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Primo volo per lo UAV Mantis

Riferimento | Aerospazio | Europa |

MantisL’Unmanned Aerial Vehicle Mantis, il più grande mai costruito in UK, sviluppato da BAE Systems e Ministero della Difesa inglese, ha compiuto il suo primo volo a Woomera, nel sud dell’Australia. La prova ha inteso validare le tecnologie sviluppate fin ora che porteranno alla realizzazione di una piattaforma MALE (medium altitude long endurance) basata sul prototipo Mantis. Allo sviluppo hanno partecipato un gruppo di aziende che hanno lavorato direttamente al fianco del MoD, fra cui Rolls- Royce, per quanto riguarda l’impianto motoristico, QinetiQ, comunicazioni, GE Aviation, impianto elettrico e controlli di volo primari, Meggitt per sistemi frenanti e Selex Galileo per quanto riguarda la sensoristica.

Mantis ha un’apertura alare di 20 metri ed è primo velivolo completamente elettrico prodotto da BAE Systems. Il sistema è concepito per essere facilmente dispiegabile e smontabile per il trasporto aereo in teatro, e aggiornabile con elementi “plug and play”.

Mantis è un uav autonomo di prossima generazione in grado di eseguire la missione con un bisogno ridotto di intervento umano, grazie all’interazione avanzata del velivolo con l’ambiente di battaglia. Tale autonomia aumenta l’efficacia operativa consentendo una maggiore attenzione sulla missione, senza le usuali preoccupazioni per il controllo del veicolo da parte dell’operatore. Riduce anche il rischio di incidenti dovuti ad errore umano, così come i requisiti di collegamento dati tra il veicolo e la stazione di controllo a terra, comune con altri UAS di BAE come Taranis e Herti.

Il sistema Mantis potrà operare pienamente integrato nella infrastruttura C4I inglese, fornendo ai decisori informazioni in tempo reale accrescendo la situational awareness del campo di battaglia. Potrà trasportare significative quantità di sensori per compiti di intelligence sorveglianza e ricognizione, e, all’occorrenza, armamento.

Primo volo per l’AW159 Lynx Wildcat

Riferimento | Esercito | Europa | Marina |

AW159
L’AW159 di AgustaWestland, nuova versione del Lynx, ha effettuato il suo volo inaugurale, rispettando i tempi previsti, presso il complesso di Yeovil, con ai comandi il capo pilota collaudatore Donald Maclaine, che ne ha testato la manovrabilità di base. Altri due prototipi si affiancheranno al primo nella campagna di prove nel 2010.
Progettato e sviluppato per soddisfare le esigenze del Regno Unito in materia di elicottero multiruolo per marina ed esercito, l’AW159 sarà l’elicottero più avanzato nella categoria 6 tonnellate. Il primo esemplare del Lynx Wildcat sarà consegnato nel 2011 e diventerà pienamente operativo nel 2014 con l’esercito, e nel 2015 con la marina.

L’AW159 è spinto da due motori CTS800, dispone di cockpit avanzato con 4 display 10×8, pacchetto sensori costituito da sistemi elettro-ottici IR/TV, illuminatore laser sul muso, radar AESA (Active Electronically Scanned Array) 7400E di Selex Galileo (solo per la versione marittima), sistemi di allarme e autoprotezione con dispenser di contromisure, Active Dipping Sonar per missioni ASW e sistema gestione armamento via head up display. L’AW159 potrà essere equipaggiato con mitragliatrici, siluri, cariche di profondità e il nuovo missile antinave Future Anti-Surface Guided Weapon (FASGW) sviluppato in collaborazione con la Francia, che lo installerà a bordo dei suoi NH90.

Il programma Future Lynx, che procede in linea con i tempi e i costi previsti, prevede la fornitura di 62 unità, 34 per l’Esercito e 28 per la Marina. Entrambe le versioni condividono stesso disegno, gran parte del pacchetto sensori e armamento per poter facilmente ricoprire entrambi i ruoli in caso di necessità. Le sue missioni tipiche vanno dalla ricognizione, agli attacchi antinave (ASUW-Anti-Surface Warfare) e trasporto utility.

Fra le industrie coinvolte nel programma, oltre AgustaWestland e Selex Galileo, GKN Aerospace, LHTEC (una partnership fra Rolls-Royce e Honeywell), General Dynamics UK, Thales UK e GE Aviation.

Contratto a Selex Galileo per supporto radar Captor e DASS

Riferimento | Aerospazio | Europa |


SELEX Galileo, insieme ad altre aziende partner, si è aggiudicata un contratto da BAE Systems della durata di 5 anni per un valore di oltre 350 milioni di sterline per attività di supporto del sistema radar Captor e del “Defense Aids System” Praetorian dei velivoli Eurofighter Typhoon in servizio presso le forze aree dei 4 paesi partner: Germania, Italia, Inghilterra e Spagna.

SELEX Galileo ha collaborato con BAE Systems e con i Ministeri della Difesa britannico, tedesco, italiano e spagnolo con un approccio innovativo volto a fornire un servizio di supporto logistico integrato in grado di ridurre i costi di manutenzione e di riparazione dei velivoli delle 4 nazioni partner, accrescendone la disponibilità operativa.

SELEX Galileo è a capo dei consorzi EuroRADAR (SELEX Galileo, EADS e Indra Sistemas) e EuroDASS (SELEX Galileo, Elettronica, Indra Sistemas e EADS) – design authorities per il Captor e per il Praetorian. In particolare, il consorzio EuroRADAR progetta, sviluppa e produce il radar multimode Captor, mentre EuroDASS realizza e fornisce il sistema di difesa integrato Praetorian, in grado di garantire la sopravvivenza dell’aereo anche negli scenari operativi più complessi.

Oltre a EuroDASS e a EuroRADAR¸ SELEX Galileo guida il consorzio EuroFIRST, per la progettazione e lo sviluppo del PIRATE, il sistema all’infrarosso in grado di scoprire e inseguire potenziali minacce e di fornire l’immagine FLIR. Infine SELEX Galileo è responsabile dello sviluppo di apparati avionici del cockpit display system, del sistema di navigazione, del weapon management system e del sistema di controllo del volo. Le attività di SELEX Galileo legate al Typhoon sono svolte presso gli stabilimenti dell’azienda in Italia e nel Regno Unito.

Il Gruppo Finmeccanica partecipa al programma Eurofighter con una quota industriale all’incirca del 36% (esclusa la parte motoristica), svolgendo un importante ruolo nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del velivolo per la parte aerostrutturale, di integrazione dei sistemi e per l’avionica.

La quota di Finmeccanica nell’elettronica di bordo del Typhoon è superiore al 60%.

(Finmeccanica)

Completati test in acqua del nuovo sonar per i sottomarini spagnoli S-80

Riferimento | Europa | Marina |

S-80
Lockheed Martin ha completato con successo i test in acqua, presso la US Navy’s Underwater Test Facility, del nuovo sistema sonar a pannello cilindrico destinato ai sottomarini diesel elettrici spagnoli classe S-80. Il sistema, che sarà il sensore primario per le operazioni in immersione, si compone di un idrofono in configurazione speciale, unico per tutte le piattaforme, pannelli sonar laterali, misuratore di distanza passivo e sonar per l’individuazione di mine e ostacoli. Progettato e sviluppato nell’ambito di un contratto fra Lockheed Martin e governo spagnolo per la fornitura del sistema di combattimento integrato, il sonar trae beneficio dalle esperienze maturate con i programmi dei sottomarini classe Virginia, Seawolf e Los Angeles e si avvale di tecnologie commerciali per abbattere costi e rischi.

Il programma S80 è relativo a quattro battelli multiruolo a propulsione diesel-elettrica da 2.400 tonnellate (in previsione la costruzione dal 2014 di altre due unità con la Batch 2), destinati alla Armada Española. Il primo è in costruzione dal 2005 presso i cantieri Navantia di Cartagena ed entrerà in servizio nel 2013, seguito dagli altri 3 sottomarini entro il 2016. Evoluzione degli Scorpene progettati in collaborazione con DCNS (la quale ha portato Navantia in tribunale con accusa di plagio), e costruiti da un pool di aziende internazionali guidate dalla società spagnola, gli S-80 dispongono di 6 tubi lanciasiluri usabili all’occorrenza per il lancio di missili antinave Harpoon o da crociera Tomahawk, e sono caratterizzati da buona autonomia e silenziosità.

Navantia intravede un buon potenziale export per il sottomarino, che competerà direttamente con gli Scorpene offerti da DCNS.

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