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Finmeccanica in trattative avanzate con DRS Technologies

Riferimento | Europa | Industria |

Finmeccanica, secondo indiscrezioni, sarebbe in trattative avanzate per rilevare la statunitense Drs Technologies: una mossa che la proietterebbe, dopo le importanti pedine già collocate negli anni passati negli Usa (dal Marine One al C-27J Spartan), tra i principali gruppi fornitori dell’esercito statunitense.
Da almeno un anno Pier Francesco Guarguaglini, l’amministratore delegato di Finmeccanica, ha promesso un’acquisizione nel settore dell’elettronica della Difesa e l’attesa potrebbe essere più che premiata perché l’affondo su Drs significa entrare dentro il cuore della tecnologia e delle forze armate statunitensi. Il gruppo, inoltre, ha lasciato intendere il direttore generale Giorgio Zappa, guarda anche all’Estremo Oriente.
Ma gli occhi ieri erano tutti puntati su Drs: la società del New Jersey, fondata nel 1968 nella cittadina di Parsippany, non lontano da New York, realizza apparecchiature e sistemi di supporto nel campo navale, terrestre ed aeronautico, che spaziano dai sistemi C3 (command, control, communications) e RSTA (reconnaissance, surveillance, target acquisition), all’homeland security, intelligence, equipaggiamento tattico e sistemi di comunicazione avanzata. Finmeccanica ha risposto con un «no comment» ai rumors ricordando che il gruppo osserva molti dossier e che nel settore non ci sono tante aziende, mentre dal quartier generale di Drs hanno confermato che sono state avviate trattative «che includono una possibile transazione strategica», ma non sono stati fatti nomi. Se andrà in porto, la mossa di Finmeccanica coronerà una campagna acquisti che, dal 2002 a oggi, è costata 3.7 miliardi di euro e ha portato il gruppo a crescere a livello mondiale sia nel civile che nel settore militare.

L’operazione è stata anticipata da alcune indiscrezioni riferite dal Wall Street Journal: i dettagli del deal non sono noti, ma i rumors raccolti dal giornale americano riferiscono che il prezzo sarebbe superiore di almeno il 25% alla capitalizzazione di Borsa di Drs, che prima della diffusione dei rumors era pari a 2.6 miliardi di dollari (circa 63 dollari ad azione). Ieri, invece, Drs, una public company pura, è salita a razzo (+15,92% a 73,89 dollari) sulla scia della speculazione di un’offerta sul gruppo che nell’anno fiscale 2007 (chiuso al 31 marzo) ha toccato quasi 3 miliardi di dollari di ricavi e 10mila dipendenti. Al contrario, Finmeccanica in Borsa è scesa (-2,1% a 21,5 euro).
Finanziariamente l’operazione è alla portata del gruppo italiano, che dispone di un «tesoretto» di circa 3 miliardi di euro: il pacchetto di StMicroelectronics, più una delega al consiglio di amministrazione a un aumento di capitale. Considerando, infine, la possibilità di andare a leva e indebitarsi un po’, un eventuale acquisto di Drs sarebbe del tutto spesato.

Oltre alla valenza strategica dell’acquisizione, la mossa porterebbe Finmeccanica a un livello più alto e sensibile del sistema-Paese America, un livello che tocca la sfera della sicurezza nazionale e quello della politica. Le autorità statunitensi dovranno dare l’ok. Una volta annunciato, il dossier finirà prima sul tavolo del Dipartimento della Giustizia e poi su quello della Difesa. Poi dovrà esprimersi anche il Cfius, il comitato che valuta gli investimenti stranieri negli Usa, lo stesso che due anni fa bloccò un’acquisizione della Dubai Ports.

Ma nel mirino di Finmeccanica non ci sono solo gli Stati Uniti: ieri, da Venezia, il gruppo ha indicato nel Giappone uno dei target: «Entro la fine dell’anno qualche successo ci sarà anche in Giappone» ha spiegato Zappa, a margine dell’Italy-Japan business group. In particolare su AgustaWestland, Zappa ha ricordato che la società «é stata la prima impresa europea in un mondo che era di monopolio americano nel settore degli elicotteri. In Giappone hanno saputo apprezzare il prodotto, e siamo molto più presenti».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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