Prime immagini da COSMO4
17 dic, 2010
La costellazione italiana COSMO-SkyMed ha raggiunto il suo pieno funzionamento e la completa integrazione con l’arrivo del quarto satellite del sistema nella sua posizione orbitale definitiva. Lanciato il 5 novembre scorso dalla base di Vanderberg, in California, il satellite è entrato in pieno servizio con l’invio delle prime immagini alle stazioni di Terra.
Le foto ritraggono la città di Washington, Budapest, le isole di Skye in Scozia e l’atollo di Nukualofa nelle isole Tonga. Le informazioni e le immagini rilevate da COSMO-SkyMed sono state già precedentemente di grande aiuto alle istituzioni soprattutto negli scenari di intervento più critici ed ora grazie alla messa a punto completa del sistema forniranno una copertura ancora più accurata.
COSMO-SkyMed è una costellazione composta da quattro satelliti equipaggiati con tecnologia SAR (Synthetic Aperture Radar) in banda X, che a differenza dei satellite ottici è in grado di guardare e monitorare la Terra giorno e notte con tutte le condizioni atmosferiche. Il sistema è stato realizzato sotto l’egida del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca attraverso il finanziamento e coordinamento tecnico e operativo dall’Agenzia Spaziale Italiana e il co-finanziamento del Ministero della Difesa.
Si tratta di una costellazione duale ideata per scopi militari, civili, istituzionali e commerciali. Il sistema è in grado di acquisire dati flessibili e innovativi ed è capace di integrarsi con altri sistemi spaziali, soddisfacendo in tal modo una vasta comunità di utenti. Nello specifico le sue applicazioni si dispiegano nel campo della difesa e della sicurezza nazionale senza trascurare i compiti a carattere scientifico e i servizi a valenza commerciale
Le operazione di messa in orbita anche del quarto satellite COSMO-SkyMed sono state gestite con successo dal team LEOP (Launch and Early Orbit Phase) del Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, mentre le prime immagini radar di COSMO-SkyMed 4 sono state regolarmente acquisite dal Centro Spaziale di Matera e sono oggi disponibili.
La costellazione, fiore all’occhiello dei programmi ASI, è oggi più che mai in grado di effettuare una continua e puntuale osservazione della Terra, con parametri a elevata affidabilità, stabilità e continuità, a distanza di poche ore, su tutti i cambiamenti, spostamenti e variazioni del e sul territorio. In altre parole, un monitoraggio costante fino ad ora mai ottenuto. Il sistema COSMO-SkyMed ha raggiunto, quindi, la capacità ottimale di acquisizione di immagini, circa 1800 al giorno, riprese con qualsiasi condizione meteorologica, giorno e notte. Una caratteristica che rende il sistema italiano tra i più affidabili e avanzati al mondo.
Il sistema è stato realizzato da Thales Alenia Space (joint-venture Thales/Finmeccanica), quale società capo commessa a cui è affidata la responsabilità dell’intero programma, comprensivo del segmento spaziale e terrestre. Telespazio, una società Finmeccanica/Thales, ha realizzato l’intero segmento di terra del sistema e il segmento di logistica integrata e delle operazioni. Il Centro Spaziale del Fucino ospita il Centro di Controllo della costellazione, che gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, le attività di comando e controllo e, infine, le attività di pianificazione delle richieste di acquisizioni di immagini.
Il Centro Spaziale di Matera dell’ASI è responsabile invece dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati dai satelliti COSMO-SkyMed, per le applicazioni civili, una vera e propria banca dati delle immagini satellitari.
e-GEOS, una società costituita da ASI (20%) e Telespazio (80%), gestisce per conto dell’Asi i servizi del Centro Spaziale di Matera e commercializza a livello mondiale i dati e i prodotti COSMO-SkyMed.
(Telespazio)
Il CIRA, Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali, e Avio, Gruppo leader nella propulsione aerospaziale, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione volto a implementare possibili sinergie nello sviluppo delle tecnologie di propulsione spaziale. L’accordo prevede anche la possibilità di ottenere ed eseguire congiuntamente la committenza di programmi anche finalizzati allo sviluppo di dimostratori volanti.