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Categoria luglio, 2009

Taglio della prima lamiera della portaerei Queen Elizabeth

Riferimento | Europa | Marina |


La cerimonia del taglio della prima lamiera d’acciaio, destinata allo scafo della futura portaerei della Royal Navy classe Queen Elizabeth, ha avuto luogo nel cantiere di Govan di proprietà del consorzio BVT incaricato della sua costruzione, alla presenza della Principessa Anna del Regno Unito, figlia di Elisabetta II. Le due nuove portaerei, insieme al Joint Strike Fighter e ai nuovi cacciatorpedinieri Type 45, formeranno la base della capacità di proiezione aerea globale della Gran Bretagna.

Il Primo Lord del Mare, Ammiraglio Sir Jonathon Band, ha affermato: “La classe QE, insieme al sostegno fornito dagli aerei che costituiscono la forza di assalto, rappresenta un passo avanti nella capacità della Difesa, permettendo alla Gran Bretagna di dispiegare il suo potere aereo dal mare ovunque e ogni volta che viene richiesto. Questo effetto strategico, l’influenza che avrà e, se necessario, l’azione diretta che potrà esercitare, ci darà una gamma di opzioni senza precedenti per affrontare le sfide di una situazione di incertezza globale nel momento e nel luogo di nostra scelta. Queste navi non sono campi di aviazione di riserva, esse sono uno strumento di potere nazionale, un bastone che può essere agitato dal Governo in aree di interesse strategico per esercitare la sua influenza, costringere e scoraggiare”.

Mentre la costruzione dello scafo è appena agli inizi il programma ha registrato una notevole accelerazione dalla firma del contratto nel luglio dello scorso anno, con i sub-contratti conclusi per l’equipaggiamento, dai sistemi d’arma alle cabine, per un valore complessivo di 810 milioni di euro.

Le altre tre sezioni principali della nave saranno assemblate nei cantieri di Portsmouth e Rosyth. Altri lavori di costruzione saranno portati avanti ad Appledore e Devon. Ogni sezione sarà poi trasportata al bacino di Rosyth dove saranno riunite insieme per formare lo scafo intero della nave.

Le nuove unità, HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate e potranno operare un mix di 40 velivoli ad ala fissa e rotante (36 F-35B Lightning II, 4 piattaforme Airborne Early Warning). Le due nuove portaerei, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2016 e nel 2018 (2 anni dopo quanto inizialmente previsto per venire incontro alla disponibilità in servizio del JSF, con conseguenti costi in aumento da 4.5 a 5.7 miliardi di euro).

Firmato il contratto di acquisizione per 405 Puma

Riferimento | Esercito | Europa |

L’agenzia di procurement del Ministero della Difesa tedesco ha firmato con il consorzio PSM GmbH (JV fra Rheinmetall e Krauss-Maffei Wegmann con partecipazione paritaria al 50%) il contratto da 3.1 miliardi di euro per l’acquisizione di 405 Puma, veicoli corazzati da trasporto fanteria (IFV), per il Bundeswehr, con consegne a partire dal 2010. “Questo è un giorno importante per noi. In termini di tecnologia, l’avvio della produzione di serie del Puma sottolinea la posizione di avanguardia di Rheinmetall, e dimostra chiaramente l’efficienza e l’efficacia dell’industria della difesa tedesca nel suo insieme”, ha dichiarato Klaus Eberhardt, presidente del comitato esecutivo di Rheinmetall AG. “L’ordine per il Puma assicura alla Germania un livello di conoscenze e competenze nella tecnologia per la difesa di livello mondiale; salvaguarderà anche molti posti di lavoro per gli anni a venire. La decisione del governo tedesco di andare avanti con il programma Puma catturerà l’interesse globale, e rafforza la nostra posizione competitiva nel mondo”.

“Il contratto per il Puma è di fondamentale importanza sia per il Bundeswehr che per l’industria. Esso fissa standard tecnici unici e garantirà che capacità chiave siano conservate in Germania, essenziali per mantenere la nostra competitività internazionale”, ha detto Frank Church, CEO di KMW, durante la firma del contratto.

Il nuovo IFV, il cui programma di acquisizione è attualmente il più vasto in Europa per quanto riguarda gli armamenti terrestri, andrà a sostituire il Marder offrendo una piattaforma di mobilità tattica in grado di soddisfare le esigenze tedesche in termini di operatività presente e futura, e sicurezza contro mine, armi anticarro, e ordigni improvvisati, in ogni scenario di combattimento.

La protezione modulare a due livelli (A e C) consente la protezione contro mine, proiettili d’artiglieria, IED, cannoni da 30 mm, RPG, mitragliatrici da 14.5 mm e NBC. La versione A può essere trasportata a bordo di un A400M (ma non di un C-130J) mentre ne occorrono 4 per trasportare 3 Puma (il quarto è riservato al trasporto delle corazzature aggiuntive).

Dotato di sistemi optronici avanzati, e in grado di fornire una situational awareness migliorata a 360 gradi coinvolgendo tutto l’equipaggio (grazie all’uso di monitor e display dove vengono riportate le immagini catturate dai sensori di bordo), l’IFV è armato di una torretta automatizzata con cannone da 30 mm MK30-2 ABM, con 200 colpi pronti all’uso e altri 200 stivati nello chassis (cadenza di fuoco 200 colpi al minuto fino a 3 km di distanza); utilizza munizionamento sottocalibrato APFSDS-T con penetratore in tungsteno (non tossico) e KETF (Air Bursting Munition) a pieno calibro basato su submunizioni separabili programmabili a tempo per l’uso su vasta area. L’IFV dispone anche di una mitragliatrice MG 4 da 5.56 mm (850 colpi al minuto, 1000 pronti all’uso e altri 1000 addizionali, con distanza effettiva di tiro fino a 1 km).

Il Puma può trasportare 9 soldati compresi i 3 membri dell’equipaggio, raggiungendo una velocità massima di 70km/h (30 km/h in retromarcia).

Nel 2004 sono stati acquistati 5 veicoli di pre-serie con relativo supporto per la fase di test al costo di 350 milioni di euro. Questi veicoli hanno superato la fase di valutazione complessiva nel marzo del 2009.

Roll-out del primo G.222 per l’Afghanistan

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico | Europa |

Il primo dei 18 G.222 acquistati dall’USAF che verranno utilizzati dalla ricostituita Forza Aerea afgana, l’Afghanistan National Army Air Corps (ANAAC), ha effettuato il roll-out dallo stabilimento di Napoli-Capodichino. L’esemplare dovrebbe volare entro fine luglio ed essere consegnato in settembre. Il roll-out è avvenuto a dieci mesi dall’assegnazione ad Alenia North America del relativo contratto da 287 milioni di dollari siglato nel settembre 2008. Sulla brevità del tempo si è soffermato nel suo commento ufficiale l’a.d. di Alenia North America Giuseppe Giordo, ricordando come Alenia Aeronautica abbia “dimostrato ancora una volta di poter offrire agli Stati Uniti prodotti che rispettano i rigidi e specifici requisiti richiesti dal governo americano, sempre rispettando tempi e costi come richiesto dal cliente.”

L’amministratore delegato di Alenia Aeronautica, Giovanni Bertolone, ha poi sottolineato nel suo commento ufficiale sia la validità e vitalità del G.222 che l’esaltazione delle sue caratteristiche nel successivo C-27J. I diciotto G.222, che prevedono anche due macchine adattate al trasporto delle autorità nazionali afgane, appartengono a diversi lotti di produzione che vanno dal 1977 al 1985 e presentano differenti standard produttivi. Tutti i velivoli saranno portati ad una stessa configurazione avionica e sistemistica, con un nuovo sistema autopilota e protezioni balistiche, oltre ai necessari interventi di manutenzione, modifica e ammodernamento. Oltre all’unico esemplare VS (versione speciale) da guerra elettronica in uso presso l’Aeronautica Militare, il G.222 è ancora in servizio con le aeronautiche di Thailandia, Argentina e Nigeria (che sta procedendo ad un ammodernamento degli aerei a Torino) e con il dipartimento di Stato americano. Il G.222 afgano sarà chiamato ad operare in scenari difficili, in condizioni di quota e temperature estreme.

Eurofighter: 4° Stormo di Grosseto ottiene certificazione QRF

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Superano il test dell’Alleanza Atlantica gli Eurofighter della base aerea di Grosseto, i primi ad effettuare con successo la valutazione operativa della NATO e oramai pronti ad effettuare rischieramenti all’estero per operazioni di peace keeping e di peace making.
Un team di valutatori dell’Alleanza Atlantica, nell’ambito dell’esercitazione “Operation Discrete Jury”, ha infatti “promosso” a pieni voti il 4° Stormo Caccia di Grosseto dell’Aeronautica Militare quale NATO Quick Response Force. Il 4° Stormo diventa così il primo reparto di volo, dotato di velivoli Eurofighter, ad ottenere questa importante certificazione NATO.

Nell’arco dei dieci giorni di durata della valutazione, un team composto da ufficiali e sottufficiali provenienti da Paesi facenti parte della NATO e da Paesi partner della stessa, hanno valutato molteplici attività dello Stormo quali le operazioni di volo, la manutenzione, il pronto soccorso, il supporto logistico, le telecomunicazioni, sopravvivenza delle forze etc. Una significativa parte del personale dello Stormo ha poi sostenuto anche esercitazioni pratiche di tiro con armi portatili, test teorici e pratici per valutare lo stato di reale preparazione del personale stesso su procedure, regole d’ingaggio e quant’altro necessario in caso di impegno futuro del dipendente IX gruppo di volo in scenari di crisi reale. Si è trattata in sintesi di una valutazione globale che ha interessato il Reparto nel suo complesso: dall’azione di comando, alla gestione logistica di uomini e mezzi in uno scenario di crisi simulato e appositamente creato dal team valutativo.

Il 4° Stormo, insieme al 5° Stormo di Cervia, al 36° Stormo di Gioia del Colle e al 37° Stormo di Trapani, è uno dei reparti che concorrono al servizio di sorveglianza dello spazio aereo italiano assicurandone così la difesa 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Il 4° Stormo è inoltre il Reparto che ha anche il compito, con il dipendente XX gruppo, di assicurare la transizione dei piloti destinati alla linea Eurofighter.

Giovanni Bertolone, Amministratore Delegato di Alenia Aeronautica, ha così commentato: “Siamo particolarmente soddisfatti per questo importante riconoscimento, sia all’Aeronautica Militare ed in particolare a tutto il personale della base di Grosseto, sia alle capacità operative dell’Eurofighter Tyhoon, che lo conferma come il più avanzato velivolo da difesa aerea di nuova generazione e perfettamente rispondente agli stretti requisiti NATO”.

Si tratta di un risultato di grande valenza per l’Eurofighter Typhoon, il velivolo da difesa aerea progettato, sviluppato e prodotto da un consorzio quadrinazionale composto da UK, Germania, Spagna e Italia e che vede la partecipazione di Alenia Aeronautica con una quota industriale del 21%. Alenia è responsabile della costruzione dell’ala sinistra, della progettazione e costruzione della fusoliera posteriore insieme a BAE Systems, della progettazione ed integrazione di alcuni sistemi di bordo, quali armamento e navigazione, nonché dell’integrazione di tutto il sistema propulsivo. La società italiana è inoltre responsabile dell’assemblaggio finale di tutti i velivoli per l’Aeronautica Militare.

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