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Superjet 100: Soddisfazione di Alenia Aeronautica e Sukhoi

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico | Europa |

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Alenia Aeronautica, società Finmeccanica, e Sukhoi esprimono la loro piena soddisfazione dopo la firma del Presidente russo Vladimir Putin del decreto che dà il via libera all’acquisizione da parte di Alenia del 25%+1 di SCAC (Sukhoi Civil Aircraft Company), la società costituita da Sukhoi Holding per la progettazione, produzione, commercializzazione, certificazione e la consegna della famiglia di jet regionali Superjet 100 in Russia, nelle ex repubbliche sovietiche, in Cina, India, Medio Oriente e sud-est asiatico.
Questa decisione consente ad Alenia Aeronautica di superare i limiti di legge che pongono un tetto del 25% alle quote di società straniere in quelle strategiche russe, e di nominare suoi membri nel Consiglio di Amministrazione.
“La decisione del Cremlino – afferma il direttore generale di Finmeccanica Giorgio Zappa – segna un ulteriore passo in avanti nelle relazioni tra il nostro gruppo e la Russia, un paese con il quale da tempo abbiamo importanti accordi industriali, e conferma l’importanza strategica di un programma di aerei regionali, il cui mercato è destinato ad aumentare in futuro”.
Alenia Aeronautica e Sukhoi hanno creato la Superjet International, una nuova joint-venture (51% Alenia Aeronautica e Sukhoi 49%), con sede a Venezia, responsabile per il marketing, le vendite e la consegna dei Superjet 100 su tutti i mercati occidentali, del supporto post-vendita in tutto il mondo, e per la progettazione delle versioni vip e cargo.
Il Superjet 100, con un investimento di circa 900 milioni di euro, 73 ordini già acquisiti più opzioni per altri 39, e con una previsione di vendite di 1.500 velivoli nei prossimi 20-25 anni, promette di diventare, secondo il CEO di Sukhoi Mikhail Pogosyan, il maggior programma aeronautico russo-europeo. Farà concorrenza nel settore dei jet regionali a Bombardier ed Embraer offrendo un aereo a costi di gestione e impatto ambientale inferiori.

Russia: Continua lo schieramento degli ICBM Topol-M

Riferimento | Asia e Pacifico |

ss27.jpgPer la fine del 2008 la Russia avrà completamente equipaggiato il quinto reggimento missili strategici con i nuovi missili balistici intercontinentali (ICBM) Topol-M, basati su silos corazzati presso la base di Tatishchevo, nella regione Saratov, a 858 km a sud di Mosca.
Attualmente nella base sono ospitati 48 Topol-M (designazione NATO SS-27), che aumenteranno a 50 consentendo a tutti i 5 reggimenti di disporre di 10 missili ciascuno.
Il missile, che costituirà le fondamenta delle forze nucleari strategiche russe dal 2015, ha un raggio d’azione di 10.500 km e trasporta una singola testata nucleare da 550 kT con CEP di 350m. Può essere lanciato da installazioni fisse o da lanciatori mobili (8 di questi dislocati a Teykovo e pronti ad essere rischierati per sfuggire a satelliti e piattaforme da ricognizione). E’ accreditato da parte russa di essere immune da qualsiasi sistema di difesa antimissile americano presente e futuro, essendo in grado di effettuare manovre evasive durante il percorso di avvicinamento all’obiettivo ed adottare contromisure e decoys per evitare di essere colpito da intercettori nemici nella fase terminale del volo.
È anche schermato contro le radiazioni di impulsi elettromagnetici ed esplosioni nucleari a distanze superiori a 500 metri, ed è stato progettato per resistere all’attacco di armi basate su tecnologia laser (con particolare riferimento all’ABL in sviluppo in USA).
Il Generale Nikolai Solovtsov, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, ha affermato che i Topol-M saranno armati di testate multiple di riento indipendenti (MIRV), da 4 a 6 per ogni missile, nei prossimi due o tre anni.
La versione navale in sviluppo, il Bulava, equpaggerà i sottomarini della nuova classe Borei, a partire dallo Yuri Dolgoruky.

Difesa Antimissile: Giappone testa con successo l’SM-3

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico | Marina |

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12a intercettazione positiva per il sistema di difesa antimissile basato su navi equipaggiate con il sistema di combattimento Aegis, nella fattispecie la fregata giapponese JS KONGO (DDG-173) della Japan Maritime Self-Defense Force (JMSDF), volto alla neutralizzazione dei missili a corto e medio raggio nella fase ascendente e discendente della traiettoria, all’interno del segmento midcourse del profilo di volo, per mezzo di intercettori cinetici “Hit-to-Kill”.
Un SM-3 Block IA ha ingaggiato e distrutto un missile balistico a medio raggio partito dal Pacific Missile Range Facility di Kauai, Hawaii, 60 miglia sopra l’Oceano Pacifico.
Durante il test il personale della nave giapponese ha scambiato via satellite informazioni relative all’inseguimento del missile con unità navali americane, dimostrando la piena interoperabilità fra i due paesi.
Il Giappone sta lavorando con Raytheon e la Missile Defense Agency (MDA) per sviluppare e disporre sui propri assetti il missile SM-3 Block IIA (evoluzione del primo che assicura maggior copertura e difesa contro minacce più complesse).
Nel 2003 il Giappone ha deciso di condurre un upgrade per installare su tutte le fragate classe Kongo il sistema di combattimento Aegis, aggiornamento che terminerà nel 2010.

Primo sottomarino classe Soryu con sistema AIP

Riferimento | Asia e Pacifico | Marina |

Classe OyashioPresso i cantieri della Mitsubishi Heavy Industries di Kobe, è stato varato il 5 dicembre 2007 il primo dei tre sottomarini della classe Soryu, evoluzione della Oyashio, per la Forza di Autodifesa Marina Giapponese (JMSDF – Japan Maritime Self Defence Force). Circa 200 persone hanno partecipato alla cerimonia fra cui l’ammiraglio Yoshikawa, Capo di Stato Maggiore della JMSDF, che come da tradizione ha tagliato la corda per il varo. Dotato dello Stirling Air-Independent Propulsion System, prodotto dalla svedese Kockums (gruppo ThyssenKrupp), che equipaggia anche le classi Näcken e Gotland e parte della Södermanland della Regia Marina Svedese, la nuova unità ha una maggiore autonomia e silenziosità, oltre che un dislocamento (4.200 t sommerso) e una lunghezza (84m) maggiore rispetto agli 11 Oyashio, dovuti all’aggiunta della sezione modulare che ospita il sistema Stirling AIP, il cui principio si basa sulla combustione di ossigeno liquido (LOX) e carburante diesel in un sistema testato per non produrre vibrazioni e avere una bassa traccia IR, senza ricorrere, fino all’esaurimento del LOX, alla rumorosa ricarica delle batterie tramite generatori diesel.
Gunnar Larsson, CEO di Kockums ha commentato: “Questa è una importante pietra miliare nella lunga e fruttuosa collaborazione della Kockums con il Giappone, in particolare con i nostri partner industriali Kawasaki Heavy Industries a Kobe. Si riconosce anche Kockums come fornitore leader a livello mondiale della tecnologia AIP. Le esercitazioni congiunte con la Marina USA dell’ HMS Gotland durate due anni hanno evidenziato la forza della nostra tecnologia sottomarina”.
Un vasto programma è stato intrapreso, in Giappone, per valutare la tecnologia Stirling AIP, con l’obiettivo di integrarla sui futuri sottomarini della JMSDF.

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