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Traguardo operativo di 75.000 ore di volo per i C-130J italiani

Riferimento | Aerospazio | Europa |


I C-130J Super Hercules dell’Aeronautica Militare Italiana hanno raggiunto le 75.000 ore di volo, un risultato straordinario che include sia le prime missioni di combattimento che quelle di soccorso umanitario.

La 46a brigata aerea dell’Aeronautica militare dispone di 22 Super Hercules, il primo dei quali entrato in servizio nell’agosto del 2000, e con le sue attività operative ha contribuito allo sviluppo delle tattiche d’impiego adottate per l’utilizzo dei C-130J negli ultimi otto anni.

Ross Reynolds, vice presidente di Lockheed Martin per il programma C-130J, ha partecipato ad una speciale cerimonia tenutasi a Pisa nel corso della quale è stato celebrato il traguardo operativo delle 75.000 ore di volo realizzato dalla 46a brigata aerea.

“75 mila ore di volo sono un risultato straordinario” ha detto Reynolds. “Dalle vostre continue missioni fuori da Herat in supporto delle truppe alleate in Afghanistan, alle missioni per il soccorso medico alle popolazioni dell’Africa come “Ridare la luce”, voi siete realmente l’operatore di C-130J con cui gli altri utilizzatori si misurano”.

Ross Reynolds ha presentato alla 46a brigata aerea un modello in grande scala del C-130J che verrà posizionato all’entrata del National Training Centre di Pisa, dove si addestra il personale di bordo e i tecnici addetti alla manutenzione dell’aereo. Dal 2004 il centro ha prodotto oltre 800 ore di addestramento e circa 150 piloti l’anno.

Il novero di nazioni che hanno già in linea o ordinato l’aereo comprende Italia, Australia, Canada, Danimarca, India, Norvegia, Regno Unito, USA e Qatar.

I C-130J sono attualmente dispiegati in due teatri di combattimento e vengono utilizzati quotidianamente a ritmi molto elevati per rifornire truppe ed equipaggiamenti via terra o con aviolanci, per il rifornimento in volo, a terra e per aiuti umanitari.

La flotta mondiale di C-130J si avvicina al mezzo milione di ore di volo complessive con alcuni operatori nazionali che arrivano alle 1.000 ore di volo mensili.

Guerra Elettronica: Addestramento congiunto dell’Aeronautica

Riferimento | Aerospazio | Europa |


L’ambizioso progetto tentato negli anni scorsi si è concretizzato su disposizione del Comando delle Forze da Combattimento di Milano e supportato dagli Alti Comandi con l’obiettivo di mettere a fattor comune l’esperienza che il 155° Gruppo ETS (Electronic Tactical Suppression) ha maturato nel corso degli ultimi dieci anni nel campo della Guerra Elettronica assumendone il ruolo di organizzatore.

Il rischieramento di 12 velivoli da caccia Tornado, 6 ECR (Electronic Combat Reconnaisance) del 155° e 6 IDS (Interdiction Strike)/MLU (Mid Life Update) del 154° ed una componente di circa 120 unità fra equipaggi e tecnici specialisti, è stato effettuato presso la base aerea USAFE di Spangdhahlem (Germania), sede del 52° Fighter Wing comprendente 3 Gruppi caccia (22° e 23° Gruppo F16CJ Block 50/52 e 81° Gruppo attacco con i velivoli A-10).

Gli obiettivi prefissati erano molteplici, sia per gli equipaggi volo che per la parte tecnico manutentiva. L’attività d’addestramento si è svolta con l’obiettivo di sfruttare l’esperienza maturata nel settore dal 155° Gruppo ETS, che ha assunto il ruolo di organizzatore della campagna congiunta, per un reciproco addestramento in ambiente denso di minacce superficie aria (SAM) radar asservite. La simulazione ha previsto una fase di crisi iniziale con conseguente rischieramento immediato di una componente dei due Gruppi costituitisi come una unica cellula Tornado Iitaliana su di una DOB (Deployable Operating Base) ove è stata costituita una unica area di Operazioni OPS (Sezione Intelligence “I”, Sala Operativa e Nucleo tecnico) a supporto della attività volativa di volo degli equipaggi. La campagna ha dato cosi la possibilità agli equipaggi di entrambe i Gruppi di addestrarsi in uno scenario altamente realistico.

Gli equipaggi del 154° Gruppo hanno potuto effettuare diverse tipologie di missioni con armamenti e profili di sgancio diversi, in ambiente con elevata minaccia SAM e con il supporto degli assetti SEAD (Soppressione dei Radar della Difesa Aerea Nemica) rappresentati dai velivoli ECR. D’altro canto gli equipaggi del 155° Gruppo, oltre ad operare in un ambiente elettromagneticamente denso di minacce potendo cosi sfruttare a pieno i sensori di guerra elettronica a bordo del velivolo ECR, hanno potuto confrontarsi con le problematiche connesse alla pianificazione di una missione AFSS (Supporto di un pacchetto reale di velivoli attaccanti) con armamento convenzionale e/o di precisione, attività, il più delle volte, simulata a livello di pianificazione. Alcune missioni di volo sono state volate assieme ai velivoli F16CJ del 22 Sqn. della USAFE a protezione dei velivoli Tornado italiani sotto il controllo dei Controllori d’intercettazione tedeschi.

La summenzionata attività di attacco e soppressione dei sistemi di difesa aerea risulta allo stato attuale difficilmente realizzabile in Italia a causa della mancanza di un idoneo poligono di guerra elettronica che risponda ai requisiti peculiari per l’attività ETS. La campagna ha inoltre anche costituito per gli equipaggi dei due Gruppi Volo un momento di aggregazione e di scambio interprofessionale, soprattutto in considerazione delle nuove capacità acquisite con i nuovi sofisticati ed aggiornati armamenti consegnati in dotazione ai rispettivi reparti.

Ulteriore obiettivo è stato inoltre quello di porre a fattor comune la parte tecnico manutentiva che ha potuto anch’essa addestrarsi ad operare in maniera congiunta lontano dalle rispettive basi madre. La sinergia delle forze e della vasta esperienza accumulata dal personale dei due Reparti volo ha consentito di raggiungere un elevato tasso di efficienza rivelandosi quindi una formula vincente confermata dall’elevato numero di sortite effettuate, circa 130 per un totale di oltre 250 ore di volo.

Il 154°, che fa parte dell’organico del 6° Stormo, dal dopoguerra fino ad oggi, è investito di compiti operativi, relativi all’addestramento per operazioni belliche e alla ricognizione aerea. In questo ambito gli equipaggi del gruppo si trovano spesso ad operare a stretto contatto con la Protezione Civile, com’è accaduto in occasione delle calamità naturali quali l’eruzione dello Stromboli e il terremoto di San Giuliano, o con organismi internazionali come il Tribunale Internazionale dell’Aja in occasione della crisi balcanica, che vide i Tornado del 6° Stormo operare per l’individuazione delle fosse comuni.

Il 155° Gruppo ETS ha sede sull’aeroporto ‘G. Graffer’ di San Damiano (PC) ed è equipaggiato con i moderni e sofisticati velivoli Tornado ECR altamente specializzati nella Guerra Elettronica. Ha il compito di acquisire e mantenere la capacità di colpire con precisione gli obbiettivi assegnati con l’impiego dei sofisticati equipaggiamenti disponibili sul velivolo in dotazione, prevalentemente a bassissima quota con ogni condizione di tempo, di giorno e di notte.

Fonte: AMI

Conclusa l’esercitazione Spring Flag 2008

Riferimento | Aerospazio | Europa |

L’ultima giornata, dedicata alle autorità militari e civili ed ai giornalisti, ha visto l’effettuazione di una dimostrazione di uno Slow Mover Interception (SMI) con un velivolo SF-260EA del 70° Stormo di Latina e due velivoli MB-339CD del 61° Stormo di Lecce, della procedura ‘fast rope’ dei Ranger dell’Esercito Italiano da due elicotteri HH-3F del 15° Stormo di Pratica di Mare, dello sbarco di Force Protection dell’Aeronautica Militare dall’elicottero CH-47 dell’Esercito Italiano, di una Casualties Evacuation (CASEVAC) con elicotteri HH-3F e del sorvolo finale in formazione di tutti i velivoli partecipanti all’esercitazione. L’esercitazione ha visto fase di ‘deployment’ (rischieramento), dal 1° al 4 aprile, le operazioni aeree addestrative diurne dal 7 al 12 aprile e le operazioni notturne dal 14 al 16 aprile. Hanno partecipato unità appartenenti all’Aeronautica Militare, Esercito Italiano, Marina Militare, ed alle unità della NATO, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Spagna, Stati Uniti e Turchia, nonché del Ministero degli Affari Esteri e della Croce Rossa Italiana. Sono giunti anche 19 osservatori da 9 nazioni: Algeria, Brasile, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Giordania, India, Kuwait e Romania. Si sono accreditati oltre 120 giornalisti, fotografi e free-lance, di cui 30 delle testate straniere.
Lo scenario predisposto per l’esercitazione ha avuto la connotazione tipica delle operazioni che si svolgono al di fuori dei confini nazionali in aree di crisi. Lo scopo dell’esercitazione è stato quello di addestrare pertanto il personale a condurre operazioni aeree complesse (Composite Air Operations – COMAO) a guida italiana nel più ampio contesto di Peace Support Operations, nonché Urban Close Air Support (CAS), Combat Search and Rescue (CSAR) e Slow Movers Interception (SMI).
Per l’esercitazione si sono costituiti: un Joint Force Air Component Command (JFACC) attivato presso il COFA (Comando Operativo delle Forze Aeree), responsabile della campagna aerea sulla base delle decisioni dell’Autorità politica; un Deployable Combined Air Operations Center (DCAOC) presso Bari Palese, responsabile della traduzione degli intendimenti del JFACC in ordini di operazioni; una Deployable Operating Base (DOB) presso Decimomannu (Cagliari) per gli assetti che costituiscono il “coalition party”, responsabile della esecuzione delle operazioni aeree per il raggiungimento degli obiettivi definiti dal JFACC. Inoltre, presso l’aeroporto militare di Trapani Birgi, è stata costituita una DOB per gli assetti che costituiscono l’”Opfor party” (Forze di Opposizione).

Per il generale di squadra aerea Roberto Iacomino, Comandante del COFA, “anche quest’anno la Spring Flag si è conclusa con successo, destando grande interesse da parte dei Comandi militari delle unità impiegate, degli osservatori stranieri e della stampa nazionale ed estera. L’attività volativa è stata molto intensa ed ha permesso di testare tutte le componenti, equipaggi di volo e specialisti, impegnati in uno scenario simulato non difforme dalla realtà. La partecipazione di unità straniere e della NATO, nonché del Ministero degli Affari Esteri e della Croce Rossa, ha confermato la necessità di addestrarsi congiuntamente per condurre operazioni aeree necessarie per garantire nel mondo i processi di pace e di sviluppo democratico. Auspico che nei prossimi anni si possa avere la partecipazione di ulteriori nazioni allo scopo di rendere ancor più internazionale la principale esercitazione dell’Aeronautica Militare.”

Fonte: AMI

Alenia Aermacchi: Roll-Out del primo M-346 di pre-serie

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Alenia Aermacchi, società del gruppo Finmeccanica, ha presentato il primo velivolo M-346, addestratore avanzato di nuova generazione, in configurazione industriale di pre-serie.
Il roll-out si è svolto presso gli stabilimenti Alenia Aermacchi di Venegono Superiore, alla presenza dei vertici delle Forze Armate e dell’Industria di settore.

L’ M-346 di pre-serie testimonia e conferma la grande maturità raggiunta dal programma che, grazie all’intensa attività di sviluppo svolta sui due prototipi, ha portato all’ottimizzazione del progetto ed alla sua industrializzazione.

L’impegno progettuale è stato incentrato sull’ottimizzazione della parte strutturale del velivolo, anche in un’ottica di miglioramento manutentivo. L’obiettivo è stato raggiunto attraverso la razionalizzazione della disposizione dei longheroni alari e delle ordinate di fusoliera, e alla ulteriore introduzione di materiale composito e titanio.
Ciò ha consentito, grazie anche all’integrazione del nuovo carrello principale e alla standardizzazione dei sistemi generali di missione, di ottenere una notevole riduzione di massa a vuoto, quantificabile in circa 700 Kg.

Va inoltre sottolineato il potenziamento del Flight Control System, i cui computer sono progettati da Alenia SIA e SELEX Communications, con software delle leggi di controllo sviluppati all’interno di Alenia Aermacchi.

Il raggiungimento di questi nuovi risultati è stato ottenuto anche attraverso i dati sperimentali delle intense campagne di prove, a cui i prototipi sono stati sottoposti, e inoltre dai preziosi suggerimenti forniti dalle numerose Forze Aeree dei paesi che hanno valutato il velivolo M-346.

Da oggi si apre una nuova stagione per l’M-346 che, grazie a questo nuovo traguardo, si avvia ad una rapida industrializzazione e ad una successiva entrata in servizio, in linea con i tempi previsti.

All’evento hanno presenziato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Vincenzo Camporini e il Gen. S.A. Giuseppe Bernardis, Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, a conferma della sempre più proficua collaborazione tra l’azienda e l’Aeronautica Militare Italiana che, sin dall’inizio del programma, ha caratterizzato lo sviluppo dell’M-346.

Fonte: AMI

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