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Eurosatory 2010: BAE Systems presenta l’RG41

Riferimento | Esercito | Europa |


L’ultimo arrivato della famiglia RG, l’RG41, ha fatto il suo debutto al salone Eurosatory 2010 di Parigi. Il nuovo veicolo 8×8 è progettato per gli attuali scenari di combattimento in Iraq e Afghanistan e per soddisfare i requisiti di protezione e mobilità delle forze sul campo; è dotato di un design modulare con scafo a semi-V a 5 piastre unite insieme alla struttura superiore del veicolo per resistere allo scoppio di mine e ordigni improvvisati, in modo da poter provvedere ad una rapida sostituzione in teatro dei singoli moduli danneggiati, ha sospensioni e trasmissione indipendenti, e può trasportare fino a 10 soldati, oltre al conducente, e un carico pagante di 11 tonnellate.

L’RG41 può alloggiare torrette leggere e di medie dimensioni, fra cui la nuova torretta a controllo remoto da 25 mm TRT-25, così come sistemi per fuoco indiretto. Il suo design permette un facile sviluppo di diverse varianti. Può essere configurato come veicolo posto comando, da combattimento, ambulanza, genio o personalizzato a richiesta del cliente. Ha un peso complessivo di 30 tonnellate, una lunghezza di 7.78 metri, altezza di 2.3 metri ed una larghezza di 2.28 metri.

L’RG41 è un esemplare della nuova famiglia di veicoli 8×8 in corso di sviluppo da BAE Systems per soddisfare i diversi requisiti di prezzo e prestazioni dei potenziali clienti.
Ad Eurosatory 2010 BAE ha presentato anche il nuovo sistema di protezione del soldato Ultra Lightweight Warrior (ULW), che assicura maggiore protezione con un risparmio dei pesi del 35% rispetto al convenzionale set di elmetto, zaino con equipaggiamento, giubbotto antiproiettile e componenti per protezione balistica, e l’Armadillo, una nuova versione del cingolato CV90 ottenuta rimuovendo il cannone principale (in modo da rendere il veicolo più adatto all’impiego in scenari come l’Afghanistan, dove è privilegiata la mobilità e la protezione rispetto alla potenza di fuoco), liberando così spazio e peso per alloggiare sensori, torrette remote, corazzature aggiuntive e sistemi a scelta del richiedente.

10.000 ore di volo per i Reaper della RAF in Afghanistan

Riferimento | Aerospazio | Europa |


I velivoli senza pilota MQ-9 Reaper della Royal Air Force (designati RPAS – Remotely Piloted Air System) hanno totalizzato più di 10.000 ore di volo nei cieli dell’Afghanistan da quando sono stati schierati nell’ottobre 2007 per fornire una persistente capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) ai comandanti sul campo.

Dal novembre 2009 il Reaper ha sostenuto operazioni H24, raddoppiando negli ultimi dodici mesi il numero di ore di volo in missione; a fine anno verranno consegnati altri droni, secondo procedura di acquisto per soddisfare un urgente requisito operativo, al fine supportare le richieste di utilizzo sempre più pressanti.

Questi assetti svolgono una funzione insostituibile nel fornire capacità ISTAR [Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione Bersaglio, Ricognizione] alle forze inglesi schierate in Afghanistan, integrandosi in rete con le altre piattaforme a terra e in aria al fine di aumentare la consapevolezza situazionale dei soldati.

Il Reaper è manovrato dal 39° Squadron via satellite da un impianto situato presso la Creech Air Force Base nel deserto del Nevada, centro di comando degli UAV Predator e Reaper statunitensi, distante 72 km dalla base di Nellis. Dal maggio 2008 il velivolo è equipaggiato con missili Hellfire e bombe a guida laser per la distruzione con intervento rapido di obiettivi mobili in scenari urbani in missioni CAS (supporto aereo ravvicinato), od obiettivi fissi di alto valore.

Il Reaper presenta una quota massima operativa doppia rispetto all’MQ-1 Predator, maggiore autonomia (più di 30 ore) e possibilità di ospitare carico pagante fino a 385 kg di carichi interni (costituiti da sensori EO/IR, data link satellitare, sistemi di designazione e puntamento, strumenti per l’individuazione di sorgenti laser, radar Lynx SAR, sistemi SIGINT/ESM e comunicazione UHF/VHF), e 1361 kg di carichi esterni sulle 6 stazioni subalari (per missili Hellfire, bombe Paveway a guida laser o JDAM).

A marzo sono state avviate discussioni su un possibile sostituto paneuropeo del Reaper, da parte degli operatori Regno Unito e Italia, con l’aggiunta della Francia, partendo dai diversi programmi ridondanti portati avanti da industrie come BAE Systems, Finmeccanica, ed EADS. Una volta che verranno fissati i requisiti operativi, e confermata la volontà di instaurare una cooperazione industriale, si potrà dar inizio ad un programma trilaterale (aperto anche ad altri paesi come Germania e Spagna) che possa trarre vantaggio dai rispettivi sforzi compiuti nel settore con gli UAS Mantis, Molynx, e Talarion. Nel 2007 fu firmata una lettera d’intenti per un’analoga iniziativa capeggiata da Alenia Aeronautica, con la partecipazione di Dassault Aviation e Saab, al fine di esplorare la fattibilità di un UAV MALE (Medium Altitude Long Endurance) che potesse includere tecnologie sviluppate nell’ambito del programma nEUROn, e competere così con i rivali americani e israeliani.

Test positivo per l’elicottero cargo a pilotaggio remoto K-MAX

Riferimento | Americhe | Esercito | Marina |


Lockheed Martin e Kaman Aerospace hanno dimostrato con successo all’ US Marine Corps la capacità dell’elicottero senza pilota K-MAX di rifornire truppe dislocate in basi avanzate, aprendo la strada ad un suo potenziale utilizzo in Afghanistan.
Durante una serie di voli compiuti presso il Dugway Proving Ground dell’Esercito statunitense, nel deserto dello Utah, il K-MAX ha dimostrato la possibilità di volo autonomo e a controllo remoto via data link diretto e satellitare.

Nel test sono state incluse prove di hovering a 12.000 piedi con un carico di 680 kg appeso al cavo, la consegna di 1.360 kg di carico ad una base avanzata entro le sei ore previste da programma (con doppio viaggio di 278 km andata e ritorno), il volo controllato a distanza da un operatore a terra con consegna di precisione del carico effettuata sia di giorno che di notte, e il caricamento di un nuovo piano di missione nel sistema di gestione dell’elicottero durante il volo.

Come dimostrazione facoltativa, il team del K-MAX ha presentato il sistema di trasporto a quattro ganci, che permette consegne di carichi multipli durante un unico volo. L’elicottero è giunto su tre coordinate di consegna preimpostate, rilasciando in modo autonomo il carico complessivo di 1.565 kg in ogni postazione. Su richiesta del cliente, la consegna del quarto carico è stata effettuata sotto il controllo manuale dell’operatore a terra.

“Abbiamo raggiunto e superato i termini previsti entro i tre giorni di calendario della dimostrazione”, ha detto Dan Spoor, Vice Presidente alla Lockheed Martin della divisione Aviation Systems. “Il sistema ha eseguito una serie rigorosa di scenari di rifornimento di materiali come programmato, consentendo all’ operatore a terra di monitorarne i progressi, ed eseguire aggiustamenti della posizione del velivolo solo quando richiesto dal Corpo dei Marines per scopi dimostrativi”.

“Il K-MAX ha portato a termine come previsto missioni che rappresentano quelle operative di rifornimento. I Marines potranno avvalersi di un velivolo da trasporto capace di portare carichi di vitale importanza per le truppe sul campo di battaglia senza la necessità di veicoli terrestri e di elicotteri con equipaggio”, ha detto Sal Bordonaro, Presidente della Kaman Helicopters, una divisione di Kaman Aerospace Corporation.

Il team di sviluppo ha accumulato dal 2007 250.000 ore di volo con la versione pilotata del K-MAX, e 400 eseguite in modalità di volo autonomo. La dimostrazione è frutto del contratto da 860 mila dollari dell’ USMC vinto da Kaman Aerospace nel mese di Agosto 2009.

Entrato in servizio il terzo G.222 dell’Afghanistan

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico |

Sono ormai tre i bimotori da trasporto tattico G.222/C-27A in servizio in Afghanistan con la Combined Air Power Transition Force (CAPTF) dopo la revisione generale effettuata negli stabilimenti Alenia Aeronautica di Capodichino. L’aereo, completato a metà dicembre e trasferito più avanti a Kabul da un equipaggio della United States Air Force, è l’esemplare numero di costruzione 4090 e come gli altri è stato utilizzato in precedenza dall’Aeronautica Militare italiana. Appena giunto a Kabul è stato subito messo in servizio dalla Afghanistan National Army Air Corps (ANAAC). L’ordine complessivo di 18 macchine prevede un ritmo di consegna di un velivolo ogni 45 giorni.

La commessa prevede che i velivoli vengano modernizzati a Capodichino con avionica allo stato dell’arte e sottoposti a miglioramenti generali in base ad uno specifico requisito dell’USAF; inoltre due di queste macchine verranno adattate per il trasporto delle autorità nazionali afghane, utilizzando un modulo VIP insonorizzato e equipaggiato con poltrone, tavolo da lavoro e una cambusa.

Questi diciotto G.222 appartengono a diversi lotti di produzione, che vanno dall’anno 1977 al 1985 e sono di differenti standard produttivi; dovranno quindi essere portati tutti ad una stessa configurazione avionica e sistemistica, con un nuovo sistema autopilota, protezioni balistiche, oltre ai necessari interventi di manutenzione, modifica ed ammodernamento.