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Primo tiro di valutazione del missile ASMPA da un Mirage 2000N

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Un Mirage 2000N della forza di deterrenza strategica francese, con a bordo pilota e navigatore appartenenti al gruppo aereo 3/4 “Limousin” (che verrà ribatezzato l’anno prossimo “La Fayette”), ha effettuato il primo test di fuoco, denominato Topaze, del nuovo missile pre-strategico a testata nucleare ASMPA (air sol moyenne portée améliorée). Scopo del volo di cinque ore, avvenuto lo scorso 23 novembre, che ha visto anche un rifornimento in volo del velivolo con un C135 e prove di penetrazione a bassissima quota, era la prima valutazione della prontezza operativa della combinazione Mirage 2000N/ASMPA. L’aeronautica francese, sebbene il missile sia entrato formalmente in servizio a ottobre 2009, sta ancora conducendo test operativi che verranno completati entro il 2011.

L’ASMPA (ovviamente inerte), una volta lanciato, ha seguito esattamente il profilo di volo programmato sui cieli del poligono della DGA di Biscarosse, il cui personale analizzerà i risultati prestazionali ottenuti, a fianco di aeronautica e marina francese, e del team tecnico di MBDA.

L’ASMPA è un missile da crociera supersonico dotato di avanzata manovrabilità, propulso da uno statoreattore che entra in funzione allo spegnersi del booster che spinge l’arma nella fase di accelerazione iniziale. Derivato dal programma di ricerca Vesta (dell’allora Aerospatiale Matra Missiles, ora MBDA France), sostituirà la versione precedente ASMP in servizio dal 1988. Quando operativo trasporterà un TNA tattica (tête nucléaire aéroportée) termonuclare di media potenza (circa 300 kt), sviluppata senza ricorrere a nuovi test nucleari, ma in base a simulazioni virtuali servendosi dei dati dell’ultima campagna di prove nucleari francesi.

I 60 Mirage 2000N allo standard K3 della Force de Frappe saranno rimpiazzati in futuro da 40 Rafale F3, mentre i 40 Super-Etendard basati su portaerei verranno anch’essi presto rimpiazzati da Rafale equipaggiati con il nuovo missile.

Foto: Armée de l’air

Firmato Trattato di Cooperazione Militare tra Francia e Regno Unito

Riferimento | Analisi | Europa | Industria |


Un nuovo programma di cooperazione nel settore Difesa tra il Regno Unito e la Francia è stato annunciato dal Primo Ministro britannico David Cameron e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, a margine dell’incontro bilaterale tenutosi a Londra per delineare i termini di quella collaborazione che porterà ad una elevata sinergia industriale e tecnologica tra i due paesi, per evitare spese ridondanti e aumentare allo stesso tempo efficienza e capacità militare.

Questo accordo segue le linee guida indicate nel Strategic Defence and Security Review, recentemente pubblicato dal governo inglese, che spinge verso relazioni più forti con gli alleati principali del Regno Unito, i cui interessi di sicurezza e capacità militari sono analoghi.

In questo senso gli stanziamenti alla difesa di Francia e Regno Unito costituiscono la metà del totale di quelli di tutte le nazioni europee, e i due terzi nel settore ricerca e sviluppo.

“Ci sono molte ragioni per cui questa cooperazione ha senso. Noi siamo le uniche potenze nucleari europee. Noi abbiamo i budget più grandi nel settore difesa e siamo gli unici due paesi con una reale capacità di proiezione su larga scala. Siamo entrambi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e membri guida del G8 e del G20. Non c’è momento migliore per approfondire il nostro rapporto con la Francia. Da quando il presidente Sarkozy è entrato in carica, abbiamo visto un vigoroso tentativo di portare l’Europa e l’America più vicine, e di integrare maggiormente la Francia nella NATO”, ha affermato il Ministro della Difesa inglese Liam Fox.

In termini pratici, le misure concordate tra il Regno Unito e la Francia prevedono:

• Lo sviluppo congiunto di una Combined Joint Expeditionary Force (CJEF), intesa a costituire una capacità di proiezione non permanente a livello brigata in grado di svolgere una serie di operazioni in futuro sia agendo a livello bilaterale che attraverso la NATO, la UE o altri accordi di coalizione. La guida di questo assetto, che farà affidamento su reparti provenienti da esercito, marina e aeronautica, sarà affidata ad un comandante francese o inglese con inizio delle esercitazioni nel 2011.

• L’implementazione di un team integrato di lavoro articolato sul centro della CEA (Commissariat à l’énergie atomique) di Valduc, in Francia, e supportato da quello della AWE (Atomic Weapons Establishment) di Aldermaston, UK, per la gestione delle testate nucleari francesi ed inglesi in materia di progettazione, test, sicurezza e manutenzione, in modo da condividere attrezzature e competenze e ridurre di molto i costi di quello che potrebbe configurarsi in futuro come un deterrente nucleare comune europeo. La durata di questo accordo, concertato in maniera separata dal resto del trattato, sarà di almeno 50 anni, a partire dal 2014.

• La formazione di un gruppo navale combinato costruito attorno alla portaerei francese Charles de Gaulle o alla HMS Queen Elizabeth a partire dal 2020, che integri assetti navali delle due nazioni per fornire una capacità d’attacco congiunto dal mare. La recente decisione di dotare l’unità inglese con catapulte e cavi d’arresto permetterà agli aerei francesi di operare dal suo ponte così come agli F-35C di essere lanciati dalla CdG.

• Lo sviluppo congiunto di nuove dottrine militari e programmi di addestramento.

• Una cooperazione avanzata in materia di acquisizione di equipaggiamenti e tecnologie, con accordi relativi allo sviluppo di un aereo senza pilota MALE (Medium Altitude Long Endurance), con data di consegna per il 2015/2020; un nuovo programma di ricerca UCAS (Unmanned Combat Aircraft System), che potrebbe portare ad un velivolo operativo nel 2030; nuovi sistemi d’arma, come il missile antinave di MBDA lanciabile da elicottero FASGW(H)/ANL e un programma di miglioramenti per il missile da crociera Scalp/Storm Shadow; tecnologie da integrare nei sottomarini nucleari di prossima generazione; nuovi assetti navali per la lotta antimine; una nuova costellazione di satelliti militari per comunicazioni da far entrare in servivio nell’arco temporale 2018/2022; attività di ricerca e sviluppo.

• Realizzare una logistica integrata comune, come particolare riferimento alla fornitura di ricambi, supporto, addestramento e manutenzione per il nuovo velivolo da trasporto A400M. In questo senso verrà firmato un singolo contratto con Airbus Military (EADS) entro la fine del 2011 in tempo per l’arrivo del primo aereo francese nel 2013.

• Lo sviluppo di una più forte base industriale e tecnologica nel settore Difesa, che potrebbe portare alla costituzione, nel caso di acquisizioni di sistemi d’arma complessi, di un solo fornitore europeo, che in qualità di unico contractor, sia capace di portare a risparmi dell’ordine del 30%.

• Il rafforzamento della collaborazione in tema di sicurezza informatica e anti-terrorismo.

Nel complesso, il trattato di cooperazione consentirà di rafforzare i legami operativi tra le forze armate francesi e inglesi, la condivisione e lo scambio di materiali ed attrezzature, la costruzione di impianti comuni, l’accesso ai rispettivi mercati della difesa, e una maggiore intesa industriale e tecnologica, rispettando gli impegni sia con la NATO che con l’Unione Europea.

Il trattato precisa che lo schieramento combinato di truppe dovrà ricevere l’avvallo di entrambi i paesi, mentre i termini della condivisione di informazioni militari sarà oggetto di ulteriori discussioni tra i rispettivi Capi di Stato Maggiore della Difesa.

In ogni caso i termini della collaborazione non pregiudicherranno la sovranità di ciascun paese nei riguardi della sua autonomia e della capacità di condurre operazioni militari singolarmente, mentre la possibile condivisione di informazioni riservate tra il Regno Unito, alleato privilegiato degli USA, e la Francia, potrebbe condurre, secondo John Bolton, ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite, a un netto taglio dei rapporti in materia di intelligence fra le due sponde dell’Atlantico.

La Nuova Strategia Nucleare USA e il Trattato New START

Riferimento | Americhe | Analisi |

nullPrecedentemente alla firma degli accordi New START per la riduzione degli arsenali nucleari strategici di USA e Russia, il Pentagono ha emesso la nuova Nuclear Posture Review (NPR), la Revisione della Posizione Nucleare degli Stati Uniti dettata dalle mutate condizioni della sicurezza internazionale e dalla volontà del Presidente Obama di proseguire gli sforzi verso un mondo “senza armi nucleari”. A tal fine il Ministro della Difesa Gates ha chiesto nei prossimi anni un trasferimento di fondi di 5 miliardi di dollari complessivi dal Pentagono al Ministero dell’Energia per la modernizzazione dell’intera infrastruttura nucleare americana, e l’estensione della vita operativa delle attuali testate, in modo da ottenere un dispositivo più contenuto ed efficiente. Nel prossimo anno fiscale il Department of Energy riceverà stanziamenti aggiuntivi per 2.7 miliardi di dollari (+25%) per programmi connessi alla non proliferazione nucleare.
Superata ormai l’impostazione generale in vigore durante la Guerra Fredda, con cui gli Stati Uniti si riservavano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di massiccio attacco convenzionale, o con armi chimiche e biologiche, sferrato dall’Unione Sovietica e dai paesi del Patto di Varsavia contro la NATO, e alla luce del fatto che le presenti minacce possono essere affrontate in maniera soddisfacente con l’uso di armamento convenzionale, la nuova NPR apporta dei cambiamenti anche alle conclusioni del precedente documento redatto sotto la Presidenza Bush, che prevedeva una potenziale risposta nucleare in seguito ad attacchi chimici, batteriologici e convenzionali su larga scala contro gli USA.
In particolare le nuove impostazioni strategiche puntano a:

  • Prevenire la proliferazione e il terrorismo nucleare;
  • Ridurre l’importanza delle armi nucleari nella strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti;
  • Mantenere la deterrenza strategica e la stabilità a livelli ridotti di forza nucleare;
  • Rafforzare la deterrenza regionale e rassicurare gli alleati degli Stati Uniti e i suoi partner;
  • Sostenere un arsenale nucleare sicuro ed efficace.
  • Riguardo all’utilizzo, la gestione e lo sviluppo di armamento nucleare, la NPR ora prevede, nei suoi punti generali, che:

    1. Gli Stati Uniti continueranno a rafforzare le loro capacità convenzionali e a ridurre il ruolo delle armi nucleari a scopo di deterrenza contro attacchi non nucleari. Il solo obiettivo delle armi strategiche americane sarà la dissuasione verso un attacco nucleare diretto contro gli Stati Uniti e i suoi alleati/partner;

    2. Gli Stati Uniti potrebbero prendere in considerazione l’uso di armi nucleari in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti o dei suoi alleati e partner;

    3. Gli Stati Uniti non useranno o minacceranno di usare armi nucleari contro stati non dotati di armi nucleari che hanno firmato il trattato contro la proliferazione nucleare (NPT) e ne rispettano gli obblighi. Si riservano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di attacco da parte di un’altra potenza nucleare, da uno stato non firmatario del trattato di non proliferazione o da uno stato che ne viola gli obblighi;

    4. Verrà conservata la capacità di dispiegare armi nucleari tattiche a bordo di caccia-bombardieri e bombardieri pesanti, e si procederà con l’estensione della vita operativa della bomba B-61, migliorandone la sicurezza e il controllo dell’uso;

    5. Verrà ritirato il missile da crociera navale con testata nucleare Tomahawk Land Attack Missile-Nuclear (TLAM-N) RGM/UGM-109;

    6. Si continuerà a mantenere e sviluppare una capacità di attacco a lungo raggio che integrerà la presenza avanzata delle forze Usa e rafforzerà la deterrenza regionale;

    7. Verranno portate avanti, e nel caso estese, le consultazioni con alleati e partner per garantire la credibilità e l’efficacia del deterrente americano e la permanenza sul loro suolo di armi nucleari tattiche (B-61 in Europa). Nessuna modifica sarà effettuata senza aver prima intrapreso strette consultazioni al riguardo. Queste decisioni non pregiudicheranno comunque ciò che la NATO deciderà in merito alle sue future esigenze di deterrenza;

    8. Gli Stati Uniti non effettueranno test nucleari e si prefiggono la ratifica e l’entrata in vigore del Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty;

    9. Gli Stati Uniti non svilupperanno nuove testate nucleari. I Life Extension Programs (LEP) utilizzeranno solo componenti basati su disegni precedentemente testati, e non verranno implementate nuove missioni o nuove capacità nucleari;

    10. Gli Stati Uniti studieranno opzioni, caso per caso, per garantire la sicurezza e l’affidabilità delle testate nucleari coerentemente con il mandato del Congresso riguardo lo Stockpile Management Program. L’intera gamma di iniziative LEP comprende la revisione delle testate esistenti e il riutilizzo o sostituzione di componenti provenienti da diverse testate. Gli Stati Uniti daranno forte preferenza ai lavori di revisione e riutilizzo dei componenti. La sostituzione sarà intrapresa solo se il mantenimento dell’arsenale minimo non può essere altrimenti soddisfatto, e sarà specificamente autorizzata dal Presidente e approvata dal Congresso.

    New START

    Dalla fine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti e la Russia hanno ridotto le armi strategiche nucleari operative di circa il 75 per cento, ma entrambi conservano ancora una capacità nucleare superiore a quanto necessario a fini dissuasivi. L’Amministrazione Obama è impegnata a collaborare con la Russia del Presidente Dmitry Medvedev per preservare la stabilità con un livello di forze nucleari notevolmente ridotto.
    Il prossimo passo di questo processo è stata la sostituzione dell’ormai scaduto trattato START del 1991 con un nuovo accordo denominato New START. Uno dei primi compiti della NPR è stato quello di formulare la posizione ufficiale degli Stati Uniti per i negoziati e riflettere su come le forze Usa potrebbero essere strutturate alla luce delle riduzioni richieste dal nuovo accordo. La NPR ha raggiunto le seguenti conclusioni:

    1. Una deterrenza stabile può essere mantenuta riducendo le piattaforme – missili balistici intercontinentali (ICBM), missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e bombardieri pesanti con capacità nucleare – di circa il 50 per cento rispetto agli accordi START I, e riducendo le testate di circa il 30 per cento rispetto al livello previsto dal Trattato di Mosca del 2002;

    2. Ai fini di un disarmo nucleare è un concreto passo avanti la conclusione di un accordo verificabile con la Russia sui nuovi limiti New START che prevedono un arsenale basato su 1.550 testate strategiche per ciascuno dei due paesi, 700 piattaforme schierate (fra ICBM, SLBM, e bombardieri), con un limite complessivo di 800 esemplari disponibili fra quelli schierati e non;

    3. La triade nucleare statunitense composta da ICBM, SLBM e bombardieri pesanti con capacità nucleare deve essere mantenuta nel New START;

    4. Tutti i missili balistici intercontinentali degli Stati Uniti non trasporteranno più testate multiple indipendenti MIRV ma saranno a testata singola, per aumentare la stabilità;

    5. Verrà conservata la capacità di installare armi nucleari a bordo di caccia-bombardieri tattici (F-16, in futuro l’F-35) e bombardieri pesanti (B-2 e B-52H), e si procederà con l’estensione della vita operativa delle bombe B-61, in grado di essere trasportata a bordo dell’ F-35 e del B-2, W-76 (a bordo degli SLBM Trident II D-5) e W-78 (installate sugli ICBM Minutemen III);

    6. I contributi dei sistemi non-nucleari alla deterrenza regionale USA devono essere conservati evitando le limitazioni alla difesa antimissile e preservando nel trattato la possibilità di utilizzo dei bombardieri pesanti e dei sistemi missilistici a lungo raggio in ruoli convenzionali.

    7. Verrà mantenuta l’attuale posizione di allerta delle forze strategiche degli Stati Uniti: I bombardieri strategici non saranno più in allerta permanente, quasi tutti i missili balistici intercontinentali saranno in allerta, e un numero significativo di SSBN sarà sempre in mare in ogni momento negli oceani Atlantico e Pacifico; attualmente questo compito è svolto da 14 SSBN classe Ohio, la componente nucleare con più alta propabilità di sopravvivenza in caso di conflitto, che potrebbero scendere a 12 a partire dal 2025;

    8. Verrà continuata la pratica del bersaglio in oceano aperto per tutti gli ICBM e SLBM che prevede, nell’eventualità altamente improbabile di un lancio non autorizzato o accidentale, che il missile precipiti automaticamente in mare. Gli Stati Uniti chiederanno alla Russia di riconfermare il suo impegno su questo punto;

    9. Verranno effettuati nuovi investimenti nei sistemi di comando, controllo e comunicazioni (NC3) per massimizzare i tempi decisionali del Presidente USA durante una crisi nucleare;

    10. Si esploreranno nuovi modi di installare gli ICBM per migliorarne la capacità di sopravvivenza e ridurre ulteriormente gli incentivi ad un lancio immediato di rappresaglia. Tale valutazione farà parte delle analisi del Dipartimento di Difesa riguardo lo studio di possibili sostituti dell’attuale forza di ICBM.

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