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Primo lancio per la munizione Fire Shadow

Riferimento | Esercito | Europa |

FireshadowLa loitering munition “Fire Shadow”, arma standoff in grado di sorvolare per un tempo prolungato il campo di battaglia alla ricerca di potenziali bersagli, ha compiuto il suo lancio inaugurale presso il poligono di Aberporth, nel Galles occidentale, di proprietà del Ministero della Difesa inglese e concesso in gestione a QinetiQ. Sviluppato congiuntamente in tempi record dal team LM, di cui è a capo MBDA e che comprende tra gli altri Lockheed Martin UK INSYS, Selex Galileo, QinetiQ, Thales UK e Vega, questo genere di munizione nasce come proposta di soluzione dell’urgente requisito britannico riguardo un assetto ogni-tempo e a basso costo in grado di colpire con precisione obiettivi di superficie, fissi o in movimento, all’interno di scenari complessi mantenendo la propria presenza fissa sul luogo in attesa dell’assegnazione del bersaglio.

Il test ha dimostrato l’efficacia del particolare design con semiali a freccia negativa e dell’intero sistema, che si è comportato come previsto nelle sequenze di lancio, separazione e volo, fase in cui Fire Shadow è salito fino alla quota programmata e percorso la traiettoria prestabilita prima di effettuare una picchiata con manovre ad alto numero di g per simulare un ingaggio reale del bersaglio.
Immagini video e telemetria sono stati trasmessi via datalink alla stazione di controllo a terra.

Secondo requisito Fire Shadow dovrà operare con raggi operativi superiori a 100km e CEP (Circular Error of Probability) inferiore al metro. Per osservare le complesse regole d’ingaggio verrà conservato il principio del “Man in the Loop” che lascierà la possibilità all’operatore di avere l’ultima parola sulla condotta a termine della missione, in caso di variazione dei parametri originali. Fire Shadow riceverà i dati di targeting da una varietà di assetti ISTAR (Intelligence, Surveillance Target Acquisition and Reconnaissance) come lo UAV (Unmanned Air Vehicle) Watchkeeper e potrà sorvolare l’area di interesse per 10 ore in attesa dell’obiettivo, capacità particolarmente utile in scenari urbani.

Selex Galileo per il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security)

Riferimento | Aerospazio | Europa |

Selex Galileo, una società Finmeccanica, ha firmato con Thales Alenia Space, un contratto del valore di 65.49 milioni di euro per la fornitura del radiometro SLSTR (Sea and Land Surface Temperature Radiometer), componente fondamentale del payload di Sentinel 3, una delle “Sentinelle” previste nell’ambito del programma europeo GMES (Global Monitoring for Environment and Security).
La durata del contratto è di circa 4 anni, con il coinvolgimento di oltre 40 risorse altamente qualificate, durante i quali Selex Galileo gestirà un team di venti aziende europee impegnate nella realizzazione del payload del satellite, la cui messa in orbita è prevista per il 2012. Un ulteriore contratto per il payload del secondo modello della Sentinella 3 è atteso per il prossimo anno. Complessivamente è ipotizzabile la messa in orbita di almeno 3 Sentinelle per ognuna della applicazioni, a copertura della durata del programma GMES di circa 20 anni.
Il radiometro infrarosso SLSTR (Sea and Land Surface Temperature Radiometer) di Selex Galileo è la nuova generazione della famiglia degli strumenti ATSR (Along Track Scanning Radiometer) imbarcati su ERS I, ERS II e ENVISAT. SLSTR copre nove canali compresi nelle bande 0.555 µm – 12µm. I canali nel visibile consentiranno una mappatura della vegetazione, i canali SWIRShort Wavelength Infrared forniranno i dati per la correzione dei parametri atmosferici (aerosol, nuvole). SLSTR, in grado di misurare la temperatura del mare e della terra con la risoluzione di 1 Km e con un’accuratezza di 0.2 gradi Kelvin fornirà un prezioso supporto alla meteorologia e alla climatologia garantendo un monitoraggio costante negli anni dell’andamento della temperatura del globo terrestre.

GMES, il programma della Commissione Europea, fornirà servizi precisi ed affidabili riguardanti gli aspetti ambientali e di sicurezza a supporto delle esigenze delle politiche pubbliche europee garantendo all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta. GMES, inoltre, è il contributo europeo al GEOSS, un’iniziativa a livello mondiale per lo sviluppo di un Sistema dei sistemi per l’osservazione globale della Terra.

Il programma GMES si basa su una serie di cinque satelliti, chiamati Sentinelle, ciascuno specializzato in una determinata applicazione. Sentinel 3, in particolare, è destinato ad osservazioni di oceanografia e al monitoraggio della vegetazione e sarà in grado di osservare la topografia dei mari, la temperatura superficiale delle acque e delle terre emerse fornendo un contributo determinante per le previsioni delle condizioni del mare, fondamentale per la navigazione sicura ma anche del clima terrestre.
Sentinel 3 sarà posto in un orbita eliosincrona quasi polare e peserà circa 1.200 chili.

Nel contesto di GMES, l’ESA ha la responsabilità del segmento spaziale del programma, che prevede ­ fra l’altro ­ lo sviluppo delle Sentinelle. Nel febbraio 2008 la Commissione Europea ha stanziato circa 624 milioni di euro per lo sviluppo del segmento spaziale del GMES, che si aggiungono agli oltre 700 milioni già stanziati dai paesi membri dell’ESA.
La realizzazione delle Sentinelle è stata attribuita alle principali aziende europee: l’azienda franco italiana Thales Alenia Space realizzerà Sentinel 1 e Sentinel 3, mentre alla tedesca Astrium è stato affidato Sentinel 2.

Queste le specializzazioni delle Sentinelle: i satelliti Sentinel 1 saranno usati per produrre dati radar interferometrici, i Sentinel 2, satelliti ottici, sono stati progettati per l’osservazione multispettrale mentre i satelliti Sentinel 3 sono a specializzazione oceanografica e terrestre e quelli Sentinel 4, di tipo geostazionaro, sono destinati a monitorare le componenti atmosferiche. Infine i Sentinel 5, satelliti a bassa orbita, monitoreranno la composizione chimica dell’atmosfera.

Foto: ESA

Finmeccanica acquista DRS Technologies per 5.2 miliardi di USD (3.4 miliardi di Euro)

Riferimento | Europa | Industria |

Finmeccanica, Gruppo leader a livello mondiale nel settore degli apparati elettronici, dei sistemi e dei servizi per la difesa e la sicurezza, e DRS Technologies, Inc., azienda statunitense leader nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa, hanno annunciato oggi di aver approvato un accordo in base al quale Finmeccanica acquisirà il 100% di DRS per un importo di 81 USD per azione in contanti. Questa operazione consente a Finmeccanica di consolidare il proprio ruolo di protagonista a livello mondiale nell’ambito delle forniture di sistemi integrati per la difesa e sicurezza, inserendosi con un ruolo di primo piano anche nel mercato USA e consente a DRS nuove e importanti opportunità di business negli USA e all’estero.

L’operazione, il cui valore è di circa 5,2 miliardi di USD (3,4 miliardi di Euro) compresa l’assunzione di 1,2 miliardi di USD di indebitamento netto dopo la conversione anticipata delle obbligazioni convertibili di DRS, comporta un premio pari al 32% sulla quotazione media del titolo di DRS sul mercato NYSE negli ultimi trenta giorni.

I Consigli di Amministrazione di Finmeccanica e DRS hanno approvato i termini dell’accordo.
L’acquisizione di DRS sarà effettuata mediante una fusione inversa, attraverso la costituzione da parte di Finmeccanica di una società di diritto statunitense che sarà fusa in DRS, con conseguente delisting di quest’ultima.

Analogamente alle altre società del Gruppo Finmeccanica, DRS verrà integrata nel Gruppo mantenendo la sua attuale struttura manageriale e la sua sede principale. Come di consueto in questo tipo di operazioni, DRS proporrà al Defense Security Service (DSS) del Dipartimento della Difesa USA, che la società operi in base a uno Special Security Agreement (SSA, accordo speciale di sicurezza) che garantisca all’Amministrazione statunitense la tutela delle informazioni classificate.

“Questo accordo ­ afferma Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica ­ testimonia la capacità del Gruppo di far valere la propria tecnologia di eccellenza in tutto il mondo. Esso costituisce inoltre un’ulteriore opportunità di crescita, in particolare in un Paese come gli Stati Uniti che rappresenta il più significativo mercato della difesa e della sicurezza. L’operazione rappresenta la prosecuzione naturale della nostra strategia di investimento ed espansione nei mercati UK e USA e ci permette di sostenere le Forze Armate Usa con i nostri prodotti ad alto contenuto tecnologico, come già avvenuto con lo US101 e il C-27J. L’intesa si presenta come integrazione ideale tra due aziende le cui attività sono complementari, sia sotto il profilo delle tecnologie che delle piattaforme e favorisce la presenza di un player altamente competitivo sui mercati della difesa e della sicurezza negli Stati Uniti e nel resto del mondo”.

“La straordinaria crescita di DRS nel corso degli ultimi cinque anni e il premio ottenuto dall’operazione costituiscono un ottimo risultato per i nostri azionisti” – ha affermato Mark Newman, Presidente e Amministratore Delegato di DRS. “L’investimento in DRS, combinato con i forti investimenti in Ricerca e Sviluppo, aumenteranno la competitività e quindi la possibilità di aggiudicarsi nuovi contratti e di crescere negli Usa e nel resto del mondo”.

Le competenze di Finmeccanica e i settori in cui opera (Elicotteri, Aeronautica, Elettronica per la Difesa e Sicurezza, Spazio, Sistemi di Difesa, Energia e Trasporti) si integrano ottimamente con i segmenti di attività di DRS (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer e Intelligence, Sorveglianza).

La presenza di Finmeccanica negli USA e delle proprie controllate in Pennsylvania, a New York, in Texas, California, New Jersey, Kansas, Virginia, Carolina del Nord e del Sud è molto ricca e comprende le attività svolte per il governo USA su programmi quali l’elicottero presidenziale US101 e l’aereo da trasporto tattico C-27J.

La struttura finanziaria dell’operazione è stata predisposta in modo tale da consentire la creazione di valore per gli azionisti e il mantenimento della solidità patrimoniale e la flessibilità finanziaria del Gruppo Finmeccanica.

Finmeccanica finanzierà l’acquisizione con un finanziamento bancario, che verrà successivamente rimborsato con una combinazione di aumento di capitale, emissione di obbligazioni a lungo termine e cessione di attività. Tra queste ultime è prevista la quotazione in borsa di Ansaldo Energia. I termini e le condizioni di tali operazioni verranno definite in prossimità della loro esecuzione.

La transazione è soggetta all’approvazione degli azionisti di DRS e al ricevimento delle autorizzazioni regolamentari richieste per operazioni di questo tipo, tra cui quella Antitrust USA e quelle da parte del Committee on Foreign Investment negli Stati Uniti (CFIUS) e del Defense Security Service (DSS). Allo stato attuale si prevede che l’operazione si perfezioni nel quarto trimestre del 2008.

A margine di questa operazione è da segnalare l’ingresso di Finmeccanica nell’azionariato di Eurotech, società leader nella ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di computer miniaturizzati (NanoPC) e di computer ad elevata capacità di calcolo (HPC), attraverso l’acquisto di circa l’11,1% del capitale, pari a 3.936.461 azioni, a un prezzo di 4.6 euro per azione.
L’ingresso nel capitale Eurotech rafforzerà la partnership strategica, avviata nel luglio 2006 attraverso un accordo di collaborazione commerciale e scientifica, e consentirà di intensificare ulteriormente le relazioni già in essere tra i due Gruppi, anche alla luce dei progressi finora effettuati da Eurotech nello sviluppo di prodotti innovativi e della significativa crescita in nuove aree geografiche di importanza strategica per Finmeccanica, quali gli Stati Uniti e il Giappone.

Fonte: Finmeccanica

Finmeccanica in trattative avanzate con DRS Technologies

Riferimento | Europa | Industria |

Finmeccanica, secondo indiscrezioni, sarebbe in trattative avanzate per rilevare la statunitense Drs Technologies: una mossa che la proietterebbe, dopo le importanti pedine già collocate negli anni passati negli Usa (dal Marine One al C-27J Spartan), tra i principali gruppi fornitori dell’esercito statunitense.
Da almeno un anno Pier Francesco Guarguaglini, l’amministratore delegato di Finmeccanica, ha promesso un’acquisizione nel settore dell’elettronica della Difesa e l’attesa potrebbe essere più che premiata perché l’affondo su Drs significa entrare dentro il cuore della tecnologia e delle forze armate statunitensi. Il gruppo, inoltre, ha lasciato intendere il direttore generale Giorgio Zappa, guarda anche all’Estremo Oriente.
Ma gli occhi ieri erano tutti puntati su Drs: la società del New Jersey, fondata nel 1968 nella cittadina di Parsippany, non lontano da New York, realizza apparecchiature e sistemi di supporto nel campo navale, terrestre ed aeronautico, che spaziano dai sistemi C3 (command, control, communications) e RSTA (reconnaissance, surveillance, target acquisition), all’homeland security, intelligence, equipaggiamento tattico e sistemi di comunicazione avanzata. Finmeccanica ha risposto con un «no comment» ai rumors ricordando che il gruppo osserva molti dossier e che nel settore non ci sono tante aziende, mentre dal quartier generale di Drs hanno confermato che sono state avviate trattative «che includono una possibile transazione strategica», ma non sono stati fatti nomi. Se andrà in porto, la mossa di Finmeccanica coronerà una campagna acquisti che, dal 2002 a oggi, è costata 3.7 miliardi di euro e ha portato il gruppo a crescere a livello mondiale sia nel civile che nel settore militare.

L’operazione è stata anticipata da alcune indiscrezioni riferite dal Wall Street Journal: i dettagli del deal non sono noti, ma i rumors raccolti dal giornale americano riferiscono che il prezzo sarebbe superiore di almeno il 25% alla capitalizzazione di Borsa di Drs, che prima della diffusione dei rumors era pari a 2.6 miliardi di dollari (circa 63 dollari ad azione). Ieri, invece, Drs, una public company pura, è salita a razzo (+15,92% a 73,89 dollari) sulla scia della speculazione di un’offerta sul gruppo che nell’anno fiscale 2007 (chiuso al 31 marzo) ha toccato quasi 3 miliardi di dollari di ricavi e 10mila dipendenti. Al contrario, Finmeccanica in Borsa è scesa (-2,1% a 21,5 euro).
Finanziariamente l’operazione è alla portata del gruppo italiano, che dispone di un «tesoretto» di circa 3 miliardi di euro: il pacchetto di StMicroelectronics, più una delega al consiglio di amministrazione a un aumento di capitale. Considerando, infine, la possibilità di andare a leva e indebitarsi un po’, un eventuale acquisto di Drs sarebbe del tutto spesato.

Oltre alla valenza strategica dell’acquisizione, la mossa porterebbe Finmeccanica a un livello più alto e sensibile del sistema-Paese America, un livello che tocca la sfera della sicurezza nazionale e quello della politica. Le autorità statunitensi dovranno dare l’ok. Una volta annunciato, il dossier finirà prima sul tavolo del Dipartimento della Giustizia e poi su quello della Difesa. Poi dovrà esprimersi anche il Cfius, il comitato che valuta gli investimenti stranieri negli Usa, lo stesso che due anni fa bloccò un’acquisizione della Dubai Ports.

Ma nel mirino di Finmeccanica non ci sono solo gli Stati Uniti: ieri, da Venezia, il gruppo ha indicato nel Giappone uno dei target: «Entro la fine dell’anno qualche successo ci sarà anche in Giappone» ha spiegato Zappa, a margine dell’Italy-Japan business group. In particolare su AgustaWestland, Zappa ha ricordato che la società «é stata la prima impresa europea in un mondo che era di monopolio americano nel settore degli elicotteri. In Giappone hanno saputo apprezzare il prodotto, e siamo molto più presenti».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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