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Categoria novembre, 2007

FOTO: Consegnato primo sistema F135 STOVL

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Industria |

Pratt & Whitney F135Pratt & Whitney, società United Technologies Corp., ha consegnato a Lockheed Martin il primo sistema di propulsione F135 STOVL (short-takeoff – vertical-landing), compreso di lift-fan prodotta da Rolls-Royce. Il sistema nei mesi successivi si interfaccierà con la cellula e i sistemi avionici dell’F-35B Lightning II Joint Strike Fighter in costruzione in vista del primo volo stimato per maggio 2008 e consegna del primo aereo di produzione nel 2009.
Il motore, capace di 40.000 lb di spinta (il motore da caccia più potente mai costruito), è un’ evoluzione dell’F119 che spinge l’F-22A Raptor, ed ha accumulato più di 8.500 ore di test al banco dall’inizio della fase SDD (system development and demonstration).

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Video: F-35B STOVL



La sonda ESA Venus Express rivela nuovi particolari

Riferimento | Aerospazio | Europa |

venus_global_view.jpgVenere si svela come mai prima alla sonda dell’ESA Venus Express Per la prima volta, gli scienziati sono in grado di studiare il pianeta dagli strati superiori dell’atmosfera fino quasi alla superficie. Questi studi hanno mostrato che il pianeta è ricco di sorprese e che un tempo potrebbe essere stato più simile alla Terra.

Venere rappresenta un mistero da secoli. Sebbene sia il pianeta più vicino alla Terra, si è dimostrato straordinariamente difficile da studiare a causa della permanente copertura nuvolosa che oscura la visibilità della superficie.

“È davvero sorprendente quanto diverso dalla Terra sia ora Venere,” afferma Fred Taylor, uno scienziato interdisciplinare della University of Oxford (Regno Unito) che fa parte del progetto Venus Express. Venus ha approssimativamente la stessa massa della Terra, eppure è un luogo infernale: sulla superficie si registrano temperature superiori ai 400°C e una pressione di superficie cento volte superiore a quella terrestre.

La chiave per comprendere Venere giace nella sua atmosfera. Questa è molto più densa di quella della terra e intercetta la maggior parte dell’energia del Sole prima che possa raggiungere la superficie del pianeta. Proprio per questo è stata sviluppata la sonda Venus Express.

La missione ha diversi obiettivi, ma le dinamiche dell’atmosfera di Venere occupano il primo posto. Venus Express ha studiato la struttura e i movimenti dell’atmosfera dai suoi strati superiori sino alla superficie. Una seconda area di studio riguarda la composizione e la chimica dell’atmosfera. Venus Express ha raccolto diversi profili della composizione dell’atmosfera intorno al pianeta. Un terzo studio si occupa dei processi attraverso i quali l’atmosfera di Venere si disperde nello spazio.

Venus Express ha consentito di fare enormi progressi nella comprensione di tutti questi fenomeni ma non ha risolto tutti i misteri. Una risposta chiave che gli scienziati stanno ancora cercando è il grado di attività dei vulcani venusiani. “Il contributo di energia apportato dai vulcani all’atmosfera potrebbe essere enorme. Non conoscere questo dato lascia un enorme spazio vuoto nella nostra comprensione del suo clima”, afferma Taylor.

Ora Venus Express ha completato la sua missione nominale che prevedeva l’osservazione del pianeta per due giornate venusiane, ovvero per circa 500 giorni terrestri.

“Abbiamo già ottenuto un gran numero di risultati scientifici. La modernità degli strumenti ci ha permesso di ottenere livelli di dettaglio molto più elevati rispetto alle missioni precedenti e la sonda è ancora in ottime condizioni”, afferma Håkan Svedhem, Project Scientist dell’ESA per Venus Express.

Venus Express ora intraprenderà un’ulteriore fase della sua lunga missione e osserverà il pianeta per altri due giorni venusiani.

Passare dall’idea che Venere fosse un pianeta simile alla Terra a quella di un pianeta completamente diverso, cambia nuovamente la prospettiva su questo pianeta. Grazie a Venus Express, Taylor ora descrive Venus come “pianeta gemello della Terra, ma separato alla nascita.”

Fonte: ESA

Pakistan completa validazione dell’UAV Falco di Galileo Avionica

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico |

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Il Falco, UAV a lunga autonomia operante a medie quote, ordinato nel 2006 dal Pakistan in 4 esemplari, compreso di stazione di controllo a terra, terminale dati ed equipaggiamento di supporto, ha completato le prove durate 15 mesi portate avanti in Africa, Europa e Asia, nelle quali il velivolo ha operato nelle più diverse condizioni climatiche.

Il test di volo compiuto con il massimo carico pagante si è protratto senza interruzioni per 9 ore e 15 minuti. Usando un serbatoio di carburante ausiliario l’autonomia supererebbe le 14 ore precedentemente stimate.

Durante la campagna di prove sono state inoltre testate le comunicazioni e i controlli real time dei dati ricevuti via data link anti-jam a 200 km di distanza, il raggiungimento della quota operativa di 6000 metri (20.000 ft), navigazione autonoma e uso automatico dei diversi carichi paganti a bordo, decollo e atterragio automatico e operazioni notturne.

Si presume che il Pakistan utilizzerà il Falco per compiti di sorveglianza, via pacchetto di sensori elettro-ottici e IR forniti da GA e autoprodotti, al confine con l’Afghanistan, nelle zone montagnose rifugio della guerriglia talebana e supposto nascondiglio di Bin Laden, e nella regione contesa con l’India del Kashmir.

Lancio e Recupero di un UUV (Unmanned Undersea Vehicle) da Sottomarino

Riferimento | Americhe | Marina |

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Continuano i test di interoperabilità fra sottomarini e UUV (Unmanned Undersea Vehicle). Boeing ha testato con successo il lancio ed il recupero mediante un braccio robotizzato di un AN/BLQ-11 LMRS (Long-term Mine Reconnaissance System) da un tubo lanciasiluri di un sottomarino d’attacco della US Navy in immersione. Una volta che l’AN/BLQ-11 è stato lanciato è passato attraverso varie fasi e waypoint mentre il sottomarino programmava il rendezvous con l’UUV. L’AN/BLQ-11 ha compiuto numerose manovre, fra cui la “shadow submarine”, in cui il veicolo opera a fianco del sottomarino ospite, complessivamente volte a far acquisire alle unità subacquee capacità furtive di sorveglianza, individuazione e raccolta di dati su potenziali minacce.
Il recupero del mezzo è avvenuto tramite guida sonar, che ha indirizzato il veicolo verso il braccio esteso dalla parte superiore del tubo di lancio che lo ha fissato e reintrodotto nella sede appropriata.
Il test è stato compiuto dalla Boeing Advanced Information Systems, divisione della Boeing Space and Intelligence Systems.
Il fatto che gli UUV, configurabili a seconda delle missioni con diversi carichi paganti, possano operare autonomamente per lunghi periodi senza comunicazioni costanti con operatori umani, senza essere filoguidati ma basandosi sui sistemi a guida inerziale e GPS a bordo, comunicando in modalità acustica o via satellite in banda UHF, e utilizzando sonar frontali e laterali per analizzare la zona d’operazione ed evitare possibili ostacoli, fa di loro piattaforme privilegiate per operazioni di Intelligence Surveillance e Reconnaissance (ISR). Estendendo il raggio operativo e la situational awareness delle unità in zone litoranee, e costituendo un moltiplicatore di forza mettendo un singolo sottomarino nella condizione di porre simultaneamente la propria presenza in più luoghi, gli UUV sono destinati ad un sempre maggiore impiego da parte delle moderne marine militari.

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