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La portaerei Charles de Gaulle completa il refit

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In conformità con i suoi impegni contrattuali, DCNS ha ufficializzato con l’SSF (Service du Soutien de la Flotte) il primo dicembre 2008 la fine del periodo di indisponibilità della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle, motivata dal programma di lavori di manutenzione e riparazione (IPER – indisponibilité périodique pour entretien et réparation), dal costo di 300 milioni di euro.

Dopo 15 mesi e 2.5 milioni di ore di lavoro, la portaerei lascia così il bacino di Vauban, vicino la base navale di Toulon, e ritorna a disposizione della Marina Militare francese. Verranno effettuate prima del rientro in servizio campagne di riqualificazione di tutto il personale di bordo, che saranno ottenute attraverso la realizzazione di esercitazioni a grado di difficoltà crescente.

IPER ha permesso la revisione totale dei sistemi, la riverniciatura dello scafo e ripavimentazione del ponte di volo, la sostituzione dell’elemento combustibile dei due reattori, l’installazione del sistema di comunicazione e comando satellitare Syracuse III, l’adeguamento per l’utilizzo a partire dal 2009 del missile da crociera a testata nucleare ASMP-A, e SCALP-EG a bordo dei nuovi Rafale standard F3. Il ciclo dei lavori è iniziato il primo settembre 2007 e DCNS ha rispettato i 15 mesi di contratto stabiliti dalla Marine Nationale.

Durante il periodo di indisponibilità della portaerei il Groupe Aérien Embarqué (Gaé) si è addestrato effettuando esercitazioni sia a bordo di portaerei USA con i suoi Rafale F2 che rischierando i propri Super Etendards in Afghanistan. L’assenza della CVN Charles de Gaulle tuttavia ha palesato il vuoto in materia di proiezione strategica causato dalla mancanza dell’ammiraglia della flotta. A riguardo nel 2011 è attesa la decisione della Francia circa l’affiancamento o meno alla CdG di una seconda unità, designata PA2 (Porte-Avions 2), basata sul progetto inglese CVF.

Nuovi contratti per il programma CVF

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Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha firmato una serie di contratti del valore complessivo di 302 milioni di euro con Thales UK, Rolls-Royce, Converteam e L-3 per la fornitura del sistema di propulsione integrato, generatori di energia elettrica e relativi sottosistemi per le nuove portaerei HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales della Royal Navy. Le 4 aziende costituiscono la CVF Power and Propulsion Sub-Alliance nell’ambito della più generale Aircraft Carrier Alliance (ACA) incaricata di sviluppare sinergie e minimizzare i rischi di integrazione.

Thales UK, a guida della sub-alleanza in qualità di membro dell’ACA (che comprende anche BAE Systems, BVT Surface Fleet, Babcock Marine e il Ministry of Defence), è responsabile per la progettazione, integrazione e gestione dell’intero programma e attraverso il subfornitore Wartsila fornirà i generatori diesel principali e d’emergenza.

Rolls-Royce fornirà le 4 turbine a gas MT30, le più potenti disponibili attualmente sul mercato (le stesse selezionate per le Littoral Combat Ship di Lockheed Martin e i cacciatorpedinieri DDG-1000 Zumwalt), assieme a stabilizzatori, timoni e alcuni componenti elettrici.

Converteam fornirà i sistemi ad alto voltaggio (HV) fra cui gli alternatori per le MT30, la centralina, i sistemi di trasmissione della forza motrice, quattro motori a induzione e il software per il controllo e monitoraggio della potenza elettrica (EPCAMS). L’intero apparato si basa su quello fornito per le Type 45.

L3, attraverso la sussidiaria Marine Systems UK, è incaricata del sistema di gestione integrato della piattaforma (IPMS), che supervisiona e controlla in modo automatico gli impianti propulsivi, elettrici, ausiliari e di stima dei danni. L’integrated platform management system permetterà alle squadre di operare in sicurezza in qualunque condizione operativa riducendo contemporaneamente la necessità di personale sulla nave.

Le due nuove portaerei HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2014 e nel 2016.

UK: Firmato contratto per le nuove portaerei classe Queen Elizabeth

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Come previsto, dopo le dichiarazioni del Ministro della Difesa inglese Des Browne e la successiva costituzione dell’alleanza industriale fra BAE Systems e VT Group che ha portato alla creazione della joint venture BVT Surface Fleet, è stato finalmente siglato il contratto dal valore di 4.4 miliardi di euro per la costruzione delle due nuove portaerei classe Queen Elizabeth, programma del valore complessivo di circa 6.2 miliardi di euro. Il consorzio industriale BVT, composto da BAE Systems (55%) e VT Group (45%), sarà l’asse portante della Aircraft Carrier Alliance, il raggruppamento di aziende coinvolte nella realizzazione dell’opera, che verrà condotta presso i cantieri di Portsmouth, Barrow-in-Furness, Glasgow e Rosyth.

Il ministro ha commentato “Le due portaerei forniranno alle nostre forze di prima linea le moderne capacità di cui avranno bisogno nel corso dei prossimi decenni. Esse sosterranno il mantenimento della pace e la prevenzione dei conflitti così come le nostre priorità strategiche operative. Il contratto firmato oggi sigilla il futuro di migliaia di posti di lavoro, ed assicura che noi avremo una marina adatta al ventunesimo secolo”.

Le due nuove navi, la HMS Queen Elizabeth e la HMS Prince of Wales, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2014 e nel 2016 e ci rimarranno per almeno 50 anni, andando a sostituire le attuali unità classe Invincible con un assetto strategico in grado di aumentare significativamente le capacità di proiezione delle forze nazionali.

Le portaerei avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate, una lunghezza di 280 metri per 70 di larghezza a livello del ponte di volo (su cui spicca la doppia isola per aumentare il controllo delle operazioni), sistemi C4I, capacità di accomodare 1.450 persone ed operare un mix di massimo 40 velivoli ad ala fissa e rotante (36 F-35B Lightning II via ski-jump e probabilmente 4 AW-101 versione Airborne Early Warning). L’hangar dispone di 20 spot per aerei e/o elicotteri mentre gli ascensori sono in grado di movimentare 2 JSF ogni 60 secondi. La propulsione è affidata a 2 turbine a gas Rolls-Royce MT30 combinate a 4 generatori diesel che spingeranno la CVF fino ad una velocità di 25 nodi con una autonomia compresa tra i 14.800 e i 18.520 km. L’autodifesa sarà affidata ad un sistema CIWS Phalanx e mitragliatrici da 30mm o di calibro inferiore per fronteggiare minacce asimmetriche.

Il programma garantirà 10.000 posti di lavoro in coincidenza con il picco di produzione e la continuità di preziose capacità chiave per la cantieristica britannica.






Vicino il contratto per le due nuove portaerei inglesi CVF

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Il Ministro della Difesa inglese Des Browne (foto) ha dichiarato che è pronto a dare il via libera alla firma del contratto relativo alle due nuove portaerei da 65.000 tonnellate di dislocamento classe Queen Elizabeth, programma del valore di circa 6.2 miliardi di euro. Ora si aspetta la formazione del consorzio industriale BVT, composto da BAE Systems (55%) e VT Group (45%), che sarà l’asse portante della Aircraft Carrier Alliance, il raggruppamento di aziende coinvolte nella realizzazione dell’opera, che verrà condotta presso i cantieri di Portsmouth, Barrow-in-Furness, Glasgow e Rosyth.

Il ministro ha commentato “Le due portaerei forniranno alle nostre forze di prima linea le moderne capacità di cui avranno bisogno nel corso dei prossimi decenni. Esse sosterranno il mantenimento della pace e la prevenzione dei conflitti così come le nostre priorità strategiche operative. Questo è un giorno importante per il progetto e sono lieto che ci stiamo avvicinando alla firma dei contratti per la loro fabbricazione”.

La Baronessa Taylor, a capo del DE&S (Defence Equipment and Support) del Ministero della Difesa, ha aggiunto:
“La conferma odierna che stiamo procedendo con le due nuove portaerei sottolinea il nostro impegno sia verso la Royal Navy che verso l’industria cantieristica nazionale. Investiremo circa £ 14 miliardi (17.6 miliardi di euro) nella Marina e nell’industria navale nel corso dei prossimi dieci – quindici anni. Le future portaerei forniranno una importante capacità militare e sosterranno molti posti di lavoro, circa 10.000 durante il picco di produzione”.

L’Ammiraglio Sir Jonathon Band, Primo Lord del Mare e Capo di Stato Maggiore della Marina: “Sono ovviamente soddisfatto della notizia di oggi che, quando la joint venture sarà costituita, consentirà al Ministero della Difesa e all’industria di firmare il contratto per le due nuove portaerei. Queste navi con i loro aerei trasformeranno le capacità di difesa del Regno Unito quando entraranno in funzione, fornendo potere aereo a sostegno di tutta la gamma di future operazioni in mare, in aria e a terra”.

Le due nuove navi, la HMS Queen Elizabeth e la HMS Prince of Wales, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2014 e nel 2016 e ci rimarranno per almeno 50 anni. Sostituiranno le attuali unità classe Invincible con un assetto strategico, sviluppato in collaborazione con la Francia, in grado di aumentare significativamente le capacità di proiezione delle forze nazionali.
I francesi, che vorrebbero affiancare la nuova PA2 (Porte-Avions 2) alla Charles De Gaulle (impegnata fino a novembre in lavori di ammodernamento, manutenzione e riparazione), stanno riscontrando problemi nel reperimento dei fondi (circa 2.5/3 miliardi di euro), tali da portare Nicolas Sarkozy a chiedere al Primo Ministro Gordon Brown la costituzione di un gruppo congiunto di portaerei in modo che una delle due nazioni possa “prestare” all’altra la nave in caso di necessità.

UPDATE
: Realizzata l’alleanza industriale fra BAE Systems e VT Group con la creazione della joint venture BVT Surface Fleet (BVT), che combina le capacità di BAE Systems Surface Fleet Solutions e VT nella costruzione e supporto di navi da guerra, e le rispettive quote del 50% nella joint venture Fleet Support Limited (FSL). BVT opererà sulle strutture di Glasgow, Bristol (Filton) e Portsmouth.
BAE Systems come previsto avrà la quota di maggioranza del 55%.

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