La Nuova Strategia Nucleare USA e il Trattato New START
7 apr, 2010
Precedentemente alla firma degli accordi New START per la riduzione degli arsenali nucleari strategici di USA e Russia, il Pentagono ha emesso la nuova Nuclear Posture Review (NPR), la Revisione della Posizione Nucleare degli Stati Uniti dettata dalle mutate condizioni della sicurezza internazionale e dalla volontà del Presidente Obama di proseguire gli sforzi verso un mondo “senza armi nucleari”. A tal fine il Ministro della Difesa Gates ha chiesto nei prossimi anni un trasferimento di fondi di 5 miliardi di dollari complessivi dal Pentagono al Ministero dell’Energia per la modernizzazione dell’intera infrastruttura nucleare americana, e l’estensione della vita operativa delle attuali testate, in modo da ottenere un dispositivo più contenuto ed efficiente. Nel prossimo anno fiscale il Department of Energy riceverà stanziamenti aggiuntivi per 2.7 miliardi di dollari (+25%) per programmi connessi alla non proliferazione nucleare.
Superata ormai l’impostazione generale in vigore durante la Guerra Fredda, con cui gli Stati Uniti si riservavano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di massiccio attacco convenzionale, o con armi chimiche e biologiche, sferrato dall’Unione Sovietica e dai paesi del Patto di Varsavia contro la NATO, e alla luce del fatto che le presenti minacce possono essere affrontate in maniera soddisfacente con l’uso di armamento convenzionale, la nuova NPR apporta dei cambiamenti anche alle conclusioni del precedente documento redatto sotto la Presidenza Bush, che prevedeva una potenziale risposta nucleare in seguito ad attacchi chimici, batteriologici e convenzionali su larga scala contro gli USA.
In particolare le nuove impostazioni strategiche puntano a:
Riguardo all’utilizzo, la gestione e lo sviluppo di armamento nucleare, la NPR ora prevede, nei suoi punti generali, che:
1. Gli Stati Uniti continueranno a rafforzare le loro capacità convenzionali e a ridurre il ruolo delle armi nucleari a scopo di deterrenza contro attacchi non nucleari. Il solo obiettivo delle armi strategiche americane sarà la dissuasione verso un attacco nucleare diretto contro gli Stati Uniti e i suoi alleati/partner;
2. Gli Stati Uniti potrebbero prendere in considerazione l’uso di armi nucleari in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti o dei suoi alleati e partner;
3. Gli Stati Uniti non useranno o minacceranno di usare armi nucleari contro stati non dotati di armi nucleari che hanno firmato il trattato contro la proliferazione nucleare (NPT) e ne rispettano gli obblighi. Si riservano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di attacco da parte di un’altra potenza nucleare, da uno stato non firmatario del trattato di non proliferazione o da uno stato che ne viola gli obblighi;
4. Verrà conservata la capacità di dispiegare armi nucleari tattiche a bordo di caccia-bombardieri e bombardieri pesanti, e si procederà con l’estensione della vita operativa della bomba B-61, migliorandone la sicurezza e il controllo dell’uso;
5. Verrà ritirato il missile da crociera navale con testata nucleare Tomahawk Land Attack Missile-Nuclear (TLAM-N) RGM/UGM-109;
6. Si continuerà a mantenere e sviluppare una capacità di attacco a lungo raggio che integrerà la presenza avanzata delle forze Usa e rafforzerà la deterrenza regionale;
7. Verranno portate avanti, e nel caso estese, le consultazioni con alleati e partner per garantire la credibilità e l’efficacia del deterrente americano e la permanenza sul loro suolo di armi nucleari tattiche (B-61 in Europa). Nessuna modifica sarà effettuata senza aver prima intrapreso strette consultazioni al riguardo. Queste decisioni non pregiudicheranno comunque ciò che la NATO deciderà in merito alle sue future esigenze di deterrenza;
8. Gli Stati Uniti non effettueranno test nucleari e si prefiggono la ratifica e l’entrata in vigore del Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty;
9. Gli Stati Uniti non svilupperanno nuove testate nucleari. I Life Extension Programs (LEP) utilizzeranno solo componenti basati su disegni precedentemente testati, e non verranno implementate nuove missioni o nuove capacità nucleari;
10. Gli Stati Uniti studieranno opzioni, caso per caso, per garantire la sicurezza e l’affidabilità delle testate nucleari coerentemente con il mandato del Congresso riguardo lo Stockpile Management Program. L’intera gamma di iniziative LEP comprende la revisione delle testate esistenti e il riutilizzo o sostituzione di componenti provenienti da diverse testate. Gli Stati Uniti daranno forte preferenza ai lavori di revisione e riutilizzo dei componenti. La sostituzione sarà intrapresa solo se il mantenimento dell’arsenale minimo non può essere altrimenti soddisfatto, e sarà specificamente autorizzata dal Presidente e approvata dal Congresso.
New START
Dalla fine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti e la Russia hanno ridotto le armi strategiche nucleari operative di circa il 75 per cento, ma entrambi conservano ancora una capacità nucleare superiore a quanto necessario a fini dissuasivi. L’Amministrazione Obama è impegnata a collaborare con la Russia del Presidente Dmitry Medvedev per preservare la stabilità con un livello di forze nucleari notevolmente ridotto.
Il prossimo passo di questo processo è stata la sostituzione dell’ormai scaduto trattato START del 1991 con un nuovo accordo denominato New START. Uno dei primi compiti della NPR è stato quello di formulare la posizione ufficiale degli Stati Uniti per i negoziati e riflettere su come le forze Usa potrebbero essere strutturate alla luce delle riduzioni richieste dal nuovo accordo. La NPR ha raggiunto le seguenti conclusioni:
1. Una deterrenza stabile può essere mantenuta riducendo le piattaforme – missili balistici intercontinentali (ICBM), missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e bombardieri pesanti con capacità nucleare – di circa il 50 per cento rispetto agli accordi START I, e riducendo le testate di circa il 30 per cento rispetto al livello previsto dal Trattato di Mosca del 2002;
2. Ai fini di un disarmo nucleare è un concreto passo avanti la conclusione di un accordo verificabile con la Russia sui nuovi limiti New START che prevedono un arsenale basato su 1.550 testate strategiche per ciascuno dei due paesi, 700 piattaforme schierate (fra ICBM, SLBM, e bombardieri), con un limite complessivo di 800 esemplari disponibili fra quelli schierati e non;
3. La triade nucleare statunitense composta da ICBM, SLBM e bombardieri pesanti con capacità nucleare deve essere mantenuta nel New START;
4. Tutti i missili balistici intercontinentali degli Stati Uniti non trasporteranno più testate multiple indipendenti MIRV ma saranno a testata singola, per aumentare la stabilità;
5. Verrà conservata la capacità di installare armi nucleari a bordo di caccia-bombardieri tattici (F-16, in futuro l’F-35) e bombardieri pesanti (B-2 e B-52H), e si procederà con l’estensione della vita operativa delle bombe B-61, in grado di essere trasportata a bordo dell’ F-35 e del B-2, W-76 (a bordo degli SLBM Trident II D-5) e W-78 (installate sugli ICBM Minutemen III);
6. I contributi dei sistemi non-nucleari alla deterrenza regionale USA devono essere conservati evitando le limitazioni alla difesa antimissile e preservando nel trattato la possibilità di utilizzo dei bombardieri pesanti e dei sistemi missilistici a lungo raggio in ruoli convenzionali.
7. Verrà mantenuta l’attuale posizione di allerta delle forze strategiche degli Stati Uniti: I bombardieri strategici non saranno più in allerta permanente, quasi tutti i missili balistici intercontinentali saranno in allerta, e un numero significativo di SSBN sarà sempre in mare in ogni momento negli oceani Atlantico e Pacifico; attualmente questo compito è svolto da 14 SSBN classe Ohio, la componente nucleare con più alta propabilità di sopravvivenza in caso di conflitto, che potrebbero scendere a 12 a partire dal 2025;
8. Verrà continuata la pratica del bersaglio in oceano aperto per tutti gli ICBM e SLBM che prevede, nell’eventualità altamente improbabile di un lancio non autorizzato o accidentale, che il missile precipiti automaticamente in mare. Gli Stati Uniti chiederanno alla Russia di riconfermare il suo impegno su questo punto;
9. Verranno effettuati nuovi investimenti nei sistemi di comando, controllo e comunicazioni (NC3) per massimizzare i tempi decisionali del Presidente USA durante una crisi nucleare;
10. Si esploreranno nuovi modi di installare gli ICBM per migliorarne la capacità di sopravvivenza e ridurre ulteriormente gli incentivi ad un lancio immediato di rappresaglia. Tale valutazione farà parte delle analisi del Dipartimento di Difesa riguardo lo studio di possibili sostituti dell’attuale forza di ICBM.