AgustaWestland ha ricevuto un contratto da 37.6 milioni di dollari per la fornitura all’Egitto di una quantità al momento indefinita di elicotteri AW139, compresi motori e parti di ricambio, attrezzature di supporto e manutenzione, addestramento per piloti e personale di terra. Il contratto è stato siglato con l’US Army secondo la formula di cooperazione militare fra Egitto e Stati Uniti, i quali con questo accordo coprono una parte dell’importo complessivo dell’ordine. I lavori saranno eseguiti a Reston in Virginia, e in Egitto, con consegne da completarsi entro novembre 2012. Gli elicotteri saranno forniti in configurazione SAR (ricerca e soccorso) e MEDEVAC (evacuazione medica).
L’AW139 in versione utility può essere configurato per trasportare da 8 a 15 soldati nella sua cabina da 8 metri cubi. Le grandi porte scorrevoli permettono di caricare e scaricare rapidamente truppe e materiali. L’AW139 raggiunge una velocità massima di crociera di 165 nodi (306 km/h) e ha un’autonomia superiore alle 570 miglia nautiche (1.060 km) con carburante ausiliario. L’avionica integrata riduce al minimo il carico di lavoro del pilota consentendo all’equipaggio di concentrarsi sugli obiettivi di missione.
In qualità di unico elicottero bimotore medio di nuova generazione in produzione, l’AW139 ha riportato molti successi sul mercato internazionale. Ad oggi sono stati ordinati quasi 500 esemplari da parte di circa 140 clienti in oltre 50 paesi. 350 sono già in servizio in tutto il mondo, e oltre ad impieghi militari svolgono una gamma di missioni tra cui trasporto d’emergenza, homeland security, trasporto offshore, trasporto VIP/corporate, antincendio e altri impieghi commerciali e governativi.
Uno dei quattro Eurofighter inglesi in grado di svolgere sia missioni aria-aria che aria-suolo, operanti in Libia nell’ambito dell’operazione Ellamy, ha condotto per la prima volta in operazione reale un attacco al suolo che ha portato alla distruzione di due carri armati delle forze di terra libiche. L’aereo, decollato dalla base di Gioia del Colle assieme ad un Tornado GR4, una volta arrivato sopra i cieli di Misurata ha identificato gli obiettivi a terra e rilasciato in successione due Enhanced Paveway II, mentre il Tornado colpiva un terzo carro con una Paveway IV.
Il Maggior Generale John Lorimer ha affermato che l’uso del Typhoon come piattaforma multi-ruolo, in combinazione con il Tornado, fornisce all’aeronautica una pronta ed equilibrata capacità di reazione mantenendo le forze schierate al livello maggiore di efficienza. Il Generale ha aggiunto che la RAF sta ora fornendo un quarto degli assetti d’attacco operativi in Libia, chiamati a svolgere una media del 15 per cento delle sortite totali NATO, rimanendo in volo per il circa il 25 per cento del totale delle ore di volo accumulate dagli aerei della coalizione. Durante il fine settimana, la NATO ha condotto attacchi contro 61 veicoli blindati e postazioni di difesa aerea; un terzo di questi, concentrati nella zona di Misurata, Brega e Agedabia, sono stati attaccati da aerei della RAF.
I bunker distrutti contenevano munizioni che rifornivano l’Esercito libico nelle operazioni di combattimento nel nord del paese, nella zona di Misurata. Il sito, a nord della città di Sebha, ospitava 40 bunker sotterranei in cui erano conservate armi leggere e munizioni di artiglieria.
Nei giorni precedenti, un’azione combinata fra la Marina americana e inglese ha visto il lancio di missili Tomahawk Block IV per distruggere le postazioni di difesa aerea ancora presenti nelle vicinanze, come misura propedeutica all’attacco aereo coordinato sulla base, avvenuto all’alba del 28 marzo.
Provenienti dalla base di Marham, Regno Unito, Tornado GR4 della RAF, riforniti in volo da un VC10, hanno lanciato missili standoff Storm Shadow contro un certo numero di bunker a nord-ovest del sito. Questa attività è stata sostenuta da altri aerei della coalizione in un attacco coordinato che ha provocato la distruzione di tutti i 40 bunker, con esplosioni per lo più sotterranee.
Altri Tornado inglesi partiti da Gioia del Colle hanno effettuato ricognizione armata sganciando bombe Paveway IV e missili Brimstone contro obiettivi terrestri libici (3 carri, 2 veicoli corazzati e una postazione SAM). Un Nimrod R1, un Sentinel e un E3-D decollati da Akrotiri e Trapani hanno preso parte anch’essi all’operazione.
La distruzione di queste strutture impedisce l’arrivo di rifornimenti all’esercito libico, misura che avrà importanti ricadute sugli scontri in atto a Misurata e Zintan dove si prevede che la domanda di munizioni rimarrà alta.
Dal 23 marzo gli aerei militari francesi non operano più esclusivamente nella zona di Bengasi, e nelle ultime notti sono stati impegnati in una più intensa attività operativa.
Nel corso delle ultime missioni, un velivolo AWACS della coalizione ha rilevato un aereo in volo nella zona di Misurata. Un Mirage 2000 ed un Rafale sono entrati in azione confermando la presenza di un caccia (in realtà un modesto addestratore G2A-E Gaben) che operava in violazione della Risoluzione ONU 1973. Il Rafale ha condotto un attacco al suolo con l’AASM (Armement Air-Sol Modulaire), distruggendo il velivolo che intanto era atterrato alla base di Misurata, città teatro degli scontri più violenti delle ultime ore. All’inizio si era pensato al primo abbattimento di caccia libico in volo in violazione della zona di non-sorvolo, ma poi il Ministero della Difesa francese ha confermato la distruzione al suolo del velivolo durante l’attacco alla base, senza però confermare l’identità del velivolo “ostile”.
In un’altra missione dieci velivoli dell’Aeronautica Militare e della Marina francese hanno condotto un attacco notturno con missili SCALP-EG (Storm Shadow) contro un sito operativo delle forze aeree di Gheddafi. In particolare la missione è stata condotta da due Mirage 2000D e due Rafale, partiti dalla base di Solenzara (Corsica) e dalla Francia continentale (base di Saint-Dizier), e da due Rafale con pod da ricognizione RECO NG, assistiti da due Super Etendard decollati dalla portaerei Charles de Gaulle, al largo delle coste della Libia. Altri due Rafale in configurazione tanker hanno preso parte all’operazione. L’obiettivo era una base aerea militare isolata, situata a circa 250 km a sud della costa.
Alla data del 24 marzo, quasi venti aerei sono stati coinvolti nell’Operazione Harmattan e in missione di ricognizione e pattugliamento della no-fly zone.
Quattro missioni d’interdizione sono state condotte da due Mirage 2000D e quattro Rafale dell’Armée de l’Air, oltre a pattugliamenti congiunti di Rafale e Super-Etendard della Marine Nationale. Questi aerei sono dotati di bombe AASM e GBU-12 così come di missili aria-aria Mica.
Per condurre queste missioni, gli aerei da combattimento sono stati supportati da tanker C135F e da un E3F AWACS partiti dalla Francia, oltre che da un Hawkeye e dai Rafale in configurazione da rifornitore lanciati dalla CdG, parte della Task Force navale francese TF473, al comando del Contrammiraglio Philippe Coindreau.