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VIDEO: Apache fa fuoco su reporter Reuters a Baghdad

Riferimento | Medio Oriente e Africa |


Wikileaks.org ha diffuso un video, chiamato “Collateral Murder”, contenente materiale dell’US Army, che mostra un attacco in Iraq risalente al 12 luglio 2007, eseguito con un elicottero Apache, costato la vita a una dozzina di persone, compreso il fotografo 22enne Namir Noor-Eldeen, dell’agenzia Reuters, e il suo autista e assistente 40enne Saeed Chmaghun. Il teatro dell’attacco è un sobborgo a sud-est di Baghdad.
Le immagini documentano le comunicazioni tra l’elicottero e il centro di controllo a terra che testimoniano l’errata identificazione dei civili come ribelli armati di AK-47 e RPG, in realtà teleobiettivi, e le numerose richieste di autorizzazione al fuoco da parte del copilota.
Colpito anche il van giunto in loro soccorso, scambiato come mezzo inviato a raccogliere i miliziani feriti e le armi sul terreno.

Secondo Reuters, WikiLeaks avrebbe dichiarato in una conferenza stampa a Washington di aver comprato il video e di averlo analizzato dopo aver trovato la password che lo criptava.

Il maggiore Shawn Turner, portavoce del Comando Centrale americano, ha dichiarato che secondo un’indagine Usa, le forze americane non erano a conoscenza della troupe di Reuters. L’evento fu all’epoca presentato come un convenzionale scontro a fuoco fra le truppe USA e i ribelli.

La marina irachena riceve l’ultima coppia di pattugliatori

Riferimento | Marina | Medio Oriente e Africa |

Si è svolta presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di consegna degli ultimi due dei quattro pattugliatori commissionati a Fincantieri dalla Marina irachena. Sono intervenuti, il Capo di stato Maggiore della Marina irachena, Ammiraglio Ali Hussein e, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Marina italiana, il Direttore Generale per le Costruzioni e gli Armamenti Navali, Ammiraglio Ispettore Capo Dino Nascetti. Per Fincantieri il responsabile della Direzione Navi Militari, Alberto Maestrini.

“Majed” e “Shimookh”, in inglese rispettivamente “Glory” e “Pride” – i nomi dei nuovi pattugliatori – saranno scortati fino al Canale di Suez dalle unità della MMI, quindi fino a Umm Qasr dalle unità della Marina Usa, per un viaggio verso il Golfo Persico che durerà circa un mese. Al pari delle unità gemelle “Fateh” e “Nasir”, consegnate la prima lo scorso gennaio e la seconda a ottobre, anche “Majed” e “Shimookh” giunte in territorio iracheno, inizieranno subito a svolgere missioni di sorveglianza della Zona Economica Esclusiva (58 km di costa ricchi di giacimenti petroliferi, prima risorsa dell’economia del Paese), operazioni di ricerca e salvataggio, controllo del traffico marittimo e operazioni antincendio.

Il progetto di queste navi, classe “Saettia MK4”, deriva per evoluzione da quello che Fincantieri ha sviluppato per la Guardia Costiera italiana (cinque unità della classe “Diciotti”) e per le Forze Armate di Malta (una unità). Queste unità costituiranno il nucleo centrale della flotta di pattugliamento della Marina irachena, con compiti assimilabili a quelli della nostra Guardia Costiera.

Lunghe 53,40 metri, larghe 8, possono raggiungere una velocità di 23 nodi e ospitare un equipaggio di 38 persone. Le unità sono costruite sotto la sorveglianza del Registro Italiano Navale (Rina) secondo stringenti standard internazionali in tema di sicurezza e di rispetto dell’ambiente.
Fincantieri ha curato anche la fornitura di sistemi e componenti navali realizzati nelle proprie strutture di Bari e Riva Trigoso, quali gli apparati di propulsione (motori Isotta Fraschini V1716T2MSD da 2360 kW), le linee d’assi ed eliche a passo variabile, gli apparati di generazione (generatori Isotta Fraschini L1306T3ME da 220 kW) e il sistema di stabilizzazione.

(Fincantieri)

Razzo G-MLRS (Guided Multiple Launch Rocket System) raggiunge distanza record

Riferimento | Americhe | Esercito |

HIMARS e GMLRS in azione
Una munizione Guided Multiple Launch Rocket System (GMLRS) partita da un sistema lanciarazzi High Mobility Artillery Rocket System (HIMARS) dell’US Army, ha raggiunto la distanza record di 92 km, risultato degli sforzi di sviluppo verso una maggiore portata, accuratezza ed efficacia dell’arma.
Gli obiettivi raggiunti includono la verifica dell’affidabilità dell’hardware e del software e della performance tecnica dell’intero sistema GMLRS e HIMARS.

Il GMLRS è un razzo d’artiglieria di precisione con portata media superiore ai 70 km, guida inerziale aiutata da GPS e piccoli canards sul muso che ne aumentano la manovrabilità, limitando quindi il rischio di danni collaterali.
Il GMLRS integra un testata unitaria, su esperienza delle varianti più recenti di razzi MLRS di cui è evoluzione, con un fuso modulare per espandere la gamma dei possibili obiettivi e operare all’interno di scenari urbani o ambienti complessi.

Progettato per permettere alle truppe di ingaggiare e sconfiggere l’artiglieria nemica, le concentrazioni di difesa aerea, i camion, i veicoli a blindatura leggera, il lanciatore HIMARS può spostarsi velocemente dalla zona di lancio prima che le forze nemiche possano individuarlo.
Essendo transportabile su un C-130, l’HIMARS può essere schierato nelle zone precedentemente inaccessibili ai lanciatori più pesanti. Inoltre comprende le caratteristiche di auto-caricamento e di autonomia che hanno reso il MLRS il primo sistema di artiglieria a razzo nel mondo.

L’HIMARS trasporta un singolo pacchetto di 6 razzi MLRS/GMLRS, o un missile Army Tactical Missile System (ATACMS). I relativi sistemi di controllo di fuoco, elettronica e comunicazioni sono intercambiabili con quelli attuali del lanciatore MLRS M270A1; il numero di operatori necessari e l’addestramento sono gli stessi.
I sistemi HIMARS sono attualmente schierati dall’esercito degli Stati Uniti, dall’USMC e dall’eserctio inglese nei maggiori teatri di battaglia. Oltre 1.200 razzi GMLRS sono stati sparati in Iraq e Afghanistan con un’affidabilità del 98%.

Il GMLRS è un programma internazionale a cui partecipano oltre agli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia e Germania. Fra i clienti internazionali gli Emirati Arabi e Singapore.

US Army: Continua la distribuzione dei nuovi elmetti e body armor

Riferimento | Americhe | Esercito |

Fino ad ora sono circa 7 mila i soldati appartenenti alle 101st Airborne e alla 4th Infantry Division schierati in Iraq e Afghanistan equipaggiati con il nuovo elmetto dotato di sensori per ridurre i rischi da trauma cranico in combattimento. I dati collezionati serviranno al Program Executive Office-Soldier, l’ente dell’esercito che si occupa dello sviluppo e dello schieramento dei nuovi equipaggiamenti ai soldati, per valutare più attentamente l’impatto sul personale di esplosioni ravvicinate, scoppio di ordigni improvvisati, incidenti di varia natura e operare una più veloce diagnosi in collaborazione con la comunità medica. I sensori, presenti internamente e sul retro dell’ACH (Advanced Combat Helmet), si attivano automaticamente, misurano l’energia generata dall’evento tramite la pressione esercitata e l’accelerazione impressa, e poi si spengono ritornando in modalità “sleep”; pesano in tutto 170 grammi, la batteria ha un’autonomia di 6 mesi e la memoria è in grado di immagazzinare dati associati a 527 eventi che poi è possibile riversare su altri supporti grazie alla porta USB.

Anche l’ultima versione di Interceptor Body Armor, la IOTV (Improved Outer Tactical Vest), dotata di meccanismo di svestizione rapida in situazione di emergenza, viene distribuita ai reparti nei teatri operativi in uno scambio uno ad uno, con completamento delle consegne entro la fine di giugno.

Le piastre laterali di protezione sono ora parte integrante del sistema, invece di essere attaccate a posteriori come nelle versioni passate, e il peso è stato ridotto da 15.4 a 13.6 kg. Presenti anche 3 taglie in più rispetto alle 8 precedenti per aumentare la personalizzazione e la protezione del soldato.

“Il responso dei soldati che già dispongono della IOTV è positivo, specie per quanto riguarda il comfort, sensazioni e mobilità del sistema”, ha affermato il Maggiore Hurley Shield, assistente product manager per la body armor.

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