Top
Home
Scrivi
Aggiungi ai preferiti
Feed RSS
Bottom

Il coinvolgimento dell’Aeronautica Militare nel test dell’USV (Unmanned Space Vehicle) Polluce del CIRA

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Domenica 11 Aprile, presso l’aeroporto di Tortolì (OG), è stata effettuata la missione della navicella senza pilota ‘Polluce’ del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA). Il CIRA, Ente dell’Agenzia Spaziale Italiana, si è avvalso della collaborazione del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ) di Perdasdefogu (OG) per gli aspetti riguardanti la sicurezza della missione.
Il volo della navicella ‘Polluce’ è stato infatti condotto nelle aree operative controllate dai radar e dai sistemi ottici del PISQ. I militari del Poligono hanno quindi garantito il controllo dello spazio aereo e del tratto di mare interessati dall’importante e complessa missione aerospaziale, in modo che nessun velivolo interferisse col volo del ‘Polluce’ e che non fossero presenti imbarcazioni nella zona di ammaraggio. L’Ufficio Meteorologico di Perdasdefogu ha inoltre fornito dati fondamentali per la decisione di effettuare la missione, mentre la 672a Squadriglia elicotteri ha garantito la presenza di un equipaggio pronto al decollo qualora necessario per motivi operativi e di sicurezza.

La navicella, portata a una quota di 24 Km. da un pallone aerostatico, ha successivamente compiuto una discesa a velocità ultrasonica trasmettendo alle apparecchiature a terra dati utilissimi per lo studio dell’inviluppo di volo dei mezzi che attraversano l’atmosfera terrestre di rientro dallo spazio. Il ‘Polluce’ ha concluso il suo volo frenato da un paracadute e ammarando, per poi essere recuperato da unità navali della Marina Militare.

Il Poligono Interforze del Salto di Quirra ha ancora una volta contribuito alla realizzazione di un importante progetto dell’industria aerospaziale italiana, mettendo a disposizione i propri mezzi e la professionalità dei propri militari.

(AMI)

Boeing e Oto Melara assieme per la produzione delle Small Diameter Bomb

Riferimento | Aerospazio | Europa |

SDB
Boeing e Oto Melara hanno firmato un contratto del valore di $34 milioni per la coproduzione del sistema d’arma Small Diameter Bomb Increment I (SDB I) per l’Aeronautica Militare Italiana. “Siamo orgogliosi della partnership con Oto Melara per fornire all’Aeronautica Militare Italiana il sistema SDB, con le sue caratteristiche di precisione che riducono i danni collaterali”, ha detto Debra Rub, vice president Boeing Weapons. “SDB ha il potenziale per diventare l’arma prescelta da molti paesi amici e alleati. Questo accordo getta le basi per un’ulteriore crescita nel mercato internazionale”.

In base all’accordo, Boeing fornirà la maggior parte dei componenti meccanici ed elettrici del sistema SDB I, nonché apparecchiature di collaudo per la produzione di 500 armi tattiche, 50 sostegni per agganciare quattro SDB e attrezzature di supporto. Boeing fornirà inoltre assistenza tecnica per la costituzione di un centro di produzione in Italia. Oto Melara fornirà altri componenti e completerà l’assemblaggio e i collaudi. “Con il programma SDB I abbiamo nuovamente l’opportunità di supportare il fabbisogno dell’Aeronautica Militare Italiana con la co-produzione in Italia. Il nostro rapporto decennale con Boeing ci ha consentito, e continuerà a consentirci, di fornire armi di precisione allo stato dell’arte e di gestire direttamente in Italia tutte le esigenze del nostro cliente italiano”, ha detto Carlo De Rossi, responsabile della divisone Breda Meccanica Bresciana di Oto Melara.

Il progetto per la co-produzione dell’SDB I segue altre collaborazioni fra Oto Melara e Boeing, compresa la produzione di circa 1.000 kit per le Joint Direct Attack Munition (JDAM) per l’Aeronautica Militare Italiana.

SDB I è un’arma nella classe a 250 libbre, a basso costo, e con una precisione che abbassa il rischio di danni collaterali. Comprende una carica esplosiva penetrante ritardata in un involucro di acciaio. Le sue ridotte dimensioni, abbinate al suo sostegno per quattro bombe, consentono il trasporto di un maggiore numero di armi su ciascun aereo, incrementando l’efficacia di missione e riducendo il numero di sortite per missione.

(Boeing)

Eurofighter: 4° Stormo di Grosseto ottiene certificazione QRF

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Superano il test dell’Alleanza Atlantica gli Eurofighter della base aerea di Grosseto, i primi ad effettuare con successo la valutazione operativa della NATO e oramai pronti ad effettuare rischieramenti all’estero per operazioni di peace keeping e di peace making.
Un team di valutatori dell’Alleanza Atlantica, nell’ambito dell’esercitazione “Operation Discrete Jury”, ha infatti “promosso” a pieni voti il 4° Stormo Caccia di Grosseto dell’Aeronautica Militare quale NATO Quick Response Force. Il 4° Stormo diventa così il primo reparto di volo, dotato di velivoli Eurofighter, ad ottenere questa importante certificazione NATO.

Nell’arco dei dieci giorni di durata della valutazione, un team composto da ufficiali e sottufficiali provenienti da Paesi facenti parte della NATO e da Paesi partner della stessa, hanno valutato molteplici attività dello Stormo quali le operazioni di volo, la manutenzione, il pronto soccorso, il supporto logistico, le telecomunicazioni, sopravvivenza delle forze etc. Una significativa parte del personale dello Stormo ha poi sostenuto anche esercitazioni pratiche di tiro con armi portatili, test teorici e pratici per valutare lo stato di reale preparazione del personale stesso su procedure, regole d’ingaggio e quant’altro necessario in caso di impegno futuro del dipendente IX gruppo di volo in scenari di crisi reale. Si è trattata in sintesi di una valutazione globale che ha interessato il Reparto nel suo complesso: dall’azione di comando, alla gestione logistica di uomini e mezzi in uno scenario di crisi simulato e appositamente creato dal team valutativo.

Il 4° Stormo, insieme al 5° Stormo di Cervia, al 36° Stormo di Gioia del Colle e al 37° Stormo di Trapani, è uno dei reparti che concorrono al servizio di sorveglianza dello spazio aereo italiano assicurandone così la difesa 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Il 4° Stormo è inoltre il Reparto che ha anche il compito, con il dipendente XX gruppo, di assicurare la transizione dei piloti destinati alla linea Eurofighter.

Giovanni Bertolone, Amministratore Delegato di Alenia Aeronautica, ha così commentato: “Siamo particolarmente soddisfatti per questo importante riconoscimento, sia all’Aeronautica Militare ed in particolare a tutto il personale della base di Grosseto, sia alle capacità operative dell’Eurofighter Tyhoon, che lo conferma come il più avanzato velivolo da difesa aerea di nuova generazione e perfettamente rispondente agli stretti requisiti NATO”.

Si tratta di un risultato di grande valenza per l’Eurofighter Typhoon, il velivolo da difesa aerea progettato, sviluppato e prodotto da un consorzio quadrinazionale composto da UK, Germania, Spagna e Italia e che vede la partecipazione di Alenia Aeronautica con una quota industriale del 21%. Alenia è responsabile della costruzione dell’ala sinistra, della progettazione e costruzione della fusoliera posteriore insieme a BAE Systems, della progettazione ed integrazione di alcuni sistemi di bordo, quali armamento e navigazione, nonché dell’integrazione di tutto il sistema propulsivo. La società italiana è inoltre responsabile dell’assemblaggio finale di tutti i velivoli per l’Aeronautica Militare.

Primi 6 M-346 per l’Aeronautica Militare Italiana

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Durante il 48° Salone Internazionale di Parigi a Le Bourget è stato reso noto che è in corso di finalizzazione l’intesa tra il Ministero della Difesa Italiana e Alenia Aermacchi, società di Finmeccanica, per la fornitura all’Aeronautica Militare dei primi 6 M-346 Master e un servizio addestrativo integrato. L’intesa prevede anche la successiva acquisizione di un ulteriore lotto di 9 macchine, per un totale di 15 M-346 Master. Si conferma così la stretta collaborazione tra l’Aeronautica Militare e Alenia Aermacchi che potrà consentire alla nostra Aeronautica di essere la prima Forza Armata ad utilizzare l’M-346 Master, il velivolo più avanzato oggi presente sul mercato, destinato all’addestramento dei piloti militari per il loro successivo impiego su velivoli da combattimento di 4^ e 5^ generazione.

Nell’ambito dell’intesa sono altresì previste una serie di iniziative congiunte tra Alenia Aermacchi e l’Aeronautica Militare per sviluppare capacità di supporto addestrativo internazionale anche per le forze aeree di altri Paesi, attraverso l’utilizzo di simulatori di volo, GBTS (Ground Based Training System) e logistica integrata.

Il Ministero della Difesa italiano ha supportato con grande efficacia l’ M-346 anche nella gara recentemente svoltasi negli Emirati Arabi Uniti che, al termine di una serrata competizione, hanno selezionato 48 addestratori Alenia Aermacchi ed ora stanno procedendo alla definizione del relativo contratto. Questo importante risultato è frutto dell’investimento avviato da Alenia Aermacchi nel 2000 nel campo dei trainer avanzati, con il significativo supporto fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

L’Aermacchi M-346 è l’unico velivolo da addestramento di nuova generazione attualmente in produzione in Europa che consente l’addestramento avanzato e pre-operativo, riducendo così le ore di volo su macchine più costose. Attualmente il velivolo ha raggiunto un consolidato stato di maturità dimostrando le sue elevate capacità prestazionali superando a fine 2008 la velocità del suono. E’ in corso una aggressiva attività di sviluppo e di test per conferire nei tempi previsti le capacità richieste dall’Aeronautica Militare.

(Finmeccanica)