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DRS, ordini da $100 milioni per i Driver’s Vision Enhancers (DVE)

Riferimento | Americhe | Europa | Industria |

Finmeccanica, attraverso la sua società DRS Technologies, ha raggiunto i 100 milioni di dollari di ordinativi per i Driver’s Vision Enhancers (DVE) a infrarossi, di cui è cofornitrice alle forze armate USA nell’ambito del contratto del valore complessivo di 1.9 miliardi di dollari firmato a settembre 2009 con l’Army Communications and Electronics Command (CECOM) di Fort Monmouth, New Jersey. Le consegne, che sono iniziate a novembre e si concluderanno nel settembre 2010, avranno come destinatari Esercito, Marina, Marines, Aeronautica e Comando Operazioni Speciali (Special Operations Command). Tra i prodotti ordinati figurano tutti i componenti della famiglia di sistemi DVE per veicoli tattici e da combattimento sia ruotati che non (in particolare versioni DVE Lite, CV, TWV con Forward Activity Detection System/FADS, per sorveglianza di attività sospette nelle vicinanze) nonché kit per l’integrazione dei ricambi, moduli per sensori, display e altra componentistica di sistema.

Con 40 mila unità già acquistate dal 2004 per l’impiego su veicoli quali i carri armati Abrams, i veicoli da combattimento Bradley, gli Stryker, i veicoli protetti anti-imboscate resistenti alle mine (MRAP), i veicoli anfibi d’assalto (Amphibious Assault Vehicle) e i veicoli multiuso gommati ad alta mobilità (HMMWV), i DVE di DRS utilizzano tecnologie avanzate per immagini a infrarossi per aiutare le manovre in condizioni di scarsa visibilità, di notte o a causa di fumo, nebbia, sabbia o altri agenti oscuranti del campo di battaglia. Inoltre, le unità forniscono un quadro avanzato della situazione aiutando gli utilizzatori a rilevare, evitare e neutralizzare le potenziali minacce come gli ordigni improvvisati.

DRS Technologies, con sede a Parsippany, New Jersey, è un fornitore leader di prodotti, servizi e supporto integrati alle forze militari, alle agenzie governative e ai maggiori appaltatori in tutto il mondo. La divisione DRS Technologies, Reconnaissance, Surveillance & Target Acquisition (RSTA) è in prima fila nella fornitura di DVE alle forze armate USA, prodotti negli impianti di Dallas (Texas), Melbourne e Ft. Walton Beach (Florida)

Test positivo per l’elicottero cargo a pilotaggio remoto K-MAX

Riferimento | Americhe | Esercito | Marina |


Lockheed Martin e Kaman Aerospace hanno dimostrato con successo all’ US Marine Corps la capacità dell’elicottero senza pilota K-MAX di rifornire truppe dislocate in basi avanzate, aprendo la strada ad un suo potenziale utilizzo in Afghanistan.
Durante una serie di voli compiuti presso il Dugway Proving Ground dell’Esercito statunitense, nel deserto dello Utah, il K-MAX ha dimostrato la possibilità di volo autonomo e a controllo remoto via data link diretto e satellitare.

Nel test sono state incluse prove di hovering a 12.000 piedi con un carico di 680 kg appeso al cavo, la consegna di 1.360 kg di carico ad una base avanzata entro le sei ore previste da programma (con doppio viaggio di 278 km andata e ritorno), il volo controllato a distanza da un operatore a terra con consegna di precisione del carico effettuata sia di giorno che di notte, e il caricamento di un nuovo piano di missione nel sistema di gestione dell’elicottero durante il volo.

Come dimostrazione facoltativa, il team del K-MAX ha presentato il sistema di trasporto a quattro ganci, che permette consegne di carichi multipli durante un unico volo. L’elicottero è giunto su tre coordinate di consegna preimpostate, rilasciando in modo autonomo il carico complessivo di 1.565 kg in ogni postazione. Su richiesta del cliente, la consegna del quarto carico è stata effettuata sotto il controllo manuale dell’operatore a terra.

“Abbiamo raggiunto e superato i termini previsti entro i tre giorni di calendario della dimostrazione”, ha detto Dan Spoor, Vice Presidente alla Lockheed Martin della divisione Aviation Systems. “Il sistema ha eseguito una serie rigorosa di scenari di rifornimento di materiali come programmato, consentendo all’ operatore a terra di monitorarne i progressi, ed eseguire aggiustamenti della posizione del velivolo solo quando richiesto dal Corpo dei Marines per scopi dimostrativi”.

“Il K-MAX ha portato a termine come previsto missioni che rappresentano quelle operative di rifornimento. I Marines potranno avvalersi di un velivolo da trasporto capace di portare carichi di vitale importanza per le truppe sul campo di battaglia senza la necessità di veicoli terrestri e di elicotteri con equipaggio”, ha detto Sal Bordonaro, Presidente della Kaman Helicopters, una divisione di Kaman Aerospace Corporation.

Il team di sviluppo ha accumulato dal 2007 250.000 ore di volo con la versione pilotata del K-MAX, e 400 eseguite in modalità di volo autonomo. La dimostrazione è frutto del contratto da 860 mila dollari dell’ USMC vinto da Kaman Aerospace nel mese di Agosto 2009.

Finmeccanica: Contratti per Selex SI e DRS Technologies

Riferimento | Americhe | Europa | Industria |

SELEX Sistemi Integrati si è aggiudicata due contratti con TELEDIFE (Direzione Generale delle Telecomunicazioni, dell’Informazione e delle Tecnologie Avanzate) del valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Il primo accordo, del valore di 63 milioni di euro e stipulato da SELEX Sistemi Integrati come prime contractor, avrà una durata di quattro anni e prevede la fornitura chiavi in mano alla Marina Militare Italiana di sette siti radar e della centrale di sorveglianza costiera. Grazie al nuovo sistema, la Marina Militare Italiana sarà in grado di identificare e classificare oggetti e natanti sfruttando la capacità ISAR (Inverse Synthetic Aperture Radar), tecnologia di assoluta avanguardia in grado di generare immagini elettromagnetiche ad alta definizione. Il contratto prevede anche la possibilità di esercitare una opzione, del valore di 25 milioni di euro, per la realizzazione del progetto denominato DIISM, il Dispositivo Interministeriale Integrato di Sorveglianza Marittima. Il piano prevede l’integrazione e l’interoperabilità delle informazioni raccolte dai centri di controllo di numerosi enti governativi in una Centrale Nazionale di Sorveglianza Marittima (CNSM).

Il secondo contratto, del valore di 31 milioni di euro, riguarda la fornitura da parte di SELEX Sistemi Integrati di due sistemi radar mobili di sorveglianza aerea RAT31DL/M (DADR – Deployable Air Defence Radar), destinati all’Aeronautica Militare Italiana. I nuovi apparati, che andranno ad affiancare i dodici radar fissi RAT31DL venduti lo scorso anno da SELEX Sistemi Integrati all’Amministrazione Difesa, contribuiranno all’introduzione in Italia della tecnologia WiMAX. I sistemi RAT31DL, infatti, sostituendo i radar attualmente in dotazione all’Aeronautica Militare Italiana, permetteranno di liberare alcune frequenze utilizzate dall’Amministrazione Difesa. Grazie alla loro mobilità, trasportabilità ed autonomia, i RAT31DL/M potranno essere impiegati anche in missioni fuori area. La commessa, che sarà completata nell’arco di due anni, fa seguito alla vendita da parte di SELEX Sistemi Integrati di due analoghi sistemi già in dotazione all’Aeronautica Militare tedesca.

DRS Defense Solutions, LLC, controllata al 100% da DRS Technologies Inc. del Gruppo Finmeccanica, ha annunciato che la divisione ICAS (Intelligence, Communications and Avionics Solutions) di Merrimack, New Hampshire, ha vinto un contratto del valore di 10 milioni di dollari per la vendita di sistemi SIGINT per l’intercettazione di segnali elettromagnetici.

(Finmeccanica)

Fallisce test di difesa missilistica

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

La U.S. Missile Defense Agency ha reso noto il fallimento dell’ultimo test di intercettazione di un missile bersaglio per mezzo di un intercettore partito da terra. La causa è dovuta ad una cattiva performance del radar in banda X basato su piattaforma mobile nel Pacifico, uno degli elementi chiave del progetto di difesa antimissile. L’ICBM bersaglio, partito dall’ U.S. Army’s Reagan Test Site nelle Isole Marshall per simulare un attacco dalla Corea del Nord o dall’Iran, è partito regolarmente così come l’intercettore lanciato sei minuti dopo da Vandenberg, California.
Non è ancora chiaro se il Ground-Based Interceptor (GBI) abbia mancato completamento il bersaglio o sia stato ingannato dalle contromisure. Le investigazioni sono in corso.

L’intercettazione e la distruzione dell’obiettivo, che sarebbe dovuta avvenire nello spazio sopra l’Oceano Pacifico secondo principio “hit-to-kill”, per mezzo cioè, della sola energia cinetica derivante dall’impatto con l’EKV (Exoatmospheric Kill Vehicle) a bordo del GBI, si inserisce nello schema del Ground-Based Midcourse Defense System, il segmento di difesa antimissile che si propone di neutralizzare la minaccia in arrivo nella fase mediana del suo profilo di volo (circa 20 minuti la finestra utile d’ingaggio), nel caso che lo stesso abbia superato incolume i tentativi di ingaggio durante la sua fase più critica, quella di accelerazione.

Il progetto di difesa antimissile prevede una copertura stratificata contro i missili balistici diretti sul territorio degli Stati Uniti, e comprende piattaforme a terra, in mare e nello spazio utili alla loro individuazione, inseguimento e distruzione, durante la fase iniziale, di metà corsa e terminale della testata.

A regime, in caso di fallimento dei precedenti tentativi di abbattimento, nella fase terminale coincidente con il rientro in atmosfera della testata si sarebbero azionati i sistemi mobili THAAD (in grado di intercettare il missile nel momento di transizione dalla fase di metà corsa a quella finale della traiettoria, nella parte alta dell’atmosfera), Arrow (già in servizio, sviluppato congiuntamente da USA e Israele) e MEADS (programma trinazionale di Stati Uniti, Germania e Italia, che utilizzerà il missile intercettore PAC-3 MSE), quest’ultimo impiegabile non solo contro missili balistici tattici, ma anche contro missili da crociera, aerei e UAV/UCAV.

Lo scorso dicembre proprio il sistema THAAD è entrato in azione in un test nelle Hawaii, dove era prevista l’intercettazione di un missile bersaglio dispiegato in volo da un C-17, che però è fallito per la mancata accensione dei motori dell’obiettivo. L’intercettore del THAAD non è stato quindi lanciato ma il sistema ha simulato correttamente la missione.
Per l’anno corrente sono previsti almeno altri due test del sistema GMD.

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