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Completata nuova campagna di prove del missile Aster 30

Riferimento | Europa | Marina |

Nel corso dell’ultimo mese sono stati effettuati lanci a diverse gittate del missile Aster 30 dalla fregata italiana classe Orizzonte “Andrea Doria”, dalla omologa fregata francese Horizon “Forbin” e dalla piattaforma britannica “Longbow”, a scopo di indagine dopo i problemi verificatisi nel corso di due lanci lo scorso anno a bordo della HMS Daring e HMS Dauntless, classe Type 45, che hanno comportato la sospensione della fase di accettazione del missile. Le prove sono state effettuate in una serie di scenari sempre più complessi che sono culminati in un test finale consistente nel lancio di una salva contro un bersaglio in volo radente che effettuava una manovra terminale ad elevato numero di “g”.
Tutti i lanci sono perfettamente riusciti, con il sistema navale PAAMS ed i missili Aster che hanno eseguito le operazioni come previsto in ciascun caso. Questo prospetta la fine della complessa e intensa campagna di rivalidazione effettuata dal costruttore MBDA, che ha comportato piccoli interventi di riprogettazione del missile dopo dei difetti riscontrati negli ultimi lotti di produzione.

Antoine Bouvier, CEO MBDA, ha dichiarato: “Questi lanci, effettuati con successo, dimostrano che MBDA ha messo definitivamente a punto l’aspetto tecnico riguardante l’Aster che ha creato qualche inconveniente lo scorso anno. I lanci completati assicurano ai nostri clienti interni la possibilità di dispiegare pienamente le capacità operative sia del sistema PAAMS (E) con le forze navali francesi e italiane, sia del sistema Sea Viper con la marina britannica, entro l’anno”.

Il sistema Sea Viper della Royal Navy è diverso dal PAAMS (E) scelto da Francia e Italia per i cacciatorpedinieri del programma Horizon/Orizzonte. Mentre queste ultime hanno selezionato l’MFR (MFR – Multi Function Radar) EMPAR, la Royal Navy, per soddisfare le sue esigenze specifiche, adotterà l’MFR SAMPSON, di BAE Systems INSYTE.

I cacciatorpedinieri Orizzonte, così come le Type 45, forniranno difesa aerea di zona al gruppo navale e protezione contro missili antinave e minacce aeree a media e lunga distanza, nonchè supporto in missione di proiezione di forza.

Torrette Janus Navale per la Marina Militare

Riferimento | Europa | Marina |

SELEX Galileo, società di Finmeccanica, ha firmato un contratto con la Marina Militare per la fornitura di torrette elettro-ottiche denominate Janus Navale, un prodotto derivato dal noto Janus per applicazioni terrestri. Il Janus Navale verrà installato a bordo di pattugliatori della Marina Militare della classe Costellazioni. Le unità navali sono di ultima generazione e sono regolarmente impiegate in Italia e all’estero per il controllo anti immigrazione.

Il sensore fornito da SELEX Galileo andrà a potenziare ulteriormente la capacità di sorveglianza dei pattugliatori, accrescendo la situational awareness complessiva. La fornitura, oltre alle teste elettro-ottiche, si compone anche di una interfaccia uomo/macchina che consentirà all’operatore di gestire tutte le funzionalità del Janus Navale quali la visualizzazione dello scenario, l’identificazione dei target e la registrazione delle immagini, sia di giorno che di notte.

“Questo contratto ci consente di aggredire con successo un nuovo segmento di mercato e rappresenta quindi per l’azienda un momento importante. Siamo inoltre soddisfatti degli ottimi risultati che sono stati raggiunti, sia in termini di prestazione che commerciali, dal nostro sensore infrared search and track SASS navale. Partendo dall’esperienza del SASS e del Janus Terrestre (in uso ad esempio sul VBM Freccia), abbiamo lavorato al lancio di questo prodotto, il Janus Navale, per il quale siamo fiduciosi ci siano ottime opportunità di mercato”, ha dichiarato Fabrizio Giulianini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SELEX Galileo SpA.

SELEX Galileo ha inoltre acquisito di recente contratti per la fornitura di sistemi elettro-ottici di sorveglianza su stazione fissa (tipo NEMO) e portatili (binocolo multifunzione derivato del prodotto LINX) in un paese nord africano.

(Selex Galileo)

Primo lancio del MdCN Scalp Naval

Riferimento | Europa | Marina |

La Direzione Generale per gli Armamenti (DGA) francese ha completato con successo il primo lancio del Missile De Croisière Naval (MdCN) Scalp Naval di MBDA, presso il centro dedicato ai test missilistici di Biscarrosse, per mezzo di un lanciatore verticale Sylver A70, teso a simulare la partenza da una nave di superficie. Il MDCN doterà le fregate multimissione europee (FREMM) francesi a partire dal 2014 e i sei sottomarini d’attacco Barracuda a partire dal 2017.

Tutti gli obiettivi della prova sono stati raggiunti, permettendo la convalida della fase di partenza del missile dal lanciatore verticale, e la transizione verso la configurazione da crociera dopo la separazione del booster SAB (système d’accélération et basculement).

Questo successo iniziale dimostra la maturità tecnica acquisita dopo i primi tre anni di sviluppo lungo i quali sono stati testati i componenti principali come il contenitore di lancio CTV, la capsula a tenuta stagna per cambiamento d’ambiente per i missili destinati ad essere lanciati da sottomarino, la testata di guerra e i subassemblati del propulsore Microturbo TR50 che fornirà la spinta durante la fase di crociera.

Coerentemente con l’obiettivo fissato dal Libro Bianco della Difesa e della Sicurezza Nazionale francese, la DGA ha ordinato 200 missili ad MBDA, prime contractor del team di aziende che include Thales (navigazione), Microturbo (motore) e Selex Galileo (sensore IR), 150 dei quali destinati alle fregate FREMM e 50 ai sottomarini Barracuda.

Con una portata di circa mille chilometri, il MDCN è progettato per colpire obiettivi in profondità nel territorio nemico. Il suo impiego è complementare a quello dei missili da crociera Scalp EG (Storm Shadow) aerotrasportati da cui deriva, riprendendone l’architettura generale.

Imbarcato su piattaforme posizionate ad una distanza di sicurezza in acque internazionali, quali fregate e sottomarini, il MDCN è adatto per le missioni di distruzione delle infrastrutture di alto valore strategico e installazioni debolmente o moderatamente rinforzate (banchine, edifici, strutture strategiche politiche, industriali, economiche e militari etc.) con una precisione di livello metrico, al fine di ridurre i danni collaterali, e una portata che dipenderà dal profilo di volo selezionato.

Il missile ha un’ottima capacità di penetrare le difese nemiche: superata la fascia costiera il MDCN può volare a bassissima quota, seguendo la conformazione del terreno grazie anche alla cartografia preimpostata e alla guida inerziale/GPS coadiuvata da radaraltimetro, disponendosi con un profilo ottimizzato per ridurre la sua RCS (superficie radar equivalente), e colpendo l’obiettivo con la sua testata di 250 kg, grazie alle indicazioni fornite dal sensore IR.

DCNS costruirà la prima corvetta/OPV Gowind

Riferimento | Europa | Industria | Marina |


DCNS, ricorrendo a fondi propri, ha deciso di inserirsi nel settore delle corvette / OPV (Offshore Patrol Vessel) finanziando la costruzione di un pattugliatore della famiglia Gowind, che avverrà presso i cantieri di Lorient. L’azienda mira a raddoppiare il fatturato nei prossimi 10 anni ampliando la gamma di prodotti offerti; secondo Patrick Boissier, Presidente e CEO del gruppo DCNS, la Gowind fornirà uno strumento di marketing per agevolare il percorso di acquisizione di unità di questo tipo, sia presso la Marine Nationale che in paesi esteri, trainando la crescita della società e consentendo contemporaneamente di migliorare i metodi di progettazione e produzione, e quindi la competitività. L’obiettivo è ottimizzare i tempi di costruzione in modo da arrivare, partendo dal taglio della prima lamiera, in soli 20 mesi alla consegna della nave al cliente finale, a fine 2011.

Una delle chiavi per vincere nel settore è offire soluzioni “provate” e a basso rischio in grado di mettere al riparo i clienti da possibili aumenti dei costi d’acquisizione, da cui la decisione di DCNS di offrire l’utilizzo della Gowind alla Marina francese per tre anni. La Marina sarà così in grado di dimostrare le capacità operative della nuova nave in operazioni reali.
La nuova nave è progettata per una vasta gamma di missioni quali sorveglianza anti-pirateria, anti-terrorismo, controllo delle aree di pesca e piattaforme petrolifere, interdizione ai traffici di droga, protezione ambientale, assistenza umanitaria, ricerca e salvataggio in mare, e sicurezza marittima.

La nave proposta rappresenta la versione entry-level della famiglia Gowind (denominata Sovereignity Enforcer), quella da 1.000 tonnellate di dislocamento. Con una lunghezza complessiva di 90 metri, questa variante di OPV Gowind ha un’autonomia in acquee blu di tre settimane, o 15.000 km, e una velocità massima di 21 nodi; per operare ha bisogno di un equipaggio ridotto di 30 persone con possibilità di ospitarne altre 30.
Tutte e quattro le navi della famiglia (Sovereignity Enforcer, High Seas Master, Deterrent Warrior, Multi-Mission Combatant) presentano un ponte di comando panoramico (a 360°), sistema di gestione di combattimento SETIS, cannone Oto-Melara 76/62 SR, torrette remote per difesa ravvicinata contro attacchi asimmetrici, capacità di ospitare un elicottero della classe 9-10 tonnellate (come l’NH90), o un UAV (unmanned aerial vehicle) a decollo verticale, 2 gommoni per operazioni speciali (o due USV – unmanned surface vehicles) schierabili in mare in 5 minuti dalla zona coperta di poppa.

Le altre navi della serie possono essere equipaggiate con una gamma di sistemi d’arma a seconda dei loro profili di missione. La top di gamma (la Multi-Mission Combatant), lunga 105 metri, arriva ad una configurazione da fregata, e ha un dislocamento di 2.500 tonnellate, con velocità massima di 27 nodi; presenta a bordo una suite completa ASW (anti-submarine warfare), 16 celle verticali per missili Aster 15, VL Mica per difesa antiaerea, o missili Exocet MM40 per attacco antinave.

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