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Boeing svela il dimostratore Phantom Ray

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Boeing ha svelato durante la cerimonia di presentazione presso le strutture di St. Louis la nuova piattaforma tecnologica Phantom Ray, un velivolo senza equipaggio delle dimensioni di un caccia che servirà da banco di prova per tecnologie avanzate. Lo UAS (unmanned airborne system) Phantom Ray comincierà i test di rullaggio su pista questa estate. Il primo volo previsto a dicembre sarà seguito da nove voli supplementari nell’arco di circa sei mesi.
Phantom Ray è progettato per missioni che possono includere raccolta dati di intelligence, sorveglianza e ricognizione, soppressione delle difese aeree nemiche, attacco elettronico, attacco al suolo in profondità e rifornimento aereo autonomo.

“Stiamo procedendo velocemente, il primo volo è in vista”, ha dichiarato Darryl Davis, Presidente di Boeing Phantom Works. “Il primo volo del Phantom Ray è in programma a dicembre, circa due anni dopo l’inizio di questo progetto. Questo è un risultato eccezionale per Boeing e la squadra Phantom Ray”.

“I voli iniziali serviranno a esplorare l’inviluppo di volo. Oltre a ciò, la tipologia di missioni e di sistemi da collaudare saranno determinati dalle esigenze future dell’aeronautica. Mi aspetto che da questo primo esemplare derivino molti altri prototipi con tecnologie avanzate”, ha dichiarato Craig Brown, Direttore del programma Phantom Ray.

Con un’apertura alare di 15 metri ed una lunghezza di 11 metri, baia interna per il trasporto d’armi, e possibilità di ospitare 4.500 lb di carico pagante, volare a 40.000 piedi a Mach 0.85, e con un raggio di missione di 2.407 km, il Phantom Ray è un’evoluzione dell’X-45C, risultato finale del programma di ricerca congiunto Joint-Unmanned Combat Air System (J-UCAS) di Darpa, US Air Force e US Navy, iniziato circa 10 anni fa.
Il programma Phantom Ray trae beneficio da tecniche di progettazione rapida per sviluppare e costruire nuovi prototipi e poi dimostrarne le relative capacità. Tra i principali fornitori compaiono General Electric-Aviation (propulsione e distribuzione di potenza), Honeywell (impianto frenante), Woodward-HRT (attuatori del sistema di controllo di volo), Crane Hydro-Aire (controlli dei freni) e Heroux-Devtek (carrello di atterraggio).

Presentato il Sea Avenger

Riferimento | Americhe | Marina |


General Atomics Aeronautical Systems (GA-ASI) ha presentato presso l’expo “Sea-Air-Space 2010” della Navy League a Washington, il Sea Avenger, un derivato del Predator C Avenger studiato per operazioni a bordo di portaerei, per soddisfare il requisito della Marina degli Stati Uniti riguardo un assetto senza pilota da sorveglianza e attacco (UCLASS – Unmanned Carrier-Launched Airborne Surveillance and Strike). La società ha formalmente proposto il Sea Avenger al Naval Air Systems Command (NAVAIR) rispondendo alla relativa richiesta di informazioni (RFI) della Marina.

Come il Predator C, il Sea Avenger rappresenta una soluzione tecnologicamente pronta, e a basso rischio, per svolgere compiti di intelligence, sorveglianza, ricognizione (ISR) e attacco di precisione, con autonomia prolungata. Si giova dell’esperienza della compagnia nella realizzazione di assetti non pilotati conseguita in 18 anni di sviluppo della serie Predator, con un milione di ore di volo operative accumulate.

Anticipando le necessità future della US Navy per un velivolo senza pilota basato su portaerei, GA-ASI ha introdotto per tempo sul Predator C delle caratteristiche tese a facilitare il successivo sviluppo di una versione adatta unicamente ad operare dal ponte delle Nimitz e delle Ford, con l’obiettivo di procedere per gradi all’integrazione di uno stormo completamente unmanned nel gruppo di volo imbarcato a fiianco degli aerei convenzionali. In particolare il velivolo è equipaggiato con un motore a bassissimo consumo di carburante unito ad una riprogettazione delle relative prese d’aria, una piattaforma retrattile ospitante i sensori elettro-ottici e all’infrarosso (EO/IR), armi ospitate nella baia interna e ali ripiegabili. La struttura del velivolo è stata progettata anche per accomodare un carrello di atterraggio più robusto, gancio di coda, dispositivi di frenata, e altre disposizioni atte alle operazioni sul ponte di volo.

Il Predator C, da cui il Sea Avenger deriva, è progettato per eseguire missioni ISR ad alta velocità e tempestivi attacchi di precisione. La configurazione attuale presenta una fusoliera di 13 metri di lunghezza con un’apertura alare di 20 metri; l’aereo è in grado di volare a 740 km/h per 20 ore, e può operare fino a 50.000 piedi di altitudine. L’Avenger incorpora un Synthetic Aperture Radar (SAR) Lynx, vari sensori EO/IR, e fino a 3.000 libbre di ordigni opitati nella baia interna. E’ in corso di valutazione l’integrazione a bordo del sistema ALERT (Advanced Low-observable Embedded Reconnaissance Targeting), una versione ad hoc del sistema EOTS sviluppato da Lockheed Martin per l’F-35 Lightning II. L’aereo è basato su un’architettura aperta e modulare in modo che il carico pagante possa essere rapidamente personalizzato secondo le esigenze del cliente. Il primo volo del Predator C Avenger è avvenuto il 4 aprile 2009 e attualmente sta continuando la campagna di prove di volo come previsto da programma, con un secondo aereo in fase di sviluppo che dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno.

Fincantieri: Ordini per un’unità di ricerca della NOAA e 30 imbarcazioni per la Guardia Costiera americana

Riferimento | Americhe | Marina |

Marinette Marine Corporation (MMC), società statunitense controllata da Fincantieri, si è aggiudicata una commessa negli Stati Uniti per un valore complessivo di oltre 130 milioni di dollari: un contratto da 73 milioni dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) per un’unità di ricerca ittiologica e oceanografica (FSV, Fisheries Survey Vessel) e un altro del valore di circa 63 milioni per la costruzione di 30 imbarcazioni per la Guardia Costiera americana.

L’unità di ricerca è finanziata con fondi dall’American Recovery and Reinvestment Act nell’ambito di un programma che prevede la sostituzione di naviglio obsoleto con altro tecnologicamente all’avanguardia.
La nave sarà costruita nello stabilimento di Marinette, Wisconsin, e sarà consegnata nel 2013 a San Diego, porto presso il quale farà base. Sarà a disposizione del Southwest Fisheries Science Center (SWFSC), l’ente di ricerca del NOAA nella regione sudoccidentale degli Stati Uniti, e sostituirà l’unità “David Starr Jordan” che ha accumulato più di un milione e mezzo di miglia dal 1966. Con una lunghezza di 63,5 metri e una larghezza di 15,2 metri, sarà equipaggiata con moderne apparecchiature per effettuare campionamenti e sarà dotata di avanzati sistemi di navigazione con sensori acustici multifrequenza e ampi laboratori.
Grazie agli elevati standard tecnologici la nuova unità di ricerca potrà condurre rilevamenti approfonditi sulla fauna marina, tra cui mammiferi, tartarughe e pesci, per studiare gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi della costa occidentale del nord America e dell’area tropicale dell’oceano Pacifico orientale.

Le unità per la Guardia Costiera americana saranno invece realizzate presso lo stabilimento ACE Marine (Aluminum Center of Excellence) a Green Bay, Wisconsin, e rientrano nel programma pluriennale del corpo militare stesso, del valore complessivo di 600 milioni di dollari, denominato “Response Boats-Medium (RB-Ms)”, del quale MMC è prime contractor e coordinatore.
Le prime imbarcazioni saranno consegnate nel terzo trimestre del 2011. Questa commessa porta il numero delle unità ordinate a MMC a 97 su un totale di 250. Alla costruzione delle unità annunciate oggi collaborerà Kvichak Marine Industries di Seattle, con il proprio stabilimento di Kent, Washington.
Hanno una lunghezza di circa 13,5 metri, una larghezza poco superiore ai 4 metri e un pescaggio di quasi un metro. Raggiungono la velocità massima di 42 nodi e possono operare in un raggio di 250 miglia nautiche dalla costa, con una capacità di rimorchio pari a 100 tonnellate.
Queste unità sostituiscono i modelli più datati in un processo di rinnovamento della flotta della Guardia Costiera. Il progetto recepisce direttamente le indicazioni dei comandanti operativi che hanno potuto collaudarle e si caratterizza quindi per un elevato numero di migliorie rispetto al precedente, soprattutto in termini di prestazione, versatilità operativa, efficienza e sicurezza dell’equipaggio nel corso delle missioni.

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di poter continuare a servire il mercato statunitense. Questi ordini sono un ulteriore riconoscimento delle nostre capacità e confermano la validità della nostra strategia, basata sulla diversificazione del business come strumento per stimolare la domanda in una fase di stasi del mercato che tuttora persiste.”

Il cantiere di Marinette inoltre è impegnato nel programma delle Littoral Combat Ship (LCS) per la US Navy, unità ad alto contenuto tecnologico per il pattugliamento delle coste, e nel progetto di una nave da ricerca oceanografica per l’Università di Fairbanks, nonché in team con Boeing in vista della futura gara per il programma decennale “Sea Base-to-Shore Connector” (SSC), che prevede la costruzione di 80 hovercraft per la Marina americana.

(Fincantieri)

Lanciato il prototipo di veicolo spaziale OTV X-37B

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Boeing ha lanciato con successo l’ Orbital Test Vehicle (OTV), noto anche come X-37B, dimostratore tecnologico di veicolo spaziale riutilizzabile non pilotato per l’Aeronautica Militare USA. L’OTV è stato lanciato a bordo di un razzo Atlas V della United Launch Alliance dal complesso di lancio 41 di Cape Canaveral gestito dal 45° Space Wing dell’USAF, e posizionato in orbita bassa, dove eseguirà numerosi test riguardo navigazione e controllo, protezione termica, avionica, sistemi elettromeccanici, prima di atterrare orizzontalmente in modo automatico sulla pista della base aerea di Vandenberg, quando il comando a terra ne ordinerà il rientro.

L’OTV è un prototipo su scala ridotta (lunghezza 8.9 m, peso al decollo di 4.9 tonnellate, apertura alare di 4.5 m) progettato per il lancio verticale e la permanenza prolungata in orbita bassa (fino a 9 mesi) dove potrà effettuare sperimentazioni di nuove tecnologie di interesse per l’aeronautica ogni volta che questa ne senta l’esigenza. Fungerà anche da laboratorio spaziale per lo sviluppo a basso rischio di tecnologie da inserire nei futuri satelliti della Difesa USA.

L’X-37B è il primo veicolo riutilizzabile, dopo lo Shuttle Orbiter della NASA, con la possibilità di riportare a terra gli esperimenti compiuti nello spazio per sucessive analisi, e subire ispezioni tecniche post missione.
L’OTV impiega tecnologie sviluppate grazie agli investimenti compiuti nel programma X-37, iniziato nel 1999 e concluso nel 2004, da parte di US Air Force, NASA, e Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), e dei programmi correlati X-40 e ALTV. Il Team industriale comprende Boeing, United Launch Alliance (joint venture fra Boeing e Lockheed Martin), e Astrotech.

La missione è coincisa con il primo lancio di un Atlas V in configurazione 501, che non richiede motori a propellente solido data la leggerezza del carico, e con il primo lancio da circa cinque anni che coinvolge una carenatura del muso del missile con diametro della classe 5 metri.

Una volta provata la capacità di essere velocemente rimesso in orbita, e la sua efficacia in termini di contributi tecnologici e costi, l’X-37B potrà passare in futuro ad uno stabile impiego operativo.

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