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Interni Pininfarina per il Superjet 100

Riferimento | Aerospazio | Europa |

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Nell’ambito di una partnership di lungo periodo tra Alenia Aeronautica, società del Gruppo Finmeccanica, e Pininfarina Extra (Gruppo Pininfarina) ­ che riguarderà anche la sperimentazione, l’aerodinamica, le lavorazioni sui mock-up, animazioni 3D, Alenia sta studiando lo sviluppo di interni di nuova concezione firmati da Pininfarina, offerti come opzione per il Sukhoi Superjet 100. Il velivolo è il più moderno ed ecologico jet da trasporto regionale da 95 posti disponibile sul mercato ed è realizzato da Sukhoi Civil Aircraft Corp. (SCAC) in collaborazione con Alenia Aeronautica.
Le esigenze del passeggero sono alla base della filosofia adottata da Alenia e Pininfarina nella progettazione degli interni del Sukhoi Superjet 100. L’ergonomia generale della cabina del Sukhoi Superjet 100, dove la ricerca scientifica, tecnologica e ingegneristica si coniuga con la dimensione estetica, è ispirata ai principi del visual comfort, oltre che al comfort biometrico. Cruciale è l’emozione che il passeggero riceve al primo impatto visivo con gli interni del velivolo: più spaziosi, confortevoli e rilassanti rispetto a quelli di aerei della stessa categoria, grazie anche ad una altezza della cabina di 2,12 metri e ad uno spazio bagagli per passeggero pari a 0,065 m3.

I passeggeri potranno apprezzare gli interni del Sukhoi Superjet 100 appena varcata la soglia del velivolo, grazie ad un ingresso opportunamente studiato per rendere agevole e piacevole il primo contatto del passeggero con l’aereo e per trasmettere una sensazione di spaziosità, accoglienza e relax.
All’interno della cabina, design del soffitto, illuminazione con sistemi a LED in grado di variare il colore e l’intensità della luce durante le varie fasi del volo, equilibri cromatici, materiali, linee, finiture e ambienti sobri ed eleganti accentueranno la sensazione di comfort e benessere.

Con un allestimento a 5 posti per fila, i sedili, che uniscono stile ed ergonomia sia per la classe affari che per la classe turistica, saranno tra i più larghi installati (pitch 32″) su aerei da trasporto regionale grazie anche ad una fusoliera larga 45 centimetri in più rispetto ai modelli concorrenti.

I finestrini (27×38 centimetri), gli alloggiamenti per i bagagli a mano (il loro volume è superiore a quello dei vani di aerei della stessa categoria e dei narrow-body Boeing e Airbus), la strumentazione di servizio per il passeggero con nuove soluzioni grafiche per i tasti luci, chiamata hostess e bocchette dell’aria condizionata, sono tutti elementi che contribuiscono a definire nuovi e più elevati standard di qualità e comfort per velivoli regionali.

I corridoi della classe turistica avranno una larghezza di 51 centimetri, maggiore quindi di quanto offrono i velivoli regionali e di circa 3 centimetri in più rispetto a quella dei narrow-body Boeing e Airbus.
Infine, volumi proporzionati sono previsti anche per le toilette, disegnate per garantire maggiore spazio e comodità.

Il lancio della cabina firmata Pininfarina sarà confermato a settembre 2008, sulla base di un accordo congiunto tra SCAC e Alenia Aeronautica.

SAMP/T: Valutazione operativa positiva con il lancio di due Aster 30

Riferimento | Esercito | Europa |

I lanci sono stati effettuati dall’Esercito presso il PISQ (Poligono Interforze Salto di Quirra), il poligono di test interforze che si trova in Sardegna. Per entrambi i lanci l’intera configurazione operativa del sistema d’arma SAMP/T è stata completamente testata, in maniera autonoma, da un’unità dell’Esercito Italiano. Per il sistema è stato previsto anche un modulo di comando aggiuntivo, allo scopo di gestire il dispiegamento del sistema stesso ed i collegamenti con il network di difesa di livello superiore.

Per quanto riguarda il primo lancio, che si è svolto il 22 maggio scorso, il missile Aster 30 è stato lanciato contro un obiettivo aereo, un Mirach 100, che volava a circa 150 metri di quota. Il sistema ha seguito perfettamente l’obiettivo posto ad una distanza di 25 km dalla batteria e lo ha intercettato ad una distanza di 15 km sulle acque che bagnano il poligono.

Nel corso del secondo lancio, avvenuto il 26 maggio, è stato configurato uno scenario leggermente più complesso, che ha visto coinvolti due bersagli Mirach 100 in volo verso l’Unità di Controllo di Fuoco (Fire Control Unit) del sistema SAMP/T. In questa occasione il sistema è stato in grado di seguire la coppia di bersagli, di identificare in maniera corretta l’obiettivo scelto per “l’attacco” e di intercettarlo a 21 km di distanza, mentre effettuava una manovra evasiva.
Entrambe le prove sono state completate con pieno successo, dal momento che sono stati raggiunti tutti gli obiettivi del test.

Moreno Bossini, MBDA Project Head del SAMP/T all’interno della direzione dei sistemi missilistici Aster, ha dichiarato: “Questo è un momento di fondamentale importanza per il programma, proprio perchè il nostro cliente, l’Esercito Italiano, ha potuto testare la capacità del sistema SAMP/T, utilizzando un’unità completamente addestrata, che ha effettuato una procedura di tipo operativo”.
A sottolineare l’importanza di questi lanci, Antoine Bouvier, CEO di MBDA, ha invece affermato: “Questi lanci segnano una tappa importante per la cooperazione europea nel settore della difesa aerea terrestre ed aprono la strada all’entrata in servizio di una capacità di difesa aerea, di altissimo livello, destinata all’Esercito Italiano ed alle forze armate francesi”.

Entrambi i lanci sono stati effettuati nell’ambito delle prove ATOC (Acceptance Test of Operational Capabilities – Test di Accettazione delle Capacità Operative) che l’Esercito Italiano e l’esercito e le forze aeree francesi stanno effettuando nel corso del 2008.

Il SAMP/T è un sistema di difesa aerea a medio raggio con base terrestre che utilizza il missile Aster 30 (la cui gittata è di 120 km) e viene utilizzato dall’Esercito Italiano e da quello francese, oltre che dalla forza aerea francese. Progettato per proteggere le forze campali, i siti e le aree sensibili da minacce di tipo convenzionale come ad esempio aerei, UAV, elicotteri ed i missili stand-off di nuova generazione, oltre ai missili di tipo balistico a breve gittata, il SAMP/T prevede un sistema di controllo del fuoco, basato su un radar multifunzione a scannerizzazione elettronica, ed un Lanciatore Verticale Terrestre, che è montato su automezzi italiani della Astra/Iveco e su veicoli francesi della Renault-TRM 10000, e che è capace di lanciare in rapida sequenza 8 missili. Il sistema missilistico Aster 30 si distingue per una mobilità tattica e strategica di alto livello e grazie alla sua alta percentuale di fuoco è in grado di contrastare ogni tipo di minaccia. La Francia ha attualmente scelto di dotarsi di 10 sistemi (per l’esercito e per la forza aerea) mentre l’Italia ne attende 5. Tra questi il Block 1, la versione avanzata del missile, che grazie alla sua estesa capacità TBMD sarà in grado di intercettare missili della classe di 600 km. MBDA sta inoltre sviluppando un ulteriore avanzamento del sistema, conosciuto come Aster 30 Block 2, capace di contrastare missili di tipo balistico con una gittata ancora maggiore.
Le prove di qualifica della munizione del SAMP/T ASTER 30 si sono concluse alla fine del 2003. Il SAMP/T ASTER 30 è attualmente disponibile per il mercato export, mentre la munizione è in fase di produzione in serie.

Guerra Elettronica: Addestramento congiunto dell’Aeronautica

Riferimento | Aerospazio | Europa |


L’ambizioso progetto tentato negli anni scorsi si è concretizzato su disposizione del Comando delle Forze da Combattimento di Milano e supportato dagli Alti Comandi con l’obiettivo di mettere a fattor comune l’esperienza che il 155° Gruppo ETS (Electronic Tactical Suppression) ha maturato nel corso degli ultimi dieci anni nel campo della Guerra Elettronica assumendone il ruolo di organizzatore.

Il rischieramento di 12 velivoli da caccia Tornado, 6 ECR (Electronic Combat Reconnaisance) del 155° e 6 IDS (Interdiction Strike)/MLU (Mid Life Update) del 154° ed una componente di circa 120 unità fra equipaggi e tecnici specialisti, è stato effettuato presso la base aerea USAFE di Spangdhahlem (Germania), sede del 52° Fighter Wing comprendente 3 Gruppi caccia (22° e 23° Gruppo F16CJ Block 50/52 e 81° Gruppo attacco con i velivoli A-10).

Gli obiettivi prefissati erano molteplici, sia per gli equipaggi volo che per la parte tecnico manutentiva. L’attività d’addestramento si è svolta con l’obiettivo di sfruttare l’esperienza maturata nel settore dal 155° Gruppo ETS, che ha assunto il ruolo di organizzatore della campagna congiunta, per un reciproco addestramento in ambiente denso di minacce superficie aria (SAM) radar asservite. La simulazione ha previsto una fase di crisi iniziale con conseguente rischieramento immediato di una componente dei due Gruppi costituitisi come una unica cellula Tornado Iitaliana su di una DOB (Deployable Operating Base) ove è stata costituita una unica area di Operazioni OPS (Sezione Intelligence “I”, Sala Operativa e Nucleo tecnico) a supporto della attività volativa di volo degli equipaggi. La campagna ha dato cosi la possibilità agli equipaggi di entrambe i Gruppi di addestrarsi in uno scenario altamente realistico.

Gli equipaggi del 154° Gruppo hanno potuto effettuare diverse tipologie di missioni con armamenti e profili di sgancio diversi, in ambiente con elevata minaccia SAM e con il supporto degli assetti SEAD (Soppressione dei Radar della Difesa Aerea Nemica) rappresentati dai velivoli ECR. D’altro canto gli equipaggi del 155° Gruppo, oltre ad operare in un ambiente elettromagneticamente denso di minacce potendo cosi sfruttare a pieno i sensori di guerra elettronica a bordo del velivolo ECR, hanno potuto confrontarsi con le problematiche connesse alla pianificazione di una missione AFSS (Supporto di un pacchetto reale di velivoli attaccanti) con armamento convenzionale e/o di precisione, attività, il più delle volte, simulata a livello di pianificazione. Alcune missioni di volo sono state volate assieme ai velivoli F16CJ del 22 Sqn. della USAFE a protezione dei velivoli Tornado italiani sotto il controllo dei Controllori d’intercettazione tedeschi.

La summenzionata attività di attacco e soppressione dei sistemi di difesa aerea risulta allo stato attuale difficilmente realizzabile in Italia a causa della mancanza di un idoneo poligono di guerra elettronica che risponda ai requisiti peculiari per l’attività ETS. La campagna ha inoltre anche costituito per gli equipaggi dei due Gruppi Volo un momento di aggregazione e di scambio interprofessionale, soprattutto in considerazione delle nuove capacità acquisite con i nuovi sofisticati ed aggiornati armamenti consegnati in dotazione ai rispettivi reparti.

Ulteriore obiettivo è stato inoltre quello di porre a fattor comune la parte tecnico manutentiva che ha potuto anch’essa addestrarsi ad operare in maniera congiunta lontano dalle rispettive basi madre. La sinergia delle forze e della vasta esperienza accumulata dal personale dei due Reparti volo ha consentito di raggiungere un elevato tasso di efficienza rivelandosi quindi una formula vincente confermata dall’elevato numero di sortite effettuate, circa 130 per un totale di oltre 250 ore di volo.

Il 154°, che fa parte dell’organico del 6° Stormo, dal dopoguerra fino ad oggi, è investito di compiti operativi, relativi all’addestramento per operazioni belliche e alla ricognizione aerea. In questo ambito gli equipaggi del gruppo si trovano spesso ad operare a stretto contatto con la Protezione Civile, com’è accaduto in occasione delle calamità naturali quali l’eruzione dello Stromboli e il terremoto di San Giuliano, o con organismi internazionali come il Tribunale Internazionale dell’Aja in occasione della crisi balcanica, che vide i Tornado del 6° Stormo operare per l’individuazione delle fosse comuni.

Il 155° Gruppo ETS ha sede sull’aeroporto ‘G. Graffer’ di San Damiano (PC) ed è equipaggiato con i moderni e sofisticati velivoli Tornado ECR altamente specializzati nella Guerra Elettronica. Ha il compito di acquisire e mantenere la capacità di colpire con precisione gli obbiettivi assegnati con l’impiego dei sofisticati equipaggiamenti disponibili sul velivolo in dotazione, prevalentemente a bassissima quota con ogni condizione di tempo, di giorno e di notte.

Fonte: AMI

Primo volo del Gripen Demo

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Saab ha condotto il primo volo con il Gripen Demo, il banco di prova tecnologico per l’ulteriore sviluppo del Gripen. Il volo, che si è svolto presso il campo d’aviazione di Linköping, è durato 30 minuti ed è andato secondo i piani e le tappe previste. A partire dalla presentazione, il programma ha svolto prove a terra e continue valutazioni al fine di garantire la sicurezza del volo.

“Tutto è andato secondo i piani. Il Gripen Demo è più potente rispetto alle versioni precedenti del Gripen, ma è altrettanto facile da pilotare. Continueremo il programma di prove allo stesso ritmo sostenuto di ora”, ha affermato il pilota collaudatore Mikael Seidl, che insieme al suo collega Magnus Ljungdahl era a bordo del velivolo.

“Stiamo volando quello che in molti aspetti è un aereo completamente nuovo, ad un mese dal roll-out. Questo è del tutto unico e mostra le opportunità per ulteriori sviluppi, assieme alla nostra capacità di sviluppare nuovi metodi di lavoro più efficaci”, ha detto Lars-Erik Svedlund, project manager per il programma dimostrativo Gripen.

Gripen Demo è realizzato in collaborazione con realtà industriali internazionali come General Electric, Thales, Rockwell Collins, Honeywell, APPH, Terma, Martin-Baker e Meggitt.

La versione potenziata dell’aereo svedese incorpora radar AESA (Active Electronically Scanned Array) sviluppato in collaborazione con Thales, nuovo motore più prestante (GE F414G) che consente capacità supercruise, aggiornamenti avionici modulari, maggiore autonomia e capacità di carico.

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