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Northrop Grumman si aggiudica il contratto per dirigibile dell’Esercito USA

Riferimento | Americhe | Esercito |


Northrop Grumman ha siglato con l’U.S. Army Space and Missile Defense Command/Army Forces Strategic Command, un accordo da 517 milioni di dollari per sviluppare fino a 3 Long Endurance Multi-Intelligence Vehicle (LEMV), dirigibili per sorveglianza prolungata (fino a tre settimane continuative), per aiutare le forze USA in Afghanistan. Secondo i termini del contratto, il primo esemplare, lungo più di un campo da football, prenderà il volo entro 18 mesi, e dopo un periodo di test verrà trasportato in teatro per impieghi operativi. Tutti e tre i LEMV saranno configurati per poter essere immediatamente integrati nella rete di comando USA, con i centri di controllo a terra e le truppe sul campo, in modo da poter usufruire, a partire dal primo giorno di schieramento, delle capacità ISR (Intelligence, Sorveglianza, Ricognizione) offerte dall’assetto.

Il LEMV stazionerà a 20.000 piedi di altitudine per un periodo di tre settimane per supportare, oltre l’attività ISR, anche richieste di comunicazione rapida a lungo raggio “oltre l’orizzonte” tra i luoghi di operazione sul territorio. Altri possibili impieghi includono controllo marittimo e dei confini, intervento in caso di disastri naturali o altri eventi speciali.

La piattaforma sarà costituita dall’HAV304 prodotto dalla inglese Hybrid Air Vehicles, dirigibile ibrido (dove la portanza viene fornita sia dalla forza aerostatica che da quella aerodinamica) che può essere configurato per alloggiare anche una cabina per l’equipaggio a bordo, mentre Northrop Grumman, in qualità di prime contractor, oltre a gestire il team di aziende incaricato della costruzione del LEMV, assicurerà l’integrazione finale e fornirà i sistemi di controllo di volo e a terra.

Video del prototipo del dirigibile HAV304

Il concorrente P-791 proposto da Lockheed Martin

Una nuova strategia per fronteggiare gli attacchi informatici

Riferimento | Americhe | Analisi | Industria |

Durante una conferenza sulla sicurezza informatica tenuta presso l’American Institute of Engineers, JB “Gib” Godwin, ex Contrammiraglio della Marina USA al comando del Naval Air Systems Command e dello Space and Naval Warfare Systems Command, nonchè Vice Presidente per la sicurezza informatica alla Northrop Grumman, ha illustrato una nuova stretegia per fronteggiare le minacce costituite dai cyber-attacchi contro le forze armate statunitensi.

Per contrastare queste offensive in rapida evoluzione, sempre più sofisticate, e perpetrate da una varietà di soggetti che vanno dai teenagers fino agli attori statuali, Godwin ha chiesto un passo in avanti dall’attuale impostazione difensiva, reattiva, frammentata e improvvisata.
Secondo la nuova impostazione si deve passare al pieno controllo e dominio dello spettro elettromagnetico per utilizzarlo in missione, in modo che l’azione divenga predittiva, olistica, coordinata e focalizzata sull’obiettivo.

Godwin ha dichiarato: “Si tratta di cooperare, collaborare e coordinare tutto lo spettro elettromagnetico: dalle piattaforme aeree, terrestri e navali fino al cyberspazio. Poichè col vecchio paradigma tutto era incentrato esclusivamente sulla rete, la sicurezza informatica spesso ha compromesso la missione. Per sigillare e bloccare un attacco, abbiamo chiuso il firewall, riparato il danno e alla fine riaperto il sistema, lasciando i nostri combattenti in volo, in mare e a terra completamente ciechi durante il blocco”. Il nuovo paradigma mette in primo piano la missione attraverso una “difesa dinamica” che schiera sistemi ridondanti e trasferisce le funzioni di comando, controllo e comunicazioni (C3) su percorsi diversi per garantirne l’efficienza 24/7 e la possibilità di utilizzo da parte delle forze combattenti durante un attacco.

“Nei laboratori allo stato dell’arte di Northrop Grumman stiamo creando scenari che definiscono le nostre vulnerabilità, emulano gli attacchi nemici e sviluppano adeguate risposte, o forse dovrei dire prevedono le risposte”, ha aggiunto Godwin, che ha fornito un’anteprima dell’Asymmetric All-sources Analysis Against Persistent Threat (A4PT), sistema in fase di sviluppo che applica complessi processi di analisi, usati nel mondo degli scambi finanziari per fornire risposte in tempo reale, alla sicurezza informatica.

Recentemente il Pentagono e la Camera dei Lord del Regno Unito hanno chiesto una maggiore collaborazione in ambito Nato per stabilire una difesa comune contro i cyber-attacchi, una forma di guerra che supera i confini nazionali, in modo che venga fissata una sequenza di eventi pronta a scattare in caso di attacco. William J. Lynn, Vice Segretario alla Difesa USA, ha affermato che “il tipo di difesa che vogliamo non è qualcosa di simile alla Linea Maginot, ma è più una guerra di manovra. Non puoi semplicemente sederti dietro i firewall. Hai bisogno di una difesa attiva che ricerca e fronteggia le minacce su Internet”. Secondo fonti del governo americano e diversi analisti, importanti industrie europee ed americane, nonchè ambasciate e strutture militari, stanno subendo da almeno un anno una massiccia azione di spionaggio da parte della Cina denominata GhostNet, azione che avrebbe portato nell’aprile scorso anche all’acquisizione di alcune informazioni riservate sul programma F-35 Lightning II, nonostante Lockheed Martin abbia sminuito l’entità del furto.
George Kurt, Responsabile Sicurezza Informatica di McAfee, analizzando le modalità di intrusione nei sistemi di società americane, ha rilevato come l’attacco sia mirato a persone con alti privilegi di accesso, piuttosto che ad una generalità di soggetti, con speciale attenzione verso codici sorgente e progetti di ricerca e sviluppo.

Attualmente nessuna nazione è adeguatamente preparata per fronteggiare un importante attacco informatico capace di disabilitare o prendere il controllo delle reti informatiche avversarie o causare ingenti danni economici e brecce nella sicurezza. In ordine di tempo l’ultima compagnia a subire questo genere di attacchi è stata Google Inc., già impegnata nella battaglia anti-censura con il governo cinese.

Prosegue il programma di revisione periodico dei bombardieri B-2

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


E’ tornato in servizio lo “Spirit of Pennsylvania”, l’ultimo bombardiere B-2 ad aver subito una revisione completa di tutti i sistemi meccanici ed elettrici, partendo dalla cellula in composito fino alla verniciatura finale. L’aereo è stato riconsegnato da Northrop Grumman al 509° stormo dell’aeronautica USA di stanza alla base aerea Whiteman, sede della flotta B-2, in condizioni “come nuovo”, dopo 13 mesi di lavori di manutenzione e ripristino dei materiali, e relative prove di volo. E’ il primo B-2 a portare l’insegna dello Global Strike Command, ente costituito lo scorso anno per la gestione e il comando unificato di tutte le piattaforme e gli assetti collegati all’arsenale nucleare della US Air Force.

“Lo Spirit of Pennsylvania è l’ultimo B-2 a completare un ampio processo di revisione denominato Programmed Depot Maintenance (PDM), che eseguiamo a Palmdale su tutti i B-2 ogni sette anni,” ha affermato Dave Mazur, Direttore del programma B-2 alla Northrop Grumman. “Abbiamo restituito questo assetto nazionale alla sua forma ottimale per soddisfare le esigenze strategiche del paese.” Ad oggi ogni B-2 ha completato almeno un ciclo PDM.

Il B-2 resta l’unico bombardiere a lunga autonomia ed elevata capacità di carico in grado di penetrare in profondità nelle difese aeree avversarie per colpire bersagli altamente paganti. Può volare senza rifornimento per 11.000 km e proseguire fino a 18.500 km con un solo rifornimento. Il Ministero della Difesa americano intende puntare su questo assetto ancora a lungo e per lo scopo ha programmato numerosi interventi di aggiornamento a 360 gradi.
La flotta attuale si compone di 20 aerei, 19 operativi ed uno impiegato come piattaforma di prova per validare aggiornamenti di armi e software. Nel 2008 un B-2 è andato perso in seguito ad un incidente in fase di decollo causato da un errore di calcolo dei sistemi di controllo di volo, una perdita calcolata in 1,4 miliardi di dollari.

Il consorzio Northrop Grumman/EADS non gareggierà nella gara KC-X

Riferimento | Americhe | Industria |

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Il consorzio Northrop Grumman/EADS non correrà per la gara da 35 miliardi di dollari relativa alla fornitura di 179 nuovi tanker per l’aeronautica USA. La decisione arriva in seguito ad una valutazione circa la nuova Request for Proposal (RFP) emessa dal Pentagono che favorirebbe il rivale NewGen Tanker della Boeing, più piccolo del 25% rispetto alla piattaforma A330, precedentemente scelta dall’USAF.

Wes Bush, CEO e Presidente di Northrop Grumman ha dichiarato:

“Northrop Grumman rispetta pienamente i criteri scelti nel determinare i requisiti militari del nuovo tanker. Nella gara precedente, Northrop Grumman è stata selezionata dall’aeronautica, offrendo la piattaforma più capace al miglior prezzo per il contribuente. Tuttavia, il team Northrop Grumman/EADS è molto deluso dal fatto che la nuova metodologia di selezione ora favorisca largamente il rifornitore più piccolo di Boeing. Benchè i requisiti fondamentali non siano stati modificati dopo l’ultima competizione, la nuova metodologia ora favorisce chiaramente un’aerocisterna più piccola.
Abbiamo deciso che Northrop Grumman non protesterà. Benché sappiamo di avere fondati motivi per appellarci al GAO o ad un tribunale per rovesciare questa decisione, gli uomini e le donne in servizio sono stati costretti ad aspettare troppo a lungo i nuovi rifornitori. Intraprendere azioni che potrebbero ritardarne ulteriormente l’introduzione, non sarebbe un agire in modo responsabile.
Riconosciamo che la nostra decisione crea uno scenario nel quale Boeing diventa l’unico fornitore. Invitiamo a tenere a mente le conclusioni economiche uscite dal primo round della competizione, in modo da tutelare il contribuente in sede di definizione dell’unico contratto di fornitura. Nel turno precedente, l’USAF, attraverso una rigorosa valutazione della nostra proposta, ha stabilito un costo unitario flyaway di circa 184 milioni dollari per ciascuno dei primi 68 tanker, compresi i costi non ricorrenti di sviluppo. Con la decisione di selezionare una piattaforma molto più piccola, e meno capace, il contribuente dovrà sicuramente aspettarsi un costo molto minore”.