29 lug, 2009
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Il primo aereo stealth che entrerà in servizio nella US Navy, l’F-35C, è stato presentato durante una cerimonia presso la linea d’assemblaggio Lockheed Martin di Fort Worth, Texas, alla presenza dei maggiori esponenti della Marina. E’ la terza e ultima variante del Lightning II ad effettuare il roll-out, dopo l’F-35A nel 2006, e l’F-35B nel 2008. Opererà dai ponti delle portaerei classe Nimitz e Ford.
L’Ammiraglio Gary Roughead, Capo di Stato Maggiore della Marina USA, ha affermato: “Il JSF mostrerà al mondo che i nostri marinai non si troveranno mai ad affrontare uno scontro equo perchè questo aereo surclasserà ogni cosa sul suo cammino. Esso darà ai nostri piloti e navigatori il vantaggio tattico e tecnico nei cieli, e sostituirà i nostri aerei più vecchi al momento del loro pensionamento”.
Tom Burbage, ex pilota collaudatore della marina, Vice Presidente Esecutivo e General Manager del programma F-35 alla Lockheed Martin, ha ringraziato la Marina per l’impegno profuso nello sviluppo dell’aereo e per “aver lavorato attivamente nel definire strategie comuni e di coalizione che sfrutteranno questa piattaforma in modi che non abbiamo mai previsto”.
Il primo F-35C, noto come CF-1, sarà oggetto di una vasta serie di test a terra prima del suo primo volo, previsto per la fine del 2009. CF-1 è il nono esemplare di prova prodotto, e andrà ad aggiungersi alla flotta di F-35A (versione a decollo e atterraggio convenzionale) e F-35B (decollo corto / atterraggio verticale), varianti che hanno registrato più di 100 voli. La IOC (Initial Operational Capability) è prevista per il 2015.
La US Navy stima l’acquisizione iniziale di 260 esemplari di F-35C, il suo primo monomotore dopo svariate decadi, per rimpiazzare le versioni dell’F-18 precedenti al Super Hornet.
Il Joint Strike Fighter sostituirà nelle varie flotte internazionali 13 differenti modelli di aereo in 11 nazioni.
13 lug, 2009
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Si è svolta presso lo stabilimento di Marinette Marine la cerimonia d’inizio dei lavori in bacino della terza Littoral Combat Ship (LCS), la Fort Worth (consolidando la pratica di assegnare a questa classe di navi nomi di città americane di medie dimensioni). L’impostazione della nave riguarda la posa in bacino del primo blocco, costruito attorno alla singola lamiera la cui posa marca l’avvio dei lavori di costruzione.
La US Navy ha assegnato nel marzo 2009 al consorzio guidato da Lockheed Martin e partecipato da Fincantieri l’ordine a prezzo fisso più incentivi per la realizzazione dell’unità che verrà consegnata nel 2012. Lo stesso cantiere a settembre 2008 ha consegnato alla Marina Usa la prima unità del programma, la “Uss Freedom”.
Il programma complessivo prevede la costruzione di 55 unità per la Marina statunitense che saranno realizzate dai due consorzi in gara, guidati da Lockheed Martin e General Dynamics, entro il 2020. Le prossime tre unità saranno assegnate entro settembre 2010, due delle quali al consorzio vincitore. La Fort Worth andrà ad aggiungersi alla Freedom già in servizio e alla Independence, che sta eseguendo le prove in mare nel Golfo del Messico e verrà consegnata a fine anno. In maggio General Dynamics ha ricevuto il contratto di costruzione della quarta LCS, la USS Coronado.
Le LCS sono navi di medie dimensioni. Lunghe 115 metri, larghe 13, hanno un dislocamento a pieno carico di 3.000 tonnellate e possono raggiungere una velocità di oltre 40 nodi, grazie a un sistema di propulsione combinato diesel/turbogas. Vantano una piattaforma unica con tre tipi di moduli di combattimento (superficie, caccia, anti-sommergibile), un ponte di volo di notevole ampiezza e un hangar per due elicotteri con possibilità di operare UAV a decollo verticale come lo Fire Scout.
Le LCS, unità tecnologicamente avanzate e particolarmente innovative ideate per operare efficacemente in ambiente litoraneo, saranno impiegate in missioni atte a contrastare minacce di tipo asimmetrico, derivanti da potenziali attacchi terroristici. Queste navi potranno essere impiegate, inoltre, per una vasta gamma di azioni di supporto, umanitarie, pattugliamento, monitoraggio. Vista la loro alta flessibilità, molte marine estere hanno manifestato grande interesse per l’acquisizione di unità di questo tipo.
17 giu, 2009
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Lockheed Martin ha testato con successo il nuovo razzo con kit DAGR a bordo di un elicottero AH-64D Apache, che ha dimostrato col suo primo lancio in volo di saper ingaggiare obiettivi in ogni condizione. La sperimentazione è stata condotta presso lo Yuma Proving Ground dell’esercito USA, con un team combinato di personale Lockheed Martin, Boeing e dell’US Army Aviation Technical Test Center. Nel corso della prova sono stati lanciati tre razzi dall’elicottero Apache, due dei quali hanno colpito gli obiettivi entro la distanza minima dal punto designato dal laser. DAGR somma ora 10 risultati positivi su 11 in voli di prova guidati (dimostrando la sua precisione e capacità di manovra nello colpire obiettivi a brevi e lunghe distanze), e 14 su 15 nel suo complesso.
Progettato per la massima compatibilità con i lanciatori M299 e M310, DAGR può essere integrato a bordo di tutte le piattaforme ad ala rotante equipaggiate con i missili Hellfire, come Apache, Little Bird, Cobra, Sea Hawk, Kiowa e Tiger. Un misto di carico fra Hellfire II e razzi DAGR può essere montato sullo stesso lanciatore, fornendo flessibilità operativa e capacità multi-missione costo-efficace per una singola piattaforma.
Il DAGR è un kit di guida laser semi-attiva applicabile sui razzi da 2.75 pollici/70mm (e relativo lanciatore a quattro stazioni), con capacità di aggancio del bersaglio prima e dopo il lancio, in grado di fornire prestazioni paragonabili a quelle di precisione dei missili Hellfire II. DAGR è stato sviluppato da Lockheed Martin sulla base di ricerche condotte per gli Hellfire e il Joint Common Missile (JCM) per colmare il gap tra quest’ultimi e i missili non guidati quale arma di precisione per attacchi aria-terra contro obiettivi non o leggermente corazzati situati vicino a civili o forze amiche, limitando quindi i danni collaterali.
10 giu, 2009
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Il Joint Strike Missile, derivazione aviolanciabile del Naval Strike Missile (NSM), verrà ufficialmente integrato sull’F-35 Lightning II in seguito all’accordo tra il produttore Kongsberg e Lockheed Martin. La prima fase dello sviluppo di questa versione del missile per attacchi antinave e contro obiettivi terrestri, finanziato dalla Norvegia e dall’Australia, è in corso e si protrarrà per altri 16 mesi. Le soluzioni ideate per il JSM verranno poi applicate a livello di upgrade sull’NSM.
L’accordo comporterà anche un lavoro di coordinazione delle attività di sviluppo delle due società per offrire un prodotto ad alte prestazioni, a basso rischio, capace di sfruttare tutti i vantaggi operativi del JSF.
Il missile antinave da 1.000 libbre (454 kg), stealth ed altamente manovrabile JSM ha una portata di 278 km. Condivide con l’NSM l’eqipaggiamento elettronico. La guida è basata su sensori passivi IR con sistema di riconoscimento autonomo dell’obiettivo (Autonomous Target Recognition – ATR) che confronta le immagini acquisite con quelle presenti nel suo database, comunicazioni data link per aggiornamenti in corsa dei dati del bersaglio e sistema di navigazione inerziale e GPS.
La Marina Norvegese installerà il Naval Strike Missile a bordo delle nuove fregate ASW (anti-submarine warfare) Classe Nansen, costruite dalla spagnola Navantia, e sui catamarani veloci con caratteristiche stealth Classe Skjold, costruiti dalla locale Umoe Mendal. Il missile verrà inoltre adottato dalla marina polacca per le sue installazioni d’artiglieria costiere.
Il JSM potrà essere lanciato dalla baia interna delle versioni A e C dell’F-35, oltre che dalle stazioni esterne, mentre l’integrazione a bordo dei caccia Eurofighter e Gripen è in discussione.