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Programma F6: Allo studio nuova costellazione di satelliti “frazionabili”

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

f6.jpgQuattro team industriali che comprendono fra i maggiori partecipanti Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Orbital Sciences Corp., a loro volta a capo di sottogruppi di ricerca, sono stati selezionati dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per dimostrare la fattibilità iniziale di un nuovo concetto di architettura di sistema per satelliti. Il primo contratto, del valore di circa 12.8 milioni di dollari, intende finanziare la ricerca, progettazione, sviluppo e sperimentazione di un sistema di satelliti collaborativi in grado di scambiarsi dati e carichi di lavoro agendo come una singola entità. Il programma, noto come F6 (Future, Fast, Flexible, Fractionated, Free-Flying Spacecraft), intende dimostrare che un unico grande satellite convenzionale può essere sostituito da un gruppo di satelliti più piccoli, lanciati singolarmente, che si muovono in gruppo e comunicano in rete tra loro, un concetto noto come “frazionamento”. Ciascun satellite frazionato contribuisce all’insieme con una sola specializzazione, sia essa elaborazione dati, comunicazioni a terra, o altra funzione con cui può essere configurato il carico pagante.

I vantaggi di un tale sistema risiedono nella sua flessibilità, consentendo di lanciare un singolo modulo quando è pronto senza dover aspettare il completamento degli altri apparati e scongiurando quindi l’eventualità di ritardi nella tabella di marcia rispetto ad un unico satellite complesso, nell’abbassamento dei rischi dovuti ad un potenziale fallimento del lancio, maggiore resistenza contro attacchi ASAT (con armi anti-satellite) e possibilità di poter rapidamente sostituire uno dei componenti senza complesse missioni di recupero in orbita. Un sistema così configurato sarebbe coerente con entrambe le leggi di Moore permettendo di avere degli assetti costantemente aggiornati sotto il profilo della potenza di calcolo senza che si debba aspettare la fine della vita operativa dell’intero satellite per passare ad un completo rinnovamento.

Il completamento della prima fase (di 4) di questo programma è stimata per febbraio 2009 quando verranno esaminate le Preliminary Design Review del programma F6 proposte da ciascun team partecipante.

Collaborazione tra satelliti: Primi scambi per il Boeing Orbital Express

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Durante la dimostrazione avvenuta in orbita a circa 480 km dalla Terra il Boeing Orbital Express ha effettuato un trasferimento di propellente (idrazina per un totale di 14.5 kilogrammi-massa) e di una batteria fra i 2 distinti satelliti che costituiscono il sistema, l’Autonomous Space Transport Robotic Operations (ASTRO) e il NextSat della Ball Aerospace.
Il veicolo ASTRO ha utilizzato un braccio robotico per trasferire la batteria a NextSat, prima volta in cui un satellite trasferisce hardware ad un altro.
Il sistema, che verrà sottoposto a ulteriori test per i prossimi 3 mesi al fine di provarne la funzionalità in completa autonomia, è stato lanciato l’ 8 marzo per mezzo di un razzo Atlas V della United Launch Alliance (joint venture di Boeing e Lockheed Martin) e fa parte di un progetto di ricerca guidato dal DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency).
La possibilità di rifornire, riconfigurare e riparare satelliti in orbita in modo autonomo e costo-efficace è una priorità sia a livello civile che militare, estendendola in quest’ultimo caso a un possibile e probabile impiego in funzione ASAT.

Immagini: Boeing

Raytheon sviluppa primo computer polimorfico

Riferimento | Americhe | Industria |

Il primo computer capace di adottare diverse architetture in base alle richieste applicative è in corso di sviluppo presso Raytheon.
Soprannominato MONARCH (Morphable Networked Micro-Architecture) e sviluppato per soddisfare le crescenti richieste di gestione di grandi volumi di dati delle moderne applicazioni militari in ambiente netcentrico, sarà il processore più adattabile mai costruito per il Department of Defense. Conportandosi come un singolo chip per il normale utilizzo e configurandosi come un array per trattamenti di dati dell’ordine di teraflop, ridurrà il numero di precessori normalmente impiegati per compiti di elaborazione e ottimizzerà i processi di calcolo.
MONARCH fornisce eccezionali capacità computazionali (6 microprocesori per 64 gigaflops di operazioni al secondo con più di 60 gigabytes di banda di memoria/sec) e di flessibilità combinate con una efficienza energetica allo stato dell’arte ed è completamente programmabile.
In test di laboratorio il MONARCH ha superato per prestazioni i processori Intel quad-core Xeon di un fattore 10.
MONARCH consentirà al DoD lo sviluppo di sistemi più piccoli, di minor consumo e resistenti alle radizioni derivanti dall’utilizzo in piattaforme gps, radar e video.
Il processore MONARCH è stato sviluppato sotto contratto DARPA (Defense Advanced Research Project Agency) dal U.S. Air Force Research Laboratory.

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