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Iniziato lo sviluppo dei satelliti Sentinel 1B e 3B

Riferimento | Aerospazio | Europa |

SentinelThales Alenia Space (joint venture fra Thales e Finmeccanica, partecipata rispettivamente al 67% e 33%), ha annunciato oggi l’avvio della fase di sviluppo dei satelliti per osservazione terrestre Sentinel 1B e 3B, come stabilito dai contratti, del valore complessivo di 270 milioni di euro, firmati nel dicembre del 2009 con l’Agenzia Spaziale Europea relativi al programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security). La firma dei contratti è stata annunciata alla stampa nel corso di un evento svoltosi oggi presso la sede romana dell’Agenzia Spaziale Italiana.

La famiglia GMES (Sentinel 1, 2 e 3) si basa su una serie di sei satelliti, due per ciascuna tipologia di missione. Tra le applicazioni del programma ci sono la gestione dei disastri naturali, il monitoraggio degli oceani, della vegetazione e dell’atmosfera. Ma lo sviluppo del progetto prevede che GMES ricopra un ruolo anche nell’acquisizione di dati precisi e aggiornati per compiti di protezione civile, supporto logistico alle missioni militari, anti-terrorismo.

Thales Alenia Space, in qualità di primo contraente, è responsabile della progettazione, dello sviluppo, dell’integrazione e del collaudo delle costellazioni Sentinel 1 e Sentinel 3. I Sentinel 1B e 3B sono dei duplicati dei satelliti 1A e 3A attualmente in costruzione presso le strutture di Roma, L’Aquila (dove vengono costruiti i moduli T/R del Synthetic Aperture Radar installato a bordo, sviluppati per i satelliti italiani Cosmo-SkyMed) e Cannes.

GMES, come programma della Commissione Europea, fornirà servizi precisi ed affidabili riguardanti gli aspetti ambientali e di sicurezza a supporto delle esigenze delle politiche pubbliche europee garantendo all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta. GMES, inoltre, è il contributo europeo al GEOSS, un’iniziativa a livello mondiale per lo sviluppo di un Sistema dei sistemi per l’osservazione globale della Terra

L’Italia è il secondo paese contributore, dopo la Germania, al programma GMES- Space Component con una quota pari a circa il 20%.

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