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Ordine della Bundeswehr per sistemi Soldato Futuro

Riferimento | Esercito | Europa |


L’agenzia federale di acquisizioni militari tedesca BWB ha ordinato a EADS Defence & Security la fornitura di 220 sistemi Soldato Futuro (Infanterist der Zukunft) versione base (IdZ BS) per equipaggiare i soldati impegnati nella missione ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan. 217 sistemi sono già stati consegnati ed entrati in servizio a partire dal 2004 nell’esercito, e in misura minore nell’aeronautica e nella marina tedesca, utilizzati sia in Afghanistan, che in Kosovo e Congo da più di 2.000 soldati.

Ciascun sistema equipaggia una squadra di 10 soldati, con una configurazione modulare identica basata su nuovi giubbotti antiproiettile con livello di protezione da I a IV, dispositivi C4I (Command, Control, Communications, Computers & Intelligence) che includono un palmare NaviPad per comunicazioni dati, immagini del bersaglio, consapevolezza operativa, visori notturni e termici, radio tattica, telemetro laser, telecamera CCD e infrarosso, antenna GPS e computer portatile con mappe digitali.

In scenari di guerra asimmetrica in territorio urbano diviene sempre più importante il potenziamento dello scambio di informazioni, in modo rapido e sicuro tramite sistemi di comunicazione distribuiti alla fanteria e montati a bordo dei relativi veicoli, in modo da agevolare le decisioni sul campo e fornire un’immagine univoca della situazione a tutti gli operatori coinvolti.
Una volta che la squadra di fanteria è salita sul veicolo, le apparecchiature vengono collegate alla stazione base BS-INF, e le batterie ricaricate. La comunicazione, sia con gli altri soldati sul campo che con le strutture di comando, è quindi possibile attraverso il sistema di scambio dati di bordo (già installato sui veicoli Fuchs, Mungo, Boxer, BV 206 S and BV 206 D). La stazione è trasportabile all’esterno del mezzo ed ha un’autonomia di 72 ore.

Per quanto riguarda l’armamento IdZ, il soldato è dotato di un fucile d’assalto G36A2 connesso a sistemi di puntamento optoelettronici con le batterie alloggiate nel calcio, completo di lanciagranate da 40 mm, in grado di sparare diverse munizioni, dalle non-letali a granate a frammentazione. Armi secondarie sono la mitragliatrice leggera da 5.56 mm MG4 e il fucile di precisione anti-materiale da 12.7 mm G82 (M107), nonchè una versione migliorata del Panzerfaust 3.

Il sistema più evoluto IdZ-ES (Enhanced System) è in corso di sviluppo da parte di Rheinmetall. Scopo è conciliare maggiori livelli di protezione dei soldati con l’esigenza di trasportare senza impedimenti sistemi portatili inquadrabili nell’architettura NEC (Networked Enabled Capability), comune a tutte e tre le forze armate.

EADS cura gli analoghi programmi Soldato Futuro in Spagna (Combatiente Futuro) e Svizzera (IMESS).

Lockheed Martin presenta il suo prototipo di esoscheletro

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HULCLM ha presentato al simposio Association of United States Army (AUSA) di Fort Lauderdale il suo prototipo di esoscheletro HULC (Human Universal Load Carrier), basato sul modello di terza generazione sviluppato dalla Berkeley Bionics che si avvale dell’esperienza maturata con i precedenti modelli ExoHiker e ExoClimber.
L’esoscheletro viene incontro ai soldati appiedati che spesso trasportano pesanti carichi di equipaggiamento che aumentano lo stress sul corpo e di conseguenza i rischi di infortunio. HULC trasferisce il carico a terra attraverso una struttura robotizzata antropomorfica in titanio alimentata a batteria.

Attraverso un pacchetto di sensori, attuatori idraulici e dispositivi computerizzati di comando e controllo, l’esoscheletro permette di amplificare la normale forza e resistenza umana, consentendo per esempio ad un uomo di trasportare facilmente sulla schiena carichi pesanti per lunghi tragitti, o alzare senza fatica pesi di 90 kg per centinaia di volte, conservando l’agilità necessaria per completare la missione.
L’esoscheletro segue i movimenti del corpo umano grazie ai processori che elaborano i dati provenienti dai sensori e interpretano la forza impressa all’azione, mettendola in pratica così come voluta dall’operatore.

I punti chiave del sistema sono l’aumento della forza e dell’autonomia del singolo soldato attraverso la riduzione dell’affaticamento. E’ stato dimostrato che il consumo di ossigeno da parte di una persona che indossa il sistema senza carichi supplementari e cammina ad una velocità di 3 km/h diminuisce del 5-12% rispetto ad una senza esoscheletro; la diminuzione è ancora più pronunciata, fino al 15%, quando si trasporta un carico di 36 kg. La riduzione del costo metabolico diventa un parametro importante per missioni di durata prolungata in cui un consumo eccessivo di ossigeno può condurre ad affaticamenti prematuri anche nel caso in cui l’esoscheletro supportasse interamente il carico.

HULC può essere impiegato per maneggiare armi pesanti come pezzi di artiglieria che normalmente richiederebbero l’azione di due o più uomini, indossare protezioni e corazzature aggiuntive o sistemi di climatizzazione.
Futuri sviluppi saranno indirizzati ad aumentare la durata della batteria standard da 2 kg che attualmente consente un’autonomia di un’ora per un soldato che cammina a 5 km/h (72 ore se viene utilizzato un generatore alimentato a JP-8 del peso di 135 kg) e ad accompagnare il sistema con apparecchiature indossabili in grado di fornire consapevolezza operazionale e assistenza in fatto di mobilità. La velocità massima supportata è di 11 km/h in modalità di utilizzo prolungato e 18 km/h per lo scatto.

US Army: Continua la distribuzione dei nuovi elmetti e body armor

Riferimento | Americhe | Esercito |

Fino ad ora sono circa 7 mila i soldati appartenenti alle 101st Airborne e alla 4th Infantry Division schierati in Iraq e Afghanistan equipaggiati con il nuovo elmetto dotato di sensori per ridurre i rischi da trauma cranico in combattimento. I dati collezionati serviranno al Program Executive Office-Soldier, l’ente dell’esercito che si occupa dello sviluppo e dello schieramento dei nuovi equipaggiamenti ai soldati, per valutare più attentamente l’impatto sul personale di esplosioni ravvicinate, scoppio di ordigni improvvisati, incidenti di varia natura e operare una più veloce diagnosi in collaborazione con la comunità medica. I sensori, presenti internamente e sul retro dell’ACH (Advanced Combat Helmet), si attivano automaticamente, misurano l’energia generata dall’evento tramite la pressione esercitata e l’accelerazione impressa, e poi si spengono ritornando in modalità “sleep”; pesano in tutto 170 grammi, la batteria ha un’autonomia di 6 mesi e la memoria è in grado di immagazzinare dati associati a 527 eventi che poi è possibile riversare su altri supporti grazie alla porta USB.

Anche l’ultima versione di Interceptor Body Armor, la IOTV (Improved Outer Tactical Vest), dotata di meccanismo di svestizione rapida in situazione di emergenza, viene distribuita ai reparti nei teatri operativi in uno scambio uno ad uno, con completamento delle consegne entro la fine di giugno.

Le piastre laterali di protezione sono ora parte integrante del sistema, invece di essere attaccate a posteriori come nelle versioni passate, e il peso è stato ridotto da 15.4 a 13.6 kg. Presenti anche 3 taglie in più rispetto alle 8 precedenti per aumentare la personalizzazione e la protezione del soldato.

“Il responso dei soldati che già dispongono della IOTV è positivo, specie per quanto riguarda il comfort, sensazioni e mobilità del sistema”, ha affermato il Maggiore Hurley Shield, assistente product manager per la body armor.

Da Iron Man alla realtà: L’esoscheletro di Raytheon

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In coincidenza con l’uscita nelle sale cinematografiche di “Iron Man”, trasposizione sul grande schermo del celebre fumetto Marvel, Raytheon Sarcos ha resi noti gli ultimi sviluppi del suo “Exoskeleton”, una veste robotica per i soldati del domani.
Frutto della combinazione di sensori, attuatori idraulici e dispositivi di comando e controllo, l’esoscheletro permette di amplificare la normale forza, resistenza e agilità umana, consentendo per esempio ad un uomo di trasportare facilmente sulla schiena carichi pesanti per lunghi tragitti, o alzare senza fatica pesi di 90 kg per centinaia di volte, conservando l’agilità necessaria per salire scale e rampe o tirare un calcio al pallone.
Sviluppato a partire dal 2000 per l’US Army, e finanziato anche dalla Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), questo esoscheletro è per il Dr. Stephen Jacobsen, direttore di programma, il risultato di un lavoro che combina arte e scienza, e della forte convinzione che se l’uomo può lavorare a fianco dei robot, deve anche essere in grado di lavorarci all’interno.

I vantaggi di una tale applicazione sono evidenti: Un soldato così equipaggiato potrebbe facilmente trasportare carichi ingenti e prolungare l’attività operativa più a lungo, maneggiare armi pesanti che normalmente richiederebbero l’azione di due o più uomini, trasportare un ferito sulla schiena o indossare protezioni e corazzature aggiuntive atte a resistere al fuoco nemico. L’esoscheletro seguirebbe e asseconderebbe i movimenti del corpo umano come un’ombra grazie ai processori che elaborano i dati provenienti dai sensori e interpretano la forza impressa all’azione, mettendola in pratica così come voluta dall’operatore.

Il sistema, prima di poter raggiungere i campi di battaglia, dovrà superare lunghe e articolate fasi di prove e soprattutto risolvere le problematiche relative ai suoi attuali ingombri, pesi, affidabilità e autonomia. La ricerca nel settore è portata avanti anche da altre società, come la Berkeley Bionics, che ha ideato una famiglia di esoscheletri come l’ExoHiker, il primo sistema di questo tipo ad essere entrato in commercio, il quale potrebbe trovare applicazioni non solo in ambito militare ma anche al servizio di vigili del fuoco o personale civile, o come applicazione medica per persone affette da problemi di mobilità.

Raytheon Sarcos sta attualmente lavorando sotto un contratto biennale da 10 milioni di dollari con l’esercito statunitense. I primi modelli risultato del lavoro di ricerca avranno compiti essenzialmente logistici e verranno utilizzati, a livello di prototipo, a partire dal 2009. Entro 8-10 anni l’US Army spera di poter schierare versioni evolute di esoscheletro addosso ai soldati in zone di combattimento.

VIDEO

Foto: Raytheon

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