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Impostata la terza LCS Fort Worth

Riferimento | Americhe | Marina |


Si è svolta presso lo stabilimento di Marinette Marine la cerimonia d’inizio dei lavori in bacino della terza Littoral Combat Ship (LCS), la Fort Worth (consolidando la pratica di assegnare a questa classe di navi nomi di città americane di medie dimensioni). L’impostazione della nave riguarda la posa in bacino del primo blocco, costruito attorno alla singola lamiera la cui posa marca l’avvio dei lavori di costruzione.
La US Navy ha assegnato nel marzo 2009 al consorzio guidato da Lockheed Martin e partecipato da Fincantieri l’ordine a prezzo fisso più incentivi per la realizzazione dell’unità che verrà consegnata nel 2012. Lo stesso cantiere a settembre 2008 ha consegnato alla Marina Usa la prima unità del programma, la “Uss Freedom”.

Il programma complessivo prevede la costruzione di 55 unità per la Marina statunitense che saranno realizzate dai due consorzi in gara, guidati da Lockheed Martin e General Dynamics, entro il 2020. Le prossime tre unità saranno assegnate entro settembre 2010, due delle quali al consorzio vincitore. La Fort Worth andrà ad aggiungersi alla Freedom già in servizio e alla Independence, che sta eseguendo le prove in mare nel Golfo del Messico e verrà consegnata a fine anno. In maggio General Dynamics ha ricevuto il contratto di costruzione della quarta LCS, la USS Coronado.

Le LCS sono navi di medie dimensioni. Lunghe 115 metri, larghe 13, hanno un dislocamento a pieno carico di 3.000 tonnellate e possono raggiungere una velocità di oltre 40 nodi, grazie a un sistema di propulsione combinato diesel/turbogas. Vantano una piattaforma unica con tre tipi di moduli di combattimento (superficie, caccia, anti-sommergibile), un ponte di volo di notevole ampiezza e un hangar per due elicotteri con possibilità di operare UAV a decollo verticale come lo Fire Scout.

Le LCS, unità tecnologicamente avanzate e particolarmente innovative ideate per operare efficacemente in ambiente litoraneo, saranno impiegate in missioni atte a contrastare minacce di tipo asimmetrico, derivanti da potenziali attacchi terroristici. Queste navi potranno essere impiegate, inoltre, per una vasta gamma di azioni di supporto, umanitarie, pattugliamento, monitoraggio. Vista la loro alta flessibilità, molte marine estere hanno manifestato grande interesse per l’acquisizione di unità di questo tipo.

Presentato il nuovo Global Hawk con radar AESA

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

Global Hawk Block 40
Northrop Grumman ha presentato con una cerimonia presso le sue strutture di Palmdale, California, l’ultima versione dello UAV / UAS (Unmanned Air Vehicle / Unmanned Aircraft System) RQ-4 Global Hawk, la Block 40. Primo di 15 esemplari che verranno schierati presso la base aerea di Grand Forks, North Dakota, a partire dal 2010, l’RQ-4 Block 40 incorpora il nuovo pacchetto di sensori basato sul radar AESA (active electronic scanned array) MP-RTIP (multi-platform radar technology insertion program), sviluppato in collaborazione con Raytheon.
Il Global Hawk aggiunge così alle sue precedenti capacità anche la possibilità di discriminazione dei bersagli fissi a terra e l’inseguimento, identificazione e acquisizione di obiettivi in movimento terrestri ed aerei.

Il radar MP-RTIP, inizialmente sviluppato per il programma E-10A (cancellato), rappresenta il primo tipo di radar AESA ad essere installato a bordo di un drone per intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) da alta quota.

Ogni Global Hawk può trasportare fino a 1300 kg di carico utile interno e può accogliere nuovi sensori e sistemi di comunicazione per venire incontro alle esigenze dei clienti in modo rapido ed efficace grazie all’architettura aperta “plug-and-play”. E’ in grado di volare a 60.000 piedi di quota per 32 ore consecutive a velocità fino a 630 km/h.
La configurazione di base dei Block 10 dispone di una suite di sensori integrata con un carico pagante composto da sensori elettro-ottici (EO), infrarossi (IR), e radar ad apertura sintetica (SAR) e limitata capacità di signal intelligence (SIGINT), suite potenziata nei Block 20 (EISS – Enhanced Integrated Sensor Suite). I Block 30 presentano un notevole rafforzamento della capacità SIGINT rendendo il Global Hawk un assetto multi-intelligence.

Questo primo esemplare, denominato AF-18, incomincierà i voli di prova e la fase di valutazione operativa il prossimo mese, dopo l’installazione a bordo del radar che attualmente è in fase di collaudo su un aereo surrogato.

Contratto per la decima San Antonio

Riferimento | Americhe | Marina |


La US Navy ha premiato Northrop Grumman con un contratto iniziale di 213 milioni di dollari per l’avvio della prima fase dei lavori relativi alla costruzione della decima LPD (Amphibious Transport Dock) della classe San Antonio (LPD 17). Attraverso questo contratto il costruttore potrà incominciare a reperire i materiali e i sistemi principali, come motori e generatori diesel, destinati alla LPD 26, in attesa del contratto principale atteso per metà 2010.

Il compito delle San Antonio è il trasporto di uomini e materiali nel quadro di missioni di sbarco anfibio a fianco delle LHA/LHD/LHA(R) – America, che svolgeranno il ruolo principale nella fase iniziale delle operazioni. La nave, che disloca 25.300 t a pieno carico, è lunga 208.5m, larga 31.9m e sostituirà insieme alle gemelle già consegnate o in fase finale di lavorazione, le classe Austin dalla LPD-4, le LSD (Landing Ship, Dock) della classe Anchorage a partire dalla 36, la LKA (Amphibious Cargo Ship) classe Charleston dalla 113 e le LST (Landing Ship, Tank) classe Newport dalla 1179. L’unità navale sarà in grado di fornire all’Expeditionary Strike Group l’adeguata flessibilità operativa di cui l’USMC necessita, potendo trasportare fino a 800 uomini equipaggiati e due mezzi da sbarco LCAC (Landing Craft Air Cushion) o un LCU (Landing Craft, Utility), operare i nuovi EFV (Expeditionary Fighting Vehicle), e supportare combinazioni di velivoli ad ala fissa e rotante come quattro CH-46 Sea Knight/due MV-22 Osprey/due CH53E Super Stallion, quattro AH-1 Cobra o un AV-8B Harrier.

Test positivo per il DAGR

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Dagr
Lockheed Martin ha testato con successo il nuovo razzo con kit DAGR a bordo di un elicottero AH-64D Apache, che ha dimostrato col suo primo lancio in volo di saper ingaggiare obiettivi in ogni condizione. La sperimentazione è stata condotta presso lo Yuma Proving Ground dell’esercito USA, con un team combinato di personale Lockheed Martin, Boeing e dell’US Army Aviation Technical Test Center. Nel corso della prova sono stati lanciati tre razzi dall’elicottero Apache, due dei quali hanno colpito gli obiettivi entro la distanza minima dal punto designato dal laser. DAGR somma ora 10 risultati positivi su 11 in voli di prova guidati (dimostrando la sua precisione e capacità di manovra nello colpire obiettivi a brevi e lunghe distanze), e 14 su 15 nel suo complesso.

Progettato per la massima compatibilità con i lanciatori M299 e M310, DAGR può essere integrato a bordo di tutte le piattaforme ad ala rotante equipaggiate con i missili Hellfire, come Apache, Little Bird, Cobra, Sea Hawk, Kiowa e Tiger. Un misto di carico fra Hellfire II e razzi DAGR può essere montato sullo stesso lanciatore, fornendo flessibilità operativa e capacità multi-missione costo-efficace per una singola piattaforma.

Il DAGR è un kit di guida laser semi-attiva applicabile sui razzi da 2.75 pollici/70mm (e relativo lanciatore a quattro stazioni), con capacità di aggancio del bersaglio prima e dopo il lancio, in grado di fornire prestazioni paragonabili a quelle di precisione dei missili Hellfire II. DAGR è stato sviluppato da Lockheed Martin sulla base di ricerche condotte per gli Hellfire e il Joint Common Missile (JCM) per colmare il gap tra quest’ultimi e i missili non guidati quale arma di precisione per attacchi aria-terra contro obiettivi non o leggermente corazzati situati vicino a civili o forze amiche, limitando quindi i danni collaterali.

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