massimo delle prestazioni. Integrando in orbita i tre omologhi già operativi, FM4 permetterà al sistema di funzionare sfruttando pienamente le proprie potenzialità.

L’intera costellazione, compreso il sistema per la gestione dei dati, è stata progettata e costruita in Italia dalle aziende della Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex Galileo. Il sistema è stato realizzato in forma graduale: il primo satellite è stato lanciato nel giugno 2007; il secondo nel dicembre 2007 e il terzo nell’ottobre 2008. A gestire l’acquisizione e la commercializzazione dei dati dei satelliti è la societè e-Geos, costituita per il 20% dall’ASI e per l’80% da Telespazio.

COSMO-SkyMed, il più grande programma spaziale italiano finanziato dall’ASI e dal Ministero della Difesa, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, include un Segmento spaziale e uno di Terra. Il primo è costituito da una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado di vedere il bersaglio in qualunque condizione meteorologica e in assenza di luce solare). Il Segmento di Terra è invece suddiviso in due aree operative, il Centro Spaziale del Fucino e il Centro Spaziale di Matera. Il primo gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, oltre alle attività di comando e di controllo. Il secondo, infine, è responsabile dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati.

COSMO-SkyMed è un sistema end-to-end che consente la copertura globale del nostro pianeta, operando in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione (giorno/notte) e fornisce immagini geolocate ad elevata risoluzione spaziale con tempi di risposta molto rapidi. È in grado di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per fini militari e di intelligence, oltre che per lo studio e il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, e la loro integrabilità con dati e piattaforme di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, nel campo della difesa e della sicurezza nazionale, ma anche per finalità scientifiche e per servizi commerciali.

La costellazione COSMO-SkyMed è stata realizzata da Thales Alenia Space Italia (joint-venture tra Thales – 67% – e Finmeccanica – 33%), quale società Capo Commessa a cui è affidata la responsabilità dell’intero sistema, comprensivo del segmento spaziale e terreno. In tale veste, Thales Alenia Space Italia è anche l’artefice del SAR (Synthetic Aperture Radar), cuore tecnologico del sistema COSMO-SkyMed, che rappresenta uno strumento allo stato dell’arte, frutto dell’esperienza accumulata da Thales Alenia Space Italia in oltre un quarto di secolo di realizzazioni nel campo dei radar spaziali per l’osservazione della Terra e per l’esplorazione del sistema solare. Ogni satellite COSMO-SkyMed è inoltre basato sulla piattaforma PRIMA di Thales Alenia Space, che fornisce tutti i servizi (energia, propulsione, controllo termico, telemetrie e telecomandi, controllo d’assetto) per la vita orbitale e per le operazioni del carico utile.

Telespazio, joint venture tra Finmeccanica (67%) e Thales (33%), tra i principali operatori al mondo nel campo dei servizi spaziali, ha partecipato in modo determinante allo sviluppo del programma COSMO-SkyMed. La società ha realizzato l’intero segmento di terra del sistema e il segmento di logistica integrata e operazioni. Il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio ospita il Centro di Controllo della costellazione, che gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, le attività di comando e controllo e, infine, le attività di pianificazione delle richieste di acquisizioni di immagini.

La missione COSMO-SkyMed può contare su di un importante contributo di SELEX Galileo, una società di Finmeccanica leader nelle tecnologie per l’esplorazione dello Spazio. SELEX Galileo è il principale fornitore di Thales Alenia Space nello sviluppo e produzione dei 4 satelliti, fornendo componenti critiche: dai pannelli solari, ai sensori stellari, dalle unità di regolazione e distribuzione della potenza sia della piattaforma che dello strumento RADAR all’unità di amplificazione, conversione e modulazione del segnale a radiofrequenza.

COSMO-SkyMed 4 pronto per il lancio del 29 ottobre

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Tutto è pronto per il lancio del quarto ed ultimo satellite della costellazione COSMO-SkyMed, designato FM4, a bordo del razzo Delta II di Boeing (in configurazione 7420-10) dalla base aerea di Vanderberg, California, previsto per il 29 ottobre. Nello stesso periodo di due anni fa, il 24/10/2008 partiva il penultimo satellite del primo programma di osservazione della Terra per applicazioni militari e civili.

Completando la costellazione, COSMO-SkyMed 4 permetterà al sistema di funzionare sfruttando pienamente tutte le potenzialità per missioni di difesa e sicurezza nazionale, monitoraggio ambientale, ricerca scientifica e applicazioni commerciali. Il sistema giocherà un ruolo importante nella protezione dell’ambiente, nella prevenzione di catastrofi naturali e in generale nella gestione di ogni tematica inerente la sicurezza del territorio.

Il radar ad apertura sintetica può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un’area di pochi km quadrati, e osservandola con risoluzione metrica), stripmap (osservando una striscia continua di superficie terrestre) o scanSAR (coprendo una regione di 200 km di lato). La costellazione COSMO-SkyMed è capace di acquisire fino a 1800 immagini al giorno. Ciascun satellite puù fornire quotidianamente 75 immagini spotlight, 375 stripmap o 150 scansar. I tempi di risposta per il sorvolo dell’area desiderata sono brevi: da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Altro punto di forza è il breve tempo di rivista (l’intervallo tra due passaggi sullo stesso punto), inferiore alle 12 ore, che consente di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione in una particolare area. Queste caratteristiche pongono COSMO-SkyMed tra i sistemi più avanzati oggi disponibili.

Il programma COSMO-SkyMed include un segmento spaziale e uno di Terra. Il primo è costituito da una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il segmento di Terra è invece suddiviso in due aree operative, il Centro Spaziale del Fucino e il Centro Spaziale di Matera. Il primo gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, oltre alle attività di comando e di controllo. Il secondo, infine, è responsabile dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati.

COSMO-SkyMed consente la copertura globale del nostro pianeta, operando in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione (giorno/notte) e fornisce immagini geolocate ad elevata risoluzione spaziale con tempi di risposta estremamente rapidi. È in grado di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per lo studio e il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, la elevata qualità dei prodotti e la loro integrabilità con dati di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, con particolare riferimento alla prevenzione, al monitoraggio e alla gestione dei rischi naturali ed antropici. Ma il vero punto di forza di COSMO-SkyMed è probabilmente la flessibilità di utilizzo: è stato infatti concepito come un sistema multi-missione in grado di integrarsi con altri sistemi satellitari, proprio per soddisfare le esigenze di una vasta comunità di utenze civili e militari.

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