2 ago, 2008
Riferimento |
Europa |
Marina |

Fincantieri realizzerà una seconda coppia di sottomarini classe Todaro, tipo U212A, commissionati dalla Direzione Generale degli Armamenti Navali (NAVARM) per la Marina Militare italiana.
I lavori per la costruzione dei due nuovi sottomarini inizieranno nel 2010, con consegna prevista nel 2015 e 2016. Sostituiranno le unità Prini e Pelosi (classe Sauro, terza serie), realizzati alla fine degli anni Ottanta.
A marzo la IV Commissione Difesa della Camera aveva approvato il proseguimento del programma italo-tedesco U212A, di cui fanno parte il capoclasse Todaro e lo Scirè consegnati rispettivamente nel marzo 2006 e febbraio 2007. Frutto di una cooperazione internazionale nel settore della Difesa tra l’Italia e la Germania (le cui industrie forniscono gran parte dei sistemi a bordo), tra Fincantieri, HDW e TNSW, questa nuova generazione di sommergibili convenzionali è dotata di sistemi di comando e controllo innovativi, bassa segnatura (acustica, idrodinamica, magnetica, ottica, radar, termica ed I/R), e spiccata capacità di autonomia e silenziosità in immersione grazie alle peculiarità dell’impianto di propulsione diesel-elettrico unito ad un sistema a celle combustibile indipendente dall’aria (AIP – Air Indipendent Propulsion).
Gli U212A italiani dislocano in immersione 1830 t, dispongono di 6 tubi lancia-siluri Whitehead A184 mod. 3 da 533 mm, equipaggio di 27 uomini e velocità in immersione di 20 nodi.
L’esercizio della opzione per la seconda serie di U212A era stata già definita dal Ministero della Difesa nella Nota Aggiuntiva e proposta alle Commissioni parlamentari in sede di esame dello stato di previsione della spesa 2008 e del bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010. Il costo sarà di 915 milioni di euro spalmati in nove esercizi finanziari a partire dal 2008.
La Germania ha finora ordinato 6 unità mentre l’Italia completerà il programma fermandosi a 4 battelli, requisito minimo per la Marina Militare Italiana.
30 lug, 2008
Riferimento |
Europa |
Marina |
Nel corso dell’incontro che il Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ha avuto a Mosca con Sergey Kiriyenco, Direttore generale dell’ente per l’energia atomica Rosatom, Fincantieri ha firmato un contratto per la costruzione negli stabilimenti liguri del gruppo di una nave destinata al trasporto di combustibile irraggiato e rifiuti radioattivi derivanti dallo smantellamento di sommergibili nucleari russi. Infatti, a valle degli impegni assunti dai Paesi del G8 in occasione del vertice di Kananaskis (Canada, giugno 2002) per la riduzione della minaccia causata da attentati terroristici derivanti dal possibile utilizzo di armi nucleari, chimiche, radiologiche e biologiche, il 5 novembre 2003 il Governo italiano e quello della Federazione Russa hanno firmato un accordo di cooperazione per lo smantellamento dei sottomarini nucleari radiati dalla Marina russa e per la gestione sicura dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito.
L’accordo, ratificato dal Parlamento italiano con legge n. 160 del 31.7.05, prevede un impegno economico per l’Italia di 360 milioni di euro nel corso di 10 anni e contempla progetti di cooperazione anche in altri settori. La Sogin – Società Gestione Impianti Nucleari svolge il ruolo di coordinamento dell’intervento italiano.
L’ordine, acquisito sulla base di un progetto Fincantieri altamente innovativo, ha un valore di oltre 70 milioni di euro e sarà finanziato con fondi stanziati del Ministero dello sviluppo economico, la cui azione è risultata decisiva per assicurare la prestigiosa commessa alla società italiana.
La stipula del contratto, resa possibile anche grazie alla collaborazione con la Marina Militare Italiana, che ha svolto il ruolo di financial advisor per il Ministero, ha visto coinvolte più parti. In veste di committente il Centro federale per la sicurezza nucleare – che gestisce tutti i progetti internazionali per la riabilitazione degli impianti nucleari e radioattivi pericolosi nella regione Nord-Ovest – che ha ordinato questa nave a beneficio della flotta della società armatrice Atomflot, utilizzatore finale.
Garante dell’operazione è Rosatom, in qualità di organo competente per la realizzazione dei progetti finanziati dall’accordo di cooperazione. Parte avallante dell’accordo è il Ministero dello sviluppo economico italiano.
L’unità, che sarà consegnata nella primavera del 2011, sarà costruita sotto la sorveglianza del Registro navale russo nel rispetto dei più stringenti standard internazionali previsti per il trasporto di contenitori per combustibile nucleare esaurito e di scorie radioattive. Quanto smantellato nelle basi navali e nei cantieri navigherà fino ai porti nei quali, a mezzo ferrovia, il materiale verrà trasferito ai siti di trattamento e stoccaggio.
Questa nave multifunzione sarà lunga 84 metri, larga 14, avrà un’immersione a pieno carico di 4,05 metri, una capacità di carico di 720 tonnellate, una portata lorda di 1700 tonnellate e potrà viaggiare alla velocità continuativa di 12 nodi.
Fincantieri ha acquisito questo ordine potendo proporsi con progetti innovativi e competitivi, tecnologie avanzate, tempi di realizzazione contenuti e una notevole esperienza maturata nel promettente mercato delle navi speciali, realizzate per committenti nazionali e stranieri.
(Fincantieri)
27 mar, 2008
Riferimento |
Europa |
Marina |

Thales ha ricevuto un ordine per la fornitura, integrazione e installazione di quattro suite sonar che dovranno equipaggiare le quattro fregate europee multimissione (FREMM) italiane, che costituiscono la seconda tranche del programma che ha recentemente ricevuto il via libera del governo italiano.
In particolare i sistemi sono il Type 4110 (sonar integrato nello scafo per sorveglianza panoramica, scoperta, individuazione, classificazione e inseguimento di bersagli sottomarini, oltre che sorveglianza anti-siluro e anti-mine) e il Type 4249 (sonar rimorchiato a bassissima frequenza per sorveglianza a lunga distanza). I due sistemi verranno installati a bordo delle tre navi in configurazione dedicata ASW (Anti Submarine Warfare), mentre la quarta (configurazione General Purpose) riceverà solo il Type 4110.
Il programma italo-francese per le fregate multi-missione FREMM/Rinascimento prevede la costruzione di 27 unità (14 finora ordinate), 10 delle quali per la Marina Militare (4 in versione ASW e 6 General Purpose), che assolveranno compiti ASW, ASUW (Anti Surface Warfare), difesa aerea e attacco litoraneo (nelle versioni destinate alla Francia). Per la parte italiana è prevista una spesa complessiva intorno a 4.5 miliardi di euro. Nel programma per il gruppo Finmeccanica sono coinvolte diverse aziende: Selex Sistemi Integrati, Selex Communications, Oto Melara, Wass e le partecipate MBDA e Avio.
Il 4 febbraio è avvenuto il taglio della lamiera della prima nave della serie, la Carlo Bergamini. L’unità, che sarà consegnata nei primi mesi del 2012, sarà caratterizzata da un’elevata flessibilità d’impiego e potrà operare in tutte le situazioni tattiche. Avrà una lunghezza di 139 metri, una larghezza di 19.7 metri, un dislocamento a pieno carico di circa 5.900 tonnellate e potrà raggiungere velocità superiori ai 27 nodi con un equipaggio di 145 membri.
Le navi del programma FREMM rappresenteranno lo stato dell’arte nel loro settore. Sostituiranno le fregate della classe Lupo e della classe Maestrale, costruite da Fincantieri negli anni Settanta.
18 mar, 2008
Riferimento |
Americhe |
Marina |

La Freedom, prima nave del programma Littoral Combat Ship costruita da Lockheed Martin, ha completato la fase di prova dei sistemi elettrici con l’accensione e spegnimento dei quattro generatori diesel da 750 kilowatt di Isotta Fraschini, società Fincantieri, e dell’impianto di generazione elettrica da tre megawatt, testandone il comportamento alla massima potenza e la loro sincronizzazione per ottenere i livelli di potenza richiesti per supportare le operazioni della nave in mare.
Questa è una importante tappa di programma che dimostra la capacità dell’impianto di supportare tutte le richieste di alimentazione dei sistemi e sensori della nave in vista delle prove, valutazioni e operazioni in mare.
La Marina USA ha recentemente cancellato la terza e la quarta nave prevista nel programma LCS, costruite rispettivamente da Lockheed Martin e General Dynamics, a causa dell’aumento non controllato dei costi (fino all’86%, passando da 220 a 410 milioni di dollari per unità) e la previsione di spesa per il 2009 trasmessa a Capitol Hill ha mostrato cambiamenti importanti, compresa la riduzione degli ordini iniziali a 4 navi rispetto alle 6 pianificate.
Il programma LCS è nato per soddisfare il requisito della Marina Americana per la fornitura di fregate multimissione (Asuw, Asw, Miw), sostitute delle classe Perry, capaci di operare efficacemente in ambiente litoraneo. Alla competizione partecipano 2 consorzi guidati da Lockheed Martin e General Dynamics.
Il 23 settembre 2006 è stata varata la prima unità, la LCS-1 USS FREEDOM, che sarà consegnata alla US Navy entro la fine del 2008 e dislocata a San Diego, mentre il requisito della marina per questo tipo di navi resta fermo a 55 unità.