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Successo nei primi test dello SLAMRAAM

Riferimento | Americhe | Esercito |

Il Surface Launched Advanced Medium Range Air-to-Air Missile (SLAMRAAM) ha completato con successo i primi test di acquisizione bersaglio e inseguimento, concludendo la prima di cinque fasi di test del sistema, condotta presso il poligono di White Sands.
Tutti gli obiettivi primari sono stati raggiunti: monitoraggio dell’obiettivo fissato; correlazione delle tracce radar; distribuzione dello scenario aereo in rete via radio; ingaggi simulati del bersaglio. Inoltre, lo SLAMRAAM ha evidenziato la sua capacità di operare come un sistema distribuito di elementi dimostrando la triangolazione cooperativa delle tracce radar, comunicazioni in movimento e riconfigurazione real-time della struttura di comando e controllo.

“Questa notevole performance del sistema durante le prove iniziali sul campo è dovuta in gran parte all’ampio lavoro di test di laboratorio, modellazione, simulazione, analisi e pianificazione svolto in comune da Raytheon e US Army in preparazione di questo evento. Raytheon si è impegnata a fornire un’affidabile, accessibile e tecnologicamente avanzata capacità di difesa aerea per soddisfare le esigenze dell’US Army”, ha detto Pete Franklin, vice presidente dei programmi di sicurezza nazionale ed in teatro di Raytheon.

Lo SLAMRAAM è un sistema di difesa aerea tattico ad architettura aperta, adattabile secondo le esigenze, atto a contrastare le attuali ed emergenti minacce di missili cruise, uav ed obiettivi aerei convenzionali. La configurazione distribuita del sistema prevede di base una centrale di controllo di fuoco integrata collegata al radar Sentinel, sei missili AMRAAM montati a bordo di un humvee, il futuro sistema JLENS (Joint Land Attack Cruise Missile Defense Elevated Netted Sensor) basato su aerostato, e il futuro Multi-Role Radar dell’USMC. Il sistema è compatibile anche con i lanciatori norvegesi NASAMS e HAWK, mentre in futuro è prevista l’implementazione dei missili AIM-9X.

Le prove sul campo si protrarranno fino a maggio 2009.

Da Iron Man alla realtà: L’esoscheletro di Raytheon

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In coincidenza con l’uscita nelle sale cinematografiche di “Iron Man”, trasposizione sul grande schermo del celebre fumetto Marvel, Raytheon Sarcos ha resi noti gli ultimi sviluppi del suo “Exoskeleton”, una veste robotica per i soldati del domani.
Frutto della combinazione di sensori, attuatori idraulici e dispositivi di comando e controllo, l’esoscheletro permette di amplificare la normale forza, resistenza e agilità umana, consentendo per esempio ad un uomo di trasportare facilmente sulla schiena carichi pesanti per lunghi tragitti, o alzare senza fatica pesi di 90 kg per centinaia di volte, conservando l’agilità necessaria per salire scale e rampe o tirare un calcio al pallone.
Sviluppato a partire dal 2000 per l’US Army, e finanziato anche dalla Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), questo esoscheletro è per il Dr. Stephen Jacobsen, direttore di programma, il risultato di un lavoro che combina arte e scienza, e della forte convinzione che se l’uomo può lavorare a fianco dei robot, deve anche essere in grado di lavorarci all’interno.

I vantaggi di una tale applicazione sono evidenti: Un soldato così equipaggiato potrebbe facilmente trasportare carichi ingenti e prolungare l’attività operativa più a lungo, maneggiare armi pesanti che normalmente richiederebbero l’azione di due o più uomini, trasportare un ferito sulla schiena o indossare protezioni e corazzature aggiuntive atte a resistere al fuoco nemico. L’esoscheletro seguirebbe e asseconderebbe i movimenti del corpo umano come un’ombra grazie ai processori che elaborano i dati provenienti dai sensori e interpretano la forza impressa all’azione, mettendola in pratica così come voluta dall’operatore.

Il sistema, prima di poter raggiungere i campi di battaglia, dovrà superare lunghe e articolate fasi di prove e soprattutto risolvere le problematiche relative ai suoi attuali ingombri, pesi, affidabilità e autonomia. La ricerca nel settore è portata avanti anche da altre società, come la Berkeley Bionics, che ha ideato una famiglia di esoscheletri come l’ExoHiker, il primo sistema di questo tipo ad essere entrato in commercio, il quale potrebbe trovare applicazioni non solo in ambito militare ma anche al servizio di vigili del fuoco o personale civile, o come applicazione medica per persone affette da problemi di mobilità.

Raytheon Sarcos sta attualmente lavorando sotto un contratto biennale da 10 milioni di dollari con l’esercito statunitense. I primi modelli risultato del lavoro di ricerca avranno compiti essenzialmente logistici e verranno utilizzati, a livello di prototipo, a partire dal 2009. Entro 8-10 anni l’US Army spera di poter schierare versioni evolute di esoscheletro addosso ai soldati in zone di combattimento.

VIDEO

Foto: Raytheon

Kit di sopravvivenza urbana per i carri Abrams

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Kit TUSK
I carri armati americani Abrams, nelle versioni M1A1 e M1A2, si gioveranno presto di altri kit TUSK (Tank Urban Survivability Kits), ideati e prodotti da General Dynamics Land Systems in collaborazione con il direttorato delle Heavy Brigade Combat Team, al fine di aumentare la sicurezza e le possibilità di sopravvivenza del mezzo e dell’equipaggio in ambienti urbani.

Frutto delle lezioni apprese in Iraq, il TUSK consiste in ulteriori corazzature reattive laterali e stratificate sul retro, protezioni aggiuntive per il caricatore, torretta remotizzata della Kongsberg, sensori termici e telefono destinato alla fanteria appiedata.

I 2 contratti, da 45 e 12 milioni di dollari, coprono rispettivamente la fornitura di 2.832 corazzature per la postazione del caricatore, visori termici e torrette CSAMM (Counter-Sniper/Anti-Materiel Mount). Le protezioni e i visori termici consentiranno al caricatore di ingaggiare bersagli da dietro una schermatura trasparente quando la visiibilità è bassa o di notte. Il CSAMM permette alla mitragliatrice da 12.7mm Browning M2 di essere montata singolarmente sopra la torretta che ospita il cannone principale da 120mm permettendo l’ingaggio di precisione di obiettivi senza esporre l’equipaggio.

La produzione avverrà a Lima, Ohio. La consegna delle corazzature sarà completata nel 2011 mentre le suite termiche ed i sistemi CSAMM nel 2009

Francia: Consegnati primi PVP (Petit Véhicule Protégé) all’Esercito

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L’esercito francese ha ricevuto in consegna i primi 30 dei 314 veicoli leggeri tattici 4×4 ordinati nel 2004 e prodotti da Panhard General Defense.
L’esigenza di maggiore protezione delle forze sul campo ha portato ad una generalizzata revisione dei mezzi impiegati negli attuali scenari operativi. La Francia ha recentemente dato l’ok all’invio di circa 800 soldati in Afghanistan in seguito alle richieste canadesi di rinforzi nella regione. I primi veicoli protrebbero raggiungere le forze francesi in teatro alla fine della fase di valutazione condotta dalla DGA (Délégation Générale pour l’Armement).

Il programma PVP, lanciato nel 2001, si basa su un mezzo ruotato erede del Peugeot P4 in grado di operare su tutti i terreni, protetto, aerotrasportabile (a bordo di C-130, A400M, C160) ed in grado di ospitare da 3 a 4 soldati. Equipaggiato con motore diesel Iveco a quattro cilindri in grado di erogare 160 hp, aria condizionata, pneumatici run-flat, capacità di carico di 750kg, allestimenti modulari variabili a seconda della missione, mitragliatrice da 7.62 mm, il PVP è disponibile in due versioni: La “Rang”, destinata ad operazioni di supporto e la “Commandement”, versione posto comando. L’esercito francese ha da requisito 933 esemplari di PVP per un valore totale di 150 milioni di euro. La corazzatura standard d’acciaio e alluminio fornisce una protezione STANAG 4569 Level 2 ed il tetto può ospitare un SIT (système d’information terminal).

I siti di produzione saranno Saint-Germain-Laval e Marolles-Hurepoix per l’assemblaggio finale.

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