Top
Home
Scrivi
Aggiungi ai preferiti
Feed RSS
Bottom

Eurofighter sgancia per la prima volta una Paveway IV

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Il primo rilascio di una bomba di precisione Paveway IV, guidata dal Typhoon utilizzando il sistema avionico aggiornato per la gestione in sicurezza dell’arma, è stato realizzato durante un volo di prova durato un’ora presso il poligono di Aberporth nel Galles. L’integrazione delle Paveway IV dimostra un impegno per migliorare e potenziare le capacità dei Typhoon inglesi nel ruolo di attacco al suolo e farne una reale e completa piattaforma multi-ruolo. L’attività di integrazione dell’arma, che prosegue anche negli altri paesi partner del programma Eurofighter, è stata compiuta da BAE Systems e fa parte del pacchetto Typhoon Future Capability Upgrade.

Il pilota collaudatore Nat Makepeace, che era ai comandi dell’aereo IPA6 dedicato alle attività di sviluppo, ha dichiarato: “Questo volo ha dimostrato che il sistema avionico è in grado di utilizzare i dati del sistema di posizionamento globale (GPS) e le informazioni sul bersaglio acquisite dall’aereo per effettuare il rilascio dell’arma. La parte di comunicazione fra aereo e bomba è andata come previsto”.

La Paveway IV è una bomba a guida duale che combina alta precisione e capacità di penetrazione, e un ridotto raggio dell’esplosione, in modo da ridurre significativamente i danni collaterali. E’ stata scelta dal Ministero della Difesa inglese per il programma Precision Guided Bomb (PGB) e come da contratto è stata integrata con successo a bordo dell’Harrier GR9/9A nel 2007 e sui Tornado GR4 nel 2010, e ora sul Typhoon e in futuro sull’F-35 Joint Combat Aircraft. Incorporando una testata Mk82 da 500 lb, la Paveway IV utilizza per la navigazione e il puntamento del bersaglio una guida inerziale aiutata dal GPS, o laser, con tecnologia anti-riprogrammazione ed anti-jamming, per fornire precisione e sicurezza in tutti gli scenari operativi.

Le Paveway IV verranno fornite all’aeronautica inglese a partire dai primi mesi del 2012, quando la RAF inizierà la valutazione operativa.

Eurofighter Typhoon navalizzato proposto all’India

Riferimento | Asia e Pacifico | Europa | Marina |


Ad Aero India 2011 il consorzio Eurofighter e BAE Systems hanno presentato per la prima volta i dettagli degli studi compiuti per la definizione iniziale della versione navale del Typhoon.

Questi studi, volti a sondare il primo responso dei potenziali acquirenti come l’India, includevano la valutazione delle necessarie modifiche progettuali, le simulazioni di volo per la previsione delle caratteristiche manovriere del velivolo e discussioni con i fornitori partner del programma. Gli studi indicano che queste modifiche, secondo la società Eurofighter GmbH, sono fattibili.

Malgrado il dovuto scetticismo riguardo alle possibili difficoltà incontrabili nella riprogettazione dell’aereo, sia tecniche che economiche, per implementare le varie modifiche necessarie all’impiego navale, il consorzio Eurofighter fa sapere che lo sviluppo di questa variante avrà costi e tempi limitati. In particolare se l’India scegliesse l’Eurofighter nella gara MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), il paese potrebbe estendere i suoi ritorni industriali con lo sviluppo congiunto del caccia navale, che grazie al suo elevato rapporto spinta/peso, potrebbe decollare da una portaerei senza l’utilizzo di catapulta, ma con un semplice ski-jump, quale verrà installato sulla INS Vikramaditya e sulle future classe Vikrant. Le simulazioni hanno dimostrato che l’aereo sarebbe in grado di decollare e atterrare in questo modo con pieno carico di armi e carburante.

Le modifiche richieste includono un nuovo carrello di atterraggio riprogettato per resistere agli stress meccanici nelle fasi di decollo e appontaggio, il gancio di coda, il potenziamento localizzato di alcune sezioni di fusoliera in prossimità del carrello e delle radici alari, così come aggiornamenti ai motori EJ200 che verrebbero accoppiati agli ugelli vettoriali, per ridurre la velocità di avvicinamento del velivolo e gli effetti dell’elevato carico all’atterraggio (motori con sistema TVN – thrust vectoring nozzle – sono già stati sottoposti a test di fabbrica negli stabilimenti Eurojet). Il controllo della spinta vettoriale potrebbe essere pienamente integrato nel Flight Control System (FCS) del Typhoon, permettendo al pilota di concentrarsi sulla fase di avvicinamento alla portaerei, mentre l’FCS gestisce la posizione degli ugelli del motore. La possibilità di modificare l’angolo di spinta dei propulsori consentirà inoltre un’ulteriore miglioramento della già elevata manovrabilità dell’Eurofighter, delle prestazioni in supercruise, riduzione dei consumi e la gestione di carichi d’armi asimmetrici. L’autonomia potrà essere aumentata con l’aggiunta di serbatoi conformal.

Nelle simulazioni non è stato rilevato nessun possibile problema di visibilità nella fase critica di appontaggio, ed è stata dimostrata la possibilità, in caso che l’aereo non si trovi in condizioni ottimali per l’atterraggio, come segnalato dal Landing Signal Officer, di dare piena spinta ai motori, retrarre le superfici frenanti e il carrello e ripetere l’intera sequenza, o, in caso di mancato aggancio ai cavi d’arresto, di ripartire istantaneamente dal ponte con i postbruciatori al massimo.

Il Typhoon navalizzato ha una comunanza al 95 per cento con il modello base, consentendo risparmi logistici e di supporto. Secondo il consorzio le superfici soggette a corrosione e degrado meccanico in ambiente marino sono minime, così come minimo è giudicato l’impatto delle radiazioni elettromagnetiche dei sistemi della nave, come il radar, sull’avionica del velivolo.

L’impiego e le specifiche procedure operative a bordo di una portaerei devono naturalmente essere ancora messe a punto, ma l’intero progetto potrebbe subire un’accelerazione o un definitivo affossamento dalla risposta immediata che riceverà dal mercato.

Unite le due prime sezioni dello scafo della HMS Queen Elizabeth

Riferimento | Europa | Marina |


Presso i cantieri BAE Systems di Govan è avvenuta l’unione delle prime due sezioni centrali di quello che sarà lo scafo della nuova portaerei inglese da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth.

Il processo di trasporto in sede ha coinvolto una squadra di 20 dipendenti che controllavano a distanza la piattaforma mobile sopra la quale era alloggiata la sezione; i 100 metri che separavano i due blocchi da 1.221 tonnellate ciascuno sono stati coperti in un’ora. La sezione dello scafo in arrivo è stata poi allineata con precisione alla prima che l’attendeva già all’interno del capannone.

In particolare le due sezioni coinvolte costituiscono il Lower Block 03, la parte centrale dello scafo che arriva fino al ponte hangar. Gli operai continueranno ora l’allestimento del blocco, che al termine dei lavori peserà più di 9.300 tonnellate e misurerà 23 metri in altezza, 63 metri in lunghezza e 40 metri in larghezza. La fase successiva vedrà la spedizione del blocco a Rosyth nella seconda parte dell’anno, sito dove la HMS Queen Elizabeth sarà assemblata in bacino di carenaggio.

Come membro del consorzio Aircraft Carrier Alliance, BAE Systems sta lavorando in collaborazione con Babcock, Thales e il Ministero della Difesa britannico in questo enorme progetto che sta rapidamente guadagnando slancio e impiega al momento oltre 8.000 persone in tutta cantieri navali di Glasgow (Scotstoun e Govan), Portsmouth, Appledore, Rosyth, Merseyside e Newcastle, con altre migliaia in tutta la catena di subfornitori dell’indotto.

BAE Systems sta lavorando anche sulla sezione principale di poppa presso questo cantiere sul fiume Clyde, la sezione più grande e complessa della nave, i cui sotto-blocchi anteriore e inferiore sono in costruzione presso le varie strutture nell’area di Portsmouth, così come l’integrazione e il collaudo del sistema di missione e di quelli di comunicazione, e del radar ARTISAN 3D. BAE Systems inizierà i lavori di costruzione delle due isole, che ospitano le strutture di controllo del ponte e del traffico, verso la fine dell’anno.
Babcock ha già consegnato le prime sezioni di prua mentre Thales UK è al lavoro sul sistema di propulsione.


Il progetto della nuova portaerei HMS Queen Elizabeth è stato recentemente aggiornato con l’aggiunta di catapulte e cavi d’arresto, per renderla interoperabile con gli aerei francesi ed americani. La modifica comporterà uno slittamento dell’entrata in servizio della nave di circa tre anni, prevista ora per il 2020, data in cui saranno disponibili gli F-35C che costituiranno il principale assetto offensivo della nave.

100.000 ore di volo per l’Eurofighter

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Gli Eurofighter in servizio con le forze aeree di Italia, Germania, Regno Unito, Spagna, Austria e Arabia Saudita, fin dalla seconda metà del 2003, hanno raggiunto nel corso del mese di Gennaio il traguardo delle 100.000 ore di volo.
Questa importante pietra miliare è stata celebrata oggi nel corso di un evento che si è svolto presso la sede di Eurofighter a Monaco, in Germania e che ha visto la partecipazione di rappresentanti del programma Eurofighter, di NETMA, l’agenzia NATO che si occupa della gestione del programma per conto delle forze aeree dei quattro paesi partner (Italia, Germania, Spagna e Regno Unito) e alti ufficiali delle forze aeree che hanno in servizio il velivolo europeo.

Gli Eurofighter Typhoon hanno volato per 100.000 ore negli ambienti e nei climi piu’ diversi: dal freddo pungente del Mar Baltico, al mite clima della costa tirrenica, fino al caldo torrido della penisola Arabica e sul mare tempestoso del Sud Atlantico. In tutti questi scenari operativi il Typhoon ha dimostrato affidabilità e prontezza operativa sia nelle operazioni presso le basi permanenti che quando é stato rischierato su altre basi per missioni operative o per esercitazioni.

“Questo risultato dimostra la maturità raggiunta dall’Eurofighter e la sua affidabilità come sistema di difesa – ha affermato Enzo Casolini, Chief Executive Officer di Eurofighter GmbH – inoltre questo traguardo mette in evidenza un risultato che é possibile ottenere solo grazie alla cooperazione e la partnership internazionale tra industria e forze aeree. Considerando i risultati raggiunti, e consapevole che ancora molto si può fare per rendere sempre più efficace il sistema Eurofighter, sono orgoglioso di far parte di questo programma di successo internazionale.”

Gli Eurofighter Typhoon avevano superato le prime 5.000 ore di volo a novembre 2005, le prime 10.000 ad agosto 2006; 20.000 a maggio 2007 e 50.000 ore ad agosto 2008. Questa progressiva crescita dell’attività di volo é cresciuta di pari passo con il ritmo costante di consegne degli aerei ai clienti. Ad oggi sono oltre 260 i velivoli in servizio in sei forze aeree, il più alto numero fra i caccia di nuova generazione oggi disponibili al mondo.

Gli Eurofighter sono in servizio in sei reparti con la Royal Air Force (quattro a Coningsby, uno a Leuchars e uno a Mount Pleasant, nelle Isole Falkland), quattro in Italia (due a Grosseto e due a Gioia del Colle), tre in Germania (nelle basi di Laage, Neuburg e Nörvenich) e uno ciascuno in Spagna, Austria e Arabia Saudita, per un totale di 16 reparti che hanno contribuito a raggiungere il traguardo delle 100.000 ore di volo.

Questo nuovo successo del programma Eurofighter è la chiara testimonianza delle sue capacità operative e mette in evidenza i vantaggi di investire in un programma di collaborazione industriale di grande portata internazionale.

Con 707 velivoli commissionati il Typhoon è il principale programma di collaborazione industriale della storia d’Europa ed è in grado di garantire all’industria aerospaziale europea lo sviluppo di nuove tecnologie e innovativi processi industriali. Il programma Eurofighter assicura oltre 100.000 posti di lavoro in 400 aziende nei quattro paesi partner. Eurofighter Jagdflugzeug GmbH gestisce iI programma per conto delle società partner di Eurofighter: Alenia Aeronautica/Finmeccanica, BAE Systems, Cassidian in Germania e Spagna, i principali costruttori aerospaziali in Europa con ricavi totali di circa €120 miliardi (2009).

Video:

(Alenia Aeronautica)

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

Aerospazio (475)
Americhe (302)
Analisi (11)
Asia e Pacifico (99)
Esercito (118)
Europa (469)
Industria (172)
Marina (229)
Medio Oriente e Africa (69)
Uncategorized (3)

WP-Cumulus by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.