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Categoria ottobre, 2008

La Germania testa il missile PAC-3

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Europa |

Personale della Luftwaffe, dell’US Army e di Lockheed Martin ha condotto presso il poligono di White Sands il secondo test internazionale positivo del missile PAC-3 utilizzando una batteria Patriot tedesca aggiornata allo standard “Configuration-3″. Il primo test per clienti internazionali aveva riguardato l’ingaggio di un bersaglio simulato di missile balistico tattico da parte di un PAC-3 della Japanese Self Defense Force.

Il test ha avuto come scopo dimostrare l’efficacia dei miglioramenti che riguardano sia il missile intercettore che l’elettronica del lanciatore (l’ELES – Enhanced Launcher Electronics System, in grado di interfacciarsi con tutti i missili della famiglia Patriot), il quale può ospitare ora 16 PAC-3 invece dei 4 missili della generazione precedente, e il computer per il calcolo delle soluzioni di fuoco.

Benchè ottimizzato per l’inseguimento e la distruzione di missili balistici al rientro nell’atmosfera, il sistema di difesa aereo Patriot aggiornato al nuovo standard può agire efficacemente contro minacce aeree convenzionali e missili cruise, in collaborazione con batterie antiaeree basate sui missili PAC-2.

Il PAC-3 (Patriot Advanced Capability-3) funziona secondo principio hit-to-kill utilizzando l’energia cinetica della propria testata per distruggere l’obiettivo, guidata dal seeker radar attivo in banda Ka. La Germania affiancherà al PAC-3, nella versione potenziata MSE, il missile IRIS-T SL per il programma trinazionale di sistema di difesa aerea mobile MEADS (Medium Extended Air Defense System). Questa versione ha un raggio d’azione superiore, un motore più prestazionale ed una manovrabilità migliorata garantita dalle maggiori superfici aerodinamiche, che garantiscono un aumento di capacità complessive del 50% rispetto ai normali PAC-3.

Consegnato il primo C-27J Spartan alle Forze Armate USA

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Finmeccanica, le sue controllate Alenia Aeronautica e Alenia North America e il partner americano L-3 hanno consegnato oggi a Waco, in Texas, alle Forze Armate degli Stati Uniti il primo dei 78 velivoli C-27J Spartan ordinati lo scorso anno nell’ambito del Joint Cargo Aircraft (JCA), il programma congiunto dell’Esercito e dell’Aeronautica USA per un aereo da trasporto tattico.

“La consegna del primo C-27J Spartan alle Forze Armate USA dimostra la capacità di Finmeccanica di affermarsi, anche a livello internazionale, attraverso l’offerta di prodotti tecnologici di eccellenza. Il C-27J JCA è un progetto di cui siamo particolarmente fieri: si tratta infatti del più grande successo di export per un aereo progettato e costruito in Italia, consegnato al cliente nel pieno rispetto dei tempi e del budget previsti. Un risultato che va diviso tra i nostri partner americani di L-3 e il team di Finmeccanica, in particolare di Alenia Aeronautica e della sua controllata Alenia North America: dirigenti, ingegneri, tecnici e operai che già da molti anni lavorano a questo importante progetto” ha detto Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica. “In questi anni abbiamo dedicato grande attenzione all’innovazione e alla ricerca, consapevoli che la sfida competitiva può essere vinta solo offrendo prodotti sempre più avanzati e sofisticati, come questo aereo da trasporto tattico, considerato il migliore al mondo nella propria categoria. Il mercato americano si sta rivelando uno dei principali per il Gruppo, non solo perché è quello con il budget per la difesa più consistente, ma anche perché può rappresentare il volano per la conquista di altre importanti aeree.”

Il contratto del valore di 2,04 miliardi di dollari per 78 aerei da trasporto tattico è stato firmato il 13 giugno 2007, ma i piani delle Forze Armate statunitensi prevedono l’acquisizione di 145 velivoli di cui 75 destinati all’Esercito e 70 all’Aeronautica, con una previsione complessiva di 207 velivoli entro 10 anni, per un valore stimato di 6 miliardi di dollari. Si tratta del più grande successo di export per un aereo progettato e costruito in Italia e di un’importante affermazione delle capacità ingegneristiche e produttive italiane sul principale mercato della difesa del mondo.

Il C-27J Spartan è la risposta ideale al requisito statunitense in quanto si tratta di un velivolo multiruolo caratterizzato da alte prestazioni ed elevata efficienza ed efficacia operativa.

Il primo C-27J destinato all’Esercito degli Stati Uniti ha compiuto il suo primo volo il 18 giugno del 2008 presso il Centro Prove Volo dello stabilimento Alenia Aeronautica di Torino-Caselle e con un lungo volo transatlantico, con scalo in Islanda e in Canada era giunto negli USA a metà agosto per l’installazione di alcune componenti peculiari della versione destinata all’US Army. Il secondo C-27J per gli Stati Uniti sta effettuando i test in Italia e arriverà a Waco nelle prossime settimane; la consegna è prevista a novembre 2008.
La scelta del C-27J si aggiunge ai successi delle aziende Finmeccanica sul mercato statunitense. Tra questi, gli elicotteri per la flotta del Presidente degli Stati Uniti, la linea degli elicotteri civili di AgustaWestland, prodotti presso lo stabilimento di Philadelphia, la partecipazione al programma per l’aereo commerciale Boeing 787 Dreamliner, di cui Alenia Aeronautica realizza complessivamente il 26% della struttura e il sistema di lettura targhe per le forze di polizia realizzato da Elsag Datamat.

Le aziende Finmeccanica presenti negli USA sono AgustaWestland, Oto Melara, Elsag Datamat, SELEX Sistemi Integrati, MBDA, Thales Alenia Space, Telespazio, AnsaldoBreda e Ansaldo STS, e impiegano un totale di circa 2.100 persone.

(Alenia Aeronautica)

Conclusa l’esercitazione Trial Imperial Hammer 2008

Riferimento | Aerospazio |


Si è conclusa l’esercitazione Trial Imperial Hammer iniziata lo scorso 29 settembre in Sardegna e finalizzata a sviluppare ed integrare le attività di intelligence antiterrorismo dei paesi NATO. All’esercitazione hanno partecipato 15 nazioni e dieci organizzazioni Nato con un totale di circa 1.300 persone coinvolte, di cui 800 italiani.

La guerra elettronica contro i terroristi è partita da Cagliari, nella parte militare dell’aeroporto di Elmas, nella base di Decimomannu, ed è arrivata nel poligono interforze di Salto di Quirra, che si articola sulle basi di Capo San Lorenzo e Perdasdefogu. L’attività di sperimentazione ha previsto ogni giorno uno scenario diverso durante il quale è stata riprodotta una minaccia di tipo terroristico.

Tra le diverse esercitazioni è stato simulato un attacco ad un convoglio con l’utilizzo di IED (Improvised Esplosive Device), e per contrastarlo sono stati provati con successo nuovi sistemi elettronici, realizzati dal Reparto di Guerra Elettronica dell’Aeronautica (RESTOGE), capaci di impedire l’attivazione dell’esplosivo.

Sono stati utilizzati anche velivoli senza pilota, come i Raven dell’Esercito Italiano, i Wasp, i Vector-P e i Maveric statunitensi, che si sono inseriti nel processo di ricognizione e distribuzione delle immagini identificando dove le “Red Force” (personale del 5° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Sassari) nascondevano gli eventuali IED. Gli Unmanned Air Vehicle (UAV) sono stati utilizzati anche nell’attività anti-contrabbando. In questa veste ha debuttato il nuovo velivolo senza pilota dell’Aeronautica Militare, lo Strix. Si tratta di un mini-UAV, sviluppato da Alpi Aviation in collaborazione con il Centro di Eccellenza UAV dell’Aeronautica Militare, ed operato anche da personale specializzato dei Fucilieri dell’Aria e del Reparto Incursori dell’Aeronautica Militare (RIAM). L’Aeronautica ne ha acquistati tre esemplari, una stazione di controllo e una rampa di lancio.

Un’altra attività importante condotta durante le due settimane di Trial è stata quella di migliorare in modo sensibile le capacità di ricognizione delle forze dell’Alleanza in zona di operazione. L’obiettivo è di poter disporre in tempo quasi reale di immagini e riprese di ciò che accade sul terreno o in mare. Questa consapevolezza della situazione, o situation awareness, consente di migliorare le capacità operative dei militari della NATO offrendo una maggiore sicurezza ed efficacia.

Per raggiungere questo obiettivo tutto il personale operativo e i mezzi terrestri, navali ed aerei della Trial Hammer sono stati inseriti in un sistema altamente complesso di rilevazione, analisi e condivisione delle informazioni (interoperabiiltà attraverso condivisione dei dati).

Il risultato che si cerca di conseguire è quello di fornire alla NATO risposte certe sulla funzionalità di nuovi sistemi, apparati e procedure, messe in comune tra i partner della NATO. Uno degli obiettivi della Trial è infatti di limitare al minimo la perdita di vite civili durante operazioni anti-terrorismo.

L’edizione 2008 della Trial Hammer è stata presentata a settembre a Bruxelles, al quartiere generale della Nato, da Peter Flory, segretario generale aggiunto dell’Alleanza per gli investimenti di difesa, e dal colonnello Sandro Sampaoli, responsabile dell’esercitazione. In quell’occasione Mr Flory ha sottolineato come «La Trial Imperial Hammer è un ulteriore appuntamento nelle esercitazioni di intelligence Nato. La finalità è quella di fornire a comandi ed assetti il supporto di intelligence necessario a combattere il terrorismo».

La maggioranza delle esercitazioni simulate vengono svolte nell’area marittima sarda e in quote molto elevate, proprio per limitare al minimo i disagi sulla popolazione. Per lo stesso motivo, quelle terrestri si tengono in zone demaniali, recintate. L’esercitazione simulata rientra nell’ambito delle attività previste dalla Nato per la trasformazione delle sue capacità militari.

«L’opportunità di ospitare un evento come l’ edizione 2008 della Trial Imperial Hammer è insieme una responsabilità ed un’occasione per le Forze Armate italiane, ed in particolare per l’Aeronautica», ha sottolineato il generale Carmine Pollice, comandante del Comando Squadra Aerea.

Il colonnello Sandro Sampaoli, Trial Manager dell’esercitazione e comandante del Reparto di Guerra Elettronica dell’Aeronautica Militare, ha avuto la responsabilità di coordinazione: “Nel pianificare la Trial Imperial Hammer ho cercato di conseguire due obiettivi fondamentali” ha affermato il colonnello Sampaoli, “il primo è stato quello di acquisire tutte le valutazioni necessarie per svolgere un’attività efficace ed efficiente al fine di poter rendere disponibile alla NATO, e alle nazioni partecipanti, quelle valutazioni utili per la programmazione delle attività di lungo termine e per indirizzarne le scelte future nel settore della Guerra Elettronica e del C4-ISTAR. Il secondo obiettivo è stato di riuscire a sfruttare al massimo gli assetti interforze, aerei, terrestri e navali, che sono stati messi a disposizione dalle diverse nazioni, al fine di renderli al massimo interoperabili. In particolare, abbiamo studiato il flusso delle comunicazioni e la tipologia di informazioni disponibili per renderle fruibili nei tempi e nei modi del nuovo concetto di Time Sensitive Targeting (TST)”

Sampaoli ha messo in evidenza che le nuove capacità tecnologiche e di intelligence consentono di snidare e seguire i terroristi con forme non intrusive e ciò potrà fornire più sicurezza «ai nostri soldati impegnati nei vari scenari operativi e anche alle popolazioni civili».

(Aeronautica Militare)

Traguardo operativo di 75.000 ore di volo per i C-130J italiani

Riferimento | Aerospazio | Europa |


I C-130J Super Hercules dell’Aeronautica Militare Italiana hanno raggiunto le 75.000 ore di volo, un risultato straordinario che include sia le prime missioni di combattimento che quelle di soccorso umanitario.

La 46a brigata aerea dell’Aeronautica militare dispone di 22 Super Hercules, il primo dei quali entrato in servizio nell’agosto del 2000, e con le sue attività operative ha contribuito allo sviluppo delle tattiche d’impiego adottate per l’utilizzo dei C-130J negli ultimi otto anni.

Ross Reynolds, vice presidente di Lockheed Martin per il programma C-130J, ha partecipato ad una speciale cerimonia tenutasi a Pisa nel corso della quale è stato celebrato il traguardo operativo delle 75.000 ore di volo realizzato dalla 46a brigata aerea.

“75 mila ore di volo sono un risultato straordinario” ha detto Reynolds. “Dalle vostre continue missioni fuori da Herat in supporto delle truppe alleate in Afghanistan, alle missioni per il soccorso medico alle popolazioni dell’Africa come “Ridare la luce”, voi siete realmente l’operatore di C-130J con cui gli altri utilizzatori si misurano”.

Ross Reynolds ha presentato alla 46a brigata aerea un modello in grande scala del C-130J che verrà posizionato all’entrata del National Training Centre di Pisa, dove si addestra il personale di bordo e i tecnici addetti alla manutenzione dell’aereo. Dal 2004 il centro ha prodotto oltre 800 ore di addestramento e circa 150 piloti l’anno.

Il novero di nazioni che hanno già in linea o ordinato l’aereo comprende Italia, Australia, Canada, Danimarca, India, Norvegia, Regno Unito, USA e Qatar.

I C-130J sono attualmente dispiegati in due teatri di combattimento e vengono utilizzati quotidianamente a ritmi molto elevati per rifornire truppe ed equipaggiamenti via terra o con aviolanci, per il rifornimento in volo, a terra e per aiuti umanitari.

La flotta mondiale di C-130J si avvicina al mezzo milione di ore di volo complessive con alcuni operatori nazionali che arrivano alle 1.000 ore di volo mensili.

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