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Unite le due prime sezioni dello scafo della HMS Queen Elizabeth

Riferimento | Europa | Marina |


Presso i cantieri BAE Systems di Govan è avvenuta l’unione delle prime due sezioni centrali di quello che sarà lo scafo della nuova portaerei inglese da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth.

Il processo di trasporto in sede ha coinvolto una squadra di 20 dipendenti che controllavano a distanza la piattaforma mobile sopra la quale era alloggiata la sezione; i 100 metri che separavano i due blocchi da 1.221 tonnellate ciascuno sono stati coperti in un’ora. La sezione dello scafo in arrivo è stata poi allineata con precisione alla prima che l’attendeva già all’interno del capannone.

In particolare le due sezioni coinvolte costituiscono il Lower Block 03, la parte centrale dello scafo che arriva fino al ponte hangar. Gli operai continueranno ora l’allestimento del blocco, che al termine dei lavori peserà più di 9.300 tonnellate e misurerà 23 metri in altezza, 63 metri in lunghezza e 40 metri in larghezza. La fase successiva vedrà la spedizione del blocco a Rosyth nella seconda parte dell’anno, sito dove la HMS Queen Elizabeth sarà assemblata in bacino di carenaggio.

Come membro del consorzio Aircraft Carrier Alliance, BAE Systems sta lavorando in collaborazione con Babcock, Thales e il Ministero della Difesa britannico in questo enorme progetto che sta rapidamente guadagnando slancio e impiega al momento oltre 8.000 persone in tutta cantieri navali di Glasgow (Scotstoun e Govan), Portsmouth, Appledore, Rosyth, Merseyside e Newcastle, con altre migliaia in tutta la catena di subfornitori dell’indotto.

BAE Systems sta lavorando anche sulla sezione principale di poppa presso questo cantiere sul fiume Clyde, la sezione più grande e complessa della nave, i cui sotto-blocchi anteriore e inferiore sono in costruzione presso le varie strutture nell’area di Portsmouth, così come l’integrazione e il collaudo del sistema di missione e di quelli di comunicazione, e del radar ARTISAN 3D. BAE Systems inizierà i lavori di costruzione delle due isole, che ospitano le strutture di controllo del ponte e del traffico, verso la fine dell’anno.
Babcock ha già consegnato le prime sezioni di prua mentre Thales UK è al lavoro sul sistema di propulsione.


Il progetto della nuova portaerei HMS Queen Elizabeth è stato recentemente aggiornato con l’aggiunta di catapulte e cavi d’arresto, per renderla interoperabile con gli aerei francesi ed americani. La modifica comporterà uno slittamento dell’entrata in servizio della nave di circa tre anni, prevista ora per il 2020, data in cui saranno disponibili gli F-35C che costituiranno il principale assetto offensivo della nave.

100.000 ore di volo per l’Eurofighter

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Gli Eurofighter in servizio con le forze aeree di Italia, Germania, Regno Unito, Spagna, Austria e Arabia Saudita, fin dalla seconda metà del 2003, hanno raggiunto nel corso del mese di Gennaio il traguardo delle 100.000 ore di volo.
Questa importante pietra miliare è stata celebrata oggi nel corso di un evento che si è svolto presso la sede di Eurofighter a Monaco, in Germania e che ha visto la partecipazione di rappresentanti del programma Eurofighter, di NETMA, l’agenzia NATO che si occupa della gestione del programma per conto delle forze aeree dei quattro paesi partner (Italia, Germania, Spagna e Regno Unito) e alti ufficiali delle forze aeree che hanno in servizio il velivolo europeo.

Gli Eurofighter Typhoon hanno volato per 100.000 ore negli ambienti e nei climi piu’ diversi: dal freddo pungente del Mar Baltico, al mite clima della costa tirrenica, fino al caldo torrido della penisola Arabica e sul mare tempestoso del Sud Atlantico. In tutti questi scenari operativi il Typhoon ha dimostrato affidabilità e prontezza operativa sia nelle operazioni presso le basi permanenti che quando é stato rischierato su altre basi per missioni operative o per esercitazioni.

“Questo risultato dimostra la maturità raggiunta dall’Eurofighter e la sua affidabilità come sistema di difesa – ha affermato Enzo Casolini, Chief Executive Officer di Eurofighter GmbH – inoltre questo traguardo mette in evidenza un risultato che é possibile ottenere solo grazie alla cooperazione e la partnership internazionale tra industria e forze aeree. Considerando i risultati raggiunti, e consapevole che ancora molto si può fare per rendere sempre più efficace il sistema Eurofighter, sono orgoglioso di far parte di questo programma di successo internazionale.”

Gli Eurofighter Typhoon avevano superato le prime 5.000 ore di volo a novembre 2005, le prime 10.000 ad agosto 2006; 20.000 a maggio 2007 e 50.000 ore ad agosto 2008. Questa progressiva crescita dell’attività di volo é cresciuta di pari passo con il ritmo costante di consegne degli aerei ai clienti. Ad oggi sono oltre 260 i velivoli in servizio in sei forze aeree, il più alto numero fra i caccia di nuova generazione oggi disponibili al mondo.

Gli Eurofighter sono in servizio in sei reparti con la Royal Air Force (quattro a Coningsby, uno a Leuchars e uno a Mount Pleasant, nelle Isole Falkland), quattro in Italia (due a Grosseto e due a Gioia del Colle), tre in Germania (nelle basi di Laage, Neuburg e Nörvenich) e uno ciascuno in Spagna, Austria e Arabia Saudita, per un totale di 16 reparti che hanno contribuito a raggiungere il traguardo delle 100.000 ore di volo.

Questo nuovo successo del programma Eurofighter è la chiara testimonianza delle sue capacità operative e mette in evidenza i vantaggi di investire in un programma di collaborazione industriale di grande portata internazionale.

Con 707 velivoli commissionati il Typhoon è il principale programma di collaborazione industriale della storia d’Europa ed è in grado di garantire all’industria aerospaziale europea lo sviluppo di nuove tecnologie e innovativi processi industriali. Il programma Eurofighter assicura oltre 100.000 posti di lavoro in 400 aziende nei quattro paesi partner. Eurofighter Jagdflugzeug GmbH gestisce iI programma per conto delle società partner di Eurofighter: Alenia Aeronautica/Finmeccanica, BAE Systems, Cassidian in Germania e Spagna, i principali costruttori aerospaziali in Europa con ricavi totali di circa €120 miliardi (2009).

Video:

(Alenia Aeronautica)

Ordine per 88 radar Captor per gli Eurofighter della Tranche 3A

Riferimento | Aerospazio | Europa |

SELEX Galileo, società di Finmeccanica, si è aggiudicata un contratto di oltre 200 Milioni di Sterline (circa 242 Milioni di Euro) per la fornitura di 88 radar Captor per gli Eurofighter Typhoon della Tranche 3A. Il radar a scansione meccanica (M-Scan) Captor è il sensore principale dell’Eurofighter Typhoon, considerato il miglior radar presente sul mercato nella sua categoria. Da contratto, le prime consegne dei radar avverranno nel 2012 e la produzione si svolgerà in Italia, Germania, Spagna e Regno Unito.

“Siamo estremamente soddisfatti di continuare a lavorare sul Captor, avendo guidato l’avvio del programma e contribuito al suo sviluppo e successo” ha dichiarato Steve Mogford, CEO di SELEX Galileo, aggiungendo: “In quanto partner chiave del programma Eurofighter Typhoon, è un nostro obiettivo primario assicurare i più elevati livelli tecnologici e contribuire al pieno raggiungimento degli stringenti requisiti operativi delle forze aeree”.

Con oltre 400 radar Captor consegnati ad oggi, SELEX Galileo è responsabile della produzione del radar per il Typhoon assieme agli altri partner del consorzio Euroradar: EADS Defence Electronics e Indra. BAE Systems ha il ruolo di prime contractor.

Il contratto che fa seguito al recente annuncio dell’avvio del programma di sviluppo del radar AESA (Active Electronically Scanned Array) per il velivolo Eurofighter, garantisce continuità di produzione al consorzio.

SELEX Galileo si è aggiudicata inoltre da BAE Systems un contratto per attività di manutenzione degli Eurofighter Typhoon di Gran Bretagna, Germania e Spagna. Per gli Eurofighter in dotazione all’Aeronautica Militare italiana, SELEX Galileo, attraverso il programma CMA (Centro Manutenzione Avionica), offre un approccio contrattuale innovativo che prevede alti livelli di availability (disponibilità operativa) del velivolo ad un costo ridotto.

Il radar Captor è un radar multimode per velivoli da combattimento di ultima generazione. Il Captor consente di individuare, identificare, attribuire livelli di priorità ed agganciare bersagli ad una distanza significativamente maggiore del raggio di efficacia dei sistemi d’arma nemici, resistendo a condizioni di inteso jamming (disturbo) elettronico.

(Selex Galileo)

Prima prova di fuoco per il Sea Viper a bordo di una Type 45

Riferimento | Europa | Marina |

sea viper
Il Sea Viper, denominazione inglese del sistema navale di difesa antiaerea PAAMS (Principal Anti-Air Missile System) di MBDA destinato ai cacciatorpedinieri Type 45 della Royal Navy, ha effettuato la prima prova di fuoco a bordo della HMS Dauntless. La prova, condotta presso l’area di tiro del MoD di Hebrides, ha visto l’intercettazione da parte di un missile Aster 30 di un aerobersaglio Mirach.

Il test chiude quindi il processo di riconvalida del missile Aster dopo i problemi verificatisi nel corso di due lanci lo scorso dicembre che hanno comportato la sospensione della fase di accettazione dell’arma da parte della marina britannica. Lo scorso giugno le unità Andrea Doria e Forbin hanno testato con pieno successo il sistema PAAMS nel Mediterraneo nell’ambito della campagna di rivalidazione del missile, che è stato positivamente lanciato anche dalla piattaforma di prova inglese Longbow.

L’ex PAAMS (S) integra tre diverse capacità di missione in un unico sistema: l’autodifesa della nave, la difesa di zona, e la difesa antiaerea a media e lunga distanza (fino a 400 km). Il Sea Viper è stato progettato per garantire una protezione ottimale contro gli attacchi omnidirezionali e coordinati di missili subsonici o supersonici, di aerei o droni (UAV, UCAV).

Dotato del radar multifunzionale (MFR – Multi Function Radar) Sampson, di un sottosistema di comando e controllo (C2) e di lanciatori verticali (VLS) Sylver che contengono una combinazione di quarantotto missili Aster 15 e Aster 30, il Sea Viper è supportato da un radar a lunga portata (LRR – Long Range Radar) per la sorveglianza su lunghe distanze.

A seconda della minaccia, la combinazione di Aster 15 e Aster 30 consente al Sea Viper di sparare i suoi missili con estrema rapidità (fino a 8 in 10 secondi) dal lanciatore Sylver A50, fornendo una eccellente copertura difensiva, di giorno come di notte, anche in presenza di contromisure elettroniche avanzate e in qualsiasi condizione meteorologica.

Il sistema Sea Viper della Royal Navy è diverso dal PAAMS (E) scelto da Francia e Italia per i cacciatorpedinieri del programma Horizon/Orizzonte. Mentre queste ultime hanno selezionato l’MFR (MFR – Multi Function Radar) EMPAR, la Royal Navy, per soddisfare le sue esigenze specifiche, adotterà l’MFR SAMPSON, di BAE Systems INSYTE.

Finora sono state consegnate alla Marina del Regno Unito tre unità Type 45: le HMS Daring, HMS Dauntless e HMS Diamond. La Daring è in servizio limitato dallo scorso 31 luglio, mentre le altre due stanno ultimando la configurazione dei sistemi. Ulteriori due unità (Dragon e Defender) inizieranno a breve le prove in mare da parte del costruttore e l’ultima nave della classe, la HMS Duncan, è in procinto del varo con data di consegna prevista entro la fine del 2013.

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