Un orso per salvare i soldati in difficoltà
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Un robot in fase di sperimentazione potrebbe presto salvare i soldati feriti sotto il fuoco nemico senza rischiare altre vite. Il Battlefield Extraction-Assist Robot, o BEAR (orso), prodotto da Vecna Robotics, finanziato e sviluppato con la partecipazione del centro ricerche mediche dell’Esercito (TATRC), è stato testato a partire dallo scorso anno, sia a livello di simulazione al computer che sul campo, dall’Infantry Center Maneuver Battle Lab dell’ US Army di Fort Bennig, in Georgia.
BEAR può essere controllato a distanza dal guanto iGlove della AnthroTronix, in grado di catturare particolari movimenti della mano che corrispondono a determinati comandi, che vengono così trasmessi agli attuatori idraulici che azionano le braccia del robot. Una volta guidato sul campo di battaglia, in zona sottoposta a intenso fuoco nemico o in ambiente contaminato da agenti nucleari, chimici, biologici o radiologici, il robot recupererà il soldato ferito e lo porterà in una zona sicura dove un medico di campo potrà effettuare in sicurezza una valutazione iniziale delle ferite. Il robot è in grado di muoversi velocemente su terreni accidentati o in aree disastrate, così come salire e scendere le scale, spostarsi in edifici pericolanti o in fiamme.
Il robot semi-autonomo, facilmente trasportabile a bordo di un comune veicolo da combattimento della fanteria, può sollevare e trasportare fino a 227 kg; dispone di 22 gradi di libertà di movimento e può far affidamento su sofisticate mani a tre dita, in grado di gestire sia carichi pesanti che estremamente leggeri, coordinate dal computer di bordo che raccoglie ed elabora i dati provenienti dal sistema di sensori elettro-ottici. BEAR manovra con un sistema a doppio cingolo indipendente e articolato, in grado di far alzare in piedi il robot senza comprometterne l’equilibrio.
Successive evoluzioni prevedono l’aggiunta di nuove batterie elettriche per aumentare l’autonomia del sistema e la capacità di comprendere ed eseguire ordini vocali complessi in modo da poter ampliare l’interazione uomo-macchina e il range di missioni oltre la ricerca e soccorso. BEAR potrebbe ricoprire ruoli logistici per il sollevamento di carichi pesanti, movimentazione di materiali pericolosi, sorveglianza e ricognizione, homeland security, ispezione contro ordigni esplosivi improvvisati (IED) e mine, servizi di automazione del magazzino ricambi/equipaggiamenti.
Una volta terminata la prima fase di test, il robot potrebbe essere schierato in teatro fra 3 anni per acquisire nuove capacità e completare lo sviluppo, in vista di una successiva produzione di serie.
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