Top
Home
Scrivi
Aggiungi ai preferiti
Feed RSS
Bottom

Inizio prove in mare per il sottomarino Astute

Riferimento | Europa | Marina |

HMS Astute
Il primo sottomarino classe Astute della Royal Navy ha lasciato i cantieri di Barrow-in-Furness diretto alla sua futura base operativa Clyde a Faslane, in Scozia, dando così inizio ad una campagna di prove in mare della durata di diversi mesi.
Durante i test, iniziati con il tragitto verso la base navale, il personale a bordo della marina sarà affiancato da tecnici BAE Systems al fine di osservare e misurare le performance di ogni componente in relazione alle specifiche progettuali.

Con 7.800 tonnellate di dislocamento e velocità di oltre 29 nodi in immersione, 97 metri di lunghezza, 6 tubi lanciasiluri/missili Harpoon e Tomahawk (38 munizioni a disposizione), reattore nucleare con autonomia di 25 anni (in grado di soddisfare i bisogni energetici di una città delle dimensioni di Southampton), stealthness e sensoristica avanzata, la classe di sottomarini Astute è la più avanzata mai costruita per la Royal Navy.

Questa classe di sottomarini sarà in grado di svolgere oltre alle convenzionali missioni di guerra contro unità di superficie e sommerse, anche compiti di appoggio alle forze di terra, sorveglianza e raccolta dati di intelligence. L’Astute è in grado di rimanere in immersione e circumnavigare il globo in 90 giorni, prelevando l’ossigeno e l’acqua necessari per le funzioni di bordo dal mare. Il sottomarino è equipaggiato con l’avanzato sonar 2076 e dispone di due alberi optronici non penetranti lo scafo, che sostituiscono il tradizionale periscopio. Il vantaggio di questa soluzione risiede nel ridurre il tempo di permanenza del sensore in superficie, fase in cui il sottomarino è vulnerabile, facendo una rapida scansione a 360 gradi dell’ambiente operativo e poi analizzando la situazione in posizione di sicurezza.

Il periscopio CM010 di Thales

Il programma per i sottomarini Astute, volto a sostituire i vecchi classe Swiftsure e Trafalgar con un assetto allo stato dell’arte sia in termini tecnologici che di flessibilità di impiego, vale per le prime tre unità circa cinque miliardi di euro. Nonostante i ritardi e i costi crescenti, e la minaccia di tagli al bilancio, il programma procede con al momento 4 unità ordinate su 7 pianificate.

Primo volo per l’AW159 Lynx Wildcat

Riferimento | Esercito | Europa | Marina |

AW159
L’AW159 di AgustaWestland, nuova versione del Lynx, ha effettuato il suo volo inaugurale, rispettando i tempi previsti, presso il complesso di Yeovil, con ai comandi il capo pilota collaudatore Donald Maclaine, che ne ha testato la manovrabilità di base. Altri due prototipi si affiancheranno al primo nella campagna di prove nel 2010.
Progettato e sviluppato per soddisfare le esigenze del Regno Unito in materia di elicottero multiruolo per marina ed esercito, l’AW159 sarà l’elicottero più avanzato nella categoria 6 tonnellate. Il primo esemplare del Lynx Wildcat sarà consegnato nel 2011 e diventerà pienamente operativo nel 2014 con l’esercito, e nel 2015 con la marina.

L’AW159 è spinto da due motori CTS800, dispone di cockpit avanzato con 4 display 10×8, pacchetto sensori costituito da sistemi elettro-ottici IR/TV, illuminatore laser sul muso, radar AESA (Active Electronically Scanned Array) 7400E di Selex Galileo (solo per la versione marittima), sistemi di allarme e autoprotezione con dispenser di contromisure, Active Dipping Sonar per missioni ASW e sistema gestione armamento via head up display. L’AW159 potrà essere equipaggiato con mitragliatrici, siluri, cariche di profondità e il nuovo missile antinave Future Anti-Surface Guided Weapon (FASGW) sviluppato in collaborazione con la Francia, che lo installerà a bordo dei suoi NH90.

Il programma Future Lynx, che procede in linea con i tempi e i costi previsti, prevede la fornitura di 62 unità, 34 per l’Esercito e 28 per la Marina. Entrambe le versioni condividono stesso disegno, gran parte del pacchetto sensori e armamento per poter facilmente ricoprire entrambi i ruoli in caso di necessità. Le sue missioni tipiche vanno dalla ricognizione, agli attacchi antinave (ASUW-Anti-Surface Warfare) e trasporto utility.

Fra le industrie coinvolte nel programma, oltre AgustaWestland e Selex Galileo, GKN Aerospace, LHTEC (una partnership fra Rolls-Royce e Honeywell), General Dynamics UK, Thales UK e GE Aviation.

Completati test in acqua del nuovo sonar per i sottomarini spagnoli S-80

Riferimento | Europa | Marina |

S-80
Lockheed Martin ha completato con successo i test in acqua, presso la US Navy’s Underwater Test Facility, del nuovo sistema sonar a pannello cilindrico destinato ai sottomarini diesel elettrici spagnoli classe S-80. Il sistema, che sarà il sensore primario per le operazioni in immersione, si compone di un idrofono in configurazione speciale, unico per tutte le piattaforme, pannelli sonar laterali, misuratore di distanza passivo e sonar per l’individuazione di mine e ostacoli. Progettato e sviluppato nell’ambito di un contratto fra Lockheed Martin e governo spagnolo per la fornitura del sistema di combattimento integrato, il sonar trae beneficio dalle esperienze maturate con i programmi dei sottomarini classe Virginia, Seawolf e Los Angeles e si avvale di tecnologie commerciali per abbattere costi e rischi.

Il programma S80 è relativo a quattro battelli multiruolo a propulsione diesel-elettrica da 2.400 tonnellate (in previsione la costruzione dal 2014 di altre due unità con la Batch 2), destinati alla Armada Española. Il primo è in costruzione dal 2005 presso i cantieri Navantia di Cartagena ed entrerà in servizio nel 2013, seguito dagli altri 3 sottomarini entro il 2016. Evoluzione degli Scorpene progettati in collaborazione con DCNS (la quale ha portato Navantia in tribunale con accusa di plagio), e costruiti da un pool di aziende internazionali guidate dalla società spagnola, gli S-80 dispongono di 6 tubi lanciasiluri usabili all’occorrenza per il lancio di missili antinave Harpoon o da crociera Tomahawk, e sono caratterizzati da buona autonomia e silenziosità.

Navantia intravede un buon potenziale export per il sottomarino, che competerà direttamente con gli Scorpene offerti da DCNS.

La seconda Littoral Combat Ship Independence completa le prove in mare

Riferimento | Americhe | Marina |

LCS 2 "Independence"
La Independence (LCS 2), la innovativa nave da combattimento costruita da Austal, partner del team guidato da General Dynamics, ha completato con successo la serie di test in mare di competenza del costruttore, avvenuti nel Golfo del Messico. La campagna di prove si è sviluppata lungo più di 50 rigorosi eventi dimostrativi sia della nave che di tutti i suoi sistemi, in preparazione del controllo finale da parte della Marina prima della consegna.

Fra i risultati di rilievo, il raggiungimento di una velocità costante di 44 nodi durante le quattro ore di test a piena potenza, con picchi superiori ai 45 nodi. Molti dei test sono stati condotti in alto mare (onde fino a 2.4 m) con condizioni del vento pari a 25 nodi. Nonostante il tempo, il ponte di volo è rimasto stabile in manovra e la nave ha più volte raggiunto velocità di oltre 45 nodi con propulsione e sistemi di controllo operanti in modalità completamente automatica, dimostrando l’efficacia dei sistemi di navigazione, dei 4 water jets orientabili, e delle caratteristiche di efficienza e stabilità associate alla configurazione trimarano.

Test positivo anche per l’infrastruttura informatica ad architettura aperta denominata OPEN CI, colonna portante della nave che integra i sistemi di combattimento, controllo dei danni, controllo tecnico, pacchetto missione e le funzioni di elaborazione dei dati di bordo. L’OPEN CI, facilmente riconfigurabile a seconda della missione, attraverso il Core Mission System, ha rilevato con successo, ingaggiato ed eliminato un attacco simulato di un missile da crociera partito da un piccolo aereo in rapido movimento.

Jeff Geiger, presidente dei cantieri di General Dynamics Bath Iron Works (prime contractor del programma), presente a bordo della nave durante le prove di velocità, ha commentato: “L’Independence ha superato le nostre aspettative in termini di manovrabilità, stabilità, capacità di manovra e velocità. Siamo molto lieti di essere un passo più vicini alla consegna di questa piattaforma altamente capace, versatile e letale alla Marina degli Stati Uniti”.

Il programma Littoral Combat Ship ricopre una parte importante nel piano della Marina per affrontare le minacce asimmetriche del 21° secolo. Destinate ad operare nelle zone costiere, le navi saranno veloci, estremamente maneggevoli e dotate di strumenti per l’individuazione ed eliminazione delle mine, per la lotta antisommergibile e contro unità di superficie.

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

Aerospazio (475)
Americhe (302)
Analisi (11)
Asia e Pacifico (99)
Esercito (118)
Europa (469)
Industria (172)
Marina (229)
Medio Oriente e Africa (69)
Uncategorized (3)

WP-Cumulus by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.