22 gen, 2010
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Europa |
Marina |
Si è tenuta presso i cantieri di Saint Nazaire la cerimonia di impostazione della BPC (Bâtiment de projection et de commandement) Dixmude, la terza nave della serie ordinata nell’aprile 2009 dalla Marine Nationale, manovra che si inserisce nel pacchetto anticrisi del governo francese. STX si occuperà della costruzione della nave e dell’integrazione degli equipaggiamenti presso i cantieri di Saint-Nazaire (75% del valore totale dell’ordine), mentre DCNS fornirà i sistemi di combattimento.
All’evento, presieduto da Jacques Hardelay, CEO di STX France SA, hanno partecipato molti rappresentanti della Marina Militare, la Direzione generale degli armamenti (DGA) e DCNS.
Il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Pierre Francois Forissier, ha dato l’ordine di iniziare la manovra di posa del primo blocco, il 214, del peso di 439 tonnellate. Poi, secondo un’antica usanza della cantieristica navale, sono state depositate sul fondo del blocco delle monete.
Lunga 199 m e con un dislocamento di 21.000 t, la nave può raggiungere i 19 nodi, e ospita un equipaggio di 160 uomini. Le capacità delle BPC di soddisfare i requisiti per l’utilizzo degli LCAC e i bisogni di flessibilità delle forze di proiezione (le navi sono abilitate al trasporto di 16 elicotteri pesanti, 2 LCAC o 4 LCM, 450 uomini o mezzi per 1/3 di un reggimento meccanizzato), unite all’avanzata strumentazione di bordo, come il sistema di gestione del campo di battaglia Senit 9, le rendono ottimali per il comando di una task force navale di proiezione.
Le prime due BPC, la Mistral e la Tonnere, costruite da DCNS presso i Chantiers de l’Atlantique, sono state consegnate rispettivamente nel 2006 e nel 2007. La Dixmude entrerà in servizio nel 2012.
21 gen, 2010
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Esercito |

BAE Systems ha presentato al pubblico il nuovo obice PIM (Paladin Integrated Management), ultima evoluzione della diffusa famiglia M-109 Paladin in servizio a partire dagli anni ’60 in varie nazioni, primo di sette veicoli ordinati dall’US Army, cinque dei quali semoventi e due in versione trasporto munizioni per artiglieria campale, oggetto del contratto da $63.9 milioni firmato ad agosto 2009.
Il PIM utilizza l’armamento principale esistente e la struttura della cabina di un M109A6 Paladin e sostituisce i componenti datati del telaio con elementi aggiornati in comune con il Bradley. Il PIM incorpora nuova elettronica e nuovo impianto di generazione di potenza, e integra azionamenti elettrici per l’elevazione e brandeggio del cannone, caricatore elettrico e sistema di controllo digitale del fuoco. L’aggiornamento del PIM garantisce la massima comunanza con i sistemi esistenti nell’ Heavy Brigade Combat Team (HBCT), e riduce la sua impronta per quanto riguarda le spese logistiche e operative.
Il veicolo Paladin Integrated Management è il primo equipaggiato con il nuovo sistema di alimentazione che risponde ai requisiti dell’esercito riguardo il Common Modular Power System (CMPS), che deve provvedere a fornire energia sufficiente per operare diversi sottosistemi per autodifesa, contromisure, consapevolezza operativa, comunicazioni, strumenti di diagnostica e predizione, oltre che migliorare le normali performance del veicolo. Questo sistema fornirà il doppio della potenza elettrica della maggior parte dei veicoli militari, aumentando in maniera significativa l’efficacia in missione delle forze di terra in teatro.
La progettazione della struttura del veicolo, dei componenti, dei sistemi elettrici ed elettronici sarà eseguita presso gli impianti BAE Systems in Pennsylvania, California, New York, Minnesota e Michigan, così come nelle strutture dell’Army Research and Development Center di Picatinny, New Jersey. La rigenerazione della flotta Paladin verrà effettuata in collaborazione con l’ Anniston Army Depot in Alabama e gli impianti di BAE Systems a York, Pennsylvania, e Elgin, Oklahoma.
20 gen, 2010
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Aerospazio |
Asia e Pacifico |
Sono ormai tre i bimotori da trasporto tattico G.222/C-27A in servizio in Afghanistan con la Combined Air Power Transition Force (CAPTF) dopo la revisione generale effettuata negli stabilimenti Alenia Aeronautica di Capodichino. L’aereo, completato a metà dicembre e trasferito più avanti a Kabul da un equipaggio della United States Air Force, è l’esemplare numero di costruzione 4090 e come gli altri è stato utilizzato in precedenza dall’Aeronautica Militare italiana. Appena giunto a Kabul è stato subito messo in servizio dalla Afghanistan National Army Air Corps (ANAAC). L’ordine complessivo di 18 macchine prevede un ritmo di consegna di un velivolo ogni 45 giorni.
La commessa prevede che i velivoli vengano modernizzati a Capodichino con avionica allo stato dell’arte e sottoposti a miglioramenti generali in base ad uno specifico requisito dell’USAF; inoltre due di queste macchine verranno adattate per il trasporto delle autorità nazionali afghane, utilizzando un modulo VIP insonorizzato e equipaggiato con poltrone, tavolo da lavoro e una cambusa.
Questi diciotto G.222 appartengono a diversi lotti di produzione, che vanno dall’anno 1977 al 1985 e sono di differenti standard produttivi; dovranno quindi essere portati tutti ad una stessa configurazione avionica e sistemistica, con un nuovo sistema autopilota, protezioni balistiche, oltre ai necessari interventi di manutenzione, modifica ed ammodernamento.
20 gen, 2010
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Aerospazio |
Europa |

Boeing e Oto Melara hanno firmato un contratto del valore di $34 milioni per la coproduzione del sistema d’arma Small Diameter Bomb Increment I (SDB I) per l’Aeronautica Militare Italiana. “Siamo orgogliosi della partnership con Oto Melara per fornire all’Aeronautica Militare Italiana il sistema SDB, con le sue caratteristiche di precisione che riducono i danni collaterali”, ha detto Debra Rub, vice president Boeing Weapons. “SDB ha il potenziale per diventare l’arma prescelta da molti paesi amici e alleati. Questo accordo getta le basi per un’ulteriore crescita nel mercato internazionale”.
In base all’accordo, Boeing fornirà la maggior parte dei componenti meccanici ed elettrici del sistema SDB I, nonché apparecchiature di collaudo per la produzione di 500 armi tattiche, 50 sostegni per agganciare quattro SDB e attrezzature di supporto. Boeing fornirà inoltre assistenza tecnica per la costituzione di un centro di produzione in Italia. Oto Melara fornirà altri componenti e completerà l’assemblaggio e i collaudi. “Con il programma SDB I abbiamo nuovamente l’opportunità di supportare il fabbisogno dell’Aeronautica Militare Italiana con la co-produzione in Italia. Il nostro rapporto decennale con Boeing ci ha consentito, e continuerà a consentirci, di fornire armi di precisione allo stato dell’arte e di gestire direttamente in Italia tutte le esigenze del nostro cliente italiano”, ha detto Carlo De Rossi, responsabile della divisone Breda Meccanica Bresciana di Oto Melara.
Il progetto per la co-produzione dell’SDB I segue altre collaborazioni fra Oto Melara e Boeing, compresa la produzione di circa 1.000 kit per le Joint Direct Attack Munition (JDAM) per l’Aeronautica Militare Italiana.
SDB I è un’arma nella classe a 250 libbre, a basso costo, e con una precisione che abbassa il rischio di danni collaterali. Comprende una carica esplosiva penetrante ritardata in un involucro di acciaio. Le sue ridotte dimensioni, abbinate al suo sostegno per quattro bombe, consentono il trasporto di un maggiore numero di armi su ciascun aereo, incrementando l’efficacia di missione e riducendo il numero di sortite per missione.
(Boeing)