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Nuovi contratti per le FREMM

Riferimento | Europa | Marina |


SELEX Galileo di Finmeccanica si è aggiudicata degli ordini per un valore di 15 milioni di Euro per equipaggiamenti che verranno installati a bordo della nuove fregate multimissione FREMM della Marina Militare. I nuovi ordini vanno a consolidare una importante presenza di SELEX Galileo all’interno del programma, iniziata con i contratti relativi alla “tranche ferme” ed adesso incrementata con la “tranche conditionnelle”. La partecipazione complessiva di SELEX Galileo all’interno del programma FREMM raggiunge un valore complessivo pari a oltre 42 milioni di Euro, con i primi contratti risalenti al 2007.

L’ultimo contratto di SELEX Galileo si riferisce al Radar RASS per il quale il primo contraente è SELEX Sistemi Integrati, anch’essa società di Finmeccanica. Il RASS è un Radar di scoperta di superficie che continua la tradizione di lunga data dell’azienda per i radar in banda X, operati con successo sia dalla Marina Militare che da marine estere.

Per le FREMM, SELEX Galileo e’ anche responsabile per il Radar di navigazione a bassa probabilità di intercettazione LPI SPN-730, componente importante della capacità della moderne fregate di operare in modo “stealth”. Il radar LPI SPN-730 e’ stato scelto dalla Marina Militare grazie alla innovativa capacità di operare in modo silente (LPI) e contemporaneamente al Radar di Navigazione, senza nessun degrado di performance.

Nell’ambito del programma FREMM, SELEX Galileo contribuisce anche con il sistema di sorveglianza e tracciamento Infrarosso SASS (Silent Acquisition Surveillance System) interamente prodotto dall’azienda. Nell’ambito delle collaborazioni con altre aziende Finmeccanica, SELEX Galileo è presente nel programma FREMM anche con l’antenna Phase array a scansione e stabilizzazione elettronica per la nuova generazione di IFF di SELEX Sistemi Integrati, con l’illuminatore DAVIDE in banda Ka del sistema di munizionamento guidato STRALES di OTO MELARA, e con il seeker ST-2A del missile di difesa anti-nave TESEO di MBDA.

(Selex Galileo)

Contratto per realizzazione del sistema satellitare Göktürk

Riferimento | Aerospazio | Europa | Medio Oriente e Africa |

GokturkTelespazio e il Sottosegretariato per le Industrie della Difesa turco, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Giuseppe Cossiga, hanno firmato oggi ad Ankara il contratto, del valore di oltre 250 milioni di euro, per la realizzazione del sistema satellitare Göktürk. L’accordo prevede la fornitura di un satellite di osservazione della Terra dotato di un sensore ottico ad alta risoluzione, di un Centro di Integrazione e test per satelliti, da costruire in Turchia, e la realizzazione dell’intero segmento di Terra del sistema, che garantirà la gestione in orbita, l’acquisizione e il processamento dei dati.

Il programma mira a soddisfare le esigenze di acquisizione immagini delle Forze Armate turche a scopi di intelligence militare in tutte le regioni mondiali senza alcuna restrizione geografica. Il progetto prevede in particolare la fornitura di 1 satellite elettro-ottico a elevatissima risoluzione per l’osservazione e la sorveglianza (sia a scopi militari che civili), la costruzione di 1 Stazione terrestre fissa dedicata (ad Ankara) e di 1 Stazione terrestre mobile (GS) per scopi di comando, controllo, assegnazione compiti, download immagini ed elaborazione, ed infine l’installazione di uno stabilimento per l’Assembly Integration and Test (AIT) presso la sede TAI A.S. con il contributo di Turksat A.S. In questo stabilimento saranno condotte le prove sui satelliti Gokturk-1 e Gokturk-2 (prodotto da TAI).

Il programma Göktürk sarà gestito da Telespazio in qualità di Prime Contractor (che si occuperà, inoltre, dei servizi di lancio, messa in orbita e test), da Thales Alenia Space, una società Thales (67%) – Finmeccanica (33%), responsabile del satellite, e dalle industrie locali TAI A.S., Tubitak Uekae, Maleri, Aselsan A.S. e Roketsan A.S. nel ruolo di sub-contractor. La partecipazione dell’industria turca della difesa nel programma si limiterà in particolare alle seguenti aree: sviluppo di una crittografica nazionale, software e hardware della Stazione a terra, costruzione dello stabilimento AIT e approvvigionamento degli equipaggiamenti, partecipazione alla progettazione meccanica e alla produzione del satellite, partecipazione diretta alle attività di progettazione e produzione. Nell’ambito del programma, il contenuto locale sarà superiore al 20% e l’offset si attesterà intorno al 150%.

La commercializzazione delle immagini acquisite consentirà di aumentare il ritorno dell’investimento e i fondi saranno destinati ad altri progetti in campo satellitare. In ambito civile, le immagini acquisite dal satellite Gokturk verranno utilizzate nei settori trasporti, silvicoltura, ambiente, disaster management, produzione di dati per mappe geografiche, indagini per fini catastali e monitoraggio delle risorse naturali.

“La firma del contratto per la realizzazione di Göktürk – ha commentato Giorgio Zappa, Direttore Generale di Finmeccanica e Presidente dell’Unione Amicizia Italia-Turchia – rappresenta per Telespazio e per la Space Alliance Thales-Finmeccanica un’ulteriore tappa nel processo di internazionalizzazione delle proprie attività e un riconoscimento della capacità di Finmeccanica di fornire sistemi satellitari complessi, sia nella componente spaziale che in quella di terra. Questo successo rafforza inoltre la posizione del Gruppo in Turchia, un partner industriale strategico oltre che un mercato di riferimento per le nostre attività: siamo infatti già presenti nel Paese nei settori aeronautico, elicotteristico, del controllo del traffico aereo, dei trasporti, del segnalamento ferroviario e dei sistemi navali, con ulteriori importanti prospettive di crescita”.

Nell’ambito del progetto, sarà creata una joint venture tra Telespazio e un partner locale per lo sviluppo e la commercializzazione di servizi applicativi.

Consegnato il primo C-17 per la Strategic Airlift Capability NATO

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Europa |


Boeing ha consegnato, nel corso di una cerimonia presso la sua struttura di assemblaggio finale di Long Beach, il primo dei tre aerei da trasporto tattico e strategico C-17 Globemaster III destinati alla Strategic Airlift Capability (SAC) in ambito NATO. SAC è un gruppo di dodici nazioni partner (Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Slovenia, Stati Uniti, e il Partenariato per la Pace con membri Svezia e Finlandia) che condivideranno costi di acquisizione e esercizio della flotta C-17 nei prossimi 30 anni. L’approccio della SAC per l’uso condiviso di airlifter strategici è considerato come un modello di gestione delle capacità di difesa.

L’accordo, stipulato tra l’U.S. Department of Defense e la NATO Airlift Management Agency (NAMA), fornirà alle nazioni partecipanti un mezzo per colmare il loro gap in materia di proiezione a medio e lungo raggio. Ogni paese pagherà una quota del costo di ciascun velivolo ed opererà in comune con equipaggi misti a seconda delle necessità per missioni internazionali, Afghanistan in primis. Gli aerei verranno stanziati alla base aerea di Pápa, in Ungheria, all’interno dell’ Heavy Airlift Wing (HAW).

Il primo C-17 arriverà in Ungheria il 27 luglio appena prima dell’attivazione dell’HAW. Boeing consegnerà i due restanti C-17 in settembre e ottobre (il terzo proverrà dalle file USAF). Il primo C-17 per la SAC avrà il numero identificativo 01 sul muso, e dato che l’Ungheria è il paese ospitante dell’HAW, la coda sarà contrassegnata con strisce rosse, bianche e verdi. Il nome della base aerea “PAPA” è dipinto su fondo blu sulla superficie dello stabilizzatore verticale.

Un team di Boeing fornirà sostegno alla SAC per la gestione e il deposito del materiale di assistenza e manutenzione, nel quadro del programma internazionale di servizi di supporto al C-17 Globemaster III.

La NATO attualmente non dispone di una propria flotta dedicata al trasporto strategico e spesso contratta gli aerei sia con gli Stati Uniti che con la Russia.

Il C-17 può compiere missioni di trasporto truppe, cargo, umanitarie fino a 4.400 km con un carico di 77 tonnellate ed atterrare su piste semipreparate di lunghezza inferiore ai 1.000 metri. Attualmente ci sono 200 C-17 in servizio nel mondo, 186 presso la U.S. Air Force, 6 alla RAF, 4 presso le forze armate canadesi e 4 alla Royal Australian Air Force.

Contratto per nuova piattaforma europea UGV

Riferimento | Esercito | Europa | Industria |

L’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) ha dato luce verde ad un ambizioso progetto di ricerca e sviluppo che verrà attuato sotto la guida di Rheinmetall (assieme ai partner Diehl BGT, ECA e Thales Optronique) orientato verso una piattaforma terrestre unmanned e alla costruzione del relativo dimostratore, incaricato di mostrare il potenziale di sistemi di questo tipo. In particolare, il progetto mira a dimostrare il futuro ruolo dei veicoli senza pilota nel proteggere le truppe dispiegate in operazioni pericolose. Il contratto ha un valore di circa € 4 milioni.

Il Semi-Autonomous Unmanned Ground Vehicle System Demonstrator (SAM-UGV) sarà un veicolo ruotato all-terrain di peso compreso tra i 300 e 400 chili, circa le dimensioni di un quad-bike. Grazie al sofisticato sistema di navigazione sarà in grado di condurre una serie di missioni a controllo remoto o autonomamente. Il veicolo avrà una autonomia di 400 chilometri, e sarà in grado di operare per periodi fino a 24 ore consecutive.

Oltre alla possibilità di pattugliamento a lungo raggio e alle missioni di sorveglianza, il SAM-UGV sarà in grado di effettuare operazioni di ricognizione NBC in terreni potenzialmente contaminati. Potrà essere impiegato anche come mezzo di ricerca di ordigni esplosivi improvvisati, in risposta alla grave minaccia da essi rappresentata per le forze schierate in zone di conflitto a livello mondiale. Oltre che da un sistema di navigazione inerziale supportato da satellite, il veicolo sarà caratterizzato da un radar laser 3D, e un sistema di telecamere e sensori a ultrasuoni, per consentire al mezzo di muoversi efficacemente nell’ambiente circostante ed evitare gli ostacoli.

Per sviluppare il sistema SAM-UGV, l’EDA ha fornito mediazione e sostegno finanziario. Questo progetto è dunque un buon esempio del modo in cui l’industria europea della difesa cerca di rafforzare i legami al suo interno, uno dei principali obiettivi della EDA.

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