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Categoria marzo, 2008

Prosegue lo sviluppo dell’X-51A WaveRider

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

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Il dimostratore tecnologico di motore scramjet X-51A, in grado di raggiungere velocità ipersoniche fino a Mach 6.5, ha recentemente completato la fase di assemblaggio finale con l’installazione del propulsore SJX61-2 (X-2). Il programma, noto come Scramjet Engine Demonstrator-WaveRider (SED-WR), sviluppato congiuntamente dall’US Air Force Research Laboratory, dalla Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa), da Boeing e Pratt & Whitney Rocketdyne (PWR), ora proseguirà con una serie di test a terra presso il Langley Research Center della Nasa in vista del primo volo nel 2009. In tale occasione sarà installato a bordo di un B-52 e lanciato da quota 49.500 ft (15.000m) dove accellererà, grazie al booster di coda derivato dall’ Army Tactical Missile Systems (ATACMS), fino a Mach 4.5 a 100.000 ft. In questa fase il flusso d’aria all’interno della camera di combustione si trova a regime supersonico, potendo così dare inizio alla propulsione con il solo scramjet. Successivamente il booster si distaccherà. All’interno della camera di combustione al JP-7 sarà mischiato etilene che incendierà il carburante portandolo a temperatura ottimale consentendo al motore di autosostentarsi alla velocità prefissata. L’X-51 proseguirà autonomamente il volo fino a raggiungere velocità Mach 6.5 a regime ottimale, per poi planare e impattare nell’oceano.

Il programma X-51A è considerato di elevata importanza dall’Aeronautica statunitense. Se le prove del prossimo anno confermereanno i risultati attesi l’Usaf potrà iniziare a progettare immediate applicazioni in termini di accesso allo spazio, proiezione globale, ricognizione e attacco.
Un missile cruise così concepito potrebbe coprire 1.000 km in un quarto d’ora e affiancarsi ai convenzionali missili balistici come assetto per attacchi a grandi distanze. Ulteriori applicazioni riguardano da vicino il prototipo di HCV (hypersonic cruise vehicle) in sviluppo dalla Darpa (noto come Falcon) volto a consegnare per il 2035 un bombardiere con propulsione a ciclo combinato turbina/scramjet in grado di raggiungere ogni punto del globo in due ore a Mach 10.

Anche in Europa proseguono ricerche in tal senso, fra le più importanti, quelle condotte da Saab.

Boeing 787 Dreamliner: Completati test sullo stabilizzatore orizzontale

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Alenia Aeronautica, una società Finmeccanica, ha completato con successo il ciclo di test a “carico ultimo” sullo stabilizzatore orizzontale del Boeing 787 Dreamliner. Le prove sono state condotte presso il Laboratorio di Prove Strutturali dello stabilimento Alenia di Pomigliano, Napoli, alla presenza di tecnici della Boeing.
Il test, un passo fondamentale per la certificazione del 787, prevede che lo stabilizzatore sia sottoposto alle forze aerodinamiche che il velivolo potrebbe sperimentare in volo nelle circostanze più critiche. Attraverso un complesso sistema di martinetti idraulici azionati da un apposito software, le prove dimostrano che lo stabilizzatore orizzontale del Dreamliner è in grado di sostenere oltre il 150% degli stress aerodinamici che il velivolo potrà incontrare nel corso del suo ciclo di vita.
“Tutto il team del 787 è impegnato a verificare la sicurezza e l’affidabilità del velivolo, come testimonia questo consistente programma di test” ha commentato Mark Jenks, Vice President of development for the 787 Program di Boeing Commercial Airplanes. “Gli esiti positivi delle prove condotte sullo stabilizzatore orizzontale dimostrano le capacità dei materiali compositi e della progettazione e costruzione di questo componente”.

“Con questo ciclo di prove, ultimo di una sequenza di test che hanno dimostrato la rispondenza ai parametri di progetto ­ – ha detto Nazario Cauceglia, Chief Technical Officer di Alenia Aeronautica – abbiamo verificato ancora una volta la validità dell’innovativa soluzione strutturale e tecnologica adottata per lo stabilizzatore del 787, comprovando in tal modo la capacità dell’azienda di gestire l’intero processo di progettazione, sviluppo, produzione e test di componenti complessi in materiali compositi”.

Negli ultimi tre mesi, presso il laboratorio di Pomigliano, nell’ambito delle prove statiche sullo stabilizzatore orizzontale del 787 sono stati eseguiti con successo anche i test a carico limite: prove di deflessione dal basso, dall’alto e prove asimmetriche, simulando tre diversi parametri di progetto critici.

Realizzato da Alenia Aeronautica presso lo stabilimento di Foggia, lo stabilizzatore orizzontale del Dreamliner è costituito da due cassoni monolitici e un piano centrale di giunzione, è lungo circa 20 metri e, come la fusoliera e le ali del 787, è realizzato in fibra di carbonio. Lo stabilizzatore orizzontale del 787 è la più grande struttura composita monolitica mai fabbricata per un aereo commerciale e viene realizzato con un unico ciclo di polimerizzazione in autoclave a partire da 27 parti non polimerizzate. Si tratta di tecnologie proprietarie di Alenia Aeronautica e di processi produttivi innovativi che fanno dello stabilimento di Foggia uno dei principali al mondo per le lavorazioni di materiale composito.
Il primo stabilizzatore orizzontale del 787 è stato consegnato alla Boeing ad aprile 2007.

Fonte: Alenia Aeronautica

Nave israeliana entra in acque libanesi

Riferimento | Marina | Medio Oriente e Africa |

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Una corvetta israeliana classe Saar 5 è entrata nelle acque territoriali libanesi prima di essere intercettata dal pattugliatore italiano Comandante Bettica, in violazione della risoluzione ONU 1701 che ha messo fine al conflitto fra Israele ed Hezbollah nel 2006.
La nave israeliana ha sconfinato di tre miglia (circa cinque chilometri) prima di ritornare nelle acque di competenza, in base alle dichiarazioni rilasciate dall’esercito libanese.
La IDF (Israel Defense Forces) smentisce l’accaduto ma secondo Yasmina Bouziane, portavoce dell’UNIFIL (UN Interim Force in Lebanon), la nave proveniente da Israele ha violato le acque libanesi senza rispettare le procedure previste. Benchè caccia israeliani entrino spesso nello spazio aereo meridionale libanese, lo sconfinamento è raro per navi della Marina (Israeli Sea Corps).
Il gruppo navale internazionale in Libano, composto da due navi italiane, la fregata Espero e il pattugliatore d’altura Comandante Bettica, una nave francese, la fregata Courbet, e una spagnola, il pattugliatore Vencedora, è al comando del Contrammiraglio Ruggiero Di Biase, ed insieme alle unità navali tedesche, greche e turche forma la Forza Marittima dell‘UNIFIL.
Le operazioni aeronavali dell’UNIFIL sono cominciate il 1 marzo e termineranno il 31 agosto 2008 sempre sotto il comando del Contrammiraglio Ruggiero di Biase, che ha assunto per l’occasione anche il ruolo di comandante della Task Force 448.
La Marina Militare dopo l’operazione “Leonte” ritorna ad assumere il comando di un dispositivo aeronavale per garantire la sicurezza della navigazione, in particolare del traffico mercantile, nelle acque mediorientali.
Per la Forza Marittima Europea (EUROMARFOR) la missione è la prima operazione di “Peace Keeping” sotto egida dell’ONU.

Fonte: AFP, Marina Militare

LCS 1 Freedom: Testati impianti elettrici

Riferimento | Americhe | Marina |

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La Freedom, prima nave del programma Littoral Combat Ship costruita da Lockheed Martin, ha completato la fase di prova dei sistemi elettrici con l’accensione e spegnimento dei quattro generatori diesel da 750 kilowatt di Isotta Fraschini, società Fincantieri, e dell’impianto di generazione elettrica da tre megawatt, testandone il comportamento alla massima potenza e la loro sincronizzazione per ottenere i livelli di potenza richiesti per supportare le operazioni della nave in mare.
Questa è una importante tappa di programma che dimostra la capacità dell’impianto di supportare tutte le richieste di alimentazione dei sistemi e sensori della nave in vista delle prove, valutazioni e operazioni in mare.

La Marina USA ha recentemente cancellato la terza e la quarta nave prevista nel programma LCS, costruite rispettivamente da Lockheed Martin e General Dynamics, a causa dell’aumento non controllato dei costi (fino all’86%, passando da 220 a 410 milioni di dollari per unità) e la previsione di spesa per il 2009 trasmessa a Capitol Hill ha mostrato cambiamenti importanti, compresa la riduzione degli ordini iniziali a 4 navi rispetto alle 6 pianificate.

Il programma LCS è nato per soddisfare il requisito della Marina Americana per la fornitura di fregate multimissione (Asuw, Asw, Miw), sostitute delle classe Perry, capaci di operare efficacemente in ambiente litoraneo. Alla competizione partecipano 2 consorzi guidati da Lockheed Martin e General Dynamics.
Il 23 settembre 2006 è stata varata la prima unità, la LCS-1 USS FREEDOM, che sarà consegnata alla US Navy entro la fine del 2008 e dislocata a San Diego, mentre il requisito della marina per questo tipo di navi resta fermo a 55 unità.

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