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Varata la seconda LCS, la Independence (LCS-2)

Riferimento | Americhe | Marina |


La seconda nave del programma Littoral Combat Ship, la Independence, è stata varata nei cantieri Austal a Mobile, Alabama. La procedura di varo ha reso necessario il coordinamento di tutto il traffico marittimo sul fiume Mobile mentre il trimarano di 127 metri di lunghezza e 2.500 tonnellate di peso veniva portato fuori dal sito di costruzione mediante carrelli binati e posto nel bacino allagato.

La particolare struttura di questa nave, basata su una sezione centrale dello scafo lunga e sottile e due scafi laterali, permette una maggiore stabilità e tenuta in mare anche alle alte velocità (superiori a 40 nodi) ed in condizioni climatiche avverse, ed una conseguente agevolazione delle operazioni sul ponte di volo. La sua ampia superficie infatti, permette alla LCS-2 di operare contemporaneamente 2 elicotteri H-60 Black Hawk od un H-53 Sea Stallion, cosa non possibile su altre unità dello stesso tonnellaggio.

La Independence, seconda Littoral Combat Ship, la prima costruita dal consorzio guidato da General Dynamics, sarà ormeggiata a fianco delle strutture Austal durante il periodo necessario all’allestimento, attivazione e verifica dei sistemi per poi iniziare le prove in mare a fine 2008.

L’Ammiraglio Gary Roughhead, capo delle operazioni navali della US Navy, ha commentato: “Noi abbiamo un gap in quelle che io chiamo green waters. Siamo ben messi nelle blue waters e abbiamo cominciato a riemergere nelle brown waters con le nostre forze fluviali. Ma nelle acque litoranee abbiamo un buco e le LCS sono la soluzione più adatta per colmarlo. Hanno velocità ed un pescaggio ridotto che permette di espandere l’area in cui possono operare. Sono inoltre progettate per avere moduli di missione modificabili rapidamente, come da requisito. Quindi le LCS sono navi molto importanti per la nostra Marina.”

Il 23 settembre 2006 è stata varata la prima unità, la LCS-1 USS FREEDOM, costruita da Lockheed Martin (a capo del consorzio rivale che compete per la costruzione di tutte le LCS), la quale sarà consegnata alla US Navy entro la fine del 2008 e dislocata a San Diego.
La Marina USA ha recentemente cancellato la terza e la quarta nave prevista nel programma LCS, costruite rispettivamente da Lockheed Martin e General Dynamics, a causa dell’aumento non controllato dei costi (fino all’86%, passando da 220 a 410 milioni di dollari per unità) e la previsione di spesa per il 2009 trasmessa a Capitol Hill ha mostrato cambiamenti importanti, compresa la riduzione degli ordini iniziali a 4 navi rispetto alle 6 inizialmente pianificate.

Il programma LCS è nato per soddisfare il requisito della US Navy per la fornitura di fregate multimissione (Asuw, Asw, Miw), sostitute delle classe Perry, capaci di operare efficacemente in ambiente litoraneo. Il requisito della marina per questo tipo di navi resta fermo a 55 unità.

LCS-2 "Independence"





La US Coast Guard sceglie il radar SEASPRAY 7500E

Riferimento | Americhe | Marina |

seaspray7500e.jpgSELEX GALILEO, società di Finmeccanica, si aggiudica un contratto da 32 milioni di dollari per il radar SEASPRAY 7500E. Dopo essere stato selezionato nel 2005, il radar SEASPRAY è stato nuovamente scelto dalla US Coast Guard per il programma di aggiornamento dei velivoli HC-130H. Si tratta di una commessa particolarmente significativa per Finmeccanica che conferma la strategia di crescita commerciale negli Usa, uno dei mercati della Difesa più interessanti.

Il contratto garantirà un flusso di lavoro per un periodo di quattro anni. In totale, 15 velivoli HC-130H saranno aggiornati con i nuovi apparati. Il SEASPRAY 7500E è un radar multi mode che unisce la tecnologia a scansione elettronica (Electronically Scanned Array, AESA) con un processore standard (Commercial Off The Shelf, COTS). Il SEASPRAY 7500E rappresenta per la USCG un sensore fondamentale su tutte le attività di pattugliamento e sorveglianza a lungo raggio.

Il radar SEASPRAY 7500E consente alla US Coast Guard di disporre di una suite completa di modi imaging specifici della tecnologia radar AESA. La Human Machine Interface (HMI) si caratterizza per uno schermo ampio e tecnologia touch screen per la presentazione di informazioni provenienti dalla
Local Area Network (LAN). Questa tecnologia permette agli operatori di bordo di utilizzare e visualizzare contemporaneamente diverse modalità nelle varie postazioni del velivolo.

L’HC-130H viene di solito impiegato con breve preavviso, in condizioni atmosferiche avverse, per missioni di ricerca e soccorso, controllo dei traffici illegali, protezione civile, tutela dell’ambiente e salvaguardia delle coste. Iniziative di primo piano per la Maritime Domain Awarness che punta alla
sorveglianza dei principali porti statunitensi, delle coste e della zona dei Grandi Laghi nel nord del paese. La US Coast Guard è un`agenzia di grande importanza all’interno dell’US Department of Homeland Security: le sue campagne aeree hanno un ruolo chiave nella lotta globale contro il terrorismo.

Il sistema radar SEASPRAY 7500E AESA è compatibile con gli elevati standard posti dalla US Coast Guard che necessita soprattutto di: detezione ogni tempo di piccoli target a mare, tempestiva individuazione di perdite di petrolio (oil spills), monitoraggio dei ghiacci, elaborazione in tempo reale di informazioni sulle condizioni meteo e, infine, come sensore facente parte di un pacchetto avionico altamente integrato, di funzioni avanzate di mappatura del terreno.

Nello stabilimento di SELEX GALILEO ad Edinburgo (Scozia) saranno portate avanti le attività di produzione, configurazione, training ed assistenza per il sistema radar. L’istallazione, la fabbricazione del kit e la configurazione a bordo dei velivoli verrà realizzata da SELEX Sensors & Airborne Systems
(S&AS) US Inc e Pegasus International Inc presso l’aeroporto di Stennis International, vicino a Klin, nel Mississippi.

“Siamo onorati di far parte del programma della USGC e in particolare di essere responsabili per l’integrazione del radar assieme alla Pegasus International, presso la nostra facility di Klin nel Mississippi” ha commentato R. Scott Rettig, Presidente e CEO di SELEX Sensors & Airborne Systems (S&AS) US Inc.

Fonte: Selex Galileo

US Navy sceglie l’RQ-4N come piattaforma BAMS

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BAMS
Northrop Grumman si è aggiudicata un contratto da 1.16 miliardi di dollari per lo sviluppo del BAMS (Broad Area Maritime Surveillance Unmanned Aircraft System), programma che avrà come piattaforma lo UAV RQ-4N, versione per la marina del Global Hawk in servizio nella US Air Force. Questo assetto fornirà capacità ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione) per individuare, seguire e identificare obiettivi navali e terrestri in scenari oceanici e litoranei, per interdizione marittima, gestione del campo di battaglia, difesa della flotta o per missioni di strike.

Con una autonomia media di 24 ore (fino ad un massimo di 36), l’RQ-4N sarà in grado di stazionare per un periodo prolungato di tempo nella zona di operazioni, dando ai pianificatori una situational awareness costantemente aggiornata riguardo le minacce di superficie.
Il BAMS sarà dotato di radar AESA (Active Electronically Scanned Array) con copertura a 360 gradi, sensori multifunzione elettro-ottici, all’infrarosso e da guerra elettronica, sistema di identificazione automatica (AIS), suite di comunicazione data-link satellitare a banda larga (via rete militare SATCOM e civile INMARSAT), link 16 e UHF, e capacità SIGINT (Signals Intelligence).
Volando ad una quota operativa di 60.000 ft, con un raggio d’azione di 22.780 km e grande autonomia oraria, il BAMS può coprire vaste aree ed essere da complemento ai P3 Orion ed ai futuri P-8A Poseidon.

Alla costruzione partecipano anche Raytheon, che fornirà il sistema di controllo di missione e i sensori EO/IR, L-3 Communications per l’integrazione dei sistemi di comunicazione, Aurora Flight Sciences che costruirà la coda a “V” e altre parti in composito, Rolls-Royce per il propulsore, Sierra Nevada Corporation per sistemi ausiliari elettronici e Vought Aircraft Industries che fornirà le ali.

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Raytheon e Boeing insieme per il JAGM (Joint Air to Ground Missile)

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jagm.jpgBoeing Integrated Defense Systems e Raytheon hanno unito gli sforzi per competere al contratto congiunto U.S. Army-U.S. Navy relativo all’acquisizione a partire dal 2016 di un nuovo missile in grado di sostituire efficacemente i BGM-71 TOW, gli AGM-114 Hellfire e gli AGM-65 Maverick. Il nuovo missile, che sarà principalmente destinato agli elicotteri di marina ed esercito (AH-64D Apache Longbow, MH-60R Seahawk, AH-1Z Super Cobra), ma anche a UAV da ricognizione armata e agli F/A-18 E/F, supererà come prestazioni e portata gli attuali sistemi in dotazione.

Grazie al seeker tri-modale (radio-frequenze a onde millimetriche, infrarosso, laser) che permette differenti modalità di ingaggio e fornisce capacità di lock-on dopo il lancio, alla comunicazione radio integrata che consente aggiornamenti in volo e invio della stima dei danni, alla possibilità di agire in ogni condizione climatica in ambienti oscurati da fumo e polvere ed evitare contromisure di sistemi attivi, sarà possibile colpire bersagli come carri armati, bunker, edifici e barche da 20 km di distanza con maggior accuratezza.

L’interfaccia, che si basa su quella dell’Hellfire, la compatibilità e l’uso di componenti già esistenti presenti in commercio permetterano di abbattere i costi e i rischi di programma.

Anche Lockheed Martin proporrà la sua offerta riguardo il programma Joint Air to Ground Missile (JAGM), il cui valore si stima in 7 miliardi di dollari, in seguito alla richiesta di proposte (RFP) rivolta all’industria con scadenza 19 maggio a cui seguirà una fase di valutazione che decreterà chi dovrà aggiudicarsi il potenziale ordine.

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